Redazione

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Ha chiuso la carriera con il fantastico bronzo vinto nell’individuale del Mondiale di Anterselva. Dominik Landertinger ha sciolto ogni dubbio sul suo futuro, annunciando domenica pomeriggio il proprio addio al biathlon nel corso di una diretta andata in onda anche sulla pagina facebook di Biathlon Anterselva.

«Penso sia il momento giusto per smettere – ha affermato l’atleta austriaco – dopo la mia operazione per l’ernia del disco, ho sofferto molto e pensavo che mi sarei fermato già a dicembre. Poi ho deciso di andare avanti fino ad Anterselva, fare un ultimo grande sforzo e non me ne pento. Ho potuto così fare una grande prestazione vincendo la medaglia di bronzo. Questa è quindi l’occasione perfetta per smettere. Continuare metterebbe in pericolo la mia salute. Sono orgoglioso di tutto ciò che ho fatto, soprattutto in occasione dei grandi eventi».
    
Landertinger lascia quindi a 32 anni, dopo aver vinto tre medaglie individuali e due in staffetta ai Mondiali (oro nella mass start nel 2009) e due medaglie individuali olimpiche e due in staffetta. 

E' ancora avvolto nel mistero il futuro degli sport invernali, alle prese con un'emergenza sanitaria che ha interrotto la stagione 19\20 e che sta minacciando anche la prossima.

I responsabili dei Comitati FISI italiani si interrogano a vicenda su soluzioni e tempistiche ma, inevitabilmente, brancolano nel buio. Gli aggiornamenti in videoconferenza sono continui, per quanto ricchi di ipotesi e privi di certezze.

E' la situazione, per esempio, dell'area lombarda, come noto travolta dal virus. Il Comitato FISI Alpi Centrali, presieduto da Giafranco Zecchini attende (come tutti) indicazioni precise da Coni e Governo. 

Il presidente Zecchini"Stiamo facendo tante congetture in questo momento ma senza direttive è impossibile fare di più. Abbiamo comunque deciso di iniziare a programmare, fissando il mese di giugno come quello della riapertura. Diciamo che in questo momento è importante lavorare per non farsi trovare impreparati quando l' emergenza avrà una fine, è l'unica cosa che possiamo fare. Come Comitato stiamo analizzando i punteggi in vista della prossima stagione ed abbiamo già messo in piedi le squadre di sci alpino, settimana prossima sarà la volta di fondo, sci alpinismo, biathlon e snowboard. Siamo in contatto continuo con sci club, presidenti provinciali, regione. Il nostro comitato ha obiettivi ambiziosi per il futuro imminente, anche perchè potremo contare su qualche disponibilità economica maggiore in vista di Milano Cortina. Noi possiamo solo portare i ragazzi a sciare ma ci dovranno dire quando e soprattutto come..."

L'Italia dello sci alpinismo è un serbatoio di talenti, alcuni dei quali  ampiamente affermati, altri all'inizio di una carriera che si preannuncia ugualmente brillante.

E' il caso di Samantha Bertolina, atleta classe 2001 della Valfurva, reduce dal trionfo in Coppa del Mondo nella categoria Junior.

La stagione si è interrotta anzitempo a causa dell'emergenza coronavirus ma ciò non sminuisce i risultati ottenuti, al secondo anno tra le Junior (dopo la seconda posizione dell'annata precedente alle spalle della russa Ekaterina Osichkina). Per Samantha anche la soddisfazione della Coppa di specialità nell'Individuale (unica assegnata dalla ISMF) e, pochi mesi prima, il titolo italiano Vertical, Sprint e Staffetta. 

In questi giorni tanto studio in vista dell'esame di Maturità (Ragioneria indirizzo Linguistico) ed allenamenti casalinghi nella sua abitazione in Alta Valtellina.

