Davide Bragagna

Davide Bragagna

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La Norvegia si è presa la scena nelle sprint con il doppio oro di Maiken Caspersen Falla, nuovamente campionessa del mondo dopo Lahti 2017, e Johannes Høsflot Klæbo, re con due corone, olimpica e mondiale, davanti a uno straordinario Federico Pellegrino. 

La storia copertina di questo inizio mondiale è sicuramente quella di Mari Eide, medaglia di bronzo inattesa della sprint a Seefeld.

Dal 2002, fu introdotta nello slang australiano l'espressione "doing a Bradbury", celebre modo di dire nato dalla vittoria casuale nello short track dell'australiano alle Olimpiadi Salt Lake City, diventata virale in Italia per l'esilarante commento della Gialappa's Band all'interno della rubrica "Mai Dire Olimpiadi".

Ciò che non molti sanno è che Steven Bradbury è stato un pattinatore talentuoso, capace di vincere una medaglia di bronzo con la staffetta a Lillehammer dietro all'Italia, autrice della meno nota impresa di squadra in quei Giochi indimenticabili e nel 1991, sempre con la staffetta ottenne uno storico oro mondiale per lo sport australiano, il primo nelle discipline invernali.

Dopo l'Olimpiade del 1994, Bradbury aveva solo vent'anni e pareva destinato a crescere ancora, ma subì un gravissimo incidente sul ghiaccio a Montreal nel quale rischiò la vita. La lama dell'azzurro Mirko Vuillermin recise la coscia destra dell'australiano, causandogli un'emorragia di quattro litri di sangue. Ci vollero centoundici punti di sutura e diciotto mesi di recupero per ritornare a competere. 

Bradbury ritornò a fare risultati pur senza mostrare le qualità di un tempo. Nell'autunno del 2000, la sfortuna si accanì ancora una volta in seguito a un incidente in allenamento che gli causò la frattura del collo. I dottori ritenevano che non potesse ritornare a competere sul ghiaccio, ma la voglia di riscatto di Bradbury e la sorte ne decretarono, a suo modo, l'ingresso nella storia, nella cultura pop e nei dizionari.

Mari Eide non ha vinto la medaglia d'oro, tuttavia la sua impresa ricorda per senso di rivalsa e l'incedere turno dopo turno quella dell'australiano. La ventinovenne di Beitostølen è arrivata a Seefeld come quinta qualificata delle norvegesi e se Falla non avesse avuto il pettorale di diritto in veste di campionessa in carica, alla gara non avrebbe preso parte.

La qualificazione se l'è guadagnata sul campo ottenendo il quinto posto, miglior risultato in carriera, a Lahti due settimane fa. Nel primo turno a Seefeld aveva strappato il pass per i quarti di finale senza entusiasmare con il venticinquesimo tempo, qualificata ma per qualche momento a rischio eliminazione. 

Se vogliamo, nella diversità, il crescendo bradburiano dell'impresa prende ritmo dalle semifinali dopo una batteria di quarti di finale vinta con merito. Falla, Nilsson, Skistad, Sundling sono troppo forti e le sono davanti a venti metri dal traguardo, ma la norvegese più giovane commette un'ingenuità e cade. Mari passa quarta e viene ripescata.

Finale. Possibilità di medaglia? Zero. Falla tiene da subito il ritmo alto e sono le tre svedesi a braccarla per impedirle la doppietta iridata. Ultima curva, Dahlqvist va giù, quasi si porta dietro Sundling che rimane in piedi per miracolo ma rompe il bastoncino, Nilsson passa mentre Falla è avviata verso l'oro, Mari rimasta dietro spinge, spinge e ancora spinge, Sundling cerca di salvare la medaglia, ma sul traguardo viene passata. Bronzo. Lacrime.

Mari piange e forse non tutti sanno perché. Non è la semplice e naturale gioia della prima medaglia della carriera. Sua sorella Ida se n'è andata sul finire dell'estate a soli trent'anni, stroncata da un arresto cardiaco mentre sciava. Il dolore l'aveva spinta quasi al ritiro, durante l'elaborazione del lutto faticava a trovare la motivazione per continuare con lo sci di fondo.

"Sono così felice di festeggiare con la squadra e la mia famiglia. Sono stati un supporto, un rifugio dal dolore negli ultimi mesi. Mi sono sempre stati affianco quando tutto sembrava non aver più un senso. Ogni volta che mi presento in partenza, Ida è nella mia mente, guardo al cielo e penso a lei. Quando scatto fuori dal cancelletto, i pensieri svaniscono e vado."

