Redazione

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Ora è ufficiale: Trondheim ospiterà il Mondiale di sci nordico del 2025. Una decisione scontata, che la FIS ha annunciato in una diretta video alle 17.30. Dopo aver perso nel 2016 quando a Obestdorf vennero assegnati i Mondiali del 2021 e nel 2018 a vantaggio di Planica che li ospiterà nel 2023, in questa occasione il Granåsen Ski Centre era infatti l’unico candidato per organizzare la manifestazione.

L’unico rischio era legato soltanto a problemi interni alla politica locale di Trondheim. Infatti nei giorni scorsi il Comune ha dovuto votare a favore dell’accordo con la FIS, che era di ben 89 pagine e tutto in lingua inglese. Ne è nata una discussione politica, visto che la proposta del sindaco di Trondheim, la laburista Rita Ottervik, è passata giovedì in consiglio ma con il voto contrario della leader dell’opposizione, la conservatrice Ingrid Skjøtskift, che ha lamentato il fatto di dover votare su un documento da lei ricevuto soltanto martedì.

Nel documento, inoltre, si parla anche del rinnovo dei trampolini di Granåsen, una spesa di circa 650 milioni di NOK, poco più di 59 milioni di euro.

Curiosamente alla festa che è subito partita a Trondheim, oltre alle personalità locali, la stella Marit Bjørgen, e il sindaco Rita Ottervik, che ha anche mandato un video messaggio di ringraziamento alla FIS in occasione della diretta, è presente anche la sua avversaria politica Ingrid Skjøtskift, segno comunque di una collaborazione che vuole nascere per il bene dell’evento e della località.

Per Trondheim questo secondo mondiale si svolgerà a 28 anni di distanza da quello del 1997, nel quale Elena Välbe fece la storia vincendo cinque ori in altrettante gare, conquistando il successo in tutte le prove individuali sempre davanti a Stefania Belmondo. Successi che sono poi diventati un film, che è in uscita in Russia. L’Italia vinse quindi quattro argenti grazie alla piemontese e un bronzo nella staffetta maschile di fondo con Giorgio Di Centa, Silvio Fauner, Pietro Piller Cottrer e Fulvio Valbusa.

La FIS ha anche assegnato oggi i Mondiali di sci alpino del 2025. Saranno ospitati da Saalbach che ha battuto la concorrenza di Crans-Montana e Garmisch-Partenkirchen.

Nel corso dei meeting online del Comitato Sci di Fondo della FIS non si è discusso soltanto del calendario.

Tante altre infatti le proposte che saranno soggette all’approvazione del Consiglio della FIS in programma il prossimo 9 ottobre 2020, nel quale si discuterà anche della questione fluoro.

Innanzitutto si sta lavorando per trovare una località che possa sostituire Zakopane nell’ospitare il Mondiale Juniores di Sci Nordico del 2021. La Federazione Polacca ha infatti chiesto di poter ospitare questo evento nel 2022 a causa della difficile situazione sanitaria del paese. La FIS è convinta di trovare una nuova località disponibile, che sarà comunicata attraverso le piattaforme ufficiali non appena sarà raggiunto un accordo.

A proposito di giovani il Comitato Sci di Fondo sostiene fortemente e sottolinea l’importanza dello sci di fondo cross nel percorso di juniores e giovani, tanto da integrarlo nei programmi di competizione dei Mondiali Junior e degli YOG.

Per quanto riguarda le regole della Coppa del Mondo 2020/21 farà molto discutere la conferma di quanto già proposto in primavera e fortemente criticato da tanti appassionati di sci di fondo: gli atleti che parteciperanno alle staffette e alle team sprint otterranno dei punti di Coppa del Mondo, relativi al piazzamento finale della loro squadra. I punti ottenuti nelle staffette saranno validi per la classifica generale e distance, quelli conquistati nelle team sprint invece varranno per generale e sprint. Una novità che potrebbe falsare la Coppa del Mondo, soprattutto se a lottare per la vittoria finale dovesse esserci un atleta di una nazione più piccola.
I punti saranno così suddivisi: 25 al 1°, 20 al 2°, 15 al 3°, 12 al 4°, 11 al 5°, 10 al 6°, 9 al 7°, 8 all’8°, 7 al 9°, 6 al 10°, 5 all’11°, 4 al 12°, 3 al 13°, 2 al 14°, 1 al 15°.

