Redazione

Redazione

Suspendisse at libero porttitor nisi aliquet vulputate vitae at velit. Aliquam eget arcu magna, vel congue dui. Nunc auctor mauris tempor leo aliquam vel porta ante sodales. Nulla facilisi. In accumsan mattis odio vel luctus.

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

È una bella giornata per gli organizzatori del Tour de Ski. Dopo la notizia del ritorno di Østberg, infatti, è arrivata l’ufficialità anche sulla partecipazione di Ebba Andersson. Gli allenatori svedesi, dopo un confronto con l’atleta, hanno deciso di portarla a seguito degli ottimi riscontri da lei avuti in occasione delle gare di Östersund, alle quali ha partecipato.

«Non ho avuto alcun problema fisico dopo le gare del fine settimana – ha affermato Andersson nel comunicato apparso sul sito ufficiale della federazione svedese – dopo aver parlato con i team medici e i fisioterapisti sento che il ginocchio è pronto per tornare a competere con continuità. L’ho desiderato tanto e non vedo l’ora di gareggiare nuovamente. È qualcosa per cui ho lavorato duramente nell’ultimo periodo, è bello tornare adesso».       

Arriva una grande notizia dalla Norvegia: Ingvild Flugstad Østberg sarà al via del Tour de Ski.

La fondista norvegese non aveva ottenuto i certificati necessari ed era stata fermata alla vigilia del via della stagione. Ora la situazione è migliorata e lo staff medico norvegese ha deciso di aprirle le porte del Tour de Ski.

L’atleta ha espresso la propria gioia nel comunicato diffuso dalla federazione norvegese: «Sono molto felice di essere nuovamente sulla linea di partenza e con la squadra al Tour. Sarà sicuramente emozionante vedere come sarà tornare di nuovo a gareggiare. Forse ho bisogno di un po’ di gare per capire come stanno procedendo le cose, quindi i risultati vengono dopo. La cosa più importante ora è ritrovare il piacere di ricominciare e procedere passo per passo».

Soddisfatto l’allenatore norvegese Ole Morten Iversen: «È importante per Østberg tornare a sciare e per noi riaverla in squadra. Per lei la marcia d’avvicinamento al Tour de Ski non è stata ottimale, quindi non ci aspettiamo si esibisca al meglio delle proprie possibilità. Pensiamo però sia importante per lei tornare a gareggiare e solo più avanti in stagione ci aspettiamo ottenga i suoi migliori risultati. Dobbiamo considerare il Tour solo parte di un percorso».

La situazione sarà comunque valutata tappa per tappa e la vincitrice dell'ultimo Tour de Ski potrebbe anche decidere di non arrivare fino al Cermis.

Con Østberg saranno presenti tutte le big e i big della squadra norvegese, che si presenta al Tour con un’armata di venti atleti tra uomini e donne. Non ci sarà, come previsto, Sundby.

CONVOCATI
Donne

Therese Johaug - IL Nansen
Heidi Weng - IL BUL
Maiken Caspersen Falla - Gjerdrum IL
Ingvild Flugstad Østberg - Gjøvik Skiklubb
Ragnhild Haga - Åsen IL
Astrid Uhrenholdt Jacobsen - IL Heming
Lotta Udnes Weng - Nes Ski
Tiril Udnes Weng - Nes Ski
Kari Øyre Slind - Oppdal IL
Anne Kjersti Kalvå - Lundamo IL, Team Veidekke Midt-Norge

Uomini
Johannes Høsflot Klæbo - Byåsen IL
Didrik Tønseth - Byåsen IL
Emil Iversen - IL Varden Meråker
Sjur Røthe - Voss IL
Hans Christer Holund - Lyn Ski
Simen Hegstad Krüger - Lyn Ski
Pål Golberg - Gol IL
Martin Løwstrøm Nyenget - Lillehammer Skiklub, Team Veidekke Innlandet
Sindre Bjørnestad Skar - Bærums Verk og Hauger IF
Erik Valnes - Bardufoss og omegn IF

Annecy Le Grand Bornand non ha sorriso a Martin Fourcade, nonostante tantissimi tifosi a sostenerlo ad alta voce per tutto il percorso durante i tre giorni di gara. Il sette volte vincitore della Coppa del Mondo ha chiuso con un 12°, un 7° e un 5° posto, senza riuscire a restare mai a contatto con Johannes Bø.

