Redazione

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Un altro acuto di Clemens Leitner. Vincere sta diventando una piacevole consuetudine in questo finale di stagione per il 21enne austriaco, che sul trampolino HS 130 di Lahti (Finlandia) ha concesso il bis dopo il primo posto di ieri, centrando peraltro il terzo successo consecutivo nel circuito di Continental Cup, considerando anche la vittoria della scorsa settimana a Rena. 

Alle sue spalle si sono posizionati lo sloveno Lovro Kos e il polacco Pawel Wasek, che hanno agguantato un podio prezioso, soprattutto per quanto concerne il terzo classificato, ieri "soltanto" nono in gara-1.

Dalla quarta alla decima piazza troviamo, nell'ordine, Bor Pavlovcic (Slovenia), Yuken Iwasa (Giappone), Jarkko Maatta (Finlandia), Ulrich Wohlgennant (Austria), Moritz Baer (Germania), Shohei Tochimoto (Giappone) e Stefan Hula (Austria).

Nella top 30 l'azzurro Alex Insam (29°), mentre non ha superato per un soffio il "taglio" al termine del primo round Federico Cecon (31°).

Eliminati dopo la prima serie di salti anche il norvegese Adrian Thon Gundersrud, il tedesco Felix Hoffmann, i russi Ilmir Hazetdinov e Vadim Shishkin, il ceco Frantisek Holik, l'estone Kevin Maltsev, il finlandese Andreas Alamommo, il canadese Nigel Lauchlan e il polacco Arkadiusz Jojko.

Come già verificatosi ieri in gara-1, non si sono presentati al via gli atleti turchi Muhammet Irfan CintimarFatih Arda Ipcioglu e Muhammed Ali Bedir. Squalificato nella seconda tornata il norvegese Iver Olaussen.

La gara si è disputata sotto un cielo parzialmente velato da nubi e una temperatura esterna pari a quattro gradi centigradi.

CLASSIFICA FINALE

1. C. Leitner (AUT) 264.0 punti

2. L. Kos (SLO) 241.6 punti

3. P. Wasek (POL) 236.1 punti

4. B. Pavlovcic (SLO) 234.6 punti  

5. Y. Iwasa (JAP) 228.1 punti

6. J. Maatta (FIN) 228.0 punti

7. U. Wohlgennant (AUT) 227.4 punti

8. M. Baer (GER) 223.2 punti

9. S. Tochimoto (JAP) 221.0 punti

10. S. Hula (POL) 219.6 punti

Gli italiani

29. A. Insam 157.3 punti

31. F. Cecon 77.7 punti

Norvegia in carrozza nella staffetta maschile, ma che bella la Giovane Italia. Christiansen, Dale ed i Bø confezionano la gara perfetta e di fatto senza suspense, complici le difficoltà vissute dalla Francia sin dal via, salendo sul gradino più alto del podio della staffetta maschile di Nove Mesto davanti all'Ucraina e alla Svezia, con la Russia a cedere solo nel finale la terza piazza del podio, seguita dalla Germania e dall'Italia dei debuttanti.

Un sesto posto davvero prezioso, quello del quartetto azzurro lanciato da Thomas Bormolini seguito da Tommaso Giacomel, Dominik Windisch e Didier Bionaz. Quattro alfieri che con una sontuosa prestazione al tiro (sole 5 ricariche utilizzate) si sono tenuti costantemente a ridosso del podio, pur mettendo in campo i due "2000" Giacomel e Bionaz, ancora una volta pronti a rispondere presente e a dimostrarsi all'altezza della situazione, al pari della sprint di venerdì.

Un sesto posto pieno di risposte positive, perchè - forse - lo slancio dei giovani ha rivitalizzato un Windisch autore della migliore performance stagionale: tutti promossi e con ottimi voti quindi per un'Italia che a Nove Mesto ha visto e conosciuto il proprio futuro. 

