Redazione

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Anche un tecnico degli sci austriaco è stato coinvolto nel processo per lo scandalo doping esploso nel 2019 in occasione del Mondiale di Seefeld. L’uomo, Emanuel M. ha dovuto rispondere lunedì presso il tribunale di Innsbruck per il mancato rispetto della legge antidoping e per aver contribuito alla frode sportiva. Il trentacinquenne ha ammesso in parte la colpa, affermando di aver ricevuto da Mark S. l’ormone della crescita da consegnare poi ad alcuni atleti. Il tecnico è stato quindi condannato a un anno di carcere e al pagamento di una multa complessiva di 3360 euro.
    
L’uomo agiva quindi come intermediario tra il medico tedesco e gli atleti, avendo anche consegnato l’ormone della crescita ai due fondisti, Dominik Baldauf e Max Hauke, e avendo anche ammesso di aver ricevuto la richiesta dall’ex allenatore Gerald H. di ottenere qualcosa per lo sciatore Hannes Reichelt. L’imputato ha affermato di aver consegnato quindi qualcosa all’allenatore, ma non ricorda di preciso se si trattasse o meno di ormone della crescita e soprattutto non sa se l’atleta abbia mai ricevuto e utilizzato quanto consegnato. Ricordiamo che lo sciatore ha sempre respinto con forza ogni accusa in merito.

Il tecnico austriaco ha svelato di aver conosciuto il medico tedesco in occasione delle Olimpiadi di Sochi, quando Johannes Dürr, poi squalificato per doping, gli chiese di prenderlo e successivamente riaccompagnarlo in aeroporto. Lui stesso, ex atleta ritiratosi però molto presto, ha fatto uso di doping per alcune gare amatoriali alle quali ha partecipato negli ultimi anni.

L’imputato non ha voluto fare alcun nome specifico degli allenatori austriaci dai quali avrebbe ricevuto delle richieste riguardo al doping, temendo, così ha affermato rispondendo ad una domanda del suo avvocato difensore, una causa da parte dell’ÖSV.

La Squadra A azzurra di sci di fondo ha raggiunto Anterselva per la seconda settimana consecutiva di raduno, dopo quella appena conclusa a Predazzo. Per la prima volta il piccolo gruppo di Saracco si è diviso da quello Milano Cortina 2026 di Scola e Pasini.

La settimana è iniziata però con una bellissima notizia, perché all'interno dell'impianto che ha ospitato l'ultimo Mondiale di biathlon è presente anche Greta Laurent. La valdostana delle Fiamme Gialle, che lo scorso 23 giugno si era fratturata il gomito a causa di una caduta in allenamento sullo Stelvio, è in gruppo con le compagne. Già a Predazzo, in realtà, la si era vista ma lavorando a parte. Invece questa mattina l'azzurra era lì in pista sugli skiroll, con una fasciatura al braccio, a guidare il gruppo insieme alla sua compagna e amica Lucia Scardoni.

Un chiaro segnale della grandissima voglia di Greta Laurent di non lasciare nulla al caso. La passata stagione ha fatto crescere la consapevolezza e probabilmente anche le motivazioni della valdostana, che vuole giocarsi al meglio tutte le sue carte per fare il definitivo salto di qualità e guadagnare posizioni nelle classifiche delle sprint. Un impegno davvero lodevole da parte della determinatissima finanziera, che ringrazia anche l'ottimo lavoro svolto dallo staff medico della FISI.

Si è conclusa la prima delle due settimane di raduno a Brunico del gruppo Milano Cortina 2026 allenato da Simone Paredi. Le squadre Milano Cortina, infatti, sono state divise in tre gruppi. A Fulvio Scola sono stati assegnati gli uomini e a Renato Pasini le donne, che devono partire con l'obiettivo di gareggiare in Coppa del Mondo, mentre l'ex allenatore della Squadra A femminile segue l'altro gruppo di atleti, formato da coloro che partendo dall'OPA Cup dovranno fare il salto di qualità per puntare alla Coppa del Mondo.

