Redazione

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Arriva una buona notizia per le casse della nazionale norvegese di fondo. È arrivato infatti il rinnovo dello sponsor principale, SpareBank 1, che, come riportato da NRK, porterà alla squadra norvegese 10milioni di corone norvegesi a stagione per i prossimi due anni (al cambio attuale circa 870mila euro). Un rinnovo a cifre di un terzo più basse rispetto al passato, visto che il contratto precedente prevedeva cinque milioni di corone in più.

Dopo una lunga trattativa e nella situazione attuale, che ha portato anche a diversi licenziamenti, la federazione norvegese può ritenersi soddisfatta, perché adesso sa di aver una base solida per organizzare il lavoro di programmazione della prossima stagione.

Ovviamente qualcosa cambia, perchè per esempio l’accordo precedente assicurava agli atleti delle squadre una cifra di 120mila corone (circa 10mila euro) per finanziarsi, cosa che decade. A questo punto, quindi, gli atleti dovranno autofinanziarsi attraverso degli sponsor personali. Una scelta però aiutata anche dall’accordo con SpareBank 1, che vedrà il suo marchio presente solo sul cappello e sulla fascia, ma non sulla tuta. L’atleta, quindi, avrà lo spazio per inserire degli sponsor personali e recuperare così la cifra persa.

Certo, in un periodo economicamente molto complicato, non sarà facile, ma vista la popolarità degli sciatori norvegesi, all’estero e in patria, crediamo che molti sapranno ugualmente sostenersi il prossimo anno. La federazione, nelle difficoltà, ha in qualche modo cercato di venire incontro ai propri atleti. 

Nel corso di un’intervista rilasciata a TV2, in Norvegia, Sjur Røthe, terzo nella classifica generale della Coppa del Mondo appena conclusa, ha parlato tanto dell’emergenza coronavirus e di quanto questa possa incidere sulla prossima stagione del fondo. Un po’ a sorpresa, però, l’atleta norvegese si è detto dubbioso circa il fatto che l’Italia possa organizzare gare di Coppa del Mondo, nonostante esse siano in programma soltanto a gennaio.

«Siamo al centro di una crisi globale scoppiata a causa del coronavirus – ha affermato Røthequindi è difficile oggi pensare alla prossima Coppa del Mondo. Al momento ci sono cose molto più importanti rispetto allo sport. Certo, mi auguro ovviamente che potremo gareggiare e che ci saranno tante gare anche il prossimo inverno, ma mi sembra difficile che si possa gareggiare in Italia. La maggior parte del Tour de Ski si svolge proprio in Italia, quindi non sarei sorpreso se il calendario dovesse cambiare».

Colpisce che Røthe, dopo aver parlato di crisi globale si sia concentrato solo sull’Italia, quando è ormai chiaro che in altre nazioni la situazione non è affatto migliore rispetto a quella del nostro paese. L’Italia, secondo la bozza del calendario, dovrebbe ospitare cinque gare del Tour de Ski: 5-6 gennaio 2021 a Dobbiaco; 8,9 e 11 gennaio 2021 in Val di Fiemme. Insomma mancano ben nove mesi, forse è un po’ prematuro metterle già oggi in dubbio. Inoltre ci colpisce che, pur definendo il problema globale, Røthe si sia riferito solo alle gare in programma nel nostro paese.

Peccato perché se si legge poi il resto dell’intervista, Røthe si è dimostrato molto sensibile al problema attuale, preoccupandosi soprattutto per gli altri: «Oggi lo sport è secondario, non penso a me stesso ma alle persone che lavorano attorno agli sport d’elite. Cosa accadrà alle persone che lavorano con noi? Torneranno a fare il proprio lavoro quando tutto sarà finito? La situazione in cui ci troviamo ora è abbastanza surreale e ho paura. Mentirei se dicessi qualcos’altro, perché non sappiamo quando e come andrà a finire». 

Siamo certi si sia trattato solo di un errore di superificailità e avrà modo di scusarsi quando il prossimo anno gareggerà in Val di Fiemme.

