Redazione

Redazione

Suspendisse at libero porttitor nisi aliquet vulputate vitae at velit. Aliquam eget arcu magna, vel congue dui. Nunc auctor mauris tempor leo aliquam vel porta ante sodales. Nulla facilisi. In accumsan mattis odio vel luctus.

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Si parla tanto di lui, indicato come la grande speranza di un fondo italiano sempre più alla ricerca del talento. Inevitabile quindi che, nonostante la giovane età, ci fosse grande attenzione sulla prestazione in Coppa del Mondo di Davide Graz. Il classe 2000 delle Fiamme Gialle non aveva deluso già lo scorso anno, quando in ben due occasioni aveva sfiorato la qualificazione alle batterie dei quarti di finale giungendo trentaduesimo a Cogne e in uno sfortunatissimo Mondiale di Seefeld, nel quale perse i centesimi decisivi in un doppiaggio.

A Davos, però, Graz ce l’ha fatta, è riuscito a superare il taglio della qualificazione, ma soprattutto l’ha fatto con un diciottesimo tempo che non è certo passato inosservato anche agli addetti ai lavori degli altri paesi. Giustificata quindi la sua soddisfazione dopo il risultato ottenuto in Svizzera, anche se come sempre il giovane sappadino riesce a mantenere la calma, nascondendo bene quella emozione che sicuramente proverà dentro di sé.

«Sono stato molto contento della mia prestazione di sabato – ha affermato il sappadino a Fondoitaliaanche perché nella passata stagione avevo sfiorato ben due volte la qualificazione. Per questo motivo speravo di superare il taglio, anche se dicono tutti che la sprint di Davos sia delicata e difficile, sia per la pista che per l’ottimo parco partenti. Sabato, quindi, sono stato super felice di avercela fatta e non nascondo di essere stato anche un po’ sorpreso. Non tanto per la qualificazione, che era il mio obiettivo, ma perché non mi aspettavo di farcela addirittura con il diciottesimo tempo, che magari non sarà top ten ma è pur sempre un piazzamento importante».

Ha colpito poi la scelta dell’azzurra di optare per una batteria a dir poco complicata con campioni come Klæbo e Chanavat: «Ero consapevole delle difficoltà che avrei avuto nel superare i quarti delle batterie, così ho pensato che tanto valesse provarci scegliendone una difficile ma veloce, nella speranza di chiudere quarto e magari rientrare come lucky loser. Sapevo che avrei comunque avuto poche possibilità di superare quel turno, ma non ho alcun rimpianto. Credo che aver ottenuto i miei primi punti di Coppa del Mondo sia già un bel passo per la mia carriera. Ovviamente spero non siano gli ultimi (ride, ndr)». Ne siamo certi.

È stato un inizio di stagione molto positivo quello di Lukas Hofer, che si è confermato subito ai vertici delle classifica di una Coppa del Mondo maschile dal livello altissimo. Nonostante i problemi alla schiena che ne avevano limitato l’ultima parte della preparazione, non appena messo il pettorale di gara l’azzurro è riuscito a ritrovare la condizione e stabilirsi subito nelle posizioni più alte, lottando anche per il podio, come fatto sabato nell’inseguimento.

In un momento tanto positivo sarebbe stato un rischio inutile scendere in pista ieri nella staffetta con un forte raffreddore che l’aveva colpito già venerdì sera. Meglio fermarsi, dare l’occasione ad altri di esprimersi in staffetta e trovare la forma migliore in Coppa del Mondo, mantenendo alta la propria senza rischiare di peggiorare le cose.

«Purtroppo mi sono raffreddato in questi giorni – ha affermato Hofer a Fondoitalia mentre tornava dalla trasferta in Austriagià prima dell’inseguimento non mi sentivo molto bene ma ovviamente non potevo rinunciare, vista l’ottima posizione maturata dopo la sprint. Sapevo di poter lottare con i primi e così è stato, ma dopo la gara la situazione era peggiorata, così abbiamo deciso di non rischiare. Meglio rimettersi subito in salute e partire per la Francia nella miglior condizione possibile, perché avremo delle gare importanti che per me saranno utili a confermarmi nelle migliori posizioni della generale. Fino a giovedì abbiamo tempo e non sono preoccupato, questo malanno non mi farà perdere l’ottima forma attuale».

