Redazione

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La marcia di avvicinamento alla Gran Fondo Val Casies del 15 e 16 febbraio è partita, ed ora – in terra altoatesina - sono agibili circa 25 km di pista preparati con una miscela perfetta di neve naturale e artificiale, con un anello a Santa Maddalena e con la pista dall’Hotel Quelle di Santa Maddalena fino a Tesido completamente sciabili. Un’opportunità importante per prepararsi alla ski-marathon, che ancora una volta verrà premiata dai canali di Rai Sport.

Piano piano gli organizzatori capitanati da Walter Felderer completeranno i 42 km totali e l’anello verso Monguelfo, mettendo a disposizione 30 e 42 km da affrontare in tecnica classica il sabato e in tecnica libera la domenica nelle giornate clou di gara.

L’intero Team Robinson Trentino dovrebbe essere al via con Matteo Tanel in prima fila, vincitore lo scorso anno della 30 km, in gara col numero 1 in virtù del suo titolo mondiale di skiroll. E per il bolzanino allenarsi su questo tracciato non è di certo una novità. Dovrebbe essere ai nastri di partenza anche la campionessa polacca Justyna Kowalczyk in compagnia del campione russo Alexander Panzhinskiy, oltre ai vari Gilberto Panisi, Lorenzo Busin, Roberto Passerini, Lorenzo Cerruti, Florian Cappello, Caterina Piller, Chiara Caminada, Nicole Donzallaz.

Walter Felderer coltiva anche il ‘sogno Petter Northug’, e quella sarebbe la ciliegina sulla torta, ma gli occhi – dentro e fuori la pista – sono sempre puntati sugli amatori:  “I concorrenti tedeschi e italiani sono raddoppiati rispetto allo scorso anno”, afferma Felderer e il merito sembra della fortunata joint-venture con il Campionato del Mondo di biathlon di Anterselva che incentiva gli spettatori alla partecipazione alla granfondo, con noleggio gratuito di sci e attrezzatura. 7 punti ristoro abbracceranno gli appassionati lungo il percorso, prima di deliziarsi definitivamente con il menù “a cinque stelle”, unico nel suo genere, senza dimenticare la MINI Val Casies del sabato pomeriggio, per giovani d’età compresa tra 7 e 19 anni.
Iscrizioni aperte a 58 euro (TC), 59 euro (TL), 95 euro (TC + TL), 47 euro (Just for Fun), 76 euro (Just for Fun TC + TL), entro il 31 gennaio.

Sabato mattina partirà il Tour de Ski 2019/20, che coinvolgerà Svizzera e Italia, tra Lenzerheide, Dobbiaco e la Val di Fiemme. Una competizione molto particolare che quest’anno presenterà alcune novità interessanti. Andiamo quindi a studiare il regolamento ufficiale della competizione più importante della stagione del fondo.

REGOLE BASILARI
Abbandono, squalifica o doppiaggio (mass start e inseguimento) in una gara, porterà all’esclusione dal resto del Tour de Ski

Limiti di tempo, un atleta sarà escluso dalla competizione se: nella partenza a intervalli da 5km perderà tra le donne più del 18% del tempo della vincitrice, o tra gli uomini più del 15% del vincitore; nella qualificazione alla sprint o in una gara inferiore ai 5km, tra le donne accumulerà un ritardo del 23% superiore alla prima o tra gli uomini il 20%; nella final climb avrà accumulato più del 30% dal tempo del migliore.

In condizioni particolari la giuria può decidere di cambiare queste percentuali.

CLASSIFICA GENERALE TOUR DE SKI

La classifica generale del Tour de Ski sarà determinata accumulando:
1 – I risultati in tempi nei quali i decimi di secondo saranno eliminati dalla prima alla penultima gara. Il tempo della qualificazione sarà usato per le competizioni sprint.
2 – I risultati in tempi, compresi i decimi di secondo, della mass start del Cermis.
3 – I secondi di bonus e le penalità di tempo provenienti da ogni tappa.

Parità di Tempo
In caso di parità nella classifica generale fino al via dell’ultima tappa, gli atleti saranno classificati in base al numero di vittorie individuali o i migliori risultati (più secondi o più terzi posti e così via); se la parità dovesse persistere, gli atleti saranno classificati in base ai punti distance; in caso di ulteriore parità sarà eseguito un sorteggio.

