Redazione

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Arriva un altro importante ritiro nello sci di fondo. Ad annunciare l’addio alla carriera agonistica è Katja Visnar, che a 36 anni ha deciso di smettere. La slovena abbandona dopo aver conquistato tre podi individuali in Coppa del Mondo, altrettanti secondi posti in una sprint, e una seconda piazza nella team sprint nel 2010. Ma il momento più bello della sua carriera è senza dubbio l’argento mondiale conquistato, in Coppia con Lampic, nella team sprint in classico del Mondiale di Seefeld del 2019.

La slovena, che vive in Norvegia con il suo compagno Ola Vigen Hattestad, ha dato la notizia con il seguente messaggio, postato sul proprio account instagram. «È il momento di dire addio e chiudere un capitolo della mia vita. Il mio viaggio dello sci di fondo è stato fantastico con molti bei ricordi che non scorderò mai. Il mio sogno da bambina si è realizzato quando ho partecipato alla mia prima Olimpiade, ma dopo Vancouver molto è cambiato. I miei obiettivi e la mia passione per lo sci sono cresciuti. Guardandomi alle spalle sono veramente orgogliosa di quanto ho ottenuto, con il momento più bello nella vittoria dell’argento al Mondiale di Seefeld. Il fatto che sia riuscita a bilanciare una carriera nello sport ad alto livello e la maternità mi ha dato emozioni ancora più forti. Questo non sarebbe stato possibile senza il supporto di Ola, della nostra intera famiglia, degli amici e della Federazione Sciistica. Grazie! I risultati sono una cosa che appartiene allo sport. Più importante è aver avuto la fortuna di essere stata circondata da persone così fantastiche, che hanno avuto una grande influenza sui miei valori di vita. Un grande grazie a tutti i miei compagni di squadra avuti in questi anni, gli allenatori, il team di supporto, gli sponsor, i media, il mio club TSK Bled, gli amici dello sci e tutti coloro che mi hanno aiutata lungo la strada verso il raggiungimento dei miei obiettivi. Non vedo l’ora di vivere il prossimo capitolo della mia vita, spendendo più tempo di qualità con Ludvig e Ola».

Tra i talenti presenti nello squadrone azzurro di sci alpinismo brilla, da un po' di tempo, anche quello di Lisa Moreschini, giovane portacolori del GS Monte Giner, terza nell'ultima classifica generale Junior Femminile di Coppa del mondo.

Dopo aver lasciato, nel 2017, il salto e la combinata nordica, la trentina classe 2001, fin da bambina appassionata di sci alpinismo come tutta la sua famiglia, ha sbalordito tutti nell'Adamello Ski Raid Junior dell'anno successivo, entrando di prepotenza nel mondo di questo sport. 

Un'ascesa continua la sua, fino all'ultima stagione, caratterizzata dal successo nei campionati italiani giovanili di Vermiglio (nel mese di gennaio) e dall'esordio in Coppa del mondo. Manifestazione, come detto, chiusa sul terzo gradino del podio generale (categoria junior) ed impreziosita dall'exploit di Berchtesgaden, laddove Lisa ha conquistato il primo posto nella Individual.

Lisa Moreschini: "Sto riprendendo gli allenamenti normali, posso sciare ed andare in bici, alternando un po'. Nei mesi precedenti, invece, ho lavorato in giardino, tenendomi in forma ed effettuando esercizi più di forza. Sono contenta per la passata stagione, avevo tanta voglia di dimostrare di potere competere a certi livelli. Nelle prime gare stagionali non avevo sensazioni molto positive poi i campionati giovanili di Vermiglio hanno rappresentato la svolta per me. Rientrano tra i momenti più belli della mia annata, insieme al successo nella individual di Berchtesgaden in coppa del mondo. Voglio migliorare ancora, dal punto di vista atletico ma soprattutto tecnico e di esperienza. In squadra sono tutti fortissimi, ho la possibilità di imparare dai miei compagni e compagne di squadra, ad iniziare da Samantha Bertolina, junior come me e per la quale nutro enorme stima. Ho lasciato la combinata dopo alcuni problemi infortuni che hanno inciso sulle mie motivazioni, in particolare nel salto. Praticavo già a livello amatoriale lo sci alpinismo, così come tutta la mia famiglia. I miei zii mi hanno convinto a partecipare all'Adamello Ski Raid Junior del 2018, da lì è partito tutto..."