Dal 6 al 17 luglio si stanno allenando a Brunico nove atleti: Martina Di Centa, Valentina Maj, Emilie Jeantet, Mattia Armellini, Martin Coradazzi, Giovanni Ticcò, Francesco Manzoni, Michele Gasperi e Riccardo Bernardi. Presenti quindi ben cinque medagliati dell'ultimo Mondiale Juniores e Under 23.

Vi proponiamo di seguito una fotogallery del primo raduno di questo gruppo della nazionale.

Dopo il viaggio in Svezia e il lavoro nel tunnel del vento di Stoccolma, gli azzurri della squadra di Coppa del Mondo della combinata nordica saranno in raduno a Tarvisio da lunedì 13 a giovedì 16 luglio, per mettere in pratica il lavoro fatto in Scandinavia. Agli ordini dell'allenatore responsabile Danny Winkelmann, coadiuvato dai tecnici Ivan Lunardi e Pietro Frigo, si alleneranno Samuel Costa, Aaron Kostner, Raffaele Buzzi, Alessandro Pittin e Giulio Bezzi.

In forte dubbio la stagione estiva del Grand Prix. È stata infatti cancellata la tappa austriaca di Tschagguns, la prima delle due rimaste in calendario. Così al momento è presente solo quella di Oberstdorf del 25 e 26 settembre.

Potrebbe saltare l'esordio della super sprint nel programma della Coppa del Mondo di biathlon. Andando sul calendario ufficiale pubblicato dall'IBU, infatti, si può notare che la super sprint, in programma nella tappa finale di Oslo, è sparita. Al suo posto è stata infatti inserita una pursuit. Al momento, però, la notizia non può considerarsi  definitiva, infatti sprint e pursuit della tappa norvegese non hanno ancora un orario ufficiale.

Al momento quindi, giovedì 18 marzo, anziché l'inedita super sprint, tanto contestata dagli atleti, in particolare i big della Coppa del Mondo, sarebbe inserita una classica sprint femminile. Il giorno successivo, venerdì 19, nel quale originariamente avrebbe dovuto esserci il giorno di riposo, si disputerebbe la sprint maschile. A questo punto, sabato 20 marzo, quando in calendario erano presenti le sprint, si dovrebbe invece svolgere l'inseguimento. Infine, come da programma originale, domenica 21 marzo la Coppa del Mondo si concluderà con la mass start, che è ampiamente confermata, visto che è l'unica gara del weekend norvegese che ha già l'orario ufficiale.

Se questa decisione dovesse essere confermata, ovviamente rappresenterebbe una scelta saggia dell'IBU, che dimostrerebbe di aver ascoltato chi aveva posto dei dubbi sulla presenza di questo format inedito nell'ultima gara della stagione.

Le gare sono ancora lontane, ma Quentin Fillon Maillet si sta allenando con grande impegno per raggiungere l’obiettivo di vincere. Nella passata stagione si è tolto tante soddisfazioni, ha avuto una grandissima continuità, ma ha vinto una sola gara in Coppa del Mondo, è spesso arrivato vicino a medaglie pesanti al Mondiale di Anterselva, cogliendo alla fine due argenti individuali e l’oro in staffetta, mentre in Coppa del Mondo è sempre stato nelle posizioni di vertice, ma ha chiuso senza vincere alcuna coppa di specialità.

Ora Fillon Maillet è completamente concentrato sull’allenamento, come ha scritto in un suo articolo per Ski Chrono: «Amo l’estate. Questo è il momento in cui costruisco l’inverno, con calma, concentrandomi sui dettagli che pagheranno tra sei mesi. Questa fase è una grande opportunità per cambiare disciplina e correre, pedalare o pagaiare. Dopo la strana primavera che l’umanità ha vissuto e questi momenti molto particolari di confinamento, la riscoperta della libertà di movimento è ancora più apprezzata».

