Redazione

Redazione

Suspendisse at libero porttitor nisi aliquet vulputate vitae at velit. Aliquam eget arcu magna, vel congue dui. Nunc auctor mauris tempor leo aliquam vel porta ante sodales. Nulla facilisi. In accumsan mattis odio vel luctus.

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Dominio russo nella 15km in skating maschile di OPA Cup a Goms. Netto successo per Artem Maltsev, che ha bissato la vittoria conquistata già sabato nella sprint. Il russo si è imposto ancora una volta davanti a un connazionale, questa volta Denis Spitsov, che ha concluso con un distacco di 15”5. Sul terzo gradino del podio il giovane austriaco Mika Vermeulen, ex combinatista, che ha disputato una seconda parte di gara di altissimo livello ottenendo così il suo primo podio in OPA Cup, prendendo anche i punti della vittoria, dal momento che è il primo degli atleti alpini.

Nella gara che si è svolta sotto una fitta nevicata, è da segnalare la buona prestazione del solito andorrano Irineu Esteve Altimiras, giunto quinto al traguardo. Nella top ten quattro svizzeri, tra i quali Dario Cologna giunto decimo a 1’02”. Per lui una gara utile a trovare soprattutto la condizione in vista di Davos e del Tour de Ski, senza dimenticare che l’obiettivo è entrare in forma per il Mondiale.

E gli italiani? Il migliore è stato Davide Graz, che ha concluso in 11ª piazza con un distacco di 1’18”1 dal vincitore. Per lui tutto sommato una buona prestazione. 18ª piazza per Simone Daprà, staccato di 1’47” dal vincitore, mentre nei trenta ha concluso anche Martin Coradazzi, 24° a 2’14”. Sfortunato Mikael Abram, costretto al ritiro a seguito di una caduta che ha causato la rottura di uno sci.

CLASSIFICA FINALE TOP 10
1° A. Maltsev (RUS) 35’03.5
2° D. Spitsov (RUS) +15.5
3° M. Vermeulen (AUT) +19.7
4° A. Timashov (RUS) +20.9
5° I. Esteve Altimiras (AND) +29.4
6° B. Klee (SUI) +46.0
7° D. Danuser (SUI) +49.1
8° S. Ardashev (RUS) +49.5
9° J. Rueesch (SUI) +52.0
10° D. Cologna (SUI) +1’02.2

Gli italiani
11° D. Graz +1’18.1
18° S. Daprà +1’47.1
24° M. Coradazzi +2’14.0
38° I. Mariani +2’46.0
48° S. Mocellini +3’15.6
74° M. Hellweger +4’42.0
80° F. Manzoni +5’16.2
DNF M. Abram

 

Tutta la gara è stata dominata da Niclas Steiger, fino all’arrivo dei nostri: Elia Barp ha fatto registrare sempre il 1° tempo negli intermedi, in lotta contro il compagno di Squadra Nicolo Cusini. Bene anche Matteo Ferrari e Benjamin Schwingshckl che registrano tempi intorno alla 10 posizione. 

Sul finale, Elia Barp supera definitivamente lo svizzero Niclas Steiger andando in prima posizione, Leonardo Capelli recupera un po’ di posizioni rispetto agli intermedi precedenti; ma l’arrivo di Nicolo Cusini fa segnare un tempo ancora inferiore rispetto a quello di Barp, a cui ruba la prima posizione. 

Nella classifica definitiva però, le prime due posizioni vengono conquistate dagli svizzeri Cla-Ursin Nufer e Antonin Savary; Nicolo Cusini si aggiudica il 3° posto definitivo, mentre Elia Barp scivola in 4° posizione. 

