Martin Fourcade: "Vivere di sport? Possibile. Mi ispiro a Federer"

08 Novembre 2018
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Nordic Focus

Riprendiamo un estratto di una lunga intervista rilasciata alla versione francese di GQ all'interno della quale Martin Fourcade, pluridecorato fenomeno del biathlon e divenuto ormai uno dei più grandi sportivi francesi della storia, parla del fattore economico legato alla sua professione, il biathlon.

ll cinque volte campione olimpico ha parlato della decisione di continuare dopo aver vinto, o meglio, stravinto tutto.

"Dopo dieci anni ai massimi livelli non riesco a immaginare una carriera lontana dai risultati che continuo ad ottenere. Pertanto, ogni anno mi chiedo se ci sia dentro di me qualcosa da tirare fuori ancora. Non parlo di motivazione perché quella è una cosa che dipende essenzialmente da me, mi riferisco piuttosto ai miei limiti. Ho deciso di continuare fino ad Anterselva 2020, sarà un bellissimo evento a metà del percorso verso Pechino 2022, in uno dei posti di culto del mio sport. Solo nel 2020 saprò dire se nel mio futuro da biatleta ci sarà anche Pechino. Più passano gli anni e invecchio, più ammiro coloro che tirano fuori grandi risultati nella fase finale di carriera. Penso soprattutto a Roger Federer e alle difficoltà avute, a come è tornato."

Alla domanda se il suo successo come biatleta gli abbia garantito una sicurezza economica, ha risposto:

"In uno sport olimpico individuale in Francia è piuttosto difficile. Tuttavia, sì, sono uno dei pochi fortunati con Teddy Riner (bicampione olimpico di judo, n.d.r.) e Kevin Mayer (neo primatista mondiale di decathlon, n.d.r.), che potrebbe avere un solido futuro economico. Questo non significa che non lavorerò più e non fare altro. Sono tranquillo per il mio futuro e so che potrò fare quello che voglio professionalmente senza pensare strettamente al denaro."

Fonte: GQ France

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