Redazione

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Ci sarà anche Dietmar Nöckler nella 15km in tecnica classica di Coppa del Mondo a Lahti. Il poliziotto, che proprio in Finlandia vinse l'argento mondiale nella team sprint iridata del 2017 in coppia con Federico Pellegrino, era assente dalla prima lista di convocati diffusa nella mattinata di ieri dalla FISI. Nel pomeriggio c'è poi stato un aggiornamento, nel quale i convocati sono passati da cinque a sei. Così oltre a Francesco De Fabiani, Giandomenico Salvadori, Stefan Zelger, Paolo Ventura, Stefano Gardener, ci sarà anche Dietmar Nöckler.

Per Nöckler sarà l'occasione di mettersi finalmente alla prova nel suo format di gara preferito, la 15km in tecnica classica, con l'augurio di conquistare i primi punti stagionali in Coppa del Mondo.

Ventidue atleti nel fondo tra Juniores e Under 23, nove nel salto e sei nella combinata nordica, rappresenteranno l'Italia a Oberwiesenthal, dove sabato partiranno ufficialmente i Mondiali Giovanili di sci nordico.

L'Italia ci arriva a distanza di un anno dalle emozioni del 2019, quando a Lahti arrivarono l'oro di Luca Del Fabbro nella 30km in classico Juniores e il bronzo di Lara Malsiner nel salto femminile.

C'è grande curiosità di vedere poi le gare di staffetta mista di combinata nordica e sci di fondo Under 23, che si aggiungeranno a quella del salto.

Il programma completo.

Sabato 29 Febbraio 2020
12.00 Fondo – Sprint Junior Maschile e Femminile TL (Qualificazione)
14.00 Fondo – Sprint Junior Maschile e Femminile TL (Finali)

Domenica 1 Marzo 2020
12.00 Fondo – Sprint Under 23 Maschile e Femminile TL
14.00 Fondo – Sprint Under 23 Maschile e Femminile TL

Lunedì 2 Marzo 2020
10.00 Fondo – 5km TC Junior Femminile
12.00 Fondo – 10km TC Junior Maschile

Martedì 3 Marzo 2020
10.00 Combinata - PCR HS105 Femminile
12.00
Fondo – 10km TC Under 23 Femminile
12.45 Combinata - PCR HS105 Maschile
14.00 Fondo – 15km TC Under 23 Maschile

Mercoledì 4 Marzo 2020
10.00
Combinata – Gundersen Salto HS105 Femminile
12.00 Fondo – 15km TL mass start Junior Femminile
12.00 Combinata – Gundersen Salto HS105 Maschile
14.00 Fondo – 30km TL mass start Junior Maschile
15.00 Combinata – Gundersen Fondo 5km Femminile
16.00 Combinata – Gundersen Fondo 10km Maschile

Giovedì 5 Marzo 2020
10.00 Fondo – 15km TL mass start Under 23 Femminile
12.00 Fondo – 30km TL mass start Under 23 Maschile
15.00 Salto – HS105 Femminile
18.00 Salto – HS105 Maschile

Venerdì 6 Marzo 2020
10.00 Fondo – Staffetta 4x3.3km Junior Femminile
10.00 Combinata – Team Event Salto HS105 Mista
12.00 Fondo – Staffetta 4x5km Junior Maschile
14.00 Combinata – Team Event Fondo (5 + 2,5 + 2,5 +5km) Mista

Sabato 7 Marzo 2020    
11.00 Fondo – Staffetta Mista Under 23
15.00 Salto – Team Event HS105 Femminile
18.00 Salto – Team Event HS105 Maschile

Domenica 8 Marzo 2020
10.00
Combinata – Team Event Salto HS105 Maschile
14.00 Combinata – Team Event Fondo 4x5km Maschile
15.00 Salto – Team Event HS105 Mista

Torna la Coppa del Mondo di fondo in una località cara all'Italia, quella Lahti, dove nel 2017 Federico Pellegrino vinse l'oro mondiale nella sprint in skating, per poi imporsi in Coppa del Mondo l'anno successivo e salire sul podio nella passata stagione. Il valdostano, però, non ci sarà per preparare al meglio la sprint di Konnerud, che si disputerà la prossima settimana in skating, sostituendo la classica di Drammen.

