Redazione

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Si va verso la cancellazione anche delle due sprint di Quebec City? Sicuramente si sta ragionando su quale sia la cosa migliore da fare. È prevista, infatti, una riunione attorno alle 16.30 (ora italiana) tra la Federazione Canadese e gli Organizzatori per decidere se proseguire o meno.

"L'IBU ha preso atto della raccomandazione del governo finlandese e delle autorità sanitarie di annullare tutti gli eventi con oltre 500 partecipanti. L'IBU, il Comitato organizzatore di Kontiolahti e la Federazione finlandese di biathlon, insieme alle autorità del comune di Kontiolahti e della città di Joensuu, daranno piena attuazione alle raccomandazioni formulate dal governo finlandese oggi pomeriggio e chiuderanno l'evento per il pubblico da oggi, 12 marzo 2020. Inoltre, il numero di persone coinvolte nella sede contemporaneamente sarà ridotto a meno di 500 per garantire che le competizioni possano proseguire come previsto fino a domenica. Il programma della competizione per Kontiolahti non cambierà".

Con queste parole l'IBU ha quindi chiarito che la Coppa del Mondo andrà avanti, nonostante tutto, a porte chiuse, almeno fino alla conclusione di questa tappa. Non cambia quindi il programma delle gare: sprint, inseguimento e staffette miste. Sarebbe bello sapere prima del via della gara odierna, se queste saranno o meno le ultime gare di Coppa del Mondo, visto che nel frattempo da Oslo è arrivata la notizia della cancellazione dell'ultima tappa della Copppa del Mondo in programma il 20-22 marzo.

Si sta lavorando moltissimo all’interno della FIS e dei Comitato Organizzatori per capire cosa sarà della fase conclusiva della Coppa del Mondo. Dopo la cancellazione della sprint di Minneapolis, a seguito delle restrizioni statunitensi per il diffondersi del virus COVID-19, è a forte rischio anche la tappa finale di Canmore, mentre appare confermata quella di Quebec.

La mancata partecipazione della Norvegia all’intera trasferta, dell’Italia (tranne Pellegrino) e della Svezia per le gare di Canmore, stanno facendo ragionare la FIS se sia il caso o meno di far disputare anche l’ultima tappa di Coppa del Mondo prevista per il 21 e 22 febbraio. Senza dimenticare l’evolversi della situazione, che sta cambiando di ora in ora con l’aumentare delle positività al Coronavirus.

Stanno filtrando molte notizie sulla probabile cancellazione della tappa canadese, al punto che sarebbero state già imbarcate tutte le coppe per il Quebec, dove quindi dovrebbe svolgersi la premiazione dei vincitori già questo weekend.

Nel frattempo la FIS è al lavoro per capire cosa fare con lo Sprint Tour. Saltando infatti la tappa di Minneapolis, si sta studiando una soluzione alternativa. Al momento le ipotesi principali sono due. La prima è ridurre al due il numero delle tappe, assegnare 50 punti per la vittoria di ogni gara e 200 per quella del Tour. Al contrario, invece, si sta pensando alla possibilità anche di assegnare 100 punti per gara, senza però dar nulla per lo Sprint Tour, soluzione quest’ultima che farebbe molto piacere a Klæbo, rimasto in Norvegia dopo la decisione della sua federazione di non partire. 

L’ammirevole decisione della nazionale norvegese di fondo di non raggiungere il Nord America, dove sono in programma le ultime due tappe della stagione ha dato una certezza: Alexander Bolshunov è il vincitore della Coppa del Mondo maschile di sci di fondo.

