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Tripletta norvegese con Johaug, Østberg e Heidi Weng; il finale di gara è da batticuire; brava l'azzurra Brocard che conclude in 12ª posizione, miglior risultato distance per la stagione italiana; 24ª una buona Debertolis

Fondo - A Meraker sono emozioni forti: Johaug vince dopo un bellissimo duello con Østberg; brava Brocard, è 12ª!
 

Era la gara più attesa dello Ski Tour scandinavo, la 34 km di Meraker, che si è rivelata una gara particolarmente dura ma soprattutto non ha deluso le attese. A vincere è stata la grande favorita della viglia, una splendida Therese Johaug, giunta alla settantesima vittoria in Coppa del Mondo. Il suo successo è stato però meno scontato di quanto si immaginasse alla vigilia, ma anche dopo pochi chilometri di gara, quando Johaug ha subito attaccato nel tratto più duro di salita, staccando la concorrenza e andandosene praticamente in fuga solitaria.

Invece, dopo aver fatto fatica nella prima parte di gara, una bravissima Østberg ha prima riagganciato Andersson e Weng, che erano riuscite inizialmente addirittura a seguire la leader della classifica, poi le ha staccate per provare l’impresa di riprendere addirittura Johaug. L’impossibile è sembrato realizzabile quando, sfruttando il lungo tratto di discesa, molto adatto alla propria struttura fisica, Østberg è riuscita a guadagnare moltissimo, recuperando metro dopo metro alla connazionale, costretta a dar fondo a tutte le proprie energie per portare a casa una vittoria che in questa maniera è ancora più bella. Sul terzo gradino del podio la solita ottima Heidi Weng, giunta nettamente davanti ad Ebba Anderson, buona quarta. Quinto posto per Jacobsen, autrice di un buon finale, nel quale è riuscita a mettersi alle spalle Tiril Udnes Weng e Jessica Diggins. In top ten anche Ribom, Stadlober e Brennan.

Sorride anche l’Italia grazie all’ottima gara di Elisa Brocard che, sfruttando l’esperienza maturata nelle granfondo alcuni anni fa, è stata autrice di una gara maiuscola terminando al 13° posto, dopo aver viaggiato in zona top ten per tutta la competizione. Vederla sprintare per il dodicesimo posto con Lotta Udnes Weng conferma la voglia di competere che ancora ha questa atleta, capace di sorprendere sempre, anche in un anno che sembrava negativo come questo. Bravissima. Alle sue spalle atlete di alto calibro come Kalla e Parmakoski. In zona punti, per l’Italia, anche Ilaria Debertolis, capace di chiudere al 24° posto, mancando solo in volata la top venti, dopo una gara molto positiva.

LA CRONACA
Johaug si mette in testa già dal primo metro, prendendosi il primo bonus point al terzo chilometro. La norvegese aumenta il ritmo, portandosi dietro Ebba Andersson e Heidi Weng, con le altre subito staccate. Il passo in salita della leader di Coppa del Mondo e ovviamente dello Ski Tour è pazzesco, le sue compagne di fuga non riescono a resistere, così inizia subito la gara solitaria di Johaug, che si stacca e guadagna costantemente sulle inseguitrici. Nel frattempo, alle sue spalle, Østberg riesce a rientrare su Heidi Weng ed Ebba Andersson.

Dopo un terzo di gara il vantaggio di Johaug supera i 30”, mentre Stadlober è con Diggins e Parmakoski a 1’12”. Ottima la prova di Elisa Brocard, che è nel gruppo successivo con Jacobsen, Haga, Bjornsen, Tiril Udnes Weng, Brennan, Kalla, Claudel, Lotta Udnes Weng. La spinta di Østberg si fa intanto sentire, tanto che dopo 14km il vantaggio di Johaug è di 28” sulla connazionale, l’altra norvegese Weng e Andersson. A 1’24” Diggins, Stadlober e Parmakoski, mentre un’ottima Brocard viaggia attorno alla decima piazza a 2’04”7 dalla testa, in un gruppo che va dall’ottava alla diciassettesima piazza. Debertolis è all’interno del gruppo successivo.

