Redazione

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Lo sci club Bobbio festeggia i 50 anni di attività con una due giorni di skiroll, una sprint in circuito e il campionato italiano in salita tecnica classica.

Emanuele Becchis (Ski Avis Borgo Libertas) e Anna Bolzan (Sc Orsago) mettono il sigillo sull’ultima sprint della stagione, come già era successo a Opicina nella prova di esordio della stagione.

Il miglior tempo nella categoria assoluta maschile era stato segnato da Francesco Becchis con il tempo di 1’08”25 che aveva inflitto al fratello Emanuele 25/100, 3° Marco Longo (Sc Montebelluna) a 1”28.

La finale a quattro è stata vinta da Emanuele in volata che ha preceduto il fratello Francesco e 3° Marco Longon (Sc Montebelluna) davanti a Simone Ripamonti (Sci Club Lissone).

Nella categoria femminile miglior tempo di Lisa Bolzan (Sc Orsago) 1’15”58, 2a Anna Bolzan a 3”68 e 3a Chiara Becchis (Ski Avis Borgo Libertas) a 5”48. Nella finale Anna aveva la meglio sulla sorella, 2a Lisa e 3a Chiara Becchis che precedeva Dana Tenze (Asd Mladina).

Nelle categorie giovanili vittoria di Riccardo Masiero (Sc Montebelluna) e Alba Mortagna (Enal Villaga).

Domani è previsto il campionato italiano in tecnica classica che chiuderà la stagione di skiroll 2016.

La Coppa Italia è stata vinta ad una prova dal termine da Emanuele Becchis e Lisa Bolzan.

Negli ultimi anni è cresciuta sempre più l’attesa per scoprire i nuovi colori della Nazionale Italiana ed ogni anno il nuovo colore è sempre stato un porta fortuna per gli atleti.

Dal ROSSO del 2014 che ha visto la storica tripletta di vittorie in Coppa del Mondo di Federico Pellegrino e del Bronzo nella Team Sprint di Falun. 
Stesso metallo anche per la staffetta femminile del Biathlon a Kontiolahti con Dorothea Wierer, Lisa Vittozzi, Nicole Gontier e Karin Oberhofer. 

Per passare poi al mitico BLU della scorsa stagione che ha dipinto due Coppe del Mondo di Specialità con Dorothea Wierer e Federico Pellegrino, portando i nostri due atleti nell’Olimpo Mondiale. Non da meno sono stati i risultati di molti atleti azzurri che finalmente hanno riportato l’Italia fra l’élite dello Sci Nordico Mondiale.

Quindi le aspettative per la grafica 2016 stanno creando un palpabile fermento ed attesa fra gli appassionati.
Abbiamo trascorso un po’ di giorni in ritiro con la Nazionale del fondo al Passo Dello Stelvio durante il raduno in quota per presentarla in anteprima agli atleti e ai tecnici e fare alcune foto finalmente su neve. 

Le loro impressioni? 
Semplicemente entusiasti!
A dire il vero vederli scivolare sulla neve con questo effetto CARBONIO ha colpito anche noi. ELEGANTE. TECNICA. MODERNA! Con il classico tocco di STILE ITALIANO come la zip rosa per le ragazze!


 

La rivoluzione nei colori ha riguardato anche i capi termici come la giacca in Gore® Winstopper con un tocco di grigio che gioca fra il lucido e l’opaco, dando un bellissimo effetto di contrasto con il bianco.
Sicuramente la nuova grafica si farà notare e l’augurio è che si faccia ammirare sui gradini più alti dei podi di coppa.
 

CARBON LOOK E MOLTA TECNOLOGIA NASCOSTA

La grafica Carbonio è comunque un modo per dare visibilità alla sostanza racchiusa nei nostri capi. Al lavoro continuo del nostro R&D nella ricerca in materiali, tessuti, tagli e soluzioni sempre innovative per consentire ai nostri atleti di avere sempre quel supporto in più sia in gara: con dei top e calzamaglie compressivi; che in allenamento con i migliori materiali traspiranti e protettivi. 
Cross Country Ski Home 

Vincere una gara di Coppa vuol dire essere il più veloce in quel determinato giorno, magari anche con il miglior kit gara. Ma sicuramente la vittoria si costruisce molto prima con dei capi che non ti fanno prender freddo in allenamento e che traspirando adeguatamente mantengono sempre la miglior termoregolazione corporea. E tutto questo richiede un enorme lavoro ed esperienza! E soprattutto per un atleta non perdere un giorno d’allenamento.