L’atleta ha quindi spiegato quanto sia importante lavorare nel modo migliore durante l’estate, impegnarsi al massimo, ma fare le cose per bene, senza farsi prendere troppo dall’entusiasmo sprecando energie inutili. «Oggi sono un ambizioso biatleta che si sta preparando per una nuova stagione – ha ascritto – con esperienza e anni so come gestire questi momenti, nei quali devi evitare di lasciarti trasportare troppo dalla tua passione e dal desiderio di sfruttare sole e caldo allenandoti più del necessario. Sono di fronte a un foglio bianco, concentrato sulla ricerca di prestazione e determinato a ottenere risultati nel mio futuro». Un periodo in cui le gare sono ancora molto lontane: «Attualmente gli allenamenti sono intensi e più abbondanti rispetto all’inverno. Soffriamo, stringiamo i denti e sogniamo delle bellissime gare di biathlon. Non mi manca la competizione, perché so di non essere ancora al top. Rimane, tuttavia, l’istinto del combattimento quando ci si allena in gruppo. Una sfida in bici, un’altra al tiro e andiamo, nessuno regalo».

Nonostante la partenza dell’uomo simbolo della squadra, Martin Fourcade, il gruppo nazionale francese sta lavorando molto bene e con grande unità d’intenti: «Mi è davvero piaciuto ritrovare il mio gruppo – ha ammesso Fillon Mailletla spina dorsale del team, ad eccezione di Martin, è rimasta la stessa degli ultimi anni e l’atmosfera è perfetta: progrediamo insieme, viviamo insieme, combattiamo insieme e ridiamo insieme». 

Nel corso di un lungo podcast per NRK, insieme al commentatore di atletica e sci di fondo Jann Post, Therese Johaug ha parlato tanto dei due sport da lei più amati. Ovviamente la campionessa norvegese ha dedicato la maggior parte della conversazione all’argomento allenamento, ma è stato inevitabile far cadere il discorso anche sull’aspetto competitivo e la possibilità un giorno di vederla gareggiare in ambito internazionale anche nell’atletica.


Dopo aver vinto tantissimo nello sci di fondo, nelle ultime due estati Therese Johaug si è tolta tante soddisfazioni anche nell’atletica, fino alla grande prestazione dell’11 giugno scorso, quando ha corso i 10.000 metri a Bislett in 31’40.67 centrando il minimo per i Mondiali, ad appena 15” da quello per le Olimpiadi di Tokyo. Inevitabile, quindi, soprattutto in questo periodo lontano dagli sport invernali, che le venga spesso chiesto se in futuro prenderà parte a competizioni internazionali anche nell’atletica leggera.

Johaug, però, non ha intenzione di correre rischi, è completamente concentrata sullo sci di fondo, vuole confermare tutti i suoi titoli iridati ad Oberstdorf 2021 e vincere il suo primo oro olimpico individuale a Pechino 2022. La norvegese ha però notato il grande impatto mediatico della sua prestazione nell’atletica: «Ho ricevuto più attenzione dopo i 10.000 metri a Bislett, che a seguito degli ori Mondiali o delle Olimpiadi».

La corsa è però una passione che ha da sempre: «Adoro indossare le scarpe da corsa, uscire all’aperto e provare un senso di libertà. Quando corro mi sento vicina alla natura e sono me stessa. Ovunque mi trovi, posso indossare una scarpa da jogging ed allenarmi. Adoro correre. Perché non ho fatto competizioni di atletica in passato? Credevo che se l’avessi fatto, la gente si sarebbe aspettata che vincessi. Insomma avrei avuto delle pressioni. Ora sono nello sci di fondo da così tanto tempo, che voglio sfidare me stessa anche in altri palcoscenici, voglio competete e sono diventata meno paurosa. Non ho paura di perdere». Anche se ha poi ammesso che alla vigilia degli Impossibile Games a Bislett, si sentiva nervosa quanto prima del Mondiale di Seefeld.

