Redazione

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Sorride ai colori azzurri la sprint in tecnica classica di Campra, terza tappa della OPA Cup 19\20 dopo Pokljuka e St. Ulrich.

Italia protagonista assoluta in terra Svizzera con 4 azzurre nelle prime 5 posizioni senior e il successo di Ilaria Debertolis davanti alla tedesca Anne Winkler. Debertolis, terza nelle qualificazioni alle spalle di Greta Laurent e della stessa Winkler, si impone in finale con il tempo di 3:32.62, beffando la tedesca (+0.11). Completa il podio Greta Laurent, a 1.93. Italiane anche la quarta e quinta piazza con Francesca Franchi (+6.76) e Cristina Pittin (+8.38), sesta la francese Quintin. Nella top ten anche Sara Pellegrini che chiude nona.

Classifica finale Senior:

1^ I.Debertolis (ITA) 3:32.62

2^A. Wikkler (GER) +0.11

3^ G. Laurent (ITA) +1.93

4^ F. Franchi (ITA) +6.76

5^ C. Pittin (ITA) +8.38

6^ L. Quintin (FRA) +12.66

Le altre italiane:

9^ S. Pellegrini

13^ A. Canclini

15^ M. Bellini

19^E. Antoniol

32^ M.Patscheider

34^ L. Colombo

QUI LA CLASSIFICA COMPLETA

 

Anche nella categoria Junior l'Italia può fare festa. Nicole Monsorno detta legge fin dalle qualificazioni e fa sua la finale lasciando gli ultimi due gradini del podio alle tedesche Lisa Lohmann e Jessica Loeschke.

Tris svizzero in quarta, quinta e sesta posizione (Kaelin, Wigger, Lozza) prima del settimo posto dell'azzurra Emilie Jeantet. Nona Martina Di Centa, 13^Francesca Cassola, 14^ Valentina Maj-

Classifica finale Junior

1^ N. Monsorno (ITA)

2^  L. Lohmann (GER)

3^ J. Loeschke (GER)

4^ N.Kaelin (SVI)

5^ S. Wigger (SVI)

6^ A. Lozza (SVI)

Le altre italiane

7^E. Jeantet

9^M. Di Centa

10^A. Rossi

13^F. Cassol

14^V. Maj

32^F. Cola

33^ M. Boccardi

35^G. Cozzi

QUI LA CLASSIFICA COMPLETA

Hanno concluso la loro qualificazione al secondo posto Lucia Scardoni e Federico Pellegrino, che così hanno commentato la loro prestazione. La veneta è felice di aver confermato quanto di buono già fatto in qualificazione a Kuusamo, mentre il valdostano è impressionato dalla prestazione di Klæbo.

Lucia Scardoni: «La qualificazione è andata molto bene, puntavo a fare un bel tempo, perché questa è la gara dove riesco a esprimermi meglio. Dopo il primo posto in qualificazione a Kuusamo, ci tenevo a riconfermarmi. La scelta della batteria? Si è una batteria difficile, ma bisogna puntare in alto per fare un bel risultato. Il tracciato la conosco bene e mi piace».  

Federico Pellegrino: «È un contesto bellissimo, queste delle Val di Fiemme sono tra le piste più belle al mondo. Per quanto riguarda la gara, ora vedrò gli intertempi della qualificazione, ma sembra che come sempre Klæbo abbia fatto un gran finale. Vedremo cosa fare. Rassegnato? Non è facile non partire rassegnato dopo aver preso 6” ed essere secondo in qualificazione, vediamo. Io oggi devo fare il meglio che posso, poi vedremo alla fine quale sarà il risultato».

Impressionante quanto fatto da Klæbo questa mattina nella qualificazione alla sprint della Val di Fiemme. Avevamo scritto ieri che, oltre al bonus per l’eventuale vittoria, il norvegese avrebbe avuto bisogno di qualcosa di clamoroso in qualificazione per poter seriamente spaventare i russi nella corsa alla vittoria del Tour de Ski. Così ha fatto, il campione del mondo ha dominato la qualificazione con distacchi che non si vedevano da tanto tempo, mettendo quasi sei secondi tra sé e Pellegrino, splendido secondo classificato a 5”9.