In bocca al lupo azzurri!
Rispetto per tutti, paura di nessuno!

“44 Marcialonghe per 10 sciatori dall’incredibile tempra”: domani 15 ottobre prenderà il via il progetto Marcialonga Legends, per portare avanti ciò che i 10 “senatori” rappresentano e rappresenteranno in futuro, la storia e la memoria di Marcialonga. Il comitato organizzatore ha deciso dunque di radunare questi dieci partecipanti che hanno svolto tutte le edizioni della storica ski-marathon trentina, per raccontarne le incredibili vicende ed esperienze passate assieme ad essa, con i concorrenti che al 29 gennaio 2017, data della quarantaquattresima edizione, avranno portato a temine un totale di 2.918,5 km sugli sci da fondo: “Un patrimonio umano di immenso valore che abbiamo deciso di esaltare con un progetto fotografico e di storytelling, attraverso il loro volto segnato dal tempo”, sottolinea in coro il team Marcialonga.

La location per la prima giornata di questo ‘viaggio a spasso nel tempo’ sarà Maso delle Coste a Predazzo (TN), di proprietà delle Regola Feudale, a fare da degna cornice alla narrazione dei dieci storici rappresentanti della Marcialonga. Un incontro conviviale che riporterà alla memoria il passato ruggente, fatto di sci in legno, abbigliamento di lana e cotone tradizionale, dove percorrere i 70 km da Moena a Cavalese, con giro di boa a Canazei, era un’impresa totalmente nuova e quasi leggendaria. Lo sci di fondo negli ultimi 50 anni ha subito cambiamenti drastici, mantenendo tuttavia immutata la propria essenza, competere con sé stessi e con la fatica, superando avversari e scenari favolistici, come quelli baciati dall’inverno nelle Valli di Fiemme e Fassa. Stile e tecnica d’esecuzione sono spesso cambiati, e di conseguenza i materiali e l’abbigliamento: passando dal passo alternato al passo spinta, dalle tecniche dello skating fino ad arrivare alla temuta scivolata spinta; ma è mutata anche la conformazione paesaggistica delle due Valli, l’organizzazione della Marcialonga, sempre più puntuale e attenta, quasi ‘maniacale’, le condizioni meteorologiche, molto più magnanime negli ultimi anni registrando tuttavia un calo delle nevicate prima della gara, e che dunque hanno richiesto una sempre maggior cura nella preparazione della pista.

Marcialonga riparte da questi 10 senatori, dalla memoria della competizione, consapevole che questo percorso regalerà agli appassionati di sci di fondo e ai senatori stessi tante curiosità e piacevoli sorprese da condividere, a cominciare dai giovani che per la prima volta proveranno l’ebbrezza di schierarsi l’uno al fianco dell’altro in una delle granfondo sciistiche più rinomate ed apprezzate al mondo, nella speranza di poter ripercorrere ciò che questi dieci personaggi leggendari sono riusciti a compiere. Appuntamento quindi a partire da novembre, quando le storie di Costantino Costantin, Ivo Andrich, Luigi Delvai, Armando Zambaldo, Giovanni Mariani, Aulo Avanzinelli, Odillo Piotti, Marco Aurelio Nones, Luciano Bertocchi e Fabio Lunelli verranno condivise con tutti gli appassionati dell’universo Marcialonga.

Info: www.marcialonga.it

Dopo il primo "asma gate" di Sundby dello scorso luglio, alcuni sponsor della ricca nazione scandinava avevano accennato ad una pacata richiesta di spiegazioni. Ora il problema è 10 volte superiore e i 5 sponsor principali della federazione rischiano di fare altre scelte.

