Redazione

Redazione

Suspendisse at libero porttitor nisi aliquet vulputate vitae at velit. Aliquam eget arcu magna, vel congue dui. Nunc auctor mauris tempor leo aliquam vel porta ante sodales. Nulla facilisi. In accumsan mattis odio vel luctus.

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Neve fresca e pista di 35 chilometri per i ragazzi di Cdm in raduno a Sjusjoen

E' in via di conclusione il primo dei due raduni sulla neve della squadra di Coppa del mondo in programma a Sjusjoen, in Norvegia. Il team composto da Dominik Windisch, Giuseppe Montello, Lukas Hofer, Thomas Bormolini, Dorothea Wierer, Lisa Vittozzi, Alexia Runggaldier e Federica Sanfilippo sta sciando dallo scorso 26 ottobre con ottime condizioni di neve. Le temperature si aggirano sui -5° e negli ultimi giorni sono caduti 30 centimetri di neve fresca, che hanno consentito agli atleti di sfruttare una pista lunga ben 35 chilometri per il programma di intensità che era stato preparato dallo staff tecnico, presente con Patrick Oberegger, Andreas Zingerle, Patrick Favre, Giuseppe Cioffi, Simone Biondini, Mario De Santa e Giacomo Tiraboschi. Hanno saltato un paio di giornate di lavoro Wierer e Runggaldier per una leggera influenza già superata, il gruppo farà ritorno in Italia lunedì 6 novembre e ripartirà alla volta di Sjusjoen mercoledì 15 novembre, dove concluderà la rifinitura in vista dell'esordio in Coppa del mondo a Oestersund (Sve) fissato per mercoledì 29 novembre, precedute da staffetta mista e staffetta singola domenica 26 novembre, prendendo parte ad un paio di competizioni (una sprint e una mass start) stabilite nell calendario nazionale norvegese.

Per quale motivo il 3 viene considerato il numero perfetto?

La scuola pitagorica identifica nel tre la superficie, e la prima è a forma di triangolo, lo stesso discorso vale per i cinesi che lo considerano il numero della totalità cosmica suddivisa fra cielo, terra e uomo, ma il tre ha un significato simbolico per quasi tutte le civiltà, dalle triadi alle trinità, sino alla letteratura con la Divina Commedia. Tre è anche il numero di Marcialonga la quale, grazie alla Combinata Punto3 Craft, propone il proprio trittico di eventi in abbinamento: ‘Sua Maestà’ Marcialonga di Fiemme e Fassa il 28 gennaio, la Marcialonga Cycling del 27 maggio anche in questo caso targata Craft, e la leggiadra corsa del 2 settembre Marcialonga Running Coop. E l’impresa più ardua nelle splendide vallate trentine apre oggi, 3 novembre, le iscrizioni, percorrendo nel corso della prossima stagione 231 chilometri totali: 70 sugli sci di fondo, 135 in bici e 26 di corsa, mentre le donne e la categoria over 65 ne dovranno affrontare 176, calcolando il tracciato mediofondo di 80 km su due ruote.

La scorsa stagione l’epopea bella ed entusiasmante fu appannaggio di Thomas Bormolini e di Chiara Caminada, due fondisti DOC che hanno stretto i denti cimentandosi anche con ciclismo e corsa, e che ora non vedono l’ora che Marcialonga riparta con la classicissima d’inverno.

Da solo o in squadra, la Combinata Punto3 Craft è a disposizione di tutti gli atleti, le graduatorie verranno stilate per somma dei tempi delle tre prove e al momento dell’iscrizione (per concorrenti già iscritti alla Marcialonga invernale) verrà applicato uno sconto di 15 euro sulla somma delle quote di gara.

Le scadenze per l’iscrizione singola sono poste al 31 agosto, mentre per le squadre sarà necessario inviare il tutto entro il 26 gennaio 2018, ricordando inoltre che i classificati singoli della Combinata Punto3Craft 2018 avranno l’opportunità di richiedere l’avanzamento di un cancello a scelta fra Skiing 2019, Cycling 2019 o Running 2019, mentre per le squadre il “vantaggio” 2019 concernerà l’evento a cui il componente del team avrà partecipato.

Marcialonga sci di fondo, ciclismo e corsa, in solitaria, in team o in “combinata”, è sempre la Marcialonga.

Info: www.marcialonga.it e sui canali social Facebook, Instagram e Twitter.

 

 

A meno di 100 giorni dalla prima gara di fondo a Pyongchang, il dubbio che l'intera squadra russa possa non poter essere presente è sempre più forte. Una decisione che ha dei precedenti nell'atletica ad esempio e che ad oggi non è possibile scartare.

Saranno fondamentali i primi giorni della prossima settimana dove verranno prese altre decisioni, ma speriamo, per il bene del nostro sport, che la Russia sia presente considerata la forza della nazione ed il bacino di praticanti più numeroso del mondo.

 

I molti sospetti che vi erano attorno allo sport russo hanno trovato forma con la squalifica (per ora) di Legkov e Belov che però si dicono completamente estranei e innocenti. Da oltre oceano le due reazioni più dirette.

La prima è quella di Alex Harvey, che dice di aver sempre avuto forti sospetti su Legkov e compagni. "A Sochi, negli ultimi 2 Km della 50 Km, praticamente tutti in salita, andavano ad una velocità impossibile per tutti gli altri". Non nasconde le sue perplessità anche Sergey Ustiugov che nelle ultime stagioni ha fatto cose impressionanti e a Sochi ha perso la sprint per una caduta.

Kikkan Randall, esperta campionessa e rappresentante degli atleti, sostiene che si sente sollevata da una decisione forte presa dal CIO. Essendo americana, le sue parole assumono un peso più alto visti gli attriti sportivi e politici fra le due nazioni. 