Samantha Bertolina: "Sono soddisfatta della mia stagione, non posso assolutamente lamentarmi anche se è stato un peccato avere saltato la tappa di Campiglio. Mi sono sentita bene fin da inizio stagione, conquistano delle belle vittorie in Francia. Ho fatto abbastanza bene anche ad Andora e in Germania, in particolare nelle gare individuali. Difficile fare meglio. Quando è stato interrotto tutto stavo bene fisicamente e mentalmente, purtroppo è andata così. Ora mi alleno da casa ma mi manca tanto lavorare all'aperto, proprio in questo periodo in cui si torna in montagna. Non vedevo l'ora di riprendere ma dobbiamo adeguarci a questa situazione che riguarda tutti. La nazionale italiana di sci alpinismo? E' fortissima, io spero di seguire le orme dei grandi, sia uomini che donne. Antonioli e gli altri sono dei veri campioni ma anche le donne. Penso ad Alba De Silvestro che quest'anno ha fatto delle bellissime gare o a Giulia Murada che, tra le U23, è stata protagonista di prove davvero eccellenti. Io voglio riconfermarmi, spero di continuare così. Punto a migliorare nella vertical, un tempo era la mia gara preferita, ora è quella in cui faccio più fatica. Milano Cortina 2026? Ci auguriamo tutti che venga inserito lo sci alpinismo, in quel caso mi piacerebbe esserci e dare il meglio di me. Altrimenti continuerò a disputare le bellissime gare tradizionali, come quelle del circuito La Grande Course. Ora studio per la Maturità, paradossalmente stiamo studiando più in questa situazione attraverso la didattica online che nei periodi normali..."

E' stata ufficializzata la composizione delle squadre nazionali di biathlon degli USA per la stagione 2020\21.

National Team

A Team

Women

Susan Dunklee (Barton, Vt.), A1

Clare Egan (Cape Elizabeth, Maine), A2

Joanne Reid (Grand Junction, Colo.), A3

Deedra Irwin (Pulaski, Wis.), A3

Men

Leif Nordgren (Hinesburg, Vt.), A1

Sean Doherty (Center Conway, N.H.), A2

Jake Brown (Saint Paul, Minn.), A3

Paul Schommer (Appleton, Wis.), A3

B Team

Women

Maddie Phaneuf (Old Forge, N.Y.)

Kelsey Dickinson (Winthrop, Wash.)

Hallie Grossman (South Burlington, Vt.)

Men

Max Durtschi (Ketchum, Idaho)

Travis Cooper (Kenai, Alaska)

X Team

Women

Chloe Levins (Rutland, Vt.)

Men

Zane Fields (Woodstock, Vt.)

Luke Brown (Bozeman, Mont.)

Junior National Team

Vasek Cervenka (Grand Rapids, Minn./ National Guard)

Sam Stertz (Grand Rapids, Minn./ Mt. Itasca)

Bjorn Westervelt (Stowe, Vt./ Craftsbury)

Lars Hammernes Leopold (Lillehammer, Norway/ Asker Ski Club)

Garrett Beckrich (Grand Rapids, Minn./ Mt. Itasca)

Maxime Germain (Anchorage, Alaska/ Anchorage Biathlon Club)

Helen Wilson (Eagle River, Alaska/Anchorage Biathlon Club/UAA)

Dopo sei anni la Francia ha deciso di cambiare l’allenatore della nazionale maschile di sci di fondo. La Federazione Francese ha infatti deciso di mandar via François Faivre, che aveva preso la guida della nazionale di fondo dopo le Olimpiadi di Sochi del 2014. «Abbiamo ritenuto che dopo sei anni ci fosse bisogno di un cambiamento – ha affermato a L’Equipe il direttore tecnico della Federazione Francese di Sci, Fabien Saguezabbiamo percepito un certo numero di problemi, alcune tensioni nella gestione della squadra. È quindi giunto il momento, a meno di due anni dai Giochi, di dare nuove dinamiche a un gruppo che unisce generazioni diverse».

