Redazione

Redazione

Suspendisse at libero porttitor nisi aliquet vulputate vitae at velit. Aliquam eget arcu magna, vel congue dui. Nunc auctor mauris tempor leo aliquam vel porta ante sodales. Nulla facilisi. In accumsan mattis odio vel luctus.

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Elena Välbe chiama, Natalia Nepryaeva risponde. Dopo essere stata caricata dall'ex campionessa, oggi responsabile del fondo russo, sulla futura pista mondiale di Oberstdorf, con un percorso durissimo, la ventiquattrenne russa ha ottenuto il suo secondo successo in carriera, il primo in una sprint, al termine di una gara superba, da lei condotta alla perfezione.

La russa, dopo aver chiuso in testa la qualificazione, ha mostrato lo stesso spartito nel corso di tutte le batterie. È sempre rimasta nelle posizioni di testa, ha attaccato in salita scollinando in seconda posizione, per poi essere perfetta in discesa e imboccare con la giusta cattiveria il rettilineo finale, dove con le sue spinte poderose ha sempre tagliato per prima il traguardo.

In finale le è toccato dar fondo a tutte le proprie riserve per battere però una Lampic apparsa ancora una volta in grandissima condizione. La slovena si è confermata l’atleta più in forma nel format, che sia classico o skating, sfiorando il successo ma salendo nuovamente sul podio. Terza piazza per una splendida Jessie Diggins, capace di strappare il podio sulla connazionale Caldwell. Quinta Svahn, che è riuscita così a salvare la Svezia dalla débacle, in una giornata negativa per la squadra femminile svedese, con tutte le altre atlete eliminate malamente ai quarti o non qualificate. Sesta la norvegese Stenseth.

Un’ottima impressione Nepryaeva l’aveva destata già in semifinale, quando era stata anche cattiva al punto giusto per come aveva preso posizione sul rettilineo finale ai danni dell’ottima Svendsen, costretta ad accontentarsi della terza piazza, alle spalle di Caldwell, venedo così eliminata. Di alto livello, infatti, era la seconda semifinale, pur essendo della parte bassa del tabellone. Sul rettilineo finale Lampic aveva avuto la meglio su Stenseth, Svahn e Diggins in una batteria velocissima che aveva qualificato le prime quattro.

Fuori ai quarti di finale Johaug, eliminata nella batteria dominata da Nepryaeva e Svendsen. La leader della Coppa del Mondo ha lottato in un quarto di finale molto complicato, non arrivando lontana dalla qualificazione. In ogni caso, grazie al 17° posto finale, per la norvegese sono arrivati punti importanti di Coppa del Mondo. Eliminata un po’ a sorpresa anche Astrid Jacobsen, giunta così 13ª, una piccola delusione per lei su questa pista.

Fuori ai quarti di finale, entrambe le azzurre, Lucia Scardoni e Greta Laurent. La veneta è stata eliminata nella prima batteria dei quarti di finale, che si è rivelata molto dura con Lotta Udnes Weng e Sadie Bjornsen a vincere su Jacobsen. L’azzurra ha chiuso al quinto posto, non sembrando mai avere delle reali opportunità di qualificazione e pagando lo scotto in particolare nei tratti di salita, dove è uscita spesso dai binari aprendo gli sci. È così arrivato un 21° posto. Stessa sorte anche per Greta Laurent, fuori in una terza batteria molto veloce, vinta da Caldwell su Stenseth e Faehndrich, rientrata come lucky loser. La valdostana è stata in gara fino alla seconda salita, prima di staccarsi sulla terza e chiudere sesta, giungendo così 26ª.

