Redazione

Redazione

Suspendisse at libero porttitor nisi aliquet vulputate vitae at velit. Aliquam eget arcu magna, vel congue dui. Nunc auctor mauris tempor leo aliquam vel porta ante sodales. Nulla facilisi. In accumsan mattis odio vel luctus.

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Arrivano buone notizie per l’Italia da St. Ulrich. Dietmar Nöckler sembra infatti aver migliorato di molto la condizione fisica, ad appena una settimana dal suo rientro dopo uno stop di quindici giorni, arrivato a causa di un infortunio subito in allenamento alla vigilia della prima tappa di Coppa del Mondo, alla quale era stato convocato.

L’argento mondiale di Lahti e bronzo a Falun, in entrambi i casi nella team sprint in coppia con Federico Pellegrino, ha vinto la 15km in tecnica classica di OPA Cup, che si è appena conclusa a St. Ulrich. Il poliziotto sudtirolese si è reso protagonista di una gara in crescendo, nella quale grazie a un ottimo finale è stato capace a imporsi di un soffio sullo svizzero Livio Bieler e un ottimo Paolo Ventura, terzo a 9” da Nöckler, bravo anch’egli a lanciare un segnale importante ai tecnici azzurri che lo attendevano.

Ai piedi del podio Stefano Gardener, giunto quarto dopo aver fatto registrare il miglior rilevamento cronometrico a cinque chilometri dall’arrivo. Quinta piazza per il romeno Pepene, che si conferma in buone condizioni, mentre anche Daprà ha mostrato una forma in crescita chiudendo sesto davanti a Maicol Rastelli, partito un po’ lentamente nel primo giro, ma poi andato in crescendo nel corso della gara.

CLASSIFICA FINALE
1° D. Nöckler (ITA) 40’08.9
2° L. Bieler (SUI) +3.8
3° P. Ventura (ITA) +9.2
4° S. Gardener (ITA) +12.2
5° P.C. Pepene (ROU) +15.5
6° S. Daprà (ITA) +20.8
7° M. Rastelli (ITA) +23.7
8° T. Wick (GER) +24.3
9° C. Faehdrich (SUI) +28.8
10° V. Maettig (GER) +31.9

Gli altri italiani
11° P. Fanton +33.4
12° M. Coradazzi +34.5
13° D. Serra +38.0
14° M. Abram +45.2
16° L. Del Fabbro +48.9
19° M. Bertolina +58.8
24° L. Romano +1’13.5
27° G. Panisi +1’25.2
28° S. Dellagiacoma +1’29.0
33° M. Armellini +1’45.8
42° T. Dellagiacoma +2’31.5
46° D. Facchini +3'15.8
47° L. De Biasi +3'22.6
58° P. Magli +4'28.3

OPA CUP JUNIOR

Successo francese nella 10km in tecnica classica della OPA Cup Junior maschile. Gaspard Rousset si è imposto con un ottimo finale di gara, avendo la meglio sul ceco Tomas Dufek al termine di un duello cronometrico che ha visto questi due atleti battagliare nel corso di tutta la gara, facendo registrare tempi molto più bassi rispetto alla concorrenza. Alla fine il francese ha avuto la meglio per 6”6. In terza posizione il tedesco Friedrich Moch, giunto a 24”4.

Molto più distanti tutti gli altri, se si considera che Nicola Wigger ha concluso quarto a 53”, mentre Mathieu Goalabre quinto a 58”. Giornata difficile per gli azzurri, che hanno piazzato nei dieci il solo Riccardo Bernardi, che ha concluso al decimo posto con un distacco di 1’18” dal vincitore. Il trentino si è confermato quindi in ottima condizione, dopo il podio conquistato ieri nella sprint.

CLASSIFICA FINALE TOP 10
1° G. Rousset (FRA) 27’12.9
2° T. Dufek (CZE) +6.6
3° F. Moch (GER) +24.4
4° N. Wigger (SUI) +53.4
5° M. Goalabre (FRA) +58.6
6° F. Perez (FRA) +59.9
7° P. Graef (GER) +1’03.0
8° K. Heiland (GER) +1’08.7
9° T. Lukes (CZE) +1’10.4
10° R. Bernardi (ITA) +1’17.9
Gli altri italiani
16° A. Chiocchetti +1’28.6
18° I. Mariani +1’34.6
21° M. Gasperi +1’52.3
25° F. Poli +1’59.6
26° G. Ticcò +2’00.5
28° D. Mazzocchi +2’12.6
32° F. Manzoni +2’33.0
33° M. Leso +2’33.1
36° M. Ferrari +2’40.2
39° L. Sclisizzo +2’49.7
47° P. Pomari +3’09.2

"Ho da risolvere un problema che non so bene quale sia ma sono fiducioso perché nella mia testa so che si risolverà. La buona notizia è che il mal di schiena che mi ha tenuto fermo sei giorni prima di Ruka è passato. Poi, perché non vado, non mi è dato sapere, per ora".

