Davide Bragagna
Come di consueto, nell'ultima giornata delle corse a tappe dello sci di fondo vengono assegnati due successi, quello finale e quello relativo a chi ottiene il miglior tempo di tappa, il cosiddetto "winner of the day".
Su quattro gare a disposizione, Therese Johaug ne ha portate a casa tre questa settimana. Doppio 2° posto per la connazionale Heidi Weng oggi e primo podio stagionale per Jessica Diggins, secondo per la squadra americana dopo quello di Sadie Bjornsen nella sprint di venerdì.
Nella 15km gundersen skating, il miglior tempo effettivo è stato ottenuto dall'iridato di Seefeld 2019 nella 50km Hans Christer Holund che ha battuto l'altro campione del mondo in carica Sjur Røthe e Emil Iversen, autore di un doppio podio di giornata.
Nessuno degli azzurri è andato a punti nella tappa odierna.
Se Johaug ha dominato senza prove di appello, Johannes Høsflot Klæbo si è sì confermato quale faro di riferimento della Coppa del Mondo di sci di fondo ma per vincere è dovuto ricorrere alla sua arma più affilata, la volata.
Il ventitreenne di Trondheim ha elevato le sue statistiche con il 29° successo della carriera in Coppa del Mondo, il 2° stagionale dopo quello d'esordio della sprint, sempre sul podio in questo fine settimana, fatta eccezione per il tempo crudo effettivo della gundersen odierna sui 15km in tecnica libera. Nel weekend finlandese ha sempre conservato il pettorale giallo di leader che si portava dietro dalla scorsa edizione della massima competizione su lunga durata dello sci di fondo.
Il podio finale appariva delineato già dall'avvio visti i distacchi di partenza, ciononostante la battaglia fra i tre di testa è stata viva fino alle ultime centinaia di metri. Emil Iversen e Iivo Niskanen hanno lavorato in tandem a lungo prima di agganciare il battistrada.
Dal canto suo, Klæbo ha prima cercato di tenerli a distanza per poi adottare una volta ripreso una tattica attendistica in previsione del finale, quasi un omaggio al suo antesignano Petter Northug. Al momento dell'accelerazione decisiva, prima Niskanen, 3° al traguardo davanti al suo pubblico dopo il successo in classico di sabato, poi Iversen, 2°, hanno dovuto alzare bandiera bianca.
Il resto della concorrenza non è quindi potuto mai entrare in orbita podio, rimanendo a spartirsi il resto delle posizioni di vertice. Ha destato un'eccellente impressione l'ex (?) sprinter Pål Golberg, che dopo una stagione abbastanza anonima si è ripresentato ai vertici cogliendo un grande 4° posto a 47”9 nel mini-tour di Kuusamo.
Preceduti alla spicciolata Alexander Bolshunov, 5° ma ancora appannato rispetto ai suoi standard, il campione mondiale della 50km Hans Christer Holund, 6° e più veloce atleta in pista quale “winner of the day”, il vincitore della scorsa edizione del Triple Didrik Tønseth 7°, il campione mondiale dello skiathlon Sjur Røthe 8°, lo svedese Calle Halfvarsson 9° e i russi Sergey Ustiugov 10° e Andrey Larkov 11°. Tanta, tantissima Norvegia e Russia al rimorchio.
Dopo l'egregia prestazione nella 15km in classico di ieri, ci si aspettava da Federico Pellegrino una prova da protagonista anche in skating. Il valdostano, partito dalla 10^ piazza, ha cominciato però a pagare a metà gara per chiudere al 19° posto. Niente punti per gli altri azzurri: 32° Francesco De Fabiani, 55° Giandomenico Salvadori, 56° Stefan Zelger, ritirato Maicol Rastelli.
La Coppa del Mondo di sci di fondo tornerà sabato e domenica prossimi con skiathlon e staffette sulle nevi olimpiche di Lillehammer.
CLASSIFICA TRIPLE DI RUKA-KUUSAMO
1° J. Klæbo (NOR) 35'29”7
2° E. Iversen (NOR) +1"8
3° I. Niskanen (FIN) +11"1
4° P. Golberg (NOR) +47"9
5° A. Bolshunov (RUS) +48"3
6° H.C. Holund (NOR) +52"1
7° D. Tønseth (NOR) +58”8
8° S. Røthe (NOR) +1’16”4
9° C. Halfvarsson (SWE) +1'33”6
10° S. Ustiugov (RUS) +1'39”0
Dopo la netta affermazione della 10km in classico di ieri, Therese Johaug ha dominato anche la tappa conclusiva del Triple di Ruka nei pressi di Kuusamo. La trentunenne di Røros ha ottenuto il 55° e 56° successo in Coppa del Mondo, raddoppiando la vittoria del mini-tour con il miglior tempo di giornata nella gundersen in skating sui 10km, distanziando tutte le rivali di ben oltre un minuto.
Mentre la dominatrice del circuito andava a prendersi tutto, incluso il pettorale giallo di leader di Coppa del Mondo, il focus dell'attenzione si è spostato sulla battaglia per le altre posizioni di vertice.
A circa due 2km dal traguardo, è diventato chiaro che il podio sarebbe stato tutto norvegese: una sontuosa Heidi Weng, partita col pettorale 10, e Astrid Uhrenholdt Jacobsen, scattata allo start dalla 5^ piazza, hanno accelerato e messo in difficoltà l'americana Sadie Maubet Bjornsen, 4^ ma partita in giallo per 2^ dopo le ottime gare d'esordio stagionale. Un evidente salto di qualità rispetto allo scorso anno per la trentenne cresciuta sciisticamente e non nello stato di Washington al confine con il Canada.
