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Dopo la giornata di calma con la sprint di ieri, la leader di Coppa del Mondo Therese Johaug, nonostante le condizioni difficili dovute ad una fitta nevicata, nella seconda tappa dello ski tour canadese fa la voce grossa e conquista la sua 16a vittoria di stagione. Sin dalle prime battute della 10,5 km in tecnica classica di Montreal la piccola furia norvegese impone il suo ritmo che già al passaggio dei 3,5 km mette in difficoltà molte atlete. Infatti Therese Johaug scappa insieme alla compagna di squadra Astrid Jacobsen e chiude sin da subito le porte per la vittoria di tappa. A metà gara la leader di Coppa fa il vuoto e stacca anche le sue connazionali Jacobsen e Weng che mettono in scena una bella sfida per i gradini più bassi del podio. Alle loro spalla il gruppetto rimane compatto con la polacca Justyna Kowalczyck a guidare il drappello delle inseguitrici. Vittoria quindi per la piccola norvegese Therese Johaug che blocca il cronometro sul tempo di 30' 05" 6, con a completare un podio ancora completamente norvegese  le sue compagne di sodalizio Heidi Weng a 1 minuto di ritardo e Astrid Jacobsen attardata di 1' 09" 8. La prima non norvegese, dietro a Maiken Caspersen Falla, è una brillante Justyna Kowalczyck che per la prima volta in questa stagione riesce a conquistare un piazzamento che le si addice. 

Per l'Italia femminle ancora una giornata negativa con migliore azzurra Virginia De Martin Topranin 37a attardata di 3' 49" 2; le altre due azzurre in gara hanno conluso rispettivamente 58a Giulia Stuerz e 69a Gaia Vuerich. 

Anche al maschile la gara si infiamma sin dai primi chilometri, con un gruppetto di una decina di atleti che riesce a fare il vuoto, grazie anche alla pista poco larga che crea dei veri e propri ingorghi nei tratti di salita. Infatti anche l'azzrro Francesco De Fabiani rimane imbottigliato senza avere la possibilità di rimontare delle posizioni, preziose per poter tenere il trenino dei battistrada. In testa alla corsa rimane sempre il russo Sergey Ustiugov, veramente in grande stato di forma, che guida il terzetto in cui ci sono anche i due norvegesi Iversen e Northug. Il barbuto Sundby, rimane invece un po' attardato, conducendo così una gara all'inseguimento del terzetto di testa, al quale non riesce ad avvicinarsi nonostante l'aiuto del compagno di squadra Finn Hagen Krogh. Col passare dei chilometri Federico Pellegrino perde terreno dalla testa di corsa di cui aveva fatto parte in avvio di gara, mentre l'alpino gressonaro riesce a guadagnare qualche posizione e a mantenere contenuto il distacco accusato dai primi. Quando mancano soltanto due giri all'epilogo, è sempre il russo Ustiugov che tira il gruppo, in cui Petter Northug rimane sempre coperto, senza mai tirare un metro. Quando mancano solo 5 chilometri al traguardo, il podio sembra più che delinaeto con Ustiugov, Iversen e Northug che continuano a lottare per la vittoria della tappa di Montreal. Il leader di Coppa del Mondo continua a perdere sempre più secondi, facendo ancora una volta fatica, come gli era già successo in Germania in occasione del Tour de Ski. Quando inizia l'ultima tornata il norvegese Emil Iversen apre il gas e si porta in testa al terzetto, dettando il proprio ritmo che proprio sui tratti di salita fa pagare dazio sia a Ustiugov che a Northug.  Con un azione a dir poco strepitosa il giovane Emil Iversen va a conquistare la sua prima vittoria in una gara distance, regolando il compagno di squadra Petter Northug che si deve accontentare del secondo gradino del podio e il russo Sergey Ustiugov. Il barbuto Sundby riesce a contenere i danni conquistando il 4° posto a 39" 8. 

Per l'Italia anche al maschile una giornata senza lodi con l'alpino di Gressoney che paga la partenza un po' troppo controllata e conclude al 27° posto assoluto con un ritardo di 2' 27" 7. Gli altri italiani hanno conlcuso la propria gara 32° Dietmar Noeckler, 44° Federico Pellegrino e 60° Giandomenico Salvadori. 

Appuntamento a venerdì con la sprint in tecnica libera in cui Federico Pellegrino cercherà di portarsi a casa la Coppa del Mondo di specialità. 

