Redazione

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Un podio ottenuto e un altro sfiorato. Bilancio positivo per l’Italia nella mass start di Continental Cup che si è disputata nella notte a Park City.

Raffaele Buzzi è riuscito a mettersi alle spalle le difficoltà avute nella prima parte di stagione con una bellissima prestazione. Forse il format di gara gli ha dato maggiori certezze, permettendogli di esprimersi subito sugli sci stretti, dove ha chiuso nel poker di atleti di testa, comandato da Lange con Gerstgraser e Naesvold. Il friulano del CS Carabinieri, però, è riuscito questa volta a ripetersi anche sul salto dal trampolino HS100 statunitense, ottenendo la settima prestazione che gli ha consentito così di salire sul podio in seconda posizione. La vittoria è andata al tedesco Lange, che sul trampolino ha fatto la differenza, mentre Gerstgraser si è dovuto accontentare della terza posizione.

Nella gara femminile è giunta quarta Daniela Dejori. La gardenese, che da alcuni mesi vive in Norvegia, aveva concluso al quarto posto il segmento di fondo, alle spalle di Tara Geraghty-Moats e Gyda Westvold Hansen, la cuginetta di Therese Johaug. Dopo il fondo, invece, Gianmoena occupava l’undicesima posizione. Nel salto poi, mentre la norvegese ha deciso di non prendere parte alla gara, la statunitense si è solo limitata a non commettere grandi errori, prendendosi così il successo con ampio margine di vantaggio. Alle sue spalle, di rimonta, Taylor Henrich e Jenny Nowak, che hanno fatto la differenza sul trampolino, se si considera che erano con Gianmoena al termine del fondo. Dejori si è difesa con la sesta prestazione dal trampolino, mancando quindi il podio di appena tre punti. Sesta piazza per Veronica Gianmoena , che ha scalato alcune posizioni nel salto. 

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Ci aveva già provato in occasione dell'esordio a Cogne del febbraio scorso e gli era mancato un soffio per farcela, trentunesimo. Ci aveva riprovato ai Mondiali di Seefeld, al cospetto di tutti i migliori al mondo (non c'erano punti in palio ovviamente), ancora un'inezia, trentaduesimo.

Al terzo tentativo, nelle gambe e nella testa la maturità di un'altra preparazione estiva, Davide Graz è diventato il primo atleta nato nel nuovo millennio a ottenere punti in Coppa del Mondo nel circuito maschile e lo ha fatto interpretando la sprint di Davos con carattere e coraggio.

Il classe 2000, cresciuto nei Camosci di Sappada prima di approdare alle Fiamme Gialle, ha sfondato la porta con un egregio diciottesimo posto nelle qualificazioni del mattino per poi andare all'attacco nel più difficile dei quarti di finale, il primo, quello dove hanno dato il la al loro duello rusticano Johannes Høsflot Klæbo e Lucas Chanavat. E' salito un brivido nel vederlo avanzare e guadagnare posizioni all'inizio del secondo giro dopo che sembrava destinato fare una gara tutta al traino. Nella sua batteria quinto, alla fine ventiduesimo.

Lo ha fatto sulla pista dove Federico Pellegrino, già ventenne, nel 2010 vinse la qualificazione a sorpresa per poi arrivare fino alla finale e chiudere sesto.

Ci è riuscito nel giorno della prima vittoria della sua quasi coetanea Linn Svahn, prima ragazza del 1999 a vincere in Coppa del Mondo (nessuna atleta del 1996, 1997 o 1998 ancora a marcare i tradizionali 100 punti).

Nato il 5 marzo 2000, due giorni prima a Lahti, dove un anno dopo avrebbe vinto un beffardo argento iridato, Cristian Zorzi faceva sua la sprint e Silvio Fauner, altro nobile camoscio, finiva terzo. Il giorno della sua nascita, Fabio Maj (a proposito di millennials, la figlia Valentina coetanea di Davide si sta distinguendo nelle categorie giovanili) conquistava un pregevole secondo posto distance. 

In bocca al lupo Davide!

