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Quattro bersagli mancati al poligono (soprattutto due pesantissimi nella prima serie!) ma Martin Fourcade gareggia in un'altra categoria anche oggi e probabilmente sarà così finché Emil Hegle Svendsen (2), oggi terzo dietro al russo Anton Shipulin (1), non troverà la miglior condizione nel fondo e Johannes Boe non aggiusterà i suoi problemi al tiro.
Svendsen rimane leader della classifica di Coppa del Mondo. Quarto lo sloveno Jakov Fak (3) che scende dal podio rispetto alla sprint, quinto (partiva trentesimo) un rimontante Dominik Landertinger (1), sesto Simon Schempp (1) davanti al connazionale Andreas Birnbacher (1), ottavo un rinato Alexander Os (1), nono il francese Jean Guillame Beatrix (2). Conclude nei dieci anche Ole Einar Bjoerndalen (3), in ottima condizione nel fondo, ma ancora alla ricerca di un buon assetto e precisione al poligono.
Prova incolore per Lukas Hofer che conclude trentaduesimo con tre errori complessiva. E' la peggior partenza degli ultimi anni e si spera che la riscossa possa avvenire già dalla prossima settimana. Lontani Thomas Bormolini e Dominik Windisch, troppo fallosi al poligono per recuperare qualcosa dalle retrovie.
Nonostante i malanni stagionali l'abbiano tenuta a riposo forzato nella staffetta mista e nella 15km, Dorothea Wierer conferma le sensazioni che aveva destato nei test pre-stagionali. La campionessa di Rasùn è definitivamente approdata nell'élite del biathlon mondiale, dimostrando di avere una tenuta nel fondo ormai di alto livello e la consueta classe al poligono, nonostante qualche errore di troppo nella prova ad inseguimento odierna che non ha comunque pregiudicato la conquista del secondo podio in carriera. Quattro bersagli mancati, due all'ultimo poligono, ma da pesare come voglia di fare il colpaccio con il giusto atteggiamento, cercando di insidiare la vittoria di Kaisa Makarainen. La finlandese è stata brava a limitare gli errori (3) e con questa vittoria consolida la leadership di Coppa del Mondo. Wierer è stata preceduta in volata dall'ucraina Valj Semerenko (4).
Giù dal podio Darya Domracheva (5), nonostante un numero di errori che si assesta nella media complessiva, quarta. Quinta Teja Gregorin (2), sesta Tiril Eckhoff (7), vincitrice di ieri, settima Veronika Vitkova (5), ottava Marine Bolliet (2), nona Ekaterina Glazyrina (2), decima Franziska Hildebrand (3).
Karin Oberhofer ha mancato cinque bersagli ma si è mantenuta in lotta per il podio per tre quarti di gara. L'ultimo bersaglio le è stato fatale in tutti i poligoni, ma questo undicesimo posto rafforza la tesi che l'Italia ha trovato due biatlete di primissimo livello e che i meravigliosi risultati delle Olimpiadi di Sochi non sono stati un fuoco di paglia. La vera star di giornata al poligono è stata la giovanissima Lisa Vittozzi che alla seconda gara di Coppa del Mondo porta a casa un ventisettesimo posto, unica a non commettere errori nella prova odierna al poligono, dopo essere stata perfetta anche ieri. Quaranteseiesima Nicole Gontier con sette bersagli mancati. La settimana prossima si va in Austria a Hochfilzen.
Dorothea Wierer ha ancora la tosse mentre racconta il suo meraviglioso terzo posto nella pursuit di Oestersund, secondo in carriera in Coppa del mondo. "Probabilmente mi sono giocata qualcosa in più negli ultimi due tiri sbagliati della serie finale, in piedi ero un po' insicura e ho voluto velocizzare l'ultimo tiro. Forse ho avuto troppa fretta". La tattica di gara dell'altoatesina è stata ancora una volta impeccabile: "Dovevo gestire bene le forze perché non sto ancora benissimo, però avevo sci buonissimi che mi hanno assecondato nel migliore dei modi. credo che questo risultato mi lanci in una nuova dimensione, però il biathlon è bello perché tutte le giornate sono diverse e si riparte da zero, per cui occorre mantenere umiltà e spirito di sacrificio. Dedico il podio alla nostra squadra, mi auguro regali ulteriore positività".
Fabrizio Curtaz, direttore tecnico, tira le somme dopo la prima tappa. "Le donne hanno dimostrato di essere una bella squadra, pronta a regalarci altre soddisfazioni, ed è un fatto positivo perché storicamente non partiamo mai troppo forte. Gli uomini devono trovare un po' più di condizione, soprattutto con Hofer e Windisch. Bormolini invece è stato una bella scoperta, ci tornerà sicuramente utile in futuro in chiave staffetta".