Con la ripresa totale delle attività prevista nei prossimi giorni il mondo dello sci alpinismo internazionale tornerà a lavorare a pieno ritmo con l'obiettivo di fare parte degli sport di Milano Cortina 2026.

Un progetto vivo e mai messo da parte ma un po' frenato, inevitabilmente, dall'emergenza sanitaria in atto e dalle relative conseguenze sull'archiviazione della stagione appena terminata e sull'organizzazione di quella che verrà.

Da lunedì 18 riapriranno gli uffici FISI: la ISMF (International Ski Mountaineering Federation) attende una convocazione per fare il punto della situazione in vista dei successivi step.

Tra due anni, in occasione di Pechino 2022, saranno definiti i nuovi sport olimpici e lo sci alpinismo pare avere ottime possibilità di rientrare in quell'elenco per l'edizione successiva dei Giochi Invernali, appunto quella italiana del 2026.

Una vicenda seguita in prima persona da Armando Mariotta, nominato Project Leader per i Giochi Olimpici dopo aver ricoperto la carica di presidente ISMF per otto anni.

Mariotta ci ha anche confermato l' ottima impressione avuta dal presidente del CIO Thomas Bach agli YoG di Losanna, prima volta assoluta dello sci alpinismo in un'Olimpiade, per quanto giovanile.

Armando Mariotta: "Il prossimo passaggio del nostro progetto olimpico è un incontro in FISI, siamo in attesa di un appuntamento. Ci sarà da recuperare il tempo inevitabilmente perduto a causa dell'emergenza sanitaria che ha un po'frenato questo discorso. Ma è tutto normale, basti pensare al lavoro che hanno dovuto affrontare al CIO per lo slittamento di Tokyo 2020. A Pechino 2022 saranno definiti i nuovi sport olimpici, vogliamo esserci. Gli YoG di Losanna sono stati una vetrina splendida per il nostro sport. Bach era entusiasta e curioso, ha avuto di sicuro una ottima impressione è questo è molto positivo."

Lavorare sottotraccia per farsi trovare pronti nel momento della ripartenza.

Anche il Comitato FISI Appennino Toscano, tra videoconferenze e telefonate, sta profondendo massimo impegno al fine di impostare la prossima stagione, quella post emergenza sanitaria.

Stare vicino a sci club, associati ed atleti è la priorità del futuro più imminente, prima dell'agognato ritorno alla normalità.

Francesco Contorni, presidente del Comitato Appennino Toscano della Federazione Italiana Sport Invernali: "Stiamo lavorando tantissimo con le videoconferenze, è una novità interessante anche se io prediligo il contatto ed il confronto diretto con le persone. La mole di lavoro da svolgere è anche superiore al periodo cosiddetto normale ma in un contesto di emergenza come quello attuale è necessario che diamo ancora di più, va fatto per i nostri ragazzi. Siamo alla ricerca delle migliori soluzioni per gli atleti, una volta recepito il disciplinare della Federazione. Usciremo presto con le integrazioni alle quali stiamo lavorando. Futuro degli sci club? Ritengo molto importante l'operazione messa in piedi dalla Federazione che ha stanziato per ognuno di essi la somma di 500 euro, da scalare sull'affiliazione del prossimo anno. Ci sono 600mila euro in ballo, non è una cosa da poco. Anche noi siamo in prima linea per aiutare i nostri sci club. Il nostro progetto, in fase di elaborazione, mira ad implementare l'aspetto tecnico così da aiutare in particolare Children e Giovani. Stiamo organizzando degli eventi di prima fascia come il Criterium Interappenninico Children, i Campionati italiani Children o il Pinocchio sugli sci, manifestazioni di sci alpino di punta a livello giovanile. La stagione chiusa anzitempo ci ha reso abbastanza soddisfatti anche se, come tutti gli altri comitati, non abbiamo avuto la possibilità di goderci i risultati finali con le gare conclusive."

Futuro come skiman della squadra nazionale giovanile B e C di combinata nordica maschile per Enrico Nizzi, fondista fassano che ha recentemente annunciato il suo ritiro dalle competizioni (leggi qui la notizia).

Come riportato sul sito ufficiale del Comitato FISI Trentino Nizzi è stato inserito nel rinnovato staff della squadra dal direttore tecnico di settore Federico Rigoni assieme all’allenatore referente Ivo Pertile.

L'obiettivo è quello di proseguire il lavoro sul percorso di crescita dei giovani atleti azzurri.