Alle spalle di Johaug, intanto, le norvegesi Østberg e Weng collaborano e riescono a staccare Ebba Andersson, recuperando anche diversi secondi dalla leader della classifica, tanto che al bonus time del ventesimo chilometro, il vantaggio si riduce a 23”. Østberg appare in grande condizione e sembra intenzionata addirittura a prendere Johaug, staccando pure Weng, che cerca di non mollare, ma appare molto meno fresca. Il ritmo delle migliori è altissimo, se si considera che Diggins e Stadlober passano a 2’05” dalla testa, mentre Parmakoski si stacca. Brocard resiste nel gruppone di dieci atlete dall’ottava alle diciassettesima posizione, che sembra destinato a prendere anche la finlandese. Debertolis è in diciottesima posizione in un gruppo di ventidue atlete a oltre quattro minuti.

La leader di classifica decide allora di tornare ad accelerare e per un attimo sembra guadagnare su Østberg, che nel frattempo tiene a distanza di sicurezza la solita generosissima Weng, brava a non mollare nulla. Al ventitreesimo chilometro, intanto, Parmakoski viene riagganciata dal gruppo Brocard.

Nel lungo tratto di discesa, però, si riapre a sorpresa la gara perché Østberg recupera moltissimo su Johaug, riaprendo a sorpresa una gara che sembrava chiusa già all’inizio, sfruttando anche il proprio rapporto peso potenza, che le consente di avvantaggiarsi anche sul tratto in piano. Il distacco si riduce ad appena 8” e successivamente a 6”4 ai 32km, quando si entra nello stadio. I tifosi si esaltano, il finale è emozionante con due atlete che spingo all'inverosimile. Weng è staccatissima a 58”, Andersson 1’44”. Intanto Brocard si stacca dalla testa del gruppone, guidato da Jacobsen, Tiril Udnes Weng e Ribom, ma è comunque in un’ottima 12ª posizione.

Johaug cerca di sfruttare il piccolo tratto di salita per allontanarsi nuovamente, ma Østberg non molla nulla, dà tutto ciò che ha a disposizione per riagganciare la connazionale, non perdendo un centimetro anche nel tratto più duro. L’azione di Østberg è impressionante, Johaug dà fondo a ogni minima energia rimasta per andare oltre il proprio fisico minuto che non la favorisce nel finale e riesce a non farsi riagganciare, vincendo la sua settantesima gara in Coppa del Mondo con una gara emozionante. Applausi però per Østberg, che ha regalato a tutti gli appassionati un finale entusiasmante. Vedendo quanto sono aumentati i distacchi negli ultimi tre chilometri, è ancora più chiaro quanto le prime due classificate abbiano spinto oltre l’immaginazione, se si considera che venivano da una gara lunghissima. Terza Heidi Weng. Brocard chiude tredicesima, sprintando sul rettilineo finale con Lotta Udnes Weng e Haga. 24ª posizione per Debertolis, arrivata anche lei sprintando all’arrivo.

CLASSIFICA FINALE TOP 10
1ª T. Johaug (NOR) 1:26’32.8
2ª I.F. Østberg (NOR) +4.0
3ª H. Weng (NOR) +1’21.6
4ª E. Andersson (SWE) +2’00.5
5ª A.U. Jacobsen (NOR) +3’06.5
6ª T.U. Weng (NOR) +3’10.3
7ª J. Diggins (USA) +3’13.9
8ª E. Ribom (SWE) +3’31.1
9ª T. Stadlober (AUT) +3’32.1
10ª R. Brennan (USA) +3’41.9
Le italiane
13ª E. Brocard +4’02.8
24ª I. Debertolis +6’06.4
52ª G. Laurent +10’28.9
53ª L. Scardoni +10’29.0

Falcade (Belluno), 20 febbraio 2020 - Tutto pronto a Falcade (Belluno) per i Campionati italiani Giovani Rode e la Coppa Italia Senior Gamma di sci di fondo.