Viste le ancora tante incertezze legate all’emergenza covid-19, dal momento che a causa delle restrizioni alcune nazionali potrebbero rischiare di non essere presenti a certi eventi, la FIS ha ricordato che una competizione di Coppa del Mondo può disputarsi soltanto se sono eleggibili almeno sette delle prima dieci nazioni classificate nella Nations Cup 2019/20. Le gare possono essere cancellate trenta giorni prima dell’evento (ovviamente se tutte le parti sono d’accordo può esserci flessibilità), oppure a causa di cambiamenti legati a restrizioni governative, che sarebbero causa di forza maggiore.

Inoltre la FIS ha deliberato che se non dovessero essere organizzati eventi di Continental Cup prima del via del secondo periodo della Coppa del Mondo (Tour de Ski), i vincitori della passata stagione avrebbero il diritto a partecipare al secondo periodo della Coppa del Mondo (ricordiamo che Ilaria Debertolis ha il pettorale assicurato per la vittoria dell'OPA Cup 2019/20). Se invece non dovessero essere organizzati eventi di Continental Cup prima dei successivi periodi della Coppa del Mondo, non verrebbero più assegnati pettorali attraverso queste competizioni.

Un altro cambiamento, in questo caso corretto e apprezzabile, riguarda i punti FIS. È stata estesa da nove a ventiquattro mesi dalla nascita del bambino la protezione per la maternità, che consente alle atlete diventate mamme di proteggere i propri punti FIS, con l’aggiunta di un 22% da un minimo di 4 a un massimo di 26 punti a quelli che l’atleta aveva prima dello stop.

Lavazè si prepara ad accogliere i big della nazionale norvegese di biathlon. Assenti Johannes Bø e Marte Olsbu Røiseland, il primo perché ha deciso di restare con la famiglia e la seconda a causa di un problema fisico, tutto il gruppo raggiungerà la località della Val di Fiemme per il primo raduno in quota dell’estate.

Ospitare la miglior nazionale al mondo rappresenta sicuramente un grande orgoglio per Lavazé, che lo scorso luglio ha inaugurato la sua nuova pista di skiroll in quota e ad agosto il poligono di tiro che permette ai biatleti di combinare così fondo e tiro. In questi mesi molto spesso nell’impianto fiemmese si è vista lavorare Dorothea Wierer, oggi sarà il momento della sua grande rivale nell’ultima Coppa del Mondo, Tiril Eckhoff.

Ma cosa ha spinto la Norvegia ad optare per la località trentina, sicuramente più conosciuta per il fondo che per il biathlon? È una scelta che parte da molto lontano, come ci ha raccontato Enzo Macor, tecnico delle Fiamme Gialle e direttore di gara delle competizioni fiemmesi di fondo del Tour de Ski. «È cominciato tutto quattro anni fa – ha ricordato Macorquando nel 2016 vennero a ispezionare la zona gli organizzatori di Blinkfestivalen e Alliansloppet per valutare se la Val di Fiemme avesse tutti i requisiti necessari per entrare nel calendario del World Classic Tour di skiroll. L’organizzatore del Blinfestivalen, Arne Idland, era allora anche il responsabile della logistica per la nazionale norvegese di biathlon. In quell’occasione, essendo anche appassionato di biathlon oltre che ovviamente di sci di fondo, gli parlai anche della nostra pista di skiroll con annesso poligono che era in progetto. Prima di partire mi chiese se potessi accompagnarlo a Lavazè, dove non era mai stato e ne rimase colpito».

Una volta tornato in patria Idland ne parlò con Egil Kristiansen, allora appena passato nello staff tecnico della nazionale di biathlon dopo aver guidato per tantissimi anni lo sci di fondo raccogliendo numerosi successi: «Lui ha sempre amato l’Italia e la Val di Fiemme sia da atleta che da allenatore, tanto che quando le sue squadre di fondo si allenavano all’Alpe di Siusi, passavano anche spesso dalle nostre parti. Egil mi disse di tenerlo informato sull’andamento dei lavori e siamo così rimasti sempre in contatto».