CLASSIFICA FINALE
1ª N. Nepryaeva (RUS)
2ª A. Lampic (SLO)
3ª J. Diggins (USA)
4ª S. Caldwell (USA)
5ª L. Svahn (SWE)
6ª A.A. Stenseth (NOR)
7ª A. Svendsen (NOR)
8ª N. Faehndrich (SUI)
9ª S. Maubet Bjornsen (USA)
10ª L. Van der Graaff (SUI)

Le italiane
21ª L. Scardoni
26ª G. Laurent

Robert Antonioli torna a ruggire ed imprime il suo nome sulla vertical senior maschile di La Massana, seconda tappa stagionale di Coppa del mondo di sci alpinismo. Il campione del mondo in carica, secondo nella individual race di ieri, completa la sua prova in 26:36 prevalendo sull'agguerrita coppia svizzera composta da Remi Bonnet e Werner Marti.

Seguono due azzurri con il quarto posto di Michele Boscacci ed il quinto di Davide Magnini, il quale si conferma dominatore assoluto della categoria Espoir. Fuori, per poco, dalla top ten, Federico Nicolini che chiude undicesimo. 17° assoluto e terzo Espoir Nicolò Ernesto Canclini.

Classifica finale TOP 5 maschile:

1° R. Antonioli (SUI)

2° R. Bonnet (SUI)

3° W. Marti (SUI)

4° M. Boscacci (ITA)

5° D. Magnini (ITA) Espoir

Gli altri italiani:

11° F. Nicolini

17° N. E. Canclini Espoir

19° N. Maguet

22° M. Eydallin

24° A. Prandi Espoir

27° S. Guichardaz Espoir

28° W. Boffelli

Il podio Espoir:

1° D. Magnini (ITA)

2° T. Anselmet (FRA)

3° N. E. Canclini (ITA)

LA CLASSIFICA ESPOIR MASCHILE

QUI LA CLASSIFICA COMPLETA MASCHILE

 

Nella gara femminile l'azzurra Alba De Silvestro, vincitrice nella individual che ha aperto la tappa di Andorra, si arrende alla svizzera Victoria Kreuzer che si impone con il tempo di 31:56. Terza la transalpina Axelle Gachet Mollaret, quarta un'altra italiana, Ilaria Veronese. Completa la top ten la svedese Borgstrom. Out dal podio Espoir Giulia Murada e Mara Martini, rispettivamente 21^ e 23^ assolute.

La classifica finale TOP 5 femminile

1^ V. Kreuzer (SUI)

2^ A. De Silvestro (ITA)

3^ A. Gachet Mollaret (FRA)

4^ I. Veronese (ITA)

5^ F. Borgstrom (SWE)

Le altre italiane:

21^ G. Murada Espoir

23^ M. Martini Espoir

Il podio Espoir:

1^ E. Harrop (FRA)

2^ A. Schmid (SUI)

3^ E. Osichkina (RUS)

LA CLASSIFICA ESPOIR FEMMINILE

LA CLASSIFICA COMPLETA FEMMINILE

Aurelien Gay e Grace Staberg: sigillo svizzero e statunitense nella vertical junior di La Massana (Andorra), seconda tappa stagionale di Coppa del mondo di sci alpinismo.

Lo svizzero Gay, già vittorioso nella individual del giorno precedente, si impone tra gli uomini con il tempo di 28:35,4, lasciando il secondo posto all'azzurro Matteo Sostizzo (28:53,3). Terzo l'austriaco Paul Verbnjak.

Per quanto riguarda gli altri azzurri in gara Luca Tomasoni chiude al sesto posto (30:08,3). Settimo Pietro Festini Purlan (30:19,6).

Classifica top 5 maschile:

1° A. Gay (SUI)

2° M. Sostizzo (ITA)

3° P. Verbnjak (AUT)

4° A. Perez (ESP)

5° L. Besson (SUI)

QUI LA CLASSIFICA COMPLETA

 

L'americana Grace Staberg fa sua la gara femminile in 20:04. Si deve accontentare della seconda posizione l'azzurra Samantha Bertolina, sinora dominatrice in ogni gara (ad Aussois e nella individuale di ieri). Al terzo e quarto posto le francesi Berger e Iratzoquy.