Non sarà una medaglia d'oro, ma è (e sarà) la più bella storia di sport e vita di questi Campionati del Mondo. Batterla? Impossibile.

 

La 21enne Ebba Andersson, una delle candidate alle medaglie nello skiathlon, non prenderà parte alla gara a causa di un'infezione alle vie respiratorie. La forte stella svedese era stata 4^ in questa gara agli ultimi Giochi Olimpici. L'obiettivo diventa quindi un recupero di condizione per la 10km. Il quartetto sarà quindi composto da Charlotte Kalla, la junior Frida Karlsson, Ida Ingemarsdotter ed Evelina Settlin.

Intanto, Stina Nilsson si è commossa dopo la medaglia d'argento - "Non riuscivo a trattenere le lacrime. Sono orgogliosa di ciò che ho fatto e del team che mi ha supportata nel recupero dall'infortunio. Mi sono isolata per lavorare al meglio e arrivare a Seefeld in forma sufficiente per provare a vincere."

Sul versante norvegese, Kristine Stavås Skistad ha parlato apertamente di medaglia d'oro buttata via a seguito della caduta in semifinale. La campionessa mondiale junior era già tranquillamente qualificata e aveva fatto vedere potenzialità sul rettilineo finale superiori rispetto a Falla e Nilsson. Si rifarà sicuramente perché ha un fisico e un talento non comune.

E' continuata fuori dalle piste la querelle Johannes Høsflot Klæbo - Sergey Ustiugov e si è estesa alle federazioni norvegese e russa. Elena Välbe è stata molto critica - "Sembra che la giuria sia riluttante a toccare i norvegesi, soprattutto il loro numero uno" - ricordando il contatto in semifinale fra un Ustiugov che ha cercato di forzare un passaggio interno in curva, ma Klæbo, giustamente non gli ha lasciato strada. Prosegue la leggendaria "farfalla di Magadan" - "Secondo loro (la FIS, n.d.r.), quando uno è davanti può fare quello che vuole, incluso fermarsi e rallentare causando rischi di caduta. Klæbo lo fa sempre."

Ustiugov, il quale ha ricevuto un cartellino giallo per le sue provocazioni dopo la semifinale con tanto di buffetto, ha ammesso di esserselo meritato e si è giustificato dicendo che durante la stagione è stato spesso messo fuori gara a causa di contatti, ma che nessuno ha pagato per questo. Il problema sostanziale di Ustiugov è la sua scarsa qualità tecnica nella gestione degli spazi nelle gare sprint, soprattutto in questa stagione. Un po' come succedeva con Justyna Kowalczyk, grande motore ma scarsa tecnica in pattinaggio, il russo diventa pericoloso nei tratti più tecnici. 

Le ha risposto per le prime il manager uscente della nazionale norvegese Vidar Løfshus, difendendo il suo atleta - "Johannes gode della stima degli avversari come atleta pulito e corretto. Invece, si può fare un giro fra gli altri fondisti e chiedere cosa pensino di Ustiugov. Durante il Tour de Ski, ho segnalato diversi incidenti che ha avuto in gara. Durante la 15km in Val di Fiemme ha rotto uno sci a Didrik Tønseth e un bastoncino di un atleta tedesco alla partenza dell'inseguimento di Oberstdorf. Sempre al Tour de Ski, due anni fa, aveva colpito con un bastoncino Markus Hellner alle spalle. In passato ci sono stati atleti norvegesi che hanno avuto atteggiamenti sbagliati, ma Johannes non è uno di questi. E' sicuramente uno dei più corretti in gara."

E' intervenuto anche Pierre Mignerey, race director della FIS per lo sci di fondo, prendendo le parti della giuria - "I conflitti sono comuni. La Norvegia pensa di non essere tutelata rispetto a svedesi e russi e viceversa. E' normale che ci siano discussioni, ma la giuria agisce sopra le parti. Il Paese da dove vieni per noi non conta. Guardiamo gli episodi e li valutiamo. Klæbo ha gareggiato correttamente nella sprint e se avesse commesso una scorrettezza, sarebbe stato punito. Come gli altri."