Già sabato l’inseguimento, ma in particolare la mass start di domenica sono state un’autentica dimostrazione di forza da parte del fenomeno norvegese. Lo stesso Fourcade è stato costretto a piegarsi, quasi impotente di fronte alla condizione dell’avversario: «La mass start è stata estremamente difficile – ha affermato Fourcade al termine della gara – nonostante sia stata una grande battaglia, una gara come ci piace vivere in termini di avversità. Johannes era chiaramente al di sopra di tutti, ha dimostrato di essere imbattibile. Eppure all’inizio della stagione, ero stato il primo a vederlo meno d’impatto rispetto allo scorso anno. Non era imperiale a Sjusjøen e Östersund, ma a Hochfilzen e Le Grand Bornand ha mostrato cose incredibili, oggi ci ha fregato fin dall’inizio. Era consapevole di essere più forte e ha deciso di fare del male a tutti noi sin dal primo giro».

Fourcade sa di non essere al meglio della condizione: «Non ho troppi rimpianti, mi manca un po’ di freschezza sugli sci. Devo riposare bene in questi giorni e tornare a svolgere dei lavori muscolari per arrivare bene al mese di gennaio, in particolare Ruhpolding».

Il campione francese è felice per la risposta di pubblico: «Questa tappa è stata un successo popolare nonostante il mal tempo. L’IBU è rimasta impressionata, è stato ottimo per la nostra disciplina. Il nostro team ha reagito con orgoglio, oggi ci ha pensato Emilien (Jacquelin, ndr) a mostrare un grande livello, un bel segno per la staffetta».

Fourcade è quindi tornato a parlare di se stesso: «Il mio bilancio individuale non è buono né cattivo. Mi sarebbe piaciuto salire sul podio ma mi sono mancati alcuni particolari per farlo. Niente a che vedere con l’anno scorso, il mio bilancio potrebbe essere peggiore ma la dinamica è positiva. Non sto ottenendo i risultati di quando avevo vent’anni, ma resto in grado di vincere in ogni gara».  

La due giorni di Planica ha regalato a Stefan Zelger i suoi primi punti stagionali in Coppa del Mondo, grazie al 24° posto ottenuto sabato nella sprint in skating, ma anche l’emozione e soprattutto la responsabilità di gareggiare con Federico Pellegrino nella team sprint. Il sudtirolese del Centro Sportivo Esercito ha sognato il podio da conquistare insieme al poliziotto valdostano, ma un po’ di sfortuna in semifinale è costata ad entrambi diverse energie, che hanno poi presentato il conto nella parte conclusiva della finale. In ogni caso Stefan Zelger può ritenersi soddisfatto del quinto posto finale ottenuto nella team sprint slovena.

Contattato dalla redazione di Fondoitalia, l’alpino ha fatto il suo resoconto su una gara per lui molto importante. «È stata una giornata positiva – ha affermato Zelgerin semifinale, purtroppo, siamo stati sfortunati a causa di un incidente da me avuto, quando il francese Jouve è caduto davanti a me, io gli sono andato addosso, finendo a terra e rompendo la punta dello sci. Sono stato così costretto a cambiarlo e ho dovuto anche spendere tanto per riportarmi sotto con uno sci non mio. Purtroppo anche Pellegrino ha dovuto sprecare tante energie, perché ha fatto un’ultima frazione a tutta per vincere la batteria e andare in finale».

Nel corso dell’ultimo atto della gara la coppia azzurra è sempre stata nelle posizioni di testa, per poi cedere, prima con Zelger e successivamente con Pellegrino nelle ultime due frazioni: «In finale mi sentivo molto meglio - ha ammesso il sudtirolese - avevo cambiato gli sci ed ero più veloce rispetto alla semifinale. Pure Federico stava bene. Credo che purtroppo lo spreco di energie avuto in semifinale ci sia costato il podio. Ovviamente non posso dire con certezza che se non avessimo avuto quel problema in semifinale, saremmo poi riusciti a chiudere tra i primi tre. Dall'altra parte certamente io mi sentivo molto meglio in finale, ho tirato fuori tutto, ma purtroppo mi sono staccato proprio nell’ultimo pezzo e Federico non ha potuto chiudere quel buco. Nonostante questo siamo soddisfatti, è pur sempre un quinto posto in Coppa del Mondo, che si somma anche alla bella prestazione di Hellweger e Graz. Avere qualificato due squadre alla finale è una cosa positiva. Certo, magari alla vigilia io e Chicco speravamo nel podio ma purtroppo non ce l’abbiamo fatta. Per me è stato comunque un gran piacere gareggiare in coppa con un atleta forte come lui».

