Riccardo Dallio
Non riesce l'ennesimo capolavoro di Therese Johaug. La staffetta femminile ai Mondiali di Seefeld 2019 parla svedese. Con ben due Under 23 in squadra, il team gialloblù si aggiudica la prova davanti alle rivali norvegesi ed alle russe capitanate da Natalia Nepryaeva.
Come prevedibile alla vigilia della prova, la staffetta femminile è stata un affare tra Svezia e Norvegia. I due quartetti scandinavi hanno dimostrato la netta superiorità su tutte le altre squadre. Alla fine il successo è andato ad Ebba Andersson, Frida Karlsson, Charlotte Kalla e Stina Nilsson, con quest'ultima capace di controllare la rimonta della fuoriclasse Johaug prima di batterla nel consueto sprint finale. Nessuna sorpresa, dunque, visto che le cose sono andate proprio come ci si aspettava.
I due squadroni del Nord si presentavano al via con le due frazioni in classico ad armi pari, mentre lo skating si sapeva essere decisivo per le sorti della gara. Dopo un passaggio a metà gara appaiate, Svezia e Norvegia allungano sulla concorrenza rispettivamente con Charlotte Kalla e Astrid Jacobsen. La norvegese, però, subisce il ritmo forsennato della tre volte medaglia d'oro olimpica sul finire di frazione. Gli ultimi cinque chilometri iniziano con le svedesi avanti di quasi 20" sul funambolo Therese Johaug. Seppur consapevole della propria superiorità allo sprint, la leader Stina Nilsson impone un passo sul quale non è semplice guadagnare. La neo campionessa mondiale di skiathlon e 10 chilometri rientra sulla battistrada solamente al principio dell'ultima salita, tratto in cui non riesce a fare la differenza visto lo sforzo precedente per recuperare terreno. Il rettilineo conclusivo consegna il successo finale alla Svezia davanti a Norvegia e Russia, team in lotta con la bellissima Germania per quel che riguarda la conquista del bronzo. Belorukova, Sedova, Nechaevskaya e Napryaeva terminano a 2' dalle vincitrici staccando negli ultimi due chilometri le teutoniche Carl, Hennig, Ringwald e Gimmler, autrici di una prova autoritaria e da applausi.
Bel piazzamento anche per le azzurre, lanciate in prima frazione dalla grande grinta di Anna Comarella. La giovane classe 1997 dà il cambio a Lucia Scardoni in 5a posizione ben incollata alle nazioni di punta. I secondi cinque chilometri hanno visto l'Italia perdere via via terreno complice anche una preparazione dei materiali non all'altezza, fattore che preoccupa in vista dei prossimi appuntamenti. Con il cambiamento delle condizioni del manto nevoso negli ultimi giorni, i nostri atleti stanno faticando più del dovuto anche per via dell'attrezzatura al di sotto delle aspettative. Elisa Brocard ed Ilaria Debertolis portano il tricolore ad una buona 7ma piazza finale. Entrambe, probabilmente, avranno occasione di far nuovamente vedere la propria buona condizione nella 30 chilometri di sabato.
CLASSIFICA STAFFETTA FEMMINILE
Martin Johnsrud Sundby trionfa sul filo di lana nella 15 chilometri in tecnica classica dei Mondiali di Seefeld 2019. Una gara corsa in condizioni al limite dell'impraticabile consegna al norvegese la prima medaglia d'oro individuale della carriera nella rassegna iridata. Seconda piazza per il russo Bessmertnykh, recuperato in extremis dal vichingo dopo aver condotto la prova dall'inizio fino all'ultimo chilometro, momento in cui è avvenuto il sorpasso definitivo. Completa il podio il campione uscente Livo Niskanen.