Johaug ha poi sottolineato che oggi la corsa è per lei soltanto un allenamento in funzione del fondo, tanto che non ha mai mollato lo skiroll anche prima delle gare di atletica, sia un anno fa a Hamar che lo scorso giugno a Bislett: «Ho corso tre ore e 20 minuti al mattino e avuto un paio d’ore di veloci sugli skiroll nel pomeriggio prima della gara di Hamar dello scorso anno. La mattina stessa della gara ho fatto due ore di skiroll. Quest’anno, prima di Bislett, ho fatto qualche allenamento speciale in più sulla pista e ne ho raccolto i profitti, ma sono state appena quattro sessioni distribuite su sei settimane. Anche questa volta ho fatto due ore di skiroll nel giorno della gara».

La campionessa norvegese spera ora di poter gareggiare nuovamente al Bislett il prossimo anno, augurandosi di essere inserita nella gara di Diamond League: «Lo voglio davvero. Quindi, se l’occasione dovesse presentarsi il prossimo anno, vorrei gareggiare. Non ho intenzione di partecipare a un Campionato Europeo, ma preferirei di più farlo lì».

Al momento, però, Johaug allontana la possibilità di gareggiare alle Olimpiadi di Tokyo del 2021, così come ad Europei e Mondiali del 2022. Eppure la sua amica Bjørgen è convinta che potrebbe cambiare idea: «Una vittoria alle Olimpiadi di Pechino 2022 potrebbe motivarla a farla partecipare ai Mondiali di atletica leggera ad Eugene».

Johaug non ha voluto stabilire date sul suo possibile ritiro dallo sci di fondo, ma ha comunque ammesso che quando lo farà, proseguirà a correre nell’atleta: «Voglio correre una maratona, una volta smesso di sciare, e voglio anche provare una mezza maratona, per vedere che tipo di tempo potrei ottenere. So che per le maratone serve un allenamento più specifico, perché oggi le mie gambe faticherebbero a reggere». Johaug ha sottolineato di aver corso i 10mila del Bislett con una frequenza cardiaca media di 181 battiti al minuto, arrivando fino a 190.

Il commentatore Post è convinto che, nonostante l’età, Johaug potrebbe anche provare a gareggiare nella maratona alle Olimpiadi di Parigi del 2024: «Il livello che mostra nei diecimila dimostra che potrebbe correre bene sotto quanto richiesto per qualificarsi alla maratona olimpica, se si allenasse in modo specifico per quella. Quindi non ho problemi ad immaginare Johaug in gara nella maratona alle Olimpiadi di Parigi, se fosse motivata a farlo».

In questo caso l’atleta ha lasciato una porta aperta: «Non si può mai dire mai». Nell’attesa, però, Johaug è pronta a togliersi ancora tante soddisfazioni nello sci nei prossimi due anni. Pure se non ha avuto alcun timore di ammettere: «Se dovessi scegliere uno sport per il resto della mia vita, non sarebbe lo sci di fondo ma l'atletica».

Superata la bella esperienza nella galleria del vento di Stoccolma, dopo qualche giorno di riposo a casa, le squadre azzurre di salto con gli sci torneranno presto al lavoro. Da lunedì 13 a venerdì 17 luglio, infatti, le squadre maschile e femminile saranno nella località friulana per un nuovo importante raduno.

Il direttore tecnico Federico Rigoni ha convocato quattro donne, che sono Manuela Malsiner, Lara Malsiner, Jessica Malsiner e Martina Ambrosi. Il poker sarà seguito da Andreas Felder e Sebastian Colloredo. Sei, invece, gli uomini presenti. Si tratta di Alex Insam, Francesco Cecon, Daniel Moroder, Mattia Galiani, Andrea Campregher e Giovanni Bresadola, che saranno seguiti dagli allenatori Andrea Morassi e Zeno Di Lenardo.

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