Dopo la seconda tappa Hofer occupa l’ottava posizione nella classifica generale. A Hochfilzen ha avuto anche la grande opportunità di tornare sul podio, mancato di un soffio con due errori nell’ultima serie: «Dopo la gara, nonostante tutto, non ero arrabbiato. Purtroppo è andata così, non so per quale motivo nell’ultimo poligono ho improvvisamente preso una velocità superiore a quella di Loginov, così ho sparato senza essere dentro preciso, commettendo due errori leggermente a sinistra. Sarà un monito per le prossime volte, devo cercare di evitare questi errori. Al di là di ciò, però, sono abbastanza contento di quanto ho fatto venerdì e sabato, perché sono state due gare importanti nelle quali ho conquistato tanti punti per la generale. È fondamentale essere lì davanti»

Dopo quattordici anni di digiuno sulle nevi della località austriaca di Hochfilzen, non riesce a tornare a vincere la Germania, beffata dalla Norvegia nella staffetta maschile 4x7,5 chilometri, valida per la Coppa del Mondo di biathlon 2019/2020.

Il quartetto tedesco, composto da Philipp Horn, Johannes Kuehn, Arnd Peiffer e Benedikt Doll, è stato preceduto dagli scandinavi Johannes Dale, Erlend Bjoentegaard, Tarjei Bø e Johannes Thingnes Bø, autori di un'ottima rimonta con il tandem Bø, bravi in due frazioni ad assottigliare un divario che pareva impossibile da colmare e a piazzare il sorpasso pochi metri prima del traguardo.

Terzo posto per la Francia, seguita da un Canada sorprendente e da una buona Repubblica Ceca.

Prestazione non troppo brillante, ma comunque positiva per l'Italia, presentatasi ai nastri di partenza con Saverio Zini, Thomas Bormolini, Daniele Cappellari e Dominik Windisch. Assente Lukas Hofer, che già nella giornata di ieri non era in condizioni di salute ottimali, a causa di un forte raffreddore. Di lì, la scelta di non convocarlo per la prova odierna e di concedergli un po’ di riposo precauzionale per consentirgli di recuperare al meglio in vista della prossima tappa della rassegna iridata in Francia.

La gara si è disputata in condizioni ottimali, con la temperatura esterna che, alle 14.30, orario di inizio della competizione, coincideva con lo zero termico. Il vento soffiava a 6 chilometri orari verso sud-ovest.

PRIMA FRAZIONE

A prendere il comando della gara sin dai suoi albori sono Francia e Norvegia, con Russia e Svezia a tallonarle. Al poligono di tiro una sola ricarica utilizzata dall'Italia con Saverio Zini (ieri 24° nella Sprint di IBU Cup), che fa però meglio del francese Guigonnat (due) e del russo Eliseev, guadagnando la tredicesima posizione nello shooting time. Tuttavia, in occasione della sessione di tiro successiva, l'azzurro usufruisce di ulteriori due ricariche, mantenendo la ventunesima piazza davanti alla Lettonia. Davanti, intanto, il norvegese Dale allunga e controlla con un margine di quasi 10 secondi su Burnotte (Canada) e sul transalpino Guigonnat. Al cambio, la Norvegia è in testa con 19.5 su Horn (Germania), 20.2 sulla Francia e 21.4 sul Canada. Saverio Zini passa virtualmente il testimone in ventunesima posizione, con 1:29.0 di ritardo.

SECONDA FRAZIONE

La seconda parte di gara vede Bjoentegaar insicuro al poligono, con Kuehn (Germania) e Jacquelin (Francia) a difendere il podio. Alla quarta sessione di tiro, incredibilmente, Scott Gow non fallisce e porta il Canada in testa. Bene l’Italia con Bormolini, che dopo i tre errori a terra non sbaglia un colpo e recupera terreno sugli avversari (17°). Nel tratto sci ai piedi, però, Kuehn e Jacquelin dimostrano di averne di più del canadese, mentre alle loro spalle Krcmar (Repubblica Ceca), Fak (Slovenia) e Latypov (Russia) duellano per la quarta piazza. Kuehn arriva al cambio con Peiffer con 21.3 secondi di buono sulla Francia e 28.5 sul Canada. La Norvegia (un giro di penalità scontato da Bjoentegaar) è settima a 53.7 secondi, con i fratelli Bø chiamati alla rimonta, ardua da pronosticare, ma non impossibile, considerata la caratura tecnica dei due frazionisti. Azzurri a 1:40.1 dalla vetta e a 1:11.6 dal podio.

