Redazione

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La sesta edizione della «Bondone Nordic Ski Marathon» è pronta per lo start. Per due giorni i migliori fondisti italiani si daranno battaglia sotto il sole delle Viote, distribuendosi su quattro diverse competizioni, la 15 e la 30 km a tecnica classica di domani, sabato 22, e la 15 e la 30 km a tecnica libera di domenica 23. Le classifiche assolute daranno poi vita anche a quelle del nuovo «Campionato Trentino Marathon» (nella 30 chilometri a tecnica classica) e assegneranno punti per la Coppa Italia Ligu Master e Cittadini, in entrambe le giornate.

Fra i concorrenti in gara ci sono non pochi nomi di spicco della specialità, partendo dagli alfieri del SottoZero Nordic Team, ovvero Mauro Brigadoi, Francesco Ferrari, Simone Varesco e Mathias Defrancesco, tutti e quattro al via sia sabato sia domenica. Con loro troveremo gli uomini di punta del Robinson Ski Team, quali Matteo Tanel, Lorenzo Busin, Florian Cappello, Roberto Passerini, Caterina Piller e la mitica Justyna Kowalczyk, con un biglietto da visita rappresentato dalle sue cinque medaglie olimpiche. Per quanto riguarda il Team Futura sarà presente, tra gli altri, con atleti protagonisti delle edizioni passate, quali Julian Brunner, Jacopo Giardina, Riccardo e Stefano Mich e Marta Gentile. Infine saranno al via anche le ragazze della nazionale under-23 polacca, che in questi giorni si stanno allenando proprio alle Viote.

Alla 30 km in tecnica classica di domani prederà parte anche Antonella Confortola, che ha ripreso l’attività da qualche mese: «Ho ricominciato a gareggiare ad inizio febbraio alla “Dobbiaco – Cortina”, – racconta – quella del Bondone sarà quindi la seconda manifestazione a cui prendo parte quest’anno. Non è facile conciliare il lavoro a tempo pieno, il ruolo di madre e l’attività agonistica, ma ci proverò. Alle Viote vengo sempre molto volentieri, perché mi sento come a casa».

Per quanto concerne il tracciato, differirà di poco da quello dello scorso anno, leggermente modificato nella parte più a sud, dove i concorrenti imboccheranno un pezzo della pista blu in senso inverso rispetto al solito, e nella parte più a nord, dove sono stati aggiunti 500 metri non impegnativi per ottenere la distanza precisa di 15 chilometri.
La competizione organizzata dall’APT Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi e Trento Eventi Sport, in collaborazione con il Comune di Trento, Asis e la Scuola Italiana Sci Fondo Viote può contare, dunque, su una lista di partenti di prim’ordine, in linea con le ultime edizioni, ma le iscrizioni non ancora sono chiuse. Ci si può ancora garantire un pettorale, presentandosi all’ufficio gare delle Viote muniti di tutta la documentazione necessaria, compreso il certificato medico, sabato dalle 7.30 alle 9 e dalle 17.15 alle 18 e domenica dalle 7.30 alle 9.30.

Dopo una prima parte di stagione complicata, anche a causa di alcune problematiche che ne avevano frenato la preparazione estiva, Elisa Brocard è entrata in condizione proprio in tempo per presentarsi al meglio al tanto atteso Ski Tour 2020. Nella 34 km di Meraker, con un parco partenti di alto livello, la valdostana del CS Esercito ha chiuso al 13° posto, ottenendo così il suo secondo miglior risultato in Coppa del Mondo, dopo aver lottato per quasi tutta la gara per una top ten. La sua bella prestazione le ha consentito anche di posizionarsi in un'ottima 17ª piazza nella classifica del Tour, quando al termine mancano due gare, entrambe in classico, sprint e inseguimento da 15km.

