Redazione
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Folk Village a Predazzo: dieci stand “in rosa”
Fiemme 2013 è anche genuinità ed eco-sostenibilità
Domani in pista gli uomini con la 15 km maschile in tecnica libera
Giornata tutta al femminile quella di oggi ai Campionati del Mondo di Sci Nordico di Fiemme 2013.
Non solo in pista nella gara odierna, la 10 km femminile, ma anche tra gli spalti. Defilata rispetto alle tribune gremite è apparsa una tifosa reale: Victoria di Svezia si è presentata oggi allo Stadio di Lago di Tesero portando in braccio la sua piccola Estelle Silvia Ewa Mary, vestita con tutina e cappello bianchi, mantenendo la propria riservatezza senza concedersi a fotografi e giornalisti.
La principessa ereditaria è apparsa molto sobria ed elegante nella sua semplicità indossando pantaloni neri, una felpa color blu elettrico e un piumino nero con zip blu, un abbinamento “très chic” come si confà al suo rango. Look semplice anche per trucco e parrucco: capelli raccolti in una coda di cavallo che metteva in risalto i suoi boccoli castani, e look acqua e sapone in viso con un tocco di mascara e un velo di blush sulle guance. Ruolo istituzionale il suo: da futura regina, Victoria ha premiato le atlete “regine” della giornata, consegnando loro i mazzi dei fiori tipici del Lago Maggiore.
E sempre le donne sono protagoniste a Predazzo. No, non allo stadio del salto in tuta tecnologica da gara, bensì nella piazza Santi Filippo e Giacomo, nel pieno centro, che, fino al 3 marzo (dalle 16.30 alle 19.30), ospita il “Folk Village” con l’allestimento di una decina di stand che presentano le eccellenze di ogni azienda gestita da… “Donne in campo”, l’Associazione di grandi imprenditrici della Provincia di Trento. Manager sì, ma senza perdere il tocco femminile: profumi, creme di bellezza, colori e degustazioni animano la piazza con prodotti rigidamente biologici, coltivati e “confezionati” in Val di Fiemme e dintorni. Oggettistica e souvenir, cosmetici e articoli per il benessere, sciroppi, marmellate e succhi: tutto rigorosamente “made in Trentino” e “fatto naturalmente a mano”.
Fiemme 2013 è sinonimo di genuinità anche con i prodotti di diversi salumifici tra cui Casa Modena, e di eco-sostenibilità grazie alla politica di acquisti verdi. Non dimentichiamo che tutti i materiali in legno e carta usati per Fiemme 2013 (le strutture sportive e gli edifici temporanei, i trofei, la carta di tutti i materiali stampati, persino la carta igienica e il podio dei vincitori) sono realizzati con materie prime provenienti da foreste gestite in modo sostenibile e a filiera corta. Ad assicurare questa scelta ecologica e lungimirante degli organizzatori è il marchio PEFC, il sistema di certificazione forestale sostenibile più diffuso al mondo.
Sobrietà sì ma anche… carica con Forst, la birra ufficiale dei Mondiali. Che sia un caso che “Forst” significhi foresta?
Tornando a Fiemme 2013: domani si è di nuovo in pista allo stadio del fondo con la 15 km maschile alle 12.45. Lo spettacolo è garantito e la lotta sarà all’ultima scivolata dove i Cologna, Legkov e Northug di turno non si risparmieranno. A Casa Italia (in gara con Thomas Moriggl, Fabio Clementi, David Hofer e Roland Clara), il direttore tecnico Silvio Fauner con calma rivela: “Per la gara di domani non c’è l’ansia da medaglia perché sanno che possono giocarsela con tutti gli altri, c’è la giusta tensione. Hofer e Clara sono motivati, ma sarà il campo a dire la verità”.
Occhi puntati anche al Dal Ben di Predazzo dalle 17.00, dove in scena ci saranno le qualifiche del salto uomini HS134.