TERZA FRAZIONE

Sugli sci la Repubblica Ceca con Adam Vaclavik fa la differenza e scavalca il Canada in terza posizione, mentre Tarjei Bø sin dai primi metri lavora alacremente per ricucire lo strappo dalle posizioni di vertice. Peiffer (Germania) è il primo a raggiungere il poligono per la serie a terra, conclusa senza errori, come accaduto sempre fin qui in stagione. Repubblica Ceca costretta a una ricarica, Slovenia addirittura a due, mentre la Norvegia viaggia a pieno ritmo ed è quinta a 5 secondi dal podio. Percorso rapido e con una sola ricarica per Daniele Cappellari, che porta gli azzurri all'undicesimo posto provvisorio, ma a impressionare è ancora Bø, che recupera in 1100 metri la bellezza di dieci secondi su Peiffer, il quale, dal canto suo, non sbaglia nulla al poligono. Discorso opposto per Francia, Russia e Slovenia, condannate al giro di penalità. Ancora bene Cappellari, che ricorre a un’unica ricarica e schizza via a pieni polmoni dall'area di tiro in decima posizione. All'ultimo cambio i tedeschi si affidano a Benedikt Doll con un margine di 43 secondi sulla Norvegia e 52.5 sul Canada.

QUARTA FRAZIONE

Prosegue la rimonta norvegese con Johannes Thingnes Bø a inseguire Doll. Terzo posto in bilico fra il transalpino Fillon Maillet e il canadese Christian Gow. Nella sessione di tiro a terra Doll centra ogni bersaglio, al pari di Bø, distanziato di 36 secondi e mezzo dal tedesco. Canada e Francia beneficiano di un'unica ricarica e abbandonano in coppia il poligono. Non bene la Russia, in generale e in questa frazione, nella quale ricorre a due ricariche. Due ricariche anche per la Germania nell'ultima sessione di tiro, situazione analoga per la Norvegia. Emozionante volata nel finale tra Doll e Bø, separati da meno di cinque secondi, che divengono via via sempre meno. Poi, all'ultima curva, il norvegese sceglie la traiettoria esterna e opera il sorpasso decisivo. Finisce così, con l'esultanza corale degli atleti scandinavi e la delusione dipinta sul volto di Doll. Gradino più basso del podio per la Francia, l'Italia chiude ottava con una bella performance di Dominik Windisch.

CLASSIFICA TOP 10

1. NORVEGIA (1+7) 1:14:44.2 (Johannes Dale, Erlend Bjoentegaard, Tarjei Bø, Johannes Thingnes Bø)

2. GERMANIA (0+6) +2.0 (Philipp Horn, Johannes Kuehn, Arnd Peiffer, Benedikt Doll)

3. FRANCIA (1+8) +51.9 (Antonin Guigonnat, Emilien Jacquelin, Fabien Claude, Quentin Fillon Maillet)

4. CANADA (0+6) +1:28.7 (Jules Burnotte, Scott Gow, Aidan Millar, Christian Gow)

5. REPUBBLICA CECA (0+9) +1:52.2 (Michal Slesingr, Michal Krcmar, Adam Vaclavik, Jakub Stvrtecky)

6. RUSSIA (1+8) +2:01.7 (Matvey Eliseev, Eduard Latypov, Dmitry Malyshko, Alexander Loginov)

7. BIELORUSSIA (0+7) +2:37.6 (Anton Smolski, Sergey Bocharnikov, Raman Yaliotnau, Mikita Labastau)

8. ITALIA (0+11) +2:38.4 (Saverio Zini, Thomas Bormolini, Daniele Cappellari, Dominik Windisch)

9. SLOVENIA (1+10) +2:39.7 (Miha Dovzan, Jakov Fak, Klemen Bauer, Rok Trsan)

10. SVEZIA (3+9) +2:48.2 (Peppe Femling, Jesper Nelin, Martin Ponsiluoma, Sebastian Samuelsson)

Clicca qui per la classifica completa

A Davos la Norvegia fa festa anche nella gara maschile. La 15km in tecnica libera, infatti, è andata a Simen Krüger, autore di una prestazione superlativa. Il ventiseienne norvegese ha ritrovato un successo internazionale che gli mancava dallo skiathlon d’oro delle Olimpiadi di PyeongChang.

