Redazione

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La Svezia ribadisce di essere la nazione dominante nelle sprint, vincendo anche in casa norvegese grazie a Sundling. Una gara splendida quella di Konnerud, una finale da batticuore, nella quale Faehndrich ha cercato di sparigliare le carte con una grande prestazione, arrivando a un passo dal successo, per essere poi battuta nel finale da una splendida Sundling, capace negli ultimi 50 metri di fare la differenza e battere la svizzera. In terza piazza Linn Svahn, che riesce a prendersi la testa della classifica di specialità, sfruttando anche la clamorosa caduta di Lampic sul rettilineo finale, che ha chiuso così sesta.

Ai piedi del podio una ritrovata Skistad, che dopo aver deluso per tutta la stagione, mancando anche la finale ai Mondiali Under 23, è riuscita a conquistare il suo miglior risultato in Coppa del Mondo mettendo in mostra il suo grande potenziale. Peccato, però, le difficoltà avute sul tratto decisivo di salita nel quale ha perso diversi metri rispetto alle prime tre, quasi piantandosi e in qualche modo sfavorendo anche la stessa Lampic che aveva battezzato le sue code. Forse la norvegese aveva speso troppo nella prima parte della finale, essendo partita a tutta dai blocchi mettendosi subito in testa a tirare, prima di venire scavalcata dalle prime tre. Eppure di cuore sul rettilineo finale ha recuperato diversi metri provando a sprintare addirittura per il podio.

GLI ALTRI TURNI
Già in semifinale aveva fatto una grande impressione Faehndrich, che aveva vinto la propria batteria davanti a Lampic, mostrando un’ottima condizione. La slovena, invece, aveva beffato Sundling grazie a un grande rettilineo finale, anche se la svedese rientrava poi in finale da lucky loser. Nella seconda semifinale, invece, molto bene Skistad, andata in finale stando in testa dall’inizio alla fine insieme a Svahn. Rientrata da lucky loser Dahlqvist, per tre svedesi in finale.

Nei quarti di finale subito fuori Jessie Diggins, non apparsa al meglio, eliminata da Nadine Faehdrich e Jonna Sundling. Nella seconda batteria, vinta da Tiril Udnes Weng su Stenseth, è uscita Sadie Bjornsen. Out anche Parmakoski, Soemskar e Jacobsen eliminate dalla terza batteria da un’ottima Lampic e la norvegese Myhrvold. A sorpresa non ha superato i quarti Visnar, leader in qualificazione, battuta da una ritrovata Skistad e la svedese Dahlqvist. Sempre nella quarta batteria è stata eliminata anche Nepryaeva, mai in gara.

Purtroppo ha chiuso la sua gara già ai quarti di finale anche Greta Laurent, in lotta per la qualificazione nella quinta batteria, dominata da Svanh, ma dopo aver perso qualcosa in salita, l’azzurra è caduta all’ultima curva nel tentativo di recuperare. Peccato.

CLASSIFICA FINALE
1ª J. Sundling (SWE)
2ª N. Faehndrich (SUI)
3ª L. Svahn (SWE)
4ª K.S. Skistad (NOR)
5ª M. Dahlqvist (SWE)
6ª A. Lampic (SLO)
7ª A.A. Stenseth (NOR)
8ª L.U. Weng (NOR)
9ª M. Myhrvold (NOR)
10ª T.U. Weng (NOR)
L’italiana
26ª G. Laurent

Dopo il terzo posto conseguito nella pursuit valida per gli Europei Open di biathlon, Sivert Guttorm Bakken (Norvegia) si è ripetuto sulle nevi di Minsk-Raubichi, in Bielorussia, dove ha centrato la vittoria nella sprint di IBU Cup, disputatasi alle 13 di oggi, mercoledì 4 marzo 2020.

Il ventunenne scandinavo ha fatto registrare il miglior tempo, concludendo la propria performance in poco meno di 28 minuti e commettendo un unico errore al poligono, più precisamente nella sessione in piedi. Esattamente ciò che è accaduto al padrone di casa Maksim Varabei e all'altro norvegese Endre Stroemsheim, classificatisi rispettivamente secondo e terzo.