 

La cronaca della Gara

Norvegia e Svezia sono le due formazioni che affrontano maggiormente di petto la prima frazione. Vetle Christiansen nel secondo e nel terzo giro innesta le marce alte sugli sci e anche se lo svedese Samuelsson mette in campo un poligono in piedi da paura, riesce a chiudere il buco nonostante la ricarica utilizzata per presentarsi al cambio davanti a tutti insieme al "cugino" scandinavo. Con loro anche una sorprendente Bielorussia sospinta da Smolski, quarto posto per l'Ucraina, seguita da Germania e Russia.

Thomas Bormolini è molto buon interprete di una prima frazione chiusa al nono posto con 24" di ritardo dai leader, dopo due sessioni di tiro che l'hanno visto impiegare solo 2 ricariche in piedi per dare il cambio a Tommaso Giacomel insieme a Repubblica Ceca ed Estonia.

Il secondo poligono a terra Jesper Nelin è il più lesto e preciso e se esce per primo dalla piazzola, lasciando sul posto il bielorusso Bocharnikov ed il norvegese Dale, suoi compagni nel primo giro ed entrambi sorpassati dall'ucraino Semenov

In casa Italia il diciannovenne trentino che venerdì ha sorpreso tutti nel giorno del debutto sul massimo palcoscenico è ancora protagonista di un bel poligono, manca il primo bersaglio ma poi è preciso e rapido, anche con la ricarica ed esce sesto, in compagnia del ceco Moravec. Nel giro di mezzo Nelin allunga sensibilmente ma poi perde la bussola al tiro e incappa in 4 errori con conseguente giro di penalità. Si spalanca così la porta per il fresco campione europeo Bocharnikov che porta la Bielorussia in testa con Semenov e Dale, subito pronto ad imprimere il forcing.

Il quarto ad uscire dal poligono è un ancora eccellente Giacomel, capace di ripetere il poligono esemplare del giorno precedente (5/5 in 18") per tenere il passo dei migliori, salvo poi cedere qualche posizione nel giro finale, arrivando comunque in zona cambio settimo a 27"3 da Dale. Tra Norvegia ed Italia in rapida successione ecco Bielorussia, Ucraina, Repubblica Ceca, Estonia e Svezia: i russi sono ottavi, la Germania paga quasi un minuto, la Francia è ormai fuori dai giochi, con due minuti di ritardo di penalità a gravare su Jacquelin che non ha impiegato una terza ricarica nel poligono in piedi.

Tarjei Bø fa il vuoto, sia sugli sci che al tiro. Ma dietro la situazione è estremamente fluida, con diversi outsider a fare compagnia ai padroni di casa della Repubblica Ceca e ad un Dominik Windisch autorevole nel poligono a terra. La situazione si fa interessante, anche se dietro Arnd Peiffer suona la riscossa della Germania.

In piedi Bø insegue la velocità e chiude la pratica con una ricarica, ma dietro di lui arriva l'urlo di Dominik Windisch, perfetto in entrambi i poligoni, per mettersi all'inseguimento del norvegese insieme al bielorusso Labastau. Crolla la Repubblica Ceca che si becca tre giri, quindi alle spalle dell'azzurro ci sono Ucraina, Svezia e ad una quindicina di secondi Russia e Germania

L'ultimo cambio vede i fratelli Bø passarsi il testimone con 42" di margine sull'Italia, di fatto ripresa dallo scatenato Peiffer che ricompattato il gruppo inseguitore che comprende anche Bielorussia, Svezia e Russia. Un brillante Windisch lancia dunque verso il finale l'altro junior di casa azzurra, Didier Bionaz.

Con JTB costretto a soffrire di solitudine là davanti, il sestetto alle sue spalle si sfilaccia al poligono a terra (una ricarica per Bionaz, Doll e Ponsiluoma) mentre in piedi a perdere il treno sono il giovane italiano (ancora una ricarica) che mette però in ghiaccio il sesto posto visto il giro del bielorusso Yaliotnau. Il gioco del podio vede Pidruchnyi prendere l'iniziativa e andare così a chiudere per il secondo posto; dietro di lui Ponsiluoma si sbarazza del più giovane Khalili per il terzo posto, con Doll che non riesce nella rimonta "alla Herrmann"; quinto. E poi c'è la Giovane Italia.