La classifica: 

1. Cla-Ursin NUFER SUI

2. Antonin SAVARY SUI

3. Nicolo CUSINI ITA

4. Elia BARP ITA

5. Jaume PUEYO ESP

6. Nicola WIGGER SUI

7. Niclas STEIGER SUI

8. Mario BEASSLER SUI

9. Philip WIESER AUT

10. Fabrizio ALBASINI SUI

 
 

Gli altri italiani:

17. Leonardo Capelli

19. Matteo Ferrari

28. Benjamin Schwingshckl

Dopo la debacle al femminile di ieri, la Norvegia non sbaglia praticamente nulla nella staffetta maschile che ha aperto l'ultimo giorno della lunga tappa di Coppa del Mondo di Kontiolahti. Il quartetto lanciato da Strula Lægreid e completato da Vetle Christiansen, Tarjei e Johannes Bø ha praticamente sempre mantenuto la leadership della gara, eccezion fatta per un passaggio in prima frazione quando il francese Emilien Jacquelin ha provato a far saltare il banco. Ma a saltare è stato proprio lui, in un improvvido poligono in piedi che gli ha recapitato ben tre giri di penalità (sei errori su otto colpi), affossando ogni speranza transalpina. 

Giro dopo giro per i norvegesi hanno progressivamente preso il largo, con Tarjei Bø che in terza frazione ha di fatto cambiando marcia permettendo al fratellino Johannes di affrontare l'ultimo segmento di gara senza particolare stress; una tranquillità che per poco non tirava un brutto scherzo al detentore della Coppa del Mondo, incappato in tre errori nella sessione di tiro a terra. Ma è stato solo un passaggio, perchè il vantaggio nei confronti di chi inseguiva era talmente ampio che JTB ha prontamente ritrovato la bussola per poi raggiungere senza problemi il traguardo, dopo 1:16'21 di gara e 9 ricariche utilizzate.

Alle spalle dei norvegesi ha trovato spazio una Svezia che dopo aver giocato in difesa nella prima frazione di Peppe Femling è successivamente andata in crescendo con Jesper Nelin e soprattutto con Martin Ponsiluoma e Sebastian Samuelsson che senza mai sbagliare al tiro ha potuto superare in tromba la Germania di Benedikt Doll per salire sul secondo gradino del podio. Terza piazza quindi per gli stessi tedeschi: Erik Lesser, Roman Ress, Arnd Peiffer e lo stesso Doll hanno fatto il loro e difeso un piazzamento da podio che era l'obiettivo di giornata.

Subito alle spalle del terzetto da premiazione, ecco la Russia seguita da un'Italia davvero convincente. In avvio Didier Bionaz ha concesso solo qualche briciola alla tensione del lancio, accumulando sì 54" di ritardo da Lægreid, ma gestendo al meglio i due poligoni senza mai perdere la bussola. Lukas Hofer ha quindi confermato di attraversa un buon momento di condizione (nonostante tutto, verrebbe da dire...) recuperando posizioni ed una ventina di secondi dalla testa della gara, per poi passare "il testimone" ad un Thomas Bormolini vivace e preciso, capace di mantenersi a ridosso dello svedese Ponsiluoma. Il resto l'ha fatto in chiusura Dominik Windisch e gli errori altrui: imprecisioni che l'alpino di Rasun non ha commesso, concretizzando un quinto posto che va oltre le migliori aspettative della vigilia. Due ricariche a testa, per gli azzurri: davvero bene. Alle loro spalle Austria, Repubblica Ceca e la Francia, ottava a poco meno di due minuti dalla Norvegia dopo il disastro Jacquelin.

 

La classifica finale della gara 

Nel primo weekend di OPA Cup, che si sta svolgendo a Goms, arriva subito una bella soddisfazione dal gruppo Milano-Cortina 2026. Francesca Franchi ha vinto nettamente la 10km in skating femminile, alla quale oltre ai paesi alpini, tranne la Francia che ha abbandonato la località dopo che due suoi atleti avevano manifestato sintomi riconducibili al covid, hanno preso parte anche alcune atlete della nazionale russa.

La trentina delle Fiamme Gialle ha disputato una gara di altissimo livello, andando a tutta dall’inizio alla fine, senza avere alcuna flessione nel corso della gara, incrementando il proprio vantaggio ad ogni intermedio, fino a tagliare il traguardo facendo registrare un tempo di 24”5 migliore rispetto a quello della russa Anna Nechaevskaya. Una prestazione che non può passare inosservata se si aggiunge che Antonia Fräbel ha concluso terza a 35”8. Altissimi i distacchi delle altre: Alisa Zhambalova a 54”2, poi la svizzera Faehndrich e la russa Kirpichenko ad oltre un minuto. Con questo risultato, Francesca Franchi si è ampiamente meritata il posto per Davos.