A rubare l'occhio in Finlandia, dietro l'inarrivabile Norvegia, non è stata la Svezia ma gli Stati Uniti che oltre a Bjornsen hanno messo Jessica Diggins a 5° posto e Rosie Brennan in 10^ posizione. Partiva con ambizioni di podio la padrona di casa Krista Pärmäkoski, 6^ all'arrivo in seguito ad un netto calo in skating rispetto all'ottima impressione destata in classico ieri.
Nonostante un primo fine settimana di gare senza squilli, la migliore delle svedesi è stata Frida Karlsson che al primo Triple della carriera non è andata oltre l'8° posto, superata anche da Tiril Udnes Weng, 7^. Ha terminato al 9° posto la ceca Katerina Razymova, forse l'atleta più sorprendente in questi giorni.
La Svezia ha pagato la scarsa vena di Stina Nilsson e Charlotte Kalla, rispettivamente 11^ e 14^, oltre all'assenza di Ebba Andersson. Merita una menzione il crollo verticale di Natalia Nepryaeva. La russa, 2^ nella generale lo scorso dietro un'altra illustre assente quale Ingvild Flugstad Østberg, è crollata dal 4° posto d'avvio al 18° finale.
Gara incolore per le azzurre. Dopo le eccezionali prestazioni nelle qualificazioni della sprint, nelle gare su distanza non sono arrivati punti di Coppa del Mondo. La migliore alla fine è stata la veronese Lucia Scardoni 41^, mentre Caterina Ganz ha chiuso 43^ e Anna Comarella 55^.
A breve la gara maschile con Federico Pellegrino in cerca di grandi sensazioni anche sulla distanza in skating.
CLASSIFICA TRIPLE DI RUKA-KUUSAMO
1^ T. Johaug (NOR) 25'48”0
2^ H. Weng (NOR) +1'11”3
3^ A. Jacobsen (NOR) +1'13”3
4^ S. Maubet Bjornsen (USA) +1'27”9
4^ J. Diggins (USA) +1'30”9
6^ K. Pärmäkoski (FIN) +1’41”0
7^ T.U. Weng (NOR) +1’52”5
8^ F. Karlsson (SWE) +1’53”9
9^ K. Razymova (CZE) +2'00”1
10^ R. Brennan (USA) +2'15”3
Le Italiane
41^ L. Scardoni +4'28”3
43^ C. Ganz +4'52”0
55^ A. Comarella 5’33”3
Dopo l'esordio in mattinata degli uomini, immersi in un'atmosfera già invernale con tanto di cielo plumbeo, nevicate e raffiche di vento, è toccato alle donne aprire la stagione internazionale di biathlon con la 7,5km sprint di IBU Cup.
Le condizioni rispetto alla mattinata non sono di molto cambiate e la precisione al poligono ne ha risentito.
A Sjusjøen, la vittoria è così andata a Karoline Erdal che sulle nevi di casa è riuscita ad avere ragione della concorrenza nonostante tre errori al tiro, uno a terra e due in piedi. Non è stato facile per la ventiduenne di Førde avere ragione dell'americana Kelsey Joan Dickinson.
La ventiseienne dello Utah ha dato vita ad un vivace duello finale dopo essere uscita dal poligono in piedi con due penalità, le uniche di giornata, e aver scavalcato all'ultimo intermedio la norvegese. Erdal ha però cambiato passo nel finale rifilando 6”6 all'avversaria.
Hanno rischiato di tornare in lotta per il successo nel finale anche la 3^ e la 4^ classificata. Ben tornata Maren Hammerschmidt! Dopo aver saltato tutto lo scorso inverno a seguito dell'operazione alla caviglia, la tedesca ha colto un bel podio all'esordio. La trentenne di Winterberg, già capace di due top 3 in Coppa del Mondo in passato, ha concluso a 7”6 con quattro giri di penalità e il miglior tempo di giornata sugli sci. Scavalcata nel finale la veterana svedese Elisabeth Högberg, 4^ a 9”4 con altrettanti bersagli mancati.
Nomi di un certo peso nelle prime posizioni della classifica, alcuni macchiati da peccati di doping in passato come le russe Ekaterina Glazyrina e Irina Starykh, 5^ e 10^ con quattro errori, altri con un palmarés notevole quali l'ucraina ex campionessa del mondo Olena Pidhrushna, 6^ sempre con quattro.
Prime posizioni completate dalle russe Irina Gerbulova e Anastasiia Porshneva, intervallate dalla finnica Jenny Fellman.
Le ragazze azzurre si sono complessivamente comportate meglio dei colleghi maschi. La migliore è stata l'esperta Alexia Runggaldier, 23^ con quattro penalità. Più rapida sugli sci, frenata però da cinque errori la valdostana Michela Carrara 26^. Sette bersagli mancati per l'altra ex campionessa mondiale giovanile, la gardenese Irene Lardschneider 63^.
Domani giorno di pausa. Sabato 30 novembre si replica nuovamente con altre prove sprint per donne e uomini.