Zelger è quindi tornato sulla sprint di sabato, da lui chiusa al 24° posto: «Ieri ho rotto il ghiaccio in questa stagione, ho ottenuto i primi punti e sono contento di questo. Probabilmente potevo fare meglio in batteria, ma ho sbagliato nel finale perché dovevo stare esterno nella penultima curva, invece sono andato all'interno dove frenavano un po’, così da terzo sono passato quinto e sono rimasto lì. In ogni caso il 24° posto non è male per essere l’inizio, perché adesso voglio arrivare sempre più avanti e quanto fatto in questo weekend è una bella motivazione per le prossime gare»

Ha appena ventidue anni ma è un campione di livello assoluto, non soltanto per classe e competitività ma anche per maturità tattica. Jarl Magnus Riiber si è imposto nella seconda Gundersen di Ramsau e l’ha fatto con intelligenza, impostando una gara perfetta nell’inseguimento, risparmiando energie e andando all’attacco del compagno di fuga Oftebro al momento giusto, quando ha visto che da dietro Herola e Graabak li stavano ormai raggiungendo.

Riiber ha quindi cambiato passo ed è andato a vincere nettamente, mentre alle sue spalle Graabak con un grande finale si è preso la piazza d’onore. Sul terzo gradino del podio è salito quindi il tedesco Geiger, bravissimo a stampare in volata un Herola che aveva speso molte energie per recuperare dalla decima piazza di partenza fino a lottare per il podio. Oftebro, crollato nel finale, è riuscito comunque a chiudere ottimo sesto, davanti a Frenzel.

Bene ancora una volta l’Italia, anche se c’è un po’ di amaro in bocca per una top ten sfuggita di un soffio a un ottimo Alessandro Pittin, giunto undicesimo dopo aver perso la volata con Riessle. Molto bene Samuel Costa, anch’egli autore di un segmento di fondo tatticamente intelligente. Dopo una prima parte più controllata, il gardenese è uscito fuori nel finale, recuperando diverse posizioni e chiudendo 12°.

CRONACA
Riiber si aggancia subito a Oftebro e Bjoernstad. Alle sue spalle l’austriaco Greiderer recupera subito diverse posizioni, ma viene raggiunto da un ottimo Frenzel. Come prevedibile Herola e Graabak partono a tutta in zona top ten, mentre Pittin ha subito trovato il gruppo giusto raggiungendo Riessle e Akito Watabe.
Frenzel e Greiderer recuperano una decina di secondi, così come alle loro spalle si avvicina il gruppetto di Herola e Graabak. Per questo motivo Riiber decide di mettersi lui in testa e iniziare ad alzare un po’ il ritmo. Al termine del primo giro bene anche Pittin, che recupera molti secondi e vede la top ten a 10”. Più indietro Costa, che è 21°.

Herola, Graabak e Geiger riprendono Frenzel, Faisst e Greiderer. A metà gara il terzetto norvegese si difende ancora bene e riesce addirittura a guadagnare qualcosa, andando a 25”. Il gruppo con Pittin è a 41”, Costa a 1’08”. In testa Oftebro e Riiber resistono, mentre Bjoernstad viene staccato e vede avvicinarsi il gruppo alle sue spalle, capitanato da Herola.

All’ultimo giro Riiber e Oftebro arrivano con 11” di vantaggio su Bjoernstad, mentre il gruppo Herola ha 16” dalla testa. Perde qualcosa il gruppo di Pittin. L’azzurro lotta per il decimo posto. Herola fa un ritmo pauroso e si avvicina pericolosamente alla coppia di testa, così Riiber rompe gli indugi e va all’attacco staccando il compagno di squadra, nel frattempo assorbito da Herola, Graabak e gli altri. È l’azione che gli vale la sesta vittoria stagionale. Alle sue spalle Graabak e Herola provano a staccare Geiger e Greiderer, ma il tedesco torna sotto e in volata beffa il finlandese per il terzo posto, mentre il norvegese riesce a prendersi la seconda piazza dietro al connazionale.

Pittin prova a sfidare Riessle in volata per il decimo posto, ma anche questa volta la volata sorride a chi parla lingua tedesca. Dodicesimo un ottimo Costa autore di un notevole ultimo giro. Ancora una volta è stata positiva la prestazione degli azzurri, che avevano nelle corde un piazzamento ancora più importante. Se faranno un ulteriore step al trampolino, potranno togliersi soddisfazioni.

