Davide Bragagna

Davide Bragagna

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Alla fine la scommessa di Emil Iversen è stata vinta. Dopo aver abbandonato il Tour de Ski, il giorno della vittoria di Oberstdorf, il più completo fondista norvegese aveva rischiato di complicare la propria corsa alla convocazione per Seefeld. Il 27enne, che a Meråker è di casa, si è preso anche il titolo nello skiathlon dopo quello della 15km a cronometro in classico. Il malanno che gli ha impedito di partecipare a Otepää e Ulricehamn è dimenticato.

Lo skiathlon dei Campionati norvegesi era una gara fondamentale visto che non se n'è disputato neanche uno in Coppa del Mondo. La gara è stata abbastanza noiosa e si è svegliata solo dopo 25km, quando il campione olimpico in carica della disciplina, Simen Hegstad Krüger, ha messo alla frusta tutto il drappello di circa una ventina di atleti, passati indenni dalla prima parte in classico. Johannes Høsflot Klæbo ha pagato immediatamente e ha forse perso l'occasione di prendere parte allo skiathlon di Seefeld. Chiuderà 21°.

Il grande ritmo degli ultimi 5km ha consentito a Iversen, Sjur Røthe, Martin Johnsrud Sundby e proprio Krüger di prendere il largo nel finale. Non c'è stata storia per il successo in volata, dove Iversen ha fatto valere le sue maggiori qualità di finisseur davanti a Røthe, il più forte pattinatore della stagione, e Sundby, l'atleta più decorato. Krüger, 4°, dovrebbe comunque avere il posto per i Mondiali.

Prestazione favolosa del 22enne Jan Thomas Jenssen, 8° nella 15km di Lahti ai Mondiali U23, oggi 5° a 8"5. Fra i nomi più noti 6° Hans Christer Holund, 9° Didrik Tønseth, 11° Sindre Bjørnstad Skar, 16° Pål Golberg, 17° l'intruso, scozzese ma residente in Norvegia, Andrew Musgrave, 19° Finn Hågen Krogh, oro nella sprint di ieri.

 Classifica skiathlon uomini

Dieci chilometri per le donne, quindici per gli uomini. L’anello che ospiterà la Coppa del Mondo (16-17 febbraio) ha incoronato i nuovi campioni d’Italia. Nell’Individuale in tecnica classica di Cogne, valida anche per la Coppa Italia, medaglia d’oro per gli Assoluti Caterina Ganz e Francesco De Fabiani e per gli under 23 Anna Comarella e Simone Daprà. Sui Prati di Sant’Orso è stata una mattinata di sport e agonismo, con i grandi campioni applauditi anche dai giovani talenti, arrivati in pista per partecipare alla Mini MarciaGranParadiso di questo pomeriggio.

Caterina Ganz, finanziera di Moena, ha vinto il secondo oro dopo quello conquistato nella sprint di venerdì. Ha chiuso i due giri in 29’51”87 e preceduto di 29” la poliziotta Anna Comarella (30’20”88) che si è aggiudicata anche il titolo under 23. Il bronzo assoluto è per un’altra atleta delle Fiamme Oro: Sara Pellegrini, staccata di 35” (30’26”82).

Tutto secondo i pronostici nella 15 chilometri maschile. Il titolo italiano è stato conquistato dal valdostano Francesco De Fabiani (Esercito) che ha coperto la distanza in 39’04”92 e staccato di 26” il corregionale Federico Pellegrino (Fiamme Oro; 39’30”50), davanti a tutti fino alla metà del primo giro. Medaglia di bronzo per Giandomenico Salvadori, finanziere che ha chiuso a 58” dalla vetta con il tempo di 39’56”86.

Come anticipato, Anna Comarella è stata protagonista di una grande prestazione: seconda assoluta e campionessa italiana under 23, davanti a Francesca Franchi (Fiamme Gialle), quarta della classifica generale a 1’02”. Bronzo per Cristina Pittin (Esercito) a 1’37”. Tra gli under 23, titolo italiano per Simone Daprà (Fiamme Oro) all’arrivo in 40’28”09, argento per Daniele Serra (Esercito) in 40’41”46 e terzo Paolo Ventura (Esercito) in 40’53”87.

