Fondo: la rivincita di Petter Northug a Beitostolen

23 Novembre 2014
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Nell'ultima gara in cui potrà vestire la tuta del suo sponsor privato, Petter Northug ha dimostrato la sua consueta classe cristallina imponendosi nella sprint in classico davanti al giovane Sondre Turvol Fossli ed all'esperto e ormai dedito alle lunghe distanze, Johan Kjolstad. Il fuoriclasse norvegese apparso ancora in sovrappeso e un po' carico di allenamento, ha vissuto 3 giornate molto particolari nell'esordio stagionale. Isolato dalla squadra norvegese con un team privato che lo segue passo passo ed attira da una parte le simpatie e dall'altra le invidie degli altri. Ma è ancora e nettamente il più conteso dai media e il più osannato dalla folla che in questi 2 giorni ha occupato le piste del centro a nord di Oslo. Una lotta interna fra il team Northug quindi e la fortissima federazione norvegese che ha e continuerà a dover cercare una mediazione perchè non può permettersi di perdere il più popolare fondista del mondo anche se ha una squadra fortissima in tutti i format.

Una leggera nevicata che si è fatta via, via più intensa nel corso della prova e ha complicato la scelta dei materiali, soprattutto fra i maschi, dove nella qualifica in moltissimi hanno preferito partire a spinta e nelle batterie hanno invece utilizzato la sciolina di tenuta.

Livello come al solito elevatissimo sia fra i maschi che fra le donne dove ha prevalso la giovane Kvale Barbro che si è tolta la soddisfazione di battere la vice campionessa olimpica Oestberg. Buona prova anche oggi di Francesca Baudin, 19a e meglio di lei Greta Laurent (venti e ventidue anni entambe valdostane) 14a sia in qualifica che in finale.

Federico Pellegrino, unico atleta della squadra di coppa del Mondo presente in questa 3 giorni di Beitostolen, ha acciuffato la qualificazione per i capelli scegliendo di partire con la sciolina di tenuta nelle qualifiche, ma disputando un solido 4° di finale a spinta che lascia ben sperare per la sprint di Kuusamo che fra 6 giorni vale sicuramente molto di più. Più lontani gli altri giovani azzurri della squadra U23 che hanno pagato un po' la scelta di partire nella qualifica con la sciolina di tenuta.

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