Redazione

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Al termine della stagione 20\21 Sandro Pertile sarà a tutti gli effetti FIS Ski Jumping Race Director raccogliendo l'eredità dello storico direttore Walter Hofer.

Un incarico prestigioso ed impegnativo per Pertile, reduce dalle "fatiche" del Mondiale di biathlon di Anterselva, laddove ha svolto il ruolo di responsabile del TV Management.

Il "passaggio di consegne" tra Hofer e Sandro Pertile ha avuto luogo a Zakopane.

Le dichiarazioni del prossimo direttore della CdM di salto nell'intervista rilasciata a Fondo Italia

 

 

Prosegue il dominio svedese in campo femminile ai Mondiali Under 23 di Oberwiesenthal. Dopo la doppietta firmata Ribom – Hagstroem nella sprint in skating, sono arrivati oggi il successo di Ebba Andersson e il terzo posto Ribom nella 10km in tecnica classica. Solo un grande finale della norvegese Johansen, giunta seconda, ha privato la Svezia di un’altra doppietta.

Di dubbi alla vigilia sul nome della vincitrice ne avevano tutti pochi, in quanto Ebba Andersson è senza dubbio già oggi una delle big del circuito della Coppa del Mondo, rientrando in quel gruppo di atlete capaci, in alcune occasioni, anche di costringere Johaug a spendere tante energie per ottenere un successo, come accaduto quest’anno a Falun e Lahti. La ’97 svedese ha vinto comodamente, senza uccidere la gara, partendo a un ritmo controllato per poi iniziare ad accelerare nel finale del primo giro. Andersson ha battagliato per buona parte della gara con la sua compagna di squadra Emma Ribom, per poi guadagnare moltissimo nella parte conclusiva del secondo dei tre giri, complice anche un calo di quest’ultima, nel finale superata da una Johansen capace nell’ultimo giro di recuperare praticamente su tutte, tranne Andersson. Un bel risultato per la norvegese, già a punti in Coppa del Mondo.

Non distante dal podio la statunitense Julia Kern, giunta quarta a 8” dal podio, di un soffio davanti alla russa Matsokina. Sesta la tedesca Fraebel, autrice di una buona prestazione.

Condizioni meteo complicate con freddo e nebbia, gara che ha fatto soffrire molte atlete, compresa la svedese Moa Lundgren, che tra mille difficoltà ha comunque tagliato il traguardo con il 25° tempo, finendo a terra e abbandonando il campo gara portata a braccia da alcuni volontari. Indietro le azzurre, che hanno fatto registrare tempi molto vicini tra loro. Come nella sprint la migliore è stata una combattiva Cristina Pittin, giunta 15ª a 1’47”, davanti a Francesca Franchi, Anna Comarella e Martina Bellini. La speranza è che le cose possano andare meglio nella mass start in skating.

CLASSIFICA FINALE
1ª E. Andersson (SWE) 28’28.7
2ª M. Johansen (NOR) +24.8
3ª E. Ribom (SWE) +30.2
4ª J. Kern (USA) +38.0
5ª H. Matsokina (RUS) +38.5
6ª A. Fraebel (GER) +50.3
7ª H. Swirbul (USA) +1’03.8
8ª V. Nissinen (FIN) +1’06.7
9ª H. Amundsen (NOR) +1’14.3
10ª N. Dubotolkina (RUS) +1’15.6
Le italiane
15ª C. Pittin +1’47.1
16ª F. Franchi +1’51.0
17ª A. Comarella +1’52.8
18ª M. Bellini +2’00.9

Dalla delusione alla gioia. La bellezza di un Mondiale, anche a livello giovanile, sta pure nel fatto che un’atleta può fallire l’appuntamento da cui si aspettava di più, per poi ottenere un grande risultato in quello forse meno atteso. È accaduto a Davide Graz, uno dei grandi favoriti nella sprint in skating di sabato scorso, andata invece male rispetto alle sue aspettative, essendo stato eliminato con grande anticipo già ai quarti di finale. Poi, oggi, nella 10km in classico, dove solitamente fatica di più, è riuscito a tirar fuori il meglio da se stesso e salire sul podio al termine di una gara bellissima, vissuta sul filo dei secondi con due grandi talenti come Schumacher e Moch.