Domani - domenica 3 febbraio - ultima giornata di gare a Cogne. Sui Prati Sant’Orso, alle 10, si disputa una 20 chilometri Individuale in tecnica classica che varrà per la classifica di Coppa Italia Sportful e di Coppa Italia Rossignol Master e Cittadini.

QUOTES

Caterina Ganz: «Sono contenta della gara, ci tenevo a fare bene nella mia distanza e tecnica preferita. Il prossimo fine settimana mi riposerò e non andrò a Lahti, poi tornerò a gareggiare proprio qui a Cogne per la Coppa del Mondo. I Mondiali? A Seefeld pista bella, ci sono stata lo scorso anno».

Francesco De Fabiani: «La fatica della sprint si è fatta sentire anche oggi. Ho cambiato idea sul tracciato: subito mi sembrava poco adatto alle mie caratteristiche, invece mi è piaciuto. In vista della Coppa del Mondo dovremo considerare i norvegesi; loro sono molto forti in spinta, batterli sarà dura».

Marco Albarello, sport manager Coppa del Mondo: «I Campionati Italiani sono stati un test importante per tutto il comitato organizzatore. In pista è stato fatto un gran lavoro da parte di tutti, poi questa nevicata ha dato un tocco di inverno alla località: potremo spendere ancora meglio la nostra immagine. Ci attendono due settimane fondamentali per sistemare tutto quello che ci è stato richiesto dalla Fis e dagli altri organi: vogliamo fare un grande evento».

Therese Johaug conferma la sua estraneità al livello terreno di massima competitivà nello sci di fondo. Una marziana. Ai Campionati norvegesi di Meraker, la 30enne di Røros vince anche il titolo dello skiathlon, dopo aver ampiamente dominato la 10km in classico di giovedì. Come?

Johaug è scappata via dopo poco più di due chilometri dallo start. L'unica che ha provato timidamente a seguirne il passo nella frazione classica, è stata Astrid Uhrenholdt Jacobsen che ha cambiato gli sci ai 7,5km con un ritardo tutto sommato contenuto di 20"6. In lotta per il terzo posto sono invece rimaste in 5 a 45"8: le sorelle Kari Øyre e Silje Øyre Slind, Heidi Weng, Ingvild Flugstad Østberg e una sorprendente Maiken Caspersen Falla, determinata a riscattare il titolo perso ieri nella sprint. Incredibilmente staccata Ragnhild Haga, campionessa olimpica della 10km, a rischio del posto per i Mondiali di Seefeld.

Il monologo di Johaug è continuato nei secondi 7,5km in skating con un guadagno altrettanto sensibile rispetto alle inseguitrici. Jacobsen ha dimostrato di essere in condizione e in controllo delle inseguitrici, confermando l'attuale ruolo di numero 2 della squadra e si è presa un altro argento dopo la 10km con ritardo di 56"4.

Il bronzo lo ha preso a sorpresa la sorella più piccola Slind, Kari, a 1'25"1, regolando Falla, Weng e una deludente Østberg, che forse vincerà la Coppa del Mondo, ma rischia di arrivare a Seefeld non al meglio. Scena già vista con Weng lo scorso anno in Corea. La Slind maggiore, Silje, ha perso terreno nel finale e ha concluso 7^. Haga ha rimontato qualcosa in skating in termini cronometrici, ma non è riuscita a rientrare terminando 8^.

La gara skiathlon di oggi era molto importante, in quanto non se ne è svolta alcuna nelle tappe di Coppa del Mondo. Possibile che Kari Slind rientri sorprendentemente in corsa per un pettorale.

Classifica skiathlon donne

 
 
 

La neve è arrivata al momento giusto, a imbiancare Cogne e i Prati di Sant’Orso, in questi giorni teatro dei Campionati Italiani e della Coppa Italia, in attesa della Coppa del Mondo del 16 e 17 febbraio. Oggi Federico Pellegrino e Caterina Ganz (Assoluti), Simone Daprà e Chiara De Zolt (under 23) hanno conquistato i titoli italiani sprint. Alla gara in tecnica libera hanno partecipato una sessantina di concorrenti, con la nazionale italiana al gran completo per testare l’anello di 1,730 metri che ospiterà la kermesse internazionale di metà mese.

