Redazione

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Clamorosa e pesantissima notizia per lo sci di fondo. La Norvegia rinuncerà alle prossime due tappe di Coppa del Mondo in programma a Davos e Dresda, con il Tour de Ski a forte rischio.

Il responsabile dello sci di fondo Espen Bjervig ha dichiarato attraverso un comunicato che l'attenzione è tutta rivolta ai Campionati del Mondo di Oberstdorf (23 febbraio - 7 marzo 2021). La priorità è ovviamente la salute degli atleti. Ecco le parole tratte dal comunicato stampa federale.

"Abbiamo discusso internamente le esperienze durante il fine settimana, riconoscendo che il rischio di essere infettati da Covid-19 è effettivamente presente quando si partecipa alla Coppa del Mondo. Oltre al rischio di viaggiare, abbiamo sperimentato che mantenere le distanze ed evitare contatti ravvicinati sul campo di gara della Coppa del Mondo è più impegnativo di quanto pensassimo all'inizio. Gli atleti di resistenza hanno i loro polmoni come strumento di lavoro e non conosciamo i postumi del Covid-19. Pertanto, dobbiamo prendere precauzioni. Come il resto della società, ora sperimentiamo l'insicurezza adattandoci a una vita quotidiana incerta. Ovviamente capiamo che potrebbero esserci diverse considerazioni al riguardo, ma questa decisione è giusta per noi della Federazione norvegese di sci di fondo. Dobbiamo puntare sulla salvaguardia della prospettiva sanitaria che non vuole chiudere completamente a chiave la porta per il Tour de Ski se la situazione dovesse cambiare in senso positivo rispetto alla situazione dei contagi."

La Norvegia rinuncerà anche alla Scandinavian Cup di Rovaniemi in Finlandia. Gli atleti non rimarranno comunque inattivi e competeranno in gare nazionali già questo fine settimana.

Paure e dubbi sono volati via: Dominik Windisch raggiunge Kontiolahti. La notizia si conosceva già da alcuni giorni, ma ora è stata resa ufficiale dalla FISI.

Dopo alcuni giornate mentalmente molto difficili per il campione del mondo della mass start del 2019, nelle quali è stato inizialmente escluso all'ultimo momento dal contingente in partenza per la Finlandia a causa di un test sul covid dall'esito positivo, poi immediatamente smentito da numerosi test successivi effettuati, finalmente Windisch ha ricevuto il semaforo verde per partire. Già sabato scorso, mentre Wierer vinceva l'individuale di Kontiolahti, l'atleta del CS Esercito aveva ricevuto la notizia definitiva di stare bene e poter prendere parte alla Coppa del Mondo. Il tempo di superare quindi l'enorme stress mentale delle ultime giornate e tornare mentalmente a pensare soltanto alle gare, che da giovedì lo vedranno finalmente protagonista.

Con lui sarà a Kontiolahti anche Thomas Bormolini, fermato assieme a Windisch perché ritenuto contatto stretto del campione del mondo 2019. Anche per il livignasco sono stati giorni durissimi tra un vortice di emozione. Prima la soddisfazione di tornare in nazionale dopo il duro lavoro estivo per riprendersi il posto perso in primavera, quindi la delusione dello stop forzato, la paura di poter aver contratto il covid e l'isolamento a casa ad attendere notizie sul compagno di squadra. Fortunatamente l'esito è stato quello che ci si augurava ed anche il livignasco ha potuto sfruttare il weekend per mettere da parte questa folle settimana, degnissima di un pazzo 2020, per concentrarsi sulle gare di Kontiolahti. I due azzurri raggiungeranno la Finlandia martedì.

Il contingente azzurro maschile passa quindi da tre a cinque atleti. Con Lukas Hofer, Didier Bionaz e Patrick Braunhofer, gareggeranno anche Thomas Bormolini e un Dominik Windisch che scalpita e non vede l'ora di presentarsi in pista a dare battaglia, anche se ovviamente con lo svantaggio enorme di non aver ancora rotto il ghiaccio in Coppa del Mondo e lo stresss accumulato in questi giorni. I tecnici azzurri avranno quindi anche la possibilità di scegliere in vista della staffetta maschile.