Francesco De Fabiani trova tempo e modo di sorridere. A Planica, in Slovenia, sabato va in scena la seconda Sprint Skating della stagione e domenica la prima Team Sprint dell'anno. E Francesco è pronto a dare battaglia. Anche se a Davos non si è qualificato nella Sprint e nella 15 chilometri skating si è fermato dopo il rilevamento dei cinque chilometri.

De Fabiani: che succede al suo fisico?

"Non lo so. Non ho una risposta; almeno non per ora. Faccio a fatica a recuperare i lavori di intensità: magari li faccio anche bene ma poi il giorno dopo sono stanco, troppo stanco. Ho fatto le analisi del sangue per capire se c'è qualcosa che non va ma non ho ancora avuto gli esiti. E così navigo a vista. Ieri ho fatto dei lavori di qualità insieme a Pellegrino e stavo bene. Vediamo come reagisce il mio fisico ora".

Pareva essere tutto dovuto ad un ritardo di condizione conseguente ai sei giorni di stop per la mal di schiena. E, invece?

"E, invece, non era cosi. Era ciò che in primo tempo di sicuro ha influenzato ma poi, risolti i problemi alla schiena, ho continuato a non ingranare. A Ruka ho disputato due brutte gare e a Davos, seppur partito con altre prospettive e speranze ho capito presto che non sarebbe stata di nuovo giornata".

Alla fine della stagione 2016/2017 ebbe uno stop proprio per un calo fisico. Di nuovo gli spettri di quella situazione?

"No. Se allora si poté presupporre un overtraining (poi mai comprovato) adesso sono certo che non può essere perché mi sono allenato con carichi di lavoro simili e anche leggermente più bassi rispetto a quelli dello scorso anno. È qualcos'altro ma, ripeto, non so cosa".

Come parte, mentalmente, nelle gare di Planica?

"Sono sereno e provo a giocarmi qualifica e batterie nella Sprint. Poi tireremo le somme. E non è detto che anche se vado bene sabato posso essere competitivo anche per la Team di domenica".

E fisicamente?

"Sto bene, nel quotidiano tutto funziona. E anche in allenamento ci sono giorni nei quali mi sento bene. Poi capitano sessioni nelle quali faccio fatica: il vero problema è sempre il giorno dopo".

Una stagione lunga con quaranta gare di Coppa e una classifica Overall da inseguire: cambia il suo obiettivo che, ad inizio stagione, era la top 5?

"Per ora no. L'anno scorso ho chiuso settimo pur non facendo segnare molti punti nelle prime gare, non tanti in più rispetto a quest'anno. Ecco, d'ora in avanti, però, bisognerebbe cambiare registro. Mi do tempo sino a Tour de Ski: se lì dovessi essere competitivo il mio obiettivo potrebbe restare lo stesso, altrimenti dovrò pensare alle singole gare e non più alla classifica generale. Ma sono fiducioso". 

Come preannunciato in occasione dell'ufficializzazione delle convocazioni della squadra azzurra per la tappa di Coppa del Mondo a Planica, dalla sprint di OPA Cup, che si è svolta oggi a St. Ulrich, sono arrivati i nomi di un uomo e una donna che completano così il contingente azzurro per la tappa slovena. Si tratta di Giacomo Gabrielli ed Alice Canclini.

Il trentino del Centro Sportivo Esercito ha chiuso al secondo posto la qualificazione, alle spalle di Maicol Rastelli, per poi riuscire a terminare in piazza d'onore la gara, dietro al francese Jules Chappaz. Grande qualificazione anche per Alice Canclini, che ha fatto registrare il miglior tempo, prima di venire eliminata in semifinale ed arrivare nona. La lombarda cercherà di conquistare i suoi primi punti in Coppa del Mondo, uno dei suoi obiettivi stagionali, come aveva dichiarato in estate a Fondoitalia. Dall'altra parte Gabrielli, bronzo ai Mondiali Juniores del 2016, nella sprint vinta da Klæbo, disputerà la sua sesta sprint in Coppa del Mondo, andando anch'egli alla ricerca dei primi punti.

È così arrivato a dieci il numero di azzurri impegnati nella due giorni di Planica, dove sono in programma una sprint e una team sprint.

