Redazione

Redazione

Suspendisse at libero porttitor nisi aliquet vulputate vitae at velit. Aliquam eget arcu magna, vel congue dui. Nunc auctor mauris tempor leo aliquam vel porta ante sodales. Nulla facilisi. In accumsan mattis odio vel luctus.

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Da Arianna Follis a Federico Pellegrino. Sono stati 90 i podi conquistati dalla nazionale italiana di sci di fondo nel decennio che si è appena concluso tra Coppa del Mondo, Mondiali e Olimpiadi. Partendo quindi dal 1 gennaio 2010 fino al 31 dicembre 2019, gli azzurri hanno ottenuto 24 vittorie, 39 secondi posti e 27 terzi. Ovviamente non si è tenuto in considerazione il bel successo conquistato da Magda Genuin e Arianna Follis nella team sprint in skating di Dusseldorf della stagione 2009/10, in quanto arrivato il 6 dicembre.

Di questi 90 podi, 66 sono arrivati dagli uomini e 24 dalle donne. Nell’ultimo caso l’Italia al femminile ha conquistato tutti questi piazzamenti nelle prime tre posizioni soltanto nel primo anno e mezzo del decennio, periodo nel quale l’Italia aveva conquistato complessivamente 35 podi. La vera crisi dell'intera squadra azzurra si è avuta tra le stagione 2011/12 e la 2013/14, quando arrivarono appena 12 podi. Nelle ultime cinque stagioni, poi ci si è rilanciati, anche se i risultati sono arrivati soltanto in campo maschile.

Il personaggio del decennio è senza dubbio Federico Pellegrino, salito sul podio in 39 occasioni, 31 volte individualmente e 8 a squadre. Il poliziotto valdostano ha anche regalato all'Italia il momento più alto dell'intero decennio con l'oro da lui conquistato nella sprint mondiale di Lahti. In campo maschile, alle sue spalle ci sono Francesco De Fabiani con 10, quindi Roland Clara con 9 e Dietmar Nöckler con 7. Il loro contributo l’hanno dato al maschile anche Pietro Piller Cottrer, Giorgio Di Centa, David Hofer, Fabio Pasini, Fulvio Scola, Valerio Checchi, Maicol Rastelli e Loris Frasnelli.

La donna del decennio azzurro è stata invece Arianna Follis, che si è ritirata al termine della stagione 2010/11. La campionessa mondiale di Liberec 2009 ha regalato all'Italia ben 15 podi tra individuali e di squadra, seguita da Marianna Longa con 11 e Magda Genuin con 6. In campo femminile hanno contribuito ad aumentare il bottino nelle staffette anche Silvia Rupil, Antonella Confortola, Sabina Valbusa e Virginia De Martin Topranin. Addirittura nella stagione 2010/11 l'Italia riuscì a salire sul podio in tutte le gare a squadre femminili in programma nella stagione di Coppa del Mondo.

Novanta podi, novanta forti emozioni, nella speranza che prossimamente possano arrivare alcuni giovani a dare il loro contributo alla squadra azzurra.

