Redazione

Redazione

Suspendisse at libero porttitor nisi aliquet vulputate vitae at velit. Aliquam eget arcu magna, vel congue dui. Nunc auctor mauris tempor leo aliquam vel porta ante sodales. Nulla facilisi. In accumsan mattis odio vel luctus.

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Valdidentro (SO) – Nella seconda giornata di gare, nell’individuale di 10 km, cinque ragazze ai primi cinque posti.

Baudin, De Martin Topranin, Agreiter, Pellegrini e Scardoni dominano la prova e chiudono in bellezza la prova in alternato. Nelle U20, ottima Caterina Ganz 7a, mentre Alice Canclini è nona. Terzo Giovanni Gullo fra gli uomini.

Giornata non baciata dal sole come ieri, ma temperature sempre primaverili sulla pista “Viola” e oltre 200 partenti. Ottime notizie dalle giovani italiane con un trionfo assoluto di Francesca Baudin, prima, davanti a Virginia De Martin di 9”, di quasi 20” a Debora Agreiter.  Nelle U20, Miglior piazzamento in carriera a livello internazionale per Caterina Ganz, 7a, mentre Alice Canclini, ieri sesta, ha chiuso al 9° posto, in una gara dominata dalla tedesca Julia Berger, che ha concluso i 5 km in 12’59”6, ben 31” prima davanti a Nadine Faehndrich, svizzera, così come la terza, Stefanie Arnold. 

Fra gli uomini, detto del terzo posto di Giovanni Gullo dietro al tedesco Florian Notz ed al giovane francese Clement Parisse, 5° Diethmar Noekler, 6° Francesco De Fabiani, con 6 italiani nei primi 10.

Fra gli U20, dominio francese (sei atleti nei primi otto!!) con Richard Jouve, ma al secondo posto, a 30”, si è piazzato lo svizzero Jason Rueesch, che precede Jules Lapierre, terzo a oltre un minuto dal vincitore. Una dieci km durissima, che ha visto il nostro Sebastiano Pellegrin chiudere al 7° posto e Mikael Abram, ancora aspirante, 9°.

Di seguito le classifiche:

Vota questo articolo

La sprint olimpica, che ha incoronato i Norvegesi, con titolo per Maiken Kaspersen Falla al femminile e per Ola Vigen Hattestad al maschile, è stata una vera e propria gara ad eliminazione.

Sin dalle qualifiche le prestazioni degli atleti in gara sono state influenzate dalla neve pesante e smossa, condizioni che hanno portato a diverse cadute mozzafiato.

Il copione si è ripetuto nelle batterie, con la pista a mietere vittime illustri già dai quarti di finale.

Dario Cologna, impegnato nella batteria dei quarti di finale con gli azzurri Pellegrino ed Hofer, è infatti caduto per ben due volte.

Stessa sorte per Greta Laurent, la quale quando pareva essere in controllo è caduta nella discesa che portava al rettilineo finale dopo un contatto con la Oestberg.

Ma l'apoteosi della bizzarria, perché è proprio stata una sprint olimpica strana, è stata raggiunta in finale quando lo svedeseEmil Joënsson, (nella foto all'arrivo) staccatosi all'uscita dello stadio vuoto di energie, conquista la medaglia di bronzo a 20 secondi dal vincitore Hattestad, recuperando 3 posizioni nella penultima discesa grazie alla rocambolesca caduta che ha escluso dai giochi per una medaglia: Gloersen, Hellner e Ustiugov.

Lo sci nordico ripartirà giovedì con la 10 chilometri femminile in tecnica classica.A questo link le riprese frontali e posteriori dell'incredibile caduta che ha coinvolto Hellner, Gloersen e Ustigov

http://unofficialnetworks.com/watch-crosscountry-crash-moments-finish-128552/

Seconda giornata dei Campionati italiani Ragazzi, oggi, a Campolongo di Rotzo – Cesuna (Vincenza), dov’era in programma l’Individuale a tecnica classica – 3,75 km femminile, 5km maschile -. 

La friulana nata in Austria, Gina Bin (10’38”4); ha vinto davanti alla valdostana Emilie Jantet, bronzo alla bergamasca di Schilpario, Valentina Maj (10’52”1)

Al maschile, titolo al sappadino Davide Graz (12’14”5) a precedere il trentino Tommaso Giacomel (12’41”7) e il valtellinese Luca Compagnoni (12’41”9). 

Domani le staffette. Le classifiche:  individuale

Vota questo articolo

Saranno Elisa Brocard e Marina Piller le azzurre che saranno al via giovedì, mentre venerdì 14 febbraio tocca a Mattia Pellegrin, Fabio Pasini, Dietmar Noeckler e Francesco De Fabiani.

La gara, soprattutto per i maschi, sarà utile per i tecnici in vista della composizione della staffetta di domenica prossima.

