Redazione

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La decisione della FIS di vietare, a partire dalla stagione 2020/21, l’utilizzo di prodotti fluorurati da applicare sotto gli sci, potrebbe presto finire in tribunale. È partita già da alcune settimane la vertenza legale nei confronti della FIS da parte della Maflon Spa, azienda leader a livello mondiale, specializzata nella produzione di prodotti fluorurati ad elevato contenuto tecnologico, che al suo interno ha anche la Maplus, divisione specializzata nelle scioline e negli accessori tecnici per la preparazione degli sci.

L’azienda si è già mossa mandando alla FIS una lettera informativa di diffida, senza avere ancora alcuna risposta. L’obiettivo della Maflon, azienda italiana che ha sede a Castelli Calepio, in provincia di Bergamo, è ricevere un risarcimento di 10 milioni per gli investimenti fatti negli ultimi anni per cercare nuove tecnologie che permettessero di formulare prodotti conformi al nuovo regolamento che vieterà il PFOA dal 4 luglio 2020 e renderlo così conforme alle leggi europee, resi vani dalla decisione improvvisa della Federazione Internazionale degli Sport Invernali di vietare completamente l’uso del fluoro.

Per comprendere bene l’azione di Maflon Spa bisogna tornare indietro nel tempo, più precisamente al maggio del 2015, quando l’Unione Europea, tramite l’apposita Agenzia Europea Delle Sostanze Chimiche (ECHA) decise di vietare la produzione e l’immissione sul mercato di tutti i prodotti contenenti PFOA, acido perfluoroottanoico, in concentrazioni superiori a 25 PPB a partire dal 4 luglio 2020, in quanto potrebbe avere effetti negativi sulla salute. Questa sostanza è contenuta in minima parte, solo come impurità, nei prodotti fluorurati che servono a far scorrere lo sci, ma anche in prodotti che rendono i tessuti impermeabili all’acqua, nelle pentole antiaderenti o in schiume antincendio per le sue caratteristiche di idrorepellenza. Dal momento che nei prodotti da apporre sotto gli sci, il PFOA è soltanto un’impurità e non serve a rendere lo sci più scorrevole, Maflon ha investito tanto in questi anni per riuscire a creare prodotti fluorurati innovativi con una maggiore scorrevolezza e con la concentrazione di PFOA consentita dalla legge. Dopo tanto lavoro, l’obiettivo era stato raggiunto, tanto che già lo scorso anno Maplus aveva fatto testare questi prodotti, ottenendo i risultati sperati quanto a velocità e durata, al punto che inconsapevolmente, coloro che li avevano provati, non avevano notato alcuna differenza con la precedente versione. Insomma dopo aver investito tanto, la Maplus aveva in mano un prodotto a norma di legge ed identico per prestazioni a quello precedente.

Proprio in quel momento, però, è arrivata l’improvvisa decisione della FIS, che spinta dalla campagna mediatica contro il fluoro, iniziata in Norvegia, ha annunciato il divieto, a partire dalla stagione 2020/21, dell’utilizzo dei prodotti fluorurati da applicare sotto gli sci. Un vero e proprio fulmine a ciel sereno, in quanto le aziende non erano preparate a una tale eventualità, anche perché il problema era stato discusso per la prima volta soltanto nell'ottobre 2019, appena un mese prima del comunicato ufficiale della FIS, che il 23 novembre 2019 ne ha annunciato il divieto a partire dalla stagione successiva. Soltanto la Vauhti, il cui CEO è Martti Uusitalo, membro anche del consiglio della FIS, con un’incredibile tempestività, è riuscita a presentare una nuova linea di prodotti non fluorurati già la settimana successiva, in occasione della tappa di Coppa del Mondo a Ruka. Ovviamente anche le altre aziende sono al lavoro per trovare il miglior materiale possibile da mettere sotto gli sci, ma la situazione caotica della quale vi abbiamo già parlato in un precedente articolo, non aiuta.