Dopo aver duellato nei tempi con Iivo Niskanen nella prima metà di gara, Krüger ha preso ampio margine di vantaggio nell’ultima parte del secondo giro, quando ha incrementato andando oltre i dieci secondi, per poi andare in crescendo fino agli ultimi chilometri.

Alle sue spalle, staccato di 19”, è giunto secondo un ottimo Ustiugov, che ha confermato di essere in grandissima forma ed è sembrato ancora più motivato dopo la decisione della WADA, che per la seconda volta consecutiva potrebbe farlo fuori dalle Olimpiadi. Il russo non si è abbattuto ma ha reagito con una bellissima prestazione, soprattutto nella seconda parte di gara.

Sul terzo gradino del podio, a far gioire i tifosi di casa, il sempre verde Dario Cologna, capace di un ultimo giro di altissimo livello che gli ha permesso di scalare diverse posizioni, fino a sfiorare di un secondo addirittura la piazza d’onore. Giù dal podio è rimasto Niskanen, che ha perso tanto nel corso dell’ultimo giro dove ha pagato lo sforzo fatto nella prima parte di gara, giungendo a 28” dal primo. Quinta posizione per un ottimo Manificat. Da sottolineare anche uno Spitsov in netta ripresa, che ha terminato al sesto posto, davanti a un Bolshunov ancora non al meglio, e il britannico Young, giunto ottavo. Top ten a sorpresa anche per il tedesco Dobler, giunto decimo alle spalle di Iversen.

Deluso Røthe, appena ventesimo a 1’12”, Holund ha mancato la zona punti, mentre Sundby si è addirittura ritirato. L’Europa non scandinava applaude lo spagnolo Rojo, andato a punti per la seconda volta consecutiva, a 29 anni, dopo non averne mai raccolti in precedenza nella sua carriera. Può sorridere anche la Francia, che ha piazzato quattro atleti tra i primi quindici, sei nelle prime 23 posizioni.

Da contraltare, purtroppo, fa l’Italia che esce con le ossa rotte dalla giornata di oggi. Dopo le difficoltà avute nella gara femminile, è andata forse addirittura peggio con gli uomini, arrivati tutti ben lontani dalla zona punti. Salvadori è stato il miglior italiano con il 46° tempo, Zelger è giunto 50°, Fanton 66°, Romano, alla seconda gara in Coppa del Mondo, 74°, mentre De Fabiani, apparso in difficoltà già dai primi metri di gara, si è ritirato.

CLASSIFICA FINALE TOP 10

1° S. Krüger (NOR) 33'59.3
2° S. Ustiugov (RUS) +19.0
3° D. Cologna (SUI) +20.0
4° I. Niskanen (FIN) +27.9
5° M. Manificat (FRA) +35.7
6° D. Spitsov (RUS) +36.3
7° A. Bolshunov (RUS) +39.8
8° A. Young (GBR) +47.1
9° E. Iversen (NOR) +47.6
10° J. Dobler (GER) +49.6

Gli italiani
46° G. Salvadori +2'13.1
50° S. Zelger +2'29.3
66° P. Fanton +2'54.9
74° L. Romano +3'35.9

È arrivato il dominio che mai ci si sarebbe aspettati di vedere in una pursuit. Con una prestazione perfetta al tiro, ben quattro zero, Tiril Eckhoff si è imposta per la prima volta in carriera in un inseguimento, nel giorno del suo settimo successo in Coppa del Mondo. Questo, però, è probabilmente quello più significativo perché arrivato con una solidità al poligono, che raramente si è avuta dalla norvegese. Un successo stile Johannes Bø.

Alle sue spalle una buona Hanna Öberg, alla quale due errori al tiro non hanno permesso di fare il colpaccio. Terza piazza per Tandrevold, l’amica del cuore di Eckhoff, con la quale conduce un simpatico blog. Anche per lei gara attenta al poligono e di buonissimo livello sugli sci. Giornata difficile per Wierer, penalizzata dal tiro (cinque errori) e nona all’arrivo, scavalcata nel finale da Makarainen.