*fra le donne la prima nata nel nuovo millennio a ottenere punti di Coppa del Mondo è stata la polacca Monika Skinder, classe 2001, 20^ nella sprint di Dresda del gennaio scorso. In gara distance ci è riuscita anche se in gara "spuria" (quella che tiene conto del tempo effettivo nel Triple di Kuusamo) la connazionale classe 2000 Izabela Marcisz 29^. In gara vera e propria è stata la norvegese classe 2001 Marie Helene Fossesholm la scorsa settimana a Lillehammer dove è stata 18^.

Quella di ieri non è stata una giornata facile per la Russia, che nella sprint di Davos ha colto due quinti posti con Retivykh e Nepryaeva, mentre Bolshunov e Ustiugov sono apparsi in difficoltà. Sicuramente già nella distance in skating di domenica c’è da aspettarsi di rivederli in testa per mettere fine a una settimana sicuramente tutt’altro che positiva.

Il clima all’interno della squadra, infatti, non è buonissimo dopo la decisione della WADA di sospendere la Russia per quattro anni. Il rischio per alcuni atleti, in particolare Ustiugov, di restare fuori dai Giochi di Pechino è altissimo.

Ne ha parlato Marcus Cramer, allenatore della squadra russa: «L’atmosfera non è la stessa di prima – ha affermato a NRKquanto è accaduto ha colpito soprattutto gli atleti più in là con gli anni. A Lillehammer, per esempio, Ustiugov era di buonissimo umore, sempre sorridente. Ora non è lo stesso Sergey, fa male vederlo. È una situazione difficile per lui. Abbiamo degli atleti che non hanno mai avuto nulla a che fare con il doping. Cosa accadrà a Ustiugov o Retivykh? A loro non venne permesso di partecipare alle Olimpiadi in Corea del Sud. Ancora non sappiamo su quali basi. Ora vorremmo sapere al cento per cento cosa accadrà a questi ragazzi. Nessuno potrà essere escluso senza una ragione».

Ottava posizione finale per Federico Pellegrino nella sprint in skating di Davos, località alla quale è molto legato visti gli ottimi risultati qui ottenuti nel corso della sua carriera.

Il ventinovenne valdostano, però, non è riuscito ad andare oltre la semifinale oggi, battuto da Klæbo e Chanavat, i due dominatori anche in finale. Un peccato per il poliziotto azzurro, che lucido come sempre è ben consapevole di dove abbia perso la gara. «Ho sbagliato ad aspettare troppo in semifinale - ha affermato Pellegrino all'ufficio stampa della FISI - anzichè prendere posizione sull'ultima salita, l'ho persa in discesa, quando Klaebo mi ha sorpassato, così non sono più riuscito a chiudere su chi mi precedeva».

L'azzurro però non si abbatte e guarda già avanti: «Peccato perchè Klaebo non sembrava imbattibile. In ogni caso non perdo la fiducia, già da prossimo sabato a Planica sono pronto a rifarmi. Oggi non ho fatto il Pellegrino, mi è già accaduto in passato di mettermi un pizzico di pressione in più nella prima sprint in pattinato della stagione. Le cose miglioreranno sicuramente in futuro. Voltiamo pagina».

L'azzurro Didier Bionaz si aggiudica la sprint maschile di Pokljuka, tappa slovena di IBU Cup Junior, la prima della stagione 19\20.

Un solo errore al poligono per Bionaz, veloce sugli sci (terzo tempo dietro a Serokhvostov e Grotian) e vincitore con il tempo di 28:51.3. 

Podio completato dal tedesco Julian Hollandt e dallo svizzero Niklas Hartweg che chiudono rispettivamente a 7.1 e 9.1 dal portacolori dell'Esercito, senza errori al tiro.

Il russo Daniil Serokhvostov è quarto (+16.1) con tre penalità davanti al tedesco Tim Grotian (2 errori). Poco distanti il ceco Marecek (+27.2) ed il Kazaco Kireyev (+27.6).

Risultato di rilievo anche per Tommaso Giacomel: ottava posizione con il quarto tempo sugli sci e tre errori al poligono (+40.4). Nella top ten anche i transalpini Mahon e Desmus.