A febbraio quindi la svolta: «Durante il Mondiale di Anterselva dello scorso febbraio ci incontrammo e gli comunicai che entro fine maggio pista e poligono sarebbero stati pronti. Qualche giorno dopo mi chiamò Patrick Oberegger, allenatore della squadra femminile, chiedendomi conferma di quanto a lui riferito da Egil e parlammo per un po’. Poi il martedì successivo alla chiusura del Mondiale, Patrick si recò con me a Lavazè per osservare la pista e prendere i primi contatti con alcuni alloggi della zona, mettendosi poi d’accordo con l’Albergo Dolomiti. A quel punto lo misi quindi in contatto con l’assessore referente della pista di skiroll, Alberto Goss e da lì hanno fatto tutto loro. A quel punto i contatti li ha tenuti lui, l’assessore referente, io ho fatto solo da tramite».

La Norvegia aveva originariamente deciso di recarsi a Lavazé addirittura in tre occasioni nel corso della stagione. La prima volta doveva raggiungere l’Italia ad agosto per un primo raduno in quota, poi nuovamente ad ottobre e quindi durante l’inverno, probabilmente in preparazione del Mondiale. Ovviamente l’emergenza covid-19 ha costretto la Norvegia a rivedere i propri programmi, rinunciando al raduno di agosto ma non a questo di ottobre. Per l’inverno, invece, si vedrà. La nazionale norvegese prenderà tutto l’Albergo Dolomiti e avrà anche il suo cuoco. Soltanto uno dei due proprietari della struttura potrà entrarne all’interno per la pulizia, tanto che i norvegesi avranno anche le chiavi. «Non potremo incontrarli – ha sottolineato Macorloro hanno correttamente deciso di prendere tutte le precauzioni possibili per correre meno rischi. Forse quando gireranno in pista dovremo anche chiuderla agli altri».

Il mese scorso già Christiansen si era recato da solo a Lavazé per allenarsi in quota, ma in questo caso aveva fatto tutto da sé: «Probabilmente, visto che la squadra aveva già fatto la sua programmazione per l’estate ma le cose erano cambiate a causa dell’emergenza Covid, Christiansen avrà sentito la necessità personale di lavorare comunque in quota e raggiunto quindi la località già prevista nel loro programma».

Quello che inizierà lunedì potrebbe essere per la nazionale norvegese di biathlon solo il primo di tanti raduni nella località fiemmese: «La loro intenzione iniziale è quella di allenarsi qui, quando avranno bisogno della quota, fino alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Se tutto va bene, quindi, avremo una lunga collaborazione. Comunque a gennaio anche un’altra importante nazionale verrà ad allenarsi qui».

Macor ha quindi concluso spiegando cosa rende Lavazé e la Val di Fiemme una località così appetibile per la preparazione nel biathlon: «È in progettazione anche la pista di skiroll a Lago di Tesero. Quando anche quella sarà a disposizione potremo offrire qualcosa di unico. Due piste da skiroll con poligoni distanti soltanto 10km tra loro ma con ben mille metri di dislivello, una cosa che fa la differenza. La pista di Lavazé poi permette agli atleti di fare determinati lavori con il poligono che è in cima alla pista. Senza dimenticare che quest’ultimo ha dodici sagome protagoniste in Coppa del Mondo, visto che sono quelle presenti ad Anterselva prima dei lavori di rinnovamento del poligono che hanno fatto in occasione dei Mondiali. Insomma alta qualità»

Il modo migliore per uscire da quelle dipendenze che l’hanno mandato in crisi? Tornare a fare ciò che più ama: sciare. Petter Northug ha ripreso ad allenarsi e lo sta facendo con serietà e costanza, registrando anche delle prestazioni sbalorditive per chi è rimasto quasi completamente fermo negli ultimi anni. L’espresso di Mosvik ha deciso di tornare a prepararsi seriamente con sessioni d’allenamento lunghe e dure, mostrando anche una discreta condizione di forma.

