Dorothea Wierer ha ancora la tosse mentre racconta il suo meraviglioso terzo posto nella pursuit di Oestersund, secondo in carriera in Coppa del mondo. "Probabilmente mi sono giocata qualcosa in più negli ultimi due tiri sbagliati della serie finale, in piedi ero un po' insicura e ho voluto velocizzare l'ultimo tiro. Forse ho avuto troppa fretta". La tattica di gara dell'altoatesina è stata ancora una volta impeccabile: "Dovevo gestire bene le forze perché non sto ancora benissimo, però avevo sci buonissimi che mi hanno assecondato nel migliore dei modi. credo che questo risultato mi lanci in una nuova dimensione, però il biathlon è bello perché tutte le giornate sono diverse e si riparte da zero, per cui occorre mantenere umiltà e spirito di sacrificio. Dedico il podio alla nostra squadra, mi auguro regali ulteriore positività".
Fabrizio Curtaz, direttore tecnico, tira le somme dopo la prima tappa. "Le donne hanno dimostrato di essere una bella squadra, pronta a regalarci altre soddisfazioni, ed è un fatto positivo perché storicamente non partiamo mai troppo forte. Gli uomini devono trovare un po' più di condizione, soprattutto con Hofer e Windisch. Bormolini invece è stato una bella scoperta, ci tornerà sicuramente utile in futuro in chiave staffetta".
fonte: www.fisi.org