Davide Bragagna
Uscita dal Tour de Ski con il 10° posto e il miglior risultato in carriera, il 6° posto nella Final Climb, la 21enne Mariya Istomina si è imposta nella 10km skating valida per il titolo mondiale U23. Sulle nevi di Lahti, la russa ha dato vita a un duello fatto di sorpassi e controsorpassi a ogni intermedio con Eveliina Piippo. La finlandese classe 1998, più giovane di un anno rispetto a Istomina, non aveva rubato l'occhio come l'avversaria nella prima parte di Coppa del Mondo, ma oggi è stata assolutamente alla pari, perdendo per soli 2".
Istomina vince il primo titolo giovanile della carriera dopo il bronzo di Soldier Hollow 2017 fra le junior. Piippo ottiene la prima medaglia giovanile dopo esserci andata vicina nelle due edizioni passate.
La medaglia di bronzo è andata a quella che poteva essere considerata la favorita. Tiril Udnes Weng non è mai stata in gara per il successo e ha dovuto faticare abbastanza per difendere la medaglia da Katharina Hennig e Valeriya Tyuleneva. La miglior tedesca di questo avvio di stagione è riuscita a tenere il passo di Weng per metà gara, così come la kazaka, per poi chiudere a 37"2 contro il 29"6 di Weng. 5^ Tyuleneva a 38"1.
6^ piazza andata alla promessa francese Delphine Claudel, 7^ la russa Anna Zherebyateva, fresca di top ten in classico in Coppa del Mondo a Otepää, 8^ Anna Comarella, migliore delle azzurre.
La cadorina ha interpretato la gara in maniera abbastanza prudente, passando per 13^ a metà percorso, risalendo fino all'8° posto nel finale. Nella mass start in classico ha tutte le carte in regola per provare a stare con atlete già competitive in Coppa del Mondo. Prova meno esaltante per le più giovani Francesca Franchi, 21^, e Cristina Pittin, 24^. Avranno ancora una gara per ben figurare a Lahti e non sarà l'ultima occasione di fare risultato fra le under 23. Alle 11 sarà il turno dei maschi.
Classifica 10km TL donne
In questi giorni si stanno svolgendo i Mondiali Junior (Under 20) e Under 23 a Lahti, in Finalndia. Come ogni anno, in questo periodo, riemergono i ricordi di quando li ho affrontati io, affacciandomi per la prima volta in carriera a competizioni di così alto livello e a un primo vero confronto internazionale. Colgo oggi l’occasione per affrontare una prima parte del tema ‘Giovani’, su cui molto spesso mi capita di ragionare con i compagni di squadra o gli allenatori, raccontandovi la mia crescita di quegli anni e qualche spunto di riflessione. Un tema che ho a cuore, perché so quanto quegli anni siano importanti per forgiare il carattere di un fondista.
So che molti ragazzi di quell’età leggono ciò che scrivo in #semplicementeChicco così come guardano i Vlog di Klaebo per trarre più insegnamenti possibile, ed è in primis a loro quindi che mi rivolgo oggi.
A lasciare le sensazioni più indelebili nella memoria di chi vi partecipa è quasi sempre il Mondiale Junior, che è l’evento intorno al quale ruota tutta la stagione degli atleti di categoria Under 20. Al mio secondo anno di questa importante categoria di transizione, nel 2010, ho raccolto in Germania il mio primo grande risultato internazionale: un bronzo nella sprint a tecnica libera. L’emozione di quella prima grande soddisfazione, non la scorderò mai.
Quella medaglia, quella prestazione, mi hanno presentato sul palcoscenico dello sci che conta e catapultato in un mondo completamente differente rispetto a quello in cui vivevo prima. Quando sono arrivato in nazionale junior non avrei neppure saputo mettere in ordine di importanza le principali competizioni: Coppa del Mondo, Tour de Ski, Olimpiadi e Mondiale.