Esordio olimpico per Mattia Pellegrin

Cesuna di Roana (VI) – vittoria pe ri friulani sul trentino e la Valle d'Aosta nella staffetta che concludeva i Campionati Italiani ragazzi.

Oro al quartetto del Friuli Venezia Giulia, argento al Comitato Trentino, bronzo a quello Valdostano. 

LE CLASSIFICHE

 

Vota questo articolo

Nell'ultima gara della stagione altro trionfo per Therese Johaug, che conquista così anche la Coppa del mondo overall. Dopo la magnifica prova di ieri, che le ha permesso di respingere l'attacco di Marit Bjoergen al primato in classifica, la piccola norvegese ha dominato anche la 10 chilometri pursuit a tecnica libera, amministrando il vantaggio sugli sci e incrementrando quello in classifica generale sulla connazionale Bjoergen.

Therese si è presentata sul traguardo a braccia alzate dopo 24'25".5 di gara, precedendo di 29".2 Marit Bjoergen e di ben 1'52".4 Heidi Weng. Con la prova di oggi è stata finalmente assegnata anche lo Coppa del mondo generale, mai stata così tanto incerta sino all'ultima gara come quest'anno, andata nella bacheca di Therese Johaug. La ventiseienne norvegese aggiunge così al suo palmarès la sua prima sfera di cristallo generale.

Non ha invece preso il via l'unica azzurra Gaia Vuerich.

Results

Rank

Bib

Name

Year

Country

Tot. Time

1 1 JOHAUG Therese 1988 NOR 24:25.5
2 2 BJOERGEN Marit 1980 NOR 24:54.7
3 5 WENG Heidi 1991 NOR 26:17.9
4 3 NISKANEN Kerttu 1988 FIN 26:18.4
5 4 KALLA Charlotte 1987 SWE 26:41.8
6 6 OESTBERG Ingvild Flugstad 1990 NOR 26:48.4
7 8 TCHEKALEVA Yulia 1984 RUS 26:49.8
8 7 WIKEN Emma 1989 SWE 26:51.8
9 9 STEIRA Kristin Stoermer 1981 NOR 26:55.5
10 10 VRABCOVA - NYVLTOVA Eva 1986 CZE 27:59.1
11 13 LAHTEENMAKI Krista 1990 FIN 28:05.6
12 11 ISHIDA Masako 1980 JPN 28:06.9
13 14 RANDALL Kikkan 1982 USA 28:14.9
14 15 HAGEN Martine Ek 1991 NOR 28:16.1
15 16 LINDBORG Sara 1983 SWE 28:17.2
16 12 ERIKSON Hanna 1990 SWE 28:17.9
17 18 STEPHEN Elizabeth 1987 USA 28:34.5
18 22 FALLA Maiken Caspersen 1990 NOR 28:53.5
19 25 ZELLER Katrin 1979 GER 28:54.0
20 23 FAIVRE PICON Anouk 1986 FRA 28:54.1
21 17 BOEHLER Stefanie 1981 GER 28:54.6
22 19 BJORNSEN Sadie 1989 USA 29:14.3
23 21 KYLLOENEN Anne 1987 FIN 29:16.9
24 24 SAARINEN Aino-Kaisa 1979 FIN 29:19.1
25 28 IVANOVA Julia 1985 RUS 29:24.5
26 26 RINGWALD Sandra 1990 GER 29:27.6
27 31 JASKOWIEC Sylwia 1986 POL 29:31.5
28 33 INGEMARSDOTTER Ida 1985 SWE 29:44.1
29 35 JEAN Aurore 1985 FRA 29:47.4
30 20 FESSEL Nicole 1983 GER 29:51.8
31 27 HERRMANN Denise 1988 GER 29:52.9
32 30 SHEVCHENKO Valentina 1975 UKR 30:13.2
33 34 HARSEM Kathrine Rolsted 1989 NOR 30:14.8
34 32 SCHICHO Elisabeth 1991 GER 30:17.0
35 36 BRUN-LIE Celine 1988 NOR 30:45.3
36 37 DIGGINS Jessica 1991 USA 30:47.7
37 41 GREGG Caitlin 1980 USA 31:45.7
38 38 SARGENT Ida 1988 USA 31:47.6
39 40 CALDWELL Sophie 1990 USA 31:54.7
40 42 FABJAN Vesna 1985 SLO 33:04.4
41 43 VISNAR Katja 1984 SLO 35:16.2
42 45 DUPONT Andrea 1980 CAN 39:00.3

 

Vota questo articolo

Ci siamo permessi di riprendere un articolo scritto da Carlo Brena, responsabile della rivista sci fondo che in questi giorni si trova a Sochi, nel quale racconta il difficle percorso che atleti e tecnici devono affrontare nel dopo gara. In particolare quello di Federico Pellegrino, molto atteso dopo gli ottimi risultati fino a quì ottenuti e sicuramente deluso per aver visto sfumare i suoi sogni, ma allo stesso tempo onesto con se stesso e sincero con tutti ad ammettere che (sempre più inusuale per l'italico modo di vivere le sconfitte) "è finita la benzina"! Niente alibi, scuse, ma solo colpa della "MIE" gambe. A noi Federico è piaciuto per la maturità dimostrata soprattutto nel dopo gara. In gara lo farà ancora moltissime altre volte non preoccupatevi!