«L’azione contro la FIS è motivata dal fatto che abbiamo svolto un grande lavoro di ricerca per cinque anni, investito tanto e acquistato un nuovo impianto di produzione – ha affermato Elena Mostoni, responsabile della Maplus, a Fondo Italiaper noi non si tratta soltanto delle attuali e future perdite di vendita, ma soprattutto di tutti i costi sostenuti per svolgere un lavoro di ricerca e sviluppo per adeguarsi alla normativa europea. Troviamo ingiusto che un’associazione sovranazionale, si metta al di sopra dell’UE e vieti il fluoro, per altro con una tempistica piuttosto discutibile, se si considera che l’annuncio è stato fatto d’improvviso a novembre, dando meno di un anno alle aziende per trovare una soluzione. Una decisione presa senza alcuna base scientifica, che si regge sull’errata convinzione che il fluoro faccia male, quando è presente anche nelle mascherine lavabili e riutilizzabili che milioni di persone stanno utilizzando in questo periodo. Un elemento che è addirittura contenuto nei medicinali HIV. Come può la FIS dirci che è dannoso? Se questo presupposto scientifico fosse corretto, perché l’Unione Europea non starebbe vietando anche il fluoro così come ha fatto con quelli contenti PFOA? Qualcuno in FIS ci ha giustificato questa scelta, asserendo che sarebbe stato troppo difficile trovare tracce di PFOA attraverso i controlli, ma noi abbiamo un prodotto fluorurato innovativo con performance eccellenti e nel pieno rispetto della normativa europea».

Senza tralasciare poi l'aspetto sportivo, in quanto si potrebbe creare il problema di "doping dei materiali". Come si è già dibattuto più volte, infatti, al momento la FIS non ha ancora trovato uno strumento di rilevamento del fluoro certo. Presto dovrebbe arrivare un prototipo di pistola, che attraverso un laser puntato sulla soletta, sarebbe in grado di segnalare la presenza del fluoro nei prodotti applicati sotto lo sci. In ogni caso si parla di appena dieci prototipi, che ovviamente non basterebbero a coprire tutte le gare delle discipline FIS coinvolte (fondo, combinata nordica, sci alpino, snowboard, skicross e così via...), figuriamoci se anche l’IBU dovesse decidere per il divieto già a partire dalla prossima stagione. Il biathlon, infatti, non ha ancora preso una decisione in merito, in quanto vorrebbe prima avere la certezza di essere in grado di poter effettuare correttamente i controlli, ma soprattutto che un’eventuale abolizione del fluoro non incida sulla regolarità delle gare. Tra le altre problematiche, infatti, si ha quella degli sci che non lavorati farebbero una maggiore differenza. Si calcola che il divario tra uno sci buono rispetto a un altro meno performante crescerebbe addirittura del 4% senza la lavorazione con i prodotti fluorurati.

Insomma la Maflon Spa è determinata nell’andare avanti con la propria iniziativa: «Dopo che tu hai investito per 5 anni per seguire normativa europea – ha sottolineato Elena Mostoniuna decisione arbitraria modifica tutto attraverso una legge che viene applicata in una tempistica troppo breve, senza lasciare il tempo necessario per adeguarsi. La proprietà ha quindi deciso di agire a propria tutela perché il provvedimento della FIS non prevede una tempistica di applicazione corretta. Se avessero dato due o tre anni di tempo, avremmo potuto organizzarci, invece così abbiamo buttato via tutto l’investimento fatto in ricerca e sviluppo negli ultimi quattro o cinque anni. Quando l’Unione Europea ha deciso di vietare il PFOA, non l’ha fatto da un giorno all’altro, ma con anni di anticipo, per dare a tutte le aziende il tempo di adeguarsi».

In un articolo uscito sul sito finlandese Yle alcune settimane fa, nel quale era già stata data notizia dell’azione legale di Maflon, l’avvocato dello sport, Olli Rauste, aveva suggerito il modo secondo lui più efficace per le aziende produttrici di chiedere un risarcimento: lamentarsi della decisione della FIS presso la Commissione Europea. «Un’organizzazione con una posizione di monopolio, come questa, non deve cambiare i requisiti tecnici così rapidamente da non permettere alle aziende di avere abbastanza tempo per prepararsi e adattarsi al cambiamento. Se la Commissione Europea o la Corte di Giustizia Europea dovessero constatare che il periodo di transizione concesso dalla FIS è stato troppo breve – aveva spiegato Rauste –  ciò costituirebbe un abuso di posizione dominante e un obbligo di risarcimento danni. L’unica condizione in cui un cambiamento potrebbe essere ritenuto possibile, senza il necessario periodo di transizione, si verificherebbe se esso fosse necessario per un rischio di salute. La FIS dovrebbe quindi dimostrare che il fluoro comporta un rischio così grande per la salute da doverlo vietare immediatamente. Al momento non sono a conoscenza che ci sia un tale pericolo».
Rauste aveva quindi concluso: «Se l’azione legale venisse portata avanti contemporaneamente da più aziende, essa avrebbe un maggiore peso in commissione e possibilità di vittoria».