In caso di parità dopo la final climb, quindi nella classifica generale finale, gli atleti saranno classificati in base all’ordine di arrivo dell’ultima tappa.

Bonus Secondi
Saranno assegnati secondi di bonus per sprint e mass start. Questi saranno sottratti dal tempo finale dei concorrenti e così considerati nella classifica generale del Tour de Ski.

Nella sprint i secondi di bonus saranno sottratti dal tempo della qualificazione, tenendo ovviamente in considerazione la classifica finale della tappa.

Bonus sprint: 1° 60”; 2° 54”; 3° 48”, 4° 46”; 5° 44”; 6° 42”; 7° 32”; 8° 30”; 9° 28”; 10° 26”; 11° 24”; 12° 22”; 13°-15° 10”; 16°-20° 8”; 21°-25° 6”; 26°-30° 4”.

Nella mass start ci saranno anche dei bonus assegnati negli sprint intermedi, ad eccezione della final climb del cermis. Questi i punti: 15, 12, 10, 8, 6, 5, 4, 3, 2, 1. Se un atleta, classificato nella top ten in un traguardo intermedio, non arriva al traguardo, i punti da lui conquistati non saranno riassegnati ad altri.

TOUR DE SKI CLASSIFICA A PUNTI

Questa speciale classifica verrà calcolata sulla base dei punti assegnati nelle singole competizioni, secondo i punteggi che vi riportiamo qui sotto. In caso di parità, il vincitore sarà stabilito tenendo conto delle vittorie individuali più i migliori risultati.

Ecco come vengono calcolati i punteggi.

Mass start Lenzerheide: Traguardo volante dopo un giro (Top 10: 15,12, 10, 8, 6, 5, 4, 3, 2, 1.

Sprint Lenzerheide: Risultato finale (Top 10: 30, 24, 20, 16, 12, 10, 8, 6, 4, 2).

Individuale Dobbiaco: Migliori tempi al primo intermedio (Top 10: 15, 12, 10, 8, 6, 5, 4, 3, 2, 1).

Inseguimento Dobbiaco: Risultato Finale (Top 10: 15, 12, 10, 8, 6, 5, 4, 3, 2, 1).

Mass Start Val di Fiemme: Traguardo volante dopo un giro: (Top 10: 15, 12, 10, 8, 6, 5, 4, 3, 2, 1).

Sprint Val di Fimme: Risultato finale (Top 10: 30, 24, 20, 16, 12, 10, 8, 6, 4, 2).

Final Climb Val di Fiemme: Traguardo volante allo stadio di Lago + Traguardo Volante all’inizio del Cermis: (Top 10: 15, 12, 10, 8, 6, 5, 4, 3, 2, 1).

TOUR DE SKI CLASSIFICA A SQUADRE
I risultati dei migliori due uomini e donne di ogni nazione varranno per la Team Cup. Tutti i tempi, senza i decimi di secondo, saranno aggiunti.

PUNTI IN COPPA DEL MONDO

Così verranno assegnati i punti di Coppa del Mondo per la classifica generale del Tour de Ski: 1° 400; 2° 320; 3° 240; 4° 200; 5° 180; 6° 160; 7° 144; 8° 128; 9° 116; 10° 104; 11° 96; 12° 88; 13° 80; 14° 72; 15° 64; 16° 60; 17° 56; 18° 52; 19° 48; 20° 44; 21° 40; 22° 36; 23° 32; 24° 28; 25° 24; 26°-30° 20; 31°-40° 10; da 41° in poi: 5.

Questi i punti assegnati dopo ognuna delle singole tappe: 1° 50; 2° 46; 3° 43; 4° 40; 5° 37; 6° 34; 7° 32; 8° 30; 9° 28; 10° 26; 11° 24; 12° 22; 13° 20; 14° 18; 15° 16; 16° 15; 17° 14; 18° 13; 19° 12; 20° 11; 21° 10; 22° 9, 23° 8; 24° 7; 25° 6; 26° 5; 27° 4; 28° 3; 29° 2; 30° 1.