Tanta la soddisfazione dell'azzurra per il risultato di ieri: «Sono molto contenta della gara di ieri, è stata tosta perché il tracciato era abbastanza duro e il vento complicava le cose. Ho fatto una partenza veloce per agganciarmi al gruppo con il quale ho poi fatto quasi tutta la gara, tranne gli ultimi chilometri, quando mi sono un po' staccata. Sono soddisfatta della mia gestione della 34km. È stata veramente dura, ma sono felicissima del mio 13° posto. Tenevo particolarmente a questo Tour e alla gara di ieri perché mi si addiceva. Sono maggiormente soddisfatta perché è stata una gara difficile e l'ho portata a termine con un bel risultato, che mi ripaga finalmente di questa stagione molto difficile per me».

Quattro anni fa Elisa Brocard disputò un anno nel circuito long distance. Per questo motivo le abbiamo chiesto se ciò l'ha aiutata nei ritmi di gara o nella gestione. L'azzurra crede che in realtà le sia servito soprattutto dal punto di vista mentale. «Aver disputato una stagione nelle lunghe distanze forse mi ha aiutato mentalmente, mi ha dato consapevolezza di dover soffrire. Alcune cose, poi sono diverse. Per esempio quando ho fatto le lunghe non dovevo portarmi il rifornimento, come accaduto ieri, anche se avevamo pure un rifornimento in pista. Sui ritmi non mi ha aiutato, in quanto quello di una long distance sono più tranquilli, almeno lo erano nell'anno in cui ho gareggiato io. In Coppa del Mondo si va più veloce e la pista era molto dura, perché la partenza era tosta con un gran dislivello. Direi quindi, che i ritmi in Coppa del Mondo sono più sostenuti. In più, se rimani da solo o ti stacchi dal gruppetto, non hai nessuno ad aiutarti, mentre nelle long distance hai i maschi o gli amatori che comunque possono tirarti e aiutarti. Qui in gara c'erano solo le donne, se ti staccavi dal gruppetto finivi per restare da sola e con il vento facevi fatica. Per questo ho cercato nel primo tratto di andare a tutta per agganciarmi a quel gruppo».

Lukas Hofer ha commentato, nella mixed zone dell'Arena Alto Adige, la prestazione azzurra nella single mixed relay, chiusa al nono posto.

Gara non facile per la coppia italiana, segnata dal numero alto di partenza (13) con cui ha dovuto fare i conti Dorothea Wierer e che ha costretto gli azzurri ad una continua rincorsa.

Hofer: "La gara è partita in maniera un po'strana, con il pettorale alto. Si è vista la difficoltà a passare, il bosco era veramente stretto. Quando Doro è arrivata la prima aveva quasi finito di sparare, i primi hanno fatto una gara tatticamente perfetta. Ho provato a recuperare in ogni modo, ci sono anche riuscito ma quell'ultimo errore di Dorothea che ha determinato il giro di penalità è stato troppo in quel momento, non era più possibile rimanere a contatto con i primi. Ma la staffetta si fa in due, si perde e si vince in due. Io mi sono sentito bene, soprattutto a terra, dove ho avuto modo di sparare anche più veloce. In piedi ho cercato di rischiare dopo aver visto i primi andare. Sono riuscito a chiudere subito con le prime due ricariche ma era difficile recuperare in quel momento. Poi i primi sono andati via e la gara è finita. Sensazioni in vista delle prossime due gare? Sensazioni sugli sci ottime, avevamo un gran bel materiale. Per quanto riguarda il tiro, a terra ho avuto sensazioni positive, mentre in piedi serve solo mantenere la calma e non farsi condizionare dalla fretta. Regola di partenza? Non è una regola che qualcuno ha inventato da un giorno all'altro, forse si potrebbe prendere il piazzamento dell'anno scorso ai Mondiali ma è sempre stata seguita la regola della classifica generale di specialità. Con il 13 per Dorothea era difficilissimo. E' successo, capita, si va avanti. Poligono? Il vento cambiava in continuazione, come negli scorsi giorni. Di certo non è un poligono facile, anche per l'altitudine."