Nella località agordina, che rappresenta una delle località di riferimento per quanto riguarda gli sci stretti nazionali, si gareggerà sabato 22 e domenica 23 febbraio. Sulla pista intitolata a Pietro Scola, sulla Piana di Falcade, sono attesi oltre 250 concorrenti. Direttore di gara sarà Manuel Andrich. L'organizzazione è affidata allo Sci club Val Biois, sodalizio che vanta oltre 70 anni di storia.

Il programma – Sabato 22 febbraio sono in programma le sprint in tecnica classica valide come tappa della Coppa Italia Rode, Campionato Italiano Under 20 (Juniores) e tappa della Coppa Italia Gamma Seniores. Alle 14 la premiazione della Coppa Italia Seniores al campo gara. Alle 18.30, in piazza a Falcade, le premiazioni ufficiali. 

Domenica 23 febbraio, sempre con inizio alle 9.30, si svolgeranno le prove individuali, sempre in tecnica classica, che saranno valide per la Coppa Italia Rode e il Campionato Italiano Under 20 (Juniores) e Under 18 (Aspiranti), oltre che per la Coppa Italia Gamma Seniores e il Campionato Italiano Under 23.

Queste le distanze da percorrere: 5 km Aspiranti e Juniores donne; 10 km Aspiranti uomini, Juniores uomini e Seniores donne; 15 km Juniores e Seniores uomini. Premiazioni ufficiali al campo gara, al termine dell'ultima competizione.

Avvicinamento ai Mondiali di Oberwiesenthal – La due giorni tricolore di Falcade sarà importante per il fondismo italiano non solo perché assegnerà i titoli tricolori in tecnica classica ma anche perché sarà l'ultimo atto agonistico prima dei Campionati del mondo Juniores e Under 23 in programma dal 29 febbraio all'8 marzo a Oberwiesenthal (Germania). 

«Il fine settimana di Falcade sarà utile come rifinitura di un periodo di preparazione che stiamo effettuando a Lavazè e sarà fondamentale per definire le ultime designazioni in azzurro, soprattutto per quanto riguarda la categoria Juniores» dice Pietro Piller Cottrer, iridato a Oberstdorf 2005 e campione olimpico a Torino 2006 ora responsabile delle squadre giovanili delle Federazione italiana degli sport invernali.

«Guardo con fiducia ai Mondiali di Oberwiesenthal: abbiamo dei ragazzi e delle ragazze di valore e determinati, alcuni dei quali hanno già avuto esperienze anche in Coppa del mondo, esperienze che potranno tornare molto utili alla rassegna iridata».

I vincitori di due anni fa – Falcade e lo Sci club Val Biois ospitarono anche nel 2018 i Campionati italiani Giovani e la Coppa Italia, con le stesse gare che si svolgeranno nell'imminente fine settimana. Nella sprint tricolore Juniores vinsero i carnici Cristina Pittin e Luca Del Fabbro mentre tra gli Aspiranti si imposero la trentina Nicole Monsorno e il sappadino Davide Graz.

Nella sprint della Coppa Italia Seniores i successi furono della lombarda Alice Canclini e del trentino Giacomo Gabrielli.Le prove distance videro laurearsi campioni italiani la valdostana Emilie Jeantet e il sappadino Davide Graz nelle categorie Aspiranti, la lombarda Martina Bellini e il carnico Luca Del Fabbro in ambito Juniores. Doppio successo trentino nelle distance della Coppa Italia Senior con Caterina Ganz e Paolo Fanton.