Un clima tutt'altro che sereno ha accolto la prova contro il tempo maschile prevista nel primo pomeriggio di oggi. Un vero e proprio blitz delle forze dell'ordine austriache e tedesche ha portato in mattinata all'arresto di nove persone tra le quali compaiono addirittura cinque atleti. Ben presto si è notato in diretta televisiva un'atmosfera del tutto inusuale per un campionato del mondo, con diversi atleti non presenti al cancelletto di partenza. Un nome su tutti ha scosso ulteriore interesse sulla questione: Alexey Poltoranin, atleta kazako classe 1987 e uno dei candidati alle medaglie della gara in programma, sarebbe tra i fermati in quanto incastrato dall'operazione antidoping. (Seguono ulteriori aggiornamenti)
La gara
Il duello Norvegia-Russia continua ed ancora una volta porta al medesimo risultato. Questa volta è Martin Johnsrud Sundby a beffare il miglior fondista dell'ex Unione Sovietica. Un duello spettacolare ha visto la vittoria del fortissimo norvegese per appena 2.9" su Alexander Bessmertnykh, il russo che non ti aspetti. Se alla vigilia si profilava una sfida targata Bolshunov-Niskanen, ecco che la 15 chilometri di Seefeld regala delle sorprese. Seppur dotato di grande talento, Bessmertnykh veniva visto fino ad oggi come buon atleta da top 10 che era costretto a lasciare i gradi di capitano all'omonimo Bolshunov, uno dei fondisti più in forma del momento e vincenti della stagione. Quest'ultimo, però, dopo un buon avvio si è via via perso in un ritmo non sufficiente a lottare per le medaglie crollando letteralmente nella seconda parte di gara. Alla fine il tabellone indica un modesto ottavo posto pari merito con il britannico Musgrave. Davanti, invece, i compagni di squadra lottavano per i metalli più preziosi proponendosi con due ottime alternative: il citato Bessmertnykh e Andrey Larkov. Solo uno dei due riuscirà nel compito di portare a casa la medaglia: il primo sarà il nuovo vicecampione mondiale, mentre il secondo viene superato per appena 2.4" dal campione uscente Livo Niskanen. Tra i migliori di giornata vanno menzionati Didrik Toenseth (5o), a lungo il lotta per il podio salvo poi cedere nelle battute conclusive, il sempre presente Dario Cologna (6o) e Sjur Roethe (7mo).
Purtroppo la neve molle del sito austriaco non porta gli sperati sussulti azzurri. Francesco De Fabiani, il primo al traguardo dei nostri e atleta accreditato come outsider, termina solamente 20mo a quasi due minuti. Maicol Rastelli è autore di una prova da dimenticare e poco confortante in ottica staffetta. Il portacolori dell'esercito è 53mo ad olte 4' dalla vetta, mentre Stefan Zelger si piazza poco dietro in 57ma posizione.
Mercoledì 27 febbraio (ore 14, diretta tv Raisport ed Eurosport) Francesco De Fabiani torna in pista per la 15 chilometri maschile in tecnica classica ai Mondiali di Seefeld. In Coppa del mondo l'azzurro, reduce dal bronzo nella team sprint in coppia con Federico Pellegrino, ha ottenuto al massimo un 15° posto in questo format (in stagione), mentre è stato settimo sulla stessa distanza in tecnica libera a Davos e ha ottenuto un doppio podio, con due secondi posti, a Oberstdorf e in Val di Fiemme, nelle gare mass start del Tour de Ski, sempre sui 15 km.
"Ho grande carica dopo la medaglia di domenica - spiega De Fabiani (che sarà al via con gli altri due azzurri Maicol Rastelli e Stefan Zelger) - Il format con partenza a intervalli non è molto adatto a me, preferisco le mass start, ma mi aspettano tre gare importanti e posso ancora togliermi delle soddisfazioni, compresa la staffetta dove possiamo giocarci le nostre carte".
Fonte: www.fisi.org
Le dichiarazioni delle azzurre dopo la 10 km in tecnica classica ai Mondiali di Seefeld:
Anna Comarella: "È stata una gara veramente tosta, una delle più dure che abbia mai fatto. Abbiamo corso alle tre del pomeriggio e c'era un caldo anomalo e per una gara di fondo è davvero tosta. Ho cercato di dare il massimo e sono abbastanza soddisfatta della mia gara. Speravo un po' meglio, ma c'è molto da lavorare e per il momento va bene così. La seconda parte della gara è stata molto dura: diciamo che sono stata fortunata nel partire con un pettorale basso, ma dopo la neve si è riscaldata ed era più lenta, nel secondo giro ho sentito la differenza. In ogni caso è un periodo in cui sto bene, per come sto posso essere soddisfatta, ma c'è da migliorare".
Lucia Scardoni: "Oggi non sono per niente contenta, ho faticato parecchio. Non so sto accusando la stanchezza per la sprint e la team sprint, avendo gareggaoto un giorno sì e uno no da quando sono cominciati i Mondiali. Forse è quello, forse un po' anche il caldo, ma oggi ho fatto molta fatica. E più o meno è andata come a Lahti due anni fa".