Pellegrino

 

 

 

Nemmeno la sfortuna ha tolto a Federico Pellegrino la gioia di diventare il primo fondista italiano nella storia a conquistare la Coppa del mondo nella specialità sprint. Il venticinquenne poliziotto di Nus (Ao), impegnato nella batteria dei quarti di finale sulla pista di Quebec City per la terza tappa del Tour de Canada, ha involontariamente investito Andrew Newell che era accidentalmente caduto proprio davanti a lui, impedendogli di aggirarlo per proseguire verso la qualificazione alla semifinale. Il contrattempo non ha comunque impedito al valdostano di guadagnare i punti sufficienti per mettersi al riparo da sorprese, grazie al terzo tempo registrato nelle qualificazioni del mattino, anche perchè Petter Northug (unico avversario ancora in grado di contrastarlo aritmeticamente alla vigilia), non è andato oltre il quarto posto, battuto in finale dal francese Baptiste Gros, dal canadese Alex Harvey e dal russo Sergey Ustiugov. A fare la differenza quest'anno a favore del nostro campione è stato il fantastico filotto di successi realizzato tra Davos, Dobbiaco, Lenzerheide e Planica che, oltre ad averlo fatto diventare l'azzurro con il maggior numero di trionfi in coppa, lo hanno lanciato nell'olimpo del fondo azzurro, perchè nessuno prima di lui aveva fatto altrettanto in questa specialità: Cristian Zorzi fu secondo nella classifica finale del 2001 e terzo l'anno successivo, mentre Renato Pasini fu secondo nel 2009. A livello generale il solo Pietro Piller Cottrer si impose nella classifica distance nel 2009. la gara registra anche il 31simo posto di Francesco De Fabiani eliminato nelle qualificazioni per appena un decimo, più attardati Dietmar Noeckler e Giandomenico Salvadori. La classifica sprint vede Pellegrino salire a 503 punti i 442 di Northug e i 377 di Krog, la generale vede Sundby irraggiungibile a quota 2030 contro i 1325 di Krogh.

La gara femminile è stata vinta da Stina Nilsson sulla norvegese Maiken Falla e Heidi Weng, fuori nei quarti Gaia Vuerich, non qualificate Virginia De Martin e Giulia Stuerz. Nella classifica generale Johaug sale a 2094 punti contro i 19890 di Oestberg e i 1686 di Weng.

Ordine d'arrivo sprint TL maschile Quebec City (Can):
1 GROS Baptiste 1990 FRA 
2 HARVEY Alex 1988 CAN 
3 USTIUGOV Sergey 1992 RUS 
4 NORTHUG Petter Jr. 1986 NOR 
5 STAREGA Maciej 1990 POL 
6 JOUVE Richard 1994 FRA 
7 TRITSCHER Bernhard 1988 AUT 
8 HAMILTON Simeon 1987 USA 
9 JYLHAE Martti 1987 FIN 
10 COCKNEY Jesse 1989 CAN 
11 IVERSEN Emil 1991 NOR 
12 HATTESTAD Ola Vigen 1982 NOR 
13 SUNDBY Martin Johnsrud 1984 NOR 
14 YOUNG Andrew 1992 GBR 
15 MUSGRAVE Andrew 1990 GBR 
16 VYLEGZHANIN Maxim 1982 RUS 
17 BRANDSDAL Eirik 1986 NOR 
18 HEDIGER Jovian 1990 SUI 
19 PETERSON Teodor 1988 SWE 
20 BJORNSEN Erik 1991 USA 
21 PELLEGRINO Federico 1990 ITA 
22 HOLUND Hans Christer 1989 NOR 
23 DYRHAUG Niklas 1987 NOR 
24 HELLNER Marcus 1985 SWE 
25 RANKEL Raido 1990 EST 
26 KROGH Finn Haagen 1990 NOR 
27 STRANDVALL Matias 1985 FIN 
28 SVENSSON Oskar 1995 SWE 
29 NEWELL Andrew 1983 USA 
30 LARKOV Andrey 1989 RUS 