CLASSIFICA FINALE TOP 10
1ª K. Erdal (ITA) 26’21.4 (1+2)
2ª K.J. Dickinson (USA) +6.6 (0+2)
3ª M. Hammerschmidt (GER) +7.6 (2+2)
4ª E. Högberg (NOR) +9.4 (1+3)
5ª E. Glazyrina (RUS) +31.6 (1+3)
6ª O. Pidhrushna (UKR) +44.2 (2+2)
7ª N. Gerbulova (RUS) +52.3 (1+3)
8ª J. Fellman (FIN) +57.8 (1+3)
9ª A. Porshneva (RUS) +59.5 (1+4)
10ª I. Starykh (RUS) +1'04.8 (0+4)
Si è aperta ufficialmente questa mattina la stagione 2019/20 del biathlon. Come consuetudine, è stata l'IBU Cup, il circuito secondario della disciplina che unisce fondo e tiro, a inaugurare il calendario patrocinato dalla federazione internazionale.
Diversi gli spunti di interesse, fra atleti in cerca di riscontri in vista dell'esordio in Coppa del Mondo (apertura con le staffette miste sabato 30 novembre a Östersund), seconde linee di lusso che sgomitano per scalare le gerarchie delle nazionali più competitive e giovani in ascesa.
A spuntarla è stato il tedesco Lucas Fratzscher, reduce da una stagione che lo ha visto classificarsi in 2^ posizione nella classifica finale di IBU Cup, ottenendo così il pass per il gran finale di Coppa del Mondo a Oslo dove raggiunse un pregevole 13° posto nella mass start conclusiva.
In una gara priva di zero al tiro, il venticinquenne proveniente dalla Turingia ha saputo domare il poligono norvegese concedendo un solo errore a terra. Pur non brillando particolarmente sugli sci (15° parziale di giornata), Fratzscher è riuscito a sfruttare gli errori ma ha soprattutto fatto la differenza nella velocità di rilascio dei colpi dove non è stato secondo a nessuno.
A impensierirlo ci ha provato Harald Lemmerer, una seconda linea della squadra austriaca che si era fatto già notare lo scorso marzo con buon risultati nelle gare di IBU Cup in Val Martello. A parità di errori ma con tempi al poligono più dilatati, il 27enne, ancora digiuno di gare in Coppa del Mondo, gli è arrivato a 5”7.
lI terzo gradino del podio è invece andato a uno degli atleti di casa. Aleksander Fjeld Andersen è stato il più veloce di giornata sugli sci e nonostante i tre errori al tiro ha arpionat, il 3° posto a 17”3.
Ottimo livello complessivo sugli sci di tutta la squadra norvegese che ha fatto segnare sei dei migliori otto tempi. Troppi invece i giri di penalità percorsi da Fredrik Gjesbakk, 4° con quattro, Sindre Pettersen, 6° con cinque, Håvard Bogetveit, 10° sempre con cinque.
Bene lo svedese Oskar Brandt, partito alla grande ma poi frenato da due penalità in piedi che gli sono valsi il 5° posto finale. 7° il lettone Andrejs Rastorgujevs, nome di un certo prestigio che si è testato in vista dell'esordio di Coppa del Mondo, anche lui rallentato da troppe penalità, cinque. Hanno completato la top ten due atleti dell'est, il russo Kirill Streltsov e l'ucraino Andriy Dotsenko, rispettivamente 9° con due e 10° con tre bersagli mancati.
Partenza difficile per la squadra B azzurra. Il migliore è stato il valdostano Thierry Chenal, 39° con due errori. Gli è arrivato vicino ma con ben cinque penalità il giovane altoatesino Patrick Braunhofer 41°. Più falloso Saverio Zini, 74° con sette.
Alle 14 si apre la stagione internazionale al femminile. In gara nella sprint sui 7,5km le azzurre Michela Carrara, Alexia Runggaldier e Irene Lardschneider.
Classifica 10km sprint uomini
| Rank | Bib | Name | Nationality | Shooting | Shooting Total | Result |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | 56 | FRATZSCHER Lucas | GERMANY |
1+0 | 1 | 28:33.1 |
| 2 | 81 | LEMMERER Harald | AUSTRIA |
0+1 | 1 | +5.7 |
| 3 | 72 | ANDERSEN Aleksander Fjeld | NORWAY |
0+3 | 3 | +17.3 |
| 4 | 93 | GJESBAKK Fredrik | NORWAY |
1+3 | 4 | +55.0 |
| 5 | 32 | BRANDT Oskar | SWEDEN |
0+2 | 2 | +1:06.7 |
| 6 | 59 | PETTERSEN Sindre | NORWAY |
2+3 | 5 | +1:07.3 |
| 7 | 15 | RASTORGUJEVS Andrejs | LATVIA |
1+4 | 5 | +1:10.2 |
| 8 | 57 | STRELTSOV Kirill | RUSSIA |
1+1 | 2 | +1:21.7 |
| 9 | 77 | DOTSENKO Andriy | UKRAINE |
0+3 | 3 | +1:22.3 |
| 10 | 98 | BOGETVEIT Haavard Gutuboe | NORWAY |
2+3 | 5 | +1:22.5 |
| 11 | 12 | MUKHAMEDZIANOV Ilnaz | RUSSIA |
2+2 | 4 | +1:32.0 |
| 12 | 80 | KHALILI Said Karimulla | RUSSIA |
0+2 | 2 | +1:33.3 |
| 13 | 42 | SEMENOV Sergii | UKRAINE |
0+2 | 2 | +1:33.7 |
| 14 | 110 | KAZARYNAU Yahor | BELARUS |
1+3 | 4 | +1:34.3 |
| 15 | 111 | CLAUDE Emilien | FRANCE |
2+1 | 3 | +1:39.1 |
| 16 | 11 | TSYMBAL Bogdan | UKRAINE |
1+2 | 3 | +1:51.5 |