L’azzurra ha guadagnato comunque punti su quella che per molti appare tra le straniere la sua avversaria più accreditata alla Coppa del Mondo, Marte Olsbu Røiseland, giunta diciassettesima. Purtroppo giornata difficile anche per Vittozzi, che ha concluso al 25° posto. Un peccato perché la sappadina era arrivata addirittura a lottare per il podio prima delle due serie in piedi, per poi cadere con un doppio errore al quarto poligono. Eppure qualche segnale positivo, soprattutto sugli sci nella prima metà di gara, si è visto. A punti anche Gontier, giunta 40ª.

LA CRONACA

Wierer parte in controllo senza forzare troppo nel corso del primo giro, seguita da Tandrevold, mentre Røiseland inizia subito a tutta e guida il gruppetto inseguitore che vede tra le altre anche Hanna Öberg e Paulina Fialkova.  Al primo poligono si complica però subito la gara dell'azzurra, a causa di due errori pesanti che le costano diverse posizioni. Tandrevold non sbaglia e va in testa, seguita da Öberg a 8”. Quindi Eckhoff e Fialkova. Wierer è settima a 35” con 5” di vantaggio su Vittozzi, molto precisa al tiro, che si ritrova con Røiseland, autrice di un errore.

Eckhoff e Fialkova mangiano secondi su Öberg e l’agganciano, mentre Tandrevold regge con 5” di margine. Wierer raggiunge Bescond e Semerenko mettendosi a tirare il gruppo, mentre Røiseland è a 4-5 secondi insieme a Vittozzi. Dalla seconda serie escono in testa le amiche Tandrevold ed Eckhoff che vanno in fuga sfruttando gli errori di Öberg e Fialkova. Vittozzi è ancora precisa, recupera molte posizioni ed è in lotta per il podio nonostante sia parta dalla 23ª piazza, mentre Wierer commette un altro errore, scendendo 12ª a 47” dalla prima, trovandosi anche da sola sugli sci. Ancora più indietro Røiseland che manca altri due bersagli.

Le due norvegesi si aiutano a vicenda, ma Braisaz e Öberg recuperano alcuni secondi. Alle loro spalle è Vittozzi a guidare le inseguitrici che si trovano a 25” dalla testa. Qualcosa recupera anche Wierer, nonostante sia da sola. Eckhoff è però perfetta anche nella prima serie in piedi e prende la testa della gara in solitaria, approfittando dell’errore di di Tandrevold. La norvegese va in fuga seguita dalla connazionale a 24” con Fialkova a 27”. Errore anche per Öberg a 32”, mentre Vittozzi manca due bersagli scendendo al decimo posto, scavalcata da Wierer che sbaglia un colpo ed è ottava. Røiseland intanto scende al 23° posto, mentre Gontier è in lotta per entrare in zona punti, nonostante quattro errori.

Eckhoff va veloce e potrebbe anche permettersi un errore nella serie conclusiva. Ma è la sua giornata di grazia e chiude anche gli ultimi cinque bersagli, dimostrando una crescita mentale notevole. Alle sue spalle Öberg manda tutte a lezione con l’ultimo poligono e stacca Tandrevold, comunque precisa ma più lenta della svedese. Il podio è praticamente deciso, considerato l’errore di Braisaz, che era risalita fino al secondo posto prima di mettersi in piazzola per l'ultima volta. Ancora un errore per Wierer, che è ottava. Sbaglia due volte Vittozzi che cade in 23ª posizione scavalcata anche da Mäkäräinen brava a recuperare dalle retrovie fino alla top ten.

Il finale è solo una passerella per la norvegese, che vince davanti a Öberg e Tandrevold, poi Braisaz e Fialkova a completare la top five. Bescond è sesta, ennesima conferma dell'ottimo momento della Francia nel suo insieme. Nel corso dell’ultimo giro Wierer viene superata da Mäkäräinen e chiude nona. Alcune posizioni perse anche da Vittozzi, che chiude 25ª, mentre Gontier entra in zona punti ed è 40ª. Ancora lontana Sanfilippo, 49ª. Da segnalare la grande rimonta di Vanessa Hinz, che ha risposto nel modo migliore all’incoraggiamento arrivato via social da Laura Dahlmeier, chiudendo addirittura 12ª dalla 42ª piazza iniziale.

