Si usa dire che gli sport dove le prestazioni sono scanditi da tempi e misure sono più puri. Rispetto al giudizio umano orientato sì da parametri tecnici e competenza, ma anche dal gusto (vedi tuffi, pattinaggio artistico ecc...), il vero giudice in queste discipline è il metro o il cronometro. Eppure, succede che le scelte regolamentali influiscano sul risultato finale anche quando dovrebbe essere uno strumento neutro, il cronometro appunto, a determinare il vincitore.
La tappa conclusiva del Triple femminile di Lillehammer, una gundersen sui 10km, assegnava doppia vittoria oggi: a chi tagliava il traguardo per prima; a chi otteneva il miglior tempo effettivo di percorrenza nella prova a inseguimento.
La doppia vittoria è stata accreditata a Therese Johaug, giunta così a 50 vittorie totali in carriera (46 di Coppa del Mondo + 4 titoli mondiali individuali), davanti a Ingvild Flugstad Østberg. La verità (del cronometro) dice però che Østberg ha ottenuto il miglior tempo per un decimo. Seguiteci:
- Johaug parte con 17"3 in classifica di vantaggio su Østberg prima dell'ultima tappa
- Johaug parte per 2^ a 2"5 da Charlotte Kalla, Østberg per 4^ a 19"8
- In griglia di partenza il tempo di Johaug viene arrotondato per difetto da 2"5 a 2
- In griglia di partenza il tempo di Østberg viene arrotondato per eccesso da 19"8 a 20
- Johaug vince su Ebba Andersson, Østberg chiude 3^ a 17"9
Sarà curioso vedere cosa farà la FIS in futuro. In realtà la soluzione è molto semplice: basterebbe considerare il tempo effettivo reale dalla griglia di partenza dopo l'arrotondamento per eccesso o per difetto.