Non sarà presente nemmeno la squadra femminile, dal momento che Laurent e Scardoni riposeranno per le prossime sprint, mentre Debertolis e Brocard hanno bisogno di recuperare dopo le fatiche dello Skitour, con Comarella e Franchi che invece sono ai Mondiali Under 23.

Per questo motivo l'Italia andrà su in Findlandia solo con cinque uomini per disputare sabato la 15km in classico e domenica la staffetta. Il dt Marco Selle ha convocato Francesco De Fabiani, Giandomenico Salvadori, Paolo Ventura, Stefan Zelger e Stefano Gardener. Quattro di loro gareggeranno nella staffetta.

Dopo la puntata speciale della scorsa settimana, direttamente da Anterselva dove stava commentando il Mondiale di biathlon per la RAI, la rubrica di Pietro Dutto torna scritta. Nell’appuntamento di questa settimana, ovviamente, focus sul Mondiale che si è appena concluso. Nel suo “Punto”, l’ex biatleta ha parlato dei protagonisti dello splendido evento iridato, dato il proprio giudizio sull’Italia e parlato in particolare di Lisa Vittozzi e del futuro azzurro.

Ciao Pietro. Si è concluso il Mondiale di Anterselva, che sarà ricordato come uno di quelli più belli per organizzazione e per spettacolarità delle gare.
«Direi che è stato un Mondiale assolutamente positivo, il Comitato Organizzatore di Anterselva si è confermato molto rodato, come si sapeva già dalla vigilia. Abbiamo visto tutti soddisfatti, non soltanto i tifosi e gli atleti, ma anche i giornalisti e tutti gli altri addetti ai lavori, che hanno avuto tutte le comodità possibili. Inoltre possiamo dire che abbiamo assistito a delle gare avvincenti. Certo, ci sono stati dei dominatori, come Wierer e Røiseland, ma alla fine tutte le gare sono state combattute fino alla fine. Sicuramente è stato uno spettacolo più bello rispetto ad alcuni anni fa quando magari a volte c’era l’atleta che ammazzava le gare. È stato uno spettacolo».

Partiamo dalle donne: credo ci siano pochi dubbi sulle protagoniste del Mondiale.
«Ovviamente Wierer e Røiseland. Doro è stata davvero grande, è riuscita a gestire al meglio le pressioni e non farsi condizionare da quanto accaduto alla vigilia, confermando il proprio valore e andando anche ben oltre le aspettative. La Norvegia si aspettata Eckhoff, che ha sparato male, ma come sempre ha trovato l’alternativa. Røiseland è stata davvero bravissima, fredda, ha saputo gestire le gare alle perfezioni, sia quelle individuali sia le staffette. La mass start dell’ultimo giorno è stato il giusto riassunto di quanto visto nelle gare femminile. Doro purtroppo ha pagato quell’errore in più nel finale e aveva anche speso tanto fisicamente. Røiseland ha gestito ancora una volta la competizione al meglio e alla fine con l’ottimo ultimo poligono si è presa la vittoria. Giusto siano state loro sui primi due gradini del podio all’ultima giornata».

Wierer ha ancora una volta fatto la storia del biathlon italiano: due ori e un argento individuali, più la medaglia d’argento vinta con la staffetta mista. Ti ha sorpreso?
«Beh, una come Dorothea non mi sorprende mai perché è un’atleta straordinaria e ha grande carattere. Però ammetto che questa volta è andata oltre le previsioni. Da lei mi aspettavo delle belle gare, sapevo che avrebbe fatto molto bene nelle prove sui quattro poligoni, lo dissi nella puntata pre Mondiale, ma che tornasse da queste due settimane con un bottino così pieno è qualcosa di straordinario, soprattutto se consideriamo tutte le pressioni. È stata bravissima anche quando non è salita sul podio come nella staffetta femminile o nella sprint. Forse non era stata perfetta nella staffetta mista, ma quella medaglia le è servita a sbloccarsi. Peccato solo la single mixed relay, forse l’unica gara in cui non è riuscita a dare il meglio. Vero, il pettorale alto l’ha penalizzata, ma all’ultimo poligono era arrivata in zona podio. Comunque più di così era quasi impossibile. Chapeau».  