CLASSIFICA FINALE
1ª T. Eckhoff (NOR) 29’14.6 (0+0+0+0)
2ª H. Öberg (SWE) +25.8 (0+1+1+0)
3ª I.L. Tandrevold (NOR) +39.7 (0+0+1+0)
4ª J. Braisaz (FRA) +47.9 (0+0+1+1)
5ª P. Fialkova (SVK) +1’02.9 (0+1+0+1)
6ª A. Bescond (FRA) +1’07.8 (0+0+1+0)
7ª K. Mäkäräinen (FIN) +1’14.0 (1+0+1+0)
8ª E. Puskarcikova (CZE) +1’16.0 (0+1+0+0)
9ª D. Wierer (ITA) +1’20.9 (2+1+1+1)
10ª C. Aymonier (FRA) +1’21.7 (0+1+0+0)
Le altre italiane
25ª L. Vittozzi +2’13.9 (0+0+2+2)
40ª N. Gontier +3’18.4 (1+1+1+1)
49ª F. Sanfilippo +3’49.0 (1+1+2+1)

Per la classifica completa clicca qui

La Single Mixed Relay di Pokljuka, tappa slovena della IBU Cup Junior 2019\20, incorona la coppia francese composta da e Paula Botet e Sebastien Mahon, che vince fermando il cronometro a 41:57.1 con nessuno giro di penalità e otto ricariche utilizzate.

Alle spalle dei transalpini si piazza la Slovenia: per Nika Vindisar e Alex Cisar secondo posto a 28.7 (0+10). Bene l'Italia di Rebecca Passler e Michele Molinari che chiude terza a 44.4 (0+6).

Completano la top 5 la Germania (Franziska Pfnuer e Julian Hollandt) e la Russia (Ekaterina Ponedelko e Alexander Miakonkii), rispettivamente a 57.3 e 1:43.3 dai francesi.

CLASSIFICA TOP 10

1^ Francia 41:51.1 (0+8)

2^ Slovenia +28.7 (0+10)

3^ Italia +44.4 (0+6)

4^ Germania +57.3 (0-7)

5^ Russia +1:43.3 (0+6)

6^ Repubblica Ceca +2:17.4 (1+9)

7^ Polonia +2:37.3 (1+8)

8^ Bielorussia +2:59.0 (1+12)

9^ Austria +3:09.3 (1+14)

10^ Svizzera +4:10.6 (2+16)

CLICCA QUI PER LA CLASSIFICA COMPLETA

Doppietta russa nella Mass Start 60 femminile in Val Ridanna, seconda tappa della IBU Cup 19\20.

Anastasiia Porshneva ed Ekaterina Glazyrina sono le più veloci sugli sci e chiudono in prima e seconda posizione nonostante due errori a testa al poligono. Porshneva chiude con il tempo di 34:39.5, Glazyrina +11.0.

Al terzo posto l'azzurra, nell'occasione impeccabile al tiro, Alexia Runggaldier (+18.6) che lancia ottimi segnali in vista del futuro e si prenota per una possibile convocazione in Coppa del Mondo

Due tedesche ai piedi del podio: quarta Maren Hammerschmidt (+23.9 con due penalità), quinta Marion Deigentesch (+28.1, un errore).

Per quanto riguarda le altre italiane al via 26^posizione per Michela Carrara (+ 2:04.9 con 4 errori al poligono). Eleonora Fauner 39^ (+3:47.6, tre errori). Squalifica per Irene Lardschneider.