Venerdì la FISI ha annunciato le squadre di salto e combinata nordica per la stagione 2020/21. Federico Rigoni è stato confermato nel ruolo di direttore tecnico delle due specialità e ha lavorato moltissimo in queste settimane, insieme alla federazione, per formare uno staff tecnico di alto livello, in grado di lavorare sul presente ma anche costruire qualcosa di importante in ottica futura, guardando a Milano-Cortina 2026. Proprio il lavoro svolto dalla FISI è stato il primo pensiero di Federico Rigoni, quando l’abbiamo contattato telefonicamente per parlare delle nuove squadre: «Voglio ringraziare il Presidente Flavio Roda per la fiducia e per averci dato la possibilità di portare a casa dall’estero due allenatori di altissimo livello. Dico grazie in modo particolare al consigliere Carlo Del Pozzo, che mi ha aiutato in questo periodo, senza dimenticare Gabriella Paruzzi, che da quando ho iniziato questo percorso, ha sempre avuto a cuore le nostre discipline e mi ha sempre stata vicino. Non posso dimenticare chi in federazione lavora con grande professionalità dietro le quinte. Infine ringrazio tutti i corpi militari che ci aiutano con tecnici e atleti, e per quanto mi riguarda, l’Arma dei Carabinieri per la disponibilità data nel passato e per quella che vorrà darmi nel futuro».

Il riferimento è agli arrivi di Andreas Felder e Danny Winkelmann. Il primo ha vinto tanto alla guida della nazionale maschile austriaca di salto e sarà l’allenatore referente delle squadre azzurre, dettando le linee guida del settore, che si concentrerà sul gruppo femminile del quale ha il ruolo di allenatore, affiancato da Sebastian Colloredo, visto che la squadra maschile sarà cura di Andrea Morassi.

L’allenatore in campo nella combinata nordica maschile di Coppa del Mondo sarà il tedesco Danny Winkelmann, ex tecnico della Polonia, aiutato sulla parte del salto da Ivan Lunardi (Fiamme Gialle), mentre il fondo sarà sempre compito di Pietro Frigo. Invariati gli ski man (Luca Rigoni e Giuliani Michele), così come lo staff medico.
Ivo Pertile, nelle ultime stagioni a capo del settore giovanile, sarà l’allenatore referente della combinata, ma in particolare guiderà la neonata squadra femminile. Di tutto questo abbiamo parlato con Federico Rigoni nella seguente intervista.

Buon pomeriggio Rigoni. La struttura delle squadre di salto è cambiata molto quest’anno.
«Abbiamo seguito alcune linee guida chiare. Cercheremo di lavorare, nel corso dei periodi estivi, coinvolgendo le principali squadre maschili e femminili per fare gruppo, ma soprattutto per avere maggiori stimoli. Abbiamo la fortuna di aver acquisito Andreas Felder, che lo scorso anno ha vinto la Coppa del Mondo con Kraft e ottenuto grandi risultati anche con tutto il resto della squadra austriaca. La sua presenza sarà importantissima per imparare cose nuove, dovremo trarne beneficio. Felder darà delle linee guida sul lavoro, in particolare dal punto di vista tecnico, dandoci nuove idee che faranno crescere tutto il nostro staff. Siamo umili e consapevoli che la scuola austriaca sia al top a livello mondiale. La sua presenza è una grande occasione da sfruttare, Morassi, così come Colloredo, Oballa, Di Lenardo e Cecon, accresceranno molto le loro conoscenze stando al suo fianco».

Anche nella combinata nordica ci sono stati notevoli cambiamenti sia nello staff tecnico che nelle squadre; abbiamo notato una svolta giovane.
«Si l’idea è stata di dare spazio ai giovani. Per questo motivo Ivo Pertile, che seguiva proprio il settore giovanile, è l’allenatore referente per dare  le linee guida e allenerà in particolare la prima squadra femminile che abbiamo formato. Anche in questo caso, cercheremo per quanto possibile di fare raduni collettivi, coinvolgendo uomini e donne. In questi giorni abbiamo avuto diverse riunioni virtuali per creare una linea di lavoro comune. Ognuno sta contribuendo con le proprie idee e l’esperienza maturata nel suo campo. Frigo è il riferimento nel fondo, Winkelmann e Lunardi nel salto, Ivo per le donne. Tutti stanno condividendo i rispettivi metodi di lavoro per trovare la miglior soluzione possibile. Siamo consapevoli che sul fondo non abbiamo nulla da invidiare agli altri paesi, mentre sul salto dobbiamo crescere e Winkelmann con la sua esperienza e le capacità saprà darci le giuste direttive».