In questi sei anni la Francia è riuscita a confermarsi sul podio olimpico della staffetta, grazie al bronzo alle Olimpiadi di PyeongChang, quando è anche salita sul podio la team sprint con Manificat e Jouve, più le medaglie mondiali in staffetta a Falun e Seefeld. Senza tralasciare le vittorie ottenute in Coppa del Mondo e i tanti podi, che hanno fatto della squadra francese la migliore formazione alpina nell’ultima stagione.

A succedergli, secondo quanto riferito sempre da L’Equipe, dovrebbe essere Olivier Michaud, oggi alla guida della squadra juniores. Un chiaro messaggio, la volontà di puntare molto su un gruppo di giovani che ha raccolto dei grandissimi risultati nelle ultime stagioni.   

Le ultime due stagioni sono state molto negative per Calle Halfvarsson, che a 31 anni ha anche pensato di fermarsi dopo un 2019/20 da incubo. Lo svedese non sale sul podio ormai novembre 2018, quando chiuse terzo la 15km in classico di Ruka, mentre per ritrovare un suo successo bisogna arrivare addirittura alle due vittorie ottenute a Lillehammer nel dicembre 2016, quando si impose nella sprint in classico e la 10km in skating.

Il fondista svedese, che nel 2015 chiuse al terzo posto della classifica generale di Coppa del Mondo alle spalle di Cologna e Northug, non vuole mollare ed è deciso a rilanciarsi, puntando forte sulla 50km del Mondiale di Oberstdorf. «Negli ultimi mesi ho pensato tanto a cosa fare, perché ormai ho più di trent’anni e non sono più giovane – ha affermato Halfvarsson all’Expressennon voglio più proseguire sulla strada delle ultime stagioni. Così ho deciso di pormi la grande scommessa della 50km del Mondiale di Oberstdorf. Vero, i miei migliori risultati sono arrivati nelle sprint, ma mi sono sempre sentito un fondista più adatto alle distance. Anzi, non mi ritengo un velocista, sono solo stato fortunato. Ok, forse è stato qualcosa in più di fortuna. Ma credo davvero nella 50km del Mondiale, soprattutto perché sarà in classico. L’obiettivo? Una medaglia, perché non ne ho ottenuta nessuna individuale ai Mondiali. Ciò non significa che mollerò le sprint, ma non mi ci dedicherò allo stesso modo, punterò più sulle distance. Però c’è bisogno anche di velocità per raggiungere il podio in una cinquanta chilometri».

L'IDEA: UN ALLENATORE DAL CICLISMO

In carriera Halfvarsson vanta come miglior risultato in una 50km il sesto posto ottenuto al Mondiale di Seefeld, sua unica top ten nel format. Per diventare più competitivo, quindi, ha deciso di affidarsi a un allenatore proveniente dal ciclismo, Mattias Reck, che prepara gli atleti della Trek Segafredo, tra i quali il fortissimo Mads Pedersen.

«Mi è stato detto che lo scorso inverno Max Novak (fondista svedese delle lunghe distanze, ndr) era stato seguito da Reck ottenendo buonissimi risultati. Quindi ho pensato che forse era quello che mi serviva per prepararmi sulla cinquanta chilometri, che è una gara più simile al ciclismo. Così ho organizzato un incontro con Mattias Reck, ascoltato le sue sue idee e ho pensato che tutto ciò che stava dicendo suonasse molto sensato».

Così Reck è diventato il personal trainer di Calle Halfvarsson, che dovrebbe comunque essere seguito anche dall’ex allenatore della nazionale, Mattias Nilsson. «In ogni caso non uscirò dalla squadra nazionale».

Mattias Reck ha lavorato in carriera con grandissimi ciclisti, tra i quali Mads Pedersen, Vincenzo Nibali e Alberto Contador. «Quando Halfvarsson mi ha contattato sono stato molto contento, non ho dovuto pensarci a lungo. Anche se sono specializzato nel ciclismo, seguo il fondo da molto tempo».