Approfondimenti – Approfondimenti, ordini di partenza, classifiche e immagini relative ai Campionati italiani e alla Coppa Italia che si svolgeranno a Falcade il 22 e 23 febbraio saranno disponibili su www.ti-comunicazione.com e www.fisiveneto.com.

A disposizione anche la pagina Facebook dello Sci club val Biois.

I quattro errori complessivi commessi al tiro hanno segnato la prova di Lukas Hofer nell'individuale di Anterselva 2020, chiusa in 13^ posizione a 3:55.1 dal primo posto.

La single mixed di domani, insieme ad una Dorothea Wierer in stato di grazia, rappresenta un'ottima ed immediata occasione di riscatto.

Lukas Hofer in mixed zone: "Non sono deluso, il biathlon è così. Non pensavo che sarebbero servite così tante tacche a terra, ne ho date due e poi ne ho aggiunte altre tre. Peccato per il primo errore a terra. Il secondo a terra l'ho buttato via io, non ero più concentrato. Poi ho gestito un po'male il quarto giro, mi tremavano le gambe così come accaduto nell'inseguimento. Non posso dire niente sulla mia gara, l'ho gestita complessivamente bene ma gli errori ci sono stati. Domani si riparte, vedremo. Single mixed di domani? Dopo la gara di oggi ho risolto i dubbi che avevo circa le condizioni della mia schiena, da due giorni mi dava fastidio. Speriamo bene per domani. Gareggiare con Doro? Mi toccherà fare bene (ride, n.d.r.). Positivo che parta lei, poi ci sarà da portare la prova al termine. E' più corta la gara, da questo punto di vista sono più tranquillo per il discorso che facevo sul tremore alle gambe. La single mixed è quel tipo di gara che va bene o va male. Qui siamo in altitudine e con il vento, se rischi sparando veloce e ti va male, dopo puoi andare in crisi con i colpi di riserva. Oggi podio alla portata? Era possibile, non nascondo di averci pensato anche io, perchè mi sentivo bene. Ma purtroppo quegli errori li ho commessi, non ci volevano. La possibilità di arrivare a podio c'è quasi in ogni gara. Sugli sci ho fatto vedere che posso lottare con i primi, con un paio di errori in meno te la giochi. Voto al mio mondiale? Sette, c' è stato qualcosa di buono e quaslcosa da dimenticare. Ma se arrivasse una medaglia nella mass mi darei un bell' otto."

Martin Fourcade si conferma re della venti chilometri. Per la quarta volta nella sua carriera il fuoriclasse transalpino si è regalato la gioia del titolo iridato della prova individuale, mai nessuno ha saputo fare altrettanto. L'errore all'ultimo bersaglio - l'unico della sua gara - poteva rivelarsi letale come già sul suolo olimpico coreano, ma pochi minuti dopo Johannes Bø ha fatto altrettanto (un altro errore in precedenza, per il norvegese), spalancando quindi la via dell'oro al francese.

Per Fourcade si tratta dell'undicesimo titolo mondiale individuale della carriera (4 nella 20km, 2 nelle sprint, 4 nell'inseguimento ed uno nella mass start, pareggiato il primato di Ole Einar Bjørdalen) e l'ennesima consacrazione di un fenomeno come se ne sono visti pochi sugli sci e con la carabina in spalla.

L'ha giocata di regolarità, Fourcade. Una regolarità che poteva essere resa vana da quel singolo errore, ma oggi era evidentemente il giorno giusto per fare centro. In tutti i sensi.

Perchè insieme all'oro iridato, in casa Fourcade è arrivata oggi la certezza dell'ennesima coppa di specialità e un salto in avanti di sei punti in ottica Coppa generale nei confronti di Johannes Bø.