Una notizia che ha rattristato tutto il mondo dello sci nordico che vede coinvolto il "solito" dottor Michele Ferrari (ma ci chiediamo noi.. dopo tutto quello che ha combinato questo, falsando tour de france, mondiali di ciclismo e chissà cos'altro che non è ancora emerso.. non sarebbe giusto non fosse più a piede libero?) e la famiglia Taschler, che a partire dal 2010 (ci sono voluti più di 4 anni per venirlo a sapere..) avrebbe chiesto aiuto a Ferrari per "aumentare" un pochino il livello prestativo di Daniel, per anni alla ricerca del salto di quaità. Il marito della sorella di Daniel è un'altro atleta che è diventato famoso in seguito ad uno scandalo doping, il Sig. Johennes Duerr (leggi l'ultimo articolo che lo riguarda) che da qualche anno vive ad Anterselva.
L'articolo della gazzetta:
Biathlon, intercettazioni: quando il capo mandava a dopare il figlio
Gottlieb Taschler, ex c.t. azzurro ora vicepresidente mondiale del movimento, affidò il figlio per un ciclo di Epo al medico ferrarese Michele Ferrari, che per la Procura di Padova sarebbe "l'ispiratore del sistema criminale" nel mondo del ciclismo pro' e amatoriale
Quel papà importante che voleva il figlio più forte e si rivolgeva a Michele Ferrari. C'è pure il biathlon tra gli assistiti del medico ferrarese. Il papa è Gottlieb Taschler, già bronzo olimpico di staffetta a Calgary 1988, oro nel '91 e bronzo nell'86 ai Mondiali, nonché a lungo c.t. azzurro e adesso vice presidente mondiale per non dire l'uomo tutto di Anterselva, la figura chiave di tutti gli eventi mondiali nella valle del biathlon. Il figlio è Daniel, 27 anni, che cerca di farsi spazio in nazionale A e ha bisogno di una cura a base di Epo. Un'intercettazione telefonica del 20 luglio 2010 è illuminante: papà Taschler chiama il medico per fissare l'incontro del figlio proprio ad Anterselva. I due s'incontreranno il 22 luglio, il 13 agosto e il 1° ottobre, come risulta dalle chiamate di conferma degli appuntamenti: il 25 settembre viene concordato un incontro alle 16 a Ferrara nord. L'obiettivo è consentire al ragazzo di poter disputare la Coppa del Mondo. Le conversazioni sono inequivocabili tra medico e atleta.
Gottlieb Taschler, vicepresidentE dell'International Biathlon Union (IBU). REUTERS
CICLO — Dice Ferrari: "... Benissimo, meglio, meglio, questi qui (mostrerà all'atleta delle confezioni di Epo della stessa posologia: 2000 ui). Daniel: "Sì". Ferrari: "Bene i più piccoli (posologia, ndr ). Non hai ancora cominciato". Daniel: "Bene allora facciamo un programmino. facciamo fino a qui, oggi è il 17...qui sei a casa?". Daniel: "Sì, sono a casa". Ferrari: "Fino a quando?". Daniel: "Fino tutto il mese". Ferrari: "Ah, sei sempre a casa, bene, prendile quando sei a casa, prendile a casa!". Daniel: "Sì". Ferrari: "Un giorno sì, un giorno no, come avevamo detto". Daniel: "In vena?". Ferrari: "In vena!". Daniel: "1000 sempre?". Ferrari: "Sempre 1000". Daniel: "Quindi". Ferrari: "La metà". Daniel: "La metà". Ferrari: "La metà di 2000". Daniel: "Metà". Ferrari: "L'altra metà la puoi lasciare qui). Daniel: "Ah!". Ferrari: "La puoi lasciare nella siringa che ti rimane un attimino più concentrato...e la metti via". Daniel: "Ah... nella siringa!". Ferrari: "... nella siringa, e ne fai metà!".