I CONVOCATI ITALIANI AGGIORNATI

Uomini
Federico Pellegrino
Francesco De Fabiani
Stefan Zelger
Davide Graz
Michael Hellweger
Giacomo Gabrielli

Donne
Greta Laurent
Lucia Scardoni
Francesca Franchi
Alice Canclini

Bella finale nella sprint senior femminile di OPA Cup, che si è appena conclusa a St. Ulrich, in Austria. A imporsi è stata la tedesca, classe 1997, Coletta Rydzek, capace di mettere in fila le francesi Lena Quintin e Enora Latuilliere, quest’ultima ex biatleta francese che si sta dedicando oggi alle super sprint. Beffata la ceca Novakova, rimasta giù dal podio per un centesimo dopo il fotofinish.

Nessuna azzurra è riuscita purtroppo a qualificarsi per la finale. Chiara De Zolt Ponte e Alice Canclini, autrice del miglior tempo in qualificazione, sono giunte alle spalle proprio di Coletta Rydzek ed Enora Latuilliere in una prima semifinale più lenta rispetto alla seconda, che ha quindi qualificato le due lucky loser Petra Novakova e Desiree Steiner. Fuori in questo caso anche Martina Bellini.

Eliminate nelle batterie dei quarti di finale le altre azzurre. Eliminata di poco Cristina Pittin nella prima batteria, fuori anche Caterina Ganz, Ilaria Debertolis, Erica Antoniol, Anna Comarella, Rebecca Bergagnin e Stefania Corradini.

CLASSIFICA FINALE TOP 10
1ª C. Rydzek (GER)
2ª L. Quintin (FRA)
3ª E. Latuilliere (FRA)
4ª P. Novakova (CZE)
5ª D. Steiner (SUI)
6ª A. Danner (GER)
7ª L. Fischer (SUI)
8ª C. De Zolt Ponte (ITA)
9ª A. Canclini (ITA)
10ª Z. Holikova (CZE)

Le altre italiane
12ª M. Bellini
15ª C. Pittin
16ª C. Ganz
17ª I. Debertolis
18ª E. Antoniol
24ª A. Comarella
26ª R. Bergagnin
29ª S. Corradini

Primo podio internazionale in carriera per Emilie Jeantet, che a St. Ulrich ha conquistato il secondo posto nella sprint alle spalle di una stratosferica Siri Wigger, classe 2003 svizzera, che si propone legittimamente tra le favorite per le medaglie che saranno assegnate alle Olimpiadi Giovanili Invernali di Losanna. La valdostana del Centro Sportivo Esercito ha confermato quanto di buono aveva già mostrato in questi mesi, dove è riuscita a fare un bel salto di qualità, riuscendo a chiudere in un’ottima seconda posizione alle spalle della svizzera, autentica dominatrice. Quarta piazza per Nicole Monsorno, beffata di un soffio dalla svizzera Lindegger.

Impressionante la prestazione di Wigger già in qualificazione, dove aveva fatto registrare il miglior tempo, ma pure nella prima batteria di semifinale, da lei vinta con un buon margine su Nicole Monsorno, brava però a non correre rischi e tenere a distanza Anja Weber e Barbora Antosova, qualificate in finale come lucky loser. Molto bene Emilie Jeantet, giunta a un’incollatura dalla svizzera Lindegger. Eliminata Valentina Maj, terza, mentre Di Centa e Rossi sono giunte quinta e sesta. Positiva in ogni caso la prestazione complessiva dell’Italia con ben cinque atlete piazzate tra le prime dodici.

Si è fermata invece ai quarti di finale Federica Cassol, rimasta fuori dal passaggio alla semifinale per appena cinque centesimi. Che peccato.

CLASSIFICA FINALE TOP 10
1ª S. Wigger (SUI)
2ª E. Jeantet (ITA)
3ª F. Lindegger (SUI)
4ª N. Monsorno (ITA)
5ª B. Antosova (CZE)
6ª A. Weber (SUI)
7ª V. Maj (ITA)
8ª A. Suiffet (FRA)
9ª S. Jazbec (SLO)
10ª M. Di Centa (ITA)

Le altre italiane
11ª A. Rossi
18ª F. Cassol

Benedikt Doll ha scelto Annecy per regalarsi la gioia del secondo successo in carriera nel massimo circuito. Dopo il titolo iridato nella sprint di Hochfilzen 2017, il ventinovenne tedesco di casa ad Hinterzarten si è riproposto sul gradino più alto del podio sulle nevi francesi, al termine di una gara di grande spessore, tanto sugli sci - secondo tempo dietro al solo Johannes Bø - quanto al tiro.