Quando Alexander Bolshunov aveva alzato bandiera bianca nella semifinale della Sprint di Åre dopo essere stato tirato giù, sapeva bene che ai fini della classifica generale quella tappa avrebbe avuto poca importanza. Perché il più forte di tutti è ancora e sempre lui. Dopo aver dominato il Tour de Ski, aver di fatto chiuso la Coppa del Mondo 2019/2020, oggi ha messo la parola fine, o quasi, allo Ski Tour scandivano dominando la granfondo da 34 chilometri di Mareker. Ha fatto gara da solo, il russo. È rimasto coperto nella prima parte nella quale, con il vento a complicare tutto, era meglio stare a cuccia, per poi portarsi davanti quando il tracciato presentava la parte più impegnativa, fare selezione e continuare con una progressione che nessuno è riuscito a reggere. Quel ritmo lì, ad ora, lo tiene solo lui. Che sia alternato o pattinaggio poco importa. A 23 compiuti il 31 dicembre, Bolschunov è in rampa di lancio per vincere il primo Ski Tour della storia e per diventare il primo uomo a vincere Tour de Ski e Ski Tour, per di più nello stesso anno solare e nella stessa stagione di Coppa del Mondo.

Bolshunov ha vinto dopo 1 h 19'34" con 51"7 su Johannes Hoesflot Klaebo che in volata ha battuto gli altri norvegesi Emil Iversen, Martin Loewstroem Nyenget, Finn Hagen Krogh, lo svizzero Dario Cologna, l'altro norvegese Sjur Roethe, lo svizzero Roman Furger, il norvegese Simen Hegstad e il russo Andrey Melnichenko a chiudere i primi dieci. Il leader dello Ski Tour, Paal Golberg, è finito 12°, a 1'18".

Tra gli azzurri, Francesco De Fabiani ha chiuso 22°, a 2'40", Simone Daprà 45°, a 4'33", Paolo Ventura 43°, a 4'35", Giandomenico Salvadori 66°, a 7'17", Federico Pellegrino 75°, a 9'30", in compagnia dell'altro sprinter Simeon Hamilton.

 La Cronaca 

Il gruppone degli uomini di classifica si stabilizza dopo il terzo chilometro. Sino ad allora ci pensa Federico Pellegrino a tenere desta l'attenzione. In palio ci sono i punti del traguardo volante che vince con 7"4 su Klaebo e 7"9 su Krogh. Poi Pellegrino tira i remi in barca e va al traguardo. Davanti restano meno di quaranta e l'andatura resta controllata sino al ventesimo chilometro dei trentaquattro previsti. Anche perché, in mezzo alle nuvole, tira forte il vento e stare coperti ha vantaggi importanti. Sjur Roethe vince il traguardo volante del chilometro 20 e restano in 32 nel gruppo di testa. Francesco De Fabiani è li davanti. Gli altri azzurri Paolo Ventura e Simone Daprà sono nel secondo gruppetto che insegue a 1'35". Più indietro Giandomenico Salvadori, ancora più indietro Federico Pellegrino.

Davanti il ritmo si alza. Provano ad andarsene in tre: Roethe, Bolshunov e Krueger. Dietro Golberg deve farsi carico dell'inseguimento. Non c'è gioco di squadra e i due norvegesi se ne vanno con il russo che vuole prendersi lo scettro di re. Golberg e Iversen stanno lì davanti a tirare il gruppo inseguitore e davanti,. piano piano, allungano. Nessuno molla. E l'arrivo si avvicina. Il gruppo inseguitore è tirato da Niskanen e De Fabiani perde contatto. Ma è tutto il gruppo di testa che si sfilaccia. Davanti rimangono in due: Bolshunov e Roethe. Il leader di Coppa sfianca tutti: non è che accelera, sono gli altri che non reggono il suo ritmo. Bolshunov ha un solo obiettivo: mettere più secondi tra se e gli altri per chiudere lo SKi Tour prima della due giorni di Trondheim. Il pugno alzato sul traguardo sancisce il dominio della tappa e dello Ski Tour.

