Ogni promessa è debito, si dice, e domenica sera ho avuto l’occasione di mantenerne una che avevo preso diversi mesi fa.
Dopo la medaglia d’argento di Pyeongchang, infatti, Fabio Fazio mi aveva invitato negli studi di “Che tempo che fa” per parlare delle Olimpiadi invernali appena concluse e per portare l’argento in trasmissione.
Purtroppo o per fortuna, le settimane immediatamente seguenti alla rassegna coreana hanno avuto un calendario talmente fitto di impegni da impedirmi di trovare il tempo per andarlo a trovare, e mi sono dovuto limitare alla promessa che, presto o tardi, sarei tornato.
Dopo la vittoria di quest’anno a Lillehammer si è presentata di nuovo l’occasione. Da un semplice scambio di messaggi di complimenti ricevuti da Fabio e dagli autori, siamo riusciti ad organizzare la mia molto gradita visita al programma alla puntata di domenica.
A dire il vero, vista la vicenda della caduta nel parcheggio di due settimane fa, per un attimo ho temuto che, oltre alla mia adorata gara di Davos avrei dovuto rinunciare anche a questo, ma per fortuna tutto è andato per il meglio, in pista e fuori.
La botta, come sapete, si è perfettamente riassorbita e sabato ho raccolto un secondo posto su un anello che continua a riservarmi grandissime soddisfazioni. Certo: avrei preferito vincere e sentivo anche di avere nel motore giri a sufficienza per riuscirci, purtroppo però mi sono dovuto accontentare della piazza d’onore, comunque molto prestigiosa, dietro a un non troppo imbattibile ma più forte Klaebo.
In ogni caso a Davos, dopo aver visto che lo sforzo per la sprint non aveva minimamente infastidito la schiena, ho deciso sia di confermare la presenza per la 15 chilometri sia di rispondere finalmente presente all’invito di Fazio.
La giornata di domenica è stata, come sempre, studiata nei minimi particolari per permettermi di intervenire in trasmissione ottimizzando comunque al massimo il tempo per recuperare dalle fatiche del weekend di gare. Fermarmi a Milano non avrebbe dovuto compromettere troppe ore di importante riposo in vista delle prossime fatiche. E così è stato.
Essere ospiti di Fabio devo dire che è sempre un piacere e sto anche cominciando a farci un po’ l’abitudine vista che questa era la mia quarta apparizione. Mi ricordo ancora quanto fossi teso alla mia prima volta in quello studio: sapere che milioni di italiani sono davanti al teleschermo e che tu, essendo in diretta, non puoi sbagliare nulla, può far venire un po’ di sana tremarella.
So che durante le dirette delle nostre gare, sommando tutti gli spettatori provenienti dai diversi Stati collegati, si supera abbondantemente quel numero, ma un conto è esprimersi a parole e un altro farlo attraverso i miei tanto amati attrezzi del mestiere: gli sci. Si può dire che lo sport sia un linguaggio universale e mi è più facile farmi capire utilizzando quello.
Ed è proprio qui che entra in gioco la capacità di Fabio di mettere chiunque a proprio agio, permettendo a tutti di sentirsi comodi nei panni degli ospiti, visto che lui riesce sempre a dimostrarsi un padrone di casa attento ed aggiornato.
A telecamere spente, per esempio, durante i pochi spazi vuoti della trasmissione, che è rigorosamente in diretta, mi capita spesso di fermarmi a discutere con lui delle mie montagne e devo riconoscere che è davvero molto competente.
Segue le gare, è aggiornato sugli ultimi risultati e sugli avversari più temibili. È inoltre un profondo conoscitore della mia terra, al punto che, nel 2016, la mia regione l’ha insignito del titolo di Ami de la Vallèe d’Aoste. Titolo decisamente meritato visto che da anni trascorre le vacanze a Cogne (che quest’anno torna ad ospitare una tappa della Coppa del Mondo) e si è appassionato di alpinismo. Ha persino raggiunto la cima del Monte Bianco.
Una delle sue grandi doti quindi è proprio questa: la capacità di entrare con tutti in confidenza, dimostrando anche un sincero interesse per le singole attività dei propri ospiti. Al tavolo può capitare di essere seduti con degli attori, degli scrittori o dei professionisti della tv, ognuno con la propria esperienza e il proprio vissuto, ma sono la capacità e la cordialità di Fabio a far sentire tutti come se fossero al bar a chiacchierare davanti ad una birra piuttosto che in diretta nazionale.
A quel tavolo mi sono sentito perfettamente a mio agio anche nei panni dell’atleta, con la tuta del gruppo sportivo delle Fiamme Oro, perché è il padrone di casa a prendersi cura della comodità dei suoi ospiti.
Aldilà della soddisfazione personale e dell’emozione di comparire in un programma tanto seguito ed amato, una delle cose che più mi piace di questo genere di interventi è la possibilità che mi offrono di iniziare a sdebitarmi con il mondo dello sci di fondo, almeno un pochino.
Durante una stagione infatti si rilasciano moltissime dichiarazioni e la maggior parte di queste vengono consegnate ai microfoni delle testate giornalistiche che seguono la nostra disciplina. È normale che sia così.
Per questo il pubblico a cui ho la fortuna di rivolgermi è quasi sempre fatto di grandi appassionati e di conoscitori del mondo della neve.
Ma quando capita l’occasione di parlare ad un pubblico più ampio, che magari comprende anche chi con la neve non ha nulla a che fare, allora ecco che io riesco a viverla come una grande occasione di ringraziamento nei confronti del mio sport.
Portare nelle case di coloro che alla neve non sono appassionati un pezzetto dello sci di fondo, anche solo per il tempo di una piccola clip celebrativa, è un motivo di grandissimo orgoglio ed è a tutti gli effetti, insieme all’andar forte in gara, la migliore maniera che ho per restituire qualcosa allo sci.
Dico restituire perché a me lo sci da tantissimo ogni giorno permettendomi di vivere la mia quotidianità concentrato unicamente sulla mia grande passione.
Una passione talmente grande da essere diventata anche un mestiere.
E per me avere un angolo di palcoscenico dal quale far conoscere e apprezzare lo sci nelle case di chi ancora non lo conosce o non lo apprezza abbastanza è davvero un gran piacere.
Fonte: www.federicopellegrino.com