Proprio JTB ha mancato un nuovo assalto - il penultimo - all'oro individuale ad Anterselva. La mancanza del norvegese oggi è stata la cattiva gestione del poligono finale. Sapendo dell'errore di Fourcade, il vichingo avrebbe potuto anche prendersi qualche secondo in più di attesa - come fatto da Fourcade - invece ha mantenuto il proprio ritmo sparacchiando via il quarto bersaglio. Al traguardo, con un errore in più rispetto al francese, il minore dei fratelli Bø ha pagato 57" di svantaggio a Fourcade, complice anche un giro finale non troppo intenso.

Fourcade e Bø sono stati autori anche del secondo e terzo tempo di giornata sugli sci, preceduti solo da un Quentin Fillon Maillet sempre in formissima, ma ancora una volta troppo falloso, con ben quattro minuti di penalità.

E così sul terzo gradino del podio si è arrampicato l'austriaco Dominik Landertinger, già argento in questa prova ad Oslo nel 2016 e bronzo olimpico due anni fa in Corea, che dopo aver incappato un errore nel primo poligono è progressivamente salito di colpi, piazzando un giro finale che gli ha permesso di avere la meglio di Jakov Fak, in possesso di un analogo cammino al tiro ma crollato pesantemente nel giro finale.

Il terzo possibile outsider di giornata poteva essere il lettone Rastorguyevs ma i tre errori nell'ultima sessione di tiro - quando invero le condizioni erano nettamente peggiorate per vento e nevischio - l'hanno fatto precipitare in classifica (22°), mentre alle spalle di Fak si sono inseriti Benjamin Weger e Tarjei Bø, rispettivamente con 2 e 3 errori.

Come si evince, sono stati davvero molti gli errori al tiro, con solo una manciata di atleti capaci di raggiungere il traguardo senza penalità, migliori dei quali è risultato lo statunitense Nordgren, ottavo.

E tanti errori hanno caratterizzato anche la gara italiana. Lukas Hofer con 4 errori (1-0-1-2) è risultato il migliore del quartetto azzurro ma non si può nascondere come i tanti errori gli abbiano fatto perdere un'occasione propizia per andare a prendere l'agognata medaglia iridata ed il piazzamento all'interno della top15 fa acuire questa sensazione, soprattutto alla luce degli sbagli altrui. Dopo l'odierno tredicesimo posto, domani potrà inseguire la conferma sul podio della Single Mixed accanto a Dorothea Wierer, undici mesi dopo l'argento di Östersund.

Addirittura doppio il numero di errori di Dominik Windisch (75°), quattro anche per Thomas Bormolini e Thierry Chenal, entrambi fuori dalla zona punti con il livignasco 48° ed il valdostano 60°.

 

La classifica di giornata

Il direttore tecnico della Nazionale azzurra Fabrizio Curtaz ha parlato, nella mixed zone dell'Arena Alto Adige, al termine dell'individuale maschile.

Il primo commento è sulla prestazione di Lukas Hofer, 13° con quattro errori al poligono: "C'è un po' di rammarico per lui, serviva una gara perfetta con i quattro zeri o con una penalità per andare sul podio. Secondo tutti noi dello staff se lo meritava. C' è ancora una gara, speriamo bene. A livello individuale è da anni che dà tantissimo alla nazionale ed al nostro gruppo. E' colui che ci ha un po' lanciati con la medaglia di Khanty-Mansiysk. Da quel momento abbiamo iniziato a crederci, prendendolo come riferimento per la sua cultura del lavoro in cui è unico. Domani al via? La volontà è sempre quella di schierare i migliori per la gara in questione, quindi Lukas e Doro. Ma dateci il tempo di valutare, non bisogna dare tutto per scontato."