Settima staffetta stagionale e settima vittoria norvegese: a Nove Mesto Knotten - Lien - Tandrevold  - Eckhoff non fanno sentire più di tanto la mancanza di Marte Roiseland e si confermano prima forza incontrastata del settore femminile, con Eckhoff che nel finale ritrova le sensazioni del momento migliore dell'inverno e nel poligono conclusivo infila un 5/5 che significa successo. Piazza d'onore per la Francia di Simon - Braisaz - Chevalier - Bescond mentre sul terzo gradino del podio sale la Germania di Denise Herrmann che in ultima frazione ripara al tentativo di boicottaggio di Franziska Preuss sverniciando nell'ultimo chilometro Ucraina e Russia; quarta e quinta.

Sesto posto - miglior risultato stagionale - per il quartetto azzurro, al comando con Lisa Vittozzi in prima frazione, tenuto a galla da Federica Sanfilippo e Michela Carrara (buona prestazione al poligono) nei due segmenti centrali, con Dorothea Wierer a chiudere.

 

La cronaca della gara

Ancora una volta in prima frazione Lisa Vittozzi è la prima a presentarsi in zona cambio. Nel suo cammino la sappadina fa uso di tre ricariche, due a terra ed una in piedi, ma la velocità di esecuzione - specie nella seconda sessione di tiro - fa la differenza e le consente di scavare un già significativo margine, per lanciare Federica Sanfilippo con 10"7 sulla Russia, 11"3 sull'Ucraina, 18"3 sulla Francia e una trentina di secondi sulla Polonia, appaiata a Svezia (in formazione rimaneggiata) e Norvegia, leggermente più attardate Germania e Repubblica Ceca.

Il vento continua a dare fastidio e a salire in cattedra è ora l'esperienza dell'ucraina Yulia Dzhima che con due ricariche complessive prende la testa presentandosi in zona cambio con un margine di una decina di secondi sulla coppia Svezia - Polonia, con la Germania quarta a 20"7 e seguita a breve distanza da Russia (1 giro per Starykh), Norvegia, Francia (1 giro per Braisaz) e Repubblica Ceca (giro anche per Davidova). Nono posto a metà gara quindi per l'Italia: Sanfilippo nel suo cammino ha impiegato 4 ricariche per dare il cambio a Michela Carrara a 47" dalla vetta.

La terza frazione propone il momento chiave nel secondo poligono, quando Vali Semerenko si inceppa al tiro e con lei anche Franziska Preuss che si deve sobbarcare anche un giro di penalità. A mettere la freccia e prendere la leadership ci pensa così Ingrid Tandrevold che rilancia le quotazioni della Norvegia in una frazione che l'ha vista impiegare una sola ricarica. Nel giro conclusivo si forma così un terzetto che comprende anche la francese Chloe Chevalier e la stessa Semerenko, con la Russia di Kuklina quarta ad una dozzina di secondi e la Germania a 30" costretta a sperare in un numero di Denise Herrmann

In casa Italia Michela Carrara è notevolmente precisa (perfetta a terra, una ricarica in piedi) ma nel giro finale paga lo sforzo e si presenta in zona cambio con un ritardo di 1'25 dalle leader, ottava: tocca a Dorothea Wierer.

Nella frazione conclusiva Olena Pidrushyna a terra prende qualche metro di vantaggio grazie alla precisione al tiro mentre Eckhoff e Bescond ricorrono ad una ricarica, ma sono errori che non sembrano cambiare le cose, al moneto. Alle loro spalle due errori anche per Herrmann e Retzsova che restano ad una trentina di secondi di margine; un'errore anche per Wierer che esce dal poligono con 1'34.