Fino al primo Mondiale Junior il mio rapporto con la competizione in generale, e di conseguenza anche con lo sci, era diverso: più privato e meno ambizioso, più divertimento e meno risultati.
Forse perché ho un fratello maggiore di due anni e quindi, quando ci si sfidava in casa, che fosse di corsa, con i roller o sugli sci, ne uscivo sempre bastonato. O magari dipendeva dal mio rapporto con il calcio, prima passione giovanile: facevo l’attaccante e convivevo con la pressione del dover “fare gol” per non mandare all’aria il lavoro di tutti, quindi, sugli sci, del risultato cercavo di fregarmene, che tanto era solo mio nel bene e nel male.
E per questo la soddisfazione che derivava da un buon risultato finiva con l’essere sempre molto circoscritta.
Ma dopo la medaglia di Hinerzarten mi sono trovato come sparato in una dimensione completamente differente, un livello di attenzione e interesse tale da motivare un’ambizione nuova, feroce. Quell’ambizione che mi ha fatto trascorrere un periodo un po’ sopra le righe prima di diventare con il tempo quel professionista che cerco di raccontarvi tutte le settimane: focalizzato sul quieto vivere con l’obiettivo della vittoria.
Questo cambiamento e il ricordo di quelle prime emozioni fortissime sono alcune delle cose che mi fanno sentire profondamente legato al Mondiale Junior in generale, e sono anche il motivo per cui, in questo periodo dell’anno, il ricordo mi bussa dentro e mi riporta indietro con la memoria.
Tutta questa esperienza cerco poi di passarla alle nuove generazioni, provando a mettere sul piatto le cose che ho imparato, sperando che qualcuno riesca a farne buon uso.
Sabato scorso prima della sprint degli Junior, che tradizionalmente apre il Mondiale, ero al telefono con i ragazzi della nostra nazionale, con la nuova generazione, per dar loro qualche consiglio e fare il più sincero degli in bocca al lupo.
Rispetto alla mia generazione, questi ragazzi vivono già con una mentalità impostata verso il professionismo più completo. Si fanno un gran mazzo in allenamento (in termini di quantità, per quel che ho saputo, anche più di 700 ore all’anno quasi come quelle che faccio io adesso) e sono informati e preparati riguardo ai tanti aspetti ‘di contorno’.
Una grossa differenza rispetto a quello che facevo io all’epoca: negli anni Junior mi allenavo tra le 500 e le 550 ore e ancora non conoscevo nel dettaglio tutti gli aspetti da curare per sfruttare al massimo le mie doti da atleta.
Questo modo di vivere lo sci, super focalizzato al risultato già in tenera età, può essere una risorsa per loro oppure un pericolo, e a fare la differenza è la tenuta mentale. Come accade quasi sempre nello sport: senza la testa giusta rischi di affondare.
Parlando con loro e i loro tecnici ho avuto la sensazione che siano dei ragazzi svegli e pronti, assolutamente consapevoli dei propri obiettivi, del lavoro da fare per raggiungerli e del modo in cui questo lavoro va fatto.
Il super professionismo giovanile però ti toglie anche la possibilità di avere grossi margini di miglioramento in futuro e rischia, se non va di pari passo con un approccio positivo, di togliere un po’ di freschezza mentale e di cattiveria agonistica ai ragazzi.
Basta prendere il mio caso per farsi un’idea di che cosa intenda: la mia crescita è stata graduale e senza le difficoltà dei primi anni non sarei diventato un atleta così solido oggi. Ma al tempo stesso chi può dire che io non abbia ‘perso’ degli anni per strada, e risultati prestigiosi di conseguenza, proprio per essere diventato un vero professionista solo più avanti?
Lo sviluppo di ogni sciatore segue infatti un ritmo diverso, unico, non esiste una strada uguale per tutti e i grandi salti in avanti nell’approccio al lavoro li fai se sei il primo a capirne l’importanza e a volerli fortemente.