Proprio le dichiarazioni dell’avvocato non sono passate inosservate alle aziende di scioline, quelle maggiormente toccate dal provvedimento, visto che il fluoro contenuto negli sci sarà consentito, che hanno presto contattato Maflon per muoversi tutte assieme in un’unica azione legale. Ci sono già stati diversi incontri, attraverso meeting video, e presto potrebbe quindi nascere addirittura una class action. Ovviamente, in quel caso, la cifra richiesta alla FIS crescerebbe non poco, in quanto ogni azienda inserirebbe l’ammontare dei danni subiti, legato in alcuni casi solo alle mancate vendite dei prodotti, mentre in altri, come Maplus/Maflon, anche ai soldi investiti nella ricerca di un prodotto fluorurato altamente innovativo. Insomma il livello della contesa si sta alzando.

Altro che quote rosa, dominano nettamente le donne nel fondo svedese, anche nella composizione delle squadre nazionali. Questa mattina la Federazione Svedese ha presentato le squadre di fondo per la stagione 2020/21, attraverso una conferenza stampa che è andata in diretta su facebook, con la presenza di tutti i responsabili del fondo svedese.

La squadra sarà composta da quattordici componenti, nove donne e appena cinque uomini. Molte di più le donne anche nel Team di Sviluppo, composto da otto elementi, cinque donne e tre uomini.

Sale in squadra A Linn Svahn, promossa dopo la fantastica vittoria della coppa di specialità sprint nella passata stagione. Insieme a lei sono salite nel team principale anche Moa Lundgren ed Emma Ribom, mentre dopo le difficoltà della passata stagione, Evelina Settlin sarà nella squadra sviluppo.

Per quanto riguarda gli allenatori ci sono diversi cambiamenti. Via, come già annunciato, Fredrik Uusitalo e Mattias Nilsson, sostituiti da Anders Högberg (precedentemente in Cina) e Lars Ljung (precedentemente in SOK). Restano invece Magnus Ingesson e Stefan Thomson, molto criticati lo scorso anno per la gestione della squadra femminile. I quattro allenatori collaboreranno alla guida del gruppo, senza divisioni di genere.

Il nuovo manager della nazionale, Anders Byström ha quindi sottolineato: «Sarò io ad avere l'ultima parola nella selezione delle squadre. Siamo la miglior nazionale al mondo e saremo ancora migliori». Probabilmente in Norvegia non saranno d'accordo con l'ultima affermazione.

NAZIONALE SVEDESE 2020/21

SQUADRA A

Donne: Charlotte Kalla, Ebba Andersson, Emma Ribom, Frida Karlsson, Hanna Falk, Linn Svahn, Jonna Sundling, Maja Dahlqvist e Moa Lundgren,
Uomini: Calle Halfvarsson, Jens Burman, Johan Häggström, Oskar Svensson e Viktor Thorn.

TEAM BAUHAUS (SVILUPPO)
Donne: Anna Dyvik, Elina Rönnlund, Evelina Settlin, Johanna Hagström, Moa Olsson
Uomini: Fredrik Andersson, Marcus Grate e William Poromaa.

SVT, primo media svedese ad aver dato la notizia del passaggio di Stina Nilsson al biathlon, ha intervistato l’ex fondista, che a 26 anni ha intrapreso questa nuova carriera.

La svedese è sotto i riflettori, in estate tanti giudizi sono stati espressi sulla sua scelta, ovviamente non sempre positivi. «È bello perché non mi interessa sapere cosa pensa la gente – ha affermato Stina Nilsson a SVT – quando cammini per la città non vuoi sapere cosa pensino di te le altre persone ed è per me lo stesso con i media. Gli altri possono pensare ciò che vogliono e va bene per me, ma non ho bisogno di conoscere il loro pensiero, finché so perché ho fatto questa scelta e sono consapevole che dietro c’è una giusta ragione. Quindi, ho evitato la stragrande maggioranza dei giudizi espressi nei miei confronti».