Ma è in piedi che Tiril Eckhoff ritrova le sensazioni delle settimane d'oro e con un cinque su cinque allunga con Bescond (1 ricarica) in scia per andare a completare il settebello, mentre Pidrushna contro ogni pronostico si inceppa e con tre ricariche porge il fianco alla rimonta di Russia e Germania, con cui si giocherà il podio, corsa in cui però Herrmann - seppur staccata di una decina di secondi - pare onestamente fuori portata. Altre due ricariche per Wierer, destinata a giocarsi il sesto posto con la Svezia.

Sette su sette dunque per la Norvegia che anche senza Roiseland si conferma dominatrice assoluta, piazza d'onore per la Francia con Bescond che nulla ha potuto contro l'ultimo giro di Eckhoff, proprio come Pidrushna e Retzsova hanno dovuto inchinarsi di fronte allo strapotere sciistico di Herrmann che regala così il terzo posto alla Germania. Dietro ad Ucraina e Russia, sesto posto per Doro Wierer che tiene a bada Persson e chiude appena oltre i 2 minuti di ritardo.

Ancora Clemens Leitner. Dopo il successo conquistato una settimana fa a Rena (Norvegia), il ventunenne austriaco si è ripetuto sul trampolino HS 130 di Lahti, in Finlandia, dove ha centrato il primo posto nella gara disputatasi nel pomeriggio di oggi, sabato 7 marzo 2020, e valida per la Continental Cup di salto con gli sci.

Alle sue spalle si sono posizionati gli sloveni Lovro Kos Bor Pavlovcic, che hanno agguantato un podio che, di fatto, rispecchia l'andamento della giornata, nella quale Austria e Slovenia si sono spartite equamente la top ten (quattro atleti a testa nelle prime dieci posizioni).

Dalla quarta alla decima piazza troviamo, nell'ordine, Jan Hoerl (Austria), Rok Justin (Slovenia), Yuken Iwasa (Giappone), Ulrich Wohlgennant (Austria), Stefan Rainer (Austria), Pawel Wasek (Polonia) e Cene Prevc (Slovenia).

Nella top 30 i due italiani in gara: si tratta di Alex Insam (27°) e Federico Cecon (28°).

Eliminati dopo il primo round i tedeschi Justin Nietzel Felix Hoffmann, i russi Vadim Shishkin Ilmir Hazetdinov, il finlandese Andreas Alamommo, l’estone Kevin Maltsev, il polacco Arkadiusz Jojko, il ceco Frantisek Holik e il canadese Nigel Lauchlan.

Non si sono presentati al via gli atleti turchi Muhammet Irfan CintimarFatih Arda Ipcioglu e Muhammed Ali Bedir, mentre è stato squalificato per tuta irregolare il russo Mikhail Maksimochkin.

CLASSIFICA FINALE 

1. C. Leitner (AUT) 270.6 punti

2. L. Kos (SLO) 266.5 punti

3. B. Pavlovic (SLO) 262.1 punti

4. J. Hoerl (AUT) 260.1 punti   

5. R. Justin (SLO) 257.0 punti

6. Y. Iwasa (JAP) 253.8 punti

7. U. Wohlgennant (AUT) 253.3 punti

8. S. Rainer (AUT) 249.3 punti

9. P. Wasek (POL) 249.2 punti

10. C. Prevc (SLO) 248.7 punti

Gli italiani

27. A. Insam 210.5 punti

28. F. Cecon 209.4 punti

Raffaele Buzzi conquista il terzo gradino del podio nella gara di combinata nordica svoltasi a Lahti, appuntamento finlandese della Continental Cup.

Successo del tedesco Jakob Lange, quarto dopo la frazione di salto, davanti al norvegese Lars Buraas, 25° a metà gara ma protagonista della migliore prova nella pursuit. Velocissimo sugli sci anche l'azzurro Buzzi, diciottesimo a metà competizione.Completano la top five il norvegese Flatla e l'austriaco Gerstgraser.

Fuori dai primi dieci gli altri italiani in gara: 13° Lukas Runggaldier, 15° Manuel Maierhofer, 24° Giulio Bezzi.