TUTTI I PODI AZZURRI NEL DECENNIO 2010/2019
06-01-10: Arianna Follis, 1ª 16km Pursuit TL a Cortina-Dobbiaco
09-01-10: Marianna Longa, 3ª 10km Mass Start TC in Val di Fiemme
10-01-10: Arianna Follis, 3ª Overall Tour de Ski
22-01-10: Magda Genuin, 2ª Sprint TL a Rybinsk
24-01-10: Fabio Pasini e Loris Frasnelli, 2ª Team Sprint TL a Rybinsk
05-02-10: Giorgio Di Centa, 1° 15km TL a Canmore
05-02-10: Pietro Piller Cottrer, 2° 15km TL a Canmore
15-02-10: Pietro Piller Cottrer, 2° 15km TL a Vancouver (Olimpiadi)
07-03-10: Marianna Longa, Antonella Confortola, Sabina Valbusa e Arianna Follis, 3ª Staffetta a Lahti
13-03-10: Pietro Piller Cottrer, 2° 50km TL a Oslo
20-11-10: Arianna Follis, 3ª 10km TL a Gällivare
21-11-10: Magda Genuin, Marianna Longa, Silvia Rupil e Arianna Follis, 3ª Staffetta a Gällivare
04-12-10: Arianna Follis, 1ª Sprint TL a Dusseldorf
04-12-10: Fulvio Scola, 2° Sprint TL a Dusseldorf
05-12-10: Magda Genuin e Arianna Follis, 1ª Team Sprint TL a Dusseldorf
05-12-10: Fabio Pasini e David Hofer, 3ª Team Sprint TL a Dusseldorf
12-12-10: Arianna Follis, 2ª Sprint TL a Davos
19-12-10: Virginia De Martin Topranin, Marianna Longa, Silvia Rupil e Arianna Follis, 2ª Staffetta a La Clusaz
01-01-11: Marianna Longa, 3ª 10km Pursuit TC a Oberhof
05-01-11: Arianna Follis, 2ª Sprint TL a Dobbiaco
05-01-11: Magda Genuin, 3ª Sprint TL a Dobbiaco
06-01-11: Arianna Follis 2ª 16km Pursuit a Cortina/Dobbiaco
06-01-11: Marianna Longa, 3ª 16km Pursuit a Cortina/Dobbiaco
08-01-11: Marianna Longa, 3ª 10km Mass Start TC in Val di Fiemme
09-01-11: Marianna Longa, 3ª Overall Tour de Ski
09-01-11: Roland Clara, 2° 9km TL Final Climb in Val di Fiemme
15-01-11: Federico Pellegrino, 2° Sprint TL a Liberec
16-01-11: Magda Genuin e Marianna Longa, 2ª Team Sprint TC a Liberec
04-02-11: Marianna Longa, 2ª 10km Skiathlon a Rybinks
06-02-11: Magda Genuin, Marianna Longa, Silvia Rupil e Arianna Follis, 1ª Staffetta a Rybinsk
06-02-11: Valerio Checchi, Giorgio Di Centa, Roland Clara e Pietro Piller Cottrer, 2ª Staffetta a Rybinsk
24-02-11: Arianna Follis, 2ª Sprint TL a Oslo (Mondiali)
12-03-11: Arianna Follis, 3ª 10km Skiathlon a Lahti
19-03-11: Giorgio Di Centa, 2° 20km Skiathlon a Falun
20-03-11: Arianna Follis, 1ª 10km TL Pursuit a Falun
19-11-11: Roland Clara, 3° 15km TL a Sjusjøen
26-11-11: Roland Clara, 2° 10km TL a Kuusamo
15-01-12: David Hofer e Fulvio Scola, 2ª Team Sprint TL a Milano
18-03-12: Roland Clara, 3° 15km TL Pursuit a Falun
16-12-12: Roland Clara, 2° 30km Skiathlon a Canmore
01-01-13: Federico Pellegrino, 2° Sprint TL a Val Müstair
06-01-13: Roland Clara, 3° 9km TL Final Climb in Val di Fiemme
01-02-13: David Hofer, 3° Sprint TL a Sochi
16-02-13: Federico Pellegrino, 3° Sprint TC a Davos
29-12-13; Federico Pellegrino, 2° Sprint TL a Oberhof
11-01-14: Federico Pellegrino, 2° Sprint TL a Nove Mesto
05-03-14: Maicol Rastelli, 3° Sprint TC a Drammen
21-12-14: Federico Pellegrino, 1° Sprint TL a Davos
06-01-15: Federico Pellegrino, 1° Sprint TL a Val Müstair
11-01-15: Roland Clara, 1° 9km TL Final Climb in Val di Fiemme
18-01-15: Dietmar Nöckler e Federico Pellegrino, 3ª Team Sprint TL a Otepää
24-01-15: Federico Pellegrino, 1° Sprint TL a Rybinsk
22-02-15: Dietmar Nöckler e Federico Pellegrino, 3ª Team Sprint TL a Falun (Mondiali)
08-03-15: Francesco De Fabiani, 1° 15km TC a Lahti
13-12-15: Federico Pellegrino, 1° Sprint TL a Davos
19-12-15: Federico Pellegrino, 1° Sprint TL a Dobbiaco
01-01-16: Federico Pellegrino, 1° Sprint TL a Lenzerheide
06-01-16: Francesco De Fabiani, 3° 15km TC Mass Start a Oberstdorf
16-01-16: Federico Pellegrino, 1° Sprint TL a Planica
17-01-16: Dietmar Nöckler e Federico Pellegrino, 1ª Team Sprint TL a Planica
24-01-16: Dietmar Nöckler, Francesco De Fabiani, Roland Clara e Federico Pellegrino, 3ª Staffetta a Nove Mesto
14-02-16: Francesco De Fabiani, 2° 15km TL Mass Start a Falun
08-03-16: Federico Pellegrino, 1° Sprint TC a Canmore
31-12-16: Federico Pellegrino, 2° Sprint TL a Val Müstair
15-01-17: Dietmar Nöckler e Federico Pellegrino, 3ª Team Sprint a Dobbiaco
28-01-17: Federico Pellegrino, 1° Sprint TL a Falun
23-02-17: Federico Pellegrino, 1° Sprint TL a Lahti (Mondiali)
26-02-17: Dietmar Nöckler e Federico Pellegrino, 2ª Team Sprint a Lahti (Mondiali)

09-12-17: Federico Pellegrino, 2° Sprint TL a Davos
30-12-17: Federico Pellegrino, 2° Sprint TL a Lenzerheide
04-01-18: Francesco De Fabiani, 3° 15km TL Mass Start a Oberstdorf
13-01-18: Federico Pellegrino, 1° Sprint TL a Dresda
14-01-18: Dietmar Nöckler e Federico Pellegrino, 1ª Team Sprint a Dresda
13-02-18: Federico Pellegrino, 2° Sprint TC a PyeongChang (Olimpiadi)
03-03-18: Federico Pellegrino, 1° Sprint TL a Lahti
16-03-18: Federico Pellegrino, 2° Sprint TL a Falun
17-03-18: Francesco De Fabiani, 3° 15km TC Mass Start a Falun
30-11-18: Federico Pellegrino, 1° Sprint TL a Lillehammer
15-12-18: Federico Pellegrino, 2° Sprint TL a Davos
01-01-19: Federico Pellegrino, 2° Sprint TL a Val Müstair
02-01-19: Francesco De Fabiani, 2° 15km TC Mass Start a Oberstdorf
05-01-19: Francesco De Fabiani, 2° 15km TC Mass Start in Val di Fiemme
09-02-19: Federico Pellegrino, 2° Sprint TL a Lahti
16-02-19: Federico Pellegrino, 1° Sprint TL a Cogne
16-02-19: Francesco De Fabiani, 2° Sprint TL a Cogne
21-02-19: Federico Pellegrino, 2° Sprint TL a Seefeld (Mondiali)
24-02-19: Francesco De Fabiani e Federico Pellegrino, 3ª Team Sprint a Seefeld (Mondiali)