Resta fuori dal gruppo azzurro Daniele Cappellari, che sta lavorando in vista di Hochfilzen. Il poliziotto di Forni di Sopra sta cercando di trovare la miglior condizione e si sta allenando per riuscire a trovare la forma adatta a poter affrontare la Coppa del Mondo. Come abbiamo verificato, non ci sono mai stati altri problemi, la sua situazione è ben diversa da quella dei suoi compagni di squadra. Le voci circolate da mercoledì scorso l'hanno portato a dover rispondere di continuo a messaggi di amici e conoscenti per rassicurare tutti sulle sue condizioni, ma in realtà il friulano non era nella lista dei convocati e non aveva nemmeno dovuto recarsi a Milano la scorsa settimana quando erano stati effettuati i test. Lo vedremo più avanti.

Arriva una grande scossa nel mondo dello sci di fondo. Johannes Klæbo ha annunciato attraverso un comunicato stampa diffuso lunedì pomeriggio, che salterà le gare di Coppa del Mondo del 2020 in programma nel mese di dicembre.

Il campione norvegese ha deciso di restare in Norvegia e non correre rischi, saltando così le gare in programma a Davos e Dresda, dove sono in programma ben due sprint da cento punti. Klæbo aveva già affermato nei giorni scorsi di aver messo in dubbio la sua partecipazione alle prossime competizioni, dopo quanto accaduto giovedì scorso quando tutta la squadra norvegese era stata messa in quarantena per la positività al covid-19, poi smentita da un nuovo test, dell'allenatore Nossum.

Ora la decisione definitiva: niente gare per tutto dicembre e possibile ritorno al Tour de Ski, il prossimo 1 gennaio. «Penso che sia completamente sbagliato viaggiare verso destinazioni internazionali in questi tempi. Implica il contatto con molte persone. Include aerei, autobus, aeroporti e altro ancora. Non mi esporrò a questo. Per me sarebbe completamente sbagliato. Accetto le conseguenze che deriveranno da questa mia scelta, ma questa volta mi ritiro».

Klæbo è stanco di convivere con questa incertezza: «Provo questa sensazione da un po'. È iniziato in concomitanza con la finale della Coppa del Mondo della scorsa stagione. L'incertezza si è ulteriormente intensificata durante il nostro soggiorno a Ruka. Sembrava tutto più sicuro prima di partire rispetto alla situazione trovata in Finlandia». Ieri i norvegesi si erano lamentati quando si era scoperto che un combinatista russo, risultato inizialmente negativo al test, aveva girato in pista e negli spogliatoi per due giorni prima di venire trovato positivo al covid.

«Sento che lo sci e le gare non sono molto importanti in relazione alla pandemia che sta imperversando in tutto il mondo - ha affermato Klæbo - tutti devono fare la loro parte e ciò che pensano sia giusto. Per me questa è la cosa più giusta da fare».

Con questa scelta arrivata dall'atleta più rappresentativo, la FIS viene fortemente bocciata per la sua decisione di andare avanti come niente fosse, sperando di poter proseguire con il normale calendario.

È ufficiale, l'Italia ospiterà la sua tappa di OPA Cup. Sarà Riale, nell'Alta Val Formazza in Piemonte, ad organizzare la competizione europea dello sci di fondo, prendendo il posto di Isolaccia, che ha recentemente rinunciato.

FISI e FIS hanno risposto positivamente alla proposta di candidatura portata avanti da Gianluca Barp, Presidente di Formazza Event e Sci Club Formazza, per ospitare la competizione presso il borgo situato a 1730 metri s.l.m, uno dei paradisi nostrani dello sci nordico e, più in generale, dello sport ad alta quota.