L’ha svelato Dagbladet, che ha riportato anche i tempi di percorrenza delle sue lunghe sessioni sugli skiroll. Dall’11 settembre in poi, dopo essere stato per un po’ fermo a seguito delle vicende giudiziarie di questa estate, Northug ha aumentato la quantità del proprio allenamento. Per esempio il 19 settembre ha percorso 61 km con una media di 3’15” a chilometro, mentre il 20 settembre ne ha fatti 63 a 3’10” al chilometro. Ancora meglio ha fatto questo martedì, allenandosi sugli skiroll per 60 con una media di 3’06” a chilometro.

Prestazioni che hanno sbalordito anche alcuni suoi ex compagni di squadra, in particolare Emil Iversen, suo grandissimo amico, che con lui si è anche allenato alcune volte nelle ultime settimane. «I tempi che ha fatto registrare sono impressionanti – ha affermato a Dagbladetpiù veloce di quanto vado io. Mi sono allenato con Petter, corre tutto il tempo che può e ha una sola marcia. È diventato un super atleta. Forse lo vedremo a Beitostølen (dove a metà novembre lo sci di fondo norvegese inaugurerà ufficialmente la stagione invernale, ndr)».

Anche l’allenatore della nazionale sprint, Arild Monsen, è rimasto colpito: «Sembra molto veloce. Petter può ottenere buoni risultati dall’allenamento in breve tempo. È fantastico che sia attivo e completamente allenato. Per lui è una buona medicina dopo quanto è successo. La sua velocità sulla distanza è impressionante, ma il livello delle gare a lunga distanza, se vuole provarci, è alto, dovrà lottare molto per arrivare ai vertici».  L’allenatore della squadra norvegese all-round, Eirik Myhr-Nossum, è contento che Northug abbia fissato nuovi obiettivi di allenamento: «Se lo conosco bene, va davvero forte tutto il tempo. Vorrei vederlo in alcune gare di prova. Se vuole tornare in campo, deve anche andare ad alcune competizioni. Ma è gratificante sentire che si sta allenando. Se possa affermarsi nelle gare a lunga distanza? Sono nato realista e non credo voglia essere ai vertici delle granfondo, perché il livello è alto. Se vuole avere successo, deve allenarsi bene per due o tre stagioni. Non si tratta solo di schioccare le dita e di allenarsi bene sei mesi».

Impressionato positivamente anche Johannes Klæbo, che a Dagbladet ha affermato: «È solido. A quel ritmo Petter avrebbe potuto tranquillamente essere con noi durante la sessione di oggi. Se pensa che sia divertente fare tanto allenamento, spero che lo faccia molto e gli piaccia. Sarebbe bello vederlo gareggiare di nuovo. Petter è un duro. Se si allenasse molto, potrebbe diventare nuovamente solido come una roccia. Petter dovrebbe fare un lavoro da pazzi per lottare al vertice nelle gare a lunga distanza, ma se lo facesse e lo volesse abbastanza, sarebbe certamente possibile».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Didrik Tønseth. «In realtà mi colpisce, sarei impressionato da Petter se continuasse così, perché potrebbe presentarsi anche al via della stagione. Petter e Marit sembrano entrambi in buona forma. È positivo che Petter si alleni e si mantenga in forma».

Northug per il momento non ha risposto alle domande dei giornalisti, curiosi di capire se effettivamente voglia tornare a gareggiare. La sensazione è che potremmo vederlo forse al via in alcune importanti granfondo, ma non da turista come fece subito dopo il suo ritiro. Se dovesse poi competere ad altissimo livello o addirittura per vincere queste gare sarebbe straordinario, ma già soltanto vederlo al via regalerebbe un grande sorriso ai tantissimi tifosi che lo amano alla follia e gli saranno sempre grati per le emozioni da lui regalate. Oggi, sicuramente tutti i grandi tifosi di Northug saranno ben felici di sapere che il loro idolo si sta nuovamente rialzando facendo ciò che più ama.

Il Consiglio della FIS del prossimo 9 ottobre dovrà prendersi una responsabilità enorme nel momento in cui decidere se confermare l’abolizione completa all’utilizzo del fluoro già a partire dalla stagione 2020/21 oppure rinviare in attesa di avere un sistema di controllo perfetto e soprattutto concedere alle nazionali di adattarsi alle nuove regole.