22-03-19: Federico Pellegrino, 2° Sprint TL a Quebec
21-12-19: Federico Pellegrino, 2° Sprint TL a Planica
29-12-19: Federico Pellegrino, 2° Sprint TL a Lenzerheide

La Val di Fiemme è pronta a ospitare le ultime tre gare del Tour de Ski 2019/20, che saranno decisive oggi più che mai viste le classifiche. Si aprirà venerdì 3 gennaio con la mass start in classico, la 10km femminile sarà la centesima gara del Tour de Ski, seguita sabato 4 gennaio dall’attesissima sprint in classico e domenica 5 gennaio la grande chiusura con il Cermis. Per fare il punto della situazione alla vigilia dell’appuntamento più atteso in Val di Fiemme, abbiamo parlato con Enzo Macor, direttore di gara a Lago di Tesero.

Buongiorno Macor; è tutto pronto a Tesero?
«Sia noi che la pista siamo pronti. Negli ultimi giorni l’avevamo anche chiusa per produrre neve e sistemare un paio di curve, in particolare quella parabolica della discesa Zorzi, che era un po’ pericolosa. Lì in passato sono caduti anche Sundby e Cologna, Abbiamo cercato di renderla meno rischiosa e metterla in sicurezza».

Per la prima volta dal Mondiale 2013, la Val di Fiemme ospiterà una sprint internazionale. Ci descriva le caratteristiche del percorso.
«Più o meno ricalcherà quello della sprint del Mondiale, che si dimostrò molto bella e difficile, con due salite impegnative lungo il percorso. Credo proprio che nessuno oserà partire a spinta, in quanto le salite sono molto dure e spingeranno gli atleti a mettere in mostra una reale tecnica in alternato. Proprio per questo motivo, infatti, a differenza di quanto si usa fare su molte piste, non abbiamo bisogno di inserire la cosiddetta technical zone, perché nessuno osa fare tutta la gara a spinta. Inoltre questo percorso non consentirà agli atleti nemmeno di recuperare nelle discese, perché sono molto impegnative muscolarmente, bisogna fare tante curve, stare sugli sci e lavorarli, impossibile mettersi in posizione e aspettare. Quindi pure in discesa ci sarà un grande dispendio energetico».

Su quelle salite, quindi, Klæbo farà la differenza.
«Mai dire mai, perché il finale sarà molto lungo e in quel caso tutto a spinta. Se non farà la differenza prima, Klæbo potrebbe giocarsela con Bolshunov che a spinta può metterlo in difficoltà. Poi a fine Tour non c’è nulla di scontato, dipende tanto anche dalle energie rimaste. Sicuramente la sprint in Val di Fiemme è molto selettiva, storicamente non si è mai risolta in una gara tattica col gruppone di sei che arriva a giocarsi tutto in volata. Nelle donne addirittura si fa spesso selezione già sulla prima salita».

Al via ci sarà anche Pellegrino: una bella notizia per voi.
«Senza dubbio. Pellegrino è il punto di riferimento del fondo italiano e cattura l’attenzione di tantissimi tifosi. Ovviamente noi vogliamo che ci siano delle gare interessanti ed emozionanti, ma se vincesse un italiano saremmo ancora più contenti. Credo che anche per Pellegrino e per ogni altro atleta italiano, una vittoria in Italia vale molto di più rispetto a un successo all’estero».

Un’altra novità riguarda la salita del Cermis, che quest’anno sarà in format mass start. Cosa cambia per voi?
«Innanzitutto abbiamo aumentato di un chilometro la gara, passando dai 9 degli altri anni ai 10km. Questo perché abbiamo allungato il percorso all’interno dello stadio, dal momento che abbiamo una bonus sprint al transito e 1,5km erano troppo pochi, si rischiava un arrivo col gruppone che avrebbe creato problemi. Inoltre i big cercheranno di prendere le posizioni migliori perché il tratto di connessione tra la pista di Lago e il Cermis, dove tra meno di un mese si disputerà la Marcialonga, è un po’ stretto. Poi una volta in salita ci sarà una selezione naturale».

Immagino ci sia stato un grande lavoro in questo mesi per preparare tutto al meglio.
«Tantissimo lavoro. Noi della squadra allestimenti siamo un gruppo di nove persone, che lavorano a tempo pieno ormai dal primo lunedì di novembre. Poi ci sono coloro che si occupano della produzione di neve e la battitura delle pista. Questo solo per la parte più tecnica della gara, perché poi c’è chi lavora da molto tempo su tutto il resto».