Contattato al termine della gara, Davide Graz ha espresso tutta la propria soddisfazione per il risultato odierno, reso ancora più speciale proprio perché arrivato dopo la delusione della sprint. «Oggi sono sceso in pista con tanta rabbia in corpo che mi portavo dentro da sabato – ha esordito il bronzo mondiale – avevo voglia di riscatto. Sapevo che quella di oggi non sarebbe stata una gara facile per me, ma quando sono partito ho subito capito di avere un buon materiale sotto i piedi e mi sentivo anche molto bene, così mi sono detto che dovevo fare di tutto per provare a ottenere un risultato. Così ho fatto, ho dato tutto dal primo all’ultimo metro della gara, non ho alcun rimpianto perché non potevo fare niente di più. Non pensavo di rialzarmi così dopo la delusione di sabato. Sono super contento». 

Come prevedibile i primi casi di Coronavirus sono stati accertati anche in Norvegia. Diciannove persone sono già state infettate dal “covic-19”, spingendo così la Direzione della Salute a introdurre delle nuove regole.

NRK ha quindi interrogato Svein Lie, direttore della salute” sull’opportunità di cancellare alcuni grandi eventi previsti in Norvegia, tra i quali le gare di Coppa del Mondo a Konnerud e il weekend di Oslo.

«La sprint di Konnerud è tra le misure prese in considerazione – ha affermato Svein Liema è troppo presto per annunciare qualsiasi decisione. Abbiamo diversi grandi eventi sul nostro territorio, sportivi e di altro tipo, è importante seguirli con attenzione, in quanto molte persone si riuniscono nello stesso posto e sono vicine. Se cancelleremo questi eventi? Stiamo valutando, ma non posso prevederlo. Noi forniamo un consiglio sulla base di una collaborazione tra la direzione e l’istituto di sanità pubblica».

Il responsabile stampa del festival di Holmenkollen, Ola Tangen, ha affermato che l’evento si dovrebbe svolgere normalmente: «Abbiamo dialogato con l’Istituto di sanità pubblica, i medici, il personale medico della FIS e dell’IBU. L’evento per il momento dovrebbe andare avanti regolarmente, se poi ci fosse detto di doverlo bloccare, allora ci ragioneremo quando sarà il momento».

Saltata Drammen, a causa dell'assenza di neve, la tappa della Coppa del Mondo di fondo si disputerà sempre in Norvegia, a Konnerud. In programma una sprint in skating, che porterà ben 100 punti. Una buona notizia per Federico Pellegrino, che non ha nella sprint in classico di Drammen una delle sue gare preferite, anche se è apparso in ottima forma anche in alternato.

Il valdostano, che ha saltato il weekend di Coppa del Mondo a Lahti, è sicuramente tra i più attesi nella gara norvegese. Oltre al poliziotto sono stati convocati altri sei atleti, quattro uomini e due donne. Presenti ancora una volta Francesco De Fabiani e Stefan Zelger, mentre si rivede Michael Hellweger, già a punti quest'anno in Coppa del Mondo. A loro si è aggiunto anche Mattia Armellini, salito ieri sul podio nella sprint in skating dei Mondiali Under 23. Le donne al via, invece, saranno Greta Laurent e Lucia Scardoni, entrambe entrate già in top ten nel corso di questa stagione.

È stata una 5km in tecnica classica davvero emozionante, che per pochi secondi non ha regalato all’Italia una clamorosa e inattesa medaglia.

Nella seconda gara dei Campionati Mondiali Juniores, infatti, Emilie Jeantet ha ottenuto un grande quattro posto. Medaglia di legno? No, una grande prestazione che fa ben sperare, arrivata da una ragazza che ha avuto tanti problemi fisici nell’ultimo periodo, ma è riuscita ugualmente a fare un bel salto di qualità in questa stagione. Peccato quei 3” che l’hanno divisa da Izabela Marcisz, terza al traguardo, che ha perso molto dall’azzurra negli ultimi 700 metri.

A vincere, come da pronostico la norvegese Helene Marie Fossesholm, che non ha ucciso la gara come ci si immaginava, anche perché l’impressione è che non avesse degli sci perfetti, tanto da scalciare moltissimo in salita, dove è spesso stata costretta a stare fuori dai binari. Ma la fuoriclasse del 2001, quindi anche più giovane rispetto a tante avversarie, è stata più forte anche delle difficoltà, imponendosi con 15”7 di vantaggio sull’ottima tedesca Lisa Lohmann, che ha confermato quanto di buono mostrato più volte in OPA Cup Juniores. Una giovane sulla quale la squadra tedesca può puntare. Terza la polacca Marcisz, ancora sul podio dopo l'argento nella sprint di sabato. Il lavoro di Kowalczyk sta portando risultati veramente ottimi in Polonia.