Ai piedi del podio troviamo il francese Martin Perrillat Bottonet, alle cui spalle si è insediato il moldavo Pavel Magazeev, autore di una prestazione immacolata con la carabina (dieci bersagli su dieci). Più distanziati Endre Stroemsheim (Norvegia), Vasilii Tomshin (Russia), Emilien Claude (Francia), Taras Lesiuk (Ucraina) e Lucas Fratzscher (Germania).

Giornata positiva per i colori italiani, con tre azzurri nella top 20. Il migliore di loro è Thierry Chenal, 13° con zero imprecisioni al tiro, proprio come Daniele Cappellari (14°). Diciottesima piazza per Saverio Zini (un solo sparo andato a vuoto), mentre ha riscontrato grandi difficoltà Giuseppe Montello, 55° con 5 penalità e quasi cinque minuti di ritardo dal vincitore.

Non ha preso parte alla gara il ceco Milan Zemlicka. Out dopo 3.4 chilometri il serbo Ajlan Rastic e, dopo 5.9 chilometri, il tedesco Danilo Riethmueller.

La competizione si è svolta sotto un cielo molto nuvoloso e con una temperatura decisamente lontana dagli standard invernali (+8.6 gradi centigradi). Il vento, alla partenza, soffiava alla velocità di quattro chilometri orari in direzione nordest, mentre l'umidità si attestava al 77%.

CLASSIFICA FINALE

1. S.G. Bakken (NOR) 27:56.2 (0+1)

2. M. Varabei (BLR) +5.2 (0+1)

3. E. Stroemsheim (NOR) +34.5 (0+1)

4. M. Perrillat Bottonet (FRA) +43.6 (1+0)

5. P. Magazeev (MDA) +44.4 (0+0)

6. S. Pettersen (NOR) +1:07.0 (1+2)

7. V. Tomshin (RUS) +1:08.1 (0+2)

8. E. Claude (FRA) +1:10.9 (0+1)

9. T. Lesiuk (UKR) +1:11.2 (0+0)

10. L. Fratzscher (GER) +1:15.4 (0+2)

Gli italiani

13. T. Chenal +1:24.8 (0+0)

14. D. Cappellari +1:28.8 (0+0)

18. S. Zini +1:50.9 (0+1)

55. G. Montello +4:49.4 (2+3)

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La qualificazione alla sprint di Konnerud è stata come da previsione un mini campionato norvegese, cosa che sicuramente farà piacere alla patria dello sci di fondo, un po’ meno a tutti gli altri paesi, che hanno visto ridotte al lumicino le possibilità di qualificazione alla gara dalla presenza di ben trenta norvegesi, quindici donne e altrettanti uomini. Nella gara femminile dieci le norvegesi qualificate, mentre in quella maschile sono stati addirittura dodici. Sicuramente se il “prodotto” sci di fondo vuole essere venduto al mondo, anche in altri paesi al di fuori della Norvegia, come sta facendo il biathlon, forse bisognerebbe ragionare sulla possibilità di evitare magari contingenti così larghi, che chiudono di fatto le porte a nazionali ben meno importanti.
In ogni caso l’Italia è riuscita a ritagliarsi il suo piccolo spazio grazie a Federico Pellegrino e Greta Laurent, gli unici azzurri a superare il complicatissimo taglio della qualificazione. 

FEMMINILE
Prestazione di squadra molto positiva della Slovenia, grazie a Katja Visnar e Anamarija Lampic, rispettivamente prima e terza. In mezzo a loro la svedese Sundling. Ancora una volta si è messa ben in mostra Sadie Bjornsen, capace di chiudere quarta, mentre la prima delle norvegesi è stata Myhrvold, quinta. Sesto posto per una delle grandi favorite, la svedese Linn Svahn.

Molto positiva l’azione di Greta Laurent, capace di qualificarsi con la decima miglior prestazione. Peccato invece per Lucia Scardoni, che non è riuscita a qualificarsi, chiudendo soltanto 44ª.

La grande sorpresa è stata però l’eliminazione di Maiken Caspersen Falla, che ha chiuso con il 31° tempo restando fuori per appena 3 centesimi. In ogni caso dalla Norvegia arriva un terzo delle atlete qualificate, essendo ben dieci su trenta, compresa la giovane Skistad.