Caterina Ganz, sesta in qualifica, ha giocato d’astuzia nella batteria finale. È rimasta nascosta fino all’ultimo, poi nel tratto finale (dopo il ponte) è partita all’attacco, si è portata in testa e sul rettilineo finale si è trovata sola: oro per la finanziera, davanti a Ilaria Debertolis e Sara Pellegrini.

Nella gara maschile Federico Pellegrino non ha avuto rivali e, nonostante il grande carico di lavoro effettuato nel raduno di Seefeld, si è imposto in modo netto. Il poliziotto, 24° tempo in qualifica, ha preceduto il valdostano e compagno di squadra Francesco De Fabiani (Esercito) e Mirko Bertolina (Carabinieri).

La gara sprint, valida anche per la Coppa Italia, ha inoltre assegnato i titoli italiani under 23. Tra le donne vittoria di Chiara De Zolt (Carabinieri), a precedere Francesca Franchi (Fiamme Gialle) e Stefania Corradini (Robinson Ski Team). Tra gli uomini, oro e titolo italiano per Simone Daprà (Fiamme Oro), argento per Giacomo Gabrielli (Esercito) e bronzo per Florian Cappello (Praid).

Gli altri valdostani. Nella gara femminile 4a Elisa Brocard, 5a Greta Laurent e 7a Francesca Baudin. Tra gli uomini 11° François Viérin, 17° Mikael Abram, 21° Jean-Luc Perron e 30° Michel Peccoz.

Domani, sabato 2 febbraio, le gare Individuali: la 10 chilometri femminile e la 15 chilometri maschile in tecnica classica. Inizio alle ore 9,30. Sabato pomeriggio, dopo l’assegnazione dei titoli italiani, spazio ai più piccoli con due eventi divertenti. Alle 12,30 partirà la MiniMarciaGranParadiso aperta alle categorie Baby Sprint, Baby, Cuccioli, Ragazzi e Allievi. A seguire il Vitalini Speed Contest con la presenza di Stefania Belmondo e di Marco Albarello. Una giornata di festa e di divertimento, dedicata ai giovani che amano gli sci stretti.

QUOTES

Caterina Ganz: «Non mi aspettavo questa vittoria, sono contenta anche perché la pista è davvero bella: mi è piaciuta appena l’ho testata, soprattutto l’anello completo di 5 chilometri. Gli organizzatori hanno fatto un gran lavoro, sapevo che mancava neve, ma sono stati bravi. In discesa ho cercato di stare coperta, poi ho dato il tutto e per tutto nel tratto finale».

Federico Pellegrino: «Oggi le gambe non erano delle migliori, però è stata una bella gara e soprattutto un altro allenamento: ne avevo bisogno. La preparazione procede nel modo ottimale, nonostante i carichi di Seefeld sto rispondendo bene. La pista è dura e l’organizzazione ha fatto un gran lavoro».

Elisa Brocard: «È un mese che sono fuori dalle gare e quindi sono contenta di aver riassaporato questa sensazione. Volevo arrivare in finale e ci sono riuscita, certo un po’ dispiace per il quarto posto. La sprint è una gara giusta per proseguire gli allenamenti».

Francesco De Fabiani: «Una gara impegnativa su una pista altrettanto difficile, cercavo un podio nella sprint ed è arrivato. Ora mi concentro sull’Individuale di domani, spero di ripetermi e di portare a casa un altro bel risultato».

Come avete potuto notare dai post sui social, in questi giorni sono stato a Seefeld in Austria, per iniziare l’ultimo periodo di carico prima dei Mondiali, che si terranno proprio qui tra qualche settimana. L’idea di venire a Seefeld è nata insieme all’allenatore Steo e a Defa durante il viaggio di ritorno dalla trasferta di Otepaa, quando abbiamo entrambi deciso di rinunciare alla tappa svedese di Ulricheamn del fine settimana appena concluso, nonostante fosse una tappa a cui tenevo partecipare, per consentirci un paio di giorni di riposo completo e un tempo più lungo su cui spalmare gli allenamenti di questo delicato periodo della stagione.