Insomma l’obiettivo principale sono le Olimpiadi del 2026?
«Dobbiamo cercare di puntare anche ad obiettivi a breve termine! Con determinazione e convinzione. Non dimentichiamo che tra nove mesi abbiamo un Mondiale, tra 21 un’Olimpiade, poi sei anni dopo Milano e Cortina. Abbiamo cercato quindi di investire a breve, medio e lungo termine, cercando di avere quanto prima i migliori risultati possibili e crescere quei  giovani che lo scorso anno hanno dato segnali positivi. Come più volte detto, profilo basso,lavorare con impegno e costanza, poi se tutto andrà per il verso giusto, si potrà pensare nei risultati».

Nel salto maschile avete proposto una squadra A con il solo Insam e una Squadra B con tutti giovani. Si alleneranno insieme?
«Gireranno sempre assieme, perché è importante sia per loro che per lo stesso Insam. L’obiettivo, però, è non far bruciare le tappe a questi ragazzi, andare avanti e crescere un passo alla volta. Dovranno innanzitutto fare risultati nel proprio circuito di riferimento e quindi salire di categoria. Prima far bene in Alpen Cup, poi in Continental e allora, forse, pensare di portarli in Coppa del Mondo. Non abbiamo tanti atleti e non possiamo certo permetterci di bruciarli. Un discorso simile vale anche per Insam. Viene da una stagione difficile, nella quale a metà anno ha fatto un passo indietro ripartendo dalla Continental Cup. Ora si ripartirà da lì, per ottenere soddisfacenti risultati e tornare in Coppa del Mondo. È importante fare dei buoni risultati nel proprio circuito e salire, anziché rischiare di prendere delle bastonate che poi fanno male. Si deve essere sempre realisti e lavorare step by step».

Discorso simile quindi anche per le donne.
«Certo le due della Squadra A e le tre giovani della B lavoreranno il più possibile insieme, anche per essere seguite da Felder. Poi ovviamente molto dipenderà dalle direttive governative sul covid-19, ma vogliamo certamente fare squadra e far lavorare tutti assieme, anche con gli uomini».

L’arrivo di Felder è senza dubbio un gran colpo. Com’è nata l’idea?
«Parte da molto lontano. C’erano diverse  possibilità sul tavolo, alla fine si è deciso di puntare su di lui. Ha ottenuto risultati top a livello mondiale. Con la sua presenza è arrivata molta energia. Pensando anche ai risultati immediati, siamo consapevoli di avere un’atleta molto competitiva come Lara Malsiner, che ha ancora margini di crescita, ma è già stata in grado di salire sul podio in Coppa del Mondo. Vogliamo far crescere il settore. Basti pensare a sua sorella Manuela, che non dimentichiamoci aveva fatto degli ottimi risultati prima dell’ennesimo infortunio. Alle loro spalle ci sono tre giovani che hanno ottenuto risultati molto positivi. Felder è stato attratto da questa prospettiva, sa di avere un gruppo di grande qualità».

Tanti cambiamenti nella combinata nordica. Una scelta anche coraggiosa, se si pensa al Mondiale di Oberstdorf, restare con soli quattro atleti con esperienza in Coppa del Mondo.
«Dal gruppo sono usciti atleti presenti da anni come Lukas Runggaldier, Manuel Maierhofer, Parolari e Luca Gianmoena. Abbiamo deciso di investire su quattro atleti per la Squadra A, tutti nati negli anni novanta, e a lungo termine sui giovani post 2000, che hanno mostrato un grande potenziale. I fatti ci diranno se è stata la scelta migliore, noi teniamo i piedi per terra e lavoriamo. I giovani saranno seguiti dal tecnico Bezzi Andrea. Vogliamo permettere a questi ragazzi di fare il loro percorso, poi se ci sarà bisogno di loro più in alto, vedremo, in fin dei conti Kostner ottenne degli ottimi risultati già giovanissimo a Seefeld. Ma non mettiamo loro fretta, come per il salto, non vogliamo bruciare i giovani».

Per la prima volta l’Italia avrà una squadra A femminile di combinata nordica. Come vi presentate al via di una stagione storica con Coppa del Mondo e Mondiali?
«Abbiamo un terzetto in Squadra formato da Veronica Gianmoena, insieme ad Annika Sieff e Daniela Dejori, due giovanissime che hanno ottenuto già buoni risultati a livello giovanile. Saranno seguite da Ivo Pertile, che le conosce bene, e Francesco Benetti per il fondo. Inoltre abbiamo voluto inserire nel gruppo anche una figura femminile, che ritengo sia fondamentale soprattutto con le atlete più giovani. Abbiamo così deciso di affidarci a Veronika Broll. C’è tanto entusiasmo nel gruppo e voglia di far bene in una stagione storica».