Info: www.fiemme2013.com
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Dopo la secca smentita del pronostico che vedeva Marit Bjoergen come superfavorita della 10km, battuta invece da una splendida e cattiva Therese Johaug, ora tocca agli uomini nella 15km in tecnica libera a cronometro. I nomi papabili invece per la 15km maschile sono molti di più a cominciare dallo svedese Johan Olsson che si è focalizzato, dopo la vittoria di Davos, sulla gara, a mio parere più tradizionale e bella del Campionato del Mondo. Dario Cologna, campione olimpico di questa gara, cerca uno strepitoso bis dopo il successo dello skiathlon, ma anche i russi guidati da Alexander Legkov non staranno a guardare con soprattutto Ilia Chernousov con ottime chance affianco al compagno di allenamento. Anche i norvegesi Sjur Roethe e Martin Johnsrud Sundby possono puntare ad un'altra medaglia e non va sottovalutato il giovane Finn Hagen Krogh. Più difficile invece salire sul podio per Petter Northug che potrebbe pagare le tre gare alle quali ha già preso parte. La rosa dei favoriti non finisce certo qui perché ad esempio il finlandese Matti Heikkinen punta a difendere il titolo vinto a Oslo nell'altra tecnica, il francese Maurice Manificat ha un ottimo motore, Marcus Hellner è sempre da tenere in considerazione, ma la lista degli outsider si mischia a quella dei favoriti e in una gara a cronometro può succedere di tutto. Quindi ecco la lista degli altri che lotteranno per la medaglia: Angerer, Bauer, Tscharnke, Duerr, Teichmann, Gaillard, Babikov. Veramente troppi nomi e molto dipenderà anche dalla preparazione degli sci e dallo stato psicofisico degli atleti. Fra gli italiani è sicuramente Roland Clara che ha atteso questo momento per tanto tempo e se fosse al top della condizione, su questo percorso, potrebbe dire tranquillamente la sua per le prime posizioni. David Hofer ha fatto benissimo ad inizio stagione in questa tipologia di gare e può puntare ad un posto nei dieci. Per Fabio Clementi e Thomas Moriggl si tratta di tirare fuori tutto e cercare un posto fra i primi trenta, soprattutto per il più giovane, che è stato premiato per i bei risultati conseguiti ai Campionati Mondiali U23.
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Dopo una partenza monstre, il norvegese regge dal ritorno di Olsson, argento. Bronzo ancora alla Norvegia con Gjerdalen.
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Petter Northug vince la prima medaglia della carriera in una gara a cronometro, ed è un oro di quelli pesanti, conquistato con autorità e una partenza apparentemente folle, che gli ha consentito di accumulare un vantaggio sufficiente per gestire il momento di crisi dell'ultimo giro. Complessivamente a livello individuale è il quinto oro mondiale per il norvegese come le leggende Gunde Svan e Bjoern Daehlie e la seconda medaglia di questo Mondiale. La medaglia d'argento è andata al favorito della vigilia, lo svedese Johan Olsson, che ha concentrato tutti gli sforzi e la preparazione su questa gara e si è portato a casa l'argento, recuperando molti secondi nell'ultimo giro tanto da concludere a 11"8. Bronzo a chi? Alla Norvegia. Tord Asle Gjerdalen si conferma uomo da grande appuntamento con una splendida medaglia dopo la 50km di Oslo 2011. Eccezionale visto che ha preso questa mattina il posto di Martin Johnsrud Sundby. Alla fine il ritardo di 22"3 gli ha permesso di avere la meglio per l'ultimo gradino del podio, ma con abbondante margine sul russo rappresentante il Canada Ivan Babikov, quarto a 53"6, uno dei più grossi outsider della vigilia. Il festival norvegese che ormai sta andando avanti da una settimana a Lago di Tesero, si completa con il quinto posto di Sjur Roethe (+1'03"0), già a medaglia nello skiathlon. Sesto il primo degli svedesi Calle Halfvarsson (1'09"5), bella sorpresa per l'estonia al settimo posto con Aivar Rehemaa (+1'12"4), solo ottavo Dario Cologna (+1'21"1), nono Axel Teichmann (+1'25"7) che vinse questa gara in classico dieci anni fa sulle nevi di Fiemme, decimo sempre per la Svezia Daniel Richardsson (+1'26"8). Delusione di giornata? La Russia che classifica Alexander Legkov venticinquesimo e tutti gli altri decisamente più lontani. Ovviamente per tanti atleti è stata una giornata difficile su una delle piste più dure del circuito dello sci di fondo internazionale. L'Italia si è comportata non come ci si aspettava, ma ci sono diversi motivi di soddisfazione. David Hofer (+1'47"9), tredicesimo, ha fatto una gara con partenza controllata e un buon rendimento finale confermando le già buone prestazioni in gare analoghe a novembre. Ventunesimo Roland Clara (+2'24"0) che attendeva questa gara da tempo, ma non sembra nelle condizioni delle due precedenti edizioni dei Mondiali e ovviamente la delusione per l'altoatesino è cocente. L'Italia invece può sorridere per il trentaduesimo posto dell'esordiente Fabio Clementi, classe 1990, una ventata di aria fresca per le gare su distanza in tecnica libera. Per il ventiduenne dei Carabinieri è arrivato un buon trentaduesimo posto (+2'52"6). Gara invece da dimenticare per Thomas Moriggl, in netto ritardo di condizione a causa di diversi malanni fisici in stagione.
