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Fondo: semplicemente Chicco - 2Week7 - Fis Races

20 Novembre 2019
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Si è chiuso il mio primo weekend stagionale di gare e, come accade spesso in questo periodo, la cosa più importante è riuscire ad analizzarlo lucidamente, mettendolo nella giusta prospettiva. La condizione fisica degli atleti al via in questo tipo di competizioni non è assolutamente uniforme, anzi. Per questo, il risultato puro e semplice della gara va sempre preso con le pinze e utilizzato più per fare il punto della situazione, che non in chiave assoluta. Durante queste prime gare, infatti, gli obiettivi degli atleti possono differire anche molto l'uno dall'altro a seconda delle esigenze del momento e delle realtà, individuali e nazionali, che cambiano in vista delle tappe di Coppa del Mondo, al via tra un paio di settimane.

La lista dei partenti delle gare FIS di inizio stagione non comprende mai tutti i migliori della specialità e di sicuro una gran fetta dei presenti utilizza questi weekend come prova generale e ultima occasione di rodaggio. Nel nostro caso, per esempio, la composizione della squadra A che parteciperà alla prima tappa di Coppa del Mondo è stata già definita durante l'estate, su base meritocratica dai risultati ottenuti nella scorsa stagione invernale. Viene così permesso a tutti i componenti del team di iniziare la preparazione focalizzandosi unicamente sulle tappe principali del circuito, in modo da raggiungere l'apice della brillantezza proprio a ridosso dell'inizio delle gare che contano.

 

In molte altre realtà invece, come ad esempio in Russia, di cui qualche atleta ha gareggiato qui a Rovaniemi, i primi weekend stagionali servono anche a selezionare gli atleti che poi parteciperanno alla Coppa del Mondo, in una logica di selezione interna che tiene conto dello stato di forma attuale degli sciatori. Queste differenze di approccio cambiano profondamente lo scenario degli appuntamenti di avvicinamento, perché affiancano sulla linea del via sia atleti che sono già chiamati al loro meglio per guadagnarsi il posto in squadra, sia atleti che inseriscono ancora la gara in un programma di carico e che quindi saranno ancora distanti dalla loro condizione top.

Il mio approccio resta quello di sempre: dare il massimo ogni giorno, anche, se non soprattutto, durante gli allenamenti. Per quanto, però, io possa provare a simulare le situazioni di gara nulla pareggerà mai l'emozione del pettorale e questo mi permette di fare una vera e propria prova generale in vista delle tappe più attese.

L'obiettivo quindi è mettere a test il sistema e la prestazione collettiva, non pesando solo il risultato.

Ci separano ancora 12 giorni dall'inizio della Coppa del Mondo, all'interno dei quali avremo modo di inserire altri 3/4 allenamenti di intensità per limare gli ultimi dettagli della preparazione e, per questi “ritocchi di condizione”, le indicazioni offerte dallo scorso weekend sono davvero fondamentali.

Le sensazioni raccolte sono state sinceramente positive.

Nella Sprint in Tecnica Classica di domenica, format della gara di apertura di coppa del mondo, ho vinto la qualifica con il miglior tempo, dando buoni distacchi ad avversari quotati. Inizialmente ho pensato che il merito fosse da attribuire principalmente all’ottima qualità dei materiali e ho cercato di minimizzare il risultato. Poi, quando nelle batterie ho visto che anche gli sci degli altri erano altrettanto veloci, mi sono dovuto ricredere, rivalutando in meglio la mia condizione attuale.

Anche i materiali, comunque, vengono sottoposti al test della gara in queste occasioni, in modo da ottenere le indicazioni migliori sull'equilibrio da raggiungere in vista della Coppa del Mondo. Scegliere la sciolina giusta è sempre un processo, figlio di un compromesso tra la scorrevolezza e la tenuta in salita. Trovare il giusto equilibrio significa non solo conoscere i propri sci, ma anche il proprio corpo, i suoi limiti e i punti di forza. Una tenuta massima ti consente di spingere a mille con le gambe in salita, ma ti impedisce di raggiungere velocità importanti nei tratti veloci. Dall'altro lato invece, materiali molto scorrevoli ti avvantaggiano nei tratti veloci ma ti obbligano ad una maggiore fatica muscolare in salita, soprattutto per determinati muscoli. Muscoli che però abbiamo allenato per tutta l’estate e che solo a questo punto della preparazione possono essere testati sul campo per verificare la buona qualità del lavoro svolto.

I test condotti anche in questo senso mi hanno dato la prova della bontà della preparazione estiva anche di questa stagione e del fatto che non sono troppi i dettagli da aggiustare prima del via.

Tutto questo mi da grande fiducia in vista dell'inizio vero e proprio: sono di nuovo al posto giusto e sento di potermela giocare per i grandi traguardi come nelle scorse edizioni.

Arriveranno presto le mie gare, le mie piste ed io sono prontissimo ad entrare nella modalità inverno a me tanto cara, non vedo l’ora…