Nelle dieci anche altre due azzurre. Cristina Pittin ha concluso a 1’28”9 in nona posizione e Martina Di Centa è giunta 10ª nel giorno del suo esordio nella categoria, mostrando un grande carattere nel finale quando ha tenuto le code di Antonia Fräbel, guadagnando tante posizioni. 13ª piazza per Caterina Ganz, che deve ancora trovare la miglior condizione di forma, così come Nicole Monsorno giunta 42ª.

CLASSIFICA FINALE
1ª F. Franchi (ITA) 25’25.6
2ª A. Nechaevskaya (RUS) +24.5
3ª A. Fräbel (GER) +35.8
4ª A. Zhambalova (RUS) +54.2
5ª N. Fähndrich (SUI) +1’00.6
6ª Y. Kirpichenko (RUS) +1’05.3
7ª J. Preussger (GER) +1’11.6
8ª L. Lohmann (GER) +1’28.7
9ª C. Pittin (ITA) +1’28.9
10ª M. Di Centa (ITA) +1’36.6

Le altre italiane
13ª C. Ganz +1’45.0
42ª N. Monsorno +4’13.5

 

Nella gara U20 le atlete italiane hanno dimostrato di essere molto competitive. La prima a scendere in pista è stata Lucia Isonni, che al 1,5 km registrava il 3° tempo. Bene anche tutti gli altri intermedi, e conclude inizialmente la gara al 2° posto. Riesce a mantenere la posizione fino all’arrivo di Mali Klara (SLO) e Mazi Jamnik Hana (SLO), scivolando poi all’11° posto

Silvestri Veronica parte subito in testa e dal 3km in poi fa registrare sempre il miglior tempo. Sul traguardo arriva 1°, ci rimane per metà gara sorpassata poi dalle slovene e concludendo la competizione al 9° posto. Anche Sara Hutter e Francesca Cola fanno registrare ottimi intermedi durante tutta la competizione, concludendo poi al 13° e 14° posto

 

Le prime classificate

1. MAZI JAMNIK Hana SLO

2. WEBER Anja SUI

3. KAELIN Nadja SUI

4. WALCHER Witta-luisa AUT

5. KAELIN Marina SUI

6. MALI Klara SLO

7. IGLESIAS Maria ESP

8. JAZBEC Sara SLO

9. SILVESTRI Veronica ITA

10. MEIER Lea SUI

 

Le italiane:

11. ISONNI Lucia

13. HUTTER Sara

14. COLA Francesca

A Goms si è aperta l'OPA Cup senior e Junior. Per l'Italia sono arrivati tre podi, mentre la Francia non ha partecipato perché ha lasciato la località dal momento che due atleti hanno manifestato sintomi riconducibili al covid-19.

GARE FEMMINILI

Una Faehdrich davvero scatenata nella finale della sprint in tecnica libera di Goms, Svizzera. Dopo aver staccato fin da subito la tedesca Fraebel, si aggiudica la vittoria. Quarta e quinta piazza per l’Italia con Caterina Ganz e Cristina Pittin. Nelle U20, ottima gara per l’Italia: Lucia Isonni si aggiudica il secondo posto dietro a Weber, bene anche Francesca Cola che chiude in quinta posizione. 

Classifica finale junior

1. WEBER Anja SUI

2. ISONNI Lucia ITA

3. KAELIN Nadja SUI

4. MEIER Lea SUI

5. COLA Francesca ITA

6. IGLESIAS Maria ESP

Le altre italiane:

8. HUTTER Sara 

12. SILVESTRI Veronica

classifica finale senior 

1. FAEHNDRICH Nadine SUI

2. FRAEBEL Antonia GER

3. ZHAMBALOVA Alisa RUS

4. GANZ Caterina ITA

5. KIRPICHENKO Yana RUS

6. 3 PITTIN Cristina ITA

Le altre italiane:

8. DI CENTA Martina 

9. FRANCHI Francesca

18. MONSORNO Nicole

 

GARE MASCHILI

Sotto una copiosa nevicata si è disputata la sprint maschile U20 e Senior. Trionfo di Pueyo negli Junior, seguito da due italiani, Cusini e Ferrari. Gara molto combattuta per la conquista dei primi tre posti, ma ottima prestazione per l’Italia. 