Le polemiche e i malumori, infatti, sono crescenti anche nelle nazionali più importanti, compresa quella Norvegia che ha spinto moltissimo affinché venisse abolito il fluoro il prima possibile. Ora, però, notati i ritardi nella produzione del dispositivo di controllo, che nessun team ha potuto ancora provare, i norvegesi stessi chiedono un rinvio.

Il sito web di TV2 ha anche lanciato l’indiscrezione secondo la quale, come già fatto anche dalla Germania, la nazionale norvegese di fondo sarebbe pronta addirittura a boicottare la Coppa del Mondo se si dovesse vietare il fluoro senza avere dei controlli in grado di garantire la certezza di pescare coloro che provano ad aggirare le regole.

A TV2, L’allenatore della nazionale norvegese, Eirik Myhr Nossum, non ha parlato di boicottaggio ma è stato piuttosto chiaro circa il malumore che serpeggia nell’ambiente: «La situazione è caotica. Penso sia difficile accettare un divieto senza un buon sistema di controllo. Il giorno in cui sarà possibile avere un sistema di controllo soddisfacente, in linea con quanto accade con l’antidoping, il divieto all’utilizzo dei prodotti fluorurati va benissimo. Ma non possiamo avere dei regolamenti che non possono essere applicati».

Chiara anche la posizione degli stessi atleti. Hans Christer Holund ha chiesto il rinvio: «Per ora si è deciso che la penalità per l’utilizzo del fluoro è la squalifica dalla gara. Per me devono essere previste sanzioni più severe, perché questo è barare. Se lo sport non è onesto, allora non ha senso. Il divieto del fluoro dovrebbe essere posticipato fino a quando non avremo certezze sui controlli».

Pål Golberg ha paragonato il fluoro al doping: «L’uso del fluoro fornisce gli stessi vantaggi del doping. Sono molto preoccupato. Tante cose sembrano incerte. E senza un controllo adeguato, gli imbroglioni non saranno mai pescati, mentre gli innocenti potrebbero rimetterci».

Insomma gli atleti sono molto riluttanti a gareggiare in queste condizioni. La Federazione Norvegese, pur sostenendo l’introduzione di un divieto al fluoro, vuole che ciò venga fatto creando però delle condizioni in cui sia impossibile barare facendola franca.

Non ci sono sostanziali cambiamenti al calendario della Coppa del Mondo di sci di fondo 2020/21. Dopo vari meeting online del Comitato di Sci di Fondo della FIS si è deciso di andare quindi avanti con il Piano A, confermando quindi 32 gare ma in 13 località. È stata accolta infatti la richiesta della Federazione Norvegese di spostare ad Oslo per venerdì 12 marzo, la sprint inizialmente programmata a Drammen per mercoledì 10. Evidentemente si vuole evitare di far disputare una gara in città. Sicuramente buona notizia per gli atleti che avranno due giorni di riposo in più dopo il Mondiale.

Confermato anche il format con cui in Val Müstair si aprirà il Tour de Ski, mentre sono state invertite le due gare successive: la mass start si svolgerà in classico e l’inseguimento in skating. Inoltre si è deciso di lasciare libero il weekend di inizio febbraio nel quale era in un primo momento programmata la tappa di Premanon. Una data che si potrebbe utilizzare per eventuali recuperi.

Una decisione che lascia perplessi anche molti dei protagonisti, preoccupati dalla prospettiva di dover viaggiare così tanto in una stagione che presenta molte incognite sia legate alla salute degli atleti che alle possibili difficoltà logistiche.