 

 

"Ci vuole Fede per saper perdere".

Adesso vi spiego una cosa che è bene conoscere: la mix-zone. Attenti però, perché bisogna calarsi nell’atmosfera per capire cos’è. la mix-zone è un’area che gli organizzatori costruiscono dopo il traguardo e dove, attraverso un budello forzato, gli atleti sono costretti a transitare, prima di entrare negli spogliatoi. È la corsia dei dannati, il girone dantesco dei perdenti, dei delusi, degli amareggiati, perché da qui non passano i primi tre. Le medaglie olimpiche fanno un altro giro, qui transitano gli sconfitti. A fianco di questo corridoio e appoggiati alle transenne, ci stanno i giornalisti, tutti appollaiati come corvi, sciacalli della tastiera. Razza media ienens. Alcuni atleti che non hanno voglia di parlare, hanno passo lungo e ben disteso, e non incrociano lo sguardo con nessuno nel loggione dei media. Guarda e passa e non ti curar di loro, appunto. Altri invece, vengono portati a noi dall’attaché della federazione. Uno di questi è Federico Pellegrino. Ha appena finito la “sua” gara. La sprint è la sua gara. Non ha lo sguardo basso, ma certo non sprizza di felicità. Gli si è spenta la luce sull’ultima salita e la rincorsa al podio nella sprint di sci di fondo si spegne con lui. “Ci ho provato ma all’inizio della salita non sentivo più le gambe. Pazienza.”. Ecco, qui in questi pochi metri quadrati si consuma il dramma dell’atleta che, dopo aver confessato a sé stesso colpe e misfatti, errori e disattese, cronache e speranze assopite, lo deve raccontare anche a un manipolo di giornalisti che vogliono spiegazioni. Vogliono la sua testa, lo metterebbero al patibolo per quella medaglia tanto promessa e non ancora arrivata. Fanno domande delicate ma sibilline, cercano di fargli dire quello che vorrebbero sentirsi dire, ma Federico è intelligente e abile, e non cade nel tranello. I giornalisti lo vogliono veder soffrire senza pietà. Non sanno che in fondo è Chicco un ragazzo di 23 anni, che oggi in quella salita che non finiva più, è diventato un po’ più uomo. Non sanno che Pelle quest’estate si allenava con ripetute in salita sui prati “perché sull’erba appena tagliata gli sci tengono come sulla neve”. Non sanno che Fede si è caricato sulle spalle la responsabilità di una medaglia che non si è vista, e che lui la medaglia la prende tutte le mattine che si sveglia e (con Greta, la sua Greta) si allena sulle nevi della Val Ferret. Non sanno che dopo Chicco, Pelle e Fede non ho più soprannomi. Non sanno che lui ha una tecnica sopraffina, il miglior interprete dello skating, che ha un bel motore e anche una bella testa, tanto che non ci stupiremmo se un domani dovesse far carriera. Non sanno un sacco di cose i giornalisti. E forse è proprio il caso di dire: “sapevatelo”.

Carlo Brena – Sochi

 

leggi l'articolo: http://www.rivistasci.it/14353/ci-vuole-fede-per-saper-perdere

 

Trionfo azzurro al femminile, podio interamente italiano al femminile. Coppa a Francesca Baudin che precede Pellegrini e Stuerz con Scardoni 5a. Secondo De Fabiani al maschile

Si chiude la Opa Cup di Valdidentro con una bella vittoria azzurra in campo femminile, dove le azzurre occupano completamente il podio finale grazie a Francesca baudin, prima con 948 punti, a Sara Pellegrini, seconda a quota 763 e Giulia Stuerz, terza con 728 punti. Deve cedere il quarto posto Lucia Scardoni che è comunque quinta con 560 punti a completare il trionfo italiano. Nella pursuit di oggi la vittoria è andata all'elvetica Nathalie Von Siebenthal che ha preceduto proprio Francesca Baudin, Debora Agreiter e Sara Pellegrini.


Fra i maschi c'è la piazza d'onore nella classifica finale di Francesco De Fabiani con 593 punti che deve cedere il primato al francese Paul Golabre con 612 punti. Terzo è il tedesco Andy Kuehne. Vittoria per Remo Fischer oggi, proprio davanti a De Fabiani e Parisse.

Fra gli juniores, i migliori sono stati Sebastiano Pellegrin, 7° e Alice Canclini 9a.
 

fonte: www.fisi.org

Download allegati:

Vota questo articolo

Top