Curtaz viene anche interpellato sul particolare momento che sta attraversando Lisa Vittozzi: "Due settimane fa è andata a podio, poi siamo di nuovo tornati indietro. Questo le ha creato grandi difficoltà. Sta lottando con sè stessa, è un passaggio della sua vita. Sono momenti che nella carriera di un atleta possono capitare. Ma possono anche dare la possibilità di imparare e di uscirne fortificati e diventare una campionessa. Polemiche pre mondiale? Su Lisa hanno inciso tantissimo, sta passando un momento veramente difficile. Noi vogliamo farla uscire prima possibile da questo momento, anzi più che altro farla uscire bene affinchè diventi più forte di prima. Discussioni sui social? Non pensiamo a queste cose, altrimenti non riusciremmo più a lavorare. Serve solo essere motivatissimi, fare i carichi, stare via duecento giorni all'anno, lavorare. Dobbiamo lasciare perdere tutto ciò che è aria fritta, roba inutile. Occorre pensare a quello che conta, ovvero stare bene con sè stessi e con il gruppo di lavoro. Semplicemente questo, bisogna avere voglia e divertimento di fare una gara, non può diventare un peso. Deve ritrovare il sorriso, sono convinto che lo farà."

Ancora il dt. sulla gara di domani: "In ogni gara partiamo per fare bene. Se le aspettative sono alte la pressione è ancora più grande. L'importante è dare il massimo, poi si vedrà."

Sarà battaglia fra i migliori team italiani

Man mano che si avvicina il momento dello start della prima gara, fissato per sabato mattina alle 10, il prestigioso elenco iscritti della 6ª «Bondone Nordic Ski Marathon» prende forma. Anche questa volta non mancherà la “creme” del fondo italiano, che il prossimo fine settimana si darà appuntamento nella piana delle Viote per impreziosire l’albo d’oro della manifestazione, per contendersi i primi titoli messi in palio dal neonato «Campionato Trentino Marathon» nella 30 chilometri a tecnica classica e per affinare la preparazione in vista delle gran fondo di fine stagione. Entrambe le giornate di gara metteranno in palio anche punti validi per la Coppa Italia Ligu Master e Cittadini.
La competizione organizzata dall’APT Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi e Trento Eventi Sport, in collaborazione con il Comune di Trento, Asis e la Scuola Italiana Sci Fondo Viote può già contare, dunque, su una lista di partenti di prim’ordine, in linea con le ultime edizioni. Sarà presente una qualificata rappresentanza del SottoZero Nordic Team, di cui fanno parte quello che ad oggi è il migliore “granfondista” italiano, Mauro Brigadoi, affiancato da Francesco Ferrari, Simone Varesco e Mathias Defrancesco, un poker d’assi che prenderà parte sia alla gara di sabato sia a quella di domenica. Brigadoi ha già vinto la 30 km a tecnica libera nel 2016 e nel 2018, mentre Ferrari si è imposto lo scorso anno. Per quanto concerne il Robinson Ski Team saranno al via il vincitore della Coppa del Mondo di skiroll 2019 Matteo Tanel, insieme a Lorenzo Busin, lo scorso anno terzo sia nella 30 km a tecnica classica sia in quella a tecnica libera, Florian Cappello, Roberto Passerini e la giovane Caterina Piller, una delle promesse del fondo azzurro. Veste i colori della stessa squadra anche la “mitica” Justyna Kowalczyk, prima atleta polacca ad essersi aggiudicata una medaglia nello sci di fondo ai giochi olimpici; nel suo curriculum ce ne sono ben cinque conquistate nelle gare a cinque cerchi, tra le quali due d’oro (nella 30 km a Vancouver nel 2010 e nella 10 km a Sochi nel 2014), una d’argento e due di bronzo; vanta, inoltre, 8 medaglie conquistate ai Mondiali tra il 2009 e il 2013 ed è stata più volte vincitrice della Coppa del Mondo. Justyna prenderà parte sia alla sfida a tecnica classica sia a quella a tecnica libera. Solo alla prima parteciperà invece Antonella Confortola, che in Bondone ha primeggiato nel 2017 e nel 2018.
Le iscrizioni sono ancora aperte. Basta accedere al sito www.nordicskimarathon.it. Per partecipare alle gare promozionali il costo è di 42 euro per una e di 69 euro per due. Quello per prendere parte a ciascuna delle due gare di Coppa Italia è di 32 euro, di 45 per entrambe. Anche la tariffa per iscriversi al Campionato Trentino Marathon è di 32 euro. La quota d'iscrizione dà diritto ad un pacco gara con prodotti tipici e un gadget tecnico, ai ristori, all'eventuale assistenza medico-sanitaria, ad un parcheggio riservato e al voucher per il pranzo. Sarà inoltre a disposizione dei partecipanti il servizio skibus da Vason a Viote. Per chi arriverà da fuori regione l'APT Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi ha predisposto anche un pacchetto vacanza, che viene offerto al prezzo di 49 euro e comprende una notte in B&B e la Trentino Guest Card.