Sparebank è lo sponsor principale. IL CEO Jon Oluf Brodersen ha detto a Dagbladet:

- Ora ci aspettiamo che la Federazione avvii un'indagine autonoma per fare chiarezza. Successivamente vogliamo maggiori informazioni relativamente al caso asma che non è ancora stato completamente chiarito. Solo dopo decideremo se orientare i nostri investimenti altrove.

- In qualità di sponsor principale, pensiamo che questo è un triste periodo soprattutto per Therese e per gli altri atleti della squadra. - Sulla base delle informazioni che abbiamo ora, continuiamo ad averer fiducia e sosterremo la nostra squadra in questo periodo così difficile.

Se Therese fosse condannata il nostro orientamento potrebbe variare.

Il presidente della Federazione, assicura che la Norvegia e la FIS hanno sempre avuto ottimi rapporti e che per entrambe le federazioni è utile trovare una soluzione.

È la regina del fondo mondiale a scendere in campo per prima per difendere la rivale-amica Therese Johaug che da ieri sta vivendo un incubo legato ad una positività che sarebbe stata causata dall’utilizzo di una crema per curare un erpes labbiale.

 

“Non so se vale la pena continuare” ha dichiarato Marit Bjoergen che prosegue: “Nella situazione di Therese potremo trovarci tutti e per un errore di un medico non può pagare l’atleta”.

A questo punto mi chiedo se tutti gli sforzi che ho fatto per rientrare a questo punto ne sono valsi la pena! Forse avrei fatto meglio a rimanere a fare la mamma!”

 

Molti altri si sono schierati con Therese; dalla sua Federazione naturalmente, ai compagni di squadra e molti altri sportivi e persone dello spettacolo, ma a questo punto Therese rischia di saltare la stagione, forse due..

 

Al di fuori della Norvegia invece Johaug non ha lo stesso trattamento. Finlandesi e soprattutto svedesi non credono al “crema gate”. Studiosi sostengono che non è possibile accumulare nel sangue una quantità così elevata della sostanza vietata soltanto attraverso l’applicazione della crema su di una ferita così piccola. Altri non concepiscono come la nazione più organizzata del mondo nello sci di fondo possa fare 2 errori macroscopici nel giro di pochi mesi!

Dopo il caso Sundby l’allerta doping Norvegia è salita a “defcom 10” e il dottore della più forte sciatrice del mondo non può non sapere che quel farmaco contiene sostanze vietate. Soprattutto quando il più forte sciatore del mondo è appena stato fermato per (a detta loro) un altro errore del medico federale..

E’ un’azione che potrebbe “accorciare” il periodo di sospensione che, iniziando immediatamente e non al momento di una possibile (probabile) squalifica, potrebbe ridurle il periodo di attesa prima di poter rientrare all’attività agonistica.

“Non mi sento colpevole e non ho intenzione di auto sospendermi! Sono innocente e non posso pagare per l’errore di una terza persona!”

La FIS sta facendo tutto il possibile per accelerare i tempi e mettere fine alla questione. La commissione antidoping norvegese sta difendendo il proprio atleta e collaborando con la WADA per trovare una soluzione che (nella loro speranza) non sia tropo pesante.

Intanto la federazione norvegese ha assunto un nuovo medico che ad interim sostituirà il “colpevole” di tutta questa storia.

A rischio anche gli allori olimpici e la coppa del Mondo appena vinta.

 

Aino-Kaisa Saarinen in questi giorni in allenamento in Italia, ha fatto visita alla farmacia di Livigno per verificare di persona cosa ci sia scritto sulla confezione del farmaco che il dottore della Federazione norvegese ha passato a Therese Johaug

Il simbolo del divieto di utilizzo per doping del farmaco è molto evidente tanto che la rivale finlandese su Twitter posta un foto piuttosto chiara e il commento.. pure!


Näytä kuva Twitterissä

 Seuraa

Aino-Kaisa Saarinen @Aino_Kaisa

Sono andata per curiosità nella farmacia di Livigno visto che sono quì e a guardare ciò che c'è scritto sul farmaco. Può su questo pacchetto non aver visto il medico?

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Non possiamo sapre se quanto sostiene Therese e la sua federazione sia vero. Sicuramente la disperazione di un'atleta che passa in un'istante dalle stelle alle stalle fa sensazione e mostra l'altra faccia del personaggio. 

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