Nello specifico qual è il lavoro che svolgerà lei come direttore di gara?
«Mettere i cerotti (ride, ndr). Nel senso che nei giorni delle gare dovrò risolvere problemi e imprevisti dell’ultimo minuto, gestire tutte le situazioni. È abbastanza stressante, perché devi avere sotto controllo tutta la situazione e dirigere i volontari, che fortunatamente sono dei grandi professionisti e sanno fare molto bene il loro lavoro. Quindi dovrò seguire le indicazioni della FIS e riferire loro via radio, bastano due parole e sanno cosa fare. Poi devo anche coordinare le tv, parlare con il regista delle riprese, condividere con lui idee, ascoltarlo e decidere dove poter mettere postazioni e telecamere, motivare se non posso accontentare le sue richieste. Aver frequentato per tanti anni la Coppa del Mondo mi aiuta a gestire queste situazioni».

Quali sono le sue aspettative?
«Mi aspetto bel tempo e belle gare, quello che ci meritiamo dopo tutti i problemi che abbiamo superato per allestire al meglio le piste. Spero ci siano buoni risultati da parte degli italiani, mi farebbe tanto piacere se arrivassero soprattutto dalle ragazze, che ne avrebbero bisogno. Poi mi aspetto che arrivino tanti tifosi a sostenere i nostri atleti e godersi anche i fuoriclasse stranieri. In ogni caso ci sarà da festeggiare, al di là del risultato, grazie agli splendidi eventi di contorno che sono stati organizzati per rendere ancora più interessante questo appuntamento con il Tour de Ski»

La delusione al termine di Dobbiaco era tanta, ma quanto saranno state vere le parole di Johannes Klæbo? Il norvegese ha affermato di non credere più alla vittoria del Tour de Ski, dando praticamente per finita la competizione. Verità o tentativo di spostare l’attenzione sui suoi rivali e liberarsi del difficile ruolo di favorito?
«Ho recuperato un po’ di tempo a Ustiugov nell’inseguimento – ha affermato il norvegese dopo la 15km in classico – ma ho perso da Bolshunov. Per me è il Tour è finito. Questi due giorni a Dobbiaco sono andati molto male, non so perché, penso di non avere più possibilità di vincere».

Bolshunov, però, è appena 26” più avanti, mentre Ustiugov solo 10”, insomma, guardando la classifica e considerando che le prossime due gare saranno una mass start in classico, già vinta da Klæbo lo scorso anno, e la sprint in classico che assegnerà 60” di bonus, la contesa sembra tutt’altro che finita. Certamente la salita conclusiva non è a suo vantaggio e forse è proprio il Cermis, il ricordo di quanto Ustiugov gli recuperò lo scorso anno, a spaventarlo di più.

Anche Marcus Cramer, allenatore di Ustiugov, è consapevole delle difficoltà che Klæbo troverà sulla scalata finale, ma non lo vede battuto: «Il norvegese è molto vicino, anche se l’ultima salita non è adatta a lui, ci proverà senza dubbio. Vedremo come andranno le altre due gare, ma per noi è importante essere lì con due atleti».

Non resta che prepararci a vivere un weekend emozionante, perchè al di là delle parole, siamo certi che Klæbo proverà fino all'ultimo a prendersi il Tour de Ski e se dovesse riuscirci sarebbe un'impresa che impreziosirebbe ulteriormente una già fantastica carriera (e ha solo 23 anni).

Successo di Marius Lindvik, a Garmisch-Partenkirchen, nella seconda tappa della Tournée dei Quattro Trampolini, valida per il circuito di Coppa del Mondo.

Il norvegese, con 289.8 punti, ha prevalso sul tedesco Karl Geiger (285) e sul polacco Dawid Kubacki (284). Quarto il giapponese Ryoyu Kobayashi (282.1) il quale ha visto sfumare la possibilità di diventare il primo atleta a conquistare due vittorie consecutive sul trampolino bavarese.

Gara spettacolare, svoltasi con la formula "head to head": 25 sfide ad eliminazione diretta, con abbinamenti sanciti dai risultati delle qualificazioni di martedì, hanno determinato i 30 atleti ammessi al salto finale (i 25 vincitori più i cinque che hanno fatto segnare le migliori misure).

In quinta posizione l'altro giapponese Daiki Ito (273.4), davanti all'austriaco Huber, al tedesco Schmid e al ceco Koudelka. Completano la top ten il norvegese Forfang ed il tedesco Eisenbichler.

Eliminato dallo sloveno Peter Prevc l'azzurro Federico Cecon, che aveva strappato il pass per la gara finale grazie alla quarantasettesima posizione nelle qualifiche.

CLASSIFICA TOP 10

1° M.Lindvik (NOR) 289.8

2° K.Geiger (GER) 285

3° D.Kubacki (POL) 284

4 R. Kobayashi (JPN) 282.1

5° D.Ito (JPN) 273.4

6°D.Huber (AUT) 272.1

7°C. Schmid (GER) 271.5

8° R. Koudelka (CZE) 267.3

9°  J. Forfang (NOR) 266.2

10° M. Eisenbicher (GER) 266.1

È un Tour de Ski davvero emozionante sia tra gli uomini che tra le donne. In Val di Fiemme, infatti, si arriverà con gli atleti molto vicini tra loro. Therese Johaug e Alexander Bolshunov si presenteranno alla prima delle ultime tre gare indossando il pettorale di leader della classifica, ma alle loro spalle la classifica è molto corta. Tra le donne abbiamo ben sei atlete in 51”, mentre tra gli uomini tre in 26”.