Importantissimi, però, sono i secondi che Klæbo ha guadagnato su Ustiugov e Bolshunov, i suoi principali avversari nel Tour de Ski, rispettivamente 6”7 e 7”1. Pazzesco. Ora si, questo Tour de Ski è aperto a tutto e le possibilità di vederlo partire con il pettorale di leader sul Cermis sono altissime. A questo punto, soltanto con il secondo posto, Bolshunov resterebbe in testa in caso di vittoria di Klæbo oggi.

Applausi li merita l’azzurro Federico Pellegrino, che ha corso il Tour de Ski con il solo obiettivo di accontentare i suoi tanti tifosi e regalare una bellissima prestazione in Val di Fiemme. Il valdostano ha fatto un primo piccolo regalo alla sua gente con una bellissima prova e il secondo tempo finale, il primo degli umani. Molto positiva per l’Italia anche la prestazione di Maicol Rastelli, giunto settimo e in grado oggi di poter ottenere davvero un bel risultato. Qualificato pure Zelger, pari merito con Backscheider al 30° posto.

Sono riusciti a entrare nelle batterie finali tanti big, come Krüger, Røthe, Halfvarsson, Niskanen e Cologna.

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Inizia molto bene per l’Italia la sprint in classico della Val di Fiemme. Lucia Scardoni ha chiuso al secondo posto la qualificazione alla gara con un tempo di appena 48 centesimi più alto rispetto a Jessica Diggins, capace di far registrare il miglior tempo e apparsa molto determinata a fare una zampata in questo Tour de Ski. Una prestazione che fa ben sperare l’azzurra.

In terza posizione Jonna Sundling, che si conferma una delle svedesi più competitive in questo momento su ogni format. Quarta Bjornsen a sottolineare la bontà del lavoro svolto dai tecnici statunitensi.

Delle big in lotta per il Tour de Ski sono riuscite a qualificarsi tutte. Come da pronostico la migliore è stata Nepryaeva, che ha registrato il sesto tempo, ma Jacobsen ha chiuso con appena quattro centesimi in più. Ottima anche la prestazione di Johaug, decima a 3”41 e determinatissima a portare a casa il Tour de Ski. Hanno faticato di più le altre anche se sono tutte entrate: Østberg 16ª, Heidi Weng 18ª ed Ebba Andersson 27ª.

Per l’Italia è arrivata anche la qualificazione di Elisa Brocard con il 25° tempo, mentre piccola beffa per Anna Comarella, giunta 31ª e out per appena 17 centesimi. 

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Il regolamento del Tour de Ski l'ha costretto a gareggiare negli ultimi giorni per poter  regalare un bellissimo spettacolo ai tanti tifosi che raggiungeranno domani la Val di Fiemme per godersi la sprint in classico. Federico Pellegrino è pronto ad affrontare quello che per lui sarà l'ultimo sforzo, dopo aver cercato di risparmiare il più possibile energie nelle ultime gare.

«L’obiettivo di oggi era di stare nel gruppo dei migliori finché non facevo troppa fatica - ha affermato l'azzurro all'ufficio stampa della FIS - avevo a disposizione dei materiali nella media con il resto del gruppo, per questo ho scelto di non forzare in una gara non molto agevole per me. Ho terminato così la prova tranquillamente, provando già qualche punto decisivo per la sprint del sabato».

Il campione azzurro, forte della sua grande esperienza, ha studiato in maniera minuziosa il tracciato per giocarsi al meglio delle sue possibilità la sprint in classico di domani: «L’arrivo sarà ad alta velocità, non proprio adatto a me, quindi dovrò escogitare qualcosa. Le qualificazioni saranno fondamentali per studiare bene avversari e circuito; ci sarà una grande battaglia. Il tracciato è duro e questo mi piace, ma il traguardo finale arriverà dopo una discesa nella quale si acquisisce velocità. Quel tratto sarà molto critico per me, perché oggi russi e norvegesi, più longilinei di me, mi hanno spesso superato. Non parto battuto e cercherò anche di studiare qualcosa con i materiali per sopperire alle difficoltà finali».