TELEFONO SVIZZERO — Poi Ferrari mette in guardia il giovane: "Stavolta però facciamo che andiamo a Ferrara Sud. Ti lascio anche un altro numero di telefono che però tu non devi chiamare con il tuo. Devi avere un altro telefono non intestato e che usi solo per questo! Ti fai un altro telefono, con un'altra persona che non sei né tu né Gottlieb, che compra un telefono e una scheda. Non puoi usare perché se usi il tuo telefono poi con quella scheda ti possono rintracciare anche il telefono. Allora adesso ti darò l'altro numero che è uno svizzero da usare solo per questo. Se non chiami è meglio però!". Daniel: "Devo fare altro, altri esami?". Ferrari: "Non occorre, stavo pensando più che altro la ferritina, controlla solamente perché questa è l'emoglobina prima del controllo, il Tsh che è la tiroide un po' alto, eh!". Ferrari: "Rispetto agli altri come andavi?". Daniel: "Andavo bene, andavo con i fondisti". Ferrari: "I fondisti di che squadra?". Daniel: "Della Forestale". Ferrari: "Ah della Forestale". Daniel: "Ho ancora mal di gola". Ferrari: "Ti fa ancora male? Ma non hai la febbre?". Daniel: "No febbre no". Ferrari chiede del padre: "Gottlieb è a casa?". Daniel: "Sì, è a casa". Ferrari e un altro appuntamento: "Facciamo il 7, sempre alle 15 a Ferrara sud. Sì, quei tre esami lì, se vai giovedì verso il 2 o 3...devi sterilizzare più che altro la ferritina che dovrebbe...". Daniel: "Sì, il giorno dopo". Ferrari: "Più che altro la ferritina". Daniel: "No". Ferrari: "Per la gola, prendi sai quegli spray, Tantum o Ibuprofene che è un antinfiammatorio 2-3 volte al giorno. Senti male ai muscoli?". Daniel: "No, quello no". Ferrari: "Solo un po' la gola perché era freddo". Ferrari: "Se ti senti bene stasera puoi cominciare a far questo. Però se c'è febbre no. Il 7 è fra 3 settimane".
Da sinistra: Kiem, Passler, Zingerle e Taschelr, bronzo nella staffetta biathlon a Calgary 1988.
BRONCHITE — Dopo una settimana dall'incontro, il padre Gottlieb chiama Ferrari per informarlo che il figlio ha la bronchite. Ferrari gli dice di tenerlo a riposo e di sospendere gli allenamenti. Dopo circa un mese, papà Taschler porta il figlio a casa del medico. Arriva la gara: Daniel Taschler nella sprint dell'Ibu Cup di Alternberg è 5° e con un solo errore al poligono, a 30" dal podio...
Il quarto posto di Sochi l'aveva lanciata, o almeno aveva dato il segnale che potesse diventare una delle più forti al mondo, ma l'inizio di stagione di Karin Oberhofer, soprattutto per la qualità delle sue prestazioni nel fondo, aveva fatto da presagio ad un imminente podio. La biatleta del C.S. Esercito ha così coronato il sogno di salire sul podio in Coppa del Mondo anche a livello individuale, dopo aver vinto il bronzo olimpico nella staffetta mista. E' la quarta biatleta azzurra nella storia a riuscirci dopo Nathalie Santer (vincitrice tre volte), Michela Ponza e Dorothea Wierer. Oggi il secondo posto è arrivato ampiamente grazie ad una prestazione immacolata al poligono e un ultimo giro di gran livello. Nota statistica di secondo piano, ma molto indicativa: nelle prime due sprint stagionali in testa dopo il secondo poligono la scorsa settimana a Oestersund c'era Wierer, oggi Oberhofer! Qualcosa di incredibile a pensarci qualche tempo fa. E' un momento stellare per il biathlon femminile azzurro dopo il quarto e terzo posto ottenuti in sprint e inseguimento da Dorothea Wierer in Svezia e l'ottimo esordio della promettentissima Lisa Vittozzi (oggi ancora qualificata nell'inseguimento con il cinquantaseiesimo posto e il primo errore della carriera dopo tre gare nel circuito maggiore).
La vittoria è andata a Kaisa Makarainen, undicesimo sigillo in carriera e consolidamento del primato in classifica, nonostante un errore al poligono. Terzo posto per la norvegese ormai di punta Tiril Eckhoff che con un errore si conferma sul podio dopo la vittoria di Oestersund. Quarta e miglior risultato in carriera per la russa Olga Podchufarova (1), quinta e altrettanto brava la tedesca Vanessa Hinz (1), sesta Fanny Horn (0), ottava Darya Domracheva (2), troppo imprecisa per tenere il passo del podio. Chiudono la top-ten Anais Bescond (0) e Olga Glazyrina (1).
Detto di Oberhofer e Vittozzi, Doro Wierer è tredicesima dopo le prestazioni della settimana scorsa va in inversione di tendenza: meno precisa al tiro, un errore, ma estremamente competitiva (quinto tempo) nell'ultimo giro. Sarà ancora caccia al podio per entrambe le azzurre nell'inseguimento di domenica, insensatamente intevallato dalla staffetta di sabato. Lontana con quattro errori al poligono Nicole Gontier.