Alla fine la mossa di Røiseland di saltare la tappa di Le Grand Bornand si è rivelata azzeccata; in fin dei conti già allora avevi affermato che le avrebbe dato un bel vantaggio.
«In ottica Mondiale, staccare una settimana d'anticipo e riprendere ad allenarti prima, è un’arma in più da utilizzare. È sempre molto difficile allenarsi durante le varie tappe della Coppa del Mondo, non c’è lo spazio per tornare sul lavoro estivo, quindi per alcuni atleti può essere strategico staccare, soprattutto in determinate stagioni. Certo, rispetto a noi, la Norvegia può permetterselo, perché ha la fortuna, al femminile e al maschile, di avere gli atleti per sostituirli e salire ugualmente sul podio. Così, assente Røiseland, era esplosa Eckhoff, mentre nelle prime tappe avevano avuto Tandrevold. Pensate anche al Mondiale maschile, Bjoentegaard avrebbe avuto il diritto di fare la mass start, è undicesimo in classifica generale, ma potevano schierarne solo quattro ed è rimasto fuori. La Francia ha potuto lasciare Jacquelin out nell’individuale, mentre Guigonnat non ha avuto alcuno spazio. Beati loro, noi non potremmo mai permettercelo».

Il Mondiale di Lisa Vittozzi è stato invece molto deludente. Forse ha pagato tutta la polemica esplosa a pochi giorni dall’evento di Anterselva, in quanto il secondo poligono della mass start sembra il manifesto del suo attuale momento a livello mentale?
«Voglio però essere positivo e partire dal bicchiere mezzo pieno: ha portato a casa una medaglia da protagonista con la staffetta mista, ha disputato un’ottima staffetta femminile e una bella sprint. Insomma, a tratti ha mostrato il suo grande talento. Purtroppo ha mancato completamente le altre tre gare. Era chiaro che non fosse serena per tutto quanto accaduto, non è certo normale fare cinque errori in una serie. Ora deve assolutamente cercare di risolvere i suoi problemi, anche se secondo me sarà più facile farlo in primavera che nelle prossime tre tappe, anche se sarei felicissimo se lo facesse subito».

Secondo te come può uscire da questo periodo difficile? Cosa devono fare lei e anche gli allenatori?
«Io credo che oggi soltanto lei possa sapere bene quale sia l’origine di tutti i suoi problemi. Bisogna capire se è soltanto un suo problema mentale e se questo possa derivare da un rapporto incrinato all’interno del gruppo. Una volta capito ciò bisognerà poi trovare la soluzione. Non escluderei anche la possibilità di allenarsi con un suo team».

Chi ti ha deluso in questo Mondiale?
«Sicuramente è stato un Mondiale negativo per la squadra femminile francese. Nessuna delle atlete transalpine è riuscita a interpretare bene il poligono. Nei primi giorni hanno faticato con quelle condizioni difficili, poi si sono completamente perse. Ovviamente al di sotto delle aspettative ha reso Eckhoff, attesa come la grande dominatrice del Mondiale. A livello individuale non ha vinto nulla, andando sempre in difficoltà al poligono. Ad Anterselva è tornata quella di sempre con tutta la sua incostanza al tiro. Infine l’altra delusione è stata la Svezia, maschile e femminile, salvata in calcio d’angolo da Öberg con il bronzo nella mass start. Un po’ pochino per le aspettative iniziali, anche dell’atleta stessa».

