Redazione

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Al Blinkfestivalen è sembrato il biatleta norvegese più in forma, vincendo la super sprint con un ottimo ultimo poligono, sfiorando il successo nella gara di tiro e disputando un’ottima prova sugli skiroll anche nella mass start vinta da Birkeland, nella quale è incappato però in qualche errore di troppo al tiro. Vetle Sjåstad Christiansen è apparso molto determinato in vista della prossima stagione e non vuole lasciare nulla al caso durante la preparazione.

Per questo motivo, nonostante il primo ministro norvegese, Erna Solberg, abbia invitato i cittadini a non effettuare viaggi all’estero se non strettamente necessari, il biatleta ha deciso di andare avanti con il suo programma e lunedì si recerà a Lavazé per due settimane di allenamento in quota.

«Non partirei se per me non fosse assolutamente necessarioha immediatamente chiarito Christiansen a VGgli altri biatleti non viaggeranno, ma abbiamo tutti esigenze diverse. Se voglio andare bene sugli sci, devo fare tutto ciò che è necessario». Il biatleta è convinto che addirittura la situazione sia molto più sicura a Lavazé rispetto alla sua Oslo: «Qui siamo al centro dell’epidemia con 22,5 contagiati ogni 100.000 abitanti, dove sto andando, invece, il numero era tra due o tre per 100.000, l’ultima volta che ho controllato. Lavazé è un valico di montagna a 1800 metri. È più rischioso vivere qui ad Oslo che nel nord Italia. Non deciderei di partire se non fossi sicuro che tutto andrà bene».

Con lui partirà l’amico d’infanzia Martin Bårtveit, che lo aiuterà in questa trasferta. «Ha detto che era disposto a unirsi a me – ha affermato Christiansenquindi coprirò io le spese relative al viaggio». L’atleta, che dovrebbe spendere attorno a 40000 corone, circa 3800 euro, ha pensato a tutto. Partenza in aereo da Oslo per Monaco, quindi arrivo a Lavazé con un’automobile noleggiata e soggiorno in una casa affittata. «Posso superare tranquillamente il viaggio con la mascherina e l’antibatterico. Inoltre abbiamo acquistato la maggior parte delle cose già in anticipo. Secondo il piano andremo al negozio solo una volta durante i 14 giorni». Anche l’allenatore della squadra norvegese, Siegfried Mazet, assisterà l’atleta a Lavazé, forse anche per studiare il probabile raduno che tutta la squadra effettuerà lì in autunno. Raggiunta la località italiana, resterà in quarantena, per poi raggiungere la Norvegia per i prossimi raduni con la squadra norvegese.

Christiansen ha concluso: «Questo programma di allenamento è ottimale e mi farà bene. Non posso dire altro, non vedo l’ora».

Nonostante la stagione sia ormai andata persa, dopo la decisione della FISI di non permettere ad alcun atleta italiano di partecipare a delle competizioni fino al prossimo 15 ottobre, prosegue con grande serietà il lavoro della nazionale italiana di skiroll.

Dal 17 al 22 agosto Squadra A, Giovani ed Osservati, si ritroveranno  in Valle d’Aosta, a Gressan-Rapy per il terzo raduno, dopo quelli di Anterselva e Forni Avoltri.

Il direttore tecnico della squadra Michel Rainer, appartenente al Centro Sportivo Carabinieri, ha convocato dodici atleti, sei uomini e altrettante donne: Jacopo Giardina, Emanuele Becchis, Michael Galassi, Michele Valerio, Luca Curti, Gianmarco Gatti, Chiara Becchis, Giulia Cozzi, Elisa Sordello, Anna Bolzan, Lisa Bolzan e Sabrina Borretaz.

A seguire la squadra, insieme al direttore tecnico Michel Rainer e l’allenatore responsabile Emanuele Sbabo, ci saranno Marco Ripamonti, Flavio Becchis, Solange Chabloz ed Anna Rosa. Con il gruppo anche il fisioterapista Antonio Giulio Ruggiero. 