Essenziale non sbagliare, a Le Grand Bornard. L'ha capito il teutonico, così come chi l'ha accompagnato sul podio, vale a dire il maggiore dei fratelli Bø, Tarjei (9"8), ed il padrone di casa Quentin Fillon-Maillet che ha così esaltato il pubblico francese; zero errore per tutti, con il podio racchiuso in meno di una dozzina di secondi (11"3).

Resta invece ai piedi del podio Johannes Bø e mai come in questo caso si può dire che il norvegese abbia letteralmente gettato al vento un successo che si sarebbe rivelato storico dopo la firma nelle due prime sprint stagionali. Dopo l'errore a terra, Bø si era comunque ritrovato in zona poligono con un tempo analogo a chi guidava la gara: non è chiarissimo il motivo per cui il detentore della Coppa del Mondo abbia voluto rischiare oltremodo con tempi di rilascio da lotteria che l'hanno portato per mano ad un secondo giro di penalità. Forse consigliato male o non consigliato, forse in trance agonistica, forse per scarsa lucidità: resta il dubbio che con un minimo di criterio, "Giovannino" avrebbe potuto tranquillamente far saltare ancora una volta il banco. In fondo, con due errori in più, è lì ad una quindicina di secondi con Doll ed è l'unico nella top 7 di giornata senza lo zero.

Alle sue spalle, ancora Norvegia con Erlend Bjørtegård e Johannes Dale - a loro volta esenti da imprecisioni al tiro e pronti a dare un'importante risposta di squadra su terreno francese - ed il miglior italiano di giornata, un Dominik Windisch che con la precisione dei giorni migliori al tiro si è portato a casa una sontuosa top7, confermando il feeling con la località transalpina e garantendosi un'ottima rampa di lancio in vista dell'inseguimento di sabato, considerato anche il distacco ragionevole (28"0) dalla testa della gara. Molto bene Windisch, bene anche Lukas Hofer: l'errore al quinto bersaglio della serie a terra l'ha privato sin da subito delle chance da podio, ma il pusterese non si è perso d'animo e ha comunque confermato la grande concretezza raggiunta, volando sugli sci per chiudere al nono posto (37"1), separato dal compagno di team dal francese Simon Desthieux. Solo dodicesimo invece Martin Fourcade, caduto a propria volta nell'errore di Johannes Bø con due errori nel tiro a piedi, in una serie avventata: ma a differenza del norvegese, è forse più facile leggere cosa possa essere passato nella mente del pirenaico, ovvero la consapevolezza di dover rischiare al tiro per sopperire all'altrui vantaggio sugli sci. L'ha rischiata e gli ha detto male.

Tre errori quindi per il livignasco Thomas Bormolini, veloce in apertura ma poi in difficoltà al poligono: inevitabile a quel punto scendere in classifica fino al 60imo posto che gli consente comunque di garantirsi lo start nell'inseguimento di sabato.

Arriva la conferma di assenze pesanti nella nazionale svedese che si presenterà al via del Tour de Ski il prossimo 28 dicembre. Come era già stato comunicato nei giorni scorsi, non ci sarà Frida Karlsson, che ha ridotto ampiamente il proprio allenamento ma per la quale non è stata ancora stabilita una data per il ritorno in gara. Non ce l’ha fatta neanche Ebba Andersson, fermata dal problema al ginocchio accusato dopo una caduta in allenamento negli ultimi giorni di preparazione.

Faranno il loro esordio nel Tour de Ski due atlete che stanno crescendo molto, Jonna Sundling e Moa Lundgren. Pure Maja Dahlqvist sarà al via della competizione alpina.

Tra gli uomini tornerà Calle Halfvarsson, dopo le assenze di Lillehammer, Davos e Planica, mentre sarà ancora assente Viktor Thorn.

CONVOCATI SVEZIA
Donne
Charlotte Kalla, Stina Nilsson, Jonna Sundling, Maja Dahlqvist, Moa Lundgren, Emma Ribom, Elina Rönnlund
Uomini
Calle Halfvarsson, Johan Häggström, Oskar Svensson, Jens Burman, Karl-Johan Westberg, Björn Sandström, Axel Ekström

Niente Planica per Calle Halfvarsson. Il fondista svedese, inizialmente convocato per la tappa slovena che ha in programma una sprint e una team sprint, non parteciperà a causa dello stesso raffreddore, che l'ha costretto a rinunciare anche a Lillehammer e Davos.

La decisione è stata comunicata dalla federazione svedese: «Calle Halvarsson è tornato ad allenarsi dopo il raffreddore, ma ora ha subito una leggera ricaduta sempre con gli stessi sintomi. Ora si ferma per alcuni giorni e non sarà al via della tappa di Planica per essere sicuro di poter partecipare al Tour de Ski».

Calle Halfvarsson sarà sostituito da Olof Jonsson.

Top