Otto nazionali europee al via, compresa l'Italia, oltre agli atleti dei corpi militari saranno presenti alle gare per un totale di 250 atleti, che si daranno battaglia sull'anello di Riale, che grazie ad una scelta lungimirante della Formazza Event, è pronta fin da oggi a ospitare gli atleti, professionisti e non, della disciplina. Grazie infatti alla tecnologia dello snowfarming, che ha permesso di stoccare oltre 4.000 metri cubi di neve della scorsa stagione e di posarla sulla pista a inizio del mese di novembre 2020, a cui si aggiunge la neve artificiale sparata dai cannoni, Riale ha potuto anticipare la stagione dello sci di fondo, in attesa delle ormai imminenti nevicate naturali che andranno ad arricchire ulteriormente il terreno.

Una scelta coraggiosa quella della località della Val Formazza, arrivata in un periodo nel quale è difficile organizzare eventi. Riale vuole dimostrare che è possibile, bisogna avere il coraggio di non fermarsi e cercare di preparare tutto al meglio per permettere di portare avanti l'attività.  La tappa dell’Opa Cup si svolgerà nel pieno rispetto delle normative vigenti, in una sorta di “bolla” protettiva per gli atleti e i loro staff. Per questo motivo non saranno ammessi i tifosi e l’intera vallata si sta organizzando per ospitare i partecipanti alla gara nella massima sicurezza.

Le gare si disputeranno nel weekend dal 18 al 20 dicembre. Il programma è rimasto invariato rispetto ad Isolaccia. Si aprirà con una sprint in classico il venerdì, seguita da una individuale a cronometro in classico il sabato e infine la mass start la domenica. Per questa gara, essendo evento FIS, non è chiaro se come da protocollo FISI gli atleti dovranno indossare la mascherina per i primi metri di gara.

In un comunicato diffuso ai media, Gianluca Barp, presidente di Formazza Eventi, ha espresso la propria soddisfazione: «Siamo onorati di poter ospitare l’unica tappa italiana dell’Opa Cup, le tante federazioni europee e gli atleti. Questo risultato è frutto di un lavoro che stiamo portando avanti da diversi anni e che ci permette, oggi, di essere tra le poche realtà italiane ad anticipare la stagione e, quindi, di accogliere nel modo migliore e nella massima sicurezza tanto i professionisti quanto gli amatori di questa magnifica disciplina. Ringrazio la FIS e la FISI per avere creduto in noi, così come le istituzioni locali, il comitato provinciale e tutti gli sci club del territorio che ho coinvolto nel progetto OPA CUP e che hanno risposto con entusiasmo e un grande supporto. Penso che Riale, e più in generale la Val Formazza, sia un luogo ideale per poter praticare lo sport all’aria aperta, immersi nella natura e possa diventare sempre più un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale per lo svolgimento delle discipline tecniche e adrenaliniche come lo sci di fondo, ma anche la corsa in montagna, lo sci alpinismo e l’e-bike».

La Svezia vola sulle ali di Hanna Öberg, autentica dominatrice della sprint di Kontiolahti. Nel giorno che regala alla svedese la prima gioia nel massimo circuito in questa specialità arriva l'ennesima conferma della grande condizione del team gialloblu che nel giro di poche ore ha trovato prima il duplice podio nella gara maschile a firma Samuelsson-Ponsiluoma per poi festeggiare il trionfo di Hanna.

Perchè di trionfo si tratta: il miglior tempo sugli sci (appena davanti alla sorellina Elvira, limitata solo da tre errori al tiro in piedi, 24ima) insieme a due poligoni eccellenti rappresenta la ricetta migliore per salire sul gradino più alto del podio. E così è stato, perchè un'altrettanto concreta Marte Røiseland si è vista costretta a fronteggiare 23"7 di ritardo, a parità di errori. Tanto, più di quanto era lecito attendersi. Ma alla Svezia, in questi primi giorni di stagione piace sorprendere e tutto pare venire facile, anche la preparazione di materiali eccellenti.