Nilsson ha quindi ripetuto cosa l’ha spinta a intraprendere questa nuova carriera, nella quale dovrà ovviamente guadagnarsi tutto, a partire dalla convocazione per la tappa di IBU Cup a Idre. Una scelta che ha origini lontane: «Già dopo le Olimpiadi di Pyeongchang sentivo di aver voglia di passare al biathlon e un giorno avrei dovuto farlo. La scorsa estate, mentre ero con la squadra, ho provato a sparare e mi è sembrato subito divertente. Quindi ho preso la mia arma e quando è arrivata la licenza, ho fatto un tentativo serio. Se lo scorso inverno già sapevo che avrei lasciato il fondo? No, ho affrontato la passata stagione con il massimo impegno, ma sentivo che il mio cuore era altrove. Era fantastico per me essere una fondista, ma allo stesso tempo sentivo di voler fare qualcos’altro e di desiderarlo di più».

Si è discusso tanto sulla possibilità che il caos attraversato lo scorso anno dalla nazionale svedese di fondo, con l’addio di alcuni personaggi chiave, possa aver in qualche modo contribuito a farle prendere la decisione di lasciare. La stessa Nilsson, nella sua prima intervista, l’aveva in qualche modo ammesso, ma ora la svedese non vuole più tornare su questo argomento: «Essere stata una fondista della nazionale svedese fa parte di me, lo sono stata per sette anni. Adoro ripensare a tutte le cose che ho fatto, a Sochi, Peongchang o in Val di Fiemme. Provo un grandissimo orgoglio. Ormai però mi sono messa tutto alle spalle e non sarò certo quella persona che lancia le mele marce una volta che ha lasciato». Insomma Nilsson non se la sente di attaccare i dirigenti che nelle passate stagioni hanno commesso diversi errori nel fondo svedese. 

Una svolta importante per lo sci alpinismo italiano, l’ennesima conferma di un movimento in crescita che può sognare in grande, guardando ai Giochi Olimpici di Milano e Cortina 2026. Il Centro Sportivo Carabinieri si aggiunge al Centro Sportivo Esercito ed è pronto ad arruolare il suo primo scialpinista. Nell’ultimo bando di concorso per entrare da atleta all’interno dell’Arma, è presente anche un posto riservato allo sci alpinismo maschile.

Una notizia accolta con grande soddisfazione dal movimento dello sci alpinismo: «Per noi è molto positiva questa apertura da parte di un altro corpo sportivo – ha affermato Stefano Bendetti, direttore tecnico della nazionale italiana di sci alpinismo, nel corso di un’intervista rilasciata domenica alla nostra redazione – un passo importante che dimostra la crescita del nostro movimento».

A parlarci di questa svolta da parte del Centro Sportivo Carabinieri, che era già nell’aria da alcuni anni, è il Maresciallo Davide Carrara, Comandante della Sezione Sport Invernali del Centro Sportivo Carabinieri. «Lo sci alpinismo è un’attività che da tempo si svolge all’interno dell’Arma come servizio di Istituto – ha affermato Carraraquesta disciplina è parte integrante della nostra attività anche nel Centro di Addestramento Alpino, quando si formano gli istruttori militari di sci, che spesso vengono poi impiegati nel servizio di sicurezza proprio in occasione delle gare di sci alpinismo. Per esempio agli Italiani Giovani di Vermiglio, della passata stagione, eravamo sul campo in qualità  di osservatori. A livello agonistico parliamo di uno sport in grande crescita e bisogna avere la lungimiranza di investire per il futuro. I giovani scialpinisti azzurri hanno vinto tanto negli ultimi anni e meritano anche un premio per l’attività svolta in questi anni. Un grande lavoro è stato fatto dal Colonnello Gianni Cuneo, Comandante del Centro  Sportivo Carabinieri di Roma,  che, inserendo il posto nel concorso, ha deciso di investire nella disciplina andando  incontro ad una specifica richiesta della Federazione, senza dimenticare che lo sci alpinismo potrebbe anche entrare nel programma olimpico di Milano-Cortina 2026, come tutti noi ci auguriamo».

Ovviamente, quindi, non uno sport sconosciuto al Centro Sportivo Carabinieri, anche se ovviamente ci vorrà del tempo per costruire una squadra: «Tanti nostri atleti delle altre discipline praticano per allenamento e divertimento lo sci alpinismo, quindi per noi non è una novità. Ovviamente oggi è presto per formare una squadra, lo faremo lentamente nel corso degli anni, ma tutti i migliori atleti italiani sono oggi in nazionale. Il nostro vuole essere un aiuto a questo movimento».