Gli altri azzurri in gara: Michele Molinari 13°, David Zingerle 21° Daniele Fauner 25° Iacopo Leonesio 34°, Cedric Christille 52°

CLASSIFICA TOP 10

1° D. Bionaz (ITA) 28:51.3 (0+1)

2° J. Hollandt (GER) +7.1 (0+0)

3° N. Hartweg (SVI) +9.1 (0+0)

4° D. Serokhvostov (RUS) +16.1 (1+2)

5° T. Grotian (GER) +25.9 (1-1)

6°  J. Marecek (CZE) +27.2 (0+1)

7° V. Kireyev (KAZ) +27.6 (0+1)

8° T. GIacomel (ITA) +40.4 (1+2)

9° S. Mahon (FRA) +42.7 (2+0)

10° G. Desmus (FRA) +49.3 (1+0)

GLI ALTRI ITALIANI

13° Michele Molinari +1:01.1 (0+0)

21° David Zingerle +1:30.5 (1+1)

25° Daniele Fauner +1:39.8 (1-1)

34° Iacopo Leonesio +2:12.0 (0+1)

52° Cedric Christille +2:48.3 (1+0)

QUI LA CLASSIFICA COMPLETA

Dopo le due gare di Lillehammer dominate da Maren Lundby Chiara Hoelzl spezza il dominio della norvegese e fa sua la competizione di Klingenthal, seconda tappa della Coppa del Mondo di Salto femminile.

In Germania l'austriaca stacca le avversarie con 124.6 punti ed un salto di 141 metri.

Sul podio la slovena Ema Klinec (118.9 punti) e la tedesca Althaus (118.6). Al quarto posto la giapponese Sara Takanashi (114.7), quinta Maren Lundby (106.6).

Per quanto riguarda le azzurre Elena Runggaldier chiude 32^ (58.4), 33^ Manuela Malsiner (57.4) mentre Lara Malsiner non ha preso parte alla gara per un problema fisico.

CLASSIFICA TOP 5

1^ C. Hoelzl (AUT) 124.6

2^ E. Klinec (SLO) 118.9

3^ K. Althaus (GER) 118.6

4^ S. Takanashi (JPN) 114.7

5^ M. Lundby (NOR) 106.6

LE ITALIANE

32^Elena Runggaldier (58.4)

33^ Manuela Malsiner (57.4)

QUI LA CLASSIFICA COMPLETA

Altro giro, altro dominio per Johannes Bø a Hochfilzen. Il campione norvegese ha dato una dimostrazione di superiorità che ha ricordato quanto faceva lo scorso anno. Bø è partito dalla prima posizione, è andato avanti col il proprio ritmo e con una gara straordinaria al poligono, oltre che sugli sci, ha condotto una recita solitaria. Devastante.

Alle sue spalle Loginov, che di solidità si è preso un bellissimo secondo posto dopo un emozionante duello con Hofer, risolto a favore del russo proprio nell’ultima serie di tiro. Sul terzo gradino del podio Jacquelin, impressionante nella salita più pesante del circuito, che gli ha permesso di prendersi il podio. Il francese ha realizzato il miglior tempo di giornata.

Ottima prestazione ma anche un po’ di amaro in bocca per Hofer, che ha concluso settimo dopo aver assaporato il podio fino all’ultima serie di tiro, quando stava lottando per la seconda piazza con Loginov ma ha mancato due bersagli. Ancora una volta, però, l'azzurro ha mostrato di essere in condizioni straordinarie. Solo decima posizione per Fourcade, mentre Windisch ha chiuso 21°.


LA CRONACA

Parte subito forte Johannes Bø guadagnando su Desthieux e tutto il resto del gruppo. Dalle retrovie anche Fourcade inizia a tutta scavalcando diversi avversari e riportandosi subito nelle posizioni migliori. In testa, il detentore della Coppa del Mondo riesce a incrementare ulteriormente il proprio vantaggio con un ottimo primo poligono. Prima serie positiva anche per Loginov, che esce al secondo posto davanti a Hofer, seguito da Tarjei Bø. Un errore per Desthieux che scende al nono posto scavalcato da un preciso Fourcade. Sbaglia anche Windisch.

Johannes Bø perfetto anche nella seconda serie, aumenta ulteriormente il proprio vantaggio trasformandolo in una fuga solitaria, mentre alle sue spalle a oltre 30” sono precisi Tarjei Bø, un ottimo Hofer, insieme ai russi Loginov ed Elissev. Si mette fuori dai giochi per la vittoria Fourcade che manca un bersaglio e scende al 14° posto, mentre Windisch risale grazie a un poligono solido.