Secondo posto di giornata quindi per una Røiseland che dopo il parziale sbandamento dell'individuale ha ritrovato l'attesa quadratura (a differenza di Tiril Eckhoff, ancora imprecisa con altri tre errori), trascinando sul podio la compagna di team Karoline Knotten che può così festeggiare il debutto nella top3 (mai tra le migliori 10 prima di oggi) grazie ad una prova bilanciata ed equilibrata che ha invece privato del secondo podio consecutivo l'altra svedese Johanna Skottheim, quarta e seguita dalla terza svedese di giornata, Mona Brorsson, migliore tra le non perfette al tiro, un errore in piedi per lei.

Ed a proposito di errori, una penalità colta al quarto bersaglio della prima serie ha appesantito la prova di una Dorothea Wierer che come prevedibile ha pagato nella gara più veloce la fatica del giorno precedente e la condizione non ancora spumeggiante. Nonostante una sessione in piedi davvero buona, Doro al traguardo ha lamentato ben 1'26"7 da Hanna Öberg ed ora avrà modo nei prossimi giorni per recuperare energie e provare ad affinare la forma. Discorso analogo per Denise Herrmann che dopo aver convinto nel tiro ieri, ha dato segnali opposti oggi - leggasi i tre errori al tiro in piedi - che l'hanno fatta precipitare al limite della zona punti, complice una prestazione sciistica non eccezionale (stanchezza? materiali non a puntino?). Una gara che insomma ha visto rimescolarsi molte delle carte emerse nel giorno del debutto.

Rimescolata in positivo invece la carta di Lisa Vittozzi: la prestazione pulita al poligono era quello che serviva alla sappadina dopo i balbetti dell'individuale. La sua forma fisica non poteva essere al meglio per quanto passato nelle scorse settimane ma per Lisa oggi era importante ritrovare fiducia al tiro; in classifica la carabiniera segue di pochi secondi Doro Wierer (25ima in scia ad Elvira Öberg) e come lei ora potrà andare in progressione. Oltre la sessantesima posizione le altre tre azzurre in gara: Federica Sanfilippo è 61ima (0+2), Nicole Gontier 66ima (1+1) ed Irene Lardschneider 72ima (1+1).

Capitolo sorprese: alle spalle di Brorsson, in sesta e settima posizione, ecco la bielorussa Dzinara Alimbekava (0+1) e l'estone Tuuli Tomingas (0+0); soprattutto per la prima - già ottava ieri - si tratta di una prestazione di alto valore.

Due giorni che insomma hanno confermato quanto ci si aspettava da questa stagione: le possibili protagoniste sono numerose. E se fino a venerdì si ragionava quasi solo sulle "solite" cinque (Wierer, Herrmann, Røiseland, Eckhoff, Hanna Öberg in ordine casuale), l'alba di questo inverno suggerisce che il ventaglio delle prime della classe potrebbe presto allargarsi ulteriormente. E la Svezia potrebbe essere la principale colpevole. Giovedì si ripartirà, ancora a Kontiolahti, ancora con una sprint.

Johannes Bø ci ha messo meno di 24 ore per ristabilire le gerarchie. Sorpreso dal più giovane compagno di squadra Sturle Lægreid nell'individuale di ieri, il dominatore del biathlon attuale ha voluto rimettere le cose in chiaro nella sprint, secondo ed ultimo appuntamento di questa prima tappa finlandese di Kontiolahti. Una gara magistrale, praticamente senza becca alcuna, che ha consegnato al detentore della Coppa del Mondo la vittoria numero 49 in carriera. Tutto è filato via liscio, in casa JTB: imprendibile sugli sci, preciso e attento al poligono: inevitabile così accomodarsi sul gradino più alto del podio, con sensibile margine su tutti gli avversari.

E nella sua scia, i primi ad infilarsi sono stati gli svedesi, evidentemente ispirati a dovere dall'eccellente prova delle compagne di squadra nel sabato finlandese: con un errore a testa nella sessione a terra, Sebastian Samuelsson e Martin Ponsiluoma si sono spartiti gli altri due gradini del podio, rispettivamente a 44"1 e 47"9 dal leader della gara. Per entrambi non si tratta del debutto in zona podio (è la terza volta per Samuelsson, la seconda per Ponsiluoma) ma la giornata resta assolutamente memorabile.