Il campione russo, infatti, era seguito nella classifica generale da ben quattro norvegesi (Klæbo, Golberg, Krüger e Røthe), mentre Niskanen, sesto in classifica è distante ben mille punti. Soltanto Klæbo avrebbe potuto matematicamente ancora batterlo, anche se ovviamente, con 495 punti di distacco la coppa era già chiusa.
Il russo ha vinto la Coppa grazie a nove successi ottenuti nel corso della stagione, compreso il Tour de Ski conquistato con una fantastica azione sul Cermis, dove alla vigilia nessuno lo considerava favorito. Bolshunov è salito sul podio otto volte, sei come terzo classifica e due come secondo.

A 23 anni, compiuti solamente lo scorso 31 dicembre in pieno Tour de Ski, il russo ha messo finalmente da parte quella nomea di secondo, che si era fatto a Seefeld, dove aveva ottenuto quattro argenti mondiali (due individuali), che si sommavano ai tre argenti e un bronzo alle Olimpiadi di PyeongChang. A mancargli era stato fin qui un po’ di acume tattico, la capacità di saper leggere le gare e sapersi muovere con scaltrezza al momento giusto, come aveva dimostrato la 50km del Mondiale di Seefeld. In questa stagione, dopo un inizio difficile a Ruka, il russo ha cambiato marcia anche da quel punto di vista, anzi a volte ha anche esagerato nelle sprint, dove al contrario dovrebbe forse metterla sul duro piuttosto che giocarsela tatticamente. Esclusa però la giornata da incubo vissuta a Meraker, non per colpe sue, la stagione 2019/20 ha elevato il russo a campione, un fondista davvero completo, dalla forza impressionante, ma anche intelligente nel saper agire e attaccare al momento giusto. A volte la sua superiorità è stata così netta che ha dato quasi l’impressione di divertirsi nel combattere da solo contro quattro o cinque norvegesi che hanno fatto di tutto per batterlo.

Grazie al suo successo, poi, Bolshunov ha avuto il merito portare la Coppa del Mondo in Russia per la prima volta dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica. Un risultato storico, perché per trovare l’ultima volta che un russo ha vinto la Coppa del Mondo, bisogna ripescare addirittura Alexander Zavyalov, che si impose nella stagione 1982-83. Vinse ancora rappresentando l’Unione Sovietica, che sarebbe definitivamente crollata pochi mesi dopo, Vladimir Smirnov, il quale era però kazako di nascita, tanto che rappresentando la bandiera del Kazakistan vinse poi la Coppa del Mondo nel 1993-94. Sorprendentemente, dal crollo dell’Unione Sovietica, solo in cinque occasioni dei russi erano saliti sul podio della generale, prima del successo di Bolshunov, sempre al secondo posto: tre volte Alexander Legkov (2006/07, 2012/13, 2013/14) e in un’occasione Sergey Ustiugov (2016/17) e Alexander Bolshunov (2018/19).

Välbe, che al femminile, di coppe del mondo ne ha vinte ben cinque, l’ha così celebrato: «Abbiamo aspettato tanti anni per vivere questo momento, addirittura dal 1983 quando vinse Zavyalov. La Coppa del Mondo vale di più rispetto a un oro mondiale, perché devi essere al top per l’intera stagione. E coloro che hanno seguito le nostre gare per tutto l’inverno avranno notato quanto sia stata combattuta ogni singola gara. La competizione al maschile è molto dura. Bolshunov è un’atleta meraviglioso, un uomo vero. Gli ho già scritto un messaggio ringraziandolo per il duro lavoro e la voglia che ha sempre mostrato. Ma anche per dire grazie alla sua famiglia, che ha investito tanto su di lui. Sanya è un grande esempio per molti, anche del nostro team»

 

La decisione di Trump di cancellare tutti i voli per l’Europa ha portato la squadra statunitense di Biathlon a lasciare Kontiolahti alle 4 del mattino, per tornare immediatamente in patria.

Gli Stati Uniti, quindi, non prenderanno parte alle ultime due tappe di Coppa del Mondo, anche se al momento il dubbio che possano effettivamente disputarsi è sempre più alto.