Quello che io posso offrire a questa nuova generazione, e che offrirò anche alle prossime ovviamente, è la mia esperienza, che può dare degli spunti di riflessione e di miglioramento. Perché comunque, a prescindere dal livello di preparazione di questi ragazzi, restano prima di tutto dei giovani uomini, con davanti difficoltà che stanno arrivando e sogni più lunghi dei loro sci.
Concludo quindi rivolgendomi a voi, giovani fondisti, di nazionale o di comitato, Under 20, Under 18 o Under 23:
“Prendete il massimo da ogni tecnico, tanto per cominciare. Anche io sono stato tirato su con il metodo del bastone e della carota, forse perché usarne solo uno dei due non basta.
Quindi imparate a ascoltare tutti gli allenatori con rispetto e cercate di incamerare tutto ciò che hanno da insegnare, perché, anche se in questa fase si tratta spesso di tecnici di transizione, sono tutti, chi più chi meno, grandi professionisti, alcuni anche ex campioni, che hanno visto crescere decine di atleti e che conoscono molto bene gli scogli che vi si piazzeranno davanti e potranno aiutarvi nel superarli.
Ascoltate i segnali che vi da il vostro corpo e iniziate a conoscerne i limiti, cercando anche di spingervici oltre (ma solo ogni tanto) perché è così che imparerete a capire quando servirà utilizzare l’acceleratore al massimo e quando no.
Imparate ad analizzare bene le prestazioni: siate capaci di non esaltarvi troppo dopo una vittoria ottenuta magari grazie a dei materiali superiori alla media e non deprimervi dopo una gara andata male magari per lo stesso motivo ma al contrario. È difficilissimo trovare l’equilibrio in queste valutazioni, ma per crescere è necessario farlo, perché dovete capire bene chi siete e soprattutto a che punto siete della vostra strada.
Non abbiate paura di sognare in grande. Più sono grandi e forti i sogni, più sarà lunga e dura la strada per raggiungerli, ma anche grande la motivazione che vi spingerà verso essi e la motivazione, si sa, è l’energia più grande di cui potete disporre non solo nello sport.
Infine mi rivolgo a chi è a Lahti, adesso. L’ultimo giorno, qualcuno di voi correrà la prima staffetta per l’Italia della carriera: è una gioia unica e un onore profondo. Regala il primo assaggio di un senso di appartenenza al Team che poi resta dentro. Sentite la responsabilità di rappresentare una Nazione e un movimento, in primis tutti coloro che il pass per il mondiale non sono riusciti a strapparlo, ma non fatevi schiacciare dalla pressione. L’unica cosa che conta è che a fine gara abbiate fatto il vostro meglio.
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Era arrivato ai piedi del podio nella sprint di domenica, ma si è rifatto con gli interessi nella 10km in tecnica libera, valida per il titolo iridato junior a Lahti 2019. Il 19enne Jules Chappaz ha dominato la gara, precedendo il russo Alexander Terentev, vincitore della sprint, di 21"0 e il norvegese Iver Tildheim Andersen di 27"2.
Il giovane transalpino è decisamente cresciuto in questo ultimo anno di categoria. Nella rassegna di 12 mesi fa a Goms (Svizzera), vantava come miglior risultato un 23° posto.
Terentev, anche lui classe 1999, aveva esordito addirittura in Coppa del Mondo nella sprint di Dresda con un 17° posto. Andersen, classe 2000, coglie la medaglia alla prima esperienza iridata giovanile.
L'Italia ha concluso con un atleta fra i primi dieci. Si tratta del 18enne Davide Graz, arrivato 9° ma rimasto in linea per le medaglie fino a metà gara. Il miglior risultato del sappadino rimane il 5° posto della sprint di Goms 2018, ma dopo il 14° di domenica, ora si può guardare con fiducia alla 30km con partenza in linea.