Una decisione che arriva nello spirito della collaborazione, non soltanto con la FISI, ma anche con il Centro Sportivo Esercito che già da diversi anni arruola atleti nello sci alpinismo. Nessuna rivalità quindi, ma cooperazione. «È uno sport sempre più grande, bellissimo, che sta raccogliendo un numero sempre più alto di appassionati. Abbiamo ricevuto dei feedback molto positivi dopo l’uscita del bando di concorso. Pensate che una delle prime persone a telefonarmi è stato il Tenente Colonnello Patrick Farcoz, Comandante del Centro Sportivo Esercito, il quale si è complimentato con noi per essere riusciti a inserire un posto riservato allo sci alpinismo. Da oggi ci affiancheremo a loro e con molta umiltà, su diversi aspetti, cercheremo di prendere esempio, essendo loro da anni il riferimento. Adesso, però, ci saremo anche noi, dando una possibilità in più alla Federazione e ai nostri giovani».

Nel bando sono anche presenti due posti per il fondo (maschile sprint e femminile, un posto nel biathlon (maschile sprint), quattro nello sci alpino (due maschile, uno gigante più speciale e l’altro solo speciale, due femminile con tutte le specialità), uno short track (maschile 1000 e 1500 metri), uno atletica leggera (femminile, prove multiple).

La Federazione Francese ha annunciato le squadre di biathlon per la stagione 2020/21. Tra le donne sarà formato un gruppo di sei atlete, le quattro della squadra A e due della squadra B, Chloe Chevalier e Caroline Colombo, che si alleneranno assieme.

Discorso simile tra gli uomini. Nella prima squadra senza Martin Fourcade, il gruppo A sarà formato da cinque atleti, tutti molto competitivi, insieme ai quali si allenerà anche un atleta della Squadra B, Martin Perillat Bottonet. Il resto del team B sarà composto da sette atleti.

 

DONNE

SQUADRA A

Anaïs BESCOND – ARMÉES / EMHM Morbier Bellefontaine (Massif Jurassien)
Justine BRAISAZ – DOUANES Les Saisies (Savoie)
Anaïs CHEVALIER – DOUANES Les 7 Laux (Sports de Neige du Dauphiné)
Julia SIMON – DOUANES Les Saisies (Savoie)

SQUADRA B

Chloé CHEVALIER (*) – Les 7 Laux (Sports de Neige du Dauphiné)
Caroline COLOMBO (*) – Mouthe (Massif Jurassien)

(*) si alleneranno con la squadra A

Camille BENED – Chablais Nordic (Mont-Blanc)
Sophie CHAUVEAU – Le Grand Bornand (Mont Blanc)
Gilonne GUIGONNAT – Villard sur Boëge (Mont Blanc)
Lou JEANMONNOT – Olympic Mont D’Or (Massif Jurassien)

SQUADRA GIOVANI / JUNIORS

Thaïs BARTHELEMY – Ski Nordique Oisans (Sport de Neige du Dauphiné)
Paula BOTET – La Bressaude (Massif des Vosges)
Laura BOUCAUD – Autrans (Sports de Neige du Dauphiné)
Lou Anne CHEVAT –  Autrans (Sports de Neige du Dauphiné)
Camille COUPE – La Féclaz (Savoie)

UOMINI

SQUADRA A

Fabien CLAUDE –  Basse sur le Rupt (Massif des Vosges)
Simon DESTHIEUX – ARMÉES / EMHM Lompnes (Lyonnais et pays de l’Ain)
Quentin FILLON MAILLET – DOUANES Grandvaux (Massif Jurassien)
Antonin GUIGONNAT – ARMÉES / EMHM Morzine Avoriaz (Mont-Blanc)
Emilien JACQUELIN – DOUANES Villard de Lans (Sports de Neige du Dauphiné)

SQUADRA B

Martin PERRILLAT BOTTONET (*) – La Clusaz (Mont-Blanc)

(*) Si allenerà con la Squadra A

Martin BOURGEOIS REPUBLIQUE – Abbaye Ski Club (Massif Jurassien)
Emilien CLAUDE – Basse sur le Rupt (Massif des Vosges)
Guillaume DESMUS – Areches (Savoie)
Sébastien MAHON – Entente Sportive Saugette (Massif Jurassien)
Ambroise MEUNIER – La Féclaz (Savoie)
Pierre MONNEY – Oye-Pallet (Massif Jurassien)
Hugo RIVAIL –  Les Menuires (Savoie)

SQUADRA GIOVANI / JUNIORS

Thomas BRIFFAZ – Le Grand Bornand (Mont-Blanc)
Louis GIROD – Villard Sur Boëge (Mont-Blanc)
Damien LEVET – Le Grand Bornand (Mont-Blanc)
Oscar LOMBARDOT – Entente Sportive Saugette (Massif Jurassien)
Eric PERROT – Peisey-Vallandry (Savoie)

Dopo aver vissuto una primavera piuttosto turbolenta con alcuni cambi nello staff tecnico, la Francia ha annunciato le squadre per la stagione 2020/21. Numeri importanti, se si considera che tra senior e junior sono stati scelti 45 atleti, 27 uomini e 18 donne.