| 17 | 13 | TRUSH Vitaliy | UKRAINE |
0+1 | 1 | +1:52.3 |
| 18 | 33 | JAKOB Patrick | AUSTRIA |
1+1 | 2 | +1:52.9 |
| 19 | 47 | NAWRATH Philipp | GERMANY |
3+2 | 5 | +1:57.5 |
| 20 | 6 | BOURGEOIS REPUBLIQUE Martin | FRANCE |
0+3 | 3 | +1:57.8 |
| 21 | 67 | RIVAIL Hugo | FRANCE |
0+2 | 2 | +2:00.2 |
| 22 | 23 | LEITINGER Nikolaus | AUSTRIA |
1+1 | 2 | +2:10.2 |
| 22 | 63 | CHENG Fangming | CHINA PR |
2+3 | 5 | +2:10.2 |
| 24 | 8 | COLTEA George Marian | ROMANIA |
0+3 | 3 | +2:28.8 |
| 25 | 26 | ZEMLICKA Milan | CZECH REPUBLIC |
1+3 | 4 | +2:29.1 |
| 26 | 46 | DUDCHENKO Anton | UKRAINE |
2+3 | 5 | +2:31.2 |
| 27 | 62 | STROEMSHEIM Endre | NORWAY |
3+3 | 6 | +2:34.4 |
| 28 | 34 | SCHOMMER Paul | USA |
2+3 | 5 | +2:35.6 |
| 29 | 60 | OHLSSON Oskar | SWEDEN |
4+1 | 5 | +2:39.1 |
| 30 | 103 | HALLSTROEM Simon | SWEDEN |
2+3 | 5 | +2:39.8 |
| 39 | 83 | CHENAL Thierry | ITALY |
0+3 | 3 | +2:57.8 |
| 41 | 37 | BRAUNHOFER Patrick | ITALY |
2+3 | 5 | +3:05.1 |
| 74 | 27 | ZINI Saverio | ITALY |
3+4 | 7 | +4:51.8 |
La stagione del biathlon si è conclusa a livello internazionale e per l'Italia è stata, oltre ogni aspettativa, la migliore della sua storia.
Sin da gennaio, dopo la definitiva esplosione di Lisa Vittozzi, due vittorie a Oberhof, seguita dall'apoteosi del trionfo casalingo di Dorothea Wierer, per la prima volta davanti al suo pubblico ad Anterselva, si intravedeva all'orizzonte la possibilità di conquistare la prima sfera di cristallo della storia del movimento, magari infiocchettata da una doppietta in rosa. Nessuno però si aspettava che l'Italia tornasse dai Mondiali svedesi di Östersund con 5 medaglie, due delle quali d'oro, completando la miglior spedizione iridata nella storia dello “scia e spara” azzurro.
Non è in questo scritto che voglio ripercorrerne i fasti, piuttosto mi interessa fotografare la situazione, se vogliamo anche discriminante, che durante l'ultimo inverno il biathlon, sport imprevedibile e spettacolare, ha subito da parte della RAI rispetto alle altre discipline dipendenti dalla FISI (Federazione Italiana Sport Invernali), già a loro volta poco presenti nei palinsesti RAI, fatta eccezione per lo sci alpino sempre trattato con ampi approfondimenti fin troppo salottieri.
Nel mese di gennaio, a cavallo tra la tappa di Oberhof e Anterselva, avevo scritto un articolo che cercava di spiegare i motivi di possibile interesse mediatico del biathlon, andando oltre il tradizionale steccato degli appassionati acquisiti negli anni da Eurosport sotto il commento della coppia Dario Puppo – Massimiliano Ambesi.
Riassumendo, le mie osservazioni erano le seguenti:
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Mai in precedenza gli sport invernali in salsa tricolore avevano avuto una simile rivalità; nemmeno Stefania Belmondo e Manuela Di Centa si erano ritrovate a lottare contemporaneamente per la Coppa del Mondo.
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Il dovere di un servizio pubblico efficiente di documentare, informare e ampliare la cultura anche sportiva dei cittadini, pur tenendo in considerazione il valore mediatico di un investimento, qui inteso come l'acquisto dei diritti internazionali del biathlon per la stagione appena conclusa.
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La vergognosa, termine forte ma necessario, mancata acquisizione da parte dell'azienda di stato dei diritti almeno per la tappa di Anterselva, scelta che invece venne saggiamente operata negli anni precedenti; significativo il dato di sabato 23 gennaio 2016 con l'inseguimento femminile in semi-differita su RaiSport → ascolto medio: 437.968 – share: 2.55% - punte di ascolto 796.392.
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Il rapporto di ascolti medi mensili fra Eurosport e RaiSport nella fascia oraria dedicata tradizionalmente al biathlon di 1:6.
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La popolarità di Dorothea Wierer e i suoi numeri social con ampi margini di crescita in Italia (la maggioranza dei suoi follower è nettamente sbilanciata sull'estero): su Facebook è la 3^ sportiva azzurra in attività dietro a Bebe Vio, Carolina Kostner e davanti a Carlotta Ferlito, su Instagram domina Federica Pellegrini su Ferlito, Vio e Antonella Fiordelisi ma l'altoatesina non è lontana dalla top 50 assoluta infarcita di calciatori (fonte www.pubblicodelirio.it).