Iniziamo dalla classifica maschile, partendo dal fatto che nonostante una due giorni complicata, da Dobbiaco torna un Klæbo pienamente in corsa per la vittoria del Tour de Ski. Il norvegese è stato bravissimo nel limitare i danni nell’inseguimento, riuscendo così ad arrivare in Val di Fiemme a 26” da Bolshunov e 10” da Ustiugov, che è secondo a 16” dal connazionale. Klæbo è consapevole che, vincendo la sprint in classico, avrebbe un pesantissimo bonus di 60” che potrebbe fare la differenza. I due russi dovranno quindi difendersi bene nella sprint, su una pista che potrebbe però aiutare in particolare Bolshunov, in grado in classico di poter anche salire sul podio della sprint e limitare quindi i danni. Ben messi anche Golberg e Niskanen, staccati rispettivamente di 1’00” e 1’10”.

Per quanto riguarda gli italiani, il primo in classifica è Giandomenico Salvadori, 34° a 4’18”. L’azzurro punta alla top trenta e sicuramente il buon risultato odierno potrebbe dargli nuove motivazioni in vista della mass start in classico della Val di Fiemme.

Nella classifica a punti Johannes Klæbo è in testa con 54 punti davanti a Bolshunov che segue a 43 e Ustiugov terzo a 37. Pellegrino occupa la quarta piazza con 30 punti.

CLASSIFICA MASCHILE TOP 10
1° A. Bolshunov (RUS) 1:44’55”
2° S. Ustiugov (RUS) +16”
3° J. Klæbo (NOR) +26”
4° P. Golberg (NOR) +1’00”
5° I. Niskanen (FIN) +1’10”
6° M. Nyenget (NOR) +1’16”
7° H.C. Holund (NOR) +1’18”
8° A. Maltsev (RUS) +1’19”
9° S. Røthe (NOR) +1’22”
10° C. Halfvarsson (SWE) +1’36”
Gli italiani
34° G. Salvadori +4’18”
50° S. Zelger +6’07”
54° M. Abram +6’31”
57° F. Pellegrino +7’22”
63° M. Rastelli +8’28”

Per la classifica completa del Tour de Ski clicca qui
Per la classifica a punti clicca qui

Sorprendentemente emozionante il Tour de Ski femminile. Ci si aspettava che Johaug tornasse da Dobbiaco con un vantaggio già rassicurante, invece la campionessa del mondo è stata costretta a soffrire, vincendo di appena sette decimi la 10km in skating e perdendo in volata l’inseguimento in classico. Johaug guida, alla vigilia delle ultime tre gare, con 22” di vantaggio sulla coppia formata da una sorprendete Østberg e Nepryaeva. Probabilmente sarà decisivo il Cermis, dove Johaug farà sicuramente la differenza, ma attenzione ai bonus della sprint.

A 38” abbiamo invece Weng, che conferma di essere tornata su alti livelli, mentre quinta è Jacobsen. In gioco anche Ebba Andersson, che è sesta a 51”. Attenzione poi anche a Lampic, settima a 1’25”. Se si considera che mass start in classico e sprint in classico possono sorriderle, la slovena potrebbe arrivare alla vigilia del Cermis in una buonissima posizione di classifica, avvicinandosi anche alla top five. Solo decima una delusa Jessica Diggins, a 2’16” dalla vetta.

Per quanto riguarda l’Italia abbiamo la 27ª posizione di Anna Comarella a 4’42”. L’azzurra può fare sicuramente bene nella 10km in classico di venerdì, mentre resterà indietro nella sprint. Sulla salita del Cermis, però, siamo molto curiosi di vederla all’opera. La top 25 appare alla portata. Lucia Scardoni è invece 33ª a 5’56” alla vigilia di due gare, che sicuramente si sposano con le sue caratteristiche. La veneta punta molto sulla sprint in classico di sabato. Più indietro Brocard e Ganz, che sperano di ottenere un risultato positivo tra mass start in classico e Cermis.

Perfetta parità nella classifica a punti, che vede in testa Johaug e Lampic con 42, seguite da Jessica Diggins a 36 e Nepryaeva a 34.

CLASSIFICA FEMMINILE TOP 10
1ª T. Johaug (NOR) 1:22’05”
2ª I.F. Østberg (NOR) +22”
3ª N. Nepryaeva (RUS) +22”
4ª H. Weng (NOR) +38”
5ª A.U. Jacobsen (NOR) +50”
6ª E. Andersson (SWE) +51”
7ª A. Lampic (SLO) +1’25”
8ª T.U. Weng (NOR) +1’34”
9ª S. Maubet Bjornsen (USA) +2’09”
10ª J. Diggins (USA) +2’16”
Le italiane
27ª A. Comarella +4’42”
33ª L. Scardoni +5’56”
39ª E. Brocard +6’55”
44ª C. Ganz +7’43”

Per la classifica completa del Tour de Ski clicca qui
Per la classifica a punti clicca qui

Non poteva scegliere un modo migliore Alexander Bolshunov per festeggiare i suoi 23 anni, compiuti ieri. Il russo non ha risentito della festa con i compagni, della torta e del bicchiere di vodka artigianale fatta da suo papà, e si è così imposto con un’azione magnifica.