Al femminile la sola Delphine Claudel è stata considerata Squadra A, ma si allenerà insieme alle altre compagne inserite nel gruppo B, per un team di ben otto atlete. Tra gli uomini non passa inosservato l'importante ritorno di Jules Lapierre, rimasto fermo nell'ultima stagione a causa di un infortunio molto grave al tendine d'Achille. Insieme alla Squadra A, composta da dieci atleti, si alleneranno anche due atleti della Squadra B, Jules Chappaz e Baptiste Gros. Il resto della Squadra B è formato da nove atleti.

DONNE

SQUADRA A

Delphine CLAUDEL – La Bressaude (Massif des Vosges)

SQUADRA B

Coralie BENTZ (*) – Argentière (Mont-Blanc)
Laura CHAMIOT-MAITRAL (*) – Les Saisies (Savoie)
Flora DOLCI (*) – Association Sportive Edelweiss (Alpes Provence)
Juliette DUCORDEAU (*) – Villard de Lans (Sports de Neige du Dauphiné)
Melissa GAL (*) – Pays Rochois (Mont-Blanc)
Enora LATUILLIERE (*) – Chamonix (Mont-Blanc)
Lena QUINTIN (*) – Le Grand Bornand (Mont-Blanc)

(*) Si alleneranno con la A

Mélissa GAL – SCNP Rochois (Mont-Blanc)

SQUADRA GIOVANI-JUNIORS

Eve Ondine DUCHAUFOUR – SC Grandvaux (Massif Jurassien)
Maya EVEN – SA Méaudrais (Sports de Neige du Dauphiné)
Alexiane GAUTHIER – La Féclaz (Savoie)
Juliette GENY – Sallanches (Mont-Blanc)
Tania KUREK – Pays Rochois (Mont-Blanc)
Cloé PAGNIER – Chaux Neuve (Massif Jurassien)
Julie PIERREL – Le Grand Bornand (Mont-Blanc)
Amélie SUIFFET – La Féclaz (Savoie)
Maelle VEYRE – Montgenèvre Val Clarée (Alpes-Provence)

UOMINI

SQUADRA A

Adrien BACKSCHEIDER – DOUANES Gérardmer (Massif des Vosges)
Lucas CHANAVAT – ARMEES / EMHM Le Grand Bornand (Mont-Blanc)
Valentin CHAUVIN – Haut Jura Ski (Massif Jurassien)
Jean-Marc GAILLARD – DOUANES Pays Rochois (Mont-Blanc)
Renaud JAY –  DOUANES Les Ménuires (Savoie)
Richard JOUVE – ARMEES / EMHM Montgenèvre Val Clarée (Alpes Provence)
Hugo LAPALUS – La Clusaz (Mont-Blanc)
Jules LAPIERRE –  ARMEES / EMHM Ski Nordique Chartrousin (Sports de Neige du Dauhpiné)
Maurice MANIFICAT – DOUANES Agy (Mont-Blanc)
Clément PARISSE – DOUANES Megève (Mont-Blanc)

SQUADRA B

Jules CHAPPAZ (*) – La Clusaz (Mont-Blanc)
Baptiste GROS (*) – ARMEES / EMHM Les Dragons d’Annecy (Mont-Blanc)

(*) si alleneranno con la Squadra A

Arnaud CHAUTEMPS – La Féclaz (Savoie)
Martin COLLET – Chamonix (Mont-Blanc)
Sabin COUPAT – Bessat Sports d’Hiver (Forez)
Mathieu GOALABRE – Ski Club Queyras (Alpes Provence)
Kévin LANCIA – SC Les Fourgs (Massif Jurassien)
Victor LOVERA – SN Chartrousin (Sports de Neige du Dauphiné)
Tom MANCINI – La Féclaz (Savoie)
Théo SCHELY – La Clusaz (Mont-Blanc)
Jean TIBERGHIEN – La Féclaz (Savoie)

SQUADRA GIOVANI-JUNIORS

Julien ARNAUD – Montgenèvre Val Clarée (Alpes Provence)
Rémi BOURDIN – S.C Frasne Drugeon (Massif Jurassien)
Mathis DESLOGES – CO 7 Laux Grésivaudan (Sports de Neige du Dauphiné)
Antoine HERICHER – La Féclaz (Savoie)
Florian PEREZ –  Montgenèvre Val Clarée (Alpes Provence)
Gaspard ROUSSET – La Féclaz (Savoie)

Nonostante l'emergenza coronavirus ha messo in forte dubbio la stagione internazionale dello skiroll, la FISI ha giustamente comunicato le squadre della stagione 2020, che dovranno prepararsi se, come tutti sperano, sarà possibile gareggiare anche in ambito internazionale, oltre che nazionale.