Ironia della sorte la sprint del Blinkfestivalen ha offerto ai quarti di finale l’atteso duello tra Johannes Klæbo e il giovane Ansgar Evensen. Un confronto diretto che ha messo quindi di fronte il più forte sprinter al mondo e il suo giovane connazionale, classe 2000, capace lo scorso inverno di vincere, ancora juniores, il titolo norvegese sprint assoluto, approfittando però anche dell’assenza dello stesso Klæbo. In quell’occasione il neo campione nazionale disse anche di non sentirsi il nuovo Klæbo, perché certo di diventare migliore di lui. Un mese dopo Evensen vinse anche il titolo mondiale juniores nella sprint, per poi deludere all’esordio in Coppa del Mondo, mancando la qualificazione nella sprint di Drammen.

A Sandnes, quindi, occhi puntati sul loro quarto di finale, che si è però presto concluso, con Klæbo che ha staccato il rivale tagliando il traguardo in tutta tranquillità con un ampio margine di vantaggio. Un duro colpo per l’orgoglioso Evensen, che al microfono di NRK, però, ha mostrato nuovamente tutta la grande fiducia in se stesso: «Se mi fossi riposato un po’ meglio e allenato di più in estate, probabilmente avrei avuto la possibilità di combattere alla pari con lui oggi. Ma sento di avere abbastanza tempo per riuscire poi a prenderlo in inverno. Perché non mi sono allenato abbastanza in estate? Perché è estate e non voglio partire troppo presto. Devo trattenermi un po’».

Gli allenatori della squadra norvegese, però, la pensano diversamente e lo riprendono un po’. «È bellissimo avere queste ambizioni – ha affermato Arild Monsen, tecnico della nazionale sprint – ma non puoi restare per troppo tempo indietro con l’allenamento. So cosa ha fatto Klæbo durante l’estate. L’allenatore della sua squadra mi ha detto che si è allenato un po’ male a luglio. Non deve avere altri mesi del genere, soprattutto non dopo l’autunno».

Monsen è sempre a stretto contatto con Torstein Drivenes, che allena la squadra di sviluppo, nella quale è presente anche Evensen. Allo stesso tempo il giovane talento ha anche svolto alcuni allenamenti con la squadra sprint di Monsen a Lillehammer, nei quali ha messo in mostra il suo grande potenziale. L’allenatore della squadra sprint è consapevole del fatto che i carici di allenamento non debbano aumentare troppo velocemente, ma allo stesso tempo vuole che il programma di preparazione venga seguito dal giovane atleta.

Di Evensen ha parlato anche Klæbo, come suo stile, senza alcuna provocazione, anzi supportando il collega più giovane. «Allenarsi è ovviamente un vantaggio. Se un atleta andasse forte d’inverno senza allenarsi in estate, non ci sarebbe nulla di meglio per lui. Ma dal mio punto di vista, so che devo allenarmi se voglio fare dei passi avanti e migliorare. Se arriverà il giorno in cui Evensen riuscirà a battermi? Si, potrebbe accadere. Lui ha un grande potenziale e l’ha mostrato lo scorso anno ai Campionati Nazionali».

A chiudere il discorso ci ha pensato un altro sprinter della nazionale norvegese, Sindre Bjørnestad Skar: «Evensen è estremamente veloce e su questo somiglia molto a Klæbo, ma devo essere onesto nel dire che ha ancora da lavorare sulla resistenza. Lui pensava di poter già lottare con Klæbo? Ansgar è un bravo ragazzo, ma tende a volare troppo alto, quindi a volte tocca riportarlo un po’ con i piedi per terra»

Le difficoltà legate all’emergenza covid-19 stanno condizionando moltissimo i programmi delle nazionali di fondo e biathlon, abituate solitamente a viaggiare molto nel corso dell’estate. In particolare, la situazione si è fatta molto difficile per le nazionali di Norvegia e Svezia, che non posso allenarsi in quota nelle rispettive patrie.