31 DE FABIANI Francesco 1993 ITA 
58 NOECKLER Dietmar 1988 ITA 
61 SALVADORI Giandomenico 1992 ITA 

Ordine d'arrivo sprint TL femminile Quebec City (Can):
1 NILSSON Stina 1993 SWE 
2 FALLA Maiken Caspersen 1990 NOR 
3 WENG Heidi 1991 NOR 
4 OESTBERG Ingvild Flugstad 1990 NOR 
5 JACOBSEN Astrid Uhrenholdt 1987 NOR 
6 INGEMARSDOTTER Ida 1985 SWE 
7 RINGWALD Sandra 1990 GER 
8 BJORNSEN Sadie 1989 USA 
9 FALK Hanna 1989 SWE 
10 CALDWELL Sophie 1990 USA 
11 FABJAN Vesna 1985 SLO 
12 PARMAKOSKI Krista 1990 FIN 
13 DIGGINS Jessica 1991 USA 
14 HERRMANN Denise 1988 GER 
15 KOLB Hanna 1991 GER 
16 OEBERG Jennie 1989 SWE 
17 KALLA Charlotte 1987 SWE 
18 JOHAUG Therese 1988 NOR 
19 NISKANEN Kerttu 1988 FIN 
20 SARGENT Ida 1988 USA 
21 NEPRYAEVA Natalia 1995 RUS 
22 CEBASEK Alenka 1989 SLO 
23 NOVAKOVA Petra 1993 CZE 
24 BELORUKOVA Yulia 1995 RUS 
25 BOEHLER Stefanie 1981 GER 
26 CARL Victoria 1995 GER 
27 VON SIEBENTHAL Nathalie 1993 SUI 
28 MONONEN Laura 1984 FIN 
29 VAN DER GRAAFF Laurien 1987 SUI 
30 VUERICH Gaia 1991 ITA 

55 DE MARTIN TOPRANIN Virginia 1987 ITA 
56 STUERZ Giulia 1993 ITA

 

 

Quando mancano quattro gare al termine dello Ski Tour Canada, sono ancora le tute rosse delle norvegesi a fare da podrona nella 10 km ad inseguimento in tecnica libera di Canmore. Le due forti norvegesi Weng e Johaug partono praticamente insieme e impongono subito un ritmo forsennato per non farsi riacciuffare dalle compagne di squadra. Nelle prime due tornate il duo di testa mantiene un vantaggio nell'ordine dei 30 secondi, con Falla e Jacobsen ad inseguire e a combattere per una posizione sul gradino più basso del podio. Alle loro spalle la Ingvild Oestberg viene tallonata dall'americanina Jessica Diggins che quando manca un giro al termine la sopravanza e la distanzia di qualche metro prezioso che mantiene fino al traguardo. In testa alla corsa, l'epilogo della gara è alquanto incerto con Heidi Weng che non vuole lasciare nemmeno qualche centimetro dalle code degli della leader di Coppa del Mondo. Sulle ultime salite Therese Johaug cerca di fare un forcing, che però non va a buon fine; infatti le due norvegesi si presentano appaiate sul rettifilo finale, con Heidi Weng che in volata riesce a beffare ancora una volta la compagna di sodalizio Therese Johaug e mantiene la leadership dello Ski Tour Canada con un vantaggio di 5" 1. Alle loro spalle e a salire quindi sul gradino più basso del podio è Astrid Jacobsen con Maiken Caspersen Falla a completare ancora un poker del team Norvegia in questa stagione di Coppa del Mondo. Al 5° posto bella prova di spessore per la statunitense Jessica Diggins che riesce a tenere a bada Ingvild Oestberg che paga un po' di stanchezza nell'ultima tornata. 

Per le azzurre anche nell'inseguimento di Canmore non arrivano risultati positivi, infatti le italiane in gara si sono classificate rispettivamente 38a Virginia De Martin Topranin, 51a Giulia Stuerz e 62a Gaia Vuerich.

Nella gara al maschile il leader del tour canadese, il russo Sergey Ustiugov, parte con un vantaggio di 21" 8 sullo scatenato Petter Northug, tallonato da molto vicino dal compagno di squadro Emil Iversen. Nei primi chilometri di gara il duo norvegese rosicchia dei secondi preziosi al russo, dandosi dei cambi regolari. Alle loro spalle rimonta il fresco vincitore della sfera di cristallo, il norvegese Martin Johsrud Sundby che viaggia insieme all'atleta di casa Alex Harvey. Gli azzurri invece partono tutti nella wave start con un ritardo di 4' 30" dalla testa della corsa e il gressonaro Francesco De Fabiani si comporta bene andando a recuperare delle posizioni in classifica generale dello Ski Tour Canada. Quando mancano 5 km al traguardo il russo Ustiugov non molla e stringe i denti per contrastare l'azione di Petter Northug, che nella terza tornata stacca Emil Iversen. Nelle retrovie prova di spessore del transalpino Maurice Manificat che dopo essere partito a 3' 50" dai primi rimonta posizioni prezioni in vista della classifica finale dell'evento multistage. Al passaggio dei 9,2  km Francesco De Fabiani, complice una crisi, alza bandiera bianca e si fa sopravanzara dai compagni di squadra Federico Pellegrino e Dietmar Noeckler. Con grande caparbietà e una dimostrazione di grande forza e ottimo stato di forma, il russo Sergey Ustiugov, riesce a mettersi in tasca la vittoria nella gara ad inseguimento di Canmore portando così il suo vantaggio a 22" 7 su Petter Northug in classifa generale dello Ski Tour Canada. A completare il podio di giornata sono i due norvegesi Petter Northug ed Emil Iversen, che riesce a mantenere sotto bada il tentativo di recupero del duo composta dal barbuto Martin Johsrud Sundby e da Alex Harvey. 