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Dopo 18 anni di Coppa del Mondo, un titolo olimpico e uno mondiale, l'azzurro Pietro Piller Cottrer dice basta e si ritira. A 38 anni vanta anche 36 podi in Coppa del Mondo (otto vittorie, tra individuali e staffette) e la Coppa di specialista distance 2009, unico italiano a riuscire nell'impresa.
"E' forse il risultato che maggiormente mi fa palpitare - ha spiegato Piller Cottrer in una conferenza stampa ai Mondiali Fiemme 2013 - perche' premia l'atleta piu' regolare della stagione, il migliore". "Ho deciso di ritirarmi - ha detto con a fianco Silvio Fauner - dopo l'incidente alla Marcialonga che mi ha impedito di partecipare a questi Mondiali". Piller Cottrer ha conquistato un oro olimpico in staffetta (Torino 2006), due argenti (Staffetta Salt Lake City 2002 e 15Km F Vancouver 2010) e un bronzo (Combinata Torino 2006). Nel 2005 vinse il titolo mondiale a Oberstdorf nella 15Km F con argento il compagno di squadra Fulvio Valbusa. Vi sono poi il bronzo della combinata a Sapporo '97 e in staffetta ai Mondiali Trondheim '97. Un'impresa seguita pochi giorni dopo dalla vittoria nella 50Km di Holmenkollen-Oslo davanti il fenomenale Bjorn Daehlie, che arrivo' al traguardo distrutto, vomitando. Divenne il piu' giovane vincitore di questa gara, la cui vittoria e' paragonabile ad una del grande slam nel tennis, e fu invitato a cena da Re Harald V. Per quest'impresa - la prima di otto vittorie in Coppa, di cui sei individuali, e 36 podi - venne soprannominato Caterpiller per la forza con cui stroncava gli avversari. Il suo grande rimpianto rimane la 50Km ai Giochi di Nagano '98. Era il grande favorito ma in una insidiosa curva fini nelle reti, in oltre un metro di neve fresca. Una trappola che lo costrinse al ritiro. "Ero incavolato nero, me ne andai a casa senza parlare con nessuno. Tutti mi dissero che avrei potuto rifarmi, che avevo tempo. Ma io ero ancora piu' nero. le occasioni non si devono lasciar a scappare. Non sapevo nemmeno se sarei poi andato a Salt Lake City. Per me era una occasione persa". L'emozione era palpabile, nella sala conferenze di Cavalese dove Piller ha dato l'addio all'aginismo e non sono mancati momenti di autentica commozione con la standing ovation della stampa internazionale. Grazie Pietro!
"Desidero ringraziare Pietro per tutto quello che ha saputo dare al fondo nazionale e internazionale - ha detto il Presidente Fisi, Flavio Roda -, è e rimarrà uno dei campioni che hanno dato maggior lustro allo sport italiano. Il suo talento, il suo modo di interpretare le gare, la sua carica agonistica e il suo stile inconfondibile, lo hanno reso vincente e popolare in tutto il mondo. E' un patrimonio sportivo che appartiene all'Italia e che la Federazione non intende dimenticare".