 

La prima medaglia è arrivata, con l'argento di Federico Pellegrino nella sprint maschile in tecnica libera che ha aperto alla grande i Mondiali di sci nordico dell'Italia. Dopo un giorno di pausa, il programma di sci di fondo riprende sabato 23 febbraio (ore 11 e 12.30, diretta tv su Eurosport) con le prove di skiathlon: 7,5 km in tecnica classica e 7,5 in tecnica libera per le donne, 15 e 15 per gli uomini. Lo staff tecnico italiano, anche tenendo conto che il giorno successivo, domenica 24, ci saranno le team sprint, ha scelto le quattro formazioni che saranno al via nelle rispettive gare: accanto a Federico Pellegrino, nella staffetta maschile, ci sarà Francesco De Fabiani, che dunque salterà lo skiathlon come aveva fatto intendere dopo Cogne per andare a caccia di un altro grande risultato insieme al compagno di squadra. 

SKIATHLON MASCHILE (sabato 23 febbraio, ore 12.30)
Simone Daprà, Stefano Gardener, Giandomenico Salvadori, Stefan Zelger.
 

SKIATHLON FEMMINILE (sabato 23 febbraio, ore 11)
Elisa Brocard, Anna Comarella, Caterina Ganz, Sara Pellegrini.
 

TEAM SPRINT FEMMINILE (domenica 24 febbraio, ore 11.30, semifinali 9.15)
Greta Laurent-Lucia Scardoni

TEAM SPRINT MASCHILE (domenica 24 febbraio, ore 11.30, semifinali 9.15)
Francesco De Fabiani-Federico Pellegrino

Fonte: FISI

Si apre con una TOP 10 l’esordio di De Fabiani ai mondiali 2019 in territorio austriaco, ottava posizione e condizione di forma elevatissima..

Seefeld, Austria – 21 Feb. 2019 - Ottavo posto per Francesco De Fabiani nella gara di apertura dei mondiali di sci nordico in Austria a Seefeld.

Nella sprint a tecnica libera, il gressonaro è stato fantastico nelle qualifiche (top 10), eccellente ai quarti, dove addirittura ha dominato la scena con una sagacia tattica da veterano ed infine sfortunato nella semifinale, ostacolato dalle scaramucce tra Ustiugov e Klaebo.

La gara, tattica e molto nervosa, ha premiato il norvegese Johannes H. Klaebo, che in finale ha avuto ragione del campione del mondo (uscente) Federico Pellegrino, ancora una volta bravissimo e capace di portare a casa l’argento iridato. Terza piazza per Gleb Retivykh (Russia).

«Sono contento, ho fatto una buona sprint – dice Defast a caldo – peccato aver mancato la finale. La semifinale era praticamente una sorta di finale anticipata, con tutti i migliori. Il contatto tra Ustiugov e Klaebo non mi ha aiutato, ho dovuto rilanciare dopo il rallentamento. Ho quasi pensato cadessero».

L’imperativo, in corsa era evitare la caduta: «Mi sono detto di evitarli, per un pelo non andiamo tutti a terra. Ho perso un po’ di tempo, era importante arrivare almeno quarti, così ho fatto, ma la nostra semifinale è stata davvero troppo tattica e sono rimasto fuori. É un peccato, tenevo alla finale, me lo ero prefissato».

Il periodo post-Cogne faceva immaginare un podio: «Beh, era difficile e lo sapevamo – dice Francesco – ma sono contento così. Chiaro la finale sarebbe stato meglio, ma non sento di avere sbagliato nulla. Ho dato tutto e forse l’unica cosa, a bocce ferme, sarebbe stato di arrivare secondo nel mio quarto di finale, in modo di partecipare alla seconda semifinale, ma sono conti che si fanno alla fine, in diretta non è semplice prendere certe decisioni. E comunque, avrei anche avuto meno recupero, quindi va bene così».

L’appuntamento, a questo punto è per la Team Sprint, in coppia con Federico Pellegrino in programma domenica 24 febbraio a Seefeld. Il programma prevederà poi la 15 km in classico, la staffetta e probabilmente la 50 km che chiuderà i mondiali il 3 marzo.

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Ufficio Stampa di Francesco De Fabiani

L'Italia chiude all'ottavo posto la staffetta mista agli Europei di biathlon. Da applausi la prova di Samuela Comola che in prima frazione riusciva a trovare lo zero e a chiudere nona a 28" dalla bielorussa Alimbekava, mentre Michela Carrara arrivava fino al quarto posto andando forte sugli sci e passando in ottava posizione dopo due errori nella seconda serie. Gli uomini Giuseppe Montello e Saverio Zini tenevano lo stesso piazzamento, il primo con altri due bersagli mancati, il secondo con un buon 9 su 10. 