CALENDARIO DELLA COPPA DEL MONDO 2020/21

PERIODO I
Ven 27/11/20 – Ruka (FIN): Sprint TC F/M (Ruka Triple)
Sab 28/11/20 – Ruka (FIN): 10km TC F – 15km TC M (Ruka Triple)
Dom 29/11/20 – Ruka (FIN): Pursuit 10km TL F – 15km TL M (Ruka Triple)
Ven 04/12/20 – Lillehammer (NOR): Sprint TC F/M
Sab 05/12/20 – Lillehammer (NOR): Skiathlon F/M
Dom 06/12/20 – Lillehammer (NOR): Staffetta F/M
Sab 12/12/20 – Davos (SUI): Sprint TL F/M
Dom 13/12/20 – Davos (SUI): 10km TL F – 15km TL M
Sab 19/12/20 – Dresda (GER): Sprint TL F/M
Dom 20/12/20 – Dresda (GER): Team Sprint TL F/M

PERIODO II (TOUR DE SKI)
Ven 01/01/21 – Val Müstair (SUI): Sprint TL F/M
Sab 02/01/21 – Val Müstair (SUI): Mass Start 10km TC F – 15km TC M
Dom 03/01/21 – Val Müstair (SUI): Pursuit 10km TL F – 15km TL M
Mar 05/01/21 – Dobbiaco (ITA): 10km TL F – 15km TL M
Mer 06/01/21 – Dobbiaco (ITA): Pursuit 10km TC F – 15km TC M
Ven 08/01/21 – Val di Fiemme (ITA): Mass Start 10km TC F – 15km TC M
Sab 09/01/21 – Val di Fiemme (ITA): Sprint TC F/M
Dom 10/01/21 – Val di Fiemme (ITA): Mass Start Final Climb TL F/M

PERIODO III
Sab 16/01/21 – Ulricehamn (SWE): Sprint TL F/M
Dom 17/01/21 – Ulticehamn (SWE): Team Sprint TL F/M
Sab 23/01/21 – Lahti (FIN): Skiathlon F/M
Dom 24/01/21 – Lahti (FIN): Staffetta F/M
Sab 30/01/21 – Falun (SWE): 10km TC F – 15km TC M
Dom 31/01/21 – Falun (SWE): Sprint TC F/M
Sab 06/02/21 – Possibile data di recupero
Dom 07/02/21 – Possibile data di recupero

PERIODO IV
Sab 20/02/21 – Nove Mesto (CZE): Sprint TC F/M
Dom 21/02/21 – Nove Mesto (CZE): 10km TL F – 15km TL M
Dal 23/02/21 al 07/03/21 Mondiale di Oberstdorf

PERIODO V
Ven 12/03/21 – Oslo (NOR): Sprint TC F/M
Sab 13/03/21 – Oslo Holmenkollen (NOR): 30km TL F
Dom 14/03/21 – Oslo Holmenkollen (NOR): 50km TL F
Ven 19/03/21 – Pechino (CHN): Sprint TL F/M (WC FINALS)
Sab 20/03/21 – Pechino (CHN): Skiathlon F/M (WC FINALS)
Dom 21/03/21 – Pechino (CHN): Pursuit 10km TC F – 15km TC M (WC FINALS)

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Un grande campione non lascia mai nulla al caso, soprattutto in una stagione come quella che ci si appresta a vivere, a volte anche al costo di sembrare esagerato e discutere pure con la Federazione. Johannes Klæbo non vuole correre alcun rischio di contrarre il covid-19, sta cercando di fare grandissima attenzione costringendo se stesso e anche chi è al suo fianco a un piano piuttosto rigido.

Una scelta che è andata in contrasto anche con la stessa Federazione Norvegese di sci, che per lunedì prossimo ha organizzato il classico appuntamento annuale con gli sponsor, nel quale gli atleti fanno delle sessioni fotografiche, video e altro materiale, poi utilizzati nel corso della stagione. Un evento al quale ovviamente la federazione tiene moltissimo. Klæbo ha deciso di non andare e restare a Trondheim, anziché raggiungere Oslo. Troppo rischioso per lui imbarcarsi in un viaggio di sette ore in auto. «Ho deciso di non andare all’evento con gli sponsor» ha ammesso Klæbo a NRK.

Nonostante il campione del mondo sprint sia l’unico nazionale ad aver fin qui preso questa decisione, ovviamente l’assenza del fondista più rappresentativo della squadra mette in difficoltà la Federazione di fronte ai propri sponsor. Lo si capisce dalla reazione di Espen Bjervig, manager del fondo norvegese, che a NRK ha rifiutato di commentare: «Le questioni interne le risolviamo internamente».