Per l'Italia, il miglior atleta in gara è stato Federico Pellegrino 25°, fresco della vittoria della Coppa del mondo di specialità; gli altri azzurri hano concluso la propria prova 30° Dietmar Noeckler, 34° Francesco De Fabiani e 58° Giandomenico Salvadori.

Quando non ci si aspettava più nulla da Federico Pellegrino, il poliziotto di Nus tira fuori dal cilindro una gara a dir poco sensazionale andando a prendersi la prima vittoria in una sprint a tecnica classica. 

Nell'avvio delle fasi finali al maschile non c'è stato nessuna sorpresa con tutti i nomi importanti a conquistare un pass per la semifinale. Fra di loro anche il neo vincitore della Coppa del Mondo sprint, l'azzurro Federico Pellegrino che ha interpretato alla perfezione il suo quarto di finale e con una bella volata finale ha conquistato il passaggio diretto. Nella prima semifinale scende in pista il poliziotto di Nus che si ritrova a combattere contro dei mostri sacri con ben tre norvegesi da tenere a bada. Ma l'azzurro non si fa per nulla intimorire e si lancia a tutta all'inseguimento di Finn Haagen Krogh. Sul rettifilo finale arrivano in 4 appaiati e con delle spinte poderose Federico Pellegrino riesce a passare direttamente in finale ottenendo il secondo posto ad un niente dal norvegese Eirik Bandsal. Nella seconda semifinale a vincere è proprio chi non ci si aspettava; infatti il transalpino Maurice Manificat, grazie ad una staordinaria condizione, riesce addirittura a staccare il forte Petter Northug e vista la batteria lenta a passare come lucky looser sono Martin Johsrud Sundby e Finn Haagen Krogh. 

Nella finale si parte subito a tutta con il forte Petter Northug che si rialza per risparmiare qulche energia in vista dello skiathlon in programma nella tappa di domani. Sulla prima salita l'azzurro rimane coperto e sulle code dei norvegesi. Al passaggio del primo giro, il valdostano, insieme al francese Manificat e al norvegese Brandsal prende alcuni metri di vantaggio che però non mantengono per molto. Infatti all'attacco dell'ultima salita il quintetto è compatto con Federico Pellegrino che cerca un piccolo varco dove infilarsi. Grazie alla sua caparbietà lo trova e scollina in seconda posizione dietro a Brandsal, ma porprio grazie ai materiali strepitosi, in discesa affianca il norvegese. Arrivati agli ultimi 150 metri però anche il francese Manificat e Sundby tornano sotto facendo vivere un finale di gara da vero e proprio cardiopalmo. Però Federico Pellegrino ancora una volta butta a terra tutta la sua forza e va a prendersi la prima vittoria in tecnica classica, vittoria che corona appieno la sfera di cristallo conquistata già in occasione della sprint di Quebec City. Alle sue spalle e a salire con lui sul podio sono invece Eirik Brandsal e Maurice Manificat.

 Nelle batterie dei quarti della gara femminile, sin da subito grandi colpi di scena con prima Therese Joahug e poi Heidi Weng che cadono entrambe sulla discesa che porta allo stadio del fondo di Canmore e perdono quindi il treno giusto per la qualificazione alle semifinali. Nell'ultima baterria bella prova della polacca Justyna Kowalczyk che sulle salite grazie alla sua grande forza si tiene in testa e vince il proprio quarto di finale. Nella prima semifinale la coppia norvegese Oestberg - Falla scappa subito e acciuffa il passaggio diretto alla finale della sprint canadese. Ad approdare alla finale sono poi anche l'altra norvegese Astrid Jacobsen e Anne kylloenen insieme alle lucky looser Jessica Diggins e Krista Parmakoski. Nella finale, fin dai primi metri si capisce che la vittoria è appannaggio del team Norvegia con il terzetto vichingo che fa il vuoto sulle altre tre atlete. Nel secondo giro Maiken Caspersen Falla si porta in testa e sulla salita fa la differenza e stacca le compagne di squadra, andando a prendersi la 12a vittoria nella sprint, raggiungendo così la statunitense Kikkan Randall. Alle sue spalle volata per gli altri due gradini del podio con Astrid Jacobsen seconda e Ingvild Flugstad Oestberg terza. Con la vittoria di oggi la Falla recupera 60 secondi sulla testa dello Ski Tour Canada, riaprendo così i giochi per la vittoria finale dell'evento multistage. 