Nella classifica generale dello Ski Tour, Bolshunov guida con 1'05" su Paal Golberg e 1'06" su Sjur Roethe.

Nella classifica a punti Federico Pellegrino resta al comando con 64 punti davanti a Klaebo, secondo con 57. Poi il resto del mondo con Golberg terzo con 24 punti.

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Domani secondo giorno di riposo prima del gran finale di Trondheim con una Sprint e una gara classica. 

Nono posto per l'Italia nella single mixed di Anterselva 2020 vinta dalla Norvegia davanti a Germania e Francia con Dorothea Wierer e Lukas Hofer che commettono qualche errore di troppo al tiro.

Cinque errori nei primi due poligoni per Dorothea prima di un'avvincente rimonta e di un'ultima serie che ha tuttavia spento (altri 4 errori con un giro di penalità) le speranze azzurre.

Wierer paga senza dubbio il numero di partenza decisamente alto (13). Le sue dichiarazioni in mixed zone: "Poteva sicuramente andare meglio. Nel primo giro sono rimasta troppo indietro. Avevo le avversarie che mi calpestavano gli sci, non è il massimo perdere 15 secondi in pista ed arrivare al poligono quando le altre avevano quasi finito di sparare. Ovviamente dovevo rischiare il tutto per tutto, poi ho commesso un errore stupido dando due tacche che non dovevo dare. Pensavo fosse cambiato il vento ma non era così. Pazienza. Ci sono stati troppi errori al tiro e si è reso necessario il recupero in pista. Queste sono gare condizionate dalla prova al poligono. Ci ho provato, mi sento molto bene sugli sci e dovevo per forza rischiare. Chiaramente poi sono arrivata al poligono più affaticata delle altre. Numero alto di partenza mi ha penalizzata? Non mi aspettavo di trovarmi al poligono quando le altre avevano già quasi finito di sparare. Ho provato a rimanere concentrata ma se devi per forza recuperare non è mai facile. Ultima serie? Ho cercato di tirare a tutta perchè sapevo che le altre davanti stavano sparando bene. Ho commesso un errore di troppo, ma quarto o nono posto non cambia nulla. Importante è la medaglia e non siamo riusciti a conquistarla. Prossime gare? Questa è una gara molto particolare, molto veloce. Le altre sono più da biathlon tradizionale, diciamo. Io mi sento molto bene, sono carica e spero di vivere un ben weekend."

Ancora la Norvegia: un altro oro mondiale per gli scandinavi nella single mixed relay, dopo il successo dello scorso anno. Trionfano, di nuovo, Johannes Bø Marte Røiseland, impeccabili quest'oggi. È, peraltro, la quinta medaglia consecutiva in questa rassegna iridata per Røiseland.

Seconda la Germania di Lesser e Preuss, con il primo che all'ultimo poligono ha commesso uno sbaglio fatale, che ha consentito a Bø di involarsi in solitaria e tagliare il traguardo a braccia alzate. Ottima, comunque, la performance dei tedeschi, che riscattano così la delusione del quarto posto iridato di dodici mesi fa.

Bronzo per la Francia di Jacquelin e Bescond; eroico, in particolare, Jacquelin dopo l'ultima sessione di tiro in piedi, quando ha continuato a sciare senza il supporto del bastoncino destro e incrementando addirittura il vantaggio sulla Svezia, quarta.

Seguono Svizzera, che per ampi tratti ha sognato il podio, Austria, Russia e Canada.