A Minsk la medaglia d'oro va alla Svezia, con Samuelsson che riscatta la brutta prova nell'individuale che ha aperto il programma della competizione e con zero errori nell'ultima frazione piazza il sorpasso nei confronti del tedesco Horn e soprattutto del bielorusso Bocharnikov che aveva ricevuto il "testimone" da Yaliotnau in prima posizione. La Bielorussia padrona di casa, del resto, aveva chiuso al comando le prime tre frazioni, e alla fine è riuscita comunque a salire sul podio. 


Ordine d'arrivo staffetta mista Europei Minsk (Blr)
1. SVEZIA (Nilsson/Brorsson/Ponsiluoma/Samuelsson) 1:05:16.0 (0+8)
2. GERMANIA (Horchler/Hettich/Fratzscher/Horn) +17.7 (0+6)
3. BIELORUSSIA (Alimbekava/Sola/Yaliotnau/Bocharnikov +29.8 (0+6)
4. RUSSIA +47.3 (0+6)
5. NORVEGIA +1:19.8 (0+5)
6. BULGARIA +1:30.0 (0+6)
7. UCRAINA +1:43.9 (1+7)
8. ITALIA (Comola/Carrara/Montello/Zini) +2:10.8 (0+5)
9. FRANCIA +2:27.3 (0+10)
10. AUSTRIA +2:28.6 (1+14)

Il giro di penalità di Evegeniya Pavlova non ha impedito alla Russia di portare a casa la medaglia d'oro nella staffetta single mixed agli Europei di biathlon. Dmitry Malyshko ha regalato il trionfo alla compagna arrivando al traguardo con 20 secondi di vantaggio sullo svedese Jesper Nelin e 29 sul francese Aristide Begue, con la Norvegia clamorosamente scivolata fuori dal podio a causa degli errori all'ultimo poligono di Endre Stroemsheim, costretto a tre giri di penalità quando era al comando della gara.

Gli azzurri Irene Lardschneider e Daniele Cappellari hanno chiuso al dodicesimo posto con un ritardo complessivo di 1'25": i due azzurri hanno mancato dodici volte il bersaglio il totale, senza effettuare giri di penalità. Ora gli atleti riposeranno venerdì, poi si torna in pista sabato 23 per le due sprint, maschile e femminile.

Ordine d'arrivo Staffetta single mixed Europei Minsk (Blr)
1. PAVLOVA Evgeniya/MALYSHKO Dmitry RUS 36:30.0 (1+9)
2. MAGNUSSON Anna/NELIN Jesper SWE +20.6 (0+6)
3. JEANMONNOT Lou/BEGUE Aristide FRA +29.0 (0+6)
4. FEMSTEINEVIK Ragnhild/STROEMSHEIM Endre NOR +49.6 (3+9)
5. WEIDEL Anna/DORFER Matthias GER +57.5 (0+13)
6. GASPARIN Selina/BURKHALTER Joscha SUI +1:00.6 (1+7)
7. BENDIKA Baiba/RASTORGUJEVS Andrejs LAT +1:06.5 (0+11)  
8. LEHTONEN Venla/RANTA Jaakko FIN +1:10.7  (0+11)
9. INNERHOFER Katharina/KOMATZ David AUT +1:18.8  (1+11) 
10. KRUCHINKINA Elena/CHEPELIN Vladimir BLR +1:19.1 (0+11)

12. LARDSCHNEIDER Irene/CAPPELLARI Daniele ITA +1:25.7 (0+12)

Fonte: FISI

Le dichiarazioni di Federico Pellegrino dopo l'argento mondiale nella sprint in tecnica libera di Seefeld

"Oggi devo cedere lo scettro della sprint - spiega l'azzurro che a Lahti due anni fa si era laureato campione del mondo nella specialità -. Non che ci fossero troppi dubbi sulla carta, ma io ho cercato di correre al meglio e il meglio oggi significa medaglia d'argento. Direi che un altro argento mondiale può essere anche una grande dossisfazione". 
 