Ottima anche la prestazione del fassano, altro classe 2000, Giovanni Ticcò con un 18° posto difficile da pronosticare. Delusione invece per il teorico numero uno azzurro Luca Del Fabbro, che partiva con grandi chance di avvicinare la zona podio e invece si è ritrovato poco fuori dai 10 a metà gara, per poi scendere fino alla 26^ posizione finale. Nella 30km con partenza in linea avrà modo di rifarsi. Infine, ha concluso al 57° posto Riccardo Bernardi.
Classifica 10km TL uomini

La stellina emergente svedese Frida Karlsson è la nuova campionessa mondiale junior della 5km a tecnica libera ai Mondiali di categoria a Lahti. E' il secondo titolo iridato dopo quello di Goms 2018 nello skiathlon. Non una sorpresa, considerando che veniva da due vittorie assolute in Scandinavian Cup e da un terzo posto dietro Ebba Andersson e Charlotte Kalla a Falun.
Molto ambiziosa, la 19enne vorrebbe già gareggiare in Coppa del Mondo e i mezzi li ha tutti, ma oggi pur controllando la gara sin dai primi intermedi, le è arrivata abbastanza vicina Marie Helene Fossesholm, classe 2001, norvegese già sponsorizzata come l'erede di Marit Bjørrgen per il modo nel quale vince contro atlete più grandi di età. La minuta 17enne è giunta a 11"1, il duello si rinnoverà nella gara conclusiva, la 15km mass start in alternato.
La medaglia di bronzo è andata alla finlandese Anita Korva con un distacco di 19"8. Del 1999 anche lei come la vincitrice, raddoppia la collezione dopo il 3° posto della sprint di domenica. Sempre di bronzo fu nella sprint in skating a Goms 2018.
Fa ben sperare per il futuro vedere atlete di diversi Paesi nelle prime posizioni. 4^ Izabela Marcisz, che conferma l'ottimo lavoro della Polonia a livello giovanile con le ragazze seguite da Justyna Kowalczyk, già sul podio nella sprint con Monika Skinder. 5^ la russa Anna Grukhvina, 6^ la francese Flora Dolci, 7^ la svedese Tilde Baangman, 8^ la norvegese Astrid Stav, 9^ la russa Veronika Stepanova, 10^ l'andorrana Carola Vila Obiols.
Sono 14 diverse nazioni rappresentata nelle prime 20 posizioni. Fra queste vi è anche l'Italia con Rebecca Bergagnin. La 19enne bellunese era partita forte con l'11° parziale al primo intermedio significativo e dopo aver perso qualche posizione nella fase intermedia della competizione, è riuscita a strappare un incoraggiante 19° posto.
Dopo l'ottima gara sprint di domenica, Nicole Monsorno, classe 2000, chiude al 31° posto. 36^ la figlia d'arte Valentina Maj, 54^ Laura Colombo.
Classifica 5km TL donne
Saranno sei gli italiani che parteciperanno sabato 26 e domenica 27 gennaio al doppio appuntamento di Coppa del mondo sulla pista svedese di Ulricehamn, dove si disputeranno una 10 km a tecnica libera femminile, una 15 km a tecnica libera maschile e le staffette. Il direttore tecnico Marco Selle ha preferito dare un turno di riposo a Federico Pellegrino e Francesco De Fabiani, chiamando in campo femminile la positiva Caterina Ganz delle ultime uscite e la valdostana Francesca Baudin, mentre in campo maschile saranno al via Mirco Bertolina, Stefano Gardener, Claudio Muller e Giandomenico Salvadori.
"Dobbiamo cercare di far riposare e allenare in vista dei mondiali di Seefeld sia Pellegrino che De Fabiani, appena rientrati da Otepaa - spiega Selle -. Purtroppo il calendario molto fitto, con moltissimi spostamenti che affaticano forse più delle gare, ci costringe a non poter schierare la formazione titolare nella staffetta. Anche Rastelli e Noeckler infatti, pure loro impegnati ad Otepaa, salteranno la trasferta. Per quanto riguarda le donne, a causa dei problemi di salute che hanno costretto buona parte delle atlete azzurre ad abbandonare il Tour de ski e saltare le gare successive per curarsi, oltre all'assenza di Anna Comarella impegnata ai mondiali under 23, non disputeremo la staffetta femminile ed avremo al via della gara di sabato soltanto 2 atlete. Contiamo di recuperare la miglior condizione in vista della prova a squadre iridata di Seefeld fra poco più di un mese".