L'exploit svedese ha fatto così scivolare in quarta piazza l'altro norvegese Svetle Christiansen (+51"9, a sua volta dopo un giro di penalità a terra) seguito in quinta posizione dal veterano sloveno Jakov Fak (53"2), protagonista di una gara decisamente accorta al poligono e piuttosto incisiva - per quanto gli riguarda - anche nel fondo.

Tutti oltre il minuto gli altri, a cominciare dal francese Quentin Simon Faillet (0+0), ottimo al tiro ma affaticato soprattutto nel giro finale; a completare la top ten, ecco il settimo posto del tedesco Erik Lesser (0+1), già a podio nell'individuale, e l'ottavo di Emilien Jacquelin, incappato in due errori nel tiro in piedi.

Un singolo errore in piedi ha impedito a Lukas Hofer di uscire a pieni voti dalla sprint di Kontiolahti: ma la bontà della sua prova si rispecchia nell'undicesimo posto finale a 1'12"8 da JTB. Un piazzamento figlio di un atteggiamento coraggioso e sicuro al tiro, nonostante l'errore, ed una condizione fisica tutto sommato buona per come si erano messe le ultime settimane. Bene così, davvero.

Diciottesimo posto e primo errore in carriera nel massimo circuito per Sturla Lægreid, eroe del sabato lappone: una buona dose di esperienza nel giorno del debutto con il pettorale di leader di Coppa. Pensiamo di essere facili profeti nel dire che avrà modo di indossarlo nuovamente.

Per quanto riguarda gli altri azzurri, Didier Bionaz (2+1) e Patrick Braunhofer (2+1) hanno pagato dazio e si sono ritrovati ben oltre la 60ima piazza.

Una vittoria da grandissimo campione per Johannes Klæbo, un copione che era già scritto da ieri. Il fenomeno norvegese, partito con 26” di vantaggio su Bolshunov e 31” si è limitato a controllare, ha lasciato rientrare il russo insieme ad Iversen, quindi si è messo sulle code del russo e del compagno di squadra, per poi uscire fuori sull’ultima salita, andare a tutta velocità e vincere comodamente. Bolshunov, nonostante una gara generosa e di cuore, si è dovuto accontentare del secondo posto, mentre un buon Iversen ha chiuso terzo. Per la terza volta Klæbo è riuscito a vincere il Tour partendo dal primo posto alla vigilia dell’ultima tappa.

Fin dall’inizio Klæbo ha cercato di gestire le energie, mentre alle sue spalle Bolshunov e Iversen recuperavano secondi fino a raggiungerlo al termine del terzo giro, al chilometri 7,5. Nel frattempo alle loro spalle, a poco più di venti secondi si è formato un gruppetto con Chervotkin, Musgrave, Belov, Niskanen e un Holund impressionante, essendo partito addirittura con 1’32” di svantaggio. Nel giro successivo questo gruppetto ha perso diversi secondi, perché in testa Bolshunov ha iniziato ad andare a grande velocità, anche se Iversen e Klæbo non hanno mai mollato le sue code. Fino all’ultima salita, quando Klæbo è entrato in modalità sprint e ha dato una lezione a tutti, salutando la compagnia e vincendo la gara comodamente davanti a Bolshunov e Iversen.

In quarta posizione un magnifico Holund, che ha chiuso a 19” da Klæbo dopo essere partito addirittura dalla sedicesima piazza a 1’32”. Troppo forte anche per il gruppo che era con lui, staccato nell’ultimo giro. In quinta piazza un ottimo Niskanen, che fisicamente è sembrato in crescita rispetto a sabato. Il finlandese ha battuto in volata un generoso Musgrave, che si è presentato in grandi condizioni. Dal settimo al nono posto altri tre russi: Chervotkin, Belov e Melnichenko. In top ten anche Hakola a 36”.