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Le ragazze dominano la staffetta precedendo Svezia e Russia. Ottave le azzurre.
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Norvegia e cosa possiamo dire? E' la parola che rimbomba più spesso da più di una settimana ai piedi della catena del Lagorai. Oggi era sicuramente la medaglia più facile da pronosticare del Campionato del Mondo e la squadra dei record non ha mancato nemmeno questo appuntamento. Oro per Heidi Weng, strepitosa con il suo allungo in prima frazione, Therese Johaug, recuperata dal <<frecciapolacca>> Justyna Kowalczyk (la Polonia era in testa a metà gara e poi come da pronostico è sprofondata) ma comunque brava a contenere il distacco delle avversarie “reali”, Kristin Stoermer Steira, in controllo quanto basta per passare un testimone di sicurezza, e Marit Bjoergen che ha controllato il piccolo tentativo della Svezia con Charlotte Kalla di riaprire la gara. E le svedesi hanno ritrovato in terza frazione una splendida Anna Haag in forma olimpica, che ha fatto la differenza sulla Finlandia. Dopo una prima frazione non eccezionale di Ida Ingemarsdotter, la promettentissima Emma Wiken ha riportato la squadra in zona podio. Kalla nell'ultimo giro ha tenuto a distanza tutte le avversarie. La Russia torna sul podio della staffetta mondiale dopo otto anni di digiuno. Era dal bronzo di Oberstdorf che le russe non riuscivano ad inserirsi nella lotta. Un bel segnale in vista di Sochi. Il capolavoro lo ha fatto la medaglia di bronzo della 10km Yulia Tchekaleva, brava a togliersi dalle code l'americana Jessica Diggins, dopo che in terza frazione Elizabeth Stephen aveva realizzato un grande numero rimontando fino alla zona podio. Quindi quarti gli Stati Uniti che hanno battuto la Finlandia, crollata vertiginosamente in ultima frazione con Riikka Sarasoja-Lilja. Alla fine il quinto posto è giusto in quanto già in prima frazione Anne Kylloenen aveva rischiato di trascinare le compagne nel baratro. L'unica positiva è stata Kerttu Niskanen con la sua ottima rimonta in seconda frazione. L'Italia chiude ottava più o meno ottenendo il piazzamento che le veniva assegnato da pronostico. Serviva una prestazione eccezionale di tutte e quattro le ragazze per rimanere almeno a contatto con la zona podio, ma è stata soprattutto l'esordiente Lucia Scardoni a fare un'ottima gara. Ci si aspettava sicuramente di più da Virginia De Martin Topranin, Debora Agreiter e Marina Piller. |
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Puntualmente per l`highlight stagionale, i campionati del mondo di sci nordico in Val di Fiemme, è andato online qualche giorno fa il nuovo sito internet www.deboraagreiter.com della giovane atleta di sci di fondo di La Villa/Alta Badia Debora Agreiter. Si tratta di un sito internet di presentazione, che tramite la social wall da ampio spazio soprattutto ai nuovi network sociali Facebook, Twitter ed Instagram. Amici, sostenitori e partner di Debora hanno così la possibilità di interagire direttamente con l`atleta per avere oltre ai risultati attuali le informazioni più varie sulle sue attività e gare.
Dopo l`ottimo 16° posto nella 10 km a tecnica libera, Debora Agreiter sarà in gara ai Campionati del Mondo in Val di Fiemme ancora oggi pomeriggio nella staffetta femminile come terza frazionista e sabato nella 30 km a tecnica classica.
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Gara vivace nella prima parte, finale ciclistico, ma in volata Northug non si batte. Argento Svezia, bronzo Russia. Azzurri protagonisti fino alla fine ma quarti...