Mentre in Italia ci si allena a casa a causa dell’emergenza coronavirus, in Norvegia nonostante tutto si può continuare a sciare, aiutati anche dagli ampi spazi. Alcuni sciatori negli ultimi giorni si stanno impegnando nel compiere delle autentiche imprese, ricoprendo distanze impensabile.

Quanto fatto da Anders e Joergen Aukland, però, ha dell’incredibile. I due fratelli, insieme al compagno di squadra del Team Ragde Eiendom, Joar Thele, con il quale gareggiano nel Visma Ski Classics, hanno sciato per 31 ore e mezzo ricoprendo una distanza di 516 chilometri, come dimostrato dal GPS, su un circuito di 6 chilometri sulla riva del lago Gjierdingen, non lontano da Oslo. L’obiettivo era superare i 500km, record fatto registrare da Bjørn Løkkens nel 1983.

I tre sono quindi riusciti a registrare il nuovo record mondiale, che però non sarà omologato, in quanto il circuito da 6 km non è stato misurato con precisione.

La loro impresa è soltanto l’ultima di una serie di sciate estremamente lunghe compiute nelle recenti settimane da alcuni fondisti. Ha iniziato Hans Christer Holund, che in compagnia di Johan Tjelle e Sjur Obrestad Gabrielsen, ha sciato per 200km in 11 ore. Da allora è partita una vera e propria sfida. Joar Thele e Anders Aukland hanno risposto sciando 320km in 18 ore. Quindi sabato sera Eirik Asdøl ha provato a intraprendere un tour di 24 ore per battere il record di miglia percorso, ma è stato costretto a fermarsi alla diciannovesima ora e 376 km perché in difficoltà fisiche. Ma proprio sabato, in segreto i due Aukland con Thele avevano deciso di segnare il nuovo record. Missione compiuta, ma aspettatevi altri tentativi, perché la sfida è ormai lanciata.

In Russia si stanno concludendo le riprese di un film biografico su una leggenda dello sport russo, la fondista Elena Välbe. Una pellicola alla quale ha partecipato anche l’attuale presidente dello sci di fondo russo, vincitrice in carriera di 7 medaglie olimpiche e 17 mondiali, più cinque coppe del mondo, collaborando alla sceneggiatura.

Il film, dal titolo White Snow, si basa sulla vita dell’ex atleta dall’infanzia fino al 1997, incentrandola soprattutto sui Mondiali di Trondheim nei quale Välbe vince cinque ori in altrettante gare, conquistando i quattro successi individuali sempre davanti a Stefania Belmondo, che perse anche l'inseguimento al fotofinish.

Nell’opera cinematografica, del regista Nikolay Khomeriki, presente più volte al Festival di Cannes, Välbe è interpretata da Olga Lerman, attrice e modella molto famosa in Russia, ma le scene delle gare sono state girate con Julia Belorukova, mentre Välbe bambina è stata rappresentata dalla nipote. Ovviamente nel film è presente anche il personaggio di Stefania Belmondo, all’epoca grande rivale proprio della campionessa sovietica.

«La sceneggiatura mi piace, dato che è frutto dei miei racconti – ha scherzato Välbe in un’intervista a Skisport.ru – quindi è difficile per me criticarla. Il film è biografico, racconta la mia vita dagli 8-9 anni fino al 1997. Ovviamente c’è anche un po’ di finzione, ma solo in piccola parte. Per esempio sull’amore cambia soltanto un po’ la cronologia dell’evento rispetto a quando realmente accaduto. Diciamo al 95% è tutto reale. Ho riletto tutta la sceneggiatura e abbiamo discusso alcuni dettagli. Vogliamo che lo spettatore si diverta e si commuova, mostrare che non c’è bisogno di supereroi per ottenere grandi risultati nello sci. Volevo che il film parlasse della mia famiglia, ma ci sono storie così belle che secondo il regista avrebbero oscurato la mia. Ho partecipato a volte alle riprese e mi sono anche commossa. Mia nipote Angelina mi ha rappresentata all’età di otto anni, siamo molto simili ed è stata brava».