PREMI IN DENARO

I primi venti classificati nella generale del Tour de Ski riceveranno dei premi in denaro.

Al primo classificato andranno 55mila franchi svizzeri, poco più di 50 mila euro (1 franco svizzero è uguale a 0,92 euro). Il secondo riceverà 40mila franchi, il terzo 27.500 e così via fino ai 500 franchi svizzeri del ventesimo.

Il vincitore della classifica a punti otterrà 6mila franchi, il secondo 3mila e il terzo 2mila.

Al vincitore di giornata andranno 3mila franchi, 2mila al secondo e mille al terzo.

Infine mille franchi andranno al leader della classifica del Tour de Ski, tranne che per l’ultima tappa. 

Ancora pochi giorni al via della quattordicesima edizione del Tour de Ski, che si svolgerà quest'anno in sette gare da disputare in tre località diverse. Si comincerà questo weekend a Lenzerheide con una mass start e una sprint, entrambe in skating.

A cavallo di Capodanno la Coppa del Mondo sbarcherà in Italia con le due gare di Dobbiaco, che anticiperanno il gran finale in Val di Fiemme.

Ecco nel dettaglio, il programma e gli orari.

Sabato 28 Dicembre 2019

12.45 - Lenzerheide (SUI): 10km TL Femminile (Mass Start)
14.15 - Lenzerheide (SUI): 15km TL Maschile (Mass Start)

Domenica 29 Dicembre 2019
09.05 - Lenzerheide (SUI): Sprint TL Femminile e Maschile (Qualificazioni)
11.20 - Lenzerheide (SUI): Sprint TL Femminile e Maschile (Finali)

Martedì 31 Dicembre 2019
12.30 - Dobbiaco (ITA): 15km TL Maschile (Individuale a cronometro)
15.00 - Dobbiaco (ITA): 10km TL Femminile (Individuale a cronometro)

Mercoledì 1 Gennaio 2020
11.40 - Dobbiaco (ITA): 10km TC Femminile (Inseguimento)
13.00 - Dobbiaco (ITA): 15km TC Maschile (Inseguimento)

Venerdì 3 Gennaio 2020
13.15 - Val di Fiemme (ITA): 10km TC Femminile (Mass Start)
15.15 - Val di Fiemme (ITA): 15km TC Maschile (Mass Start)

Sabato 4 Gennaio 2020
09.00 - Val di Fiemme (ITA): Sprint TC Femminile e Maschile (Qualificazioni)
11.25 - Val di Fiemme (ITA): Sprint TC Femminile e Maschile (Finali)

Domenica 5 Gennaio 2020
13.15 - Val di Fiemme (ITA): 10km TL Femminile (Mass Start) FINAL CLIMB
15.15 - Val di Fiemme (ITA): 10km TL Maschile (Mass Start) FINAL CLIMB

È stato senza dubbio un inizio di Coppa del Mondo difficile e al di sotto delle aspettative per l’Italia del fondo. Nelle prime tre tappe disputate, visto che gli azzurri hanno saltato Lillehammer, è fin qui arrivato solo il podio di Pellegrino nella sprint di Planica. Il valdostano è stato anche l’unico italiano capace fin qui di chiudere nei venti una distance, addirittura nei quindici a Ruka. Gare su distanza nelle quali è fin qui mancato De Fabiani, alle prese con problemi fisici, mentre almeno nelle sprint è arrivata la top quindici di Hellweger a Planica. Tra le donne, purtroppo, se nelle sprint ci si qualifica con più atlete in maniera abbastanza regolare, nelle distance ancora devono arrivare punti.

Insomma è un’Italia con grande voglia di riscatto quella che si presenterà ai nastri di partenza del Tour de Ski, il prossimo 28 dicembre a Lenzerheide. Si vuole e si deve far bene, in particolare nelle gare italiane tra Dobbiaco e soprattutto la Val di Fiemme. De Fabiani spera di ritrovarsi proprio al Tour, dove si comportò bene anche tre anni fa in quella che fu la sua stagione più difficile, mentre le donne vogliono invertire la tendenza.

I responsabili tecnici azzurri hanno convocato per il Tour de Ski sette uomini e altrettante donne, decidendo di portare tutta la Squadra A più alcuni atleti che si sono guadagnati la qualificazione con buoni risultati in OPA Cup o in Coppa del Mondo, quando chiamati in causa.