Tante cose cambieranno. Reck punterà su un unico allenamento lungo al giorno, pretenderà che il suo atleta si alleni molto anche durante la stagione agonistica e soprattutto che venga misurata spesso la potenza. «Questa è forse la differenza più grande – ha sottolineato Reckabbiamo usato i misuratori della potenza per anni nel ciclismo. Negli sci spesso si dispone solo di cardiofrequenzimetri, ma con i misuratori della potenza si può vedere quanto un atleta spinge forte. Ci sono produttori di bastoni che hanno già sviluppato questa tecnologia».

Reck vede una somiglianza tra Halfvarsson e Pedersen: «Ho maggiore esperienza di lavoro con specialisti delle gare di un giorno come Pedersen e Sagan. Calle è esattamente lo stesso tipo di atleta: forte e con un buon finale».

ESAMI CLINICI

Prima di iniziare gli allenamenti, però, Halfvarsson attende di ricevere delle risposte a dei controlli medici che ha fatto per capire come superare alcuni problemi allo stomaco che lo stanno infastidendo da tempo: «Quando riceveremo i risultati degli esami, verranno valutati per capire cosa fare a riguardo. Se c’è qualcosa da fare con la dieta, oppure la chirurgia od altro»

In una lunga intervista rilasciata al sito russo “bolshoisport”, Petter Northug ha parlato del duello tra Klæbo e Bolshunov, affermando che oggi almeno tra gli uomini la Norvegia non sta più dominando, aggiungendo che servirebbe l’inserimento di altre nazioni per rendere la competizione più appetibile.

«Non sono sorpreso dal fatto che Bolshunov abbia conquistato la Coppa del Mondo – ha ammesso l’ex fenomeno norvegese – è un atleta molto forte ed è logico che vinca. Il russo è particolarmente bravo nelle gare con partenza di massa e alla fine della stagione è migliorato tanto anche nelle sprint. Dopo il suo successo al Tour de Ski avevo affermato che superarlo sarebbe stato estremamente difficile. Se Bolshunov possa diventare il nuovo “re” dello sci di fondo come sono stato io? Diciamo che ha buone possibilità ma dovrà confermare la sua classe ai Mondiali di Oberstdorf. L’età gioca a suo favore, continua a migliorare e se dovesse anche mantenere alta la motivazione, potrebbe diventare un serio candidato per questo ruolo. Personalmente fatico a parlare dei norvegesi, perché quasi tutti sono miei amici. Tuttavia credo che per il ruolo di “nuovo re” ci sia anche Klæbo, che potrebbe diventare tale se concentrarsi maggiormente sulle distance e imporre una serie lotta a Bolshunov».

Northug ha quindi sottolineato che in campo maschile la Norvegia non ha dominato la stagione. «Data la vittoria di Bolshunov in Coppa del Mondo, non parlerei di dominio totale della Norvegia tra gli uomini. Sarebbe vantaggioso per il nostro sport se aumentasse il numero di squadre competitive. Mi auguro che nella prossima stagione possa fare molto meglio la squadra tedesca, in quanto i Mondiali si terranno in Germania e sarebbe importante se gli atleti di casa fossero forti. Questo garantirebbe una maggiore attenzione da parte di stampa, tifosi e sponsor».  

La decisione della FIS di vietare completamente l’utilizzo dei prodotti fluorurati a partire dalla stagione 2020/21 ha generato un grande dibattito negli ultimi mesi nel mondo degli sport invernali, perché oltre a mandare in difficoltà alcune aziende, rischia seriamente di falsare tante gare nell'immediato futuro.