Dall’aeroporto di Joensuu è arrivato via instagram il saluto dell’argento mondiale Susan Dunklee ai suoi tifosi. Nonostante lo stress e il disappunto per tutta la situazione, gli statunitensi non perdono mai il sorriso, come potete vedere nella foto.
«Beh, è stato un brusco finale di stagione con un inatteso risveglio alle quattro del mattino. Un’ultima gara per tornare a casa. Pronti, via, via. Grazie per l’ottima stagione a tutto il nostro staff e team»

A questo punto ci chiediamo: ha senso continuare? Tanti atleti delle altre nazionali e i rispettivi staff tecnici sono con la testa più a casa che sulle gare di Kontiolahti e forse Oslo.

La FIS ha deciso di cancellare anche la tappa di Coppa del Mondo a Minneapolis, insieme ovviamente al comicato organizzatore. Questo a causa della diffusione del Coronavirus, che ha negli USA ha anche portato alla sospensione della NBA.

A livello sportivo, quindi, mancherebbero solo le due gare canadesi, anche se a questo punto non capiamo se lo sprint tour porterà ugualmente 200 punti. Al momento le gare canadesi sono confermate, almeno quelle in Quebec, mentre rischiano la cancellazione le competizioni di Canmore. Certo se si dovesse gareggiare sarebbe quantomeno bello sapere se il regolamento dello Sprint Tour cambierà di nuovo.

Questo il comunicato originale

«A seguito del continuo aumento e diffusione del Nuovo Coronavirus e delle nuove restrizioni ai viaggiatori annunciate dagli USA, la tappa di Coppa del Mondo di Minneapolis, del 17 marzo 2020 è stata cancellata.

La salute e il benessere degli atleti e tutti gli altri partecipanti, come quelle pubbliche sono una prriorità di tutte le parti interessate.

Le istruzioni e decisioni del Governo Nazionale e Regionale e delle loro autorità sanitarie sono decisive in ogni raccomandazione riguardo le riunioni pubbliche che coinvolgono le competizioni della FIS.

Le squadre sono già presente in Quebec (CAN) con il programma che andrà avanti come previsto il 14 e 15 marzo.

Ogni futuro sviluppo riguardo la Coppa del Mondo a Canmore sarà annunciato nel corso della giornata».

Ryoyu Kobayashi al comando dopo le qualificazioni di Trondheim (gara in programma giovedì), tappa norvegese della Coppa del mondo 19\20. Ottimo salto per il giapponese che ha meritato 146.2 punti.

Al secondo posto il polacco Piotr Zyla (143.1), terzo gradino del podio per il norvegese Johann Andre Forgang (142.9) davanti al connazionale Lindvik.

Completano il podio: il tedesco Eisenbichler, l'austriaco Aschenwald, lo sloveno Prevc, l'austriaco Kraft ed i polacchi Kubacki e Stoch.

Classifica finale TOP 10:

1° R. Kobayashi (JPN) 146.2

2° P. Zyla (POL) 143.1

3° J.A. Forfang (NOR) 142.9

4° M. Lindvik (NOR) 141.9

5° M. Eisenbichler (GER) 139.2

6° P. Aschenwald (AUT) 137.9

7° P. Prevc (SLO) 137.7

8° S. Kraft (AUT) 134.9

9° D. Kubacki (POL) 133.6

10° K. Stoch (POL) 133.1

QUI LA CLASSIFICA COMPLETA

Salta l'appuntamento del fine settimana a Zwiesel, in Germania, sede designata degli OPA Games oltre che della tappa finale del circuito di OPA Cup.

Le gare sono state precauzionalmente cancellate per contrastare l'emergenza Coronavirus.

L'evento, infatti, è stato classificato dal dipartimento di sanità pubblica come estremamente pericoloso, vista la possibile presenza di oltre 500 persone sul posto.

L'Italia non avrebbe comunque gareggiato come già annunciato dal presidente Roda nei giorni scorsi.

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