Le donne che si presenteranno al via di Lenzerheide saranno Greta Laurent, Lucia Scardoni, Elisa Brocard, Anna Comarella, Caterina Ganz, Francesca Franchi ed Ilaria Debertolis. Gli uomini, invece, saranno Federico Pellegrino, Francesco De Fabiani, Maicol Rastelli, Giandomenico Salvadori, Stefan Zelger, Michael Hellweger e Mikael Abram. Quest’ultimo è riuscito a prendersi la qualificazione con l’ottima prova di St. Ulrich, dove ha chiuso al secondo posto la gara in skating di OPA Cup. 

Ci sarà anche Francesco De Fabiani nella lista dei 14 azzurri che prenderanno parte al Tour de Ski e dovrebbe essere annunciata a brevede dalla FISI. Il valdostano non sta vivendo un periodo facile, anche a Planica è apparso in difficoltà nel corso della qualificazione. La corsa a tappe tra la Svizzera e l'Italia, però, l'ha sempre visto protagonista, anche in una stagione per lui molto complicata quella 2016/17. Per questo motivo De Fabiani anche alla vigilia di Natale dedica un pensiero al Tour de Ski, mentre saluta tutti i suoi tifosi. L'azzurro, però, ha chiarito una cosa importante: gareggerà solo se si sentirà all'altezza. È la speranza di tutti i tifosi italiani, che sognano di vederlo protagonista anche sul Cermis.

Ecco una parte del messaggio scritto da De Fabiani sui propri social: «Lo so, il mio inizio di stagione in Coppa del Mondo non è stato perfetto, o meglio avrei sperato di partire diversamente. Ci sono stati alcuni problemi fisici che di certo non mi hanno aiutato ultimamente. Non ho ancora deciso se prenderò parte al Tour de Ski , che ormai è alle porte. È uno degli appuntamenti che amo di più, anche perché in passato ho fatto molto bene in questa gara. Amo il suo format e alcune tappe sono perfette per le mie caratteristiche. Cosa farò adesso? Attenderò qualche giorno per capire se potrò partecipare, io ce la metterò tutta. Se così non fosse, mi concentrerò sui prossimi eventi, visto il fittissimo calendario. Non avrebbe alcun senso buttarsi nella mischia senza la condizione ideale».

Terza puntata de “Il punto di Pietro Dutto”, appuntamento settimanale nel quale l’ex biatleta azzurro commenta i principali eventi accaduti nel mondo del biathlon nel corso dell’ultima settimana. Questa volta puntiamo l’attenzione su Le Grand Bornand, tappa di Coppa del Mondo che è stata molto significativa e ha dato diversi spunti a Dutto, il quale proprio su questa pista si è tolto in carriera delle belle soddisfazioni.

Ciao Pietro. Appena ti cito Le Grand Bornand inizi a sorridere; come mai?
«Ho un bel ricordo legato alla località francese. Nella mia prima stagione da senior, era il 2010/11, organizzarono una tappa di IBU Cup, primo evento internazionale in questa località, per testare pista e poligono. Ebbi uno dei miei weekend più belli, conquistai due podi in tre gare, con un secondo, un terzo e un quinto posto. Sono ricordi indelebili, anche perché c’era tanta gente a bordopista, non sembrava nemmeno una tappa di IBU Cup, tanto che capii subito che questo posto ha tutto per organizzare degli eventi di spessore, con nulla da invidiare alle grandi classiche del biathlon».