Välbe ha poi parlato di Julia Belorukova che ha fatto le sue veci in pista: «Ho detto che soltanto lei avrebbe potuto interpretarmi in un modo discreto. Inoltre è molto simile a Olga Lerman, la protagonista. Credo che se avesse avuto più esperienza sul palcoscenico, Julia avrebbe anche potuto interpretare tutto il ruolo e non è solo la mia opinione. È veramente bella e sono orgogliosa che una persona come lei abbia recitato in questo film».

L’ex fondista ha quindi confermato la presenza nel film del personaggio di Stefania Belmondo. «Prima di girare ho parlato tanto con Olga Lerman, perché ovviamente non poteva conoscere alcuni particolari della mia vita. Mi ha chiesto tante cose. Una per esempio legata a Stefania Belmondo, che nel film è interpretata da un’attrice italiana, voleva sapere se tra noi ci fossimo dette delle frasi da riportare nel film. Quindi ci ho pensato, ho provato a ricordarmi rileggendo anche vecchi articoli e interviste, per pensarci. Stefania Belmondo è a conoscenza di questo film, sia lei che Neumanova. Non ho cambiato nomi e cognomi delle mie avversarie, ma ricevuto il consenso di tutte. Ad alcune ho anche mandato la sceneggiatura in inglese. È stato tutto molto professionale».

Nel film si parlerà anche della squalifica per doping di Lyubov Egorova, che vinse inizialmente l’oro a Trondheim nella 5km ma venne squalificata dopo essere risultata positiva al bromantan. 

L'augurio nostro e di tanti appassionati è che il film possa essere doppiato o almeno sottotitolato anche in italiano.

La situazione economica del fondo norvegese continua a complicarsi. Dopo l’annuncio delle perdite conseguenti alla cancellazione delle ultime gare della stagione, i raduni cancellati fino a luglio e i tanti eventi estivi a fortissimo rischio, arriva anche il primo abbandono di uno sponsor. La Veidekke, la più grande società in Norvegia di costruzioni e ingegneria civile, quarta più importante in tutta la Scandinavia, non confermerà la propria sponsorizzazione da tre milioni di dollari. Secondo fonti vicine all’azienda la decisione sarebbe maturata già lo scorso inverno e non sarebbe quindi dovuta all’emergenza coronavirus.

Solitamente questi soldi venivano utilizzati per finanziare le squadre regionali per preparare gli atleti che si possono poi unire alla squadra A. Smedaas, Kalvaa, Aune, Jenssen, Riseth, Nyenget e Taugboel sono alcuni degli atleti che hanno beneficiato di questi finanziamenti.

Proprio Taugboel, intervistato da NRK, ha sottolineato che “la situazione è molto critica. Speriamo che un altro sponsor possa venire ad aiutare questi team regionali, che sono così importanti per lo sviluppo dei giovani”.  

Nella prossima stagione lo sci di fondo entrerà all’interno di uno stadio. Il 26 gennaio 2021, infatti, nel rinnovato Stadio Olimpico di Helsinki, si disputerà una sprint a inviti che vedrà protagonisti diversi campioni dello sci di fondo. La data non è stata scelta casualmente, in quanto molti atleti saranno già in Finlandia, visto che il weekend precedente a Lahti si disputerà una tappa di Coppa del Mondo, con in programma skiathlon e staffetta, mentre il 30 gennaio si andrà poi a Falun, in Svezia. Gli organizzatori manterranno la neve all’interno dello stadio per un mese, in modo da permettere a tutti di andare a sciare gratuitamente all’interno dell’impianto olimpico di Helsinki.