CLASSIFICA TOP 10

1^ A. Porshneva (RUS) 34:39.5 (1+0+1+0)

2^ E. Glazyrina (RUS) +11.0 (1+0+1+0)

3^ A. Runggaldier (ITA) +18.6 (0+0+0+0)

4^ M. Hammerschmidt (GER) +23.9 (0+2+0+0)

5^ M. Deigentesch (GER) +28.1 (0+0+0+1)

6^ I. Starykh (RUS) +34.2 (1+0+0+1)

7^ O. Abramova (UKR) +36.2 (1+0+0+1)

8^ A. Merkushyna (UKR) +51.5 (0+0+0+2)

9^ J. Hettich (GER) +57.0 (0+1+0+2)

10^K. Herdal (NOR) +1:00.4 (0+0+1+1)

LE ALTRE ITALIANE

26^ M. Carrara +2:04.9 (0+1+1+2)

39^E.Fauner +3:47.6 (1+0+1+2)

Squalificata I. Lardschneider

QUI LA CLASSIFICA COMPLETA

È arrivata anche la decima! Therese Johaug ha conquistato nella 10km in skating di Davos il suo decimo successo consecutivo in un’individuale a cronometro, se si considerano gare di Coppa del Mondo e Mondiali. Dal suo rientro dalla squalifica la norvegese non è stata mai battuta, tando da dover risalire alla 10km in skating di Canmore delle finali 2016 per trovare l’ultima individuale a cronometro non vinta dalla campionessa norvegese. Una volta avuta nuovamente la possibilità di gareggiare, dopo i due anni di stop, Johaug ha vinto a Ruka, Lillehammer, Beitostolen, Davos, Otepää, Ulricehamn, Seefeld, Falun, Ruka e nuovamente Davos. Fenomenale.

Nella 10km in skating di Davos ancora una volta non c’è stata battaglia. Johaug ha fatto registrare il miglior intermedio già al primo rilevamento cronometrico ed è andata ad aumentare il suo vantaggio nel corso della gara per l’ennesimo monologo. Non c’è storia.

Tra le umane ha vinto Heidi Weng, che ha conquistato la piazza d’onore a 30” da Johaug con un buonissimo secondo giro, confermando di aver ritrovato la condizione mancata lo scorso anno. In terza posizione la solita combattiva Jessie Diggins, che ha provato a lottare con le norvegesi, prendendo appena 17” da Johaug a metà gara. Nella seconda parte Diggins si è battuta per tenere la seconda piazza, ma ha dovuto cedere il passo a Weng. Per lei però è arrivato un altro podio, a conferma di una stagione iniziata con il piede giusto.

Arrivano sorrisi anche per l’Austria, che ha ritrovato un’ottima Teresa Stadlober, giunta al quarto posto. Alle sue spalle le finlandesi Parmakoski e Niskanen, per un bel ritorno della Finlandia dopo una stagione molto difficile come quella passata. Si è confermata anche la ceca Razymova, che a 28 anni sembra aver raggiunto un livello mai avuto in precedenza nella sua carriera. La ceca, dopo la bella prestazione di Ruka, che non era certo passata inosservata, si è ripetuta concludendo in settima posizione. A completare la top ten Smedaas, Bjornsen e Kalla. Da segnalare anche l’ottima prova di Novakova, giunta dodicesima, a sottolineare l'ottimo stato di forma della squadra ceca, e la crescita nelle distance di Lampic, giunta 18ª.

Giornata negativa per la Russia. La migliore è stata Smirnova, giunta quindicesima, mentre Nepryaeva è arrivata addirittura 17ª.

Purtroppo molto lontane dalla zona punti le azzurre al via. Elisa Brocard, rientrata oggi in gara dopo le difficoltà avute nel corso della preparazione, è giunta 42ª. Le altre oltre il cinquantesimo posto: Sara Pellegrini 51ª, Ilaria Debertolis 52ª, Francesca Franchi 54ª e Caterina Ganz 56ª.

CLASSIFICA FINALE
1ª T. Johaug (NOR) 25’02.7
2ª H. Weng (NOR) +30.6
3ª J. Diggins (USA) +36.4
4ª T. Stadlober (AUT) +48.9
5ª K. Parmakoski (FIN) +53.6
6ª K. Niskanen (FIN) +1’01.0
7ª K. Razymova (CZE) +1’13.9
8ª M. Smedaas (NOR) +1’16.6
9ª S. Maubet Bjornsen (USA) +1’17.5
10ª C. Kalla (SWE) +1’19.2
Le azzurre
42ª E. Brocard +2’27.0
51ª S. Pellegrini +2’36.5
52ª I. Debertolis +2’37.4
54ª F. Franchi +2’42.3
56ª C. Ganz +2’51.1

Per la classifica completa clicca qui

Top