La Norvegia è stata costretta a cancellare il raduno in Francia, a Bessans, che era previsto per il mese di ottobre. L’aumento dei casi di contagio in Francia ha suggerito al team norvegese di evitare il viaggio. Un paio di settimane di allenamento in quota, però, sono davvero utili secondo lo staff tecnico della Norvegia, così, secondo quanto riferito da VG, su suggerimento dell’italiano Patrick Oberegger, allenatore della squadra femminile, la nazionale norvegese potrebbe proprio raggiungere l’Italia, dove la situazione legata all’emergenza covid-19 per il momento appare migliore rispetto ai paesi al di là delle Alpi.

«In Francia il livello di guardia è diventato rosso – ha affermato Per-Arne Botnan, manager della nazionale norvegese di biathlon – così pensiamo di andare in Italia, dove il dato di contagi è inferiore a 5 ogni 100.000 abitanti. Ora incontreremo il team sanitario per vedere se è possibile organizzare un raduno in Italia, applicando le stesse regole che abbiamo qui a casa».

Sarà importante anche discutere con le autorità norvegesi, che hanno deciso di portare da verde a giallo anche i paesi dove il numero dei casi è inferiore, ma soprattutto l'associazione norvegese dovrà motivare il viaggio, dal momento che per il governo norvegese tutti i viaggi all’estero non necessari dovrebbero essere evitati.

«Non avrebbe senso effettuare due settimane in quota se tutti gli atleti devono poi essere messi in quarantena – ha spiegato Per-Arne Botnan a VG – in quel caso potremmo anche restare a casa. La permanenza in quota deve essere comunque fatta in modo corretto, poi vedremo quale sarà l’opinione dell’equipe sanitaria. Andremo oltre ogni ragionevolezza sia dal punto di vista pratico che finanziario».

L’idea dello staff norvegese è di effettuare un volo diretto da Oslo a Monaco e da lì guidare con la propria auto fino a Lavazé, che sarebbe la sede del ritiro. Lì gli atleti vivrebbero nello stesso luogo in isolamento, con l'identico regime norvegese. Inoltre le nazionali femminili e maschili avrebbero il proprio cuoco. Insomma rischio contagio ridotto al minimo. Lavazé, che ha da poco una nuova pista da skiroll, si trova a 1800 metri e avrebbe i requisiti ideali richiesti dal team norvegese. L’allenatore italiano Patrick Oberegger conosce molto bene la località e le possibilità che offrirebbe.

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Da giovedì a sabato in Norvegia è andato regolarmente in scena il Blinkfestivalen. Un evento che, nonostante l’assenza di atleti stranieri e di pubblico, è stato un grande successo. In pista si è visto spettacolo e gare emozionanti, soprattutto nella giornata di sabato, grazie al testa a testa tra Klæbo e Moseby nella 15km di fondo maschile, la clamorosa vittoria di Tiril Udnes Weng nella 10km femminile con Johaug solo terza, la spettacolare e divertente gara di tiro del biathlon, insieme a una mass start di biathlon femminile combattuta fino all’ultimo. Anche i telespettatori hanno premiato la scelta coraggiosa da parte degli organizzatori di andare avanti, se si considera che la la trasmissione televisiva delle gare su NRK ha avuto una media di 1,8 milioni di persone per collegamento tv.

Ma il Blinkfestivalen è stato soprattutto un grandissimo successo organizzativo, arrivato in un periodo a dir poco difficoltoso come quello attuale, nel quale l’emergenza causata dalla pandemia di Covid-19 sembra ormai aver preso possesso delle nostre vite.