Classifica finale TOP 10:

1 J. Lange (GER) 25:41.7

2° L. Buraas (NOR) +0:31.8

3° R. Buzzi (ITA) +0:34.4

4° K.M. Flatla (NOR) +0:35.8

5° P. Gerstgraser (AUT) +1:01.6

6° A. Skoglund (NOR) +1:03.4

7° M. Hahn (GER) +1:09.4

8° J. Moczarski (GER) +1:15.3

9° S. Mraz (AUT) +1:15.8

10° B. Loomis (USA) +1:17.7

Gli altri italiani:

13° L. Runggaldier +1:50.3

15° M. Maierhofer +2:19.9

24° G. Bezzi +3:07.9

QUI LA CLASSIFICA COMPLETA

Lisa Maria Spark, Rebecca Passler, Kristina Oberthaler. E' questo il podio della sprint femminile di Arber (Germania), gara valida per la IBU Cup Junior 19\20.

La tedesca chiude davanti a tutte con il tempo di 22:52.1 grazie ad una prova perfetta al poligono (zero errori e secondo range time generale) e veloce sugli sci (seconda alle spalle della polacca Jakiela, penalizzata dai tre errori e 14^). L'azzurra Rebecca Passler, settima nella super sprint del giorno precedente, chiude al secondo posto a 25.5 con un doppio zero al tiro. Nessun errore e terzo gradino del podio per l'austriaca Kristina Oberthaler (+33.0).

Non sufficientemente veloce nella prova sugli sci per conquistare il podio la svedese Joahnsson, quarta a 49.9. Quinta la tedesca Braun, poi l'altra italiana nella top ten: Hannah Auchentaller è sesta a 57.7 da Spark senza penalità (settimo range time assoluto). Nelle prime dieci anche la slovena Repinc, l'austriaca Gandler, la russa Goreeva e la tedesca Fruehwirt.

Diciottesima Samuela Comola (nessun errore al tiro, +1:39.8, sesto range time generale); 26^ (con Kaischeva e Boicaud) Beatrice Trabucchi (un errore, +2:20.7).

Classifica finale TOP 10:

1^ L. M. Spark (GER) 22:52.1 (0+0)

2^ R. Passler (ITA) +25.5 (0+0)

3^ K. Oberthlaler (AUT) +33.0 (0+0)

4^ T. Johansson (SWE) +49.9 (0+0)

5^ S. Braun (GER) +50.4 (0+1)

6^ H. Auchentaller (ITA) +57.7 (0+0)

7^ L. Repinc (SLO) +1:02.8 (0+0)

8^ A. Gandler (AUT) +1:03-3 (1+0)

9^ A. Goreeva (RUS) +1:11.0 (1+0)

10^ J. Fruehwirt (GER) +1:16.4 (0+1)

Le altre italiane:

18^ S. Comola +1:39.8 (0+0)

26^ B. Trabucchi +2:20.7 (0+1)

QUI LA CLASSIFICA COMPLETA

Oslo e l'intera Norvegia si inchinano ai piedi di Sua Maestà Jarl Magnus Riiber, vincitore dell'ultima gara stagionale del circuito di Coppa del Mondo di combinata nordica. Un'egemonia quasi totalmente incontrastata quella messa in atto in questi mesi dal fuoriclasse scandinavo, capace di finire 16 volte su 17 sul podio e di non lasciare praticamente spazio alla concorrenza.

In seconda posizione si è classificato il tedesco Fabian Riessle, che ha avuto la meglio in volata sul finlandese Ilkka Herola, miglior fondista dell'intera stagione di Coppa del Mondo, come recita la scritta sul suo pettorale. Indubbiamente, sul mancato sorpasso ai danni del portacolori della Germania ha pesato la fatica accumulata nella gambe da Herola, il quale ha condotto un'azione di rimonta dall'inizio alla fine dei dieci chilometri sugli sci stretti, non cedendo praticamente mai la testa del gruppo.