Mi ha colpito la selezione che è stata fatta nelle mass start già nel corso del primo giro. Raramente gli atleti arrivano al primo poligono già con questi distacchi.
«Al di là delle caratteristiche del tracciato, va considerato che era la terza settimana consecutiva di Coppa del Mondo, uno scoglio difficile da superare a livello mentale, perché gli atleti venivano già da diverse gare e soprattutto tanti spostamenti, che hanno influito molto sul fisico ma soprattutto sulla testa. Nonostante ciò bbiamo visto delle gare di altissimo livello al tiro nei primi giorni, perché si tratta di un poligono non complicatissimo, dal momento che si ha tutto il tempo di recuperare bene prima di arrivare al tiro. Nelle sprint la differenza l’ha fatta quindi la prestazione sugli sci, visto che si è gareggiato in condizioni non facili, su una neve di stampo primaverile che si andava rovinando con il passaggio degli atleti. Nelle mass start, invece, si sono visti più errori, in particolare tra le donne. Credo sia emerso soprattutto il fattore stanchezza, che era ben stampata sulle facce degli atleti e delle atlete. Le gare disputate in questa prima parte di stagione si sono fatte sentire, tutti avevano voglia di staccare e respirare un attimo, anche perché nelle prime competizioni si spendono sempre molte energie mentali, oltre che fisiche, in quanto alcuni atleti devono partire a mille per qualificarsi al Mondiale, altri per stabilirsi subito nelle zone migliori della Coppa del Mondo, insomma è una fase delicatissima».

L’Italia sembrava destinata a terminare in Francia la sua lunga serie di tappe consecutive con almeno un podio, invece, proprio all’ultima gara, è arrivata una fantastica Dorothea Wierer. Mi ha colpito la sua prestazione soprattutto dal punto di vista mentale, perché era chiaro che sugli sci, per diversi motivi, ne avesse meno; nonostante ciò ha mantenuto la calma.
«Dorothea è stata ancora una volta positiva, perché per lei sembrava una tappa molto negativa dopo la sprint, ma ha saputo risollevarsi subito con un bellissimo inseguimento. Poi domenica ha strappato addirittura questo bellissimo podio di forza. Si vedeva che non era al cento per cento, ma voleva tornare a indossare il pettorale giallo, così ha tirato fuori gli artigli e disputato due gare straordinarie. È stata intelligentissima, era consapevole di non essere al top sugli sci e di dover fare la differenza al poligono, così ha sparato in maniera eccellente. Il secondo posto nella mass vale tantissimo e peserà sulla sua stagione, anche a livello mentale».

La squadra maschile era partita bene nella sprint, poi Hofer e Windisch sono andati in difficoltà nelle due gare sui quattro poligoni.
«Windisch e Hofer hanno fatto vedere grandi cose nella sprint, mostrando di poter stare con i migliori. Non sono però riusciti a esprimersi sullo stesso livello al poligono anche nelle altre due gare. È stato un peccato perché nella sprint avevano dimostrato di stare entrambi bene. Forse, dopo la bella prestazione del giovedì, si sono messi un po’ troppa pressione addosso, complicandosi così la vita al poligono. Dobbiamo fare una menzione speciale per Bormolini per il bellissimo inseguimento, importante dopo due o tre gare negative».

Lisa Vittozzi non è riuscita ad uscire dal suo momento di difficoltà. Lei prima di oggi aveva avuto una carriera sempre in crescendo, senza mai un periodo con risultati al di sotto delle aspettative, come le sta accadendo ora. Non ritieni che, una volta superate queste difficoltà, quanto le sta accadendo potrebbe renderla ancora più forte?
«Mi è dispiaciuto perché mi aspettavo che tra Hochfilzen e Le Grand Bornand avrebbe tirato fuori il suo reale valore. Invece, ancora una volta non ho visto la vera Vittozzi, seppur non lontana dalle prime, perché mi è sembrata meno sicura del solito al tiro, non rapida nel coprire i bersagli e anche sugli sci non ancora al top. In questo momento, però, non dovrebbe abbattersi pensando alla Coppa del Mondo ma, se posso darle un consiglio, concentrarsi su obiettivi singoli, come può essere il Mondiale, perché la stagione è lunghissima. Ovviamente deve capire qual è la causa del suo rendimento attuale, sicuramente sotto al suo livello; ne sarà certamente cosciente. Per quanto riguarda la tua considerazione, sono convinto che i periodi difficili servano a migliorare, perché quando ti risollevi diventi più forte e cresce la tua consapevolezza. Bisogna però prima di tutto uscirne, quindi dovrà capire la causa principale di queste difficoltà, in quanto possono essere molteplici. Mi auguro che durante le vacanze natalizie faccia un reset mentale, per poi lanciarsi verso un 2020 che culminerà in un Mondiale dove ha tutto per essere protagonista».