Il direttore del Blinkfestivalen, Arne Idland, ha descritto in un’intervista a NRK l’esperienza appena vissuta. Ovviamente bisogna lavorare con grande attenzione, si affrontano difficoltà, ma alla fine con tanto impegno si possono organizzare degli eventi, anche una manifestazione tanto grande come il Blinkfestivalen. «Siamo disposti a condividere con gli altri l’esperienza che abbiamo maturato. Gli altri organizzatori devono sapere, perché il nostro settore è vulnerabile». Purtroppo, a volte bisogna fare anche scelte difficili, come quella di escludere all’ultimo momento la squadra francese, che era già pronta a partire per Sandnes. «Ho avuto un brutto presentimento e ho impedito quindi ai francesi di raggiungere Sandnes, nonostante allora la Francia fosse ancora zona verde. È stato difficile comunicarglielo, gli atleti stavano già preparando i bagagli per partire. Ma questa volta è andata così». Una decisione arrivata anche perché il 56% dei norvegesi ha dichiarato in un sondaggio di essere scettico sull’apertura dei confini.

La Federazione Norvegese di Sci ha quindi chiesto agli organizzatori del Blinkfestivalen un rapporto completo sull’esperienza di questo weekend di gare, per contribuire a trovare un modello valido da proporre per le numerose competizioni invernali. Røste, presidente della federazione norvegese, ha invitato Terje Lund, responsabile del Blinkfestivalen, a scrivere anche alla FIS. «Il Blinkfestivalen è stato il nostro primo banco di prova su come possiamo gestire praticamente e operativamente la situazione - ha affermato Terje Lund - la conclusione è che organizzare delle gare è possibile, ma impegnativo. Bisogna certamente affrontare alcune sfide finanziarie, in quanto ci sono molte cose che rendono l’evento più costoso. C’è anche un lavoro extra da fare, legato al fatto che devi avere l’elenco completo dei presenti e sapere dove sono tutti in ogni momento».

Intanto dal 20 al 22 agosto in Norvegia si disputerà anche il Toppidrettsveka, che lo scorso anno fece registrare 1,4 milioni di spettatori. L’organizzatore dell’evento, Harald Fladseth, ha già chiesto consigli ai colleghi del Blinkfestivalen: «Abbiamo inviato loro il nostro programma in via informativa. Gli organizzatori del Blinkfestivalen hanno avuto una visione completa di ciò che abbiamo pianificato. Così abbiamo anche noi acquisito una certa conoscenza grazie al loro feedback. L’unica cosa che non vogliamo è che qualcuno possa ammalarsi durante la nostra competizione».

Insomma i norvegesi hanno deciso di provarci, di andare avanti, di ripartire organizzando degli eventi, pronti anche a fare qualche sacrificio economico. Farlo oggi per essere pronti nel corso dell’inverno e riuscire in questo modo anche a risolvere gli eventuali problemi che potrebbero manifestarsi lungo la strada.

Si ferma Federico Pellegrino. Il campione azzurro si è infortunato venerdì scorso nel corso del raduno che si sta svolgendo a Oberhof, dove gli azzurri si sono recati per poter anche effettuare alcuni allenamenti sugli sci, utilizzando il tunnel della località tedesca.

Il valdostano delle Fiamme Oro si è fatto male nel corso di un esercizio di allenamento e si è subito sottoposto ad una visita specialistica, che ha riscontrato lesione del tendine del muscolo bicipite femorale della gamba destra. Oggi l’azzurro ha effettuato una risonanza magnetica che ha confermato il problema e ne avrà un'altra giovedì al rientro in Italia.
            
Se la diagnosi dovesse essere confermata, Pellegrino dovrebbe fermarsi quindi per alcune settimane, prima di poter riprendere la regolare preparazione. Pur non potendosi allenare regolarmente, il valdostanno delle Fiamme Oro è rimasto con il resto della squadra in Germania, per iniziare il lavoro di recupero stando a stretto contatto con i fisioterapisti della nazionale azzurra.

Nel frattempo, dal ritiro tedesco arriva anche un'altra notizia che interessa il poliziotto valdostano, certamente ben diversa. Federico Pellegrino e Greta Laurent, infatti, hanno annunciato un accordo con l’azienda KV+ (KV Plus) produttrice dei bastoncini da gara.  

