Abbiamo intervistato per SKITIME Marco Selle, Direttore Tecnico dello sci di fondo azzurro. In questi giorni gran parte degli azzurri sono impegnati nella prima tappa di FIS Opa Cup in Valdidentro, con la gara distance di domani in tecnica libera, valida anche come Campionato Italiano. Molti fondisti si giocano in queste gare la chance di una prestigiosa convocazione per il Tour de Ski.
Ciao Marco, dopo anni impegnato con le squadre giovanili, questa è la tua prima stagione da Direttore Tecnico al timone delle squadre di Coppa del Mondo. Che esperienza è stata finora?
Sono soddisfatto del lavoro portato avanti fino a questo punto. C'è stato veramente tanto impegno. Ci sono poi degli aspetti che da fuori si notano meno: si è creato un bel modo di lavorare, un certo affiatamento dentro al team con rispetto dei ruoli fra tecnici e atleti, un forte legame di gruppo fra ragazzi e ragazze. Questi sono i presupposti per costruire basi solide. Le prime quattro settimane di gare sono state molto impegnative per tutto lo staff, ma c'è grande passione e sono arrivati anche risultati positivi.
Forse manca ancora una quantità di prestazioni qualitative, ma alcune donne hanno raggiunto i loro migliori risultati in carriera...
Lucia Scardoni, col 7° posto nella sprint all'esordio in Finlandia, ed Elisa Brocard, 10^ nella distance di Davos, hanno ottenuto i migliori risultati della carriera. Greta Laurent è stata per tre volte a un soffio dalla semifinale nelle sprint e penso possa progredire ancora. Caterina Ganz, rallentata da un problema al piede, non è stata ancora convocata. Anna Comarella avrà altre occasioni per migliorare. Il Tour de Ski sarà un'occasione per raggiungere risultati migliori anche per chi finora è stato sotto le attese. C'è tanto da fare, qualche soddisfazione ce la siamo già tolta e altre potrebbero arrivare.
Dopo Davos molte squadre hanno già annunciato i team per il Tour de Ski. Per la squadra italiana dovremmo attendere ancora un po'...
Avendo a disposizione il contigente nazionale, il Tour de Ski ci permette di convocare 10 ragazzi e 10 ragazze. Alcuni nomi sono già sicuri, altri devono dimostrare di meritarselo durante le gare in Valdidentro. Purtroppo è saltata la tappa di apertura dell'OPA Cup (in Francia a Premanon, n.d.r.) e abbiamo perso un primo test interessante. Mi aspetto di vedere l'atteggiamento giusto per centrare l'obiettivo.
Proprio la FIS Opa Cup è un appuntamento importante per un confronto intermedio prima del salto finale in Coppa del Mondo...
Non vogliamo portare giovani in Coppa del Mondo se non sono pronti per affrontare certi ritmi. Mi piacerebbe poter lanciare subito ragazzi giovani nel massimo circuito, ma bisogna andare per gradi. Nei circuiti minori si gareggia su altro passo, cambia l'avvicinamento alla gara, le abitudini in generale sono differenti. Proprio per questo mi aspetto dei segnali da queste gare, che rappresentano l'ultima tappa di passaggio prima del livello massimo.
Francesco De Fabiani non ha ancora ottenuto il risultato pesantissimo, ma è piaciuto in diversi momenti delle prime quattro settimane di gara...
Lo vedo rinfrancato dalla buone prestazioni nelle prime gare. Ha trovato subito il feeling giusto e un crescendo di risultati. Ha la consapevolezza di poter stare con i primi, la velocità per poter qualificarsi nelle sprint e, con un po' di fortuna, ottenere soddisfazioni anche lì. Mi sorprende positivamente per quello che fa vedere in allenamento e in gara. Sono fiducioso per il suo Tour de Ski, può fare molto bene nelle gare sull'uomo e se arrivasse in Val di Fiemme in buone condizioni, la scalata al Cermis può vederlo protagonista. Ha tutte le qualità per affrontare al meglio quella salita.
Pensi sarebbe potuto salire sul podio a Davos con una partenza più aggressiva?
Dopo 800 metri di gara aveva 12” di ritardo (a fine gara ha chiuso intorno ai 20”, n.d.r) e sembra facile poter cambiare l'approccio, ma non è così. La distribuzione ottimale dello sforzo è la regola e la sua è stata praticamente perfetta. Certo che i distacchi sono stati veramente bassi, con tutti gli atleti vicinissimi. “Defa” ha bisogno di partire cauto per entrare in temperatura, altri atleti sono più adatti a una partenza veloce per trovare il passo-gara.
Prenderà parte al Tour de Ski, almeno nella prima parte dove ci sono due gustosissime sprint in tecnica libera fra Dobbiaco e Val Monastero, anche Federico Pellegrino. Una vittoria e un secondo posto in stagione, cosa ci si può aspettare di più da un atleta del suo livello?
“Chicco” è un campione, atleticamente e mentalmente fortissimo, penso possa dare vita a una grande battaglia con Johannes Klaebo. Pur non vincendo, anche a Davos ha fatto vedere delle qualità notevoli, rimontando quel fenomeno sul rettilineo finale. Sarà un bello spettacolo.
Quali invece gli obiettivi degli altri?
Il Tour de Ski è proprio l'occasione per trovare confidenza con le proprie potenzialità. Mi aspetto una decisa crescita da parte di Dietmar Nöckler, Maicol Rastelli e Giandomenico Salvadori. Poi ci sono atleti come Stefano Gardener che hanno le caratteristiche per fare una bella corsa a tappe. Pur non andando ancora a punti, sia lui che Mirco Bertolina hanno dimostrato di poter viaggiare a ritmi da Coppa del Mondo. Tengo a sottolineare quanto sia difficile salire in Coppa del Mondo e confrontarsi con atleti già di loro eccezionali, ma supportati anche da materiale tecnico e sponsor di assoluta eccellenza.
Buon fine settimana e buon Natale Marco, ci vediamo al Tour de Ski.
Grazie! Buon Natale e buon lavoro anche a voi.