In particolare fa discutere il modo con cui è arrivata questa disposizione, senza consultare le aziende produttrici e curarsi di trovare prima delle valide alternative. Ma soprattutto la FIS è stata capace di arrivare al provvedimento di vietare l’utilizzo del fluoro senza avere la certezza di poter controllare in maniera efficiente eventuali irregolarità. Infatti, è nata prima la decisione definitiva e improrogabile di non permettere l'utilizzo di prodotti fluorurati, soltanto dopo è stata istituita una commissione per capire come farla rispettare identificando la presenza di fluoro sotto gli sci. Insomma: “Questa è la regola, arrangiatevi voi”.
 

LE ULTIME NOVITÁ: LA PISTOLA PER INDIVIDUARE LE IRREGOLARITÁ

Nel corso dei mesi invernali si sono svolti diversi meeting, gli ultimi lo scorso febbraio, a Monaco di Baviera, organizzato dalla FIS, e ad Anterselva per volere dell’IBU. In questi ambiti la FIS ha confermato la sua decisione di vietare il fluoro a partire dalla prossima stagione, aggiornando aziende e federazioni sul lavoro svolto sul fronte dei controlli e comunicando di aver effettuato diversi test su sci preparati con prodotti contenenti fluoro e altri privi, utilizzando dei macchinari che non possono però essere portati fuori dal laboratorio e richiedono ore per i risultati. È stato quindi reso noto che proprio per questo motivo, nei mesi invernali, la federazione internazionale ha iniziato a progettare un piccolo strumento trasportabile, una sorta di pistola, che attraverso un laser puntato sugli sci sarebbe in grado di stabilire esattamente se essi siano in regola o meno. Un metodo che, secondo la FIS, dovrebbe funzionare, anche se la federazione stessa ad oggi non ha la certezza di avere lo strumento perfetto. Il primo prototipo dovrebbe essere pronto soltanto in estate, quando sarà testato, e ad ottobre dovrebbero esserne prodotti una decina, che saranno ad uso esclusivo di FIS e IBU. Quindi soltanto a meno di due mesi dal via della Coppa del Mondo di fondo, addirittura pochi giorni prima di quella di sci alpino.
Le aziende fornitrici di paraffine lamentano il fatto che esse stesse avrebbero però bisogno di avere al più presto questo strumento, per provarlo e verificare se i propri prodotti, una volta applicati sullo sci, siano al di sopra o al di sotto del limite di fluoro che verrà stabilito. Potranno invece acquistarlo soltanto a partire dal prossimo anno, così come le federazioni e i comitati organizzatori. La FIS è ottimista sulla realizzazione di questi strumenti di controllo e la riuscita dei test, anche perché è costretta ad esserlo avendo già posto il divieto di utilizzo, a differenza dell’IBU.

 

UN PICCOLO QUANTITATIVO DI FLUORO POTRÁ ESSERE UTILIZZATO

Il fluoro non sarà completamente vietato fin dall'inizio. I prodotti da apporre sotto lo sci potranno contenerlo entro un certo limite, che andrà a scendere nei prossimi anni fino a raggiungere lo zero. Il problema è che le aziende ancora non sono a conoscenza del livello di fluoro accettato da regolamento e probabilmente lo sapranno solo in autunno.
Sia a Monaco che nel corso del successivo meeting di Anterselva, è stato poi chiarito che nessun limite di fluoro sarà invece imposto ai fornitori di sci. Quindi verranno prima misurate le quantità di fluoro presenti sulle solette degli sci non preparati, testandoli tutti, a quel punto verrà posto un limite superiore alla quantità già presente su ogni singolo sci (non tutti ne hanno lo stesso quantitativo), per far si che si abbia la certezza che essa non interferisca nel controllo sui prodotti utilizzati.