Confermato lo staff tecnico, a partire dal direttore tecnico Michel Rainer, così come il responsabile Emanuele Sbabo e l'allenatrice delle donne, Solange Chabloz. Gli ottimi risultati della passata stagione hanno consigliato di andare avanti sulla via della continuità.

La grande novità è l'assenza dai gruppi di Alba Mortagna, atleta che negli ultimi anni aveva vinto moltissimo a livello juniores. La giovane veneta ha lasciato l'attività, peccato visto il suo talento. Sua sorella Laura, invece, detentrice della Coppa del Mondo Juniores, sarà regolarmente presente nella squadra WC Junior, formata da atleti e atlete che dovrebbero partecipare - coronavirus permettendo - al Mondiale Juniores di Khanty Mansjisk, in programma dal 26 al 30 agosto. Un'altra novità riguarda la presenza di un gruppo osservati, nel quali spiccano nomi importanti come quello di Alessio Berlanda, Gianmarco Gatti, Chiara Becchis e Angelo Buttironi. Tra le senior, al fianco delle due gemelle Bolzan, ci sarà anche Elisa Sordello, 2000 piemontese. Ovviamente nella squadra maschile spiccano il detentore della Coppa del Mondo, Matteo Tanel, e il velocissimo Emanuele Becchis.

Le squadre sono pronte, lo staff tecnico azzurro ha già in mente diversi scenari per gli allenamenti. Ora si aspetta solo un segnale dalla FIS per capire cosa sarà della stagione e come eventualmente si svolgerà.

STAFF TECNICO

Direttore tecnico: Rainer Michel (C.S. Carabinieri)
Allenatore responsabile: Sbabo Emanuele (Sci Cai Schio 1910 A.S.D.)
Allenatore squadre femminili: Chabloz Solange (C.S. Esercito)
Tecnico materiali: Ripamonti Marco (S.C. Lissone)
Tecnico: Rosa Anna (S.C. Valsassina)
Tecnico: Becchis Flavio (Ski Avis Borgo Libertas A.S.D.)
Fisioterapista: Ruggiero Antonio Giulio (S.C. Opi Ass.)

SQUADRA "A"

Uomini
Becchis Emanuele (1993 - Ski Avis Borgo Libertas A.S.D.)
Becchis Francesco (1997 - Ski Avis Borgo LIbertas A.S.D.)
Tanel Matteo (1993 - Robinson Team Ass. Sportiva)
Galassi Michael (1990 - S.C. Orsago)
Curti Luca (1997 - Under Up Ski Team Bergamo)
Giardina Jacopo (1996 - Team Futura A.S.D. White Fox)
Valerio Michele  (1999- Ass. Sport. Carisolo)

Donne
Bolzan Anna (1995 - S.C. Orsago A.D.)
Bolzan Lisa (1995 - S.C. Orsago A.D.)
Sordello Elisa (2000 - S.C. Entracque)

SQUADRA WC JUNIOR

Atleti
Masiero Riccardo (2001 - Tesserato C.S. Carabinieri Sez. Sci)

Atlete
Mortagna Laura (2002 - S.C. Valdobbiadene Ass.)
Cozzi Giulia (2001 - S.C. Goggi Ass. Sport.)

SQUADRA GIOVANI

Atleti
Munari Riccardo (2003 - Ski College Veneto)
Gaudenzio Marco  (2004 - Bachmann Sport College)
Artusi Aksel (2004 - A.S.D. Sporting Club Livigno)
Giraudo Samuele  (2003-  A.S.D. S.C. Valle Stura)
Lorenzetti Giovanni (2003 - Ass. Sport. Carisolo)

Atlete
Gismondi Maria (2004 - Winter Sport Club Subiaco)

SQUADRA OSSERVATI

Atleti
Berlanda Alessio (1979 - Team Futura A.S.D. White Fox)
Buttironi Angelo (1999 - S.C. 13 Clusone)
Gatti Gianmarco (2000 - S.C. Valle Anzasca)

Atlete
Becchis Chiara (1999 - Ass. Ski Avis Borgo Libertas)
Borettaz Sabrina (2003 - S.C: Amis de Verrayes)

Sono state annunciate nei giorni scorsi le squadre di sci alpinismo per la stagione 2020\21.