Questo il Comunicato della FISI

Nel corso di una sessione di allenamento della squadra di sci di fondo di Coppa del mondo in corso di svolgimento presso l'impianto al coperto della "Sport Halle" di Oberhof, in Germania, Federico Pellegrino si è procurato una lesione del tendine del muscolo bicipite femorale della gamba destra. Il vicecampione olimpico è stato sottoposto ad una risonanza magnetica presso una struttura medica della località tedesca e ne farà un'altra nella giornata di giovedi, quando rienterà in Italia con il resto della squadra, utile a definire il recupero. Nel frattempo Federico ha già cominciato il percorso riabilitativo.

"Sicuramente è uno stop imprevisto che va gestito in modo attento - spiega il campione valdostano -, non ero abituato a gestire un infortunio del genere, proprio nell'estate in cui mi sentivo proprio bene e la condizione era migliore rispetto agli utimi anni. Ho già cominciato la riabilitazione in piscina, spero che le visite fissate per i prossimi giorni diano i risultati sperati per ricominciare ad allenarmi a pieno regime".

Ha tanta voglia di battere nuovamente Alexander Bolshunov e riprendersi lo scettro di detentore della Coppa del Mondo, oltre che confermarsi campione del mondo sprint. Johannes Klæbo l’ha già dimostrato lo scorso weekend, quando dopo aver guidato il giorno precedente per dodici ore è sceso in pista, ha indossato gli skiroll e ha stravinto la sprint del Blinkfestivalen, per poi ripetersi il giorno successivo nella 15km in tecnica classica.

Johannes Klæbo è determinato a migliorare le sue doti di resistenza e per questo motivo nel mese di luglio si è sottoposto a delle giornate di allenamento molto lunghe. Il campione norvegese ha svelato ai colleghi di Dagbladet, che un giorno dell’ultima settimana di luglio è riuscito ad allenarsi addirittura dieci ore. Klæbo si è svegliato presto ed è andato a correre alle 5 di mattina, tornando alle 10. A seguito della corsa si è riposato cinque ore a casa, per poi indossare gli skiroll attorno alle 15 ed allenarsi fino alle 20. Questo, nonostante il giorno precedente si fosse allenato per 7 ore, tanto che in due giorni, tra skiroll e corsa, ha completato la bellezza di 250 chilometri.

«Non so se sia anormale – ha ammesso Klæbo a Dagbladet – non l’ho mai fatto prima, anche se pure in passato ho avuto giornate di allenamento in cui mi sono allenato molto e con grandi quantità. Credo sia anche bello allenarsi in modo diverso e provare cose nuove».

Il norvegese ha ammesso di voler sfidare Bolshunov anche nelle distance, ma è consapevole che il russo oggi sia più forte: «Si, è una mossa per sfidare Bolshunov anche nelle distance. Ma la cosa peggiore è che lui avrebbe fatto quelle dieci ore al doppio della velocità. È questo il mio problema, ma forse a lungo termine posso farcela. L’obiettivo è provare a stargli dietro, per questo mi alleno».

Un suo compagno di squadra del gruppo sprint, Erik Valnes, ha ammesso di essere rimasto molto colpito dalla mole di allenamento di Klæbo: «È abbastanza estremo. Ha svolto due sessioni da cinque ore in un giorno. Io ho fatto solo una sessione lunga sugli skiroll quest’anno, da cinque ore e mezza, poi sono rimasto sdraiato per il resto della giornata. Siamo abituati ad allenarci molto, ma parliamo di tre, quattro o cinque ore di allenamento divise in due sessioni. Qui invece si parla di dieci in due sessioni, quindi quasi il triplo di quelle a cui siamo abituati in una giornata dura».

Insomma Klæbo sembra non lasciare nulla a caso e soprattutto essere determinatissimo a fare tutto il possibile pur di battere Bolshunov e tornare ad essere il detentore della Coppa del Mondo.

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