Il tabellone delle batterie: clicca qui

MASCHILE
Sei norvegesi nelle prime sette posizioni, un dominio imbarazzante a Konnerud, dove Klæbo ovviamente ha ucciso la concorrenza chiudendo addirittura con un vantaggio di 3”85 sul primo inseguitore, chiaramente norvegese anch’egli, Haavard Solaas Taugboel. In terza posizione Alexander Bolshunov, il primo degli altri, che ha chiuso con un distacco di 4”22. Pellegrino è riuscito a qualificarsi con l’ottavo tempo concludendo a 7”59 dal leader della classifica. La Russia è riuscita a difendersi comunque bene, riuscendo a qualificare ben cinque atleti. Giornata nera per la Francia, con dentro il solo Jouve, vista l’eliminazione di Chanavat.

Non molto meglio l’Italia, visto che oltre a Pellegrino non è entrato alcun azzurro. De Fabiani ha chiuso 37°, Hellweger 44°, Armellini 52° e Zelger 55°. Eliminato anche l’attesissimo Ansgar Evensen, campione mondiale juniores, che ha terminato solo 39°. 

Il tabellone delle batterie: clicca qui

Dopo Fossesholm è arrivata un’altra vittoria per la Norvegia nella mass start in skating. A imporsi nella 30km è stato infatti Iver Tildheim Andersen, al termine di una gara veramente emozionante, nella quale il norvegese è riuscito a recuperare sul tedesco Moch nel corso dell’ultimo giro e staccarlo sull’ultima salita. Al terzo posto un altro norvegese, Martin Kirkeberg Moerk.

Una gara divertente, che i norvegesi hanno impostato come fosse una classica del ciclismo. I quattro atleti della Norvegia, infatti, si sono alternati nelle posizioni di testa facendo sempre loro il ritmo nei primi quattro giri sull’anello da quattro chilometri di Oberwiesenthal, dove la gara è partita sotto la neve e si è conclusa con il sole, cosa classica da queste parti. Il gruppo di testa si è via via ridotto sotto l’azione norvegese, fino ad arrivare a essere composto da appena otto elementi, tra i quali anche il nostro Davide Graz. L’azzurro è rimasto sempre nelle posizioni di testa, fino all’attacco di Moch, al quale hanno subito risposto Andersen e Schumacher. Solo il norvegese è riuscito a contenere i danni sull’azione del tedesco, mentre il sappadino è riuscito a rimanere in lotta per il bronzo con lo statunitense, il canadese Drolet e il norvegese Moerk. Quest’ultimo, però, mentre il suo connazionale Andersen recuperava Moch nella fase centrale dell’ultimo giro, riusciva a staccare la concorrenza, con il solo Drolet a tentare invano di resistergli. Moerk ha così catturato il bronzo, mentre Graz è stato costretto ad accontentarsi del sesto posto, che rappresenta comunque un buonissimo risultato.

Onore invece ad Andersen, tra i più attivi per tutta la gara e capace di non mollare anche quando Moch era riuscito a guadagnare ormai una decina di secondi di margine. Nel finale il norvegese ha guardato negli occhi l’avversario e capito di averne di più, così ha approfittato dell’ultima salita per andarsene e prendersi l’oro. Il tedesco è stato comunque felice, consapevole di aver dato tutto ciò che aveva e confermato comunque di essere un gran bel talento, avendo vinto oggi il suo secondo argento in questo Mondiale.

Per quanto riguarda gli altri italiani in gara, Gasperi ha concluso 15° al termine di una prova generosa, nella quale ha provato a lottare anche per la top ten, mentre Ticcò ha pagato i primi due giri a tutta, terminando 26°, ma dopo aver mostrato coraggio. 54ª posizione per Ivan Mariani.

LA GARA
Nel primo giro i norvegesi si sono alternati in testa al gruppone a fare ritmo, in particolare Thorvik e Andersen, che con un passo veloce hanno immediatamente fatto un po’ di selezione. Nelle posizioni di vertice alcuni dei favoriti come Schumacher, Moch, lo stesso Graz, ma presente anche l’azzurro Ticcò. Coperti i francesi in posizione d’attesa. Un po’ a sorpresa, invece, si sono presto staccati Goalabre e Sossau, due atleti molto attesi alla vigilia.