"Potevo dire la mia ed è stato così. È stata una bellissima sfida, molto interessante l'avvicinamento a questa gara, che è stato differente per i due protagonisti. Pensavo che qualcun altro avrebbe potuto impensierirci, lo ha fatto Ustiugov in semifinale e ho fatto bene a stare alla larga visto che ha rischiato di far perdere la gara a Klaebo". 

"In finale ho attaccato dove potevo, per me sarebbe stato impensabile sorpassare Klaebo nello sprint finale. Ho visto che in semifinale non mi aveva recuperato trpppo, così ci ho provato e almeno mi sono garantito l'argento. Ambire a una medaglia qui non ere facile.  La dedica? Sarò scontato, ma è per la mia Greta (Laurent. n.d.r.)".

"Ho impostato la tattica migliore cercando di affidarmi anche all'istinto in finale, quando le cose si mettono così tanto sul tattico, deve saltare un numero da qualche parte. Nella salita finale ho preso la prima posizione ed era quello che voleva fare. Come purtroppo è successo in questi anni Klaebo si è dimostrato più forte, io il mio Mondiale l'ho vinto due anni fa, tra due anni ce ne sarà un altro". 

"Mi sono proposto obiettivi sempre più ambiziosi anno dopo anno, ho toccato l'apice con l'argento olimpico, da quel momento in poi l'obiettivo è il mantenimento. Ho corso tanto per tre quattro anni cercando di spremermi fino all'osso provando a portare a casa il risultato massimo. Ma continuando in quel modo sarebbe stata dura e allora ho trovato un modo nuovo per approcciarmi alla mia vita da sportivo, con tanta serenità e tranquillità, e fiducia nei miei mezzi. Questo stato d'animo lo devo anche a chi mi sta intorno, partendo da Greta, passando dalla mia famiglia e finendo con la squadra. Questi risultati sono il modo migliore per ripagare tutti. I tifosi? Sabato scorso a Cogne ho ricevuto tanta energia, oggi lo si è visto in gara. Da parte loro c'è sempre tanta spinta, cerco di farli gioire sugli spalti. Il sorriso porta i risultati o i risultati portano il sorriso? La prima, non ci sono dubbi".

Francesco De Fabiani: "La mia semifinale poteva essere una finale, erano tutti forti. Io ci ho provato, sono contento della gara di oggi, del resto non perché ho fatto un podio in una sprint a Cogne sono diventato uno sprinter, arrivare ottavo è comunque un ottimo risultato. Arrivare in finale era meglio, per poco non ce l'ho fatta. Purtroppo Ustiugov e Klaebo non mi hanno aiutato, mi hanno rallentato mentre gli altri passavano all'esterno, non so dire di chi fosse la colpa, purtroppo non ci voleva, ma ho fatto comunque una bella volata, ho recuperato due posizioni e se l'altra semifinale fosse stata lenta avrei avuto qualche possibilità di passare, ma la nostra era stata una semifinale tattica. In realtà sono contento comunque. A ripensarci, sarebbe stato meglio arrivare secondi nella mia batteria ai quarti e fare la seconda semifinale, ma in gara è difficile scegliere sul momento. La mia crescita dopo l'Olimpiade? Il cambiamento di staff è stato importante anche se avevo ottenuto buoni risultati anche prima, e poi fare quei risultati al Tour de Ski mi è servito, mi ha dato tranquillità. Peccato, oggi era una bella occasione, magari sarei arrivato ultimo in finale, ma sarebbe stato bello giocarsela. Sia io che Federico siamo in una buona condizione".

Stefan Zelger: "C'è stato un buco davanti a me e in discesa non sono riuscito a tornare sotto. Alla fine avevo le gambe belle cotte sull'ultima salita. Mi manca purtroppo l'ultimo cambio di ritmo che mi impedisce di passare il turno. Qualificarsi è stato comunque importantissimo, perché nelle batterie si alza il livello. Al primo Mondiale va già bene essere nei trenta, è il mio esordio ed è stata una bellissima esperienza con tanti italiani che hanno fatto il tifo per noi" .

Claudio Muller: "Sono partito deciso nelle qualificazioni, ho dato tutto, ma è stata dura. Nel finale ho patito un po', le gambe erano cotte, ma sono contento di aver dato tutto quello che avevo. Peccato per la mancata qualificazione".

