primi appuntamenti importanti della stagione sono ormai vicini e le ultime settimane di preparazione riflettono l’unicità di questo momento dell’anno, che è sempre tra i più particolari e stimolanti in assoluto: sto parlando della rifinitura.
Con rifinitura si definiscono quei giorni di allenamento che vengono fatti proprio a ridosso delle primissime gare. Dal punto di vista fisico il grosso del lavoro è già stato fatto durante le sedute estive e autunnali mentre invece il tanto atteso avvicinamento alle date importanti, compresa l’incognita esordio, richiede di lavorare in particolare sulla qualità e sugli aspetti tecnici e mentali. In poche parole adesso serve: curare gli ultimi dettagli e tirare le somme della lunga preparazione fatta... ma in realtà l’impatto di questo periodo è molto più complesso di così.
Queste settimane sono sempre un importante spartiacque tra due momenti diversi della mia stagione: da un lato c’è il lavoro preparatorio del periodo che va da maggio a ottobre e dall’altro la stagione delle competizioni, quella in cui, potremmo dire, tutti i nodi vengono al pettine e si cerca di raccogliere ciò per cui si è lavorato tanto.
Per questo la mia rifinitura assume un valore unico e la sua importanza è decisiva per le sorti della stagione intera: devo affrontarla con precisione certosina e senza lasciare nessun dettaglio al caso. Nel mio caso, infatti, non si tratta di un semplice adattamento del fisico ma di una vera e propria trasformazione mentale che è necessario che io metta in atto per entrare nel clima gare con il piglio giusto.
Cosa fondamentale: questo è il momento di iniziare a togliere dalla quotidianità tutto ciò che non comporta un ritorno diretto nella performance. Tutto ciò che o si è già fatto oppure si rimanda alla prossima primavera.
Basti pensare, per fare qualche esempio, a tutti quegli impegni extra agonistici che soprattutto nelle ultime tre stagioni ho avuto il compito (e anche la fortuna) di avere, abbondanti in agenda, grazie ai risultati ottenuti: il costante lavoro di feedback per la ricerca di nuovi materiali (abbigliamento, sci, bastoni, accessori, integratori,…); prendere parte agli impegni con gli sponsor, che sono un supporto imprescindibile per me; partecipare a eventi, serate, premiazioni,…; sistemare le normali faccende burocratiche della vita del giorno d’oggi accumulatesi nei mesi invernali… tutte cose che nella stagione di gare devo diminuire drasticamente.
Il motore dello sportivo è un po’ come quello degli aerei: resta sempre acceso per mantenere tutti gli ingranaggi sempre attivi. Ecco, se d’estate non c’è la componente gare a surriscaldarlo, ogni tanto ci pensano tutti questi impegni extra; ma con l’arrivo della mia stagione, non posso permettermi il rischio di ingolfare il motore.
Per questo, nell’approcciarsi alle prime gare, diventa di fondamentale importanza riportare corpo e mente nella condizione di assoluto focus sugli impegni agonistici, rallentando il ritmo di tutto quanto il resto.
Durante l’inverno tutto deve essere finalizzato ad ottenere il miglior risultato possibile, gara dopo gara, per questo è necessaria una rigorosa concentrazione per tutti i mesi di competizione e serve avere un’agenda che rispecchi perfettamente questa necessità.
Nelle ultime due stagioni precedenti a questa la rifinitura l’abbiamo sempre ultimata a Davos, Svizzera, in ‘quota’. Quest’anno abbiamo scelto invece di passare dai 1600 metri d’altitudine della cittadina svizzera ai meno di 300 di Rovaniemi, in Finlandia: la città di Babbo Natale.
Devo dire che il clima che ci ha accolti quest’anno era tutto fuorché natalizio purtroppo: niente renne e niente neve, se non fosse che anche quì ormai si sono sapientemente attrezzati per conservarne un po’ dall’inverno precedente, in modo da offrire agli sciatori un anello adeguato anche se quella fresca scarseggia. (vi racconterò più avanti il ,mio punto di vista sullo SnowFarming)
Il cambio di location per la rifinitura di quest’anno mi sta pienamente soddisfando; certo la pista dello snowfarming di Davos resta un tracciato tecnico e molto valido ma è sicuramente diverso da quelli che incontriamo nella Coppa del Mondo e da questo punto di vista la pista di Ounasvara sulla collina di Rovaniemi è stata perfetta. Inoltre le prime tre tappe di questa stagione si svolgeranno a bassa quota e, con l’obbiettivo di essere pronti fin da subito, abbiamo optato che fosse meglio provare qui e adattare così il corpo e la respirazione a ciò che troveremo nelle prime gare.
Le giornate finlandesi di questo periodo hanno un colore unico, il grigio. Ma non sempre è così. Non si vede praticamente mai il sole ma quando capita, allora sì che il colore triste delle nuvole basse può trasformarsi in tramonti mozzafiato ed effetti di luce che riflessi sui laghi possono quasi fare emozionare. La natura qui è particolare, selvaggia, infinita. Niente montagne all'orizzonte: solo conifere; infinite distese di conifere gigantesche, interrotte solo da laghi trasparenti.
Le ore di luce sono pochissime: già dalle tre del pomeriggio inizia a calare il buio e si accendono i lampioni per strada e sulla pista.
Devo ammettere che a me questi ritmi rilassano enormemente: è come se le poche ore di luce mi aiutassero anche a spegnere l’attenzione sulle cose secondarie di cui parlavo prima e a focalizzare quindi tutta la mia presenza su quelle che invece sono fondamentali per il risultato sportivo. Che poi è l’obiettivo principale di tutto il periodo.
I giorni finlandesi mi permettono di calarmi perfettamente nella modalità invernale che dovrò mantenere durante tutta la stagione. Un po’ come quando a teatro spengono le luci e cala il silenzio perché sai che si sta per aprire il sipario.
Qui riesco a prendermi del tempo da dedicare solo ed esclusivamente al riposo, che trascorro guardando film o leggendo, o persino giocando a carte con i compagni, cose per cui d’estate mi viene veramente difficile trovare il tempo. E questi sono dei piccoli lussi che mi posso permettere solo quando la giornata è organizzata unicamente per ottimizzare la performance sportiva.
La routine tecnica prevede quasi unicamente allenamenti sugli sci, con poche sedute in palestra, e ogni giorno si lavora con il fisio, in modo da avere sotto monitoraggio perfetto ogni piccolo ingranaggio fisico. A queste latitudini poi prendono anche molto sul serio la sauna che è presente in tutte le case e che, da cinque anni a questa parte, è un elemento importante per il mio benessere perchè che mi aiuta a mantenere alte le difese immunitarie.
I giorni della rifinitura sono, in sostanza, quelli in cui oltre al mio corpo anche la mia mente entra definitivamente in modalità-gare e costituiscono un momento chiave di tutta l’annata, permettendomi di sentire appieno nei muscoli e nelle ossa che la stagione è finalmente arrivata. Modalità race attivata quindi, sabato e domenica ci saranno le prime gare. Non vedo l’ora di iniziare e vedere cos’ ha in serbo per me questa nuova stagione!
A martedì prossimo con la Week 3 di #semplicementechicco dove vi racconterò le impressioni e le sensazioni del primo weekend di gare!