Se tra le donne è facile trovare i nomi delle protagoniste, tra gli uomini appare più complicato.
«Vero, è molto difficile trovarlo. Se dovessi sceglierne uno, però, opterei per Jacquelin, che è stato il volto nuovo del Mondiale, dando spettacolo con i suoi finali. Questo ragazzo deve ancora trovare costanza al tiro, perché ha un atteggiamento un po’ aggressivo al poligono, ma può crescere molto. Lo considero l’uomo copertina del Mondiale maschile, anche perché gli altri hanno un palmares ben diverso da lui. Alla fine, anziché il duello Johannes Bø – Martin Fourcade, che tutti ci aspettavamo, è stata una lotta tra tanti. Peccato per Fillon Maillet, al quale è mancata costanza al poligono, ma ormai è lì con loro. Comunque la lotta tra Francia e Norvegia è stata spettacolare. La mass start, in una certa fase, è sembrata quasi una gara di ciclismo, con un team in testa a scappare e l’altro compatto a inseguire. Bellissimo, un livello altissimo».

Fourcade è stato bravo a vincere forse l’unica gara che era davvero nelle sue corde per la forma attuale.
«Ma proprio questo conferma che è un grandissimo campione, perché quel giorno ha disputato una gara quasi perfetta. Sapeva che quel contesto era quello ideale per cercare l’assalto all’oro e alla fine l’ha conquistato. In quella gara, poi, le condizioni erano piuttosto complicate».

Proprio all’ultima gara Johannes Bø ha vinto il suo oro individuale, dopo i due a squadre.
«Sono stato veramente felice per lui, aspettavamo tutti il suo oro nella mass start e ha fatto una gara bellissima. A me ha colpito tanto dal punto di vista umano, perché uno come lui avrebbe avuto tutto il diritto di essere nervoso dopo le prime gare, invece è rimasto sempre sereno e tranquillo. Altri sarebbero stati arrabbiati al posto suo nel non vedersi dominatore, visto quanto fatto negli ultimi due anni. Il suo carattere solare è qualcosa di veramente bello da vedere in uno sportivo».

Il tuo giudizio sul Mondiale della squadra azzurra al maschile?
«Partiamo dal presupposto che è sempre complicato in campo maschile arrivare a medaglia. Credo che possiamo giudicare positivo quello di Lukas Hofer, al quale è mancato forse un colpo nella sprint ma anche nell’individuale per essere tra i migliori. Ancora una volta è stato vicino ai migliori al Mondo e se consideriamo i problemi fisici che l’hanno tormentato nel corso della stagione, quanto ha fatto non è da buttare. Windisch ha salvato in parte il suo Mondiale con la mass start. Comunque entrambi sono stati grandi protagonisti nella staffetta mista d’argento».

Dopo la staffetta femminile, ma anche già prima della gara, in molti hanno contestato la scelta della formazione azzurra; anche tu ritieni fosse sbagliato schierare le due big in apertura?
«Io credo che si poteva fare ben poco di diverso. Per la mia esperienza è più facile mantenere un vantaggio che recuperare da dietro, quindi nelle nostre condizioni ci stava una formazione d’attacco. Se Federica fosse stata al top, forse avremmo avuto un finale diverso, non da podio ma magari da top five, che poteva essere il massimo per quanto si è visto quest’anno. Quindi ci stava un azzardo, perché con una formazione diversa non avremmo avuto chance. Diciamo che ci abbiamo provato».

Ecco, possiamo affermare che il Mondiale ha confermato quanto però, dietro a Wierer, Vittozzi, Hofer e Windisch, l’Italia sia in sofferenza. Cosa bisogna fare per cambiare il corso delle cose?
«Si sapeva, purtroppo non abbiamo atleti da top quindici oltre quei quattro. Si può soltanto continuare a lavorare come si sta facendo oggi e avere pazienza, perché purtroppo abbiamo un buco generazionale tra questi atleti e coloro che sono nati negli anni duemila. Lì abbiamo alcuni giovani di talento, ma dobbiamo anche permettergli di lavorare e maturare con calma. A meno che non si è fenomeni, la maturazione arriva attorno ai 24 o 25 anni, quindi in tempo per l’appuntamento olimpico».

Pensi sia il caso di lanciare però alcuni giovani già nel finale di questa stagione per fargli fare esperienza?
«Credo che quella di Nove Mesto sia l’occasione giusta per dare la chance a Bionaz e Giacomel di esordire in Coppa del Mondo. Ritengo sia giusto lanciarli lì, perché avranno meno pressione rispetto a quella che avrebbero trovato se fossero stati convocati al Mondiale. Almeno potranno fare esperienza in tutta tranquillità e vedere dove si trovano rispetto ai big mondiali».

