Fondo: Pellegrino: Non vedo l'ora di gareggiare. 

19 Novembre 2017
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Foto: Flavio Becchis

Poco meno di trenta giorni di sci spalmati tra Davos e Livigno e una piccola sosta, a Gressoney-Saint-Jean, per ricaricare le pile. Il mio autunno è partito con la testa giusta e le energie al massimo della carica. Se solo penso all'anno scorso e allo strappo muscolare patito a Davos, è tutta un'altra vita. La condizione generale è migliore di quella dell'anno scorso e non vedo l'ora di poter sgasare in gara per scaricare i cavalli del mio motore. Anche perché, sino ad ora e per scelta del mio allenatore Giuseppe Chenetti che io seguo con tanto scrupolo, non abbiamo effettuato delle vere gare, a parte quelle di skiroll estive. Così, ve lo posso mettere nero su bianco, ho una voglia di confrontarmi in gara che in autunno non avevo ancora conosciuto. A Davos, in Svizzera, sulla pista dove ho vinto la mia prima gara di Coppa del Mondo, lo stage è iniziato con la neve stoccata in estate con la tecnica dello snow farming, ma in un giorno solo si è trasformato in una sessione invernale pura: 30 centimetri di neve fresca e temperature ben sotto lo zero. E la possibilità di confrontarmi con la squadra francese sprint e con Lucas Chanavat in particolare in una simulazione di sprint. Poi, dopo qualche giorno a casa insieme alla mia Greta, sono ripartito per Livigno. All'anello di neve, anche lì, allestito grazie allo snow farming, si è aggiunta quella naturale così abbondante da poter permettere di sciare su un anello da venti chilometri di lunghezza. Sono stati giorni importanti di allenamenti in quota, utili per mettere ancora un po' di ore nelle gambe. Ora non vedo l'ora di partire per il nord e per la prima sprint della stagione. A Kuusamo ho voglia di provare a vincere.

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