CLASSIFICA FINALE
1° J.M. Riiber (NOR) 23’45.9
2° J. Graabak (NOR) +2.8
3° V. Geiger (GER) +4.1
4° I. Herola (FIN) +4.2
5° L. Greiderer (AUT) +9.4
6° J.L. Oftebro (NOR) +10.1
7° E. Frenzel (GER) +11.2
8° M. Faisst (GER) +13.2
9° E. Bjoernstad (NOR) +20.4
10° F. Riessle (GER) +48.8
Gli italiani
11° A. Pittin +48.8
12° S. Costa +1’04.3

Per la classifica completa clicca qui

Non c'è due senza tre ed il quarto vien da sè: un modo di dire caro ad Alberto Tomba che oggi potrebbe essere riutilizzato da Tiril Eckhoff. Da oltre ad una settimana, vince solo lei e anche la mass start di Annecy - Le Grand Bornard diventa terra di conquista per la ventinovenne di Oslo, alla quarta vittoria consecutiva personale per portare il bottino complessivo a quota dieci.

Ma dietro di lei, è grande Dorothea Wierer. Indomita, grintosa, determinata, a dispetto di condizioni - meteo e di materiali - poco confortevoli, la detentrice della Coppa del Mondo ha voluto riprendersi di forza il pettorale giallo, per poter brindare ancora una volta da leader della classifica e chiudere così un 2019 da favola.

Per Doro si tratta del podio numero 31 della carriera, il primo invece per la svedese Linn Persson che ha dovuto arrendersi in volata alla determinazione dell'azzurra, il tutto ad 1'24 dalla dominatrice Eckhoff.

Dorothea Wierer riesce così a far proseguire la striscia di podi azzurri e dimostra di aver compiuto un altro passo nell'ascesa della propria performance, perchè solo i fuoriclasse sanno in queste condizioni tirare fuori forse più di quello che in teoria potrebbero.

L'odierno secondo posto vale molto, moltissimo. Lei più di altre fatica ad adattarsi a queste condizioni e sotto i piedi non aveva gli stessi materiali altrui, norvegesi in primis. Ha stretto i denti, ha lottato, ha gestito al meglio i quattro poligoni (secondo range time alle spalle di Julia Simon) nonostante i due errori suddivisi tra la prima e la terza sessione; ha saputo cedere qualche posizione nei tratti duri del tracciato e sfruttare le scie, amministrando per quanto possibile lo sforzo per poi dare tutto quello che rimaneva nel serbatoio nel giro finale, affrontato a braccetto con Linn Persson, mentre le altre big - Kaisa Mäkäräinen e Denise Herrmann in testa - pagavano i pesanti errori nel poligono conclusivo.

Per tornare sul podio ed in giallo, non si doveva sbagliare in quel poligono: e così ha fatto Dorothea, uscendo per seconda dalla piazzola di tiro per pensare solo a spingere. Dietro Mäkäräinen ha provato a riportarsi sulla coppia da podio, ma nella tornata finale, Wierer ha saputo aumentare il ritmo, riportandosi al livello del giro di lancio. Un altro elemento che dimostra la grande maturità e concentrazione dell'azzurra di casa a Castello di Fiemme. Alla finlandese non è rimasto altro da fare che accontentarsi del quarto posto, seguita da una Denise Herrmann che nel finale ha stampato Ekaterina Yurlova, con Preuss e Bescond a completare la top8 di giornata.

Solo dodicesima Ingrid Tandrevold: il pettorale giallo evidentemente ha un peso e se ne è resa conto la norvegese che fa della costanza la sua forza principale. Quattro errori - due nel poligono finale - rappresentano un dato decisamente fuori dal coro di questo suo primo mese di stagione e probabilmente non è un caso. E' cresciuta parecchio, la ragazza, ma ora deve sfruttare queste settimane per capire come ci si sente, lassù. Perchè, in alto, i riferimenti sono diversi e vanno compresi.

Sedicesimo posto quindi per Lisa Vittozzi, a sua volta in difficoltà con i materiali e incappata, al pari della compagna di team, in due errori al tiro, uno in apertura ed uno in chiusura. Nel mezzo la prova della sappadina è stata generosa, con la possibilità di riproporsi a ridosso della top10, una prospettiva non concretizzata dal giro di penalità nel secondo poligono in piedi. Anche per lei è ora di tirare nuovamente il fiato e provare a ricostruire certezze e fiducia nella lunga pausa che accompagnerà ad Oberhof, dopo l'Epifania.

Il 2019 si chiude quindi con Dorothea Wierer a quota 304 e 17 lunghezze di vantaggio nei confronti della scatenata Tiril Eckhoff (287), pronta a propria volta a scavalcare l'amica Tandrevold (282), con le due francesi Justin Braisaz (234) e Julia Simon (213) a seguire. Appuntamento a gennaio, si ripartirà da qui. Si ripartirà con Doro in giallo.