Niente medaglia per l'Italia, incappata in alcuni errori di troppo nella gara odierna: nono posto finale per Lukas Hofer e Dorothea Wierer, che pagano le imprecisioni commesse al poligono e il giro di penalità rimediato dalla 29enne nella sua seconda frazione.

Chiude la top ten l'Ucraina. Ventuno, in totale, le nazioni che hanno regolarmente concluso la propria performance.

LA GARA

La gara odierna si è svolta su un circuito breve e veloce, che non concedeva troppi varchi e possibilità di tergiversare troppo al poligono. Partenza rapida di Norvegia, Svezia e Francia, mentre rimane imbottigliata nel traffico Dorothea Wierer, che tenta di scattare sull'esterno, trovando però chiuso ogni spiraglio e galleggiando così intorno alla ventesima posizione. Al primo poligono tre errori per la nostra portacolori, che sfrutta tutte e tre le ricariche evitando il giro di penalità, ma esce dallo stadio con 27 secondi di ritardo. Perfetta l'uscita dal poligono di Svezia, Germania, Austria, Estonia e Francia. Nel tratto successivo, Wierer scatta e raggiunge le piazzole di tiro in sedicesima piazza, dove sbaglia altre due volte. Norvegia impressionante, al pari della Svizzera, con un solo secondo a dividere le due nazioni al momento del cambio con gli uomini.

Lukas Hofer perde sei secondi rispetto alla Norvegia, ma si mantiene in quindicesima posizione. Cinque su cinque al primo poligono da terra per l'azzurro, che si avvicina sensibilmente alla top five, precedendo la Francia. Doppia imprecisione, poi, nella sessione di tiro seguente, ma con le ricariche Hofer accelera e riesce a chiudere bene la sua prova, passando il testimone nuovamente a Wierer. Svizzera, Germania e Norvegia in testa, Italia undicesima con quasi 22 secondi di distacco.

Dorothea Wierer recupera metri e posizioni, portandosi al sesto posto a 12.5 secondi dalla vetta della gara. Clamorosa al primo poligono l'italiana, che prende tutti e cinque i bersagli e si getta all'inseguimento della Norvegia, con Svizzera, Svezia e Germania, agganciando poi il treno di testa e lasciando letteralmente sul posto la tedesca Preuss. L'ultimo poligono, ahinoi, si rivela nefasto: nulla da fare per Dorothea, che sbaglia più del previsto e rimedia financo un giro di penalità. Spetta ora a Hofer compiere il miracolo.

Al primo poligono un solo errore per Hofer, rapido nell'esecuzione e nella ricarica, ma la zona medaglie è ormai lontana. Davanti è testa a testa fra Bø e Lesser. Decisivi gli ultimi cinque tiri: zero imprecisioni per il norge, una per il tedesco. Hofer manca il 5 su 5 e chiude nono.

CLASSIFICA FINALE (TOP 10)

1. Norvegia (M. Røiseland-J. Bø) 31:15.5 (0+6)

2. Germania (F. Preuss-E. Lesser) +7.6 (0+5)

3. Francia (A. Bescond-E. Jacquelin) +19.8 (0+4)

4. Svezia (H.Oeberg-S. Samuelsson) +25.7 (0+7)

5. Svizzera (L. Haecki-B. Weger) +36.3 (0+9)

6. Austria (L. Hauser-S. Eder) +47.1 (0+4)

7. Russia (L. Kuklina-M. Eliseev) +54.1 (0+6)

8. Canada (E. Lunder-C. Gow) +55.4 (0+7)

9. Italia (D. Wierer-L. Hofer) +1:05.3 (1+13)

10. Ucraina (A. Merkushyna-D. Pidruchnyi) +1:10.5 (0+8)

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Tripletta norvegese con Johaug, Østberg e Heidi Weng; il finale di gara è da batticuire; brava l'azzurra Brocard che conclude in 12ª posizione, miglior risultato distance per la stagione italiana; 24ª una buona Debertolis

Fondo - A Meraker sono emozioni forti: Johaug vince dopo un bellissimo duello con Østberg; brava Brocard, è 12ª!
 