Un po' per scaramanzia, un po' per attendere con sereni auspici gli sviluppi stagionali, decisi di riporre virtualmente il mio articolo nel cassetto. La cara prudenza mi ha dato ragione giacché queste riflessioni ora passano assolutamente in secondo piano dopo la forte presenza di tutti i media attorno a Wierer & co. Persino “Le Iene” si sono presentate oggi ai Campionati Italiani in Val Martello con in programma la realizzazione di un servizio goliardico sulla scia di quello fatto con il saltatore in alto Gianmarco Tamberi dopo il titolo europeo indoor del mese scorso. Tanta è stata l'attenzione dedicata da televisioni e giornali, sia sportivi che generalisti, alla squadra azzurra in questo finale di stagione trainata dalla “wierermania”.
E' con spirito costruttivo che muovo quindi delle critiche alla RAI, colpevole di scarsissima lungimiranza nel valutare la possibilità di acquisire i diritti del biathlon per la trionfale stagione appena conclusa. Non tanto per Wierer che, liberatasi delle pressioni che l'avevano spesso condizionata nelle gare più importanti, è finalmente approdata a una maturità forse inattesa dopo un paio di anni di stagnazione, ma Vittozzi.
La sappadina, più giovane di cinque anni, era cresciuta di stagione in stagione inesorabilmente fino ad accarezzare il sogno della medaglia individuale con un 4° e un 6° posto ai Giochi Olimpici di PyeongChang 2018. Un attento osservatore, questo si chiede a un network come RaiSport di essere, avrebbe colto subito l'opportunità di avere un evento nel proprio palinsesto come la Coppa del Mondo. La trasmissione dell'evento natalizio svoltosi a Gelsenkirchen nello stadio dello Schalke 04 (tra l'altro con vittoria di Wierer in coppia con Lukas Hofer) e il buon lavoro di Luca di Bella come inviato (ottimo il servizio per il TG1 che celebrava la sfera di cristallo) non sono stati sufficienti a cancellare l'errore commesso a monte.
A difesa del servizio pubblico, va rimarcato che i diritti del biathlon hanno costi extra. L'IBU (International Biathlon Union) è una federazione florida e totalmente a sé stante rispetto alla FIS, della quale la RAI possiede i diritti complessivi che raggruppano sci alpino, fondo, salto, combinata, snowboard ecc. Inoltre, vi è un problema strutturale: la sciagurata decisione di chiudere RaiSport2 ha portato una miriade di sport ad accavallarsi nei fine settimana con molti eventi internazionali a essere relegati sui canali RaiSportWeb (strumento essenziale ma di nicchia) o in differita, privi di attrattiva mediatica e quindi pubblicitaria.
La RAI dovrebbe avere il coraggio di rilanciare lo sport in televisione, riaprendo le reti generaliste agli sport “minori” e garantendo un ampio margine di manovra alle scelte redazionali in affiancamento a RaiSport. Nel caso delle discipline invernali, la congiuntura potrebbe essere estremamente favorevole nell'eventualità di vittoria da parte della candidatura Milano-Cortina 2026 su Stoccolma. L'alternativa, più conservativa e meno affascinante, coinciderebbe con la riapertura di RaiSport2.
Riferendoci a un dibattito più generale, un buon servizio pubblico ha il dovere di fornire ai cittadini un'informazione ampia, corretta e completa, promuovendo la cultura, anche quella sportiva. Non è un mistero che una società dove si pratica più sport è una società più sana. Per accrescere il numero dei cittadini che praticano sport, oltre agli investimenti nelle strutture e nella scuola da parte dello stato, è necessario che la televisione, in primis la RAI, faccia la sua parte nell'educare i cittadini alle varie discipline, senza scomodare gli inarrivabili paragoni con Paesi decisamente più rodati e abituati alla programmazione sportiva sulle reti pubbliche nazionali come la Germania e i Paesi scandinavi.
Ritornando al biathlon e concludendo, i Mondiali del 2020, evento che porterà decine di migliaia di appassionati in Alto Adige, si disputeranno proprio ad Anterselva, casa di Wierer e dell'altro campione del mondo Dominik Windisch. La RAI non può più tirarsi indietro, i diritti (inclusi quelli della Coppa del Mondo), dopo la forte risposta mediatica generale, non dovrà lasciarseli sfuggire.
Siamo così giunti alla fine della stagione anche per i fanta-manager della FANTASKI SKITIME LEAGUE. La partecipazione è stata numerosa e speriamo che ci si possa sfidare anche l'anno prossimo. Per oltre 4 mesi ci siamo divertiti a scegliere le nostre squadre ideali per affrontare ogni singolo round e qualcuno si è pure tolto la soddisfazione di vincere i premi messi in palio da SWIX e DAGBLADET. L'ultimo round di Quebec City lasciava ancora aperta la possibilità di sconvolgere la propria classifica, nel bene e nel male, con tantissimi punti in palio. Nonostante un round non eccezionale, BRAGAGNA SKITIME ITALIA TEAM (7° nel ranking mondiale) è riuscito a conservare la leadership e vincere la classifica finale su un arrembante MATTEO BETTA'S TEAM (16° nel ranking mondiale), bravo a completare il sorpasso su FULVIO SCOLA'S TEAM (27° nel ranking mondiale) in extremis. Grande battaglia fra i tre contendenti che hanno completato la stagione in un range inferiore ai 400 punti. Ottimo risultato finale per il nostro campionato, che ha visto fra i primi 100 classificati al mondo su oltre 12000 iscritti anche MATTEOFERRARI'S TEAM 53° e MIC76 KING OF FALUN 98°.