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E' ancora la Norvegia ad imporsi nella staffetta maschile in una calda giornata di fine inverno, ma molto primaverile. Per la nazione leader dello regolarmente succede dall'edizione del 2001 a Lahti, il settimo titolo mondiale consecutivo, intervallato dalle due sconfitte per mano di Italia e Svezia nelle ultime due Olimpiadi. Il quartetto composto da Tord Asle Gjerdalen, Eldar Roenning, Sjur Roethe e Petter Northug ha così preceduto la Svezia come accaduto già due anni fa Oslo, ma questa volta la vittima sacrificale è stato Calle Halfvarsson, che ha provato l'azione sull'ultima salita, ma è stato ridicolizzato da Northug sul rettilineo finale. Marcus Hellner, dirottato nella terza frazione, in compenso ha mosso l'attacco insieme alla Russia guadagnando qualche metro all'ultimo cambio su Norvegia e Italia. Buone le prestazioni di Daniel Richardsson e Johan Olsson in tecnica classica, che hanno sempre mantenuto il contatto con la testa. Medaglia di bronzo per la Russia che ha lanciato in ultima frazione il ventenne Sergei Ustiugov al posto di Ilia Chernousov. Il bicampione del mondo U23 e dominatore dei Mondiali juniores 2012 ha perso qualche metro nel finale, ma si è imposto nella volata per il bronzo. In prima frazione Evgeniy Belov aveva perso quasi venti secondi, prontamente recuperati da Maxim Vylegzhanin che ha concluso a metà gara coi primi. Alexander Legkov ha spinto nel finale della terza frazione cambiando in testa. Un quarto posto che brucia per l'Italia che ha sognato a lungo la medaglia e forse con un'azione di David Hofer prima della volta finale, il risultato sarebbe stato possibile. Dopo una serie infinita di batoste non si possono attaccare gli azzurri che sono stati tatticamente perfetti: Dietmar Noeckler ha cambiato fra i primi dopo la prima frazione; Giorgio Di Centa non solo ha tenuto le code dei migliori in seconda frazione ma ha dato diversi scossoni che hanno messo tutti in difficoltà, escluso Dario Cologna. Per il quarantenne di Treppo Carnico, la 50km di domenica può regalare un posto fra i primi dieci; Roland Clara ha tirato per diversi chilometri in terza frazione ed è stato bravo a non perdere terreno dopo l'attacco di Hellner; il gardenese Hofer si è comportato con personalità, reagendo bene agli strappi finali con l'unico peccato di non aver prrovato a sorpassare Ustiugov prima dell'ultima salita. La gara, molto tattica nell'ultima frazione, ha visto rientrare in gara per il podio diverse nazioni nell'ultimo giro. E' stato eroico Matti Heikkinen per la Finlandia che è rientrato sulla testa, partendo con 1'23 di distacco, un po' per il passo turistico dei leader, ma anche grazie ad una eccelsa condizione. Finlandia alla fine quinta. Sesta la Svizzera con in ultima Remo Fischer, chiamato a fare il ritmo alla ricerca di una improbabile medaglia, e in seconda Dario Cologna, decisivo per rimanere a contatto con il podio. Settima la Germania condizionata un po' in ultima frazione dalle disavventure di Axel Teichmann, ma che ha vissuto un ottimo momento in prima frazione con l'ottimo finale del giovane Hannes Dotzler. Così le altre squadre: 8. Giappone 9. Francia 10. Stati Uniti 11. Repubblica Ceca (rientrate tutte in lotta per il podio prima dell'azione finale che ha tagliato le gambe agli inseguitori) 12. Canada 13. Kazakistan 14. Bielorussia 15. Estonia 16. Polonia 17. Ucraina |
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Ennesima vittoria norvegese ai Mondiali di sci nordico
Migliore italiana al traguardo la De Martin Topranin (20.a)
Nella combinata nordica a squadre successo dei francesi
Settimo posto per gli italiani Pittin e Bauer
Marit Bjoergen, la regina mondiale del fondo, piazza il suo gentile artiglio sulla 30 km in tecnica classica. Oggi allo Stadio del Fondo di Lago di Tesero (Trentino) la norvegese ha portato il suo bottino a quota cinque medaglie, di cui quattro d’oro, in questi Campionati del Mondo di Sci Nordico, e tutto è stato baciato anche da un sole più che mai primaverile. La gara di oggi leggeva alcune pronosticate prime al successo, come la campionessa mondiale uscente Therese Johaug, la polacca più volte vincitrice del Tour de Ski e ancora a secco a Fiemme 2013 Justyna Kowalczyk, le altre norvegesi Steira e Weng, le svedesi Kalla e Haag, la tedesca Nicole Fessel e ovviamente la Bjoergen. L’Italia schierava al via Virginia De Martin Topranin, Debora Agreiter, Lucia Scardoni e Veronica Cavallar.