 

 

Anche nello skiathlon a far la voce grossa sono le furie rosse, infatt sin dalle prime battute Heidi Weng e Therese Johaug forzano il ritmo e staccano di alcune decine di metri il gruppone delle avversarie. A metà della frazione in tecnica classica Il duo di testa mantiene un vantaggio di circa 15 secondi sul drappello di inseguitrici in cui nella parte finale del gruppo anche l'azzurra Virginia De Martin Topranin riesce a tenere bene. Al cambio di materiali fra la tecnica clessica e quella libera le due norvegesi non danno alcun segno di cedimento, però alle loro spalle il gruppone si allunga e perde alcune atlete per strada, tra cui anche l'azzurra. Con il passare dei chilometri nel gruppone lanciato all'inseguimento della testa della corsa, prendono in mano le redini della situazione le finlandesi capitanate da una brillante Krista Parmakoski. Quando mancano ancora due salite al termine della gara e si avvicina il secondo bonus point, Therese Johaug mette la freccia e sorpassa la compagna di squadra, andando a conquistare il bonus massimo come aveva già fatto nella frazione in tecnica classica. Con i secondi di abbuono la leader di Coppa del Mondo annulla il gap da Heidi Weng e balza momentaneamente al primo posto dello Ski Tour Canada. Però la tenace Heidi Weng non molla e sull'ultima salita scollina al fianco della compagna di squadra. A questo punto manca solo più che la discesa finale, dove sulla curva incriminata nella sprint di ier, passano indenni e si lanciano in un testa a testa emozionante. Ad avere ancora una volta la meglio in volata è la forte Heidi Weng che riesce a mettere alle prorpie spalle Therese Johaug e Astrid Jacobsen. Nello skiathlon di oggi da notare anche la bella prova della polacca Justyna Kowalczik che ben tiene in entrambe le tecniche, chiudendo in 13a posizione. Invece per la svedese Kalla, lo skiathlon di Canmore si è rivelato più duro del previsto ed ha terminato la propria prova in 15a piazza a 1' 18" 4. 

Per l'Italia la migliore prestazione è quella di Virginia De Martin Topranin che dopo una prima parte di gara in lizza per un piazzamento importante, nella frazione in skating ha accusato un po' la fatica è ha concluso 18a a 1' 38" 3. L'altra italiana ha invece portato a termine la propria prova 40a Giulia Stuerz, mentre Gaia Vuerich ha deciso di non presentarsi al cancelletto di partenza. 

Nello skiathlon maschile poche emozioni fino agli ultimi giri in tecnica libera in cui si è accesa la gara. Nella frazione in classico il gruppo di testa, formato da circa 50 atleti, rimane molto compatto con anche tutti e 4 gli azzurri. Quando manca un giro al cambio degli sci Sundby e Ustiugov iniziano a muoversi un po, con qualche scatto nei tratti di salita. Però sull'ultima salita a scollinare per primo è il gressonaro Francesco De Fabiani, che si presenta al cambio di assetto con al suo fianco un pimpante Federico Pellegrino. Nel primo giro in skating, i due azzurri partono insieme al comando del gruppo di testa, però poi lo sprinter Pellegrino molla leggermente lasciandosi defilare. L'alpino De Fabiani invece non molla un metro e sta al fianco di Martin Johsrud Sundby e Sergey Ustiugov, in modo da controllare la situazione in maniera perfetta. La gara vera e propria si accende quando mancano due tornate al traguardo con Hans Christer Holind che cerca di scappare, ma laa sua azione viene fermata propria dal compagno Sundby. Sui tratti di salita il barbuto norvegese inizia a testare le reazioni degli avversari e proprio nell'ultimo giro sferra l'attacco definitivo che lo porta da solo sul la linea del traguardo. A salire con lui sul poidio di Canmore il leader dello Ski Tour Canada Sergey Ustiugov e il finlandese Matti Heikkinen. A seguito di questi scatti anche De Fabiani paga la fatica e perde a poco a poco terreno prezioso, fino ad arrestarsi alla 16a posizione finale.

Gli altri azzurri in gara hanno concluso 22° Dietmar Noeckler, 32° Giandomenico Salvadori e Federico Pellegrino 39°.

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