Caterina Ganz: "Anche oggi non è andata come speravo, anzi è andata male. I motivi? Gli sci erano buoni e la neve era uguale per tutte. Era lenta, ma eravamo tutte nelle stesse condizioni. Io ce l'ho messa tutta, come ho fatto anche sabato, e per me questo è l'importante. Non so proprio cosa sia successo, anche perché venivo da un periodo di forma ed ero tranquilla. Invece penso di aver fatto le due gare più brutte della mia stagione proprio qui ai Mondiali. Mi dispiace, ma guardo avanti. Adesso lasceremo passare qualche ora, poi faremo il punto della situazione con gli allenatori. So che loro credono nelle mie possibilità e in quello che ho dimostrato".
Fonte: www.fisi.org
Therese Johaug conquista la sua nona medaglia d'oro mondiale nella 10 chilometri in tecnica classica contro il tempo che si è conclusa pochi istanti fa in terra austriaca. Nessun dominio sulle nevi di Seefeld, ma il grande carattere della fondista più forte degli ultimi anni porta ugualmente alla conquista del bersaglio grosso, nonostante la giornata di grazia del nuovo che avanza: Frida Karlsson, diciannovenne svedese già protagonista ai Mondiali Under 23 e vero e proprio astro nascente della disciplina. Si aggiudica la terza piazza, per appena 1.4" di vantaggio sulla finlandese Parmakoski, la norvegese Inglvild Oestberg.
Una delle gare contro il tempo più entusiasmanti dell'ultimo lustro, per quel che riguarda il campo femminile, è andata in scena questo pomeriggio ai Campionati Mondiali di Seefeld. La grande favorita Therese Johaug si aggiudica la prova davanti all'enorme talento che risponde al nome di Frida Karlsson, ragazza diciannovenne svedese plurimedagliata ai recenti Mondiali Under 23 di Lahti. Appena 12" il margine che divide le due vere protagoniste di giornata, capaci di attirare l'attenzione del pubblico grazie ad un testa a testa durato per tre quarti della prova. La dominatrice dello skiathlon si è trovata a gestire un margine addirittura inferiore ai cinque secondi quando mancavano solamente tre chilometri al traguardo, ma senza perdersi d'animo e grazie all'immensa classe che la contraddistingue è riuscita ad inserire letteralmente il turbo scacciando via ogni pensiero di clamoroso risultato finale. Alla fine, la giovane Karlsson si deve "accontentare", si fa per dire, di una splendida medaglia d'argento che, dopo il settimo posto di sabato, la consacra come vera e propria stella dello sci di fondo, presente e futuro. Il terzo gradino del podio è stato assegnato al termine di un'altra sfida coinvolgente. Ad avere la meglio è la costante Inglvild Oestberg, alla terza medaglia della rassegna, che riesce a sopravanzare di circa cinque metri la finnica Parmakoski, ancora a secco qui a Seefeld e nuovamente beffata dalle norvegesi.
L'esame del giorno, in casa Italia, viene superato solamente dalla giovane Anna Comarella, giunta 28ma. Bocciate, invece, le prove negative di Lucia Scardoni, 34ma a 2'29", e Caterina Ganz, 40ma e ben lontana dalla buona forma mostrata a fine Tour de Ski.
Lo sci di fondo ci dà appuntamento a domani con la prova maschile di 15 chilometri prevista per le ore 14.00. Tre azzurri al via: Maicol Rastelli, Francesco De Fabiani e Stefan Zelger.
Giornata di riposo ai Mondiali di sci di fondo a Seefeld. Le squadre preparano le gare dei prossimi giorni. Si riparte martedì 26 febbraio con la disputa della 10 km a tecnica classica (ore 14, diretta tv Raisport ed Eurosport), alla quale sono iscritte tre italiane: Lucia Scardoni, Anna Comarella e Caterina Ganz. Mercoledì 27 febbraio sarà invece il turno della 15 km TC maschile con Maicol Rastelli, Francesco De Fabiani e Stefan Zelger. Giovedì 28 febbraio sarà il turno della staffetta femminile alle ore 13.00, mentre venerdì 1 marzo scenderà in pista il quartetto della staffetta maschile alle ore 13.15. Il gran finale prevede sabato 2 marzo la 30 km TL femminile alle ore 12.15 e la 50 km TL maschile domencia 3 marzo alle ore 13.00.
