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Fondo-Pellegrino: Peccato cadere così a Planica. Ma la condizione c'è.

20 Gennaio 2018
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La condizione non è male. Stavo facendo una buona prova di qualifica e nella salita più lunga avevo appena effettuato una bella accellerata recuperando un po' di secondi sui miei avversari. Poi in discesa, nell'ultima curva, sul ghiaccio, mi si è infilato lo sci nella neve smossa e, a livello muscolare, non ho avuto la risposta necessaria per reggermi in piedi ed evitare la caduta. E' stata una situazione che poteva succedere e alla quale ero, in un certo senso, preparato. In settimana abbiamo lavorato tanto e, dopo la prova ripetuta di mercoledì, avevo la muscolatura delle gambe davvero provata. Siamo stati anche sfortunati perché il nostro fisioterapista Erik Benedetto si è ammalato durante il raduno a Passo Lavazé e abbiamo così svolto un giorno di recupero in meno attraverso i massaggi con Claudio Saba, nostro precedente fisioterapista, richiamato al lavoro. Abbiamo fatto il massimo ma oggi, nel momento nel quale ho perso l'equilibrio e ho cercato di richiamare i quadricipiti per rimettermi in piedi come di solito riesco a fare in queste situazioni, non c'è stata risposta e sono caduto a terra. Peccato, perché avrei voluto chiudere questa sprint classica con ulteriori indicazioni positive per poter impostare meglio il programma di allenamento da qui alle olimpiadi. A livello organico stavo comunque disputando una buona prova e resto dell'idea che la sprint classica a PyeongChang sarà una gara nella quale potrò fare bene. Le ultime indicazioni su come starò davvero le avrò nella sprint di Seefeld.