Fonte: FISI
Dopo l'esordio di ieri per la categoria juniores sulle nevi di Lahti, oggi è stato il turno degli U23 sempre nella tipologia di gara sprint a tecnica classica.
La nuova campionessa mondiale della gara veloce è Moa Lundgren, svedese del 1998, già messasi in mostra in Coppa del Mondo con l'8° posto di Kuusamo a inizio stagione. La 20enne di Umeå non ha sentito particolarmente il passaggio di categoria, ripetendo il successo ottenuto fra le junior in tecnica libera 12 mesi fa a Goms (Svizzera). Da segnalare nel suo palmarés giovanile anche un oro alle Olimpiadi giovanili di Lillehammer nel 2016.
Battuta la favorita Lotta Udnes Weng. La norvegese del 1096 si era presentata ai turni finali con il miglior tempo delle qualificazioni e si era imposta sia nei quarti che nelle semifinali (proprio su Lundgren), ma nel turno conclusivo è stata superata per appena 0"05. E' la seconda medaglia individuale ai Mondiali di categoria; fu 3^ a Rasnov (Romania) fra le junior nella 10km in skating nel 2016.
Il podio è stato completato dalla russa Aita Bayazitova, altra fondista al primo anno di categoria, andata a punti all'esordio in Coppa del Mondo a Dresda. Caparbiamente rientrata nella finale a 6 con l'ultimo tempo di ripescaggio, la 20enne è arrivata nettamente distanziata dalle prime due ma ha saputo lasciarsi alle spalle la bielorussa Anastasia Kirillova, la norvegese Amalie Ous e la svedese Johanna Hagström.
Non è stata una giornata felicissima per le tre azzurre presenti in gara. La migliore per piazzamento è stata Francesca Franchi 19^, mentre Cristina Pittin, 5^ del suo quarto finale, è arrivata a mezzo secondo dall'ultimo tempo di ripescaggio per le semifinali, classificandosi 25^. Meno bene Anna Comarella, la quale ha terminato al 30° posto ma potrà rifarsi nelle gare distance.
Fra gli uomini, la vittoria è andata all'emergente norvegese Erik Valnes, fattosi conoscere in Coppa del Mondo con il podio di Dresda e la vittoria del giorno successivo in coppia con Sindre Skar. Solo un paio di giorni fa era impegnato a Otepää nel medesimo format, dove ha concluso al 6° posto. I coetanei Johannes Klæbo e Alexander Bolshunov dominano già nel circuito maggiore, ma anche il 22enne di Bardufoss ha dimostrato di avere bei numeri, soprattutto nelle sprint: questo successo conferma in altra tecnica quello di 12 mesi fa a Goms (Svizzera).
Facilmente battuti il russo Sergey Ardashev, primo anno di categoria, già capace fra gli junior di portare a casa medaglie, e il connazionale Joachim Aurland, che fu bronzo nella categoria inferiore a Soldier Hollow (Stati Uniti) nel 2017.
Delusione per Ivan Yakimushkin, 4°, uno dei migliori russi emergenti nelle prime tappe di Coppa del Mondo. 5° un altro norvegese, Sigert Wiig, 6° lo svedese Marcus Grate. E' rimasto fuori di un soffio dalle semifinali il fiemmese Giacomo Gabrielli, 14°, mentre Simone Daprà non è mai stato in lotta per il passaggio del turno, chiudendo 28°. Non qualificati alle fasi finali Florian Cappello, 33°, e Mikael Abram, 48°.