E’ bastata una tabella su di un foglio con i pro e i contro per ogni località papabile come base per questi 6 giorni e abbiamo subito capito che il compromesso migliore era a Seefeld: il luogo ideale come altitudine, piste agonistiche, piste turistiche e comfort vari oltre all’innevamento che purtroppo ancora scarseggia dalle nostre parti a basse quote.

In questi anni ho imparato per esperienza che è fondamentale avere il tempo per caricare anche d’inverno per poter raggiungere i traguardi che mi prefiggo e essere competitivo da inizio a fine stagione.

Queste finestre di carico all’interno della stagione agonistica le pianifico con largo anticipo per quello che riguarda le date, le località e le eventuali gare da saltare, ma sono sempre e comunque la stretta attualità e le sensazioni avvertite di gara in gara a consigliarmi come è più produttivo farle e quindi, come in questo caso, è stato necessario predisporre un piano diverso da quello pensato a ottobre.

Durante la stagione, soprattutto nelle sprint, è la brillantezza a fare la differenza e quella puoi anche riuscire a mantenerla soltanto con le gare e con i pochi allenamenti che porti a casa tra una tappa e l’altra. Ma a lungo andare confidare solo su quello può diventare pericoloso perché finisce con lo scaricarti le pile e corri il rischio di arrivare al momento cruciale della stagione senza avere nel serbatoio una quantità di benzina sufficiente a mantenere alti i giri del motore.

Essere brillanti non è sufficiente quindi! Almeno non per me.

I tanti anni trascorsi a competere nella Coppa del Mondo mi hanno insegnato a prendermi cura del mio corpo al meglio, per metterlo in condizione, quando scendo in pista, di puntare sempre al massimo risultato possibile.

So di non avere il fisico del supereroe e per questo ogni cosa, ogni uscita e ogni allenamento devono essere programmati al meglio per permettermi di tirar fuori sempre la mia miglior prestazione.

Chiaramente dover rinunciare ad alcune gare mi da un gran fastidio, ma è importante per me mantenere sempre i piedi ben saldi per terra e stare quanto più possibile aderente al piano d’azione concordato in partenza.

Non significa automaticamente che nei weekend successivi vincerò ma, senza ombra di dubbio, vorrà dire che mi sono messo nelle migliori condizioni possibili per provare a farlo e direi che questo è già un bel punto di partenza.

I periodi di carico durante l’anno nascono quindi da questa esigenza di rimettere carburante nelle gambe, ammassare ore di allenamento e lavori duri, da poter trasformare in brillantezza poi nelle settimane successive.

Ai giorni di pesante allenamento infatti fa sempre seguito un weekend di gare nel quale sono un po’ imballato, ma questo è la normalità, oltre che un segno della buona qualità del lavoro fatto. Soltanto dopo un leggero scarico fatto nei giorni successivi inizio a vedere i frutti del carico.

A maggior ragione quest’anno, con il Mondiale sullo sfondo, concentrare un pesante richiamo atletico in questi dieci giorni è sicuramente la cosa giusta da fare, anche se costa una gran fatica fare delle rinunce.

Mi riferisco non soltanto all’essere lontano da casa, lontano da Greta e dalla nostra tranquillità, ma anche al dovermi sciroppare un weekend di gare in televisione, senza poter essere sulla neve a competere con gli altri.

L’ultimo weekend di gare tra l’altro è stato quello di Ulricehamn, in Svezia, dove quest’anno avrei corso per la prima volta. Vedere quei trentamila spettatori assiepati sulle gradinate e non poter essere in pista è stato davvero frustrante. Così come lo è stato guardare le foto, i video e i post dei miei avversari che ci hanno preso parte.

Una rinuncia senza dubbio fastidiosa, ma necessaria, perché la programmazione è costruita apposta a tavolino per darmi le chance migliori nelle gare in cui partecipo e devo avere la forza di rispettarla sempre.

Il modo migliore di non rendere vano questo sacrificio è ovviamente lavorare bene. E qui lo abbiamo fatto in maniera egregia. Inoltre a partire da domani ci sarà anche il raduno della nazionale, a Cogne, che inizia con i campionati italiani e sarà un’ulteriore occasione di mettere ore nelle gambe per me, finendo con il cumulare praticamente 2 settimane di carico.

