E' stato la sorpresa norvegese della prima tappa di Coppa del Mondo di biathlon a Pokljuka (Slovenia). Sindre Pettersen, nato il 3 novembre 1996 a Nittedal, non è un polivalente solo perché imbraccia una carabina e scia di fondo. Prima di arrivare e stupire in Coppa del Mondo, 6° nella sprint e 13° nell'inseguimento, il 22enne si è dedicato allo sci nordico a 360° portando a case medaglie e soddisfazioni anche nella combinata nordica e nello sci di fondo.
Campione del mondo juniores 2017 nell'individuale di biathlon, doppio argento nel pursuit e nella staffetta ai Mondiali di Brezno-Osrblie, Pettersen aveva continuato a dedicarsi allo sci di fondo e alla combinata nordica in contemporanea. E' stato un infortunio a convincerlo a lasciare definitivamente il trampolino e passare più tempo in piazzola di tiro.
Nel 2013 vinceva l'argento nella 10km in tecnica libera dei Campionati Norvegesi junior, battendo nettamente l'ancora acerbo coetaneo Johannes Høsflot Klæbo. Nel 2014 era bronzo mondiale juniores nella gara a squadre, in compagnia del futuro fenomeno Jarl Magnus Riiber, alla rassegna giovanile in Val Di Fiemme. Individualmente, otteneva un buon 6° posto.
Pettersen è un guerriero versatile, riemerso sempre più forte da svariati problemi fisici. Il padre, che a Pokljuka ci vive, ha spiegato il suo calvario: "Ha avuto due micoplasmi, il fuoco di Sant'Antonio, tre lesioni alle spalle, due operazioni al ginocchio e problemi alla schiera."
"Il peggiore è il micoplasma - ha continuato Sindre - non sembra tu sia malato, ma devi rimanere completamente a riposo. Provoca una sorta di polmonite. Per un atleta di alto livello, non c'è alternativa che fermarsi. Ora ho deciso di dedicarmi al biathlon. Sono sempre stato versatile ma è arrivato il momento di concentrarsi su una disciplina. Il mio obiettivo è diventare forte come Johannes Bø"