Era la gara più attesa dello Ski Tour scandinavo, la 34 km di Meraker, che si è rivelata una gara particolarmente dura ma soprattutto non ha deluso le attese. A vincere è stata la grande favorita della viglia, una splendida Therese Johaug, giunta alla settantesima vittoria in Coppa del Mondo. Il suo successo è stato però meno scontato di quanto si immaginasse alla vigilia, ma anche dopo pochi chilometri di gara, quando Johaug ha subito attaccato nel tratto più duro di salita, staccando la concorrenza e andandosene praticamente in fuga solitaria.

Invece, dopo aver fatto fatica nella prima parte di gara, una bravissima Østberg ha prima riagganciato Andersson e Weng, che erano riuscite inizialmente addirittura a seguire la leader della classifica, poi le ha staccate per provare l’impresa di riprendere addirittura Johaug. L’impossibile è sembrato realizzabile quando, sfruttando il lungo tratto di discesa, molto adatto alla propria struttura fisica, Østberg è riuscita a guadagnare moltissimo, recuperando metro dopo metro alla connazionale, costretta a dar fondo a tutte le proprie energie per portare a casa una vittoria che in questa maniera è ancora più bella. Sul terzo gradino del podio la solita ottima Heidi Weng, giunta nettamente davanti ad Ebba Anderson, buona quarta. Quinto posto per Jacobsen, autrice di un buon finale, nel quale è riuscita a mettersi alle spalle Tiril Udnes Weng e Jessica Diggins. In top ten anche Ribom, Stadlober e Brennan.

Sorride anche l’Italia grazie all’ottima gara di Elisa Brocard che, sfruttando l’esperienza maturata nelle granfondo alcuni anni fa, è stata autrice di una gara maiuscola terminando al 13° posto, dopo aver viaggiato in zona top ten per tutta la competizione. Vederla sprintare per il dodicesimo posto con Lotta Udnes Weng conferma la voglia di competere che ancora ha questa atleta, capace di sorprendere sempre, anche in un anno che sembrava negativo come questo. Bravissima. Alle sue spalle atlete di alto calibro come Kalla e Parmakoski. In zona punti, per l’Italia, anche Ilaria Debertolis, capace di chiudere al 24° posto, mancando solo in volata la top venti, dopo una gara molto positiva.

LA CRONACA
Johaug si mette in testa già dal primo metro, prendendosi il primo bonus point al terzo chilometro. La norvegese aumenta il ritmo, portandosi dietro Ebba Andersson e Heidi Weng, con le altre subito staccate. Il passo in salita della leader di Coppa del Mondo e ovviamente dello Ski Tour è pazzesco, le sue compagne di fuga non riescono a resistere, così inizia subito la gara solitaria di Johaug, che si stacca e guadagna costantemente sulle inseguitrici. Nel frattempo, alle sue spalle, Østberg riesce a rientrare su Heidi Weng ed Ebba Andersson.

Dopo un terzo di gara il vantaggio di Johaug supera i 30”, mentre Stadlober è con Diggins e Parmakoski a 1’12”. Ottima la prova di Elisa Brocard, che è nel gruppo successivo con Jacobsen, Haga, Bjornsen, Tiril Udnes Weng, Brennan, Kalla, Claudel, Lotta Udnes Weng. La spinta di Østberg si fa intanto sentire, tanto che dopo 14km il vantaggio di Johaug è di 28” sulla connazionale, l’altra norvegese Weng e Andersson. A 1’24” Diggins, Stadlober e Parmakoski, mentre un’ottima Brocard viaggia attorno alla decima piazza a 2’04”7 dalla testa, in un gruppo che va dall’ottava alla diciassettesima piazza. Debertolis è all’interno del gruppo successivo.