Fonte: www.fisi.org
Atleti russi sugli scudi nella gara in tecnica libera
Alle Viote dominano la 30 Km Maltsev e Soboleva
È stata una domenica “mondiale” quella vissuta dalla «Bondone Nordic Ski Marathon». La 30 km a tecnica libera è stata infatti dominata dalla coppia composta da Artem Maltsev e Alexey Chervotkin, alfieri della nazionale russa, che hanno approfittato della vicinanza tra Trento e Seefeld (località tirolese che sta ospitando i Campionati mondiali di fondo) per cimentarsi nella gara delle Viote, anche in preparazione dei prossimi appuntamenti iridati. Per entrambi si è trattato di un ritorno sul Monte Bondone, dove nella scorsa estate con la propria nazionale si erano preparati con gli skiroll alla stagione invernale. Una seconda giornata, dunque, con forti tinte internazionali, dopo le sfide in tecnica classica del sabato, che avevano incoronato Francesco Ferrari ed Elisa Perenzoni nella 30 Km, Stefano Mich e Marta Gentile nella 15 Km. In tutto la quinta edizione della gara organizzata dall'Asd Charly Gaul Internazionale e dall'APT Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi, ha quindi portato sulle nevi delle Viote circa 450 concorrenti, 200 sabato e 250 ieri.
Oggi i due russi, nell'occasione portacolori del Team Futura, hanno confermato il proprio feeling con il Trentino, dimostrandosi fin da subito “fuori categoria” per la comunque qualificata concorrenza. Maltsev (due ori e tre argenti ai Mondiali juniores) e Chervotkin (un argento olimpico e uno mondiale con la staffetta russa), reduce dal successo in Val Casies, già dai primi chilometri hanno fatto gara a sé, mantenendo ottimi ritmi per entrambe le tornate e giocandosi tutto nelle ultime centinaia di metri: di fatto non c'è stato sprint, perché Maltsev (1h05'05”) ha messo subito il turbo, garantendosi la prima piazza davanti al connazionale, attardato di tre secondi. La gara dei “terrestri” ha visto l'agordino Lorenzo Busin (Team Trentino Robinson) conquistare il secondo podio in due giorni dopo il terzo posto nella 30 km a tecnica classica di ieri. Per assegnare l'ultimo gradino del podio è stato necessario un emozionante sprint, che ha visto il veneto beffare l'altoatesino Julian Brunner (Team Futura), vincitore un anno fa sulle nevi delle Viote e oggi staccato di 4'26” dai fuoriclasse russi. Alle spalle dei primi quattro, il rumeno Eegor Sorin e l'altro russo Artem Zhmurko, altri due nomi che confermano l'internazionalità della competizione trentina.
Straordinaria pure la prestazione di Elena Soboleva, dominatrice della 30 km femminile in 1h12'59” e settima assoluta a tagliare il traguardo delle Viote: la russa, che in dicembre è salita sul podio in Coppa del Mondo, pure lei parte della nazionale che sta affrontando i mondiali di Seefeld, ha rifilato 10'35” alla veneta del Cus Trento Marta Gentile (ieri trionfatrice nella 15 km a tecnica classica) e 22'32” alla lombarda dello Sci Club Valsassina Elisabetta Amici.
Nella 15 km maschile successo del padrone di casa Stefano Detassis (Gs Marzola), che dopo il terzo posto di ieri nella “corta” a tecnica classica oggi ha composto un terzetto con Busin e Brunner per poi svoltare verso l'arrivo e tagliare il traguardo a braccia alzate dopo 34'07”. Al secondo posto si è piazzato un altro atleta provinciale, ovvero Marco Mosconi (Sci Fondo Val di Sole), che ha tenuto il ritmo di Sorin e Zhmurko prima di scegliere la versione breve della gara, chiudendo a 46” da Detassis. A completare il podio tutto trentino, l'ex nazionale e portacolori del Team Trentino Robinson Loris Frasnelli, giunto sotto l'arco d'arrivo 2'21” dopo il vincitore, in una giornata in cui era debilitato da un virus stagionale.
La 15 km femminile ha visto invece primeggiare la giovane altoatesina Judith Moroder (Gardena Raffeisen), che ha chiuso in 39'49”, con un ampio distacco sulla valtellinese Consuelo Confortola (Sporting Club Livigno) e sulla trentina Patrizia Panizza (Sci Fondo Val di Sole), attardata rispettivamente di 5'11” e 5'39”.