Bolshunov ha presto riagganciato il suo connazionale Ustiugov portandosi dietro Halfvarsson, si è messo a tirare nel corso di tutto il secondo giro, poi nel terzo è andato all’attacco e ha salutato la compagnia forte di spinte poderose, favorite da un fisico straordinario. Un’azione bellissima, pura potenza da far stropicciare gli occhi, se si considera che questo ragazzone ha appena compiuto 23 anni. Ustiugov ci ha provato, ma non ha assolutamente potuto seguirlo, mentre Halfvarsson ha rischiato addirittura di andare in crisi per tenere le ruote di Bolshunov nei primi due giri.

Non poteva scegliere un modo migliore il giovane russo per conquistare il suo primo successo in una tappa del Tour de Ski. Impressionante. Ustiugov riesce a prendersi il secondo posto, mentre Niskanen con un bel finale chiude 3°. Røthe è il primo dei norvegesi, soltanto in sesta posizione, mentre Klæbo con carattere e generosità strappa un bel decimo posto che gli permette di restare in corsa nel Tour de Ski.
Un sorriso anche per l’Italia con Salvadori, capace di recuperare diverse posizioni e ottenere un insperato trentesimo posto. Più indietro gli altri azzurri. 


LA CRONACA
Ustiugov parte in testa, forte del vantaggio accumulato nella 15km in skating. Alle sue spalle, a 22”, si forma un terzetto con Yakimushkin, Bolshunov e Halfvarsson, gli ultimi due partiti molto velocemente. Alle loro spalle inizia a tutta anche Holund che recupera diversi secondi. Il capoclassifica perde e viene presto riagganciato da uno scatenato Bolshunov, che si porta dietro Halfvarsson, mentre Holund insegue a qualche metro di distanza e Yakimushkin si stacca.

Al termine del primo giro Bolshunov passa già in testa, portandosi dietro Halvarsson e Ustiugov, con Holund a 6”. Niskanen recupera moltissimo ed è sesto a 24”, guidando un gruppetto di cinque atleti, facendo registrare un tempo simile a quello del russo in testa alla classifica. In rimonta anche un ottimo Klæbo, già 12° a 44”. Nelle retrovie inizia bene Salvadori, attorno alla 37ª posizione, a circa 9” dalla top trenta.

Bolshunov si mette a tirare il gruppo con una spinta impressionante, Halfvarsson e Ustiugov reggono, mentre Holund si stacca e va addirittura a 14”. Il gruppo Niskanen nel frattempo riaggancia Yakimushkin e vede sempre più vicino anche Holund, mentre Klæbo, insieme a Cologna, raggiunge Spitsov. In salita l’azione di Ustiugov appare molto più pesante, tanto che il russo è costretto ad aprire spesso uscendo dai binari, per cercare di reggere il ritmo impressionante di Bolshunov, del quale continua a tenere la scia un generosissimo Halfvarsson. Il russo è indemoniato, il suo connazionale Ustiugov inizia a perdere qualche metro ma sfrutta degli ottimi materiali per rientrare in discesa. Alle loro spalle Holund viene riagganciato, così dietro al terzetto di testa si forma un gruppetto di otto atleti, nel quale è presente anche il tedesco Boegl. 

A metà gara Bolshunov passa con Ustiugov agganciato e Halvarsson che in salita inizia ad accusare un po’ la fatica. Il gruppo inseguitore è a 35” e viene guidato proprio dal tedesco. Al suo interno ci sono anche Røthe e Niskanen, oltre a Holund. Non riescono più a guadagnare, invece, Cologna e Klæbo, staccati di un minuto dalla vetta in undicesima piazza. Nelle retrovie Salvadori viaggia attorno alla 35ª piazza, mentre gli altri azzurri sono più indietro.

Sulla salita che porta al rilevamento degli 8,8 km Bolshunov va all’attacco, impone un ritmo impossibile per chiunque e con un’azione fantastica stacca Ustiugov di 5” e Halfvarsson di 8”. Il primo gruppo inseguitore è ormai a 40”, mentre Cologna e Klæbo sono a 1’06”. Addirittura al termine del terzo giro, il vantaggio di Bolshunov passa a 18” su Ustiugov, mentre Halfvarsson viene riagganciato dal gruppone di Niskanen, dal quale si stacca Melnichenko. Klæbo continua a perdere secondi, è a 1’24”, attorno alla quindicesima piazza, in un gruppone di sette atleti. Salvadori intanto riesce a scalare posizioni, entrando in zona punti.

Bolshunov prosegue nella sua potente azione solitaria, ma Ustiugov non molla nulla e resta sotto i 18”, mentre Holund guida il gruppo inseguitore, seguito da Røthe, Maltsev, Niskanen, Halfvarsson, Boegl e Yakimushkin. Il capoclassifica russo appare stanco a metà dell’ultimo giro, le sue spinte sono un po’ meno potenti, ma non molla nulla e rilancia l’azione sempre a spinta. Ustiugov lo vede, si carica, non molla e accelera, tira fuori energie che non sembrava avere. È bellissimo vederli in azione, due campioni che riescono a consumare tutte le energie fino allo sfinimento, palesemente cotti ma con troppa voglia di arrivare al traguardo da vincitori.