Quarta piazza per il nipponico Akito Watabe, seguito da Joergen Graabak (Norvegia), Eric Frenzel (Germania), Manuel Faisst (Germania), Espen Andersen (Norvegia), Ryota Yamamoto (Giappone) e Lukas Greiderer (Austria).

Centra l'ingresso in zona punti Alessandro Pittin (30°), mentre l'altro azzurro Samuel Costa recupera sei posizioni e termina la prova al 34° posto.

Termina così la stagione di Coppa del Mondo di combinata nordica, che non vivrà l'atto conclusivo delle finali di Schonach, cancellate ufficialmente dalla FIS per mancanza di neve nella località tedesca.

CLASSIFICA FINALE

1. J.M. Riiber (NOR) 23:59.9

2. F. Riessle (GER) +54.1

3. I. Herola (FIN) +54.8

4. A. Watabe (JAP) +1:08.0

5. J. Graabak (NOR) +1:10.1

6. E. Frenzel (GER) +1:13.4

7. M. Faisst (GER) +1:20.5

8. E. Andersen (NOR) +1:27.2

9. R. Yamamoto (JAP) +1:33.1

10. L. Greiderer (AUT) +1:36.3

Gli italiani

30. A. Pittin +3:11.6

34. S. Costa +3:57.9

È arrivata una bellissima medaglia di bronzo a chiudere un Mondiale Juniores e Under 23 che ha regalato tante soddisfazioni all’Italia. A conquistarla ci hanno pensato Anna Comarella, Simone Daprà, Martin Coradazzi e Francesca Franchi, in rigoroso ordine di frazione della staffetta mista azzurra. Una veneta, due trentini e un friulano, a confermare ancora una volta quanto siano diverse le località che stanno offrendo al fondo italiano elementi importanti.

Dopo i festeggiamenti abbiamo contattato i quattro azzurri per commentare la gara, trovandoli ovviamente felici e orgogliosi per il risultato ottenuto, in particolare perché arrivato con tutta la squadra. Come già fatto ieri, andiamo in rigoroso ordine di frazione, partendo da Anna Comarella, la quale con grande onestà e un po’ di autocritica ha voluto dare ampio merito ai compagni per il risultato ottenuto.

Le parole degli azzurri

Anna Comarella: «Sono molto contenta per il risultato di oggi, ma ci tengo tanto che scriviate quanto il merito non sia mio ma degli altri tre componenti della squadra. Non ho avuto problemi di materiali, forse giusto in discesa perdevo qualcosa, ma la realtà è che questa settimana purtroppo non è stata la migliore della mia stagione, non ero al top. Mi dispiace, mi sarebbe piaciuto dare di più alla squadra. Ringrazio, quindi, i miei compagni di staffetta perché grazie a loro è arrivato questo terzo posto. La schiena? Questa settimana mi sentivo bene, non mi spiego cosa sia accaduto perché credevo di essere in buone condizioni, ma alla fine ho disputato forse le gare peggiori della mia stagione. Oggi almeno è arrivato un risultato positivo che fa bene a tutti. I miei compagni sono stati bravissimi, io ho fatto quello che potevo. Il resto della stagione? È tutto un grande punto interrogativo, vista l’emergenza Coronavirus. Al momento non possiamo avere certezze sulle prossime gare».

Simone Daprà: «È una medaglia che per me vuole dire tanto. Alla vigilia del Mondiale mi ero posto delle grandi ambizioni. Ero riuscito in parte ad accontentarle con il buonissimo risultato nella mass start in skating, mentre ero stato in precedenza deluso dalla mia prova nella 15km in classico. Per noi è un risultato di squadra importante ed è bellissimo, sono felicissimo di averlo condiviso con gli altri compagni. Era la prima volta di questo format di gara nel Mondiale Under 23 e siamo arrivati terzi, ma soprattutto l’abbiamo fatto alle spalle di due nazioni dominanti come Norvegia e Russia. Ciò significa che il livello c’è ed è la cosa che più mi fa piacere. La mia gara? Sono partito con Brugger, lui ha imposto un ritmo forsennato, io l’ho tenuto un chilometro e mezzo poi mi sono staccato salendo con il mio passo, tenendo comunque a vista lui e lo svedese. Poi mi ha raggiunto Ardashev, ma andava il doppio di me e mi ha subito superato. In salita però lo vedevo lì e ho dato tutto me stesso per rientrare, perché era fondamentale dare il cambio a Martin con il gruppo. Ce l’ho fatta».