Quattro vittorie consecutive per Tiril Eckhoff, che sta mostrando anche una grande precisione al poligono. Sei ancora convinto che nessuna atleta possa avere la continuità di Wierer per la classifica generale di Coppa del Mondo?
«Per quanto mostrato nell’ultimo weekend, Eckhoff è una reale contender per la Coppa del Mondo, ma continuo a restare della mia opinione. La norvegese sarà un osso duro, ha mostrato una costanza al poligono mai vista negli anni precedenti, ma sono convinto che Doro sia superiore. Se in un weekend tutt’altro che positivo per lei sugli sci, i risultati sono questi, possiamo stare tranquilli».

Johannes Bø è stato impressionante, ha dato una dura lezione a tutti; dall'altra parte Fourcade è apparso in difficoltà. Cosa sta accadendo al francese, diventato improvvisamente impreciso al tiro?
«Dopo un avvio titubante, Johannes Bø ha ripreso il timone della Coppa del Mondo e non vuole mollarlo. In realtà anche Fourcade è su buoni livelli, ma gli stanno mancando le percentuali. Secondo me il suo problema non è tanto il norvegese, quanto il fatto che sta patendo la crescita complessiva dei suoi compagni, dei quali sente il fiato sul collo. Forse questo lo sta spingendo a rischiare di più al tiro per restare ancora davanti. Il fatto che ieri, nel corso dell’ultimo giro, le abbia buscate da Fillon Maillet sugli sci, potrebbe essere un’altra batosta psicologica».

Johannes Bø appare imbattibile in questo momento, essendo di un altro livello sugli sci; per questo motivo non riesco a spiegarmi la sua serie in piedi nella sprint. Perché ha forzato in quella maniera, quando era totalmente inutile?
«Forse la troppa sicurezza in se stesso a volte può portarlo a sbagliare, spingendolo a forzare inutilmente e rischiare di commettere errori. Johannes Bø sa di essere superiore a tutti sugli sci e oggi anche al poligono, ciò gli dà una grande sicurezza che a volte può diventare eccessiva e spingerlo a non prestare troppa attenzione ad alcuni dettagli. A volte sentirsi troppo padrone può diventare pericoloso. Gli era accaduto anche lo scorso anno nella seconda parte di stagione e questa è forse la sua unica pecca. Ecco, sotto questo aspetto Fourcade era perfetto, nei suoi periodi migliori non sbagliava mai».

Arriva la pausa natalizia, due settimane senza gare, certamente un periodo importante per gli atleti; cosa faranno i big della Coppa del Mondo, oltre a festeggiare il Natale?
«Saranno due settimane preziose soprattutto per riposare, perché non sono comunque abbastanza per impostare un lavoro particolare. Chi ha commesso errori in estate può recuperare qualcosa ma non completamente. Insomma sarà un periodo prezioso soprattutto dal punto di vista psicologico. La maggior parte degli atleti si prende alcuni giorni in cui scarica fisicamente e mentalmente, per poi riprendere con lavori di base, concentrandosi sulla bassa intensità, e ripartire da lì per poi ritornare a un lavoro di qualità poco prima di Oberhof. Ecco, in questo senso la mossa di Røiseland potrebbe essere stata giusta, perché saltando Le Grand Bornand, avrà tre settimane per fare un bel lavoro, più recupero e più allenamento, la testa potrà ripartire. In ogni caso complimenti all’IBU, in quanto è stata lungimirante con questo calendario. I big della Coppa del Mondo di biathlon avranno tempo di respirare, riprendersi fisicamente e mentalmente per prensentarsi a Oberhof nelle migliori condizioni possibili. Invece nello sci di fondo non esiste una pausa, anzi gli sforzi e gli spostamenti sono molteplici, soprattutto in questo periodo. Ho letto per esempio le critiche fatte da Pellegrino e ha ragione. Si vede che lui ha studiato molto bene il calendario del biathlon, le sue idee arrivano chiaramente da lì. L’IBU sta raccogliendo i frutti della proprio lungimiranza, mentre nel fondo i big sono costretti a saltare diverse tappe della Coppa del Mondo».