Davide Graz: "Stavo bene, ho cercato di fare la gara migliore che potessi, nel finale mi sono mancate le gambe. Ovvio che chiudendo 32esimo resta un po' di rammarico. A Cogne ho chiuso 31esimo, ho un credito con le sprint, la prossima volta andrà meglio. Debutto mondiale a 18 anni? Il clima qui è fantastico, ho vissuto emozioni incredibili, speravo di qualificarmi, ma tutti corrono per vincere. Avrò tempo in carriera per rifarmi".

Elisa Brocard: "Avevo dei grandissimi sci già dai quarti di finale. Ho preferito andare in una batteria con atlete molto forti perché speravo di superare il turno da lucky loser e così è stato. Per me era la prima semifinale in una sprint, era già tanto qualificarmi, non me lo sarei mai aspettata. Peccato potevo approfittare della caduta della norvegese, ma sul rettilineo d'arrivo ero davvero sule gambe. Ma sono nelle dieci, non avrei mai pensato a un risultato del genere in una sprint, se me l'avessero detto il giorno prima non ci avrei mai credit. Sono contentissima e ringrazio tutto lo staff italiano. Spero che la mia condizione migliori ancora per le distance, a Cogne la settimana scorsa mi sono difesa, ma questo risultato mi fa avere un morale altissimo per le prossime gare".

Greta Laurent: "All'inizio il ritmo non era altissimo, da quando abbiamo preso il controrettilineo abbiamo cominciato a tirare, ho provato a scollinare attaccando sull'ultima curva, ma sul rettilineo finale mi sono mancate le gambe. Ho preso qualche metro sull'ultimo scollinamento e avevo le gambe completamente in acido. Sono dovuta uscire presto per recuperare posizioni, un po' ci sono riuscita, ma alla fine le due davanti erano troppo in là e il tempo era alto, quindi sapevo che non sarei rientrata tra le lucky loser".

Lucia Scardoni: "Non è che sono tanto soddisfatta, anche vedendo quello che avevo fatto la settimana scorsa, ma si sa che a un Mondiale cercano di vincere tutte la medaglia ed è anche più difficile. Ho fatto abbastanza fatica soprattutto di gambe, più di cosi non riuscivo a fare, adesso mi concentrerò sulle prossime gare e cercherò di andare a tutta. Speravo meglio, ma vengo da due weekend di gare, magari ho sentito un po' di più la stanchezza".

Ilaria Debertolis: "Sono arrabbiata perché sono caduta quando avevo i tempi della Brocard, ho picchiato anche la faccia sulla neve"

Fonte: FISI

E' uno splendido argento quello di Federico Pellegrino nella sprint in tecnica libera dei Mondiali di Seefeld. Il valdostano è riuscito a interpretare al meglio tatticamente i turni di una pista infida piena di rischi e ha conquistato la 5^ medaglia della carriera, la 4^ ai Mondiali dopo il bronzo e l'argento nelle team sprint di Falun 2015 e Lahti 2017 in coppia con Dietmar Nöckler, l'oro individuale sempre a Lahti 2017, che lo ha messo nella posizione di campione in carica in questa occasione, e il pregiatissimo argento olimpico di PyeongChang 2018. E' la 55^ medaglia dell'Italia nello sci di fondo ai Mondiali.

Il poliziotto 28enne di Nus si è dovuto arrendere allo strapotere di Johannes Høsflot Klæbo, oggi affrontato al meglio e messo alla corda, sia in semifinale che in finale, con delle gare tatticamente perfette. Il norvegese leader della Coppa del Mondo assoluta e sprint ha confermato di essere il più forte e quasi imbattibile nelle gare più brevi. Con questo oro, il 22enne norvegese arricchisce il suo palmarés nelle grandi manifestazioni che vantava già i 3 ori (sprint, team sprint e staffetta) olimpici del 2018 e il bronzo, proprio dietro a Pellegrino, a Lahti 2017.

Il bronzo è andato al russo Gleb Retivykh bravo a vincere la sfida degli "altri". Salvo imprevisti, i primi due erano gli assoluti favoriti, quindi sulla carta rimaneva una medaglia da giocarsi per tutti gli altri. Rimane con un palmo di naso la Francia, che aveva portato in finale Richard Jouve e Lucas Chanavat, ma non è riuscita a prendere la medaglia. 4° e 6° posto per i due francesi nella tatticissima finale. Emil Iversen ha concluso invece 5° e dovrà rimandare l'appuntamento con la prima medaglia della carriera.