galleria Le fotografie della gara in tecnica classica del 2019

Sulla durissima e atipica sprint di Åre, Federico Pellegrino ha conquistato il quarantesimo podio tra Coppa del Mondo, Mondiali e Olimpiadi, considerando anche le staffette. Il poliziotto valdostano è stato protagonista di una bellissima gara, ha speso tutte le proprie energie per battagliare con Klæbo e salire sul podio.

«Sono soddisfatto - ha affermato l'azzurro alla FISI - ho provato a fare un avvicinamento alla finale diverso dal solito, cercando di conservare delle energie preziose in vista dell'ultimo atto, scegliendo la parte bassa del tabellone, con turni meno faticosi rispetto al passato e ce l'ho fatta. Sono arrivato alla finalissima con belle gambe e tanta voglia di fare bene, purtroppo mi sono dovuto arrendere a un grande avversario come Johannes Klaebo, che si è dimostrato per l'ennesima volta il più forte. Ho raggiunto l'obiettivo di questo tour, cercando di mantenere il pettorale di leader della classifica a punti, non sarà certamente facile riuscirci perchè Klaebo è tagliato fuori dai gioci sia nella classifica di questo tour che nella generale, e vorrà rifarsi in questa speciale graduatoria. In programma rimane una sprint in tecnica classica a Trondheim dove, visti gli ultimi due quarti posti in alternato, ho belle ambizioni».

Il pensiero finale, però, non poteva che essere rivolto alla sua Greta: «Oggi la nota positiva è stata avere su un tracciato così duro una Greta Laurent così avanti in classifica».

Se c'era una casella ancora vuota nel palmares di Therese Johaug era quella riferita alle sprint. Uno zero che la fuoriclasse norvegese ha cancellato oggi nell'originale sprint di Åre, prova durissima e selettiva con tanto di arrivo in salita che l'ha vista dominare la scena sin dalle qualificazioni.

Chissà se l'intento degli organizzatori era proprio questo, probabilmente no, ma la trentatreenne norvegese ha ringraziato e intascato l'ennesimo successo stagionale, mettendo ancor più al sicuro il successo nello Ski Tour. 

Un dominio netto quello di Johaug, scortata ancora una volta sul podio dalle due connazionali Heidi Weng e Astrid Jacobsen, per un nuovo show tutto norvegese.

E nel giorno del primo successo in carriera in una sprint di Johaug c'è spazio anche per la miglior prestazione di sempre per Greta Laurent, settima e rimasta fuori dalla finale per un nulla. Una prova di grande generosità per la valdostana che ha saputo interpretare un ruolo di assoluta protagonista per l'intera giornata svedese. Un risultato ed una prestazione generale che dovrebbe e potrebbe rinforzare la sua consapevolezza sui suoi effettivi mezzi. Brava Greta dunque, accompagnata in zona punti da un'Ilaria Debertolis che sembra in crescendo di condizione, 26imo posto finale per la trentina.

Domani giorno di trasferimento e riposo, meritato, dopo tanta fatica; l'appuntamento è per giovedì per la mass start di 38 km che porterà la carovana in Norvegia.

 

La classifica della gara

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