Sesta vittoria in carriera per Johannes Thingnes Boe. Il ventunenne norvegese ha centrato tutti e bersagli e con la miglior prestazione nel fondo ha liquidato la concorrenza in una combattutissima con pochissimi errori (primo atleta con due errori ventiquattresimo). Podio completato da un'ottima Germania che piazza secondo e terzo Simon Schempp e Andreas Birnbacher senza errori. Quarto posto per Dominik Landertinger (0), quinto con un errore al tiro Jakov Fak e sesto il fratello maggiore del vincitore Tarjei Boe (0). La carriera parallela dei fratelli Boe sembra ricordare quella dei Bjoerndalen e dei Fourcade con il più piccolo nettamente più talentuoso del maggiore. In questo caso però fa specie considerare che Tarjei ha già vinto due titoli mondiali e due bronzi individuali, un oro olimpico in staffetta e una Coppa del Mondo e vanta 8 vittorie individuali. Settimo Martin Fourcade (0), oggi mediocre sugli sci per i suoi standard, ottavo Dimitri Malyshko (0), nono il leader di Coppa del Mondo Svendsen (1) e decimo Ondrej Moravec (0). Primi dieci in 34".
Spiace dirlo, ma dopo le buone prestazioni di Dominik Windisch (unico a qualificarsi per l'inseguimento, cinquantanovesimo) e Thomas Bormolini nell'individuale in Svezia, la squadra azzurra oggi è letteralmente sprofondata. Non è tanto la quantità di errori commessi al poligono, ma la forma sugli sci che al momento non è all'altezza. La seconda tappa è ormai compromessa, domani tutti quindi punteranno a dare il massimo in staffetta e poi sarebbe bello chiudere in fiducia l'anno con la terza tappa di Coppa del Mondo prima di Natale.
Dopo il primo podio in carriera di Karin Oberhofer, per le azzurre del biathlon è arrivato un quarto posto in staffetta ad un soffio dalla possibilità di ottenere una delle prime tre posizioni per la terza volta in stagione. Il quartetto azzurro composto da Dorothea Wierer, Nicole Gontier, Lisa Vittozzi e Karin Oberhofer si è classificato dietro a Germania, Bielorussia e Repubblica Ceca. E' stato decisivo il giro di penalità di Gontier che ha fatto scendere le azzurre dal primo posto conquistato da Wierer fino al tredicesimo, ma Vittozzi e soprattutto Oberhofer hanno fatto risollevato la squadra fino a meno di 20" dal podio. Un po' singolare, ma non è la prima volta, che la staffetta viene inserita fra sprint e inseguimento. Oberhofer e Wierer, ormai approdate ai massimi livelli, domani avranno ancora l'occasione di puntare a qualcosa di importante.
Bellissima staffetta maschile sulle nevi (quest'anno avare...) di Hochfilzen (Austria). La vittoria è andata alla Russia grazie alla freddezza di Anton Shipulin in ultima frazione, che è stato eccezionale nel tenere a bada due top-class come Martin Fourcade e Tarjei Boe, che hanno chiuso per Francia e Norvegia al secondo e terzo posto. Nella lotta per il podio sono stati in corsa fino alla fine Austria e Germania che hanno concluso a trenta secondi dalla Russia.
Netto invece il buco fra le prime cinque e le altre nazioni. Il Canada, sesto, ha preceduto Repubblica Ceca e Italia. Gli azzurri, ottavi, si sono comportati discretamente visto il precario stato di forma attuale. Lukas Hofer ha provato a forzare al lancio, ma la condizione è lontana da quella che lo ha portato alla vittoria in Coppa del Mondo e a lottare per il podio in svariate occasioni. L'Italia ha perso il treno dalla seconda frazione a causa delle troppe ricariche usate da Dominik Windish. Thomas Bormolini e Christian Martinelli si sono difesi limitando gli errori al poligono. La prossima settimana nella località di Pokljuka sono attesi miglioramenti per scongiurare il peggior inizio di stagione degli ultimi anni, ampiamente compensato dall'esplosione di Wierer e Oberhofer al femminile. Non vuole essere una sciocca critica visto che lo staff di Fabrizio Curtaz ha dimostrato grande capacità nel portare al top la squadra in occasione di tutti gli appuntamenti più importanti, Mondiali e Olimpiadi, dal 2011 al 2014 collezionando ben tre medaglie pesantissime per un movimento piccolo come quello del biathlon italiano.