Un po' di rammarico per Francesco De Fabiani, che avrà sicuramente altre gare sulle quali puntare, ma oggi ha dimostrato ancora più che nell'occasione del podio di Cogne di essere diventato anche sprinter. Una semifinale lenta lo ha tenuto fuori dai tempi di ripescaggio. L'8° posto odierno è il migliore risultato in carriera ottenuto fra Mondiali e Olimpiadi. Facciamo quindi un passo indietro per vedere la cronaca della gara .

Quarti di Finale

Nel primo il ritmo non è eccezionale. Klæbo cerca di risparmiare il più possibile e passa Ustiugov sul traguardo. Finn Hågen Krogh, al momento miglior ripescato, spera. Chiude ultimo l'altoatesino Stefan Zelger, che ha provato a muoversi nella prima parte per poi pagare nel finale. Finirà 30°.

Nel secondo Pellegrino controlla in avvio e nel finale apre il gas dominando su Skar. Baptiste Gros prende il secondo tempo di ripescaggio parziale. Rimane fuori Calle Halfvarsson, che dopo la rottura del bastoncino in avvio, non è riuscito a trovare l'accesso alle semifinali.

Nel terzo De Fabiani conferma di essere definitivamente diventato anche sprinter e vince con una gara intelligente una batteria velocissima. Battuto Chanavat che passa come 2°, Bolshunov e Hamilton si prendono i migliori tempi di ripescaggio, facendo fuori Krogh e Gros. Suicidio del vincitore della qualificazione Viktor Thorn che tiene il ritmo altissimo e se ne va sulla salita iniziale, ma scoppia e arriva 5° in grande difficoltà. 

Il quarto è molto lento. I favoriti Iversen e Jouve si prendono il passaggio del turno. I ripescaggi rimangono a quelli della precedente batteria.

Nel quinto Retivykh rischia ma risale prepotentemente facendo slalom sul rettilineo finale. Passa anche Svensson. Rimangono fuori Alex Harvey e Ristomatti Hakola. Passano come ripescati alle semifinali Hamilton e Bolshunov.

Semifinali

Nella prima ci sono gli azzurri Pellegrino e De Fabiani contro Klæbo, Sergey Ustiugov e Sindre Bjørnstad Skar. Il ritmo è lentissimo e si rischia di rimanere fuori dai tempi di ripescaggio. Pellegrino, a un certo punto, prende la testa e se ne va a vincere abbastanza facile. Passa anche Klæbo, ma Ustiugov arriva quasi a mettergli le mani addosso dopo il traguardo per un contatto precedente. Skar 3° e De Fabiani generoso 4° aspettano la seconda semifinale, ma è difficile che si passi.

Si va decisamente più veloce con Iversen che si prende il successo davanti a Jouve e Chanavat. Passano in quattro da questa con Retivykh. Fuori Oskar Svensson e Alexander Bolshunov.

Finale

Si gareggia su andatura turistica nella prima parte fino a raggiungere il culmine della salita dove tutti si fermano per qualche frazione di secondo. Momenti eterni, tutti si guardano e alla fine a muoversi è Chanavat. Pellegrino si fa attendista e si accoda in 4^ posizione, ma è sulla salita meno dura che il valdostano fa l'azione e prende anche spazio sugli altri. Questa volta Chicco se la gioca da battistrada rispetto alle precedenti sfide. Il rettilineo finale è un testa a testa Italia-Norvegia, Klæbo passa e Pellegrino gli arriva a due decimi.

Classifica Sprint TL uomini

 

Il copione della vigilia, che prevedeva una grande battaglia fra Norvegia e Svezia, è stato rispettato nella sprint in tecnica libera femminile dei Mondiali di Seefeld 2019. Il titolo mondiale è andato a Maiken Caspersen Falla, che si presentava da campionessa in carica, e ha confermato il titolo vincendo una finale rocambolesca nella quale è riuscita stare fuori dai guai. La norvegese va a rimpinguare il suo già notevole palmarés con l'11^ medaglia della carriera fra mondiali e Giochi Olimpici. Una collezione sulla quale svetta l'oro olimpico di Sochi 2014.

L'argento è andato alla co-favorita Stina Nilsson, arrivata in Austria senza aver gareggiato per oltre un mese dopo l'infortunio alla coscia patito in Estonia. La campionessa olimpica in carica ottiene così la 10^ medaglia a livello assoluto della sua carriera.