Il sogno di Jari Töykkä, direttore commerciale dell’Associazione finlandese di sci, è quello di far entrare questa competizione anche nel calendario della Coppa del Mondo di fondo, dove sono già presenti diverse sprint urbane come Drammen e Dresda. «Attualmente il calendario della Coppa del Mondo è pieno e non c’è spazio per nuovi eventi. L’augurio è che possa evolversi in futuro di modo da disputare un numero maggiore di competizioni in ambienti del genere. L’idea di una gara di Coppa del Mondo allo Stadio Olimpico è allettante. Il percorso si snoda all’interno ma anche all’esterno dello stadio. Magari non sarà impegnativo come quello di Ruka, ma certamente più di Dresda».

Secondo quanto riportato dal portale finlandese Yle, la FIS considererebbe interessante l’idea di far disputare una gara di Coppa del Mondo all’interno di questo impianto. Il nostro pensiero in merito a questo tipo di gare l’abbiamo già espresso ieri: ben vengano eventi kermesse, stile Biathlon Auf Schalke, con partecipazione a inviti, ma per la Coppa del Mondo vorremmo altro. 

La Regina del biathlon azzurro (e non solo) Dorothea Wierer è stata intervistata durante il TG delle 13,30 di SportMediaset, approfondimento sportivo in onda su Italia Uno.

In collegamento Skype Doro ha parlato della sua grande stagione a livello sportivo e personale, purtroppo chiusa in modo amaro per via dell'emergenza sanitaria che ha colpito duramente l'Italia mettendo in secondo piano lo sport e le sue storie.

La fuoriclasse altoatesina ha anche commentato il rinvio di Tokyo 2020 al prossimo anno, slittamento che ha generato delusione in alcuni atleti impossibilitati a prendere parte ai Giochi nel 2021: "Capisco la delusione di qualcuno ma lo sport in questo momento passa in secondo piano. Basti pensare a tutto quello che stiamo vivendo ora, in particolare in città come Bergamo o Milano. E' terribile. Credo che il rinvio sia stata la scelta migliore". 

Il biathlon si è fermato in ritardo rispetto ad altri sport, quando la situazione in Italia era già ritenuta drammatica: "Non ho affatto condiviso questa decisione - ha ribadito Dorothea.

Il ricordo più bello della stagione? "E' stata molto intensa, con grandi aspettative e pressioni. Sono contenta di essermi riconfermata in Coppa del Mondo. Il finale non è stato felice come avrei voluto per via dell'emergenza, mi rimarrà per sempre un ricordo particolare di tutta questa annata."

Infine un messaggio per l'Italia: "Dobbiamo restare uniti e rispettare le regole imposte. Una volta finito tutto saremo di nuovo felici."

Archiviata anzitempo la stagione per via dell'emergenza Coronavirus il Comitato FISI Veneto è al lavoro per impostare il futuro, per quanto ancora ricco di dubbi. Fino a quando la questione sanitaria non sarà risolta, infatti, resterà arduo parlare di manifestazioni sportive. 

Nel frattempo i tecnici seguono gli atleti da casa ed i dirigenti si mantengono in contatto con i mezzi tecnologici per fare il punto della situazione.

Il presidente del Comitato FISI Veneto Roberto Bortoluzzi"Noi abbiamo chiuso l'e attività a fine febbraio senza approfondire i tradizionali bilanci consuntivi di fine stagione. La parte finale di stagione, con le finali nazionali e di coppa del mondo, è rimasta un sogno. Ora cerchiamo di venirne fuori quanto prima ed andare avanti. Stiamo portando avanti il nostro lavoro tramite videoconferenze, intanto i tecnici seguono i ragazzi come possono, via telefono o internet. Non abbiamo ancora avuto modo di stendere un programma per la prossima stagione. Per il momento abbiamo solo parlato un po' di skiroll, ci sono i presupposti per organizzare una bella squadra nel periodo estivo. Verosimilmente ripartiremo con questa attività, praticabile nel periodo estivo. Il resto è tutto da definire. Una cosa su cui stiamo ragionando è come riconoscere i risultati ottenuti dagli atleti in questa stagione quando ripartirà la prossima. C'è un bel lavoro organizzativo da svolgere ma è giusto tenere conto dei successi ottenuti dai più meritevoli. La Federazione darà istruzioni ai territori su come procedere."

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