Un’ultima domanda te la pongo su Loginov. Eravamo insieme nel media centre dopo il successo del russo nella sprint; più che una conferenza stampa sembrava un processo. Cosa ne pensi di tutta la vicenda?
«Loginov ha semplicemente seguito il regolamento: ha scontato la squalifica e come è previsto è tornato a gareggiare. Mi pare sia stato controllato più volte ed è sempre risultato pulito. La gente dovrebbe mettersi in testa che queste sono le regole e non si può continuare ad attaccarlo di continuo, almeno fino a prova contraria. In passato ha sbagliato e questo lo sappiamo tutti, ma la regola gli ha permesso di rientrare, quindi ora deve essere lasciato in pace. Alcune nazioni dovrebbero essere un po’ meno ipocrite, perché ci sono altri atleti che sono rientrati da squalifiche, oppure ex atleti squalificati sono oggi allenatori o dirigenti, dopo aver scontato la pena. Loginov inoltre ha vinto con un doppio zero, ha fatto la differenza al poligono, non sugli sci, e non meritava tutto questo accanimento».

Nove convocati per le gare di salto (quattro uomini e cinque donne), sei per la combinata nordica (due donne e quattro uomini) saranno gli atleti che rappresenteranno l'Italia a Oberwiesenthal nei Mondiali Juniores di Sci Nordico. Il team azzurro ha avuto il via libera a partire nonostante l'emergenza coronavirus che ha colpito buona parte del Nord Italia, in particolare Lombardia e Veneto.

La squadra azzurra ha diversi atleti che possono far bene, anche se la più attesa è ovviamente Lara Malsiner, arrivata a questo evento in un ottimo periodo di forma, alla sua ultima occasione. Attesa anche per la squadra di combinata nordica, reduce da risultati positivi.

SALTO

UOMINI
1. Bresadola Giovanni – G.S. Monte Giner
2. Cecon Francesco – Bachmann S. College
3. Galiani Mattia – S.C. Groeden
4. Moroder Daniel – S.C. Groeden

DONNE
1. Ambrosi Martina – U.S. Dolomitica
2. Malsiner Jessica – S.C. Groeden
3. Malsiner Lara – G.S. Fiamme Gialle
4. Sieff Annika – U.S. Lavazè
5. Tomaselli Giada – G.S. Monte Giner

Il programma di gare:
Gio. 05/03 - HS105 femminile - ore 15.00
Gio. 05/03 - HS105 maschile - ore 18.00
Sab. 07/03 - Team HS105 femminile - ore 15.00
Dom. 08/03 - Team HS105 maschile - ore 18.00
Dom. 08/03 - Team HS105 mista - ore 15.00

COMBINATA NORDICA

UOMINI
1. Bortolas Iacopo – U.S. Dolomitica
2. Facchini Manuel – U.S. Dolomitica
3. Mariotti Domenico – G.S. Monte Giner
4. Radovan Stefano – G.S. Monte Giner

DONNE
1. Dejori Daniela – S.C. Groeden
2. Sieff Annika – U.S. Lavazè

Il programma delle gare:
Mer. 04/03 - Gundersen HS105/5 km femminile - ore 10.00
Mer. 04/03 - Gundersen HS105/10 km maschile - ore 12.00
Ven. 06/03 - Team HS105/4x2,5 km femminile - ore 10.00
Dom. 08/03 - Team HS105/4x5 km maschile - ore 10.00

Saranno ventidue gli azzurri del fondo che andranno a Oberwiesenthal dove sono in programma i Mondiali Juniores e Under 23. Una bella notizia, perchè a causa dell'emergenza Coronavirus la partenza della squadra italiana era stata in dubbio fino a poche ore fa. Al Mondiale vanno nove under 23 (5 uomini e 4 donne), e 13 Under 20 (6 ragazze e 7 maschi).

Di seguito il comunicato.