Martin Coradazzi: «È stata una cosa inaspettata. Era la prima staffetta mista nella storia dei Mondiali Under 23 e non sapevamo cosa aspettarci. Le cose si sono messe bene sin dall’inizio e quando è toccato a me eravamo lì con i primi. Ero consapevole di dover dare tutto, restare con la Germania e mettere margine sulla Svezia. Nel corso del primo giro mi sono messo in coda al gruppo perché nella staffetta junior di ieri mi ero reso conto che nel secondo giro si pativa molto. Quindi ho succhiato un po’ la scia e al secondo giro ho dato tutto, perché in una gara da 5km devi dare il massimo in poco tempo. Per me è stato un bel Mondiale, fondamentale anche mentalmente, perché a inizio stagione avevo avuto diverse difficoltà, ero sempre rallentato da una condizione che non arrivava. Ora mi sono sbloccato e mi sento molto bene. Certo, vista la situazione, speriamo di fare ancora qualche gara».

Francesca Franchi: «È stato bello. Non ho guardato la partenza di Anna, perché ero già troppo agitata. Poi ho visto che Dupri e Martin erano andati forte, stavamo con la Germania mentre la Svezia era leggermente più distante. Sulla linea di partenza, allora, io e Coletta (Rydzek) ci siamo dette di aiutarci per non far rientrare Moa Olsson, che era molto pericolosa. A bordo pista il tifo era elettrizzante, ho subito capito di averne così ho provato ad andar via immediatamente. Ce l’ho fatta e ho tenuto sempre il mio ritmo, guardando anche la russa davanti a me che sembrava sempre più vicina, anche se alla fine era comunque troppo distante per pensare di raggiungerla. Quando sono arrivata terza sul rettilineo finale è stato un momento veramente bellissimo. Non pensavo di tornare dal Mondiale con una medaglia. Ero partita sapendo di stare bene, e devo ammettere che avrei voluto fare qualcosina in più in tutte le gare, ma non ci sono riuscita. Purtroppo mi sono messa troppa pressione addosso e su questo dovrò lavorarci in futuro. Comunque oggi è arrivata questa bellissima medaglia, che mi ha ricordato l’argento che conquistammo nel 2017 con le ragazze negli Stati Uniti. È sicuramente il modo migliore di concludere tutto il percorso giovanile, anche perché al primo anno avevo vinto una medaglia in staffetta con Anna e ora si è chiuso vincendo sempre con lei. Proprio con Anna e Dupri ieri sera parlavamo del fatto che sarebbe stata la nostra ultima gara in una competizione iridata giovanile, siamo vecchietti (ride, ndr). Sono felice dei risultati che hanno ottenuto anche Cristina Pittin e Martina Bellini, è la conferma che abbiamo lavorato bene con Renato Pasini, con il quale ci troviamo benissimo. È un bravissimo allenatore, lo ringrazio e lo farò sempre per avermi insegnato tanto. Cristina e Martina sono due compagne molto toste, c’è una sana competitività tra noi e le ringrazio perché ci aiutiamo a vicenda e ci combattiamo. Questo ci fa andare più forte. A loro dico brave perché hanno fatto un grande Mondiale e sono migliorate tanto da questa estate. Stargli davanti non è facile. Le prossime gare? Non so, vediamo cosa accadrà nei prossimi giorni. Per il momento vado a casa e mi godo qualche bella giornata sugli sci nel mio Trentino»

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