Klæbo ha motivato la sua scelta, svelando anche il sistema di vita molto rigido a cui si è sottoposto per ridurre al minimo i rischi di contagio: «La salute viene prima di tutto – ha spiegato a NRKma è difficile stare sempre attento. Ho però deciso di fare sempre attenzione e questo è il mio modo. Quindi posso soltanto comportami in questa maniera (non andare a Oslo per la giornata dedicata agli sponsor, ndr). Non c’è niente a cui voglia contribuire di più, ma ai miei occhi la salute viene prima di tutto».

Il campione norvegese ha evitato per esempio di prendere aerei in questo periodo e anche per raggiungere Sandnes in occasione del Blinkfestivalen ha utilizzato l’auto. In casa, poi, le sue regole sono ancora più rigide e devono essere rispettate anche dagli amici e dalla sua fidanzata: «Se si tratta di andare in baita con un gruppo di amici – ha raccontato a NRKallora loro dovranno essere stati in casa per una decina di giorni se sono andati precedentemente in città, così posso essere assolutamente sicuro che siano sani. A Pernille (la fidanzata, ndr), che sta studiando, non è permesso di andare a lezione, ma deve studiare a casa. Tali misure sono impegnative, ma allo stesso tempo penso che bisogna rispettarle se vuoi essere in grado di stare lontano dall’infezione e anche così non puoi essere del tutto sicuro di riuscirci. Io però farò del mio meglio».

Addirittura la fidanzata di Klæbo non potrebbe tornare a casa da lui se partecipasse a una festa con gli amici: «In quel caso dovrebbe andare qualche giorno a casa dei suoi genitori. Non le sarebbe permesso di tornare a casa nostra, almeno se sono in casa io. Se ha intenzione di incontrare gli amici, allora deve andare a casa dei suoi genitori per qualche giorno».

Un sistema molto rigido, ma non saremmo sorpresi se scoprissimo che anche altri big dello sci di fondo dovessero comportarsi alla stessa maniera nei prossimi mesi. 

A fine novembre la Coppa del Mondo di biathlon ripartirà ufficialmente da Kontiolahti, ma al via non ci sarà Martin Fourcade, che proprio sulla pista finlandese ha dato il suo addio al biathlon ormai lo scorso marzo.

Il campione francese ha messo su carta le sensazioni vissute nell'ultimo anno sportivo nel suo nuovo libro "Un dernier tour de piste", uscito il 30 settembre. In occasione della sua presentazione, Fourcade ha rilasciato alcune dichiarazioni ad AFP chiarendo subito che non sta rimpiangendo la scelta fatta: «Dal momento in cui ho lasciato non ho messo in dubbio la mia decisione nemmeno per un secondo. Tutto quello che sto vivendo in questo momento conferma la bontà di questa scelta. Questo perché ho smesso esattamente quando ho sentito di doverlo fare».

Ovviamente Fourcade non è rimasto sul divano e in questi mesi sta facendo ancora tanto sport, oltre a passare molto tempo con la famiglia e seguire anche gli impegni professionali legati ai suoi sponsor e al ruolo di presidente della Commissione Atleti per le Olimpiadi del 2024.

In estate il campione francese ha anche avuto l'occasione di incontrare i suoi ex compagni di squadra, insieme ai quali si è tolto una delle soddisfazioni più grandi della sua carriera, quando ha vinto con loro la medaglia d'oro in staffetta al Mondiale di Anterselva. «Li vedo molto bene dal punto di vista sportivo - ha affermato Martin Fourcade - mi sembra che Quentin Fillon-Maillet sia pienamente coinvolto nel suo progetto, è molto motivato e ambizioso. Emilien Jacquelin ha fatto dei buoni progressi. Anche Antonin Guigonnat è in grado di tornare a fare cose interessanti e Fabien Claude sta progredendo. Abbiamo una forte squadra francese».

Fourcade è convinto che dopo tanti anni sotto la sua ala protettrice, i suoi ex compagni di squadra possano ora andare avanti da soli: «Prima occupavo molto spazio (all'interno della squadra, ndr) ma ora loro non sono più giovani, si sono resi conto che il tempo stava passando e che il loro momento era adesso».

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