Dopo 7 vittorie fra staffette e staffette miste, Franziska Preuss raggiunge il tanto atteso primo successo in carriera nella mass start di Ruhpolding. La tedesca ha condotto una gara sempre nel gruppo di testa senza concedere alcun errore e così ha fatto anche la 22enne Ingrid Landmark Tandrevold. La bavarese aveva preso un leggero vantaggio grazie ad un ultimo poligono rapidissimo, ma l'emergente norvegese si è riportata in fretta sulle sue code, lanciando diversi attacchi, senza però ottenere risultato. Gli ottimi sci e l'esperienza nell'affrontare la volata davanti di Preuss hanno avuto la meglio. Per Tandrevold è comunque il primo podio in carriera.
Sul podio sale anche Paulina Fialkova, 3^ della classifica generale di Coppa del Mondo, che ha approfittato delle controprestazioni delle rivali in classifica generale per recuperare qualche punto. Come la slovacca, anche Hanna Oeberg è riuscita a cogliere un ottimo 4° posto, nonostante due errori al tiro.
Giornata piuttosto anonima nei freddi numeri per le azzurre. Eppure Lisa Vittozzi è arrivata a un bersaglio da giocarsi il successo o, almeno, salire nuovamente sul podio. La sappadina era rimasta attardata in avvio a causa di un errore, risalendo successivamente fino alla testa con un buon passo sugli sci e due poligoni intermedi precisi. L'errore sul bersaglio finale le è costato carissimo, retrocedendola in 11^ posizione.
Dorothea Wierer ha gareggiato ottimamente per metà gara, conducendo l'azione del gruppo di testa e scandendo il ritmo della competizione. Purtroppo, è stato il tiro in piedi a tradirla con tre errori complessivi e una deludente 19^ posizione.
La prossima settimana la Coppa del Mondo approderà ad Anterselva con due azzurre in testa alla classifica generale: Wierer 498, Vittozzi 480, Fialkova 449, Kuzmina 414.
Classifica 12,5km mass start donne
| Rank | Bib | Name | Nationality | Shooting | Shooting Total | Result |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | 11 | PREUSS Franziska | GERMANY |
0+0+0+0 | 0 | 32:34.0 |
| 2 | 17 | TANDREVOLD Ingrid Landmark | NORWAY |
0+0+0+0 | 0 | +0.2 |
| 3 | 3 | FIALKOVA Paulina | SLOVAKIA |
0+0+1+0 | 1 | +15.1 |
| 4 | 7 | OEBERG Hanna | SWEDEN |
1+0+1+0 | 2 | +18.8 |
| 5 | 21 | HAECKI Lena | SWITZERLAND |
0+0+1+0 | 1 | +19.4 |
| 6 | 10 | KRYUKO Iryna | BELARUS |
0+1+0+0 | 1 | +20.0 |
| 7 | 28 | PERSSON Linn | SWEDEN |
0+0+0+0 | 0 | +20.9 |
| 8 | 6 | ROEISELAND Marte Olsbu | NORWAY |
0+1+1+0 | 2 | +26.8 |
| 9 | 12 | BESCOND Anais | FRANCE |
1+1+0+0 | 2 | +27.4 |
| 10 | 16 | BRORSSON Mona | SWEDEN |
1+0+0+0 | 1 | +32.0 |
| 11 | 2 | VITTOZZI Lisa | ITALY |
1+0+0+1 | 2 | +32.2 |
| 12 | 29 | HERRMANN Denise | GERMANY |
0+1+0+2 | 3 | +46.5 |
| 13 | 19 | HAUSER Lisa Theresa | AUSTRIA |
0+0+1+1 | 2 | +50.3 |