Già dopo otto chilometri, sotto l’alto ritmo imposto anche dallo statunitense Schumacher, il gruppo si è ridotto a dodici elementi con all’interno ancora i due azzurri, ma soprattutto tutti i quattro norvegesi al via. Al nono anche il russo Volkov si è staccato, dopo l’ennesima accelerata di un norvegese, questa volta Hjelmeset. La Norvegia ha proseguito la sua azione di squadra per fare il più possibile selezione e in diversi sono infatti apparsi al gancio nella prima parte del terzo giro, alcuni si sono anche staccati tanto che gli atleti in testa sono rimasti appena undici, ma Graz è rimasto sempre lì alle spalle del norvegese di turno in testa. Al tredicesimo chilometro Ticcò, dopo aver retto con grande generosità, è stato costretto a mollare il gruppo, ridotto nel frattempo ad appena otto elementi, con tutti i francesi staccati. In testa sono rimasti i norvegesi Thorvik, Hjelmeset, Andersen e Moerk, l’azzurro Graz, il tedesco Moch, lo statunitense Schumacher e il canadese Drolet.

Alla conclusione del terzo giro per la prima volta ha preso la testa anche Graz, insieme al tedesco Moch, gli unici due atleti OPA in gruppo. Gli otto hanno un attimo rallentato il ritmo per prendere respiro al via della quarta tornata, quando in testa si è messo nuovamente Andersen per dare l’ennesima accelerata norvegese. Al via del penultimo giro il gruppo è rimasto sempre composto da otto elementi, anche se il norvegese Hjelmeset, complice anche un po’ di sfortuna per aver perso un bastoncino (momento di fair play, dal momento che ad aiutarlo ci ha pensato un tecnico svedese), è apparso in difficoltà a tenere il ritmo degli altri. A 29” il francese Lovera ormai da solo da cinque chilometri, poi un altro gruppo con all’interno anche gli azzurri Gasperi e Ticcò, il quale però ha dovuto presto mollare gli altri.

Al quinto giro, davanti Schumacher ha dato una scossa al gruppo, trovando l’immediata reazione del norvegese Moerk e del tedesco Moch. Il tedesco ha quindi capito che era giunto il momento di andare all’attacco, riuscendo a staccare il resto del gruppo al ventitreesimo chilometro, prendendo anche un bel vantaggio di 12”. Andersen si è messo a guidare il gruppo inseguitore, nel quale è rimasto anche Graz, mentre come prevedibile si sono staccati subito Thorvik e Hjelmeset, che erano apparsi quelli più in difficoltà. Alle spalle del tedesco, Andersen e Schumacher hanno cambiato il proprio ritmo e Graz non è riuscito inizialmente a seguirli, perdendo diversi secondi, restando con Moerk. All’inizio dell’ultimo giro Moch è transitato con 9” di vantaggio su Andersen, 13”6 su Schumacher, 17”1 su Moerk, 18”1 su Graz e 19”4 su Drolet. Mentre in testa Moch ha proseguito la sua marcia solitaria con Andersen all’inseguimento, alle loro spalle si è formato un gruppo per il bronzo formato da Moerk, Graz, Drolet e Schumacher. Il norvegese è però andato presto all’attacco, riuscendo a guadagnare metri sugli altri tre nel momento del rifornimento.

Nel lungo tratto purtroppo non coperto dalle telecamere dell’evento, Andersen è riuscito con una grande azione a riagganciarsi a Moch per l’oro, mentre Moerk a staccare il resto del gruppo con Drolet a 13”, Schumacher e Graz a 26”. A settecento metri dall’arrivo i due di testa hanno iniziato a guardarsi e sfidarsi. Sulla salita finale Andersen ha deciso di attaccare Moch per evitare l’arrivo allo sprint riuscendo a staccarlo e andare a conquistare il secondo oro giornaliero per la Norvegia. Alle sue spalle il generosissimo tedesco Moch, autore di una grande gara, quindi il norvegese Moerk che ha resistito al ritorno del canadese Drolet. Sesto Graz.