A Seefeld, ovviamente non sono solo, c’è il mio compagno e conterraneo Defa (De Fabiani), il nostro skiman di riferimento, Francois, e Christophe il fisio. Un gruppetto ridotto ma super organizzato in cui si vive sempre con un bel clima, cosa importante visto che anche qui eravamo in appartamento tutti assieme. Abbiamo fatto dei bei test sui materiali e non ci siamo mai allenati per meno di tre ore, riuscendo così a fare un grande volume di quantità oltre ad aver spinto forte sul tasto dell’intensità in alcune sedute, portando a casa dei bei lavori di “spinte” e di “gambe”.

Allenamenti molto duri e intensi ma di breve durata in skating sulla pista della Sprint Mondiale e altri invece più lunghi a tecnica classica, resi più dolci dalla bellezza delle piste che abbiamo trovato qui, con delle belle montagne sullo sfondo e boschi con alberi pieni di neve fresca.

Le piste qui sono già pronte per il Mondiale e sono larghissime, maestose, come accade sempre per Mondiali e Olimpiadi. Il primo giorno, appena arrivati abbiamo voluto provare subito la pista più lunga dei tracciati mondiali, quella da 8 chilometri e mezzo che ospiterà la 50 chilometri che comprende al suo interno tutti i tracciati delle varie distanze e devo dire che mi è piaciuto veramente tanto.

I lavori estivi e le strutture mobili hanno reso lo stadio enorme (largo 60 metri!) che ha letteralmente cambiato il volto della zona partenza/arrivo: era difficile un anno fa riuscire a visualizzare un’opera del genere, ma tutto lascia davvero intendere che sarà uno spettacolo pazzesco anche per gli appassionati e il pubblico, sia quello da casa che quello che avrà la fortuna di salire fin quassù a tifare.

Iniziano a comparire i maxischermi e oltre alle grandi tribune dello stadio, altre più piccole prendono corpo vicino ai punti più strategici e spettacolari del percorso.

Si preannuncia davvero un gran Mondiale e, anche se mancano 24 giorni alla ‘mia’ sprint, io ho iniziato un po’ in anticipo a respirarne l’aria.

Anche questo è stato messo nella mia lista dei pro e dei contro stilata in aereo, ovviamente sotto la colonnina dei pro.

www.federicopellegrino.com

Una lezione di tiro. Maren Bakken è la nuova campionessa mondiale di sprint nella categoria Giovani grazie alla sua particolare abilità al poligono: al di là dello zero, comune ad altre atlete, quello che impressione è il suo range time, che le consente di fare davvero la differenza. Così, con tempi di rilascio favolosi, nonostante una prestazione sugli sci inferiore a quella della connazionale Marte Moeller (che pure fa 10 su 10 come lei), la norvegese conquista la medaglia d'oro con 29" sulla compagna di squadra, bronzo dietro la svizzera Amy Baserga.

La migliore delle italiane è Hannah Auchentaller, sedicesima con una bella rimonta nel fondo all'ultimo giro, perché dopo l'errore al secondo poligono passa in 26esima posizione ma poi scala ben dieci gradini negli ultimi due chilometri. Più lontane le altre azzurre: Rebecca Passler è 36esima, Martina Zappa 37esima, Beatrice Trabucchi paga i tre errori a terra e finisce 44esima. Domenica 3 febbraio il programma dei Mondiali si chiuderà con l'inseguimento. 

Ordine d'arrivo sprint femminile Mondiali Giovani Osrblie (Svk)
1 BAKKEN Maren NOR 0 17:31.6 
2 BASERGA Amy SUI 1 +24.8 
3 MOELLER Marte NOR 0 +29.5 
4 GANDLER Anna AUT 0 +40.4 
5 DE BESCHE Anne NOR 0 +46.3 
6 SLETTEMARK Ukaleq Astri GRL 1 +46.7 
7 BENED Camille FRA 1 +48.0 
8 BOUCAUD Laura FRA 0 +1:05.9 
9 JANDOVA Tereza CZE 0 +1:11.3 
10 REMENOVA Zuzana SVK 0 +1:13.6 