Classifica top 5 femminile:

1° G. Staberg (USA)

2° S. Bertolina (ITA)

3° V. Berger (FRA)

4° C. Iratzoquy (FRA)

5° A. Sinfreu (AND)

QUI LA CLASSIFICA COMPLETA

L’individuale della categoria Giovani, a Lenzerheide, in Svizzera, ha aperto il Mondiale Juniores e Youth 2020.

Si aggiudica la gara, grazie alla miglior prestazione sugli sci che ha reso ininfluenti le tre penalità al tiro, il norvegese Martin Nevland: per lui tempo complessivo di 36:36.4.

Niente da fare per i francesi Damien Levet e Eric Perrot che, nonostante una maggiore precisione al poligono (rispettivamente uno e due errori), chiudono al secondo e terzo posto (+12.9 e +30.7). 

Ai piedi del podio c'è il ceco Marecek, autore di tre errori nell'ultima serie, quindi il buonissimo quinto posto di Stefano Canavese, che chiude con due penalità a 1:39.7 da Nevland.

Sesta piazza per il norvegese Uldal che, secondo assoluto come tempo sugli sci, paga a caro prezzo i 5 errori commessi al tiro. Completano la top ten il ceco Manek, il lettone Birkentals, il kazako Vdovin e il bielorusso Tulatsin.

Lontani dalle posizioni di vertice gli altri azzurri: 36° Elia Zeni, 54° Fabio Cappellari, 72° Matteo Vegezzi Bossi, che incappa in una giornata decisamente negativa al tiro con ben nove errori.

Classifica finale TOP 10:

1° M. Nevland (NOR) 36:36.4 (1+1+1+0)

2° D. Levet (FRA) +12.9 (1+0+0+0)

3° E. Perrot (FRA) +30.7 (0+1+0+1)

4° J. Marecek (CZE) +1:25.2 (0+0+0+3)

5° S. Canavese (ITA) +1:39.7 (1+0+0+1)

6° M. Uldal (NOR) +1:52.2 (2+1+1+1)

7° O. Manek (CZE) +1:52.7 (0+1+1+0)

8° R. Birkentals (LAT) +1:57.6 (0+0+1+0)

9° S. Vdovin (KAZ) +1:59.3 (1+0+0+0)

10° I. Tulatsin (BLR) +2:11.5 (3+0+0+1)

Gli altri italiani:

36° E. Zeni (0+0+1+1)

54° F. Cappellari (0+2+0+0)

72° M. Vegezzi Bossi (2+2+4+1)

QUI LA CLASSIFICA COMPLETA

Se c’erano effettivamente dei dubbi sulla reazione di Klæbo alla giornata negativa di ieri, la risposta è arrivata molto presto, già nella qualificazione alla sprint in classico di Oberstdorf. È stata ovviamente in Klæbo Style, con il norvegese che come da copione ha dominato, chiudendo in testa con 2”72 di vantaggio su Valnes, l’unico che ha tentato invano di tenerne il passo.

Gli altri sono più distanti, a cominciare dal connazionale Paal Golberg, terzo a 5”. Quarto, e autore di una prestazione molto positiva, Federico Pellegrino, apparso in ottime condizioni su una pista che sta studiando con tanta attenzione. L’azzurro ha perso 6”92. Quinto Taugboel, mentre ottimo sesto l’eroe dello skiathlon, Alexander Bolshunov, che punta oggi a limitare i danni e gestire il grande vantaggio di 299 punti nella classifica generale di Coppa del Mondo. Complessivamente positiva la prova della squadra russa, che ha qualificato sei atleti.

Molto buona per l’Italia anche la prestazione di Maicol Rastelli, che su una pista molto dura come quella tedesca, è riuscito a qualificarsi con un ottimo tempo. L’azzurro ha chiuso dodicesimo a 11”62. Eliminati invece Stefan Zelger e Francesco De Fabiani, che su una pista così dura ha probabilmente risentito delle fatiche dello skiathlon.