CLASSIFICA FINALE
1° I.T. Andersen (NOR) 1:13’39.0
2° F. Moch (GER) +9.4
3° M.K. Moerk (NOR) +32.8
4° R. Drolet (GER) +43.2
5° G. Schumacher (USA) +56.1
6° D. Graz (ITA) +1’02.3
7° L.A. Hjelmeset (NOR) +1’30.8
8° V. Lovera (FRA) +1’45.8
9° W. Poromaa (SWE) +2’22.5
10° S. Coupat (FRA) +2’22.7
GLI ALTRI ITALIANI
15° M. Gasperi +3’07.2
26° G. Ticcò +4’47.8
54° I. Mariani +10’27.1

Lo si diceva già da tempo, l’avevamo capito vedendola arrivare quinta in Coppa del Mondo nella mass start di Falun, ora ne abbiamo avuto l’ennesima conferma. Sarà anche soltanto del 2001, ma Helene Marie Fossesholm può essere considerata una predestinata.

La norvegese non ha soltanto vinto la 15km in skating mass start dei Mondiali Juniores di Oberwiesenthal, bensì ha ucciso la gara fin dall’inizio, si è imposta tra le coetanee come Therese Johaug fa di continuo in Coppa del Mondo. L’ha fatto con un ritmo impressionante, una sciata aggressiva, sempre a tutta velocità, ma soprattutto senza pensare alle altre, andando con il proprio ritmo sin dai primi metri. Così Fossesholm è andata all’attacco già al primo chilometro e se ne è subito andata, staccando le sue avversarie e guadagnando costantemente, mentre alle sue spalle il gruppo era compatto. Già a metà gara il suo vantaggio è salito al minuto, fino ad arrivare a 1’26” all’inizio dell’ultimo giro, quando alle spalle della norvegese hanno iniziato ad accelerare per giocarsi le medaglie. Fossesholm si è così goduta la festa sul rettilineo finale con tanto di bandiera norvegese, un’immagine che siamo certi vedremo in futuro anche in Coppa del Mondo, perché il talento è enorme e questa ragazza ha anche una grande fortuna, quella di poter crescere con calma, tanto lì davanti ci sono Johaug, Østberg, Weng e altre che vincendo le permetteranno di farlo.

La gara dalle altre, invece è stata molto emozionante, con un gruppone compatto di diciassette atlete per due terzi di gara, che comprendeva anche le due azzurre Valentina Maj e Martina Di Centa, a giocarsi le altre medaglie. All’ultimo giro i ritmi si sono alzati vertiginosamente e in tre hanno lasciato la compagnia: la polacca Marcisz, la promettentissima svizzera Siri Wigger e la lettone Eiduka. Le tre si sono presentate sul rettilineo finale per giocarsi i restanti due posti sul podio, con la polacca bravissima ad attaccare per prima e di potenza prendersi l’argento, vincendo così la sua terza medaglia in altrettante gare, mentre dietro di lei la sedicenne Siri Wigger – si, avete capito bene, ancora sedicenne – ha beffato la lettone Eiduka prendendosi il suo secondo bronzo in questo Mondiale. Non male vista la giovanissima età della rossocrociata.

Per quanto riguarda le italiane, nel finale Valentina Maj non è riuscita a tenere il ritmo delle atlete davanti, chiudendo comunque con un buonissimo dodicesimo posto a 1’44” dalla vincitrice. Un risultato che conferma la generosità di questa ragazza in crescita costante. Diciannovesima Martina Di Centa, che ha sofferto nel corso dell’ultimo giro dopo aver disputato una buona gara nella prima parte. Le due azzurre sono quarta e sesta tra le atlete OPA. Più indietro Federica Cassol, 52ª, e Anna Rossi, che ha concluso 59ª.

CLASSIFICA FINALE
1ª H. Fossesholm (NOR) 35’55.6
2ª I. Marcisz (POL) +1’09.3
3ª S. Wigger (SUI) +1’10.6
4ª P. Eiduka (LAT) +1’12.2
5ª S. Laukli (USA) +1’26.5
6ª L. Lindstroem (SWE) +1’28.9
7ª A. Weber (SUI) +1’31.1
8ª J. Pierrel (FRA) +1’32.5
9ª N. Mccabe (USA) +1’33.0
10ª T. Ericsson (SWE) +1’33.2
Le italiane
12ª V. Maj +1’43.8
19ª M. Di Centa +2’13.1
52ª F. Cassol +4’41.4
59ª A. Rossi +5’10.2

Ci sono tanti volti, personaggi e storie da raccontare osservando il backstage dell'Italia del biathlon, realtà dello sport azzurro in grande crescita. 