16 AUCHENTALLER Hannah ITA 1 +1:33.2 
36 PASSLER Rebecca ITA 2 +2:12.4 
37 ZAPPA Martina ITA 2 +2:17.3 
44 TRABUCCHI Beatrice ITA ITALY 3 +2:34.9

Fonte: FISI

A Cogne fanno festa Federico Pellegrino e Caterina Ganz, che conquistano l'oro della sprint ai campionati italiani. Sulla pista valdostana che il 16 e il 17 febbraio ospiterà una tappa di Coppa del mondo, si sono tenute le prime gare degli Assoluti: parziale sorpresa in quella femminile, dove a trionfare è stata l'atleta più in forma del momento, Caterina Ganz, che si era messa in evidenza al Tour de ski soprattutto nelle distance e qui è riuscita ad avere la meglio su rivali più adatte alla specialità. L'atleta delle Fiamme Gialle ha battuto Ilaria Debertolis e Sara Pellegrini, fuori dal podio la rientrante Elisa Brocard e Greta Laurent.

Nessuna sorpresa nella gara maschile: Federico Pellegrino, argento olimpico della sprint, ha rispettato il pronostico sulla pista di casa che oltretutto era anche in tecnica libera, la sua preferita. Il campione delle Fiamme Oro si è messo alle spalle Federico De Fabiani, che comunque conferma i progressi nel format, e Mirco Bertolina. I titoli Under 23 sono andati a Simone Daprà (quinto in assoluto dietro Dietmar Nöckler) e Chiara De Zolt Ponte (sesta in assoluto). Sabato 2 febbraio si terranno la 15 km maschile e la 10 km femminile in tecnica classica.

Fonte: FISI

Seconda giornata di gare ai Campionati norvegesi di Meråker con in programma le gare sprint a tecnica libera. Continua la battaglia in seno agli squadroni norvegesi per assicurarsi un posto in lista di partenza ai Mondiali di Seefeld. Ci sono ancora le sprint di Lahti e Cogne, ma oggi ci sono stati interessanti sviluppi.

Fra le donne, ha vinto a sorpresa Lotta Udnes Weng, che potrebbe essersi guadagnata definitivamente il pettorale per la gara iridata più breve. Non è stata quella che ha impressionato di più, ma quella che tatticamente ha letto meglio la situazione.

Chi ha veramente impressionato è stata la neo campionessa mondiale juniores Kristine Stavås Skistad, letteralmente sontuosa nel rettilineo finale che le vale l'argento, nonostante fosse in ultima posizione quando è stato sferrato l'attacco decisivo.

Si è fatta invece sorprendere la favorita Maiken Caspersen Falla. La campionessa olimpica di Sochi 2014 è rimasta attardata come Skistad al momento dell'attacco e ha dovuto spingere per ricucire lo strappo, arrivando sfiatata negli ultimi 20 metri in 3^ posizione. Bruciata di un decimo l'altra gemellina Weng Tiril Udnes. E' probabile che sarà questo il quartetto che prenderà parte alla prova iridata. 

Fra gli uomini, ha mostrato una condizione smagliante Finn Hågen Krogh, autore anche del miglior tempo in qualificazione. Il talento del 28enne di Alta non è mai stato in discussione, ma nella stagione olimpica, e nella prima parte di quella in corso, non aveva mai fatto vedere questo livello. 

Oggi ha attaccato con grande cattiveria a metà tracciato e l'unico riuscito a seguirlo è stato Sindre Bjørnestad Skar, col quale si è disputato la volata finale, vincendo di un soffio. Il bronzo è andato a Håvard Solaas Taugbøl. In finale anche lo scozzese Andrew Young, 5°, fra Even Northug e Kasper Stadaas.

Fra i candidati a un posto per Seefeld, oggi è andata male a Eirik Brandsdal, caduto in semifinale, e Sondre Turvoll Fossli, quasi eliminato in batteria e fuori in semifinale.

Assenti Emil Iversen e Johannes Høsflot Klæbo, unico sicuro del posto, la battaglia per i 2/3 pettorali ancora disponibili è cominciata oggi e continuerà a Lahti e Cogne.

Classifica Sprint TL 

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