Fondo: il CAS rifiuta l'appello della Russia. Niente giochi per Ustigov

09 Febbraio 2018
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Il Tas rispedisce in Russia i 47 atleti esclusi dal Cio

Respinto il ricorso con cui avevano richiesto la riammissione ai Giochi di Pyeongchang.

E' finito così il viaggio della speranza in Corea del Sud del folto numero di russi che speravano all'ultimo di sovvertire il verdetto del CIO.

Eesclusi dal Comitato Olimpico internazionale dall’Olimpiade di Pyeongchang in seguito allo scandalo doping, i 32+ aveva chiesto alla sessione dal hoc del Tribunale arbitrale dello sport (Tas) istituita in Corea di ribaltare il giudizio del Cio e di essere ammesso ai Giochi. Alla vigilia  Russi (fra i quali 2 coach) speravano in una decisione clamorosa che avrebbe scatenato polemiche a catena. Finisce invece qui perché il Tas decide di respingere l’appello dei russi. Tutti quanti.

Molti potreppero fraintendere l'esclusione dei Russi alle Olimpiadi come una discriminazione o una violazione delle regole, ma essendo prorpio il CIO organizzatore e padrone dell'evento, i 47 atleti russi accusati di aver violato le leggi sul doping non potranno obiettare la loro situazione. 

Da questo punto di vista tutti gli altri atleti, compresi quelli italiani, non dovranno combattere contro i campioni russi: Albert Demchenko nello slittino, Sergei Usyugov e Alexander Legkov per il fondo, Anton Shipulin nel biathlon, Victor Ahn per il pattinaggio di veloxità e Ivan Bukin nel pattinaggio.

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