Medaglia di bronzo per la meno quotata delle norvegesi. Mari Eide aveva strappato il pass mondiale come quinta delle norvegesi e fino a oggi non era mai salita sul podio. Quella della 29enne di Beitostølen è una di quelle storie che fanno grande lo sport. Rimasta quasi fuori in qualificazione, ripescata ai quarti, ripescata nuovamente grazie alla caduta di Skistad in semifinale, non era mai salita sul podio in Coppa del Mondo fino a oggi, ma soprattutto aveva subito di recente il lutto della sorella Ida, morta per un attacco di cuore sul finire dell'estate scorsa. Dopo la tragedia familiare, Eide aveva pensato di smettere.

Deluse le altre finaliste svedesi che, in un modo o nell'altro, si sono autoeliminate dalle medaglie. 4^ Jonna Sundling e 6^ Maja Dahlqvist, migliore fondista nelle qualificazioni. Straordinario 5° posto per la tedesca Victoria Carl, dal canto suo felicissima, al miglior risultato della carriera con il 5° posto.

L'Italia può gioire dello straordinario 10° posto di una combattiva Elisa Brocard. La valdostana ha ottenuto il miglior risultato della carriera nella distanza che l'aveva vista conquistare i primi punti di Coppa del Mondo diversi anni fa. Ormai atleta distance, la 34enne ha messo in pista una grande condizione e voglia di combattere persino in semifinale, quando aveva avversarie impossibili da battere. 

Si sono fermate ai quarti con delle prestazioni onorevoli Greta Laurent 22^ e Lucia Scardoni 25^. Ecco la cronaca della gara.  

Quarti di Finale

Nel primo non si va velocissime. Nilsson prova l'allungo e resiste al ritorno di  Sophie Caldwell, ma sull'altro lato risale Skistad che si prende il passaggio del turno davanti alla campionessa olimpica. L'americana, una delle favorite, viene eliminata subito. Lucia Scardoni chiude 5^ una batteria impossibile.

Nel secondo il ritmo è di ben altro tenore. E' ancora Svezia contro Norvegia con Falla che precede Sundling. Nepryaeva e Brocard fanno un ottimo tempo e si mettono in attesa per valutare il possibile ripescaggio. Eliminata la slovena Eva Urevc, benzina finita dopo la qualificazione.

Nel terzo ancora ritmo blando. Sul rettilineo finale risale Eide, andata piano in qualificazione, che sorpassa Fähndrich. Rimane fuori la svedese Hanna Falk. Eliminata Greta Laurent 5^ in un turno troppo tattico per sperare nel ripescaggio.

Nel quarto sorprendente vittoria della tedesca Carl, 26° tempo di qualifica, che mette alla corda Dahlqvist, la quale salva la qualificazione. Fuori Tiril Udnes Weng e Sadie Bjornsen.

Nel quinto il ritmo non è elevatissimo e ciò sancisce il passaggio di Brocard alle semifinali. Vince Diggins davanti a Ringwald. La slovena Anamarija Lampic rimane fuori.

Semifinali

La prima con Elisa Brocard vanta un parterre de roi. Impossibile fare l'impresa ma la valdostana si batte come una leonessa e chiude 5^. Passano direttamente le favorite Falla e Nilsson, mentre la campionessa mondiale juniores Kristine Ståvas Skistad cade quando era in lizza per un ripescaggio a pochi metri dal traguardo e scoppia in lacrime per l'ingenuità commessa. Rimangono in attesa dell'altra semifinale Sundling e Eide.

Nella seconda si va più lenti e passano solo Dahlqvist e la tedesca che non ti aspetti Carl. Rimangono quindi fuori Nadine Fähndrich, Jessica Diggins, Natalia Nepryaeva e Sandra Ringwald.

Finale

Falla decide di fare gara sul ritmo da subito per testare la condizione delle avversarie. Il ritmo è elevatissimo. Sulla salita le tre svedesi braccano la campionessa mondiale in carica e sembrano pronte a sferrare l'attacco decisivo, ma qualcosa va storto. Dahlqvist cade e rompe il bastoncino di Sundling che continua a spingere sperando di salvare il bronzo. Nilsson perde l'attimo e non riesce ad accodarsi a Falla. Eide riassorbe la sfortunata Sundling sul rettiilineo finale e si prende una medaglia da favola.

Classifica Sprint TL donne

 

 

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