Alle spalle di Johaug, intanto, le norvegesi Østberg e Weng collaborano e riescono a staccare Ebba Andersson, recuperando anche diversi secondi dalla leader della classifica, tanto che al bonus time del ventesimo chilometro, il vantaggio si riduce a 23”. Østberg appare in grande condizione e sembra intenzionata addirittura a prendere Johaug, staccando pure Weng, che cerca di non mollare, ma appare molto meno fresca. Il ritmo delle migliori è altissimo, se si considera che Diggins e Stadlober passano a 2’05” dalla testa, mentre Parmakoski si stacca. Brocard resiste nel gruppone di dieci atlete dall’ottava alle diciassettesima posizione, che sembra destinato a prendere anche la finlandese. Debertolis è in diciottesima posizione in un gruppo di ventidue atlete a oltre quattro minuti.

La leader di classifica decide allora di tornare ad accelerare e per un attimo sembra guadagnare su Østberg, che nel frattempo tiene a distanza di sicurezza la solita generosissima Weng, brava a non mollare nulla. Al ventitreesimo chilometro, intanto, Parmakoski viene riagganciata dal gruppo Brocard.

Nel lungo tratto di discesa, però, si riapre a sorpresa la gara perché Østberg recupera moltissimo su Johaug, riaprendo a sorpresa una gara che sembrava chiusa già all’inizio, sfruttando anche il proprio rapporto peso potenza, che le consente di avvantaggiarsi anche sul tratto in piano. Il distacco si riduce ad appena 8” e successivamente a 6”4 ai 32km, quando si entra nello stadio. I tifosi si esaltano, il finale è emozionante con due atlete che spingo all'inverosimile. Weng è staccatissima a 58”, Andersson 1’44”. Intanto Brocard si stacca dalla testa del gruppone, guidato da Jacobsen, Tiril Udnes Weng e Ribom, ma è comunque in un’ottima 12ª posizione.

Johaug cerca di sfruttare il piccolo tratto di salita per allontanarsi nuovamente, ma Østberg non molla nulla, dà tutto ciò che ha a disposizione per riagganciare la connazionale, non perdendo un centimetro anche nel tratto più duro. L’azione di Østberg è impressionante, Johaug dà fondo a ogni minima energia rimasta per andare oltre il proprio fisico minuto che non la favorisce nel finale e riesce a non farsi riagganciare, vincendo la sua settantesima gara in Coppa del Mondo con una gara emozionante. Applausi però per Østberg, che ha regalato a tutti gli appassionati un finale entusiasmante. Vedendo quanto sono aumentati i distacchi negli ultimi tre chilometri, è ancora più chiaro quanto le prime due classificate abbiano spinto oltre l’immaginazione, se si considera che venivano da una gara lunghissima. Terza Heidi Weng. Brocard chiude tredicesima, sprintando sul rettilineo finale con Lotta Udnes Weng e Haga. 24ª posizione per Debertolis, arrivata anche lei sprintando all’arrivo.

CLASSIFICA FINALE TOP 10
1ª T. Johaug (NOR) 1:26’32.8
2ª I.F. Østberg (NOR) +4.0
3ª H. Weng (NOR) +1’21.6
4ª E. Andersson (SWE) +2’00.5
5ª A.U. Jacobsen (NOR) +3’06.5
6ª T.U. Weng (NOR) +3’10.3
7ª J. Diggins (USA) +3’13.9
8ª E. Ribom (SWE) +3’31.1
9ª T. Stadlober (AUT) +3’32.1
10ª R. Brennan (USA) +3’41.9
Le italiane
13ª E. Brocard +4’02.8
24ª I. Debertolis +6’06.4
52ª G. Laurent +10’28.9
53ª L. Scardoni +10’29.0

Falcade (Belluno), 20 febbraio 2020 - Tutto pronto a Falcade (Belluno) per i Campionati italiani Giovani Rode e la Coppa Italia Senior Gamma di sci di fondo.