È stato un fine settimana splendido per la nazionale azzurra di IBU Cup Junior; nelle prime due tappe l’Italia è salita otto volte sul podio in dodici gare.
«Un nove e mezzo in pagella va agli atleti di Romanin, Cianciana e tutto lo staff, perché stanno facendo cose bellissime. Tommaso Giacomel doveva solo confermare il tiro perché sugli sci c’era già. Per lui è una vittoria importantissima e ora deve solo continuare così, senza mollare nulla, perché ha talento. Questa squadra ha alcune pedine con i mezzi per colmare il buco che lasceranno tra qualche anno i nostri big. Questi giovani devono solo continuare a crederci e lavorare, senza montarsi la testa, perché il biathlon che conta è quello di Coppa del Mondo, anche se devono avere le consapevolezza che il livello junior è altissimo e si stanno confrontando con i miglior  al mondo tra i loro coetanei; al momento anche loro lo sono. L'importante sarà continuare così, senza mollare o sedersi, ma proseguendo a lavorare come stanno facendo».

Grazie Pietro. Ti facciamo tanti auguri di buon Natale.
«Grazie, li faccio a te, a tutta la redazione e soprattutto a tutti i lettori. Mi auguro che stiano trovando interessante questa rubrica»

È iniziata con il piede giusto la stagione di Alessandro Pittin, apparso in netta crescita sul salto, come è stato confermato anche nella recente tappa di Ramsau, nella quale ha colto un quindicesimo e un undicesimo posto. Il friulano delle Fiamme Gialle, ormai fiemmese d’adozione, non è però soddisfatto fino in fondo di quanto sta facendo, perché sente che la condizione sugli sci non è ancora delle migliori.

In particolare Pittin si sarebbe aspettato di tornare a casa per Natale, dopo la tappa di Ramsau, con almeno una top ten. «Non sono molto soddisfatto – ha ammesso il finanziere friulano – pensavo di arrivare più avanti, puntavo almeno a una top ten, invece sono rimasto fuori in entrambe le gare. Sono un po’ più positivo per quanto ho fatto nel salto, perché sono stato regolare nel corso di tutto il weekend, a parte il salto di gara del sabato, nel quale va anche detto che non sono stato così fortunato con le condizioni meteo. In ogni caso abbiamo visto domenica che, se anche fossi stato più vicino dopo il segmento di salto, non sarei riuscito comunque ad arrivare nei dieci, quindi da questo punto di vista sono un po’ deluso. In generale, sono anche dispiaciuto per come si sta trasformando la combinata, perché oggi, se sei fuori dai quindici dopo il salto, difficilmente te la giochi per le prime dieci posizioni. Così diventa forse un po’ noiosa».

L’azzurro ha quindi parlato della sua condizione fisica, che ancora non lo soddisfa sugli sci, dove ha notato di non essere per ora al livello delle stagioni precedente. «Sugli sci non ho ancora delle buone sensazioni, rispetto a quelle che sono le mie abitudini. Sto facendo ancora fatica, anche nell’ultimo weekend non sono riuscito a esprimermi sui miei livelli. In entrambe le gare ho dovuto lasciar fare il lavoro sporco agli altri, prima Rydzek, poi Riessle, io ho succhiato le ruote e nonostante tutto non sono riuscito, una volta davanti, a essere incisivo. Sento che mi manca qualcosa a livello di condizione. Ci stiamo lavorando, ma non è facile mettere assieme tutto quanto, salto e fondo. Ora lavoriamo sulla condizione per aumentare di livello nel fondo, ma non è detto che si riesca a migliorare mantenendo stabile quello del salto. Toccherà stare attenti su ciò che andremo a fare da adesso in poi. In ogni caso non sono preoccupato, rispetto alle abitudini riesco ad avere un livello più alto nel salto rispetto al fondo, può essere un cambiamento positivo».

Visti gli ottimi piazzamenti, il bilancio di questa prima parte di stagione è comunque buono: «Ricapitolando sono più soddisfatto del salto, dove ho trovato una buona continuità, ho fatto delle belle cose sui trampolini grandi a inizio stagione e avuto una bella costanza a Ramsau sul piccolo. Dovrò fare ancora un piccolo step per stare più vicino ai primi ed entrare tra i venti o quindici dopo il salto, così da giocarsi le prime posizioni. Magari fin qui mi sarei aspettato di più come risultati finali, riuscire a entrare almeno una volta nei dieci, cosa che non è avvenuta, ma a livello di prestazioni non sono negativo. Diciamo che do un più che sufficiente a questo inizio stagione». 