Bellissimo e apertissimo come non mai il Tour de Ski 2019/20. Alla vigilia delle ultime due tappe, infatti, abbiamo tre atleti racchiusi nello spazio di appena 21”. La mass start in classico odierna ha permesso a Klæbo di recuperare ben 8” a Bolshunov, arrivando a 18” dal russo, e scavalcare addirittura Ustiugov, ora a 21” dal leader.

Tutto si giocherà nelle ultime due gare. Ovviamente Klæbo è consapevole di dover assolutamente calare tutte le sue migliori carte domani, vincendo la sprint in classico, che regalerà ben 60” di bonus. Una bella occasione per il norvegese, che spera di trovare alleati nel connazionale Paal Golberg e magari anche nell’azzurro Federico Pellegrino o lo stesso svedese Calle Halfvarsson, che potrebbero pure infilarsi tra lui e i russi. La sensazione, però, è che sulla pista fiemmese Bolshunov e Ustiugov, non certo due esempi di grande acume tattico, soprattutto quest’ultimo, possano comunque sfruttare la loro grande potenza di braccia per limitare i danni. Soprattutto Bolshunov che, a meno di prestazioni clamorose nella qualificazioni della mattina, potrebbe mantenere la vetta della classifica anche con un quarto posto finale se Klæbo dovesse vincere. Insomma, forse anche nella scelta delle batterie, dovrà essere molto intelligente e gareggiare innanzitutto con l’obiettivo di raggiungere la finale. Non va dimenticato che il neo ventitreenne è salito sul podio in ben cinque delle ultime sette sprint in classico, mancando la finale solo lo scorso anno a Drammen. Stesso obiettivo anche per Ustiugov, se si considera che il sesto prenderà 42”, quindi solo 18” in meno rispetto al vincitore, mentre il settimo dovrà accontentarsi di 32” di bonus. Un bel cambiamento.

Attenzione però anche all’inedita mass start del Cermis. Siamo sempre stati abituati a vedere questa gara come un inseguimento, con il primo costretto a iniziare la gara da solo e spendere molte energie già prima dell’imbocco della salita. Invece, la formula mass start potrebbe consentire all’atleta in testa alla classifica del Tour di risparmiare tante energie prima della salita, per arrivare quindi con più fiato all’ascesa finale. Quindi Ustiugov e Bolshunov sono favoriti rispetto a Klæbo, non c’è dubbio, ma forse meno rispetto a quanto si immagini.

Per quanto riguarda l'Italia c'è il ventiseiesimo posto attuale di Giandomenico Salvadori.

La classifica a punti è fin qui dominata da Klæbo, in testa con 66 punti, seguito da Bolshunov a 13 lunghezze e Retivykh con 43 punti. Pellegrino è quinto.

CLASSIFICA TOUR DE SKI TOP 10
1° A. Bolshunov (RUS) 2:24’39”
2° J. Klæbo (NOR) +18”
3° S. Ustiugov (RUS) +21”
4° S. Røthe (NOR) +1’27”
5° I. Niskanen (FIN) +1’32”
6° H.C. Holund (NOR) +1’34”
7° A. Maltsev (RUS) +1’45”
8° P. Golberg (NOR) +1’51”
9° D. Cologna (SUI) +1’57”
10° C. Halfvarsson (SWE) +2’00”
Gli italiani
26° G. Salvadori +5’05”
40° S. Zelger +7’54”
48° M. Abram +9’24”
50° F. Pellegrino +9’34”
54° M. Rastelli +11’50”

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E meno male che non ci credeva più. Klæbo, dopo le difficoltà delle durissime gare di Dobbiaco, ha ritrovato se stesso tornando nella comfort zone della tipica gara da sci di fondo moderno, imponendosi nella mass start in classico con una prova tatticamente magistrale, nella quale è riuscito, come fatto anche l’anno scorso con De Fabiani, a prendersi la vittoria grazie all’ottimo finale di gara. Senza rivali il norvegese nello sfruttare al meglio i propri materiali in discesa e arrivare sul rettilineo finale al doppio della velocità rispetto a Ustiugov e Bolshunov, stampandoli sul rettilineo finale.