Il tracciato di Oberstdorf, infatti, si è dimostrato durissimo per tutti, con tre salite veramente pesanti per gli atleti, che hanno fatto molta selezione. Pane per i denti di Klæbo, l’ideale per le caratteristiche del norvegese, che ha dato oltre 16” al trentesimo.

Un percorso sul quale è andato in difficoltà uno sprinter puro come Chanavat, entrato di poco con il 27° tempo, mentre Iversen è addirittura uscito dai trenta. Eliminati altri sprinter puri come Jay e Gros. Fuori anche Ustiugov, non apparso in buonissime condizioni. Bene è andata alla Finlandia, che ha qualificato quattro atleti, tra i quali Niskanen, così come la Svezia che ne ha messi dentro cinque. Alla fine queste due nazioni, insieme a Norvegia e Russia hanno qualificato 21 atleti. Per il resto spazio per Italia e Francia con due (ottimo Chauvin, 16°), Polonia, Svizzera, Slovenia, Germania e Kazakistan con uno.

Le premesse lascerebbero presupporre un dominio del norvegese anche in gara, ma le difficoltà di questo tracciato potrebbero anche nascondere delle insidie a chi non ha recuperato al meglio dalla gara di ieri. Sarà decisiva, quindi, anche la reazione del corpo tra una batteria all'altra. È una gara di resistenza, l'ideale per misurare le proprie condizioni fisiche.

Per la classifica completa clicca qui

Al termine dello skiathlon, Elena Välbe ha parlato di lei, da una parte l’ha difesa dai media russi un po’ delusi della sua prestazione, dall’altra ha cercato di motivarla. Missione compiuta, almeno a giudicare la qualificazione della mattina, perché Natalia Nepryaeva ha fatto registrare il miglior tempo nella sprint in classico sulla dura pista di Oberstdorf. Alle sua spalle la solita Lampic in grande forma, mentre a seguire si sono piazzate le statunitensi Diggins e Bjornsen. Ancora una volta la squadra americana deve aver lavorato bene sugli sci, visto che tra le migliori si sono classificate anche Caldwell e Brennan.

Molto bene è andata nel complesso anche alla squadra norvegese, orfana della sua sprinter più forte, Maiken Caspersen Falla. Stenseth, Svendsen e Jacobsen hanno fatto registrare un ottimo tempo, mentre Johaug non è più una sorpresa. Con il suo tredicesimo tempo la dominatrice della Coppa del Mondo ha confermato di essere ormai competitiva, almeno per dei buoni piazzamenti, anche nelle sprint. Mentre le altre non le se sono avvicinate nelle distance, lei è invece migliorata nelle sprint. Poco da dire, fenomenale.

È andata bene alla Finlandia che ha qualificato quattro atlete, mentre ha rischiato una mezza débacle la Svezia. In quattro hanno passato il taglio della qualificazione, e questa è la notizia più importante, ma l’hanno fatto con tanta fatica: Svahn 15ª, Dahlqvist 22ª, Ribom 26ª e Sundling 29ª. Evidentemente qualcosa nei materiali non è andato come avrebbe dovuto. Sorride la Polonia che piazza nelle trenta Monika Skinder, classe 2001, entrata come trentesima.

Nessun problema per Lucia Scardoni e Greta Laurent, che ancora una volta hanno superato il taglio della qualificazione senza alcuna difficoltà. La veneta ha chiuso 17ª e la valdostana 19ª. Fuori di poco, invece, l’esordiente Nicole Monsorno, uscita per poco meno di due secondi con il 36° tempo su una pista che ha fatto molta selezione. Peccato, perché a metà gara la trentina era sui tempi di Scardoni. La giovane, che quest’anno ha già vinto due gare in Opa Cup Junior, ha mostrato meritare altre occasioni. 54ª Francesca Franchi, che ha risentito delle fatiche dello skiathlon di ieri.