Quindi al quarto posto la valdostana del Centro Sportivo Esercito, autrice di un finale di gara impressionante, se si considera che a metà gara aveva il 20° tempo e ai 3,8 km si trovava addirittura a 35” dalla vetta. Poi nel finale l’italiana ha recuperato molto fino a chiudere a 31”3 dalla leader. 

In ottima quinta posizione anche la cinese Dinigeer Yilamujiang, mentre una delle big dell’Europa centrale, Barbora Havlickova, ha concluso al settimo posto a 39”. Nessuna svizzera nella top ten, un risultato sorprendente se si considera quanto visto fin qui in OPA Cup Junior, che può spiegarsi forse con qualche problema di materiali. 12ª posizione per la sprinter Monika Skinder, anche lei autrice di una bella prova fino all’ultimo giro, dove è crollata fisicamente.

Più indietro le altre azzurre, con Di Centa 19ª, Monsorno 21ª e Maj 23ª. Avrebbero tutte festeggiato volentieri la medaglia della loro compagna di squadra, ma sicuramente la abbracceranno ugualmente, perché il risultato di oggi può dare nuova consapevolezza alla valdostana.

CLASSIFICA FINALE
1ª H.M. Fossesholm (NOR) 13’49.1
2ª L. Lohmann (GER) +15.7
3ª I. Marcisz (POL) +28.1
4ª E. Jeantet (ITA) +31.3
5ª D. Yilamujiang (CHN) +36.4
6ª M. Rosenberg (SWE) +38.0
7ª B. Havlickova (CZE) +39.0
8ª L. Lindstroem (SWE) +40.0
9ª V. Stepanova (RUS) +40.9
10ª E.R. Johnsen (NOR) +42.2
Le altre italiane
19ª M. Di Centa +57.4
21ª N. Monsorno +58.0
23ª V. Maj +1’01.7

È felice Mattia Armellini di questo suo bellissimo argento mondiale, arrivato al termine di una gara emozionante, nella quale l’azzurro è stato bravo anche ad approfittare di qualche episodio fortunato, dote fondamentale in uno sprinter, perché quando agli altri va storto qualcosa, bisogna essere lì svegli e lesti ad approfittarne, cosa non da tutti.

Il giovane ’97 delle Fiamme Oro, uno dei volti più sorridenti dello sci di fondo italiano, ha vissuto forse la più bella giornata della sua carriera, arrivata al terzo anno Under 23. Il poliziotto lombardo ha sofferto il cambio di categoria dopo essersi ben comportato tra gli Juniores, per due anni non è riuscito a ottenere risultati di rilievo, poi quest’anno ha preparato con minuziosa attenzione l’obiettivo Mondiale Under 23, si è fatto vedere nelle posizioni migliori già nelle sprint di OPA Cup, mancando però l’appuntamento col suo momento di gloria. Proprio nel giorno più atteso, però, ce l’ha fatta.

«Oggi ci ho creduto dall’inizio, già a partire dalla qualificazione nella quale solitamente non sono un drago, invece questa volta è andata bene – ha affermato l’azzurro, contattato da Fondo Italiapoi nei quarti di finale è arrivata la squalifica di Chappaz per falsa partenza, cosa che mi ha avvantaggiato, in quanto si trattava di un quarto abbastanza difficile. In ogni caso sono riuscito a qualificarmi con il primo posto, anche un po’ sorpreso, in quanto sembrava che gestissi, tanto che mi sono anche voltato. In semifinale ho deciso di mettermi in seconda posizione, perché non mi piace stare in testa. Purtroppo mi sono perso un po’, restando un attimo indietro e sulla salita, dove potevo fare la differenza, sono stato costretto a passare sulla neve nuova all’esterno per superare e questo mi ha frenato abbastanza. Sono comunque riuscito a passare in finale da lucky loser. Insomma alla fine ho avuto un po’ di fortuna sia nei quarti sia in semifinale e, a quanto pare, anche in finale (ride, ndr). Qui sono uscito fuori dai blocchi secondo, mi hanno passato ma poi hanno abbassato il ritmo, così ho pensato di prendere la discesa in testa e mi hanno infilato in quattro. In quel momento mi sono buttato un attimo giù, ma non ho mollato perché consapevole di avere il cambio di ritmo su quella salita. In quel momento i due davanti si sono toccati cadendo a terra e ciò mi ha dato una spinta in più, anche se sarei comunque partito lo stesso. La loro caduta, però, mi ha aiutato in quanto mi sono trovato sulla destra dove c’era neve battuta, anziché la sinistra dove c’era neve nuova che mi avrebbe frenato. Mi sono trovato terzo, mi si è acceso qualcosa dentro, così sull’ultimo dosso ho tirato tutto quello che avevo per staccare Amundsen e mettere al sicuro il terzo posto. Poi sul rettilineo finale anche il secondo è caduto da solo ed è andata così, ho vinto l’argento».