Una menzione speciale la merita Arturo Epis, corpulento cuoco bergamasco di Casa Italia, punto di riferimento per tutta la squadra, non solo a tavola. 

Se le capacità culinarie di Arturo soddisfano i palati di atleti e tecnici, il suo carattere bonario ed amichevole rende più piacevoli le lunghe trasferte del team, sovente in giro per l'Europa.

Naturalmente c'era anche lui ad Anterselva dove la spedizione azzurra ha conquistato quattro medaglie complessive festeggiando altrettante volte.

Arturo Epis a Fondo Italia

Ciao Arturo. Da quanti anni sei il cuoco della nazionale italiana di biathlon. Come è nata questa avventura?

"Da sei anni. Sono da sempre appassionato di biathlon, poi un giorno mi hanno contattato perchè gli serviva un cuoco e da quel giorno non mi hanno più mollato."

Chi ti ha portato?

"Patrick Favre e Curtaz, già li conoscevo. Nel 94\95 la Nazionale era stata in ritiro nel mio hotel a Serina, sono da tempo legato a loro."

Chi decide il menu?

"Di solito decido io il menu, il nutrizionista fornisce qualche indicazione. Ormai so bene quello che mangia ciascun atleta."

- A qualche atleta fai qualche concessione particolare a tavola?

"Per forza. Più che altro sui dolci, le ragazze sono molto golose. Ogni tanto mi diverto anche a nascondere i dolci."

Chi è il più goloso\a?

"Direi Dorothea. Ma anche Federica Sanfilippo non scherza. A Doro nascondo il cioccolato in alto, così non ci arriva. Ma poi mi dispiace e glielo do io."

Dopo gli ori ad Anterselva avete festeggiato in modo particolare?

"Abbiamo un po' festeggiato con una semplice torta tutti insieme. Poi si deve ricominciare, la festa vera e propria si fa sempre alla fine."

Chi ha i gusti più difficili da accontentare?

"A questa domanda non saprei rispondere. Sono tutti buoni, mi danno una mano, nessuno ha particolari pretese."

C'è qualcuno appassionato di cucina, che magari prova a rubarti qualche segreto?

"No, non hanno tempo. Mangiano e corrono subito via perchè sono molto impegnati con allenamenti o gare"

Sei anche un tifoso appassionato di biathlon. Ti si vede spesso al poligono durante le gare...

"Sono un vero tifoso. I ragazzi lo sanno, mi vogliono al poligono e guai se manco. E' un rito."

Quale è stato il momento più bello degli ultimi anni?

"Difficile da dire con precisione. E' sempre un piacere stare in questo gruppo bellissimo, anche quando non si riesce a conquistare un podio."

- E' vero che hai un rapporto speciale con Lukas Hofer?

"Non mi molla mai, è come se fosse il mio bambino. Gli ho anche insegnato a giocare a carte e dobbiamo fare sempre una partita prima delle gare.  Chi vince? Ad Anterselva devo ammettere che ha vinto lui."

Cucinare ma anche scherzare con gli atleti e distrarli un po' dalla tensione della gara. Quanto è importante?

"Molto. Sono il più vecchio qui e sono anche un grande giocherellone. I ragazzi e le ragazze scherzano e ridono volentieri con me, vengono ad abbracciarmi. E' davvero un bel rapporto."

Che effetto ti ha fatto vedere l'Italia terza nel medagliere ad Anterselva?

"Sapevamo di essere una squadra forte, soprattutto con le donne ma non così. Doro è stata meravigliosa."

Cosa cucini dopo una vittoria?

"Niente di particolare visto che non sono tanto esigenti. Quando hanno finito preparo una bella merenda. Poi di sera amano la tagliata ma in generale apprezzano tutto ciò che cucino. Faccio qualche torta in occasione di compleanni o situazioni del genere. Generalmente torte semplici, al cioccolato e crostate."

- Cosa prepari nei giorni di gara?

"Mangiano un po' di pasta due ore e mezza o tre prima della gara. Se la gara è presto fanno la doppia colazione, se no pasta in bianco ed un po' di grana. Naturalmente devono stare leggeri."