Per quanto riguarda gli italiani, ha fatto un’ottima impressione Federico Pellegrino che ha concluso al 19° posto, riuscendo nel finale anche a scavalcare Francesco De Fabiani, partito sedicesimo per poi chiudere 20°. Buona quindi la prova dei due azzurri, i migliori tra gli atleti dell’arco alpino. Non è andato lontano dalla zona punti del Tour anche Salvadori che ha concluso 36°, ad appena sei secondi dalla trentesima piazza di un Cologna ancora lontano dalla miglior condizione. Più indietro Rastelli, giunto 56°.

Nella classifica di giornata che assegna 50 punti si è imposto Holund, davanti all’ottimo Melnichenko e Sjur Rothe, sedicesimo assoluto, ma capace di recuperare ben dieci posizioni. In questa speciale classifica Salvadori è entrato in top venti, giungendo 19° e ottenendo i primi punti della stagione, mentre Pellegrino ha concluso 25°, andando così a punti in tutte le gare del weekend.

CLASSIFICA FINALE RUKA TRIPLE TOP 10
1° J.H. Klæbo (NOR) 35’09.8
2° A. Bolshunov (RUS) +0.7
3° E. Iversen (NOR) +3.0
4° H.C. Holund (NOR) +19.5
5° I. Niskanen (FIN) +27.3
6° A. Musgrave (GBR) +27.7
7° A. Chervotkin (RUS) +32.9
8° E. Belov (RUS) +33.4
9° A. Melnichenko (RUS) +35.9
10° R. Hakola (FIN) +37.1

Gli italiani
19° F. Pellegrino +1’41.7
20° F. De Fabiani +1’43.2
36° G. Salvadori +2’29.3
56° M. Rastelli +4’11.2

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CLASSIFICA TEMPI PURSUIT TOP 10
1° H.C. Holund (NOR) 33’57.3
2° A. Melnichenko (RUS) +2.4
3° S. Røthe (NOR) +12.6
4° S.H. Krüger (NOR) +15.6
5° A. Young (GBR) +20.4
6° F. Notz (GER) +23.3
7° J. Maeki (FIN) +25.7
8° I. Yakimushkin (RUS) +25.8
9° A. Musgrave (GBR) +33.2
10° S.B. Skar (NOR) +33.9

Gli italiani
19° G. Salvadori +55.8
25° F. Pellegrino +1’01.2
39° F. De Fabiani +1’24.7
58° M. Rastelli +2’43.7

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Imbattibile? Forse per gli avversari, ma non per il vento. Dopo aver dato una grande dimostrazione di forza, l’ennesima, nelle giornate di venerdì e sabato, Jarl Magnus Riiber non sarà al via della Gundersen odierna. A causa del forte vento, infatti, i giudici hanno deciso di cancellare il segmento di salto e affidarsi al PCR di giovedì sera per stabilire l’ordine di partenza della Gundersen pomeridiana. Una beffa per il campione norvegese, squalificato giovedì a causa di una irregolarità della tuta. Un duro colpo, ma anche la lezione per Riiber che certi errori purtroppo si pagano.

A questo punto sarà un “liberi tutti”. Il tedesco Manuel Faisst partirà con 18” di vantaggio sul norvegese Jens Luraas Oftebro, mentre il giovane Lamparter avrà 26” da recuperare con l'estone Ilves. Dalla quinta piazza partirà Riessle a 42”, poi l’austriaco Rehrl a 1’02”, che probabilmente sarà ripreso dal nipponico Akito Watabe. Anche il Frenzel di ieri potrebbe giocarsi le sue chance partendo a 1’25”. Una gara aperta a tutto, quindi, vista l’assenza del fenomeno.

E gli azzurri? Nel PCR gli italiani avevano fatto un po’ meno bene rispetto alle prestazioni di venerdì e sabato. Costa partirà dalla 25ª piazza a 2’50”, Kostner 32° a 3’22”, mentre Buzzi può sorridere perché inizierà 37° a 31” dalla zona punti che appare più che alla portata. Bezzi inizierà la gara invece da 46° a 4’44”.

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