E’ un’azione che potrebbe “accorciare” il periodo di sospensione che, iniziando immediatamente e non al momento di una possibile (probabile) squalifica, potrebbe ridurle il periodo di attesa prima di poter rientrare all’attività agonistica.
“Non mi sento colpevole e non ho intenzione di auto sospendermi! Sono innocente e non posso pagare per l’errore di una terza persona!”
La FIS sta facendo tutto il possibile per accelerare i tempi e mettere fine alla questione. La commissione antidoping norvegese sta difendendo il proprio atleta e collaborando con la WADA per trovare una soluzione che (nella loro speranza) non sia tropo pesante.
Intanto la federazione norvegese ha assunto un nuovo medico che ad interim sostituirà il “colpevole” di tutta questa storia.
A rischio anche gli allori olimpici e la coppa del Mondo appena vinta.