- E dopo la gara? 

"Arrivano in cucina per trovare qualcosa da mangiare perchè sono affamati. Guardano in giro se abbiamo lasciato qualche pezzo di torta."

L'influenza ha messo ko Marte Røiseland. La dominatrice dei Mondiali di Anterselva, con i suoi cinque ori e due bronzi in sette gare disputate ha infatti comunicato oggi attraverso i suoi canali social il forfait per l'imminente tappa di Coppa del Mondo di Nove Mesto che si disputerà a partire da giovedì, purtroppo senza la consueta cornice di pubblico in seguito alla decisione conservativa del consiglio di sicurezza della Repubblica Ceca per limitare il propagarsi del contagio del virus Covid-19.

L'assenza della norvegese farà venir meno una delle cinque protagoniste più attese di questo finale di stagione e tra le pretendenti alla Coppa del Mondo generale, graduatoria al momento guidata da Dorothea Wierer con 719 punti (682 al netto degli scarti) davanti alla svedese Hanna Oberg (613), alla norvegese Tiril Eckhoff (607), alla stessa Røiseland (597) e alla tedesca Denise Herrmann (571).

Il programma della tappa di Nove Mesto per quanto riguarda il settore femminile propone una sprint giovedì, una staffetta sabato e a chiudere la mass start domenicale.

Nebbia, neve, vento, condizioni di gara davvero difficili a Oberwiesenthal nella 15km in classico maschile del Mondiale Under 23. Una competizione durissima per tutti, tranne per il russo Sergey Ardashev, atleta con appena quattro apparizioni in Coppa del Mondo, sempre in una sprint, capace di dimostrarsi invece super competitivo in un’individuale a cronometro.

Impressionante la sua prestazione, perché il russo ha guadagnato costantemente sugli avversari intermedio dopo intermedio, arrivando ad avere già oltre 50” di vantaggio sul norvegese Amundsen al decimo chilometro, mentre gli altri, a iniziare dal forte francese Lapalus, erano tutti ampiamente oltre il minuto. Una corsa incredibile verso l’oro, da parte di un atleta che è sembrato di un livello superiore rispetto a tutta la concorrenza.

Decisa quindi presto l'assegnazione dell’oro, l’emozione è rimasta legata soltanto alle altre medaglie. In realtà anche sull’argento ci sono stati presto pochi dubbi, in quanto il norvegese Amundsen ha presto avuto un vantaggio rassicurante sulla terza piazza, regalando così alla Norvegia un altro podio. Al traguardo, però, pesante il distacco dal primo, 1’02”. Sul filo dei secondi, invece, la lotta per la terza piazza tra Hugo Lapalus e Janosch Brugger, che si è risolta a favore del francese, bravo e fortunato a sfruttare nel finale il treno di Amundsen, chiudendo così con poco più di quattro secondi di vantaggio sul tedesco. Il distacco dal primo? Ben 1’35”6!

Condizioni complicate che non hanno aiutato gli azzurri. È entrato comunque in top ten Simone Daprà, che ha concluso decimo con un distacco di 2’13”6 dal vincitore. L’azzurro è stato sempre attorno alla top ten nel corso della gara. Una delle migliori prestazioni della stagione per Martin Coradazzi, che ha chiuso 16°, comportandosi piuttosto bene, soprattutto se si tengono in considerazione le difficoltà avute dal friulano nel corso di tutto l’anno. 29ª posizione, infine, per Lorenzo Romano, che aspetta la mass start in skating di giovedì, suo format ideale.

CLASSIFICA FINALE TOP 10
1° S. Ardashev (RUS) 36’26.4
2° H. Amundsen (NOR) +1’02.0
3° H. Lapalus (FRA) +1’35.6
4° J. Brugger (GER) +1’40.1
5° L. Johansson (SWE) +1’48.2
6° H. Moseby (NOR) +1’48.6
7° F. Andersson (SWE) +2’00.3
8° H. Wonders (USA) +2’03.1
9° A. Kuznetsov (RUS) +2’07.0
10° S. Daprà (ITA) +2’13.6
Gli altri italiani
16° M. Coradazzi +2’46.1
29° L. Romano +3’23.5

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