Coppa del Mondo di sci di fondo 2018/19: favoriti, outsider e italiani

21 Novembre 2018
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Nordic Focus

Cosa ci vuole per vincere la Coppa del Mondo? Ne abbiamo parlato esaustivamente ieri nella nostra analisi. Andiamo quindi a scoprire i favoriti, gli outsider e gli azzurri. Si comincia sabato 24 novembre con la sprint in tecnica classica di Ruka-Kuusamo (Finlandia), seguita domenica dalla 15km a cronometro.

FAVORITI

Uno su tutti. Johannes Høsflot Klæbo ha 22 anni e il futuro dalla sua parte. Viene da una stagione da record con 11 vittorie e 14 podi su 19 gare disputate. E' riuscito nell'impresa senza precedenti di vincere la Coppa del Mondo senza prendere parte al Tour de Ski. E' venuto un po' meno, per così dire, in occasione dei Giochi Olimpici dove ha vinto l'oro nella sprint, nella team sprint e nella staffetta, ma nelle gare sulla distanza non ha toccato palla, lasciando la strada spianata a connazionali, russi, Cologna e Niskanen. Avrà modo di fare razzia di punti nelle 12 sprint stagionali garantendosi il favore nei pronostici finanche non dominando le gare sulla distanza. Tutti sono curiosi di vedere come se la caverà al Tour de Ski, sempre che vi partecipi. La fame di successi sarà il suo carburante.

Giusto per essere magnanimi, aggiungiamo un altro nome: Alexander Bolshunov. Il russo è coetaneo di Klæbo (compirà 22 anni il 31 dicembre) e può vantare nel suo repertorio qualità allround eccellenti. Dotato forse anche di un motore superiore, più forti in tecnica classica che in skating, la grande speranza dell'est è argento e bronzo olimpico in carica di sprint e 50km. 5° posto nella classifica generale, 9 podi con 2 vittorie, prestigiosa quella delle Finali di Falun, è stato questo il suo ricco bottino nel 2018. Non sarebbe il primo russo a vincere la Coppa del Mondo, ci riuscì due volte Alexander Savjalov battendo però bandiera sovietica. Con Ustiugov fermo ai box nelle prime tappe, la Russia punta decisamente su di lui.

OUTSIDER

Gli anni passano ma loro sono sempre ai vertici. Dario Cologna e Martin Johnsrud Sundby, 7 Coppe del Mondo (4+3) in due, però hanno già messo le mani avanti dicendo che si concentreranno soprattutto sul Mondiale di Seefeld 2019. L'elvetico vuole rimpinguare il suo bottino iridato, molto più scarno rispetto a quello olimpico tutto dorato arrivato a 4 successi. L'agile norvegese punta a conquistare il suo primo titolo individuale e ha già detto che ci sono troppe sprint in calendario per puntare al coppone.

Ultimo treno. A 30 anni, Alex Harvey potrebbe decidere di chiudere la carriera con le Finali in casa a Quebec City del prossimo marzo. Non è mai stato un dominatore, ma ha saputo ritagliarsi uno spazio di prestigio negli anni salendo due volte sul podio della classifica generale. Per il canadese c'è poi il titolo della 50km di Lahti 2017 da difendere.

Emil Iversen, figlio dell'allenatore della squadra norvegese, non è uno dei nomi più noti al pubblico. Il 27enne non ha mai vinto una medaglia olimpica o iridata e ha sempre dovuto lottare nel mare magnum di talento norvegese per emergere. Vanta 5 vittorie in Coppa del Mondo e le caratteristiche per farsi valere in tutte le distanze. La settimana scorsa nei test di Beitostølen ha dimostrato di essere in eccellenti condizioni.

Campione olimpico in carica della 50 (e della team sprint nel 2014) e iridato della 15km, Iivo Niskanen è sicuramente il più talentuoso fondista classico da distanza. Il 26enne finnico sa essere un killer nella gara secca, finora non ha però mai esplorato la sua competitività sul lungo periodo. Ha il suo tallone d'achille nel pattinaggio e qualità discrete nelle sprint. Le molte gare skating non depongono a suo favore.

Sergey Ustiugov sarà fermo ai box nelle prime tappe dopo la caduta sugli skiroll in Val Senales nel mese di ottobre. La conseguenza è stata una frattura al pollice, mentre è stato scongiurato il rischio distorsione alla caviglia. Dopo l'esclusione dai Giochi di PyeongChang da parte del CIO, non è stato facile per l'ex leader della squadra russa rilanciare le proprie motivazioni. Più probabile si concentri esclusivamente nella ricerca del colpo a effetto ai Seefeld.

Ritirato Marcus Hellner, la Svezia spera di ritrovare ai massimi livelli l'ex promessa Calle Halfvarsson, 3° della generale nel 2015. La Norvegia, che può puntare sul più grande serbatoio di talenti fondistici, potrebbe riscoprire anche Finn Hågen Krogh, ancora 27enne, 3° nella generale del 2016. Non si può non citare Alexey Poltoranin, uno che vanta 11 vittorie in tecnica classica in Coppa del Mondo. In una stagione fortemente connotata dalla presenza di competizioni in skating, si trova però penalizzato.

ITALIANI

La FIS ha fatto un bel regalo a Federico Pellegrino, riservandogli 9 sprint su 12 in skating. Il valdostano, d'argento ai Giochi Olimpici in classico, avrà tempo e modo di studiare per entrare nella storia: nessuno è riuscito a vincere due titoli mondiali consecutivi nella gara più breve. In Coppa del Mondo può ampiamente puntare a entrare nei primi 10 della generale, magari avvicinando il quinto posto.

E' un'Italia a trazione valdostana. Francesco De Fabiani fu 12° nella generale del 2016. Il 25enne, altra indiscussa punta della squadra guidata da quest'anno dal CT Marco Selle, deve cercare di completare quella crescita che si è arrestata nelle ultime due stagioni. Nel periodo post olimpico erano arrivati bei segnali con il podio a Falun. Diventare stabilmente uno dei primi 10-15 al mondo è un obiettivo realizzabile.

A Maicol Rastelli, Dietmar Nöckler e Giandomenico Salvadori si chiede continuità, avere prestazioni medie nei primi 30 e qualche picco magari entrando nei 10, saper stare regolarmente vicini ai migliori e sfruttare l'occasione per fare risultato.

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