La seconda giornata della quinta edizione della Viote Monte Bondone Nordic Ski Marathon ha assegnato anche i punti di Coppa Italia Cittadini e Master in tecnica libera. Nelle classifiche per categorie della 30 km, primi posti a Eegor Sorin (M1), Francesco Merlini (Sci Nordico Terme Euganee, M2), Paolo Sommavilla (Team Futura, M3), Mauro Marcomini (Triathlon Trentino, M4), Michela Mosele (Gsa Zanè, F1), Paola Leonardi (Lizzanella, F2), Elisabetta Amici (F3) e Carla Lagori (F4). Nelle varie categorie maschili della “corta”, i vincitori sono stati Loris Frasnelli (M1), Marco Mosconi (M2), Pier Luigi Pedergnana (M3), Silvano Berlanda (M4) e Ortensio Frigerio (M5). Passando alle classifiche delle varie categorie femminili della “corta”, nella F1 il primo posto è andato a Patrizia Panizza, nella F2 a Roberta Piron (Sci Nordico Terme Euganee), nella F3 a Laura Calissoni (Gs I Camosci), nella F4 a Maria Rita Chini (Sc Passo dopo Passo).
Le dichiarazioni degli azzurri dopo il bronzo nella team sprint ai Mondiali di Seefeld.
Federico Pellegrino
"Avevamo tutti capito che prendere la discesa davanti non portava un buon risultato, quindi ho aspettato, mi sono buttato giù appena ho potuto, in discesa le gambe hanno retto un po', avrei potuto dare ancora qualche spinta, ma la team sprint è una gara lunga e arrivando dalla seconda semifinale ho dovuto centellinare le energie per arrivare alla volata finale e giocarmi una medaglia. È davvero una grandissima soddisfazione".
"La medaglia di giovedì l'ho vinta da solo, oggi è stato un gran lavoro di squadra, sia in pista con il mio nuovo compagno, sia negli allenamenti. Anche oggi c'è stato un gran lavoro dei tecnici dei materiali, si andava davvero forte. A questa gara abbiamo pensato per tanto tempo. Didi Noeckler è stato mio compagno negli ultimi quattro anni, oggi non c'era ma anche con lui abbiamo lavorato tanto quest'estate, come con Rastelli, che oggi era la riserva. Sapevamo che in questa gara potevamo conquistare la medaglia, pur non partendo come favoriti. Ci abbiamo creduto e ci siamo riusciti, per noi e per tutta la squadra".
"Ho rischiato di andare lungo nell'ultima curva e di perdere la scia, è il bello e il brutto delle sprint, sono veloci e molto faticose. Sapevamo che finlandesi e svedesi potevano arrivare sul podio, oggi abbiamo avuto la meglio noi e siamo molto contenti. In volata ci sono quei metri che non finiscono più, soprattutto alla fine della team sprint dove accumuli acido lattico giro dopo giro: l'importante è tenere la testa bassa fino alla fine, avevo paura che qualcuno sbucasse fuori all'ultimo, allora ho dato tutto fino alla fine. Poi anche l'ultimo cambio è arrivato nella posizione ideale ed è arrivata questa bellissima soddisfazione. Festeggiare? Un po' sì, ma De Fabiani mercoledì ha la distance, io aspetto venerdì per la staffetta".
Francesco De Fabiani
"È la mia prima medaglia ed è una bellissima soddisfazione, perché è stato un gran lavoro di squadra, poi con Chicco ci alleniamo tutto l'anno insieme. Mi spiace per Didi (Noeckler, n.d.r.) che non è qui con noi, ma sono sicuro che tornerà presto. Quando c'è stato il contatto in curva prima dell'ultima salita, ho pensato che Chicco potesse cadere, invece è stato bravissimo, si è messo dietro, sapeva che era ancora lunga e che c'era tutto il tempo di passare, è stato formidabile, è uscito all'ultimo momento e non c'è stata storia. Ne aveva di più, è stato bellissimo. Io sprinter? Sono sempre stato abbastanza veloce, ma non riuscivo a qualificarmi e allora le saltavo. Quest'anno è andata diversamente, ho cominciato a qualificarmi e più ne fai, più impari. Ma in ogni caso la team sprint è una gara diversa".
Fonte: www.fisi.org