 

L'IBU AGISCE IN UN MODO DIVERSO: PRIMA CONTROLLI CERTI, POI IL DIVIETO

Un punto fondamentale uscito nel meeting di Anterselva – la riunione si svolse nella giornata della single mixed relay – ha riguardato la scelta dell’IBU di non prendere subito una decisione definitiva. Se la FIS ha già scelto di vietare l’utilizzo del fluoro ed andrà avanti per la sua strada, seppure non certa della bontà dei metodi di controllo, l’IBU preferisce invece non correre il rischio che le gare di biathlon possano essere falsate, vuole avere la certezza che gli strumenti di rilevamento del fluoro funzionino. Soltanto a quel punto deciderà se porre o meno un divieto, perché non si ha l’intenzione di correre il rischio di compromettere la credibilità del biathlon.

 

IL RISCHIO? DOPING DEI MATERIALI E ALTRI ELEMENTI CHE POTREBBERO FALSARE LE GARE

L’IBU ha colto un rischio che forse la FIS sta esageratamente sottovalutando: l’incertezza sull’esatto funzionamento dei controlli potrebbe portare un vero e proprio doping dei materiali. Nel corso degli anni tutte le ditte e le squadre più ricche hanno cercato di trovare delle alternative al fluoro, che resta però l’elemento ad oggi più performante. Di conseguenza c’è il serio rischio che qualcuno possa tentare l’utilizzo di alcuni coprenti per non fare identificare i prodotti fluorurati. Insomma si ha quasi la certezza che qualcuno cercherà di utilizzare queste cere cercando di sfuggire ai controlli.
Ad esso aggiungiamoci che gli sci, senza l’applicazione di prodotti fluorurati, possono avere delle differenze in termine di prestazioni molto più marcate rispetto a uno sci lavorato. Ciò significa che si potrebbe creare una maggiore disparità tra gli atleti più forti, che godono di un trattamento speciale da parte delle aziende di sci, e gli altri, ma anche tra le squadre più competitive e ricche rispetto a quelle più piccole.
A livello sportivo, poi, ci sarebbe la seria possibilità che il risultato di una gara cambi dopo la sua conclusione, magari anche a seguito di possibili ricorsi, soprattutto nella prima fase di sperimentazione sul campo. In questa maniere si andrebbe a generare un'ulteriore confusione della quale gli sport invernali non hanno bisogno.

 

UNA DECISIONE CHE POTREBBE MANDARE IN CRISI TANTE AZIENDE

Inoltre questa scelta così affrettata potrebbe mandare gambe all’aria diversi produttori, che negli ultimi anni hanno speso tanti soldi nella ricerca per trovare la giusta alternativa alla catena C8 del fluoro, vietata dall’UE, ottenendo dei risultati sorprendenti, ed ora si trovano ad aver speso tempo e denaro inutilmente a causa di un completo divieto di utilizzo del fluoro. Inoltre queste aziende hanno i magazzini pieni di prodotti già realizzati, senza la possibilità di svuotarli vendendoli e utilizzandoli la prossima stagione. Lo stesso discorso vale anche per le federazioni, che già hanno in casa molti prodotti. Che fine farebbero?


CONCLUSIONI: PERCHÈ NON ASPETTARE DUE STAGIONI E RIMANDARE QUESTO DIVIETO AL VIA DEL PROSSIMO QUADRIENNIO OLIMPICO?

Considerate tutte queste problematiche, perché non aspettare due anni, andare avanti così sino alle Olimpiadi, garantire la regolarità delle gare, per poi introdurre questo divieto a partire dalla stagione 2022/23? Si potrebbe approfittare di questi due anni per perfezionare il sistema di rilevamento, testando gli strumenti nel corso delle gare di Coppa del Mondo controllando gli sci a campione, per poi porre il divieto sul fluoro a partire dalla stagione successiva alle Olimpiadi di Pechino, con la certezza di poter davvero trovare coloro che barano. Questo permetterebbe anche alle aziende di smaltire i prodotti già realizzati e avere due anni di tempo per trovarne di nuovi, performanti anche senza la presenza di fluoro. Insomma tutta questa fretta ci sembra veramente insensata e rischia di compromettere ulteriormente la regolarità delle competizioni. L’IBU sembra averlo capito, come troppo spesso accade la FIS invece no.

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