Il fradicio fine settimana di Annecy ha fatto calare il sipario sulla prima parte della stagione, un rompete le righe che per quasi venti giorni, consentirà ai protagonisti della Coppa del Mondo di tirare il fiato - kermesse di Gelsenkirchen del 28 dicembre esclusa - fino al 9 gennaio, quando si riprenderà a fare sul serio da Oberhof.

Tre tappe sono dunque andate in archivio, con Johannes Thingnes Bø assolutamente lanciato in vetta e con già una gara di vantaggio nei confronti del più diretto inseguitore, il fratellone Tarjei, mostro di continuità in questo primo scorcio di stagione e solo raramente al di fuori della top5. Sono da tempo tema di dibattito le intenzioni del ventiseienne norvegese per le prossime settimane: l'annunciato stop per stare vicino alla compagna Hedda che nelle prossime settimane darà alla luce il primogenito di famiglia.

Se salterà per davvero tutto il mese di gennaio, saranno sei le gare individuali che non porteranno punti alla sua causa (tra le quali, anche i due scarti) e nulla vieta di ipotizzare che a meno di filotti altrui, da Anterselva in poi Johannes possa riportarsi in corsa per il secondo coppone di fila. Come detto, sono 61 i punti di vantaggio su Tarjei, addirittura 93 su Quentin Fillon Maillet, oltre un centinaio su Martin Fourcade. Insomma, nonostante gli intenti di Johannes - confermati ieri via social, con un eloquente "è tempo di stare vicino alla mia compagna" - nella corsa alla Coppa generale verrebbe da dire che il vero favorito resta ancora lui.

Valore relativo hanno le classifiche di specialità, sprint esclusa, unica disciplina in cui si sono disputate tre gare: in ogni caso in tre su quattro graduatorie (sprint, inseguimento, mass start) al comando c'è proprio Johannes Bø, con Fourcade in vetta alla classifica dell'individuale in forza del successo nell'unica prova sin qui effettuata.

Un occhio agli italiani: i 193 punti piazzano Lukas Hofer all'undicesimo posto, sei scalini sopra Dominik Windisch, diciassettesimo a quota 140.

 

Decisamente più fluida la situazione al femminile. Dorothea Wierer con la prova di forza di ieri si è ripresa lo scettro, ceduto per 24 ore alla norvegese Ingrid Tandrevold, ieri sorpassata anche dall'amica Tiril Eckhoff, autentica mattatrice delle ultime due settimane. Tre ragazze in 22 punti, tra i 304 di Dorothea ed i 282 di Ingrid, con Tiril a quota 287; non troppo staccate le altre, con le francesi anche qui ad inseguire, Justine Braisaz e Julia Simon nell'ordine.

Volendo invischiarsi in una previsione del futuro, il poker (aperto) di vittorie sembra battezzare proprio Tiril come principale favorita, ma l'esperienza ci dice che la ventinovenne di Oslo non ha mai flirtato con la continuità. Ma neanche con la precisione e l'efficienza al tiro di queste ultime due tappe, se è per quello. In ogni caso se il livello della norvegese dovesse restare questo, sarà dura per chiunque tenere il suo passo. Rispetto a dodici mesi fa, all'appello manca Lisa Vittozzi: non dubitiamo che sotto l'albero la sappadina speri di (ri)trovare continuità e serenità e la sosta in tal senso potrebbe essere ottimale. Per ora Lisa è 16ima a quota 143: ma può solo crescere, non abbiamo dubbi.

Giusto per il gusto della statistica, vale la pena gettare uno sguardo alla situazione della classifica generale di dodici mesi fa: con una gara in più all'attivo (8 prove individuali, rispetto alle 7 sin qui disputate), Dorothea Wierer si accingeva a festeggiare il Natale con il pettorale di leader a quota 381 con un +36 su Paulina Fialkova e ben +105 su Lisa Vittozzi. Ma è un discorso davvero relativo.

 

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