Nel momento di felicità per il suo secondo posto, Armellini ha voluto però dedicare un pensiero al suo compagno di squadra Simone Mocellini, eliminato di un soffio in batteria, quasi a sottolineare che il suo argento individuale è in realtà un risultato di squadra: «Mi è dispiaciuto tanto per Mocellini oggi, perché si sarebbe meritato molto di più. Dedico il risultato di oggi, che per me vale una vittoria, perché ho dimostrato a me stesso quanto posso valere, proprio a Simone, perché ci siamo allenati insieme a partire dalla scorsa estate e sento che in questo periodo di tempo siamo cresciuti tantissimo, non soltanto come fondisti ma soprattutto come persone, che è la cosa più importante nella vita».

Armellini è il primo azzurro a ottenere una medaglia nella sprint ai Mondiali Under 23 da Pellegrino nel 2013 a Liberec. Il lombardo però non vuole dare troppo peso a questa cosa: «Non sono interessato alle statistiche o agli eventi storici. Oggi mi sono trovato al posto giusto nel momento giusto ed è ciò che più conta. Niente di più».

Karl Geiger è nella storia e ci rimarrà per sempre. Il tedesco, infatti, si è imposto sul trampolino HS 130 di Lahti (Finlandia), noto anche con il nome di Salpausselkä, vincendo la gara numero 1000 nella storia della Coppa del Mondo maschile di salto con gli sci.

Una prestazione che non ha ammesso repliche, con un dominio chiaro sin dalla prima tornata di salti (59, perché la qualificazione è stata cancellata per scelta degli organizzatori in virtù delle condizioni meteorologiche prettamente invernali).

Alle spalle di Geiger, doppietta austriaca, con Stefan Kraft e Michael Hayboeck: se il primo è un habitué del podio, non si può dire lo stesso del secondo, che torna a celebrare un piazzamento fra i primi tre dopo due anni di astinenza (Oslo 2018, dove, quasi per uno scherzo del destino, Kraft si posizionò dietro al vincitore, proprio come oggi).

Quarta e quinta piazza che parlano ancora tedesco, con Constantin Schmid e Stephan Leyhe, seguiti da Piotr Zyla (Polonia), Ryoyu Kobayashi (Giappone, secondo dopo il primo round e "soltanto" settimo dopo la serie di salti conclusiva), Robert Johansson (Norvegia), Daniel Andre Tande (Norvegia) e Anze Lanisek (Slovenia).

Nessun atleta italiano al via. Eliminati dopo il primo round Roman Sergeevich Trofimov (Russia), Jakub Wolny (Polonia), Stefan Huber (Austria), Roman Koudelka (Repubblica Ceca), Cene Prevc (Slovenia), Anze Semenic (Slovenia), Anders Haare (Norvegia), Robin Pedersen (Norvegia), Vladimir Zografski (Bulgaria), Sergey Tkachenko (Kazakistan), Jarkko Maatta (Finlandia), Marius Lindvik (Norvegia), Naoki Nakamura (Giappone), Gregor Deschwanden (Svizzera), Severin Freund (Germania), Sabirzhan Muminov (Kazakistan), Jan Hoerl (Austria), Mikhail Nazarov (Russia), Kevin Bickner (Stati Uniti d’America), Aleksander Zniszczol (Polonia), Arttu Pohjola (Finlandia), Antti Aalto (Finlandia), Artti Aigro (Estonia), Denis Kornilov (Russia), Andreas Schuler (Svizzera), Pawel Wasek (Polonia), Niko Kytosaho (Finlandia), Klemens Muranka (Polonia) e Vojtech Stursa (Repubblica Ceca).

CLASSIFICA FINALE:

1. K. Geiger (GER) 266.4 punti

2. S. Kraft (AUT) 260.5 punti

3. M. Hayboeck (AUT) 259.1 punti

4. C. Schmid (GER) 254.5 punti

5. S. Leyhe (GER) 254.3 punti

6. P. Zyla (POL) 251.6 punti

7. R. Kobayashi (JAP) 250.2 punti

8. R. Johansson (NOR) 250.0 punti

9. D.A. Tande (NOR) 248.9 punti

10. A. Lanisek (SLO) 247.9 punti

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