Nella Senior dominio del russo Maltsev seguito da un altro russo, Terentev; a chiudere il podio lo svizzero Riebli. Graz ce la mette tutta e termina in quarta posizione. 

 

Classifica finale Junior

1. PUEYO Jaume ESP

2. CUSINI Nicolo ITA

3. FERRARI Matteo ITA

4. GROS Anze SLO

5. NUFER Cla-Ursin SUI

6. PITTIER Ilan SUI

Gli altri italiani: 

7.Elia Barp

9.Capelli Leonardo

19.Schwingshack Benjamin

 

Classifica finale Senior

1. MALTSEV Artem RUS

2. TERENTEV Alexander RUS

3. RIEBLI Janik SUI

4. GRAZ Davide ITA

5. HIMMA Martin EST

6. FAEHNDRICH Cyril SUI

Gli altri italiani:

11.Hellweger Michael

14.Abram Mikael

27.Mocellini Simone

30.Manzoni Francesco

Giornata memorabile per la nazionale svedese: dopo il successo di Sebastian Samuelsson nell’inseguimento arriva anche il successo nella prima staffetta femminile stagionale valida per la seconda tappa di Coppa del Mondo di biathlon da Kontiolahti (Finlandia). Il quartetto composto da Johanna Skottheim, Mona Brorsson, Elvira Oeberg e Hanna Oeberg porta al quarto successo stagionale la Svezia in 8 gare, precedendo di 9.6 secondi la Francia (Bescond, A. Chevalier, C. Chevalier e Braisaz), terzo posto per la Germania (Hinz, Preuss, Hammerschmidt e Herrmann) a 43.9 secondi dalle scandinave.

Partenza in salita per la favorita Norvegia, con Karoline Knotten, a podio nella sprint di domenica scorsa, che cade nella discesa ponte che porta al primo poligono ed è costretta all’utilizzo di tre ricariche, quattro complessive al tiro (0+3, 0+1). Ne approfittano Svezia e Bielorussia, che sfruttano l’ottima condizione di Skottheim (0+0, 0+2) e Alimbekava (0+1, 0+1), con Vittozzi terza dopo la prima frazione a 5.3 secondi dalla Bielorussia con due ricariche utilizzate nella serie in piedi (0+0, 0+2). La Francia ha preso invece il comando nella seconda frazione, con Anais Chevalier che legge al meglio un poligono reso insidioso dal vento (0+0, 0+1) in particolare nella serie in piedi, prendendo il largo con secondi sulla svedese Brorsson (0+1, 0+1) e sull’ucraina Valy Semerenko.

Molto positivo l’esordio in staffetta per Irene Lardschneider, nonostante le tre ricariche utilizzate nella serie in piedi (0+0, 0+3), che si è difesa limitando a 46.5 i secondi di distacco dalla Francia chiudendo la sua prova in quinta posizione provvisoria. Grazie al forcing nell’ultimo giro di Elvira Oeberg, nonostante l’utilizzo di tre ricariche (0+1, 0+2), la Svezia ha messo una forte ipoteca sul successo nella terza frazione, dove ha sopravanzato Chloe Chevalier, con la francese titubante nel secondo poligono reso complicato dal vento (0+0, 0+2). Solida prova per Dorothea Wierer che porta l’Italia in lotta per il podio, sebbene abbia utilizzato tre ricariche (0+1, 0+2), inseguita da vicino dalla tedesca Maren Hammerschmidt.