Per la classifica clicca qui

Giornata di gloria della Francia a Pokljuka. Dopo aver firmato nel primissimo pomeriggio la Single Mixed, il team transalpino si è tolto la soddisfazione di trionfare anche nella staffetta mista, aumentando l'andatura nelle due frazioni femminili per dominare la scena (in gara il quartetto Fillon Maillet - Desthieux - Braisaz - Simon) con ampio margine sulla Norvegia dei fratelli Bø (in compagnia di Solemdal e Tandrevold) e della Germania; quarto posto in rimonta per la Russia, nona l'italia che ha avuto le conferme di una condizione non eccezionale per Lukas Hofer e Dominik Windisch ma anche buoni segnali da Federica Sanfilippo e salutato una crescita di ambientamento sul massimo palcoscenico per Michela Carrara.

 

La Cronaca della Gara

La Francia con Quentin Fillon Maillet è il primo a presentarsi in zona cambio, dopo aver scavalcato il tedesco Horn nel giro finale della prima frazione: una sola ricarica utilizzata nei due poligoni dal transalpino, contrapposto alla perfetta precisione tanto di Horn quanto del norvegese Tarjei Bø che lo seguono al cambio appaiati e staccati di 6". In gara ora ci sono Simon Desthieux, Johannes Bø e Johannes Kühn. Quarta posizione parziale per i padroni di casa della Slovenia, lanciati da un buon Jakov Fak, con Lukas Hofer settimo dopo la prima frazione, con due ricariche utilizzate al primo poligono e 34"2 di margine sui francesi; partito Dominik Windisch.

Il terzo poligono di giornata ricompatta la situazione in vetta alla gara complici le due ricariche impiegate da Desthieux e Bø che escono dalla piazzola insieme all'infallibile Kühn; dietro di loro, staccati di 20" c'è la Repubblica Ceca con Krcmar che ha preso il posto di Moravec; due ricariche anche per Dominik Windisch, settimo a 42".

Nel giro di mezzo, Bø prende il largo, piazza un poligono dei suoi e scava in uscita dal poligono un divario di 10" nei confronti di un comunque positivo Desthieux; Kühn con una ricarica paga addirittura 30" ma difende la terza posizione parziale ed un margine di oltre 20" nei confronti di chi lo segue, lo sloveno Bauer. Più indietro, Dominik Windisch rischia di girare ma salva la situazione con la terza ricarica, in ogni caso si ritrova ottavo ad 1'22 dal vichingo in fuga.

A metà gara Synnøve Solemdal è la prima ragazza a impegnarsi in pista, ereditando da papà Johannes 16" di vantaggio su Justine Braisaz e 35" sulla tedesca Janina Hettich; Federica Sanfilippo scatta settima ad 1'34; nel mezzo Austria, Slovenia e Svezia, con la Russia appena dietro.

Braisaz impiega poco più di un chilometro e mezzo per chiudere il buco e completare il sorpasso sulla Norvegia, ma a terra Solemdal risponde con una serie pulita e veloce che, complici le due ricariche impiegate della francese, le restituisce 24" di vantaggio. Terza si conferma la Germania (nessuna ricarica sin qui per Hettich), con Austria e Svezia quarta e quinta appena oltre il minuto di svantaggio; Federica Sanfilippo utilizza una ricarica e scende in nona piazza ad 1'46.

La seconda tornata vede Braisaz tornare nuovamente sotto ad una Solemdal evidentemente affaticata per poi lasciarla sul posto al poligono (1 ricarica a 3 per la francese): una dozzina di secondi di vantaggio per Justine, con Germania ancora terza e seguita da Svezia ed Austria, con la Repubblica Ceca sesta rilanciata da una convincente Davidova; Sanfilippo chiede altre due ricariche ed esce dalla piazzola ottava, 2'05 dopo Braisaz.