La truppa azzurra si presenta ancora una volta agguerrita, con un gruppo di altissimo livello, corposo e qualitativo sia per quanto riguarda gli uomini che le donne.

Una squadra completa che può contare su atleti di grande esperienza e giovani promettenti, verosimilmente i campioni e le campionesse di domani. 

Il direttore tecnico sarà ancora Stefano Bendetti"Il nostro è senza dubbio un gran bel gruppo, di altissimo livello, come dimostrano le classifiche di Coppa del mondo. Ci sono conferme e qualche passaggio di categoria, stiamo crescendo tanto con le donne laddove prima eravamo più carenti da un punto di vista numerico, soprattutto con le senior. Riusciamo da tempo ad essere al top internazionale grazie alle doti degli atleti ma anche alla cultura dello sci alpinismo che c'è nel nostro Paese. La tradizione italiana in questo sport, unita al grande lavoro dei club, produce questi risultati. Potendo contare su numeri importanti di ragazzi che praticano sci alpinismo è più facile scoprire campioni e campionesse, altrove è un po' più complicato. Ma la concorrenza non sta a guardare, i nostri avversari si stanno specializzando nei singoli format di gara mentre la nostra impostazione generale è quella di puntare su tutte le specialità. In futuro potremmo anche noi a lavorare in questo modo, almeno con qualche atleta. Specializzarsi nell'individual è  più difficile rispetto ad altri format. Ho sentito gli atleti, hanno fatto ciò che hanno potuto in queste settimane. Allenarsi da casa o in giardino, per chi ha lo sci alpinismo nel sangue, non è il massimo ma è stato necessario."

Particolarmente interessante, per il mondo dello sci alpinismo, l'apertura del Centro Sportivo Carabinieri che riserva un posto dedicato a questo sport nel prossimo concorso pubblico riservato ad atleti di Interesse Nazionale. Un riconoscimento che, per quanto riguarda i corpi militari, sinora era stato appannaggio del solo Centro Sportivo Esercito.

Bendetti: "E' una bella cosa. Per noi è molto positiva questa apertura da parte di un nuovo corpo. Potrebbe essere un segnale anche per altri. Un passo importante che dimostra la crescita del nostro movimento."

Le squadre per la stagione 20\21

SQUADRA SENIOR MASCHILE

Robert Antonioli (1990 – Esercito)

William Boffelli (1993 – Under Up Ski Bergamo)

Michele Boscacci (1990 – Esercito)

Nicolò Ernesto Canclini (1997 – Alta Valtellina)

Matteo Eydalli (1985 – Esercito)

Davide Magnini (1997 – Esercito)

Damiano Lenzi (1987 – Esercito)

Nadir Maguet (1993 - Esercito)

Federico Nicolini (1994 – Brenta Team)

Alex Oberbacher (1994 – Bodn Da Nia Val Da Fasha)

SQUADRA SENIOR FEMMINILE

Alba De Silvestro (1995 – Esercito)

Giulia Compagnoni (1996 – Esercito)

Mara Martini (1997 – Bachmann Sport College)

Ilaria Veronese (1996 – Tre Rifugi CAI Mondovì)

ESPOIR MASCHILE U23

Sebastien Guichardaz (1999 – Corrado Gex)

Giovanni Rossi (1999 – Lanzada)

Andrea Prandi (1998 – Valtellina)

ESPOIR FEMMINILE U23

Giorgia Felicetti (1998 – Ski Team Fassa)

Giulia Murada (1998 – Esercito)

JUNIOR MASCHILE

Matteo Sostizzo (2001 – Sci CAI Schio)

Luca Tomasoni (2002 – Presolana)

JUNIOR FEMMINILE

Samantha Bertolina (2001 – Alta Valtellina)

Lisa Moreschini (2001 – Monte Giner)

 

Direttore Tecnico: Stefano Bendetti (Brenta Team)

Allenatore Giovani: Davide Canclini (Alta Valtellina)

Tecnico Giovani: Manfred Reichegger (Esercito)

Fisioterapista: Lisa Cosi (Valle dei Laghi)

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