Nel frattempo il norvegese fa gara a sé continuando a guadagnare diversi secondi sul principale gruppo inseguitore, composto da Hofer, Tarjei Bø, Loginov ed Eliseev. La sua prima serie in piedi è una lezione di tiro per precisione e velocità, ma alle sue spalle non sono da meno Loginov e Hofer, che restano a 40”. Perde 6” Eliseev, mentre Tarjei Bø commette un errore e scende di alcune posizioni. Altro bersaglio mancato per Fourcade, mentre Windisch si difende bene sbagliando un solo tiro e ha la top venti nel mirino. 

Anche l’ultima serie di Johannes Bø è a dir poco impressionate, con il fenomeno norvegese che non sbaglia e può già esultare. Alle sue spalle Loginov e Hofer si giocano la piazza d’onore, il russo mette pressione all’azzurro sparando velocemente e con grande precisione, mentre l’italiano purtroppo cade in due errori che lo mandano giù da un podio che aveva meritato fino a questo punto. Ne approfittano lo sloveno Fak, insieme ai francesi Desthieux e Jacquelin, che si sfidano così per il terzo gradino del podio. Hofer è invece ottavo, in gruppo con Fillon Maillet e Fourcade. Windisch manca un bersaglio ed è in diciottesima piazza.

Mancano solo il tappeto rosso e i petali di rosa per accogliere Johannes Bø sul rettilineo finale, dove fa passerella al termine dell’ennesimo monologo da campione straordinario qual è. Alle sue spalle Loginov, ancora una volta autore di una prova perfetta al poligono, mentre Jacquelin si prende il podio con una grande azione in salita, che gli permette di staccare Fak e Desthieux. Sesto Tarjei Bø, mentre Hofer con un grande finale risale fino al settimo posto, tenendo alle sue spalle i francesi Claude, Fillon Maillet e Fourcade, apparso in netta difficoltà nel finale. Ventunesima piazza per Windisch, che perde qualche posizione nel finale.

CLASSIFICA FINALE
1° J.T. Bø (NOR) 31’27.0 (0+0+0+0)
2° A. Loginov (RUS) +33.5 (0+0+0+0)
3° E. Jacquelin (FRA) +40.5 (0+0+0+0)
4° J. Fak (SLO) +41.6 (0+0+0+0)
5° S. Desthieux (FRA) +41.6 (1+0+0+0)
6° T. Bø (NOR) +1’06.3 (0+0+1+1)
7° L. Hofer (ITA) +1’16.9 (0+0+0+2)
8° F. Claude (FRA) +1’19.9 (0+0+2+0)
9° Q. Fillon Maillet (FRA) +1’20.2 (0+0+1+1)
10° M. Fourcade (FRA) +1’20.9 (0+1+1+0)
L’altro italiano
21° D. Windisch +2’16.0 (1+0+1+1)

La classifica completa: clicca qui

Successo di Johanna Skottheim nella sprint femminile in Val Ridanna, seconda tappa dell’IBU Cup 2019/20: per la svedese classe '94 tempo di 22:26.6 senza errori al poligono. La Russia occupa il resto del podio: seconda Irina Starykh (+5.4), terza Anastasiia Porshneva (+13.5), anche loro infallibili al tiro così come l'ucraina Olga Abramova, quarta (+15.5).

Prima delle italiane è Irene Lardschneider, 17^ (+1:16.4 senza penalità). Michela Carrara 26^ (+2:01.6 e 2 errori). Alexia Runggaldier 42^ (+2:43.1). Eleonora Fauner 70^ (+4:31.6).

CLASSIFICA TOP 5

1^ Johanna Skottheim (SVE) 22:26.6 (0+0)

2^ Irina Starykh (RUS) +5.4 (0+0)

3^ Anastasiia Porshneva (RUS) +13.5 (0+0)

4^  Olga Abramova (UKR) + 15.5 (0+0)

5^ Maren Hammerschmidt(GER) +31.3 (0+1)

LE ITALIANE

17^ Irene Lardschneider +1:16.4 (0+0)

26^ Michela Carrara +2:01.6 (1+1)

42^ Alexia Runggaldier +2:43.1 (2+1)

70^ Eleonora Fauner +4:31.6 (0+3)

QUI LA CLASSIFICA COMPLETA

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