Il presidente Flavio Roda ha ufficializzato con delibera numero 153 del 24 febbraio gli atleti convocati per i prossimi Mondiali giovanili di sci di fondo che si terranno a Oberwiesenthal (Ger) da venerdì 28 febbraio a domenica 8 marzo. Si tratta complessivamente di 22 nomi, di cui nove impegnati fra gli under 23 e 13 in gara negli juniores. Ecco il quadro completo e il calendairo delle competizioni.

Squadra U23 femminile
1. FRANCHI FRANCESCA – G.S. Fiamme Gialle
2. PITTIN CRISTINA - C.S. Esercito
3. BELLINI MARTINA – C.S. Esercito
4. COMARELLA ANNA - G.S. Fiamme Oro

Squadra U23 maschile
1. DAPRA’ SIMONE – G.S. Fiamme Oro
2. ROMANO LORENZO – G.S. Carabinieri    
3. MOCELLINI SIMONE – G.S. Fiamme Gialle
4. CORADAZZI MARTIN – C.S. Esercito
5. ARMELLINI MATTIA – G.S. Fiamme Oro

Squadra Juniores femminile
1. MONSORNO NICOLE (TN) – G.S. Fiamme Gialle
2. DI CENTA MARTINA (FVG) - C.S. Carabinieri
3. MAJ VALENTINA (AC) - C.S. Carabinieri (tesserata)
4. JEANTET EMILIE (ASIVA) - C.S. Esercito
5. ROSSI ANNA (AC) - C.S. Carabinieri
6. CASSOL FEDERICA (ASIVA) - C.S. Esercito

Squadra Juniores maschile
1. GRAZ DAVIDE (FVG) – G.S. Fiamme Gialle
2. MARIANI IVAN (TN) – G.S. Fiamme Oro (tesserato)
3. MANZONI FRANCESCO (AC) – S.C. Alta Valtellina
4. TICCO’ GIOVANNI (TN) – G.S. Fiamme Oro
5. BERNARDI RICCARDO (TN) - U.S. Dolomitica
6. GASPERI MICHELE (AC) - C.S. Esercito
7. CHIOCCHETTI ALESSANDRO (TN) – G.S. Fiamme Gialle (tesserato)

È tutto pronto - o quasi - per gli Europei di Minsk-Raubichi, in Bielorussia, che ha sostituito Otepää, la località inizialmente prevista per ospitare l’evento, ma messa fuorigioco dall’assenza di neve.

In realtà anche in Bielorussia le condizioni non sono delle migliori, fino a ieri era presente più asfalto che neve, le squadre non erano riuscite ad utilizzare la pista, ma gli organizzatori stanno facendo un lavoro impressionante e oggi fortunatamente si dovrebbe sciare.

Domani, mercoledì 26 febbraio, la super sprint aprirà gli Europei. Giovedì 27, quindi, saranno in programma staffetta mista e single mixed relay. Infine sabato 29 febbraio toccherà alla sprint e domenica 1 marzo l’inseguimento.

L’Italia è presente a questo evento con sette atleti, si tratta di Irene Lardschneider, Nicole Gontier, Alexia Runggaldier, Saverio Zini, Thierry Chenal, Daniele Cappellari e Giuseppe Montello, che ha anche postato su instagram un video dei suoi preparativi, con un simpatico commento di Lisa Vittozzi. Assenti i due giovani Bionaz e Giacomel.

Una curiosità. All’arrivo gli azzurri hanno anche dovuto sostenere un test di controllo per il coronavirus. Fortunatamente l’esito è stato negativo per tutti. 

Nella foto a fine articolo la situazione della neve ieri.

Parlando della situazione della classifica generale dopo Falun, prima delle densissime 6 tappe dello Ski Tour 2020 diviso equamente fra Svezia e Norvegia, con le Coppe del Mondo generali ormai assegnate, si erano messi in competizione Therese Johaug e Alexander Bolshunov, entrambi in grado di attaccare i record di punti di Marit Bjørgen (anno 2012) e Martin Johnsrud Sundby (2016).