Pronti via e la cosiddetta “antifona” è stata subito chiara. Il trio Norge formato da Bjoergen, Johaug e Weng, accompagnate dalla Kowalczyk, si è piazzato in testa, mentre dietro solo la tedesca Fessel accennava timidamente a tenere il passo. Al 18° chilometro circa la Johaug ha schiacciato sull’acceleratore, seguita come un’ombra dalla polacca e dalla connazionale, e questo terzetto rimaneva al comando fino agli ultimi 700 metri circa, studiandosi e mai prendendo lo spunto decisivo. Johaug a tirare, Kowalczyk a resistere e Bjoergen a controllare apparentemente la situazione. Sull’ultima salita prima del rettilineo l’attacco della Kowalczyk era rabbioso, ma “sua maestà” Marit di Norvegia rispondeva per le rime e, rientrate allo stadio, le maggiori energie erano quelle della scandinava che superava l’avversaria e conquistava la medaglia più preziosa. La migliore italiana al traguardo è stata la De Martin Topranin (20.a), seguita dalla Agreiter (24.a) e dalla Scardoni (28.a). Veronica Cavallar non ha concluso la gara.
Subito dopo la prova femminile di cross country, lo stadio è stato teatro della “prima volta” iridata di Team Sprint di Combinata 2x7,5k con salto dal trampolino Large Hill HS134. Nel salto della mattina i tedeschi avevano centrato i salti migliori, seguiti da Giappone, Austria e Francia. Tutti racchiusi in meno di 45 secondi però, e la sfida nel fondo risultava quantomai aperta. Bastava infatti metà gara alla Francia di Lacroix e Lamy Chappuis per ricucire tutto il distacco, insieme ad Austria e Giappone. Nel settimo giro, i nipponici rimanevano attardati e l’allungo del terzetto di testa era perentorio. Alla nona tornata colpo di scena, caduta di Edelmann e la partita per l’oro era tutta tra Francia e Austria, con Lamy Chappuis più lesto di Gruber. Nell’ultimo giro si riaccendeva anche la battaglia per il bronzo che alla fine si risolveva a favore del campione del mondo individuale Frenzel e della sua Germania. Per quanto riguarda l’Italia, Alessandro Pittin e Armin Bauer hanno chiuso al settimo posto.
Info: www.fiemme2013.com
Ladies 30 Km C
1 BJOERGEN Marit NOR 1:27:19.9; 2 KOWALCZYK Justyna POL 1:27:23.6; 3 JOHAUG Therese NOR 1:27:28.6; 4 WENG Heidi NOR 1:28:58.2; 5 FESSEL Nicole GER 1:29:08.9; 6 HAAG Anna SWE 1:29:25.6; 7 NISKANEN Kerttu FIN 1:29:32.7; 8 KYLLOENEN Anne FIN 1:29:36.0; 9 STEIRA Kristin Stoermer NOR 1:29:36.4; 10 ISHIDA Masako JPN 1:29:39.0
Nordic Combined Team Sprint
1 FRANCE 35:37.9 (LACROIX Sebastien, LAMY CHAPPUIS Jason); 2 AUSTRIA +16.6 (DENIFL Wilhelm, GRUBER Bernhard), 3 GERMANY +43.9 (EDELMANN Tino, FRENZEL Eric), 4 JAPAN +44.5 (KATO Taihei, WATABE Akito); 5 NORWAY +1:03.3 (MOAN Magnus H., KOKSLIEN Mikko); 6 UNITED STATES +1:24.6 (FLETCHER Taylor, DEMONG Bill); 7 ITALY +1:53.5 (BAUER Armin, PITTIN Alessandro); 8 CZECH REPUBLIC +1:55.7 (CHURAVY Pavel, DVORAK Miroslav); 9 SLOVENIA +2:00.1 (JELENKO Marjan, ORANIC Mitja); 10 ESTONIA +3:14.0 (PIHO Kail, PIHO Han-Hendrik)
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