La mass start in classico della Val di Fiemme, su una pista bellissima, è stata la tipica gara stile tappa del Giro d’Italia, quando ci si gioca tutto nella volata finale. Si vedono giochi di squadra, come quello dei norvegesi, che hanno tenuto ben protetto Klæbo fino all’ultima salita, grazie allo splendido lavoro di un Røthe quasi gregario, così come Holund, bravissimo nel sacrificarsi per aiutare il compagno di squadra nella volata che portava ai secondi di bonus. Bolshunov aveva già sottolineato in estate quanto i norvegesi siano bravi a gareggiare come squadra seppur in uno sport individuale come il fondo e in Val di Fiemme se ne è avuta l’ennesima dimostrazione.

Tutto stava nel far arrivare Klæbo nella miglior posizione possibile e in possesso di tante energie all’imbocco dell’ultima salita, il resto l’avrebbe fatto la classe immensa del norvegese, che in queste situazioni non ha rivali. Si è messo tutto a sinistra in salita per per guadagnare metri, ha scollinato volontariamente alle spalle di Ustiugov per sfruttarne poi la scia in discesa e, una volta giunto sul lungo rettilineo finale, ha utilizzato al meglio i suoi sci e la maggior velocità derivata dall'ottima conduzione della discesa conclusa, con una curva pennellata da discesista, sverniciando Ustiugov e Bolshunov. Una vittoria e un gesto tecnico da grande campione.

Alle loro spalle, in quarta piazza Larkov, staccato di 4”, mentre gli altri sono giunti già oltre i 10” con un Røthe da applausi al quinto posto e un ottimo Cologna sesto.  Nella top ten anche Halfvarsson e Niskanen, forse quest’ultimo un po’ deluso. Da segnalare l’ottima sedicesima posizione di Altimiras, l’andorrano capace di giungere sedicesimo.

Buona prestazione per Salvadori, giunto 19° al termine di una gara condotta benissimo, sempre nel gruppo di testa, fino all’ultimo giro. L’azzurro ha perso la volata finale con Yakimushkin e Gaillard, ma le sue ultime due gare sono un bel segnale per tutta la squadra azzurra. Fuori dalla zona punti gli altri azzurri in gara, con Pellegrino che ha risparmiato energie in vista della sprint di domani.  

CRONACA    
Klæbo accelera subito per prendersi punti importanti per la classifica a punti, guadagnando 4” su Bolshunov, che però recupera subito insieme a tutto il gruppone. Al terzo chilometro Rastelli si mette in testa al gruppo a tirare, seguito da Halfvarsson, Burman e Cologna. Gli svedesi hanno ottimi materiali e al quinto chilometro, termine del secondo giro, sono proprio loro a passare in testa, mentre Rastelli si mette a metà gruppo a riprendere respiro. I russi per ora si tengono coperti per mantenere energie, con Ustiugov che marca stretto Klæbo.

Qualcuno inizia a staccarsi al termine del terzo giro, ma i ritmi si alzano soltanto verso il traguardo degli 8,4km che porta secondi di bonus. È Holund ad accendere la contesa con una bella accelerata che gli permette di mettere qualche metro tra sé e gli altri. A inseguirlo è Bolshunov, ma ovviamente sulla salita è Klæbo a dare una bella scossa e prendersi 15” di bonus d’oro, recuperando ben 7” al russo, beffato da Røthe e Krüger. La Norvegia quindi mette subito in campo l’artiglieria pesante, mentre Ustiugov appare guardingo. Il ritmo si alza e nelle prime posizioni si vedono anche Pellegrino e Salvadori.

Prende la testa Niskanen, poi al termine del quarto giro transita un gruppone trainato da Røthe, Bolshunov e Cologna, nel quale ci soono anche Pellegrino e Salvadori. Zelger non è distante dalla 30ª piazza, mentre Rastelli e Abram si staccano. I tanti tifosi di Cologna sono ben felici di vedere lo svizzero tra i più attivi nelle posizioni di testa, grazie anche a ottimi materiali. Pellegrino nel frattempo si stacca dal gruppo dei migliori, al quale resta invece attaccato Salvadori. Nessuno va all’attacco per primo, in testa c’è un gruppone con circa una ventina di atleti.