 

Clicca qui per la classifica di giornata

Bentornata Ebba! Dopo l’infortunio accusato a due settimane dalla partenza della Coppa del Mondo, Ebba Andersson è tornata oggi a gareggiare per testare il fisico. La ’97 svedese è scesa in pista a Östersund nella mass start di 15km in skating di Scandic Cup. Le avversarie non erano certo di livello altissimo, ma la sua prestazione fa certamente ben sperare i tanti appassionati che vogliono rivederla presto in Coppa del Mondo.

Andersson è andata subito all’attacco, prendendo margine sulle avversarie per poi aumentarlo nel corso della gara, fino a chiudere con un vantaggio di ben 1’54” su Moa Molander Kristiansen, giunta seconda vanti a Lisa Vinsa, staccata di 1’56”. Molto più staccate tutte le altre atlete. 

Dominante, annichilente, disarmante: ognuno pensi al termine che preferisce per descrivere al meglio la superiorità di Johannes Bø nella mass start che ha concluso il programma di Annecy - Le Grand Bornard e la prima parte di stagione.

Nell'ultima gara dell'anno solare, il ventiseienne norvegese ha voluto fare la voce grossa sin dai primi metri, menando forte un ritmo insostenibile pressochè per tutti, nonostante condizioni di gara difficili, con la pioggia a rendere oltremodo pesante una neve provata dal caldo di questo periodo. 

Qualcuno è riuscito a seguirlo fino al primo poligono, quando Johannes è stato anche il primo a rialzarsi - senza errori - per dare via ad un monologo fatto di grande efficienza sugli sci, di assoluta padronanza e di un calibrato mix di serenità, precisione, aggressività e fiducia al poligono.

Il dominio di Johannes Bø va oltre quello che dicono i numeri, pur decisamente chiari: per lui si tratta della 43ima vittoria in carriera, la quinta in stagione, 15 nel corso del 2019, traguardo mai raggiunto da altri in un anno solare. Nella sua cavalcata Johannes si è concesso un solo errore, nel terzo poligono, troppo poco per poter riaccendere le altrui speranze: complice la durezza del terreno di gara, il traguardo si è materializzato dopo 41'36"3, con 42"1 di vantaggio nei confronti del padrone di casa Emilien Jacquelin. Un percorso parallelo a quello del dominatore, al poligono, per il transalpino che conquista così il miglior risultato della carriera, nel giorno del secondo podio in Coppa del Mondo, scavalcando nella quarta sessione di tiro Tarjei Bø (+51"8, un errore in chiusura) che ha così completato il podio di giornata, confermando a propria volta la sua ineccepibile costanza in questa prima parte di stagione. Ai piedi, è ancora Francia con Quentin Fillon Maillet (2 errori) a precedere in volata Martin Fourcade (1 errore), seguito da Johannes Dale a pareggiare i conti tra vichinghi e transalpini nella top6 di giornata. Arnd Peiffer, settimo, è stato l'unico altro a mantenere il distacco al di sotto dei due minuti, nonostante i pochi errori generalmente commessi.

Quattro e cinque giri di penalità invece per i due azzurri in gara, Dominik Windisch (17imo a 3'15) e Lukas Hofer (21imo a 3'39): il ritmo infernale imposto da Bø in avvio e le condizioni tipicamente poco gradite hanno reso l'impegno duro sin dal via, con gli errori al tiro al primo poligono (2 per il campione iridato in carica, 3 per Hofer) a fare il resto. Ora è tempo di ricaricare le batterie, perchè una gara così ha chiesto uno sforzo ulteriore. Per fortuna è tempo di tirare il fiato.

Ed ora che farà Johannes? Se davvero il mese di gennaio lo vedrà impegnato ad accudire la compagna ed il figlio in arrivo, per gli altri (in primis Tarjei e Fillon Maillet) si potrà aprire la via verso la Coppa del Mondo, nella consapevolezza però che il minore dei fratelli Bø avrà comunque a disposizione altri due mesi di gare (ammesso che davvero salti tre tappe) per rimettere in chiaro le cose. E dopo il segnale odierno, non è impensabile immaginare che pur senza diverse gare (sei prove individuali, se davvero rinunciasse ad Oberhof, Rupholding e Pokljuka) questo fenomeno potrebbe essere ancora lì a dire la sua per la riconferma in vetta alla generale. Se ne riparlerà a gennaio, anche sulla scorta delle tempistiche che sceglierà il nascituro.

Top