Alle loro spalle arriva il prevedibile attacco di Niskanen, bravo a staccare i suoi compagni di avventura, andandosi a prendersi un meritato terzo posto. Sul rettilineo finale manca solo il tappeto rosso ad accogliere questo straordinario Bolshunov, autore di un’azione bellissima, che gli consente di vincere con 14” di vantaggio su un Ustiugov generosissimo nel resistere. Nel finale i due russi accusano molto lo sforzo fatto nei primi due terzi di gara, tanto che Niskanen recupera diversi secondi chiudendo a 25” dal vincitore, mentre Maltsev in volata regala alla Russia anche il quarto posto davanti a Halfvarsson. Røthe è il primo dei norvegesi, in sesta posizione. Da applausi il tedesco Boegl, che chiude ottavo.

Klæbo è bravissimo nel limitare i danni in una giornata difficile, si fa trainare per tutto l’ultimo giro dal gruppo di Cologna, recupera diversi secondi ai russi e in volata, come prevedibile, stampa tutti gli avversari chiudendo 10° a 57”. Il norvegese dimostra di essere un campione anche in questa maniera. Chissà che questi secondi mangiati nell’ultimo giro, possano tornargli poi utili nella classifica finale del Tour de Ski.

Più indietro, Salvadori resiste nel finale, nonostante la fatica, e si prende con generosità il trentesimo posto, che gli vale un prezioso punto. Non male per un atleta partito 40°. Un po’ di respiro per l’Italia, che vede però davanti a sé tante nazioni OPA, se si considera, che la Germania ha due atleti nella top trenta, uno nei dieci, la Francia addirittura cinque, seppur a seguito di una giornata complicata per i transalpini, che erano stati splendidi protagonisti ieri in skating. Insomma per l’Italia c’è tanto da lavorare.

CLASSIFICA FINALE
1° A. Bolshunov (RUS) 38’14.9
2° S. Ustiugov (RUS) +13.7
3° I. Niskanen (FIN) +24.8
4° A. Maltsev (RUS) +29.2
5° C. Halfvarsson (SWE) +29.6
6° S. Roethe (NOR) +29.8
7° H.C. Holund (NOR) +30.7
8° L. Boegl (GER) +47.9
9° I. Yakimushkin (RUS) +55.9
10° J. Klæbo (NOR) +57.2
Gli italiani
30° G. Salvadori +2’40.1
55° S. Zelger +5’00.0
58° M. Rastelli +5’09.3
59° M. Abram +5’10.5
69° F. Pellegrino +6’46.1

Per la classifica completa clicca qui

Dopo sette vittorie consecutive nelle distance arriva la sconfitta per Therese Johaug, ma forse quella che fa meno male, perché arrivata per mano di Østberg. La detentrice della Coppa del Mondo, rientrata alle gare soltanto in questo Tour de Ski, è riuscita a battere la connazionale nell'inseguimento in classico di Dobbiaco con una splendida volata finale, dopo aver resistito ai suoi attacchi sull’ultima salita. Forse non è la miglior Johaug quella che stiamo vedendo al Tour de Ski, ma Østberg sta facendo veramente una bella impressione, dimostrando nuovamente di essere un atleta di grande valore. Johaug ha comunque dato tutto per vincere, come dimostra anche il verbal warning che le è stato rifilato per aver utilizzato per violazione della tecnica.

In terza piazza Heidi Weng, ancora una volta molto furba e, a giudicare la buona riuscita della sua tattica, brava nel far tirare le altre, per poi beffarle, come già accaduto nella mass start, nella volata finale. Un peccato per Nepryaeva, autrice di una bellissima gara ma rimasta giù dal podio proprio negli ultimi metri. La russa avrebbe meritato di più per la condotta di gara, visto che non è mai stata aiutata nel corso dei 10km di inseguimento. In quinta e sesta piazza Jacobsen e Andersson, anche quest'ultima costretta a tirare per buona parte della gara senza mai ricevere un cambio da Weng. Da applausi ancora una volta Lampic, capace di chiudere al settimo posto, confermandosi a un ottimo livello anche nelle distance. Alle sue spalle una Stadlober in crescita e la tedesca Hennig, che fanno sorridere le nazioni dell'OPA. Strappa una top ten anche Kalla.

Per l'Italia un piccolo sorriso arriva da Anna Comarella, capace di entrare in zona punti con un 29° posto finale. La veneta ha disputato una gara molto generosa, partita dalla 33ª posizione, ha sempre tirato il gruppetto con cui si trovava, riuscendo così a riagganciare diverse atlete nel corso della gara. Nel finale, però, la poliziotta azzurra ne ha risentito, perdendo qualcosina nel corso dell'ultimo giro. Purtroppo molto lontane dalla zona punti tutte le altre italiane al via

LA CRONACA
Johaug e Østberg partono insieme dopo l’emozionante finale della 10km in skating, non facendo subito degli alti ritmi. Alle loro spalle la coppia formata da Andersson e Heidi Weng, con la svedese a tirare per cercare di ricucire rispetto alle capoclassifica.
Le due leader della classifica aumentano il proprio ritmo, si scontrano involontariamente sullo scollinamento, con Østberg che termina a terra, ma riescono comunque a guadagnare secondi sulle inseguitrici. Le norvegesi collaborano, mentre alle loro spalle Weng non dà mai il cambio a Ebba Andersson, così come in quinta e sesta posizione, Jacobsen non aiuta Nepryaeva. Non a caso dopo tre chilometri il vantaggio è già di 20” sulla coppia inseguitrice, nel frattempo raggiunta da Nepryaeva e Jacobsen, grazie alla splendida azione della russa. Nelle retrovie è buona l’azione di Comarella, partita 33ª, che si porta in 27ª posizione, tirando un gruppetto composto da cinque atlete.