Inizia l’ultimo giro con Bolshunov in testa, seguito da un gruppo allungato di ventidue atleti. In molti iniziano però a staccarsi, tra i quali anche il buonissimo Salvadori.  Dopo essere rimasto nascosto per tutta la gara, è Ustiugov il primo ad andare all’attacco con delle spinte poderose in salita, seguito da Bolshunov e Larkov. Klæbo però li segue da vicino, trainato da Røthe, mentre va in difficoltà Niskanen. Ustiugov arriva in testa all’imbocco dell’ultima salita, mentre Klæbo si tiene coperto ma accelera come previsto sulla salita finale, come fosse una sprint. La sfida è bellissima, il norvegese ha ottima tenuta, ma lascia che sia Ustiugov a scollinare in testa restando fuori dai binari. È una sprint e tatticamente i russi non possono nulla, vengono portati a lezione da un Klæbo in possesso di un gran materiale, che in discesa pennella lo sci con traiettorie che gli altri nemmeno conoscono, esce dalla curva meglio degli altri e sul rettilineo finale, come prevedibile, si prende la vittoria davanti a Ustiugov e Bolshunov.

Salvadori, persa la volata finale con Yakimushkin e Gaillard, chiude in un’ottima 19ª posizione, suo miglior risultato in stagione.

CLASSIFICA FINALE
1° J. Klæbo (NOR) 39’51.0
2° S. Ustiugov (RUS) +0.7
3° A. Bolshunov (RUS) +1.0
4° A. Larkov (RUS) +4.4
5° S. Røthe (NOR) +10.2
6° D. Cologna (SUI) +11.0
7° D. Spitsov (RUS) +13.7
8° H. Holund (NOR) +15.8
9° C. Halfvarsson (SWE) +18.1
10° I. Niskanen (FIN) +18.4
Gli italiani
19° G. Salvadori +40.6
37° S. Zelger +1’40.5
43° F. Pellegrino +2’05.8
49° M. Abram +2’46.0
53° M. Rastelli +3’15.0

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Mantiene la vetta della classifica Therese Johaug, anche dopo una 15km in classico poco positiva per lei. La classifica, però, alla vigilia delle ultime due gare, è davvero corta e il Cermis sarà decisivo più che mai

Johaug ha visto ridursi a 19” il proprio vantaggio su Østberg, che le ha recuperato qualcosa grazie al traguardo volante del sesto chilometro. Nepryaeva, nonostante la giornata negativa, è a 32”, Jacobsen a 33”, Andersson a 38” e Heidi Weng a 49”. Sono in sei, quindi, in gioco per la vittoria del Tour de Ski, soprattutto considerando che la sprint in classico di domani potrebbe avvantaggiare Nepryaeva, vista anche l’assenza di tante sprinter. Attenzione, però, anche a Østberg andata in crescendo di condizione rispetto alle prime gare.

Insomma Johaug avrà bisogno di fare qualcosa in più del solito domani nella sprint, anche se il Cermis dell'ultima tappa sembra fatto su misura per lei.

La prima italiana in classifica è Anna Comarella in 24ª posizione a 5’55” dalla vetta. La veneta perderà domani nella sprint, ma attenzione a ciò che potrà fare sul Cermis. 32ª posizione per Lucia Scardoni, che punta tanto sulla sprint di domani, mentre Brocard è 36ª.
Nella classifica a punti comanda ora Nepryaeva davanti a Johaug e Lampic.

CLASSIFICA TOUR DE SKI FEMMINILE
1ª T. Johaug (NOR) 1:51’14”
2ª I.F. Østberg (NOR) +19”
3ª N. Nepryaeva (RUS) +32”
4ª A.U. Jacobsen (NOR) +33”
5ª E. Andersson (SWE) +38”
6ª H. Weng (NOR) +49”
7ª T.U. Weng (NOR) +1’57”
8ª K. Hennig (GER) +2’12”
9ª S. Maubet Bjornsen (USA) +2’22”
10ª A. Lampic (SLO) +2’30”
Le italiane
24ª A. Comarella +5’55”
32ª L. Scardoni +8’23”
36ª E. Brocard +9’30”

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