L'ultima impegnativa tappa è andata a ?PETTO’S TEAM?? (40° assoluto nel round) davanti a VALENTINE'S TEAM e SIMO. Qui sotto tutti i podi della stagione, inclusi quelli dei Mondiali di Seefeld del campionato in comune con FONDO ITALIA.
Ci rivediamo per la stagione 2019/2020. Una buona primavera a tutti!
Podi stagionali
LillehammerFULVIO SCOLA'S TEAM
DAVIDE FACCHINI'S TEAM
BRAGAGNA SKITIME ITALIA TEAM
Beitostolen BRAGAGNA SKITIME ITALIA TEAM
FULVIO SCOLA'S TEAM
MATTEO BETTA'S TEAM
Davos NOT YOUR BITCH
DVD06'S TEAM
ELVI.53'S TEAM
Tour de Ski BRAGAGNA SKITIME ITALIA TEAM
MATTEOFERRARI'S TEAM
MATTEO BETTA'S TEAM
Dresda = MIC76 KING OF FALUN / AUGUSTO CELON'S TEAM
= MATTEO BETTA'S TEAM / LES FAVERGES XC-SKI TEAM
Otepää DAVIDE FACCHINI'S TEAM
MATTEO BETTA'S TEAM
PAOLO VIVALDA'S TEAM
Ulricehamn FIEMMESKI89
SIMO
LUCA_FERRY'S_TEAM
Lahti FULVIO SCOLA'S TEAM
PAOLO VIVALDA'S TEAM
GRE.LAURENT'S TEAM
Cogne MATTEOFERRARI'S TEAM
BRAGAGNA SKITIME ITALIA TEAM
IGNORANTEAM
Oslo MIC76 KING OF FALUN
MATTEO BETTA'S TEAM
VANZO'S TEAM
Falun NOT YOUR BITCH
BRAGAGNA SKITIME ITALIA TEAM
= LES FAVERGES XC-SKI TEAM / VALENTINE'S TEAM
Quebec ??PETTO’S TEAM??
VALENTINE'S TEAM
SIMO
Mondiali Seefeld
Sprint BRAGAGNA SKITIME ITALIA TEAM
DAVIDE MAFFO MAFFEIS'S TEAM
CIONCINA2'S TEAM
Skiathlon VANZO'S TEAM
DIEGO06
MERSEYSIDE SKI TEAM
Team sprintFABIO PEDROLINI'S TEAM
TURA TEAM
VIOLA MULTIGRADE
10/15 DELLA'S TEAM
MATTEO BETTA'S TEAM
MERSEYSIDE SKI TEAM
Staffetta = MERSEYSIDE SKI TEAM / STURM TAZ / FABIO PEDROLINI'S TEAM
30/50 MATTEO BETTA'S TEAM
VIOLA MULTIGRADE
DVD06'S TEAM
Classifica finale SKITIME LEAGUE FANTASKI
BRAGAGNA SKITIME ITALIA TEAM
18009 (1869)
MATTEO BETTA'S TEAM
17837 (1936)
FULVIO SCOLA'S TEAM
17629 (1674)
4 MATTEOFERRARI'S TEAM
17361 (1771)
5 MIC76 KING OF FALUN
17029 (1877)
6 LES FAVERGES XC-SKI TEAM
16794 (1936)
7 TURA TEAM
16704 (1793)
8 SIMO
16502 (1943)
9 ??PETTO’S TEAM??
16246 (1986)
10 FRANCESCO BITONTI'S TEAM
16162 (1442)
11 DELLA'S TEAM
16041 (1865)
12 IGNORANTEAM
15800 (1861)
13 DOGINDI TEAM
15777 (1637)
14 PAOLO VIVALDA'S TEAM
15371 (1732)
15 RICCARDO DALLIO'S TEAM
15170 (1759)
16 NOT YOUR BITCH
15118 (1800)
17 GIULIA DALLIO'S TEAM
15078 (1445)
18 DAVIDE MAFFO MAFFEIS'S TEAM
14686 (1771)
19 CERATO MA NON TROPPO ❄ SKI TEAM
14537 (1776)
20 VALENTINE'S TEAM
14224 (1968)
21 REDCM
14183 (1455)
22 DVD06'S TEAM
14130 (1484)
23 GIOVANNI DEFLORIAN'S TEAM
14107 (1942)
24 FIEMMESKI89
13980 (1432)
25 MARIANI'S SKI TEAM
13730 (1511)
26 DIEGO06
13664 (1593)
27 GRE.LAURENT'S TEAM
13321 (1780)
28 RICCARDO FINCO'S TEAM
13102 (1876)
29 VANZO'S TEAM
12709 (1851)
30 DAVIDE FACCHINI'S TEAM
12705 (1013)
31 ANDREA ODASSO'S TEAM
12242 (1906)
32 SCIULLS TEAM
12135 (1842)
33 ABRAMOVICH’ S BOMBERS
11998 (1247)
34 AUGUSTO CELON'S TEAM
11937 (768)
35 BLUE MULTIGRADE
11762 (1195)
36 STEFANO'S TEAM
11604 (1766)
37 MAX_COMIS'S TEAM
11456 (1649)
38 MIRCO ROMANIN'S TEAM
11076 (1438)
39 LUCA_FERRY'S_TEAM
11074 (1000)
40 SIMOBERGA TEAM
10975 (1515)
41 GRAZ
10858 (1037)
42 ELVI.53'S TEAM
10769 (1635)
43 NICOLA FONTACH FONTANIVE'S TEAM
10461 (863)
44 MATILDE
10318 (1039)
45 TOGNETTI'SQUOD
10292 (1767)
46 CHRISTIAN LESO'S TEAM
10273 (1416)
47 AVVOLTOIO DELLE DOLOMITI
9755 (1261)
48 SALVADORI'S TEAM
9747 (1774)
49 FRANCESCO'S TEAM
9740 (1596)
50 MARIAGISMONDI'S TEAM
9720 (1596)
51 GIACOMOSCHIVO'S TEAM
9560 (1326)
52 MATHIEU'S SELECTION, VDA TEAM
9396 (1368)
53 MICHELE MATLI'S TEAM
9393 (1460)
54 SID95'S TEAM
9157 (1290)
55 BABE'S TEAM
9107 (1588)
56 TOMMASO DELLAGIACOMA'S TEAM
9044 (1208)
57 LAURA’S TEAM
8985 (1071)
58 CHRISTIANCEOL2006'S TEAMY