L'obiettivo è più che raggiungibile, ma il confronto fra i due leader del circuito femminile e maschile è decaduto poiché il tour del russo è stato rovinato da una sciagurata preparazione dei materiali destinati alla 30km gundersen in classico di Trondheim, che da vincitore designato lo ha fatto crollare al settimo posto dietro la truppa norvegese. 

Johannes Høsflot Klæbo avrebbe potuto approfittarne per riaprire la Coppa del Mondo, ma gli sarebbe servita la vittoria, andata a sorpresa a Pål Golberg che sta facendo in questa stagione quello ci si aspettava da Emil Iversen. Il ventinovenne di Gol è così salito al terzo posto della classifica di Coppa del Mondo e si disputerà questo risultato con i connazionali Sjur Røthe, Simen Hegstad Krüger e il finnico Iivo Niskanen.

Praticamente chiuse le coppe di specialità. Salvo assenze o incidenti di gara, Klæbo (450) pare inattaccabile nelle sprint e Federico Pellegrino (367), attualmente quarto, contenderà in questo finale di stagione la seconda posizione a Golberg (386), Lucas Chanavat (373) ed Erik Valnes (365). La graduatoria distance è destinata a rimanere nelle mani di Bolshunov.

Detto di Johaug, giunta a 2268 punti, lanciatissima verso il record assoluto di 2689, anche Heidi Weng con i risultati delle 6 tappe ha messo in sicurezza la seconda posizione. Tutto invece aperto per l'ultimo gradino del podio: il ritiro di Natalia Nepryaeva ha riaperto la partita con Astrid Uhrenholdt Jacobsen, Jessica Diggins e la rimontante Ingvild Flugstad Østberg nelle vicinanze.

Analoghe le situazioni nella coppa di distanza, il maggiore interesse lo riserva il duello fra Linn Svahn e Anamarija Lampic per la classifica delle sprinter. La slovena ha perso la leadership e ora si trova a inseguire: 449 a 432. Rimangono alla finestra ma ancora staccate Jonna Sundling e Maiken Caspersen Falla.

Com'è stato questo Ski Tour 2020?

La tappa di Meråker, pur rimaneggiata senza attraversamento del confine fra Svezia e Norvegia, è stato uno spettacolo da cinema, tanto da auspicare che la FIS provi ad inglobare qualche granfondo in calendario nuovamente in futuro. Magari assegnando 200 punti al vincitore. Vedere poi Østberg andare a riprendere Johaug in una gara di oltre 30km ha regalato agli spettatori uno show nello show, così come l'azione di forza di Bolshunov a piegare i norvegesi.

E' stata apprezzabile anche la novità dell'uphill sprint in skating, sorta di mini-Cermis in ripetute vinta da Johaug, felicissima di riuscire finalmente a primeggiare anche in una distanza breve. L'arrampicata sulla nota pista da sci alpino di Åre è sicuramente un esperimento da ripetere.

Cosa non ha funzionato? Per carità, la colpa non è loro ma vedere sei uomini e tre donne norvegesi davanti a tutti, con un pubblico nettamente inferiore rispetto a quello dei campionati nazionali, non è sicuramente ciò che si vuole vedere per il futuro di uno sport in crisi.

Discutibile anche la scelta di avere immediatamente un'altra tappa di Coppa del Mondo nel weekend successivo. Si andrà a Lahti per una 10/15km in classico a cronometro sabato 29 febbraio e il ritorno delle staffette domenica 1 marzo.

Classifica di Coppa del Mondo femminile

1. Johaug 2268

2. Weng 1611

3. Nepryaeva 1260

4. Jacobsen 1202

5. Diggins 1064

47. Comarella 117

Clicca qui per la classifica completa

Qui invece le classifiche distance e sprint guidate da Johaug e Svahn.

Classifica di Coppa del Mondo maschile

1. Bolshunov 1948

2. Klæbo 1531

 

3. Golberg 1202

4. Røthe 1124

5. Krüger 1123

16. Pellegrino 422

29. De Fabiani 240

Clicca qui per la classifica completa

Qui invece le classifiche distance e sprint guidate da Bolshunov e Klæbo.

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