L'ultima frazione vede Julia Simon involata verso il successo con 41"9 sulla Norvegia - in pista Ingrid Tandrevold - e 46" sulla Germania che propone Vanessa Hinz; dietro Davidova ha completato l'inseguimento sulla Svezia ma cambia a 30" dal podio provvisorio; ottava l'Italia a 2'10 con una positiva Sanfilippo a lanciare Michela Carrara.

Simon con una ricarica mantiene grossomodo lo stesso margine su Tandrevold, con Hinz a ruota (una ricarica anche per la tedesca) per giocarsi la seconda piazza nell'ultimo poligono: immutato anche il margine su chi insegue, Svezia e Repubblica Ceca; bene nel tiro a terra Michela Carrara, puntuale e precisa, per confermarsi ottava con un vantaggio di 11" sulla Bielorussia che insegue.

Simon sbaglia con disappunto l'ultimo bersaglio ma completa l'opera con la ricarica e se ne va prima che arrivino le altre: Tandrevold infila una serie importante e scappa con una quindicina di secondi su Vanessa Hinz mettendo al sicuro il secondo posto; due ricariche più indietro per Carrara che cede l'ottava posizione alla Bielorussia.

Nel giro finale cambiano solo pochi dettagli ma non la sostanza: Julia Simon si presenta in solitudine con bandiera al vento sul rettilineo d'arrivo per completare la giornata di gloria, con 40" sulla Norvegia e poco più di un minuto sulla Germania. La Russia nel giro finale sfrutta la stanchezza di Högberg e grazie allo spunto di Starykh acciuffa la quarta piazza, quindi Svezia, Repubblica Ceca, Austria e Bielorussia; nono posto per l'Italia a 2'52.

Con la sesta vittoria nelle ultime sei gare l'Austria continua a dettare legge in Coppa del mondo di salto con gli sci femminile. Un dominio ribadito sul trampolino HS97 di Rasnov, in Romania, nuova tappa di CdM 19\20, competizione "rientrata" in Europa dopo la trasferta in terra giapponese.

Dopo aver dominato in qualificazione Chiara Hoelzl si è ripetuta nella prime delle due gare previste nel fine settimana, conquistando il successo con 247.6 punti complessivi grazie ad un ottimo secondo salto. Hoelzl è la nuova leader della classifica generale, scalzando la norvegese Lundby.

Seconda posto per la tedesca Katharina Althaus (245.7), in testa a metà gara ed abile, come le sue connazionali, a sfruttare le condizioni favorevoli nel salto d'apertura. Terza l'altra austriaca Eva Pinkelnig (240.8) reduce da tre vittorie consecutive nelle ultime tre prove disputate.

Quarto posto per la giapponese Sara Takanashi (233.6), quindi Maren Lundby che si ferma a 230.3 punti.

Lara Malsiner è la migliore delle tre azzurre in gara, l'unica a qualificarsi per il secondo salto. Per lei sedicesima posizione generale con 209.7  punti. 36^Elena Runggaldier, 40^ Manuela Malsiner.

CLASSIFICA FINALE TOP 10

1^ C. Hoelzl (AUT) 247.6 (118.3+129.3)

2^ K. Althaus (GER) 245.7 (122.5+123.2)

3^ E. Pinkelnig (AUT) 240.8 (119.9+120.9)

4^ S. Takanashi (JPN) 233.6 (119.2+114.4)

5^ M. Lundby (NOR) 230.3 (111.0+119.3)

6^ S. Opseth (NOR) 230.3 (111.3+119)

7^ J. Seyfarth (GER) 229.6 (121+108.6)

8^ D. Iraschko-Stolz (AUT) 224.5 (114.2+110.3)

9^ N. Kriznar (SLO) 222.5 (113.2+109.3)

10^ J. Seifriedsberger (AUT) 221.1 (106.5+114.6)

LE ITALIANE:

16^ L. Malsiner 209.7 (109.5+100.2)

36^ M. Malsiner  82.4

40^E. Runggaldier 64.5

QUI LA CLASSIFICA COMPLETA

Top