Le atlete si concentreranno quest’anno soltanto sulla combinata nordica?
«Il loro obiettivo è la combinata nordica, poi faranno anche delle gare di salto, soprattutto per allenamento, visto che non ci sono tante competizioni di combinata nordica in programma. È importante per loro migliorare tecnicamente nel salto e anche allenare in qualche modo la competizione, lo spirito di gara».

Avete già valutato ogni scenario possibile durante la preparazione? Spesso vi radunate su trampolini austriaci e sloveni. Cosa fareste se fosse impossibile viaggiare?
«Se dovesse essere impossibile uscire dall’Italia, ovviamente sfrutteremmo il trampolino di Predazzo. Mi sembra e mi auguro che le cose migliorino, speriamo si aprano i confini e non serva più fare quarantena per viaggi da e per l’estero, il che vorrebbe dire potersi allenare anche “fuori”, ma soprattutto che le problematiche che hanno messo in ginocchio il mondo e relative al coronavirus sarebbero venute meno. In ogni caso, dovremo comunque adeguarci agli scenari che si presenteranno, in Italia e all’estero, facendoci trovare pronti a ciò che accadrà. La mia filosofia di vita è pensare sempre positivo, quindi sono convinto che troveremo la soluzione per allenarci al meglio».

Tornando al salto. Il ritiro di Elena Runggaldier è stato un fulmine a ciel sereno, la sua presenza in squadra sarebbe stata sicuramente utile. Le è dispiaciuto?
«Ovviamente, da un punto di vista sportivo, dispiace quando un’atleta del suo livello abbandona l’attività, anche perché, a mio avviso, aveva ancora la possibilità di ottenere ottimi risultati. Inoltre sarebbe stata utilissima, con la sua esperienza, alla crescita delle atlete più giovani. Sono però strafelice dal punto di vista umano, si sposa ,è un grande passo di vita, ha preso la decisione migliore per sé e posso solo augurarle il meglio»

La stagione passata è stata molto travagliata per Østberg. A novembre non è riuscita a ottenere il certificato medico necessario per gareggiare, rientrando soltanto per il Tour de Ski, poi alla vigilia della 30km di Holmenkollen, si è presentata in stampelle per anunciare di aver subito un infortunio al tallone, una frattura da stress.

A distanza di due mesi, la sciatrice norvegese, che compirà trent’anni a novembre, ha dichiarato a NRK di dover avere ancora tanta pazienza prima di poter tornare ad allenarsi. «È un po’ diverso da come avevo immaginato – ha ammesso Østbergci vorrà ancora del tempo prima che le cose tornino completamente a posto. Le cose sembrano migliorare. Ancora non posso salire le scale, oppure correre per tre ore. Ma questo i medici me l’avevano detto già dall’inizio, ci sarebbe voluto del tempo. Il recupero è lento, toccherà fare un passo alla volta. Ci vuole pazienza».

Al momento Østberg non sa quando potrà tornare quindi ad allenarsi in condizioni normali. «Non ho una risposta a questa domanda, nessuno attorno a me conosce la data. Potrebbe essere giugno, luglio o agosto, ma non è così semplice».

La norvegese ha imparato tanto dalle difficoltà avute nella passata stagione. La frattura da stress a marzo ha infatti fatto seguito al mancato certificato medico di novembre, arrivato per non essere stata abbastanza attenta a bilanciare nel modo giusto l’assunzione di energie e la quantità di esercizio fisico effettuato: «Ho capito che devo imparare a trovare il giusto equilibrio tra esercizio fisico, assunzione ed equilibrio energetico. Non è facile. Spero di riuscire a trovare un buon metodo per farlo. Voglio andare a sciare, quindi è qualcosa su cui devo assolutamente lavorare». In questi mesi la vincitrice della Coppa del Mondo 2018/19 ha valutato quanto accaduto nell’ultima stagione: «Devi prima ragionare su cosa è stato fatto per evitare che accada di nuovo».