Solida la performance di Hanna Oeberg che conferma il suo ottimo momento di forma domando il vento di Kontiolahti con una sola ricarica utilizzata (0+0, 0+1) e 9.6 secondi di vantaggio sulla francese Braisaz, abile a limitare a tre le ricariche nella serie in piedi e a resistere al ritorno nell’ultimo giro della tedesca Denise Herrmann, che ha portato comunque sul podio la Germania a 43.9 secondi dalla testa.

Sesta posizione finale per l’Italia, che ottiene un piazzamento forse al di sopra delle aspettative della vigilia che ha ben figurato per larghi tratti di gara, con Federica Sanfilippo che ha chiuso la sua prova con 5 ricariche (0+2, 0+3) e sopravanzata solo nel corso dell’ultima parte di gara da Russia e Ucraina che occupano le posizioni a ridosso del podio, risultato che non è sembrato posi così distante dalle potenzialità delle azzurre. Delusione di giornata la Norvegia con l’ottavo posto finale (Knotten, Eckhoff, Tandrevold e Olsbu Roiseland) a oltre 3 minuti dalla testa e condizionate dalle cattive perfomance ottenute nelle prime due frazioni.

PER LA CLASSIFICA COMPLETA CLICCA QUI

Mattinata di test a Livigno, dove si sono svolte delle sprint in tecnica libera valide anche come selezione per Davos. Al via atleti dei corpi sportivi ma anche alcuni nazionali, reduci da Ruka, che hanno scelto la località livignasca per preparare le prossime gare.

Emozionante la competizione femminile, nella quale ha colpito lo stato di forma di Elisa Brocard, che ha vinto ancora una volta dopo i successi nei tanti "allenamenti cronometrati", come sono stati chiamati quest'anno, che si sono svolti nel corso delle ultime settimane. La valdostana del Centro Sportivo Esercito, dopo aver chiuso la qualificazione in testa davanti a Lucia Scardoni e con ampio margine su tutte le altre, ha vinto anche le finali sempre davanti alla veneta delle Fiamme Gialle, al termine di un bel duello tra le due. A questo punto è difficile non immaginare di vedere la valdostana a Davos la prossima settimana. Alle loro spalle, in terza posizione è giunta Chiara De Zolt Ponte, che nelle finali si è comportata molto bene, provando a lottare con le due avversarie più esperte fino alla fine. Quarta Martina Bellini.

Tra gli uomini bella vittoria di Giacomo Gabrielli, che si è imposto al termine di un bel duello interno al Centro Sportivo Esercito con Stefan Zelger. Il trentino ha avuto la meglio nel finale sul bolzanino, che aveva però fatto registrare un ottimo tempo nella qualificazione della mattina, lanciando un bel segnale per Davos. In terza posizione è giunto Giovanni Ticcò. Il 2000 delle Fiamme Oro ha fatto bene già in qualificazione questa mattina, chiudendo al terzo posto, per poi con grande generosità strappare la terza piazza a Maicol Rastelli nel finale.

Fondo Italia era presente con Katja Colturi, che ha documentato le due finali. Potete vederle nel video a fondo pagina. Domani si tornerà in pista per le distance in skating, 15km per gli uomini ed altrettanti per le donne.

Trema la Coppa del Mondo di sci di fondo. Dopo Norvegia e Svezia, anche la Finlandia ha dato forfait per le tappe di Davos e Dresda. Fino alla giornata di ieri, i finlandesi sembravano intenzionati a partecipare alle prossime due tappe, ma dopo una riunione interna allo staff tecnico della nazionale assieme ai medici della federazione, ed una consultazione anche con altri paesi nordici (Svezia e Norvegia?) la Finlandia ha deciso di rinunciare alle tappe in Svizzera e Germania.

Nel Comunicato Stampa della Federazione Finlandese, il medico capo del Comitato Olimpico nazionale finlandese, Maarit Valtonen, ha spiegato le motivazioni che hanno portato a questa scelta. Dalle sue parole si percepisce anche un’accusa nei confronti di altre nazionali: «Sfortunatamente, a Ruka abbiamo scoperto che l’atteggiamento nei confronti del covid-19 varia notevolmente tra le diverse persone. In occasione del Ruka World Cup, primo grande evento della stagione, gli organizzatori hanno costruito una bolla al meglio delle loro conoscenze, ma a causa della variabilità della comprensione e dell’impegno comune dei partecipanti, la bolla di gara non si è materializzata».