Nella località agordina, che rappresenta una delle località di riferimento per quanto riguarda gli sci stretti nazionali, si gareggerà sabato 22 e domenica 23 febbraio. Sulla pista intitolata a Pietro Scola, sulla Piana di Falcade, sono attesi oltre 250 concorrenti. Direttore di gara sarà Manuel Andrich. L'organizzazione è affidata allo Sci club Val Biois, sodalizio che vanta oltre 70 anni di storia.

Il programma – Sabato 22 febbraio sono in programma le sprint in tecnica classica valide come tappa della Coppa Italia Rode, Campionato Italiano Under 20 (Juniores) e tappa della Coppa Italia Gamma Seniores. Alle 14 la premiazione della Coppa Italia Seniores al campo gara. Alle 18.30, in piazza a Falcade, le premiazioni ufficiali. 

Domenica 23 febbraio, sempre con inizio alle 9.30, si svolgeranno le prove individuali, sempre in tecnica classica, che saranno valide per la Coppa Italia Rode e il Campionato Italiano Under 20 (Juniores) e Under 18 (Aspiranti), oltre che per la Coppa Italia Gamma Seniores e il Campionato Italiano Under 23.

Queste le distanze da percorrere: 5 km Aspiranti e Juniores donne; 10 km Aspiranti uomini, Juniores uomini e Seniores donne; 15 km Juniores e Seniores uomini. Premiazioni ufficiali al campo gara, al termine dell'ultima competizione.

Avvicinamento ai Mondiali di Oberwiesenthal – La due giorni tricolore di Falcade sarà importante per il fondismo italiano non solo perché assegnerà i titoli tricolori in tecnica classica ma anche perché sarà l'ultimo atto agonistico prima dei Campionati del mondo Juniores e Under 23 in programma dal 29 febbraio all'8 marzo a Oberwiesenthal (Germania). 

«Il fine settimana di Falcade sarà utile come rifinitura di un periodo di preparazione che stiamo effettuando a Lavazè e sarà fondamentale per definire le ultime designazioni in azzurro, soprattutto per quanto riguarda la categoria Juniores» dice Pietro Piller Cottrer, iridato a Oberstdorf 2005 e campione olimpico a Torino 2006 ora responsabile delle squadre giovanili delle Federazione italiana degli sport invernali.

«Guardo con fiducia ai Mondiali di Oberwiesenthal: abbiamo dei ragazzi e delle ragazze di valore e determinati, alcuni dei quali hanno già avuto esperienze anche in Coppa del mondo, esperienze che potranno tornare molto utili alla rassegna iridata».

I vincitori di due anni fa – Falcade e lo Sci club Val Biois ospitarono anche nel 2018 i Campionati italiani Giovani e la Coppa Italia, con le stesse gare che si svolgeranno nell'imminente fine settimana. Nella sprint tricolore Juniores vinsero i carnici Cristina Pittin e Luca Del Fabbro mentre tra gli Aspiranti si imposero la trentina Nicole Monsorno e il sappadino Davide Graz.

Nella sprint della Coppa Italia Seniores i successi furono della lombarda Alice Canclini e del trentino Giacomo Gabrielli.Le prove distance videro laurearsi campioni italiani la valdostana Emilie Jeantet e il sappadino Davide Graz nelle categorie Aspiranti, la lombarda Martina Bellini e il carnico Luca Del Fabbro in ambito Juniores. Doppio successo trentino nelle distance della Coppa Italia Senior con Caterina Ganz e Paolo Fanton.

Approfondimenti – Approfondimenti, ordini di partenza, classifiche e immagini relative ai Campionati italiani e alla Coppa Italia che si svolgeranno a Falcade il 22 e 23 febbraio saranno disponibili su www.ti-comunicazione.com e www.fisiveneto.com.

A disposizione anche la pagina Facebook dello Sci club val Biois.

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