8826 (1428)
59 MAGNAGATTI'S TEAM
8770 (1422)
60 LUCA DEL FABBRO'S TEAM
8691 (971)
61 MONTENERO TEAM
8649 (1556)
62 ABRUZZO CROSS COUNTRY TEAM
8639 (1110)
63 RICHARD.MAESTRI'S TEAM
8560 (1199)
64 LAB4SKI GG TEAM
8273 (1236)
65 DELLANTONIOSAMUEL'S TEAM
8131 (1144)
66 GIACOMO GABRIELLI'S TEAM
8034 (1231)
67 MARTINCORADAZZI98'S TEAM
8014 (901)
68 JACOPO GIARDINA'S TEAM
7833 (898)
69 ALESSIO.BERLESE'S TEAM
7775 (932)
70 ANTIGORIO'S COACH
7740 (748)
71 LORENZO PAGANIN'S TEAM
7644 (1155)
72 LUANAEVILMO'S TEAM
6870 (1114)
73 NOTYOURBUSINESS
6645 (936)
74 ELENA’S TEAM
6619 (1358)
75 RUBEN VEZZOLI - SKITEAM
6497 (1024)
76 FEDERICOBERGAMINI5'S TEAM
4568 (955)
77 DIEGO MI SPIEGO TEAM
3160 (0)
78 HI-HO TEAM
2502 (1844)
79 DEZLUC'S TEAM
675
80 DAVIDE COMAI'S TEAM
512
81 CLAUDIA LOLLOBATTISTA'S TEAM
462
82 DIEGO VITTAZ'S TEAM
0
83 MATFINCO'S TEAM
0
84 GOKU
0
85 MAUROMOTTI'S TEAM
0
86 MATTEO.CHATRIAN'S TEAM
0
Federico Pellegrino si è esposto in prima persona parlando della crisi complessiva che sta vivendo lo sci di fondo. La punta di diamanate del movimento azzurro vorrebbe che la FIS intervenisse per cambiare rotta.
"E' sotto gli occhi di tutti come i numeri di pubblico stiano calando per lo sci di fondo a livello globale. Abbiamo bisogno di nuove idee, modi per rendere lo sci di fondo più interessante al fine di creare uno spettacolo televisivo migliore."
Il vice-fenomeno dello sprint mondiale parla dalla sua camera d'albergo al 22° piano con vista sulle piste del Plains Of Abraham di Quebec City. E' qui che si è conclusa oggi la Coppa del Mondo con il mini-tour delle Finali.
Alex Harvey oggi ha detto addio allo sci di fondo arrivando 2° nelle Finali, togliendosi la soddisfazione di vincere l'ultima tappa. La sua città natale lo ha accolto con calore e affetto, ma è fondato il timore che questa sia la fine di un'epoca per il Canada, mentre non si vede un ricambio generazionale in arrivo.
Indiscutibilmente, i numeri in televisione dello sci di fondo stanno calando vistosamente. Con questo probelma, l'interesse a investire in questo sport da parte di tanti Paesi sta venendo meno.
Sono in molti a vedere il fulcro della questione nel predominio norvegese, ma Pellegrino la pensa diversamente.
In primis, secondo il valdostano il fatto principale sarebbe l'assenza strategica in tappe di Coppa del Mondo di molte delle stelle del circuito, finendo per abbassare il contenuto tecnico delle competizioni.
Pellegrino ha riflettuto molto sulle decisioni da prendere per il futuro e questa settimana ha condiviso i suoi pensieri con diversi rappresentati dei vari Paesi in un meeting a Quebec. Una prima mossa da portare avanti sarebbe quella di ridurre il numero di località e di tappe presenti nel circuito, facilitando la logistica e i tempi di recupero degli atleti.
"Non è facile per gli atleti competere ai massimi livelli nelle condizioni date, gli impegni durante l'inverno non consentono un adeguato riposo e allenamento fra una tappa e l'altra."
I piani di Pellegrino non gli consentono di essere sempre presente in Coppa del Mondo. Spesso sfrutta i fine settimana senza gare sprint per rifiatare, ma in questa stagione non si è tirato indietro quando c'era la possibilità di correre anche sulla distanza. Quest'inverno molte delle donne di punta come Therese Johaug, Ebba Andersson e Charlotte Kalla hanno snobbato il Tour de Ski. Johannes Høsflot Klæbo, come molti altri membri dell'élite mondiale, ha rinunciato alla Coppa del Mondo di Cogne. Questo ha privato i conterranei di Chicco della supersfida con il fenomeno norvegese.