Per ora nessuna dichiarazione esplicita da parte di atleti europei che probabilmente, in assenza di prove certe, fanno fatica a commentare.

Marcus Cramer, a capo del gruppo più numeroso di russi appartenenti alla squadra nazionale, fra i quali Legkov, Belov, Petukov, ma anche Ustiugov e numerose ragazze che sono coinvolte nella questione che ha trascinato verso la squalifica i primi atleti, si dice shoccato.

questa decisione è totalmente ingiusta e scandalosa. Spero che si riesca a dimostrare che i due atleti sono completamente estranei ai fatti che li vede coinvolti e possano dimostrare in appello la loro innocenza.

Abbiamo incontrato pochi giorni fa sul ghiacciaio altoatesino di Senales il tecnico tedesco Marcus Cramer, assunto nello staff russo nel 2015 e quindi estraneo allo scandalo di Sochi. Aspettava con ansia il verdetto sapendo che in caso di condanna, Legov si sarebbe trovato nella condizione di smettere o di compiere qualche atto imprevedibile nei confronti di chi ha manomesso le provette.

L’avvocato dei russi, tedesco pure lui, commenta la decisione presa dalla commissione Oswald.

"Sono molto deluso ma non sorpreso. L'atmosfera che percepivo prima dell'udienza, mi ha fatto capire che tutto era stato deciso in anticipo. Gli altri avvocati presenti pensano la stessa cosa. Nessuna prova reale è stata pronunciata; è una decisione politica. Non sono mai stati trovati positivi malgrado decine di controlli e alcuni graffi sulle loro provette non significa che siano coinvolti o responsabili."

"Vedere Justin Gatlin, (USA) precedentemente drogato, vincere il titolo mondiale sui 100m in atletica, Simone Biles (USA) vincere diverse medaglie d'oro ai Giochi Olimpici 2016 nella ginnastica sotto autorizzazione terapeutica è normale? Stessa cosa per Chris Froome (GBR), Mo Farah (GBR), le sorelle Williams (USA) o alcuni norvegesi nel fondo vi sembra normale? Per non parlare dello scandalo Humanplasma che ha colpito molti biathleti e fondisti tedeschi e austriaci, che è stato stranamente soffocato. Tutto è permesso per queste persone, americani o anglosassoni ... le pecore nere sono sempre i russi. Ma ci chiediamo: la giustizia sportiva è uguale per tutti?"

Parole pesantissime che potrebbero addirittura mettere il CIO nella condizione di procedere contro l’avvocato.

E la FIS come si comporterà? Come si schiererà dopo aver chiesto l’inasprimento della pena per Therese Johaug pochi mesi fa?

Nei prossimi giorni Vyleghzhanin, Ivanova Shapovalova e Petukhov rischiano di subire la stessa sorte della Commissione Oswald! Stiamo a vedere..

 

In molti si sono chiesti il motivo per cui la giustizia sportiva ci abbia messo quasi un intero quadriennio olimpico per sanzionare chi, secondo i vari rapporti Mclaren ecc, ha barato a Sochi.

E’ una questione abbastanza semplice in realtà. La decisione di mettersi contro ad un intero sistema, quello russo, ad una nazione forte da tutti i punti di vista che oltretutto era l’organizzatore dell’evento, ha implicazioni che vanno ben oltre allo sport.

La giustizia sportiva si scontra quindi con la politica, con il potere, con interessi ben più grandi delle medaglie olimpiche ed equilibri da mantenere che vanno oltre allo sport ed all’etica sportiva.

Si deve procedere con estrema cautela e attenzione. Avere prove certe, anche se in questo caso di certo non sembra esserci nulla. Avere l’appoggio della politica prima di addentrarsi in una spirale che potrebbe inghiottire proprio chi gestisce l’agenzia dell’antidoping.

La scelta forte è stata fatta proprio 100 giorni prima dell’Olimpiade successiva facendo nuovamente passare lo sci di fondo per quello sport che forse solo dopo il ciclismo ricorre a metodi chimici per prevalere sugli avversari.

 

E adesso??

Aspettiamo di sapere quale altro russo verrà tolto dal medagliere e quale avversario che non è mai salito su quel podio si vedrà recapitare a casa una medaglia..

Ma poi attenzione ai ricorsi al TAS, che potrebbe annullare tutto e riammettere Legkov & Co. Magari dopo che le Olimpiadi si sono già disputate.. o hanno smesso di sciare.

Certo che così diventa difficile credere ancora in quello che vedi in TV e fare il tifo per degli atleti che hai osannato per un decennio e poi.. ammettono che non hanno mai corso un tour de France da puliti..

 

But the show must go on!

Nell'apposita sezione è stato pubblicato il calendario delle granfondo che si disputeranno in Italia con i riferimenti per le iscrizioni, i relativi siti web.

Disponibile anche come allegato per essere scaricato.

 

Lo ha pubblicato direttamente sul suo profile facebook che riportiamo di seguito. Un vero peccato per il poliziotto gardenese che la scorsa stagione aveva fatto davvero molto bene dimostrando una crescita che lasciava ben sperare per i giochi coreani.

"My Olympic dream has to wait 4 more years. Together with Doc. Arnold Gurndin we decide to fix my knee properly and that means some months of rest. Few days ago I did the last operation at the Dolomiti Sportclinic to fix my lateral ligament.

I can’t control everything that happens in my life. But I can change how I relate to those things happening. #positivityovernegativity 
#changingperspective
I wanna thank all da people who helped and motivated me in this special time."

L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono, persone in piedi

Top