L'organo esecutivo della WADA, l'agenzia mondiale antidoping, ha deciso giovedì di reintrodurre la Russia come membro a pieno titolo, nonostante i malumori di altre Nazioni.
Il Consiglio ha votato 9 a 2 a favore della riammissione: ora L'agenzia antidoping russa (RUSADA) è considerata conforme alle normative antidoping globali.
La RUSADA era stata esclusa nell'agosto 2015 a seguito delle ripetute violazioni all'interno del mondo dello sport russo.
Già da martedì il malumore aveva cominciato a serpeggiare attraverso una dichiarazione congiunta di 13 paesi, fra i quali la Norvegia, che hanno espresso contrarietà verso la reintroduzione della RUSADA sotto l'egida WADA, cosa poi avvenuta nella riunione del Consiglio alle Seychelles.
I punti dirimenti sono l'ammissione di responsabilità da parte dei russi dei contenuti del rapporto McLaren e l'ispezione del laboratorio di Mosca, fatti che vengono ancora contestati.
Il Direttore della WADA Olivier Niggli aveva nei mesi scorsi proposto una soluzione di compromesso al Ministro dello Sport russo Pavel Kolobkov: l'accettazione di un rapporto della Commissione Schmid che superava lo stallo del rapporto McLaren.
La RUSADA dovrebbe così ammettere la presenza di di significative attività di doping nello sport russo, escludendo il coinvolgimento del governo, quindi l'esclusione dell'accusa di doping di stato. La WADA ha però pretesto l'accesso ai campioni contenuti nel laboratorio di Mosca come precondizione.
Linda Hofstad Helleland, vicepresidente WADA, si è espressa in contrarietà alla decisione del Consiglio.
Fonte: Langrenn.com