Infine la quasi trentenne di Giøvik ha parlato anche dell’impatto che l’emergenza coronavirus potrebbe avere sulla prossima Coppa del Mondo: «Penso che dovremo prepararci a due o tre scenari differenti. Potrebbe essere necessario prepararsi al peggio e tutto il resto considerarlo un bonus»

Non mancano le novità nella combinata nordica. Il confermato direttore tecnico Federico Rigoni, come richiesto dalla FISI, ha dato grande spazio ai giovani sia negli uomini che tra le donne, spingendo per un cambiamento anche guardando alle Olimpiadi del 2026. In questo senso va letto il passaggio di Ivo Pertile, fino allo scorso anno responsabile del settore giovanile, a referente delle squadre A maschile e femminile. L’allenatore delle Fiamme Gialle, inoltre, guiderà proprio la neonata Squadra A femminile, che vede al suo interno, insieme a Gianmoena, le giovanissime Dejori e Sieff, due ragazze che hanno mostrato di avere talento. L’obiettivo non è solo Milano e Cortina 2026, ma anche i prossimi Mondiali di Oberstdorf, nei quali la disciplina farà il suo esordio iridato anche al femminile.

La squadra maschile sarà allenata, invece, da Danny Winkelmann, ex allenatore della Polonia. Nel Gruppo A non è più presente Lukas Runggaldier, il cui futuro a questo punto appare incerto. A 33 anni possibile ritiro? Discorso simile anche per Maierhofer, assente anche tra gli osservati. Ovviamente confermati Pittin, Costa, Kostner e Buzzi. Spazio in Squadra B ai giovanissimi, se si considera che sono presenti Bortolas e Radovan, due 2003 grandi protagonisti ai recenti YOG, e Domenico Mariotti 2001, che tante soddisfazioni ha raccolto lo scorso anno. Media d’età quindi piuttosto bassa nella squadra azzurra.

Interessanti novità anche tra gli skiman. Enrico Nizzi, che ha appena concluso la sua carriera nello sci di fondo, inizierà la nuova avventura da skiman delle squadre giovanili di combinata. L’ex fondista Veronika Broll, trentina del 1997, che ha abbandonato l’attività ancora molto giovane, sarà la skiman della Squadra A femminile.

SQUADRE MASCHILI

SQUADRA A
Samuel Costa (1992 – Fiamme Oro)
Alessandro Pittin (1990 – Fiamme Gialle)
Aaron Kostner (1999 – Fiamme Oro)
Raffaele Buzzi (1995 – Carabinieri)

SQUADRA B
Iacopo Bortolas (2003 – Dolomitica)
Stefano Radovan (2003 – Monte Giner)
Domenico Mariotti (2001 – Monte Giner)

SQUADRA C
Manuel Facchini (2002 – Dolomitica)

SQUADRA INTERESSE NAZIONALE
Luca Libener (2005 – Dolomitica)
Manuel Senoner (2006 – SC Gardena)
Bryan Venturini (2006 – Dolomitica)

GRUPPO OSSERVATI
Giulio Bezzi (Monte Giner)

TECNICI SQUADRA A MASCHILE
Direttore Tecnico: Federico Rigoni (US Asiago)
Allenatore Referente: Ivo Pertile (Fiamme Gialle)
Allenatore: Danny Winkelmann
Allenatore Ivan Lunardi (Fiamme Gialle)
Allenatore: Pietro Frigo (US Asiago)
Skiman: Michele Gialiani (Dolomitica)
Skiman: Luca Rigoni (US Asiago)
Fisioterapista: Franco Norbiato (US Asiago)
Psicologa: Maria Antonia Canton (Dolomitica)

TECNICI SQUADRA B – C – AIN
Allenatore: Andrea Bezzi (Monte Giner)
Ski Man: Enrico Nizzi (Esercito)
Preparatore Atletico: Giampiero Guerrini (Cornacci)

SQUADRE FEMMINILI

SQUADRA A
Daniela Dejori (2002 – Gardena)
Annika Sieff (2003 – Lavazè)
Veronica Gianmoena (1995 – Lavazè)

SQUADRA C
Greta Pinzani (2005 – Monte Lussari)
Martina Zanitzer (2005 – Monte Lussari)

SQUADRA INTERESSE NAZIONALE
Camilla Henni Comazzi (2006 – Gardena)
Asia Marcato (2003 – Gardena)
Lena Prinoth (2003 – Gardena)

TECNICI SQUADRA A
Allenatore: Ivo Pertile (Fiamme Gialle)
Allenatore Ski Man: Francesco Benetti (Alpini Asiago)
Skiman Preparatrice Atletica: Veronika Broll (Castello di Fiemme)

TECNICI SQUADRE C – AIN
Gianfranco Oballa (Monte Lussari)

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