Pellegrino sottolinea che meno tappe significherebbero un abbattimento dei costi di viaggio, venendo incontro alle nazioni con meno risorse economiche. Il circuito di Coppa del Mondo verrebbe vissuto con ritmi più umani da atleti e staff.
"Tutto questo agevolerebbe la vita degli skimen. L'anno prossimo saranno impegnati per nove weekend consecutivi, poi un fine settimana di riposo seguito da sette impegni consecutivi. Così non si può svolgere il proprio lavoro sempre al meglio, soprattutto nelle squadre più piccole che non hanno la possibilità di ruotare i membri dello staff di supporto."
22 location, 41 gare. Il calendario di Coppa del Mondo per il prossimo inverno sarà ancora più fitto di quello di quest'anno. Solo il primo settimana di febbraio permetterà di rifiatare un istante e molti atleti saranno comunque impegnati per i campionati nazionali.
Pellegrino si rende conto che è difficile fare cambiamenti con i piani ufficiali già delineati per la prossima stagione. A lungo termine, il valdostano vorrebbe avere almeno tre fine settimana di pausa durante la stagione: uno prima del Tour de Ski, uno dopo e uno prima di Mondiale o Olimpiadi.
Tra coloro che sostengono la proposta di Pellegrino c'è Therese Johaug.
"Quando il calendario è così intenso, è ovvio che bisogna dare la priorità ad alcune gare sacrificandone altre. Non si può essere sempre in forma se si gareggia sempre."
Johaug immagina una soluzione con meno weekend e tappe da più gare.
"Per esempio si può cominciare a gareggiare il giovedì con una gara distance, fare la sprint il venerdì, un'altra distance sabato e chiudere il weekend con la staffetta o la team sprint."
Le fa eco Johannes Høsflot Klæbo.
"Serve più equilibrio e duelli che sviluppino interesse."
Mari Eide, che ha preso il bronzo nella sprint mondiale a Seefeld, è più scettica.
"Da una prospettiva norvegese, è importante essere visibili ogni fine settimana in modo che ci sia spazio per i tanti atleti delle nostre squadre. Non condivido la visione di Pellegrino, ma capisco il suo punto di vista. Se vogliamo riportare interesse in tutto il mondo, serve avere al via sempre i migliori atleti."
La Norvegia è il Paese che ha più da perdere se si arrivasse a una riforma dello sci di fondo. Pellegrino si rende conto che non sarebbe una soluzione ottimale per la Norvegia.
"E' un prezzo che però deve essere disposta a pagare per rafforzare la qualità del prodotto televisivo a livello internazionale. In Italia, lo sci di fondo è forse il 15°-20° sport per popolarità. Abbiamo meno da perdere, ma se si dovesse continuare con questo sistema, alla lunga verrebbero colpiti anche loro."
Vegard Ulvang, uomo di riferimento della FIS nello sci di fondo, è incuriosito dal punto di vista di Pellegrino.
"Sono anni che si parla di queste cose. Uno degli argomenti forti è l'importanza di essere presenti sugli schermi televisivi ogni fine settimana. Potrebbe essere arrivato il momento di cambiare, forse "less is more". E' meglio avere al via sempre tutti i migliori fondisti."
Ulvang non sembra particolarmente soddisfatto del calendario per la prossima stagione.
"La commissione FIS sta affrontando queste sfide al suo interno. Ci sono 17 nazioni che vanno messe d'accordo. Gli organizzatori delle tappe di Coppa del Mondo non vogliono mollare i loro eventi. Bisognerà fare dei compromessi e non è detto che il risultato migliori."
Il confronto con il biathlon è difficile: l'International Biathlon Union è padrona esclusiva del prodotto della Coppa del Mondo. La FIS è un organismo più ampio che comprende tutti gli altri sport della neve e non è facile trovare equilibrio con le altre discipline. Ulvang però sembra favorevole all'apertura al cambiamento.
"Se gli atleti vogliono cambiare e si accorderanno, i vari Paesi dovranno ascoltarli."
Cambiare il sistema di punteggio?
Oltre a rivedere la struttura del calendario, Pellegrino propone di cambiare il sistema di punteggio di Coppa del Mondo e adottare quello del biathlon. Questo spingerebbe gli atleti a sacrificare meno gare per rimanere in alto in classifica.
"Nel biathlon una vittoria dà tanti punti quanto due 11' posti. Per non perdere terreno in classifica, sei costretto a gareggiare anche se non sei al top della forma. Se la tua forma non è sufficiente per entrare nei primi 10 nello sci di fondo col punteggio attuale, tanto vale restare a casa ad allenarsi."
Questa proposta non fa parte dei cambiamenti dei quali si sta discutendo, ma sembra essere interessante. Tuttavia, è ancora più difficile da attuare rispetto ai cambiamenti nel calendario.
"Anche questo è stato discusso in passato e ci sono buoni argomenti per cambiare. Nessuno però vuole farlo nello sci alpino, nel salto e nelle altre discipline. E' molto complesso" dice Ulvang.
Pellegrino è interessato dagli sviluppi futuri.
"Ho detto la mia opinione e mi sono confrontato nelle riunioni. Mi concentrerò come sempre sul mio lavoro, guarderò alle decisioni delle FIS e come sempre costruirò il mio calendario dentro il calendario della Federazione. Mi piacerebbe essere un fondista completo e prendere parte a tutte le gare, ma in queste condizioni non posso perché devo gestire le mie energie."
Fonte: NRK
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