Mentre Johaug e Østberg proseguono in testa a metà gara, Andersson si stufa della compagnia di Weng e prova a staccarsi, ma alle sue spalle si è forma un bel terzetto, nel quale Jacobsen mostra una discreta condizione. Quest’ultima aggancia la svedese, mentre Weng e Nepryaeva rimangono leggermente staccate. Si passa per l’ultima volta nello stadio. In salita Johaug sembra avere qualcosa in più, mentre Jacobsen stacca leggermente Andersson, ma con loro rientrano anche Nepryaeva e Weng. Un minuto più indietro si forma un gruppone di otto atlete, guidato da Lampic e Hennig, nel quale sono presenti anche le statunitensi Maubet Bjornsen e Diggins, non in grande giornata. Attorno alla venticinquesima piazza buona l’azione ci Comarella, che riaggancia il gruppo formato da Roennlund, Lundgren e Caldwell.

Sul rettilineo finale Østberg  ha qualcosa in più, Johaug lo sa, è consapevole di dover provare a staccarla prima, senza portarsela fino all’arrivo, se vuole vincere. Dietro di loro è bellissima l’azione di Nepryaeva, che si mette a tirare quello che è nuovamente tornato un quartetto. Sull’ultima salita Johaug, come prevedibile, va all'attacco, prende qualche metro di vantaggio su Østberg, ma quest’ultima in dicesca è più veloce, riesce a rientrare e sul rettilineo finale stampa Johaug portandosi a casa una vittoria bellissima dopo tutte le difficoltà avute in questo inizio stagione. Alle loro spalle è volata finale per il terzo posto, che va ancora una volta a Weng, la quale dopo aver succhiato le ruote per tutta la gara, beffa Nepryaeva, Jacobsen e Andersson. Un minuto dopo arriva un gruppone di sei atlete nel quale Lampic riesce a prendersi la settima piazza in volata. In difficoltà, invece, le statunitensi, in particolare Diggins, soltanto 14ª.

Nel finale, invece, Anna Comarella perde contatto con il gruppetto da lei stessa trainato per buona parte della gara, chiudendo al 29° posto. Pochi punti, ma sicuramente un atteggiamento che fa ben sperare.

CLASSIFICA FINALE TOP 10
1ª I.F. Østberg (NOR) 26'51.5
2ª T. Johaug (NOR) +0.4
3ª H. Weng (NOR) +27.2
4ª N. Nepryaeva (RUS) +27.3
5ª A.U. Jacobsen (NOR) +27.7
6ª E. Andersson (SWE) +28.1
7ª A. Lampic (SLO) +1'29.4
8ª T. Stadlober (AUT) +1'29.8
9ª K. Hennig (GER) +1'30.1
10ª C. Kalla (SWE) +1'30.6

Le italiane
29ª A. Comarella +3'09.0
37ª L. Scardoni +3'48.6
44ª E. Brocard +4'47.9
46ª C. Ganz +4'51.8

Per la classifica completa clicca qui

Ai sorrisi dei russi per la bellissima tripletta di Dobbiaco, fa da contraltare la grande delusione di Klæbo, amareggiato per il 17° posto della 15km in skating odierna.
Il norvegese pensa che il ritardo accumulato oggi, portandolo a 37” dal vertice della classifica del Tour de Ski, lo tagli di fatto fuori dalla vittoria: «Non ho altro da dire al riguardo, non credo ci sia la possibilità di vincere il Tour de Ski – ha affermato Klæbo a NRK – non ho molto da fare. Oggi è solo stata una giornata negativa, certamente non avevo lo sci migliore ma gli skiman hanno fatto tutto il possibile. Fisicamente mi sento bene e sento di poter andare veloce, quindi non ho una risposta per giustificare quanto accaduto oggi».

I russi però non credono affatto alle sue parole. «Penso che Johannes stia solo cercando di distogliere l’attenzione da sé stesso – ha affermato Ustiugovvuole togliersi un po’ di pressione di dosso. È un grande atleta e ha già vinto lo scorso anno. È difficile dire cosa accadrà sulla salita del Cermis, perché non siamo nemmeno a metà tour, visto che ci sono altre quattro gare». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Bolshunov: «Se Klæbo ritenesse veramente di non avere più possibilità di vincere, abbandonerebbe il Tour de Ski già oggi e tornerebbe a casa. Non lo farà».

Bolshunov, che oggi compie 23 anni, ha poi scherzato un po’: «Cosa consiglio a Klæbo per risollevarsi dalla delusione di oggi? Può venire in albergo da noi stasera e mangiare la mia torta di compleanno. Posso pure offrigli la vodka fatta in casa da mio papà».

Top