Valtonen ha poi aggiunto: «La situazione dell’epidemia di covid in Europa è complicata e le squadre nazionali hanno una grande responsabilità se viaggiano tra i paesi. Deve essere compiuto ogni sforzo per garantire che atleti e persone al seguito non vengano infettate e non diffondano ulteriormente la malattia. Vogliamo sicuramente promuovere la cooperazione tra FIS, squadre ed organizzatori in modo che la competizione internazionale sia nuovamente possibile».

Secondo l’allenatore finlandese Teemu Pasanen, la decisione non è stata facile ma non aveva senso viaggiare con tanti atleti: «In questa situazione non ha senso andare in giro per il mondo. Vogliamo garantire una preparazione adeguata per l’obiettivo principale della stagione, i Mondiali di Oberstdorf».

Al momento quindi gli atleti finlandesi continueranno ad allenarsi in patria e più avanti sarà fatta una scelta per il Tour de Ski.

Intanto, le gare di Davos e Dresda ad oggi sono confermate, ma con tre top team già fuori dai giochi, il rischio di cancellazione sta crescendo.

Con un comunicato pubblicato poco fa sul sito ufficiale della Svenska Skidförbundet, la nazionale svedese di sci di fondo ha annunciato il suo forfait per le tappe in programma a Davos il 12 e 13 dicembre e Dresda il 19 e 20 dicembre. La squadra svedese, come già chiaro nella giornata di ieri, segue la Norvegia nella scelta di non partecipare alle competizioni alpine. Per il momento viene lasciata una porta aperta al Tour de Ski.

Il responsabile dello sci di fondo svedese, Daniel Fåhraeus ha così motivato la decisione presa: «Abbiamo deciso di rinunciare alle prossime gare di Coppa del Mondo a Davos e Dresda, una scelta molto difficile, ma presa mettendo al centro la salute degli atleti. Sappiamo che questa decisione crea delusione tra gli atleti ma anche per il pubblico davanti alla tv. Oggi però non importa quanto vogliamo competere e dare spettacolo al pubblico, questa decisione sembra l'unica cosa giusta quando la salute viene messa al primo posto».

La decisione di rinunciare alle competizioni è stata presa insieme al responsabile medico della nazionale di fondo, Per Andersson e anche gli atleti sono stati coinvolti e consultati. «La valutazione medica è stata di grande importanza per la nostra scelta - ha sottolineato Fåhraeus - allo stesso tempo, siamo stati attenti ad esplorare ogni opportunità per portare la squadra in modo sicuro prima di tutto a Davos ma anche a Dresda. Siamo però giunti alla conclusione che la cosa migliore da fare fosse rinunciare».

Anche il medico sociale Per Andersson ha motivato la decisione: «A Ruka abbiamo imparato alcune cose sulla realizzazione di una competizione di Coppa del Mondo. Abbiamo scoperto che è andata bene, ma potremmo anche essere stati fortunati. Allo stato attuale, non possiamo avere la certezza di non incorrere in infezioni sulla strada per e da Davos o Dresda. Se le cose vanno male, la malattia può avere conseguenze potenzialmente gravi per la persona infetta. Nessuno di noi coinvolti è disposto a correre questo rischio».

Sembra di rivivere quanto accadde nel mese di marzo, quando prima la Norvegia e successivamente la Svezia rinunciarono alle gare in Nord America, spingendo così tutte le altre squadre a prendere la stessa decisione, portando di fatto alla cancellazione delle gare. Al momento, però, le altre nazioni sembrano avere intenzione di continuare. Vedremo però se l'aver lasciato una porta aperta per il Tour de Ski possa portare la FIS a prendersi la responsabilità di cambiare in corsa il programma e far disputare tutta la competizione in un'unica località, come fatto intendere alcuni giorni fa dai norvegesi. 

Pagina 16 di 687
Top