| 14 | 4 | KUZMINA Anastasiya | SLOVAKIA |
1+1+2+0 | 4 | +1:04.3 |
| 15 | 20 | HINZ Vanessa | GERMANY |
0+2+0+0 | 2 | +1:06.1 |
| 16 | 15 | SIMON Julia | FRANCE |
1+1+0+0 | 2 | +1:06.6 |
| 17 | 14 | YURLOVA-PERCHT Ekaterina | RUSSIA |
0+0+1+1 | 2 | +1:07.1 |
| 18 | 13 | STARYKH Irina | RUSSIA |
0+0+1+0 | 1 | +1:09.4 |
| 19 | 1 | WIERER Dorothea | ITALY |
0+0+2+1 | 3 | +1:13.6 |
| 20 | 27 | MIRONOVA Svetlana | RUSSIA |
0+1+1+1 | 3 | +1:28.4 |
| 21 | 23 | BRAISAZ Justine | FRANCE |
1+0+2+1 | 4 | +1:28.8 |
| 22 | 30 | HORCHLER Karolin | GERMANY |
0+1+0+0 | 1 | +1:29.1 |
| 23 | 18 | HILDEBRAND Franziska | GERMANY |
1+0+2+0 | 3 | +1:29.3 |
| 24 | 22 | EGAN Clare | USA |
0+0+3+2 | 5 | +1:59.7 |
| 25 | 25 | DUNKLEE Susan | USA |
2+1+1+0 | 4 | +2:12.5 |
| 26 | 9 | HOJNISZ Monika | POLAND |
0+1+2+1 | 4 | +2:30.4 |
| 27 | 8 | MAKARAINEN Kaisa | FINLAND |
2+2+1+1 | 6 | +2:55.9 |
| 28 | 24 | PAVLOVA Evgeniya | RUSSIA |
0+0+0+0 | 0 | +3:17.5 |
| 29 | 5 | CHEVALIER Anais | FRANCE |
1+0+0+1 | 2 | +3:23.8 |
| 30 | 26 | DAHLMEIER Laura | GERMANY |
2+2+0+2 | 6 | +3:35.4 |
Johannes Thingnes Bø è sempre più lanciato verso la conquista della sua prima Coppa del Mondo con il 9° successo stagionale, il 31° della carriera per il fenomeno norvegese.
La mass start di Ruhpolding è stata una gara piuttosto noiosa con quattro giri piuttosto interlocutori, pochi errori nelle prime fermate a terra e scarso interesse a tenere un ritmo veramente selettivo.
E' stato dato fuoco alle polveri solo nell'ultima serie di tiro con gli errori di tutti gli atleti che si trovavano a guidare la gara. Bø, Martin Fourcade e Julian Eberhard si sono trovati a inseguire il trio composto da Quentin Fillon Maillet, Vetle Sjaastad Christiansen e Benjamin Weger, tutti usciti senza errori dall'ultimo poligono.
A metà dell'ultimo giro c'è stato il ricongiungimento. Bø ha tenuto alto il ritmo e ha impedito a Ebarhard, 2°, e Fillon Maillet, 3°, di attaccarlo nel finale. Fourcade si è dovuto accontentare del 4° posto; impotente verso il grande rivale della stagione scorsa, ha perso il treno nell'ultimo chilometro. Christiansen, 5°, è riuscito a rimanere col francese perdendo la volata, mentre un generosissimo Weger (incitato da Michael Roesch quando era in testa nell'ultimo giro), è crollato inesorabilmente nel finale, 8° superato anche da Simon Desthieux e Arnd Peiffer.
Gara dai due volti per Lukas Hofer. L'altoatesino è rimasto in testa fino a metà gara con due serie lente ma perfette a terra, per poi sprofondare in classifica a seguito di quattro penalità equamente distribuite nelle serie in piedi. Il risultato finale è stato un mesto 22° posto. Il weekend di Ruhpolding si concluderà con la mass start femminile. Wierer e Vittozzi partono fra le favorite.
Classifica 15km mass start uomini
| Rank | Bib | Name | Nationality | Shooting | Shooting Total | Result |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | 1 | BOE Johannes Thingnes | NORWAY |
0+0+0+1 | 1 | 36:43.8 |
| 2 | 9 | EBERHARD Julian | AUSTRIA |
0+1+0+1 | 2 | +0.6 |
| 3 | 13 | FILLON MAILLET Quentin | FRANCE |
0+1+0+0 | 1 | +2.8 |
| 4 | 3 | FOURCADE Martin | FRANCE |
0+0+0+1 | 1 | +8.6 |
| 5 | 18 | CHRISTIANSEN Vetle Sjaastad | NORWAY |
0+0+1+0 | 1 | +9.9 |
| 6 | 5 | DESTHIEUX Simon | FRANCE |
0+1+0+1 | 2 | +25.0 |
| 7 | 8 | PEIFFER Arnd | GERMANY |
1+0+1+0 | 2 | +25.5 |
| 8 | 12 | WEGER Benjamin | SWITZERLAND |
0+0+1+0 | 1 | +26.9 |
| 9 | 4 | EDER Simon | AUSTRIA |
0+0+1+1 | 2 | +33.0 |
| 10 | 6 | BOE Tarjei | NORWAY |
0+0+0+2 | 2 | +33.4 |
| 11 | 25 | GOW Christian | CANADA |
0+1+0+0 | 1 | +34.3 |
| 12 | 27 | ANEV Krasimir | BULGARIA |
0+0+0+0 | 0 | +36.3 |
| 13 | 30 | DOHERTY Sean | USA |
1+1+0+0 | 2 | +42.2 |
| 14 | 29 | BIRKELAND Lars Helge | NORWAY |
1+0+0+0 | 1 | +44.5 |
| 15 | 17 | MORAVEC Ondrej | CZECH REPUBLIC |
0+0+0+0 | 0 | +47.4 |
| 16 | 19 | GARANICHEV Evgeniy | RUSSIA |
1+0+1+0 | 2 | +56.1 |
| 17 | 2 | LOGINOV Alexander | RUSSIA |
1+0+2+0 | 3 | +1:00.2 |
| 18 | 16 | KRCMAR Michal | CZECH REPUBLIC |
0+0+0+1 | 1 | +1:00.8 |
| 19 | 24 | JACQUELIN Emilien | FRANCE |
1+1+1+0 | 3 | +1:00.8 |
| 20 | 26 | RASTORGUJEVS Andrejs | LATVIA |
0+0+1+2 | 3 | +1:05.6 |
| 21 | 7 | DOLL Benedikt | GERMANY |
0+2+0+2 | 4 | +1:09.6 |
| 22 | 11 | HOFER Lukas | ITALY |
0+0+2+2 | 4 | +1:17.5 |
| 23 | 21 | BJOENTEGAARD Erlend | NORWAY |
1+1+1+1 | 4 | +1:25.8 |
| 24 | 20 | ELISEEV Matvey | RUSSIA |
1+0+0+2 | 3 | +1:33.3 |
| 25 | 28 | LANDERTINGER Dominik | AUSTRIA |
1+1+1+0 | 3 | +1:44.7 |
| 26 | 10 | GUIGONNAT Antonin | FRANCE |
0+0+3+1 | 4 | +1:53.3 |
| 27 | 15 | L'ABEE-LUND Henrik | NORWAY |
0+1+3+1 | 5 | +1:58.3 |
| 28 | 14 | SAMUELSSON Sebastian | SWEDEN |
1+1+1+0 | 3 | +2:11.7 |
| 29 | 23 | PIDRUCHNYI Dmytro | UKRAINE |
0+0+2+1 | 3 | +2:17.6 |
| 30 | 22 | KUEHN Johannes | GERMANY |
1+1+2+3 | 7 | +3:00.0 |
GERMANY
NORWAY
SLOVAKIA
SWEDEN
SWITZERLAND
BELARUS
FRANCE
ITALY
AUSTRIA
RUSSIA
USA
POLAND
